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discriminazione di prezzo prevede prezzi diversi a diversi consumatori per lo stesso bene o

servizio in base a disponibilità a pagare. 1)discriminazione perfetta: monopolista vende ogni

unità del bene alla massima disponibilità a pagare dei consumatori. 2)di secondo grado:

monopolista non conosce disponibilità a pagare di ognuno così vende unità diverse a prezzi

diversi ma ogni consumatore con stessa quantità acquistata, paga stesso prezzo. 3)di terzo

grado: monopolista vende a persone diverse con prezzi diversi e ogni unità di output è venduta

ad un certo gruppo di consumatori allo stesso prezzo. Da qui in avanti poniamo che il

regolatore non conosce la funzione di costo C del monopolista, siamo quindi in presenza di

asimmetria informativa (problema dell'estrazione della rendita informativa del monopolista e

schema di incentivazione che spinga lo stesso a produrre al minimo costo). Questa permette al

monopolista di sfruttare strategicamente il proprio vantaggio informativo per ottenere un

profitto positivo detto rendita informativa. Il tentativo del regolatore di ridurre tale rendita si

scontra con gli obiettivi di efficienza allocativa e produttiva. Loeb e Magat propongono per

estrarre la rendita, che in aggiunta al prezzo di vendita del bene, fissato dal monopolista, questi

riceva dal governo un trasferimento pari al surplus netto che i consumatori ricavano dal

consumo del bene. Scegliendo un prezzo pari al costo marginale il profitto del monopolista

(rendita) coincide con il surplus derivante dalla fornitura del bene, così che massimizzando il

surplus sociale egli non fa altro che massimizzare il proprio profitto. Tale soluzione non è però

socialmente accettabile perchè non equa. Tale schema è ottimale anche quando al monopolista

sia richiesto il pagamento di un ammontare fisso M (prezzi più bassi possibili che comunque

rispettino il vincolo di profitti non negativi), che non sia però troppo alto da scoraggiare la

partecipazione dello stesso. Per evitare questo rischio si mette all'asta il diritto a produrre,

dando la concessione al monopolista con i prezzi più bassi. Per aggiudicarsi l'asta, un'impresa

dovrà offrire i prezzi più bassi possibili, sempre però con un profitto non negativo, rivelando

indirettamente il costo di produzione; tale sistema permette così al trasferimento di essere più

mirato e di avvicinarsi con più precisione alla cifra reale di costo sostenuto dall'impresa. Baron

e Myerson: se le condizioni del meccanismo d'asta non sono verificate spetta al regolatore

determinare M che realizzi l'ottimo trade-off tra rischio di non partecipare del monopolista e

costo sociale della rendita. Il regolatore può aumentare il benessere sociale proponendo al

monopolista un menù di contratti di regolamentazione (composti ognuno da diversi prezzi

imposti al monopolista e sussidi o trasferimenti) tra cui scegliere. Il problema è di

congegnare lo schema in modo che l'impresa ceda almeno in parte la propria rendita. In

presenza di sussidi la presenza di un costo fisso è irrilevante ai fini della determinazione dello

schema tariffario ottimale. I valori ottimali del prezzo e del trasferimento dipendono dal

valore del costo marginale c che però il regolatore non conosce (conosce solo la distribuzione

di probabilità nell'intervallo c1 e c2) e deve basarsi sulla dichiarazione del monopolista

sperando che sia quanto più vicina alla realtà. Se al contrario c fosse noto il regolatore

imporrebbe al monopolista un prezzo pari al costo marginale, facendo produrre al monopolista

la quantità ottimale concedendogli un profitto nullo con il risultato di un first best. In presenza

di asimmetria lo schema di regolamentazione è superiore dal punto di vista del benessere

sociale a quello di first best, dal momento che pur lasciando invariata la rendita del

monopolista, elimina la perdita secca di benessere. Principio di rivelazione: per ogni schema

contrattuale che induce la parte informata ad inviare un segnale falso alla parte non informata,

esiste un contratto che induce la parte informata a dire la verità e garantire un livello di

efficienza non inferiore a quello del primo contratto. Ora si prende in considerazione anche

l'inefficienza produttiva (la non minimizzazione dei costi di produzione o totali). La ricerca

del profitto e la presenza di competitori sul mercato costituiscono incentivi adeguati alla

minimizzazione dei costi, contrariamente a condizioni monopolistiche. Se però fissiamo tariffe

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pari ai costi sostenuti, l'efficienza allocativa è assicurata a costo di annullare gli incentivi alla

minimizzazione dei costi (perchè non si riesce a massimizzare il profitto) e di impedire così

l'efficienza produttiva. Nella determinazione dell'ottimo sociale dobbiamo tener conto che il

costo marginale dipende ora da e: impegno per ridurre i costi di produzione (da cui l'ottimo

sociale è c=costi di produzione-e). Se il regolatore decide un prezzo pari al cm osservato e un

trasferimento a copertura dei costi fissi, tale schema è detto 1)cost-of service. Una diminuzione

di c si traduce in una diminuzione di prezzo e non procura al monopolista alcun vantaggio,

quindi il livello scelto di impegno e sarà = 0 e il prezzo sarà uguale a c e ai costi di produzione.

Con tale schema essendo il costo marginale e il prezzo più alti dell'ottimo sociale (in contesto di

efficienza produttiva e non allocativa) si ha inefficienza produttiva. In alternativa il regolatore

fissa un 2)prezzo fisso indipendentemente da c, tale condizione coincide con l'ottimo sociale

solo se il regolatore fissa il prezzo uguale ai costi di produzione meno l'impegno di riduzione

degli stessi. Nel primo caso il monopolista è espropriato dell'intero incremento di profitto

derivante da riduzione costi, che viene trasferito sui prezzi, nel secondo la riduzione costi si

traduce in un aumento dei profitti, visto il prezzo fisso, con un incentivo all'efficienza massimo.

Oltre a questi due schemi di regolazione ce ne sono altri tra cui il cost plus e il price cap.

3)Contratti price cap(esempio di meccanismo di fix price) schema con maggior potere

incentivante: lo stato stabilisce ex ante un prezzo massimo pari al costo, per il bene prodotto

dall'impresa, sulla base delle proprie valutazioni circa i costi di realizzazione; l'impresa può

stabilire un prezzo più basso o uguale al tetto ma non superiore e può trattenere per sé i profitti

generati a quel prezzo (incentivo all'efficienza produttiva, no allocativa). Le imprese ricevono

sussidi ex ante a ripiano delle perdite previste. 4)Contratti cost plus: lo stato individua il

livello di trasferimento all'impresa in modo da fissare il prezzo di un bene ad un livello

sufficientemente alto da impedire all'impresa di incorrere in perdite. Lo stato non ha però i

mezzi necessari per osservare i costi e nulla assicura che essi siano minimi, l'impresa non ha

interesse alla loro riduzione, se anzi verrà remunerata (rimborso integrale ex post dei costi

sostenuti) sulla base di un markup sul costo, avrà interesse al loro aumento per raggiungere un

maggior profitto. Modello di Laffont e Tirole: il regolatore osserva c ma non conosce i costi di

produzione né l'impegno del monopolista. Inoltre i costi di produzione sono noti al monopolista

prima della scelta dello schema di regolazione, caratterizzando il problema come uno di

informazione nascosta. Rispetto al modello di Baron il fatto di osservare c rende disponibile un

segnale in più cui è possibile condizionare la fissazione del prezzo e del trasferimento al

monopolista. Condizionare però T a c se da un lato aumenta la capacità del regolatore di ridurre

la rendita informativa, dall'altro spinge il monopolista ad erogare un livello di impegno e non

efficiente. Il regolatore fissa il prezzo e un T monetario in funzione del valore dei costi di

produzione comunicato dal monopolista e del valore osservato c. La distorsione comporta

rispetto a quanto visto con Baron (inefficienza allocativa, prezzo non coincidente con costo

marginale) un' inefficienza produttiva (livelli di costo inefficienti). Nel modello di Laffont la

soluzione ottimale prevede che nel caso in cui l'impresa sia del tipo più efficiente(cioè i costi di

produzione sono più bassi e quindi è maggiore il valore dell'informazione), la regola di

rimborso dei costi induca un livello ottimale di impegno e dunque efficienza produttiva,

quindi una rendita informativa positiva; nel caso in cui l'impresa sia del tipo meno efficiente,

essa produca ad un costo superiore a quello efficiente, e non percepisce alcuna rendita

(trasferimenti all'impresa inversamente proporzionali ai costi di produzione dichiarati, quindi

trasferimenti più alti per costi di produzione più bassi). Prima interpretazione del modello: il

monopolista viene premiato con un T più generoso per il fatto di produrre ad un costo inferiore,

quindi il regolatore comunica T, il monopolista sceglie e e c, così facendo rivela indirettamente

il proprio livello di efficienza (o costi di produzione). Seconda interpretazione: il monopolista

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effettua una scelta in due tempi, in un primo seleziona una regola di rimborso lineare entro un

menù di regole, in un secondo, sceglie il valore di impegno e determina un certo costo

marginale, dal quale dipenderà T. In presenza di asimmetria (soluzione di second best e non di

first best) il comportamento ottimale per il regolatore è quello di spingere il monopolista a

selezionare entro un menù di contratti, quello a lui più confacente in cambio però di una perdita

di efficienza per via dell'allentamento degli incentivi. Al contrario del contratto di first best

(simmetria) in quello di asimmetria l'impresa deve essere incentivata a selezionare il livello di

impegno per essa previsto dal regolatore. La possibilità di elargire la rendita sotto forma di

sussidio diretto all'impresa rende superflua ogni altra distorsione e consente al regolatore di

imporre un prezzo pari a c. In assenza di sussidi si riduce però la gamma di strumenti utilizzati

dal regolatore per indurre l'impresa a rivelare la sua informazione e quindi la rendita viene

finanziata applicando un markup del prezzo sul costo marginale. Le imprese più efficienti

devono essere incentivate a selezionare livelli maggiori di impegno (minor costi) con

applicazione di markup più elevato (profitto da calcolare sul prezzo), che garantisca un livello

adeguato della rendita informativa. 5)Regolamentazione per comparazione: utilizza il

confronto tra le performance di imprese regolamentate operanti in condizioni affini. Se

l'informazione privata ha una componente comune, il regolamentatore può congegnare lo

schema regolatorio in modo da utilizzare i segnali trasmessi da un'impresa per ridurre

l'asimmetria nei confronti di un'altra. Questo è possibile introducendo artificialmente una

competizione concorrenziale simulata tra le due imprese, in una fase precedente la produzione e

vendita del prodotto (soluzione alternativa alla regolamentazione tariffaria diretta). Un esempio

di tal tipo di regolamentazione è quella del rimborso delle prestazioni ospedaliere per mezzo dei

DRG, in cui ad ogni patologia è associato un costo ricavato come media dei costi sostenuti per

quella stessa patologia nel sistema. Essendo svincolato dal costo effettivamente sostenuto dal

singolo ospedale, è massimo l'incentivo per gli operatori a contenere il costo dell'intervento.

Fin'ora abbiamo ritenuto che l'asimmetria preesistesse rispetto al contratto di

regolamentazione, diverso è il caso in cui l'impresa abbia inizialmente la stessa

informazione del regolamentatore sulle condizioni produttive. L'imposizione di uno schema

di regolamentazione che garantisca incentivi adeguati all'impresa può scontrarsi con la necessità

di limitare l'esposizione al rischio dell'impresa stessa. A differenza di Laffont, al monopolista i

costi di produzione sono noti solo dopo che questi ha effettuato la sua decisione sull'impegno a

ridurre i costi. Ciò significa che al momento in cui viene fissato lo schema di regolamentazione

e viene scelto e il costo di produzione è incerto per il monopolista. Tale incertezza diventa

rilevante se egli è avverso al rischio. In presenza di incertezza la soluzione di fix price (prezzi

non si adeguano alle variazioni della domanda a causa della rigidità dei costi di produzione)

sarà ottimale solo se il monopolista è neutrale al rischio (o alla variazione dei costi di

produzione), in tutti gli altri casi una certa dipendenza del prezzo dal costo risulta vantaggiosa e

tale dovrà essere tanto più pronunciata quanto maggiori sono l'avversione al rischio e la

varianza dei costi di produzione (all'aumentare dei costi anche i prezzi aumentano:non è

soluzione ottimale ma si ha quanto il monopolista è avverso al rischio). Quanto minore è la

varianza, tanto maggiore è il potere incentivante dello schema di remunerazione ottimale, e

tanto maggiore è il livello di efficienza produttiva, cioè tanto minore è l'avversione alla

variazione dei costi di produzione del monopolista, tanto maggiore è il potere incentivante dello

schema di fix-price e tanto maggiore è il livello di efficienza produttiva, cioè di riduzione di

costi. Inoltre essendo cruciale la variabilità dei costi di produzione, risulta vantaggiosa in

termini di benessere sociale ogni soluzione che riduce la varianza, possibile grazie ad un

aumento degli incentivi. Azzardo morale: azione nascosta, in cui la probabilità di un risultato

positivo per il principale aumenta al crescere dell'impegno con cui l'agente esegue la propria

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in sistemi socio-sanitari e pubblica amministrazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bilancino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Fiorillo Fabio.

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