ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI
Il sistema finanziario è l’insieme organizzato di mercati, intermediari, strumenti finanziari e autorità di vigilanza.
Gli strumenti finanziari sono contratti che incorporano diritti patrimoniali (credito, proprietà, ecc.). In alcuni casi, contengono anche
diritti non patrimoniali, come accade per le azioni e i relativi poteri amministrativi. Essi costituiscono una forma di rappresentazione
della ricchezza: il capitale produttivo di un paese (impianti, stabilimenti, scorte, ecc.) e le altre forme di ricchezza reale (immobili, ecc..)
vengono di fatto «rappresentati» negli strumenti di finanziamento delle società.
partecipare ai redditi futuri di un’impresa, senza la complicazione della proprietà fisica
In definitiva, si rende possibile a un investitore
del suo capitale produttivo e gode di una gamma di scelte più ampia:
–
1) Denominazione della ricchezza Il singolo investitore, di norma, ha fondi disponibili solo per una piccola frazione del valore com-
plessivo di un’azienda. Se questo valore viene incorporato in strumenti finanziari, diviene possibile regolarne l’importo unitario per un
anche per l’investitore più modesto.
ammontare sufficientemente piccolo in modo che il loro acquisto sia accessibile
–
2) Trasferimento della ricchezza La circolazione degli strumenti finanziari avviene in modo molto più rapido e semplice rispetto a
→
quanto accade per la ricchezza reale grado più alto di liquidità.
–
3) Diversificazione del rischio Gli strumenti finanziari sono rischiosi: gli investitori vedranno soddisfatti i loro diritti patrimoniali
solo se le attività finanziate avranno i risultati positivi assunti nelle previsioni.
–
4) Separazione del rischio Possibilità che ogni strumento finanziario sia definito e costruito contrattualmente in modo da avere speci-
fiche quantità di rischio. Da Titoli di Stato (bassissimo rischio) a azioni aziendali (alto rischio).
C’è da aggiungere, tuttavia, che guardando alla natura dei diritti incorporati, gli strumenti finanziari possono essere distìnti in modo più
articolato: oltre agli strumenti per il trasferimento di risorse finanziarie, ci sono quelli con funzione di pagamento e gestione dei rischi.
I mercati finanziari sono mercati specializzati nella negoziazione di strumenti finanziari. finanziaria, un’attività cioè basata
Gli intermediari finanziari sono una speciale classe di imprese che svolgono essenzialmente attività
negoziazione di strumenti finanziari e sull’offerta di servizi connessi con la circolazione degli strumenti stessi.
sulla produzione e
La quarta componente della struttura del sistema è quindi costituita dalle autorità di vigilanza.
Un sistema finanziario realizza, attraverso la produzione e l’offerta di servizi finanziari, tre fondamentali processi del funzionamento
di un’economia moderna:
regolamento degli scambi con l’offerta di strumenti di pagamento:
1) il sistema dei pagamenti: adeguatezza degli strumenti moneta-
ri attraverso cui le transazioni commerciali e non commerciali possono essere regolate. D progresso è legato al fatto che la moneta ac-
cresce enormemente l’area di scambio: aumenta la possibilità di contropartita, si riducono i costi, si limitano i rischi. L’evoluzione sto-
rica della moneta: moneta merce→moneta segno→moneta bancaria →
l’accumulazione del risparmio e il finanziamento
2) degli investimenti il trasferimento delle risorse finanziarie dalle unità in sur-
plus (risparmiatori) a quelle in deficit:
La crescita di un sistema economico è basata sul volume e sulla natura degli investimenti realizzati in un determinato arco di tempo. Il
volume di investimenti finanziabili è condizionato dalla capacità di accumulazione del risparmio; la natura degli investimenti dipende
dalle scelte di allocazione del risparmio investito in forma finanziaria.
Accumulazione e allocazione del risparmio costituiscono due aspetti fondamentali e creano condizioni più favorevoli:
alle decisioni di risparmio (propensione all’accumulazione) da parte dei soggetti con surplus di reddito sui consumi;
-
- alle decisioni di investimento del risparmio (scelta di quali modalità di impiego del risparmio adottare);
- alle decisioni di finanziamento dei soggetti in deficit (scelta di quali soggetti finanziare e di quali forme di finanziamento adottare).
la funzione di trasferimento delle risorse del sistema finanziario si innesta in una condizione di «diversità» di posizione dei soggetti
→ →
dell’economia: «potere di acquisto» risparmiatori e detentori di ricchezza; «deficit di potere di acquisto» contratti finanziamento
Il trasferimento dai soggetti in surplus a quelli in deficit richiede che vi sia un certo grado di finanziarizzazione, cioè incorporare il ri-
sparmio in appositi contratti rappresentanti: per «creditori»→investimenti finanziari; per «debitori»→raccogliere risorse finanziarie.
La finanziarizzazione produce due risultati fondamentali:
1. La ricchezza reale (tra cui il capitale produttivo), se rappresentata da strumenti finanziari, ha grado di liquidità/trasferibilità elevato
2. i soggetti con funzione di investimento reale (es. imprese) possono mobilitare risorse finanziarie ben oltre la capacità individuale.
In definitiva, ciò configura un meccanismo attraverso cui si realizza un accentramento delle risorse provenienti da una moltitudine di
risparmiatori e la ridistribuzione delle stesse tra i diversi possibili utilizzatori.
3) il trasferimento e la gestione dei rischi: Vi sono 3 fattori che favoriscono la determinazione del rischio per allineare le aspettative:
1. L’informazione: sulla potenziale controparte per valutarne l’affidabilità; e conti-
È necessario avere informazioni accurate ex ante
rispetto alla stipula del contratto per monitorare l’utilizzo corretto dei fondi.
nuare a raccogliere informazioni ex post
E’ necessario creare contratti che hanno i termini dell’accordo creditore-debitore e rappresentino il mezzo di pressione per rispettarlo.
Gli intermediari finanziari e i mercati hanno appunto la funzione di ridurre il gap di informazione. Sono rilevanti:
- il problema della misurazione del rischio (selezione ex ante e monitoring ex post),
- la funzione di «informazione di prezzi»: consente processi allocativi decentrati guidati da segnali di «convenienza» con le quotazioni
- la messa a punto di contratti (preparazione, emissione e circolazione «strumenti finanziari»)→ moltiplicazione e standardizzazione
I contenuti tecnici ed economici del contratto possono essere riassunti in 2 dimensioni: il RENDIMENTO e il RISCHIO
Sulla base della combinazione rendimento/rischio i contratti finanziari sono classificati lungo un’ideale curva del mercato in cui per ri-
schi crescenti, si hanno rendimenti attesi più elevati. Contratto azionario > rischio del contratto di credito (sono > se a l/termine)
possibilità, cioè, di smobilizzare l’investimento prima della data di rimborso fissata contrattualmente. La liquidità è
2. La liquidità:
funzione della natura degli strumenti finanziari: essi possono essere «negoziabili»: grado di liquidità che deriva da durata residua (> se
b/termine), da possibilità di negoziare, da rischio e da standardizz o «non negoziabili».
3. La trasformazione del rischio: rende possibile che il datore di fondi trovi forme di investimento che soddisfano la sua bassa pro-
pensione al rischio; e che il prenditore di fondi sia finanziabile nonostante presenti un rischio elevato. 2 forme di trasformazione:
- Un intermediario finanziario si mette tra datore e prenditore di fondi, assumendo sul proprio bilancio parte dei rischi del prenditore;
- I datori di fondi hanno la possibilità di impiegare il risparmio sotto forma di partecipazione a un portafoglio di diversi emittenti.
Gestione dei rischi: i contratti a termine hanno vasta gamma di applicazioni: da merci (es industria alimentare) a strumenti finanziari.
Attività assicurativa: negozia i rischi puri, cioè che si manifestano come perdite/danni futuri e incerti per frequenza→ polizza, pooling
La struttura finanziaria dell’economia
→ →
Baratto Metalli (m. merce)→ Moneta Legale Circolazione Cartacea, rappresentativa metalli: Baratto→m. merce→m.segno
→ →
“beni moneta”: bene di generale accettazione e unità di conto e valore “mezzo
Baratto: difficile doppia coincidenza di preferenze
di pagamento”: se i beni moneta sono accettati e riconosciuti in una certa società.
Oggi la moneta è rappresentata da tutti i beni di natura reale e finanziaria che in un determinato assetto istituzionale svolgono, di diritto
o di fatto, la funzione di mezzo di scambio. Da moneta legale (banconote e monete), agli assegni, alle carte di credito, ai terminali.
I vantaggi dei mezzi di pagamento: 1. > possibilità di scambio e produzione; 2. > numero di fabbisogni soddisfatti; 3. < tempi e costi;
Si passa da economia di autoconsumo a economia di scambio, con principio della specializzazione.
«Economia monetaria» organizzazione di un sistema economico in cui gli scambi di beni e servizi sono regolati attraverso la moneta:
consumatore finale paga i prodotti/servizi comprati; le imprese pagano l’acquisto degli input; il contribuente paga le imposte allo stato.
Moneta merce: svolto sempre più dai metalli preziosi. Requisiti: poco ingombranti rispetto al valore intrinseco, durevoli nel tempo,
omogenei, verificabili quanto a valore. Una volta si faceva il “valore facciale” sulla moneta d’oro, semplificando le transazioni.
Ma problema della corrispondenza tra “valore facciale”–“valore intrinseco” (peso dell’oro) della moneta (frodi, tosatura, cambio valore)
Moneta segno: per rappresentare la moneta merce. Vantaggi: riduzione costi (informazione e trasporto), dei rischi e attività di prestito.
Nel tempo, la funzione di emettere titoli utilizzabili come moneta diviene un monopolio degli stati: nasce così la moneta cartacea con
corso «legale», cioè riconosciuta in appositi dispositivi normativi. Anche in questo caso, si sviluppa la ricerca di procedure e di titoli
con presupposto la fiducia del pubblico nell’affidabilità
alternativi alla moneta legale (es. depositi in c/c). Nascerà la moneta bancaria,
(fiducia dal grado di stabilità delle banche) dei debiti bancari (depositi) come mezzo di pagamento. Ora moneta elettronica.
I fattori che influenzano l’evoluzione della moneta:
- i costi: oneri da sostenere per produzione, utilizzo e mantenimento (trasferimento, sicurezza, perdita di valore reale, costo-opportunità)
possibilità che l’uso e detenzione di un mezzo di pagamento possano generare perdite (es furti, frodi, insolvenze).
- il rischio: capacità del mezzo monetario di rendere un “servizio” in termini di tempo di esecuzione dello scambio e affidabilità.
- la funzionalità:
Le funzioni della moneta
1. moneta come «mezzo di scambio»
è cioè l’unità di misurazione del valore delle attività reali e finanziarie e degli scambi (prezzi);
2. moneta come «unità di conto»: il valore di moneta nel tempo e di riutilizzarla per l’acquisto di beni/servizi
3. moneta come «riserva di valore»: possibilità di trasferire
→
Circolante (banconote e moneta metallica) 3% - 8% del PIL
→
Aggregato M1 = depositi monetari (es. assegni) 10% - 30% del PIL
Aggregato M2 = M1+depositi con scadenza a 2 anni: strumenti finanziari (es c.d.) che non permettono diretto utilizzo, ma convertibilità
Aggregato M3 = M2 + titoli di mercato monetario, le quote di fondi comuni monetari, le obbligazioni con durata fino a 2 anni.
In conclusione, gli aggregati rappresentano versioni più o meno restrittive delle «attività finanziarie liquide», rilevanti per il controllo
dell’equilibrio macroeconomico tra potere d’acquisto disponibile presso il pubblico e fabbisogno di regolamento degli scambi.
L’utilizzo della moneta nel regolamento degli scambi comporta uno sdoppiamento dei circuiti economici. Ogni scambio si caratterizza
cioè per 2 flussi di segno opposto: quello dei beni/servizi dal venditore al compratore e quello della moneta dal compratore al venditore.
Produttori e utilizzatori (dei beni e dei servizi) sono collegati da un duplice circuito, uno di natura reale e uno di natura monetaria:
- circuito dei beni/servizi e dei fattori produttivi (circuito reale);
- circuito dei prezzi (ricavi) e delle remunerazioni del lavoro e del capitale (circuito monetario).
In più, si può osservare un’ulteriore distinzione tra:
circuito dei beni/servizi, dai prodotti venduti (flusso reale) e dai ricavi (flusso monetario)
circuito dei fattori produttivi, dal lavoro/apporti di capitale prestati (f. reale) e redditi pagati (f.monetario)
Si ricorda che i valori risultanti da questi due circuiti sono equivalenti: il «prodotto finale» (Y) può essere visto come somma del valo-
→Y=
re dei beni e dei servizi destinati al consumo (C) e del valore dei beni di investimento utilizzati nelle attività produttive (I) C+I
La misura più comune è quella del «prodotto interno lordo»: aggregato rappresentativo della produzione finale del paese.
Il «reddito nazionale» equivalente è tra spesa per consumi (C) e quota di reddito non consumata/risparmio (S)→ Y= C+S
Il risparmio accumulato in una economia chiusa deve essere I=S, vale a dire che la formazione del capitale reale (I) è vincolata
dall’accumulazione di risparmio e che la produzione deve essere sostenuta, oltre che dalla domanda per consumi (C), da una domanda
per investimenti (I) che corrisponde al pieno utilizzo del risparmio (S).
In un’economia aperta invece si potrebbe avere un surplus di investimenti (I) rispetto al risparmio(S)→M>X; o contrario: S>I→M<X
La struttura finanziaria dell’economia
Ogni soggetto in un intervallo di t, ha un equilibrio economico espresso dalla dif-
ferenza tra ricavi(entrate) e costi(uscite) = risparmio. –
Famiglia: Risparmio = redditi percepiti(stipendi e altri) spese x consumi;
–
Azienda: Risparmio = ricavi costi di esercizio Y = C+S
Il patrimonio netto è il collegamento al conto economico, perché qui si accu-
“risparmio”
mulano (in positivo e negativo) i «risultati» di esercizio, cioè il saldo
Il collegamento fra conto economico e situazione patrimoniale fa emergere i concetti di stock e flusso.
Il risparmio è una variabile flusso, cioè misura la dimensione di un fenomeno nel corso di un determinato intervallo di tempo.
II patrimonio è una variabile stock, cioè la misura di un fenomeno m un dato momento.
Valori stock=Attività finanziarie(crediti) e passività finanziarie(debiti); Relativi Flussi=«loro relative variazioni» in un arco di tempo
Attività finanziaria (Af): diritti di credito, di proprietà e a ricevere una prestazione. Passività finanziaria (Pf): speculare a attività
Le Af non hanno un valore intrinseco ma rappresentano beni reali; sono facilmente trasferibili (al contrario delle Ar); generano redditi
per il possessore, ma per l’economia nel suo complesso tali redditi non corrispondono a produzione di beni/servizi o nuova ricchezza.
Le attività reali(Ar) sono beni aventi un valore intrinseco, poiché possono produrre servizi di utilità reale e immediata per il possessore
Lo schema rappresenta, per ogni unità economica, l’equilibrio patrimoniale con
grandezze stock. Che viene trasformato in uno schema fonti e usi di fondi, con
un’analisi più efficace del comportamento finanziario delle unità.
ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI - 2° PARTE
Il sistema del controlli sul sistema finanziario.
Le ragioni fondamentali del controllo pubblico sul sistema finanziario sono riconducibili a 4 punti:
■ «monetario» dell’economia:
La funzione monetaria e il governo La moneta bancaria rappresenta la componente più importante
dell’offerta complessiva di moneta. Vi è un interesse generale:
- Al buon funzionamento del sistema dei pagamenti (funzione monetaria), sia per ragioni di sicurezza e di stabilità, sia per efficienza.
Nel poter regolare la quantità di moneta a disposizione dell’economia e/o a governare altre grandezze chiave della politica monetaria
-
■ La tutela del risparmio e la protezione degli investitori: funzione di mobilitazione e trasferimento del risparmio finanziario dalle unità
in surplus verso quelle in deficit. Vi è un interesse generale nel fare in modo che il risparmiatore rafforzi la propria fiducia nei con-
fronti dei «prenditori di fondi»; fra cui intermediari finanziari. Ciò significa che è opportuno fissare regole cui devono sottostare i
soggetti che offrono strumenti di investimento ai risparmiatori ed accrescere la loro capacità di valutazione.
■ Le esternalità negative: La crisi bancaria può provocare esternalità negative per il sistema economico, sotto forma di «contagio» verso
altre istituzioni finanziarie, sfiducia e panico dei depositanti, corsa agli sportelli per il ritiro dei depositi. Una crisi bancaria o, una
«crisi finanziaria» possono determinare instabilità nella stessa economia reale. Si tratta delle scelte «politiche» identificate con il ter-
mine too-big-to-fail (esempio crisi 2008), vale a dire nel riconoscimento che i costi di un fallimento bancario (esternalità negativa) po-
così alti da giustificare un’operazione di salvataggio.
trebbero essere
■ L’asimmetria informativa e il «fallimento» del mercato: il rapporto tra creditore e debitore è caratterizzato da un difetto di informa-
Ne deriva un limite
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