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Economia e gestione delle imprese

Economia e gestione dell’impresa guarda l’impresa nella sua peculiarità e analizza tutte le funzioni aziendali integrali al fine di raggiungere un vantaggio competitivo (fine ultimo dell’impresa). Vengono identificati alcuni costrutti dell’economia aziendale perciò il suo studio è necessario. Un'azienda è un complesso di beni organizzata da un soggetto economico per svolgere una determinata attività. È un concetto più ampio perché definisce la struttura economica e tecnico-produttiva che è alla base dell’esercizio di un’attività.

Imprese di tipo economico-sociale

Noi parliamo di imprese di tipo economico-sociale perché facciamo riferimento a un’istituzione che svolge una funzione economica di beni e servizi rivolti al mercato. “È un’istituzione di tipo economico-sociale” cioè è un elemento creato dall’uomo e normato dalla disciplina. I beni e servizi vengono prodotti in maniera economica, ovvero l’impresa deve sottostare al principio dell’economicità ed essi sono destinati alla vendita. È un’istituzione economico-sociale perché ha anche un impatto sulla società, ovvero crea lavoro e benessere laddove opera.

L’impresa è disciplinata dal diritto privato, come un’attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi, ciò è quanto si desume dalla definizione di imprenditore che all’art. 2082 fornisce il codice civile. Quindi l’impresa diventa lo strumento dell’imprenditore.

Cosa caratterizza l’impresa

La presenza di un’organizzazione: l’impresa è uno strumento dell’uomo che presuppone l’attivazione di processi secondo un’ottica organizzativa orientata verso efficienza ed efficacia. Un'impresa esiste se ha un'organizzazione.

Lo svolgimento di processi di produzione di valore: l’impresa deve realizzare dei prodotti o servizi che rispondano a un bisogno, che realizzino valore per dei consumatori. Produrre valore vuol dire dare risposte utili al mercato. Deve essere sempre rispettato il principio dell’economicità. Oltretutto esso non può esaurirsi solo nella risposta al mercato, ma la realizzazione del valore deve essere anche analizzata con riferimento all’imprenditore, cioè colui che investe che attende un ritorno del capitale investito che sia superiore al costo del capitale investito.

Le relazioni di scambio con entità esterne: essa è inserita in un reticolo ampio con cui si realizzano operazioni di scambio. Le entità esterne sono consumatori, altre imprese, fornitori, pubblica amministrazione, soggetti che offrono lavoro ecc.

La finalità imprenditoriale del reddito: la finalità è quella di raggiungere un profitto. L’impresa è sostenibile se riesce a soddisfare colui che ha investito. Per farlo bisogna guardare il lungo termine perché si può creare reddito attraversando periodi di perdita. In generale, un’impresa deve operare secondo efficienza, efficacia ed economicità.

Efficienza, efficacia ed economicità

  • Efficienza: L’azienda è efficiente quando utilizza in maniera economica le risorse a propria disposizione; il giudizio di efficienza riguarda ogni fase del processo produttivo (acquisto, produzione, vendita) e si pongono come obbiettivo l’analisi delle alternative che producono il massimo rapporto mezzi-risultati. Si può distinguere tra:
    • Efficienza tecnica o produttiva: misura il modo in cui i fattori sono utilizzati nel processo produttivo e indica la capacità dell’azienda (efficienza interna) di produrre più unità fisiche di output fermo restando un dato ammontare di input e una certa tecnologia e viceversa.
    • Efficienza allocativa o gestionale: misura la capacità di combinare input e output al minimo costo dati i prezzi di mercato e indica la capacità dell’azienda (efficienza esterna) di ottenere più unità di output a parità di mezzi monetari, grazie ai risparmi ottenuti sul mercato.
  • Efficacia: un’azienda è efficace quando ha raggiunto con successo gli obbiettivi prefissati; il giudizio di efficacia implica quindi una valutazione qualitativa ex-post del grado di raggiungimento degli obbiettivi prefissati (soddisfazione clientela, guadagni conseguiti ecc.).
  • Economicità: tale concetto sintetizza la capacità dell’azienda nel lungo periodo di utilizzare in modo efficiente le proprie risorse, raggiungendo in modo efficace i propri obbiettivi.

Classificazione delle imprese

Le attività economiche non sono tutte uguali ma sono riconducibili a 3 macro settori:

  • Primario: (agricoltura) cioè le imprese che hanno come oggetto lo sfruttamento delle risorse della terra.
  • Secondario: imprese di trasformazione che usano input per trasformarli in output attraverso una trasformazione fisico-chimica o attraverso il montaggio.
  • Terziario: sono tutte le imprese che hanno una produzione immateriale (servizi).

Le distinzioni forti vi saranno durante lo studio delle attività di produzione. Quindi EGI guarda l’impresa indipendentemente dal suo output ma quando faremo l’attività produttiva ci rivolgeremo alle imprese del secondario (output di tipo fisico).

Dimensionale delle imprese

Le imprese possono essere classificate anche dal punto di vista dimensionale:

  • Grandi imprese;
  • Piccole e medie (PMI = piccola media impresa), ovvero imprese che sono accomunate dal fatto di non essere grandi.

Per classificarla piccola o grande sono utilizzati criteri di suddivisione attraverso parametri quantitativi e qualitativi (caratteristiche pecuniarie di questa categoria d'impresa).

Parametri quantitativi

  • Numero di addetti: Un’impresa grande ha un numero di addetti molto elevato, esso identifica una certa complessità di tipo organizzativo e gestionale.
  • Fatturato: Esso identifica il giro di affari e diventa una misura della rilevanza rispetto i mercati di sbocco delle imprese, grande impresa —> grande fatturato.
  • Investimenti fissi: (totale attivo mobilizzato), questo perché è un fattore che contribuisce a identificare imprese che hanno investimenti per produzione di grandi entità.
  • Valore aggiunto: Esso è una differenza tra fatturato e i costi che l’impresa sostiene per l’acquisto di beni e servizi dall’esterno, è quel surplus di valore.

Secondo la Commissione Europea le categorie delle medie, piccole e micro imprese possono essere individuate sulla base di 4 elementi:

  • Numero di dipendenti: inferiore ai 250/50/10 dipendenti;
  • Volume d’affari annuo: non superiore ai 50/10/2 milioni di euro;
  • Totale di Stato Patrimoniale: non superiore ai 43/10/2 milioni di euro;
  • Indipendenza: non devono essere partecipate per il 25% o più del capitale sociale o dei diritti di voto da una o congiuntamente da più imprese che superino i parametri PMI.

Le PMI rappresentano il 95% delle imprese nazionali.

Parametri qualitativi

Quando andiamo a vedere una impresa di piccola media dimensione abbiamo caratteristiche che emergono:

  • Coincidenza tra proprietà e controllo: Qui il proprietario riesce a dirigere direttamente l’impresa stessa. Solitamente in grandi imprese il proprietario e il gestore sono persone differenti mentre nelle piccole imprese spesso coincidono; caso eccezionale Luxottica, grandissima impresa in cui proprietario ha deciso di gestire l’impresa.
  • Struttura organizzativa semplice: Spesso un’impresa piccola ha una struttura composta dal proprietario, segreteria amministrativa e attività di produzione. Più aumentano le dimensioni più aumenta la complessità, il problema viene risolto aggiungendo alla segreteria amministrativa un altro ufficio ad esempio.
  • Assenza di strategie formalizzate: Una strategia è un comportamento aziendale orientato al futuro per il raggiungimento di un obiettivo, una strategia può essere implicita se non viene formalizzata in un documento che serve a rendere più chiari gli obiettivi. Una piccola impresa non ha l’esigenza di formalizzare la strategia.
  • Sottocapitalizzazione: Un’impresa è sottocapitalizzata quando ricorre al capitale di debito. È un fenomeno che si verifica nelle piccole imprese perché avendo poco capitale interno ricorrono a finanziamenti.

Nelle imprese di grandi dimensioni spesso la proprietà non è coinvolta nella direzione dell’impresa per cui il proprietario sceglie dei manager e deroga a loro la direzione dell’impresa stessa. Le imprese grandi hanno struttura organizzativa molto complessa e tendono ad avere ad esempio uffici e divisioni nei diversi paesi di riferimento, oppure sarà organizzata con divisioni specializzate per prodotto.

Caratteristiche grande impresa

  • Dimensione elevata, misurata dai parametri quantitativi;
  • Apporto di manager nel governo aziendale;
  • Impresa familiare: vi sono imprese governate da proprietari e manager, ad esempio la proprietà è data dalla famiglia in cui governano familiari e manager.
  • Public company: Imprese con proprietà assente nel governo aziendale. Qui il capitale sociale è così frammentato che nessun azionista ha un pacchetto di azioni così sostanzioso da poter prendere il controllo.
  • Imprese con proprietà organizzata e gestita da manager: alcune imprese hanno le proprie azioni nelle mani di una serie di soggetti che sono gli investitori.
  • Organizzazione dei fattori di produzione, essa ha un’organizzazione molto articolata per cui si creano divisioni (come R&S e finanza).
  • Potere di condizionare soggetti esterni: maggiore è la dimensione maggiore è la rilevanza dal punto di vista dell’economia e della società.
  • Struttura a gruppo: un gruppo di imprese è dato da un insieme di società che risultano essere autonome da un punto di vista giuridico ma non da un punto di vista organizzativo e strategico. Questo perché rispondono a uno stesso soggetto economico. Esempi grandi dimensioni Eni, Enel, Fiat, Edison, Erg.

Piccola impresa caratteristiche

  • Imprenditorialità: le decisioni sono assunte dall’imprenditore che investe capitale, tempo e conoscenze;
  • Accentramento del potere: nelle mani dell’imprenditore, infatti il successo aziendale dipende da lui;
  • Reti di relazione: quelle piccole attivano una serie di relazioni a monte e a valle che talvolta presentano una concentrazione territoriale dando luogo ai distretti industriali (concentrazioni territoriali di imprese), per cui questa concentrazione territoriale da origine a una certa unitarietà, il distretto industriale a volte si sostituisce all’organizzazione di una grande impresa.
  • Organizzazione semplice
  • Limitato patrimonio
  • Opzioni strategiche semplici: L’imprenditore in una piccola impresa diventa il driver per lo sviluppo. La capacità dell’imprenditore è determinante per il successo dell'impresa stessa.

Media impresa

Va dai 50 ai 150 addetti. Essa è un soggetto ibrido perché risulta essere né grande che piccola. Caratteristiche:

  • Grande rispetto al comparto, piccola rispetto all’intero settore che ha scelto ma risulta
  • Stile manageriale e imprenditoriale: Ha uno stile manageriale imprenditoriale, gli imprenditori e i membri della famiglia continuano a stare in prima linea ma l’apporto manageriale è un requisito fondamentale.
  • Forte orientamento al prodotto: È un'impresa che è caratterizzata da un forte orientamento al prodotto ma tende anche a creare dei servizi aggiuntivi di personalizzazione per cui è orientata al cliente;
  • Orientamento locale e globale: Esso ha un orientamento locale perché si lega al territorio e diventa tradizionale, ma anche globale perché tende a ritrovare i consumatori che hanno gli stessi bisogni anche a livello internazionale;
  • Impresa a rete: È un'impresa a rete, cioè che tende instaurare una serie di relazioni di complementarità con imprese concorrenti, fornitrici. Esempi: Fratelli Carly, Freddy, Modiano, Cantieri S.Lorenzo, Cantieri Mariotti.

Impresa come sistema

Come rappresentare l’impresa?

L’impresa come sistema è un insieme ordinato di parti e relazioni di parti, che tende naturalmente o dietro programmazione, al raggiungimento di un determinato fine. La visione dell’impresa come sistema è frutto di un’astrazione concettuale, non di una visione oggettiva, e richiama ad “un insieme o un raggruppamento che la nostra mente riesce a concepire in modo unitario e ordinato, in virtù delle connessioni e interdipendenze che, direttamente, legano tutte le parti o componenti separate, costituenti l’insieme”.

Il sistema nella sua unitarietà risulta avere un valore superiore rispetto al valore dei singoli componenti, questo se l’impresa ha un buon governo. Affinché un insieme aggregato di parti risulti essere definito un sistema devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • Presenza di elementi costitutivi, sia di tipo materiale che immateriale;
  • Esistenza di attività di comunicazione e interazione tra i diversi elementi. Le interazioni, in particolare, possono essere di varia natura e possono svilupparsi anche con elementi e soggetti esterni al sistema;
  • Attivazione di relazioni volte al raggiungimento di una finalità comune individuata da un centro decisionale autonomo, interno o esterno al sistema.

La qualifica di sistema è stata, così, attribuita da numerosi studiosi all’impresa, la quale sembra soddisfare di fatto tutte le condizioni proprie di un aggregato sistemico: l’impresa è costituita da un insieme di risorse di diversa natura; ciascun elemento costituente l’impresa comunica e interagisce con gli altri elementi; le risorse e gli attori aziendali sono legati tra di loro da relazioni e meccanismi di coordinamento, sia interni che esterni, finalizzati al raggiungimento di una ben precisa finalità; il valore del sistema impresa è superiore alla somma dei valori delle singole parti e la differenza tra i due valori è imputabile alla sinergia intrinseca, alla forza vitale propria del sistema.

Caratteristiche dell’impresa come sistema

  • Sistema complesso: È complesso in quanto coinvolge diversi elementi (umani, materiali e immateriali), ognuno con distinte caratteristiche e che svolge funzioni specifiche; la loro numerosità conduce ad una numerosità di relazioni che si instaurano tra loro. Per affrontare questa complessità, l’impresa può scomporsi in sottoinsiemi gerarchici in rapporto tra loro, con il vantaggio di rendere più facile la comprensione dei problemi e più efficaci gli interventi da attuare;
  • Sistema relazionale e aperto: È relazionale e aperto in quanto intrattiene continui rapporti di scambio con l’esterno: reperisce gli input dall’esterno (materie prime, mezzi finanziari, conoscenze ecc.) e inserisce gli output all’esterno (prodotti, professionalità ecc.). Come diretta conseguenza, l’impresa è molto influenzata dall’ambiente in cui nasce e vive e questo opera come fattore di differenziazione tra le diverse imprese (es. impresa italiana, cinese ecc.). È nato il cross cultural management per le aziende che operano con aziende differenti dal punto di vista culturale.
  • Sistema di trasformazione: È di trasformazione in quanto combina input per produrre beni o servizi (conseguente creazione di valore). Attiva perciò processi di trasformazione volti alla creazione di valore. Deve essere equilibrato, ovvero non deve prevedere un consumo di input superiore al valore degli output, si cerca sempre di misurare l’efficienza e l’efficacia. Nelle imprese del terziario sarà una trasformazione economica, non fisica, es. t.o crea servizi attraverso combinazione di altri servizi (volo+hotel+escursioni). In ogni caso deve mantenere un equilibrio tra input e output rappresentato in termini di efficienza operativa (risultati-mezzi) e di efficienza economica (ricavi-costi).
  • Sistema dotato di un meccanismo di retroazione e feedback: È dotato di meccanismo feedback in quanto possiede meccanismi di controllo che agiscono sul processo, regolando i punti in cui si manifestano scostamenti tra output e standard. È in grado di attivare un meccanismo di controllo stoppando i processi inefficienti e inefficaci riattivandoli dall’inizio (es. l’impresa ha una riduzione del fatturato, sintomo di una crisi che può derivare o dal fatto che si sono ridotti i clienti oppure per un abbassamento del prezzo. Vi sono due problemi: riduzione domanda e perdita di valore. Perciò l’impresa attraverso la rivelazione dei sintomi e attraverso l’analisi delle cause, di verificare i collettivi per ripristinare l’equilibrio).
  • Sistema cognitivo: È cognitivo in quanto sistema di conoscenze atto a produrre conoscenze, infatti spostando l’attenzione sugli aspetti immateriali dei rapporti con l’esterno, si nota che l’impresa apprende informazioni e conoscenze che trasferisce all’esterno; queste conoscenze derivano però dalla rielaborazione e trasformazione di altre conoscenze e informazioni derivanti dall’esterno. Questa visione enfatizza il ruolo delle risorse umane in quanto portatrici di conoscenze da cui deriva il patrimonio conoscitivo dell’impresa; il ruolo della conoscenza è importante fonte di vantaggio competitivo per l’impresa. Tanto più le conoscenze sono tacite (incorporate nella mente degli individui e quindi non codificabili) tanto più difendibile risulta il vantaggio da esse derivanti.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher estellesantini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e Gestione delle Imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Penco Lara.
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