Appunti di Economia aziendale - Prof. Magnani
Economia aziendale e azienda
Economia aziendale è parente dell'economia politica, ma ha un approccio distinto: punta a favorire il cambiamento nello svolgimento delle attività economiche, individuando innovazioni di tipo economico (= come affrontare in modo innovativo questioni legate all'economia aziendale).
Adotta il principio di unitarietà nello studio dei fenomeni aziendali: li riconduciamo all'azienda.
Azienda → per un aziendalista il termine ha un significato diverso.
Cos'è un'azienda?
- Un'organizzazione.
Esempi: Barilla, Fiat, IMA, Google.
Impresa manifatturiera, di servizi (assicurativi, bancari, trasporti, commerciali...), organizzazioni non governative, Stato, Comune, famiglia, scuola, chiesa.
Istituti che l'uomo costituisce in maniera stabile per soddisfare i propri bisogni, in modo individuale o insieme ad altre persone.
Gli istituti ricadono sotto queste etichette:
- Imprese: manifatturiera, servizi.
- Famiglia.
- Pubblica amministrazione: Stato, Comune.
- Organizzazioni no profit: organizzazioni non governative, musei.
Le aziende si definiscono formalmente l'ordine economico degli istituti = astrazione economica degli istituti, dimensione economica di cui si occupa l'aziendalista.
Quindi il concetto di istituto e di azienda non sono insiemi sovrapposti.
L'economia aziendale si occupa di quattro classi di istituti nei quali si svolge rilevante attività economica:
- Istituti → Aziende.
- Famiglia → Azienda di consumo familiare.
- Imprese → Azienda di produzione.
- O.N.P. → Azienda no profit (composta).
- Pubbliche amministrazioni → Azienda composta pubblica.
L'attività economica della famiglia è il consumo di una cosa (fine sociale, religioso, etico) → reddito.
L'attività economica di un'impresa è il consumo e la produzione di una stessa cosa = reddito.
L'istituto no profit produce ricchezza, ma la consuma anche → si colloca in una posizione intermedia rispetto alle aziende di produzione e consumo, in parte producono e in parte consumano.
O.N.P.: no profit, privata.
Pubbliche amministrazioni: pubbliche.
Differenze di carattere gestionale, ma entrambe importanti per istituzioni di carattere culturale.
Le persone hanno fini, per soddisfarli costituiscono istituti (famigliari/impresa) → producono reddito → beni → soddisfano i bisogni delle persone (economici, sociali, religiosi...).
- I beni possono avere accessibilità ridotta = beni economici.
- I beni possono essere organizzati gerarchicamente (urgenti/meno urgenti secondo mode, tendenze, stagionalità, gusti).
Ci sono bisogni primari e secondari. Di cosa posso fare a meno? Dipende da molte cose.
Beni economici e beni liberi
Distinguiamo i beni:
- Beni economici: merci e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni, scarsi rispetto alle esigenze delle persone.
- Beni liberi: non sono scarsi, sono liberamente disponibili in quantità e qualità sufficienti per tutti.
Esistono diverse classificazioni di beni economici:
- Primari / voluttuari, secondari (come i bisogni).
- Complementari (che hanno bisogno di qualcos'altro per poterli utilizzare, ad esempio penna e inchiostro) / fungibili (beni alternativi, scambiabili, ad esempio denaro).
- Differenziabili (possono essere riconosciuti come unici, diversi rispetto a un altro, ad esempio Coca-Cola) / non differenziabili (ad esempio farina, benzina = commodity).
- Di consumo (una volta utilizzato non ce l'ho più) / strumentali (ad esempio automobile, autobus).
- A utilizzo singolo (ad esempio Coca-Cola) / durevoli (li possono consumare più persone contemporaneamente).
- A consumo individuale / a consumo collettivo.
- Privati = forniti da soggetti privati / pubblici = forniti da soggetti pubblici. Non escludibili, non si può vietare l'utilizzo.
Le pubbliche amministrazioni sono pubbliche perché non possono guadagnare da un bene che non è limitabile.
Esempio: autostrada, metto una sbarra per vietare l'accesso.
Imprese, profitto e capitale di rischio
Le imprese sono orientate al profitto = finalità ultima dell'imprenditore che fornisce l'impresa → destina del capitale per lo svolgimento di un'attività (di produzione, commerciale...) che richieda un capitale di rischio, cioè un capitale che servirà all'imprenditore per svolgere l'attività di impresa.
Rischio = possibilità di perdere quel capitale. È ineliminabile, connaturato all'attività di impresa. Maggiore rischio = maggiore possibilità che vada bene, minore rischio = minore possibilità che vada bene.
Chi trae ricchezza dall'impresa? Il fattore produttivo lavoro = lavoratore. Il lavoratore porta risorse primarie per l'impresa.
Conferente capitale di rischio = imprenditore o soci → azionisti.
Nelle imprese si svolgono:
- Operazioni interne di trasformazione fisica, materiale (ad esempio da farina a pane), logica (ad esempio trasferire concetti), trasformazioni tecniche, spaziali (ad esempio negozio).
- Operazioni esterne: tutto ciò che viene svolto all'esterno dell'azienda, compro e vendo, raccolgo risorse, le trasformo e vendo → operazioni di negoziazione. Contratto il prezzo di acquisto della farina, contratto il prezzo di vendita del pane, contratto il costo del lavoro, una copertura assicurativa.
Economia aziendale = gestione di questi aspetti, gestione di queste operazioni. Si occupa di:
- Gestione. La gestione compete a chi gestisce: cosa produrre, non produrre.
- Assetto istituzionale = caratteristiche che dovrà avere il mio istituto.
- Organizzare (ad esempio i collaboratori), fare scelte.
- Rilevazione e informazione. Servono per prendere decisioni.
All'interno delle imprese
Tutte le imprese svolgono attività di produzione economica, ma non tutte producono beni.
L'attività economica non è il fine dell'impresa, è la funzione caratteristica che svolge nelle economie di mercato.
Qual è il fine? La produzione di remunerazioni del lavoro e del capitale di rischio (= reddito).
È perseguito da:
- Prestatori di lavoro.
- Conferenti di capitale proprio.
L'attività economica di produzione si attua con l'impiego di condizioni di produzione (= ogni elemento che contribuisce a rendere possibile, facilitare, ostacolare la produzione economica d'impresa).
- Condizioni di produzione primarie:
- Lavoro.
- Capitale risparmio (= di rischio).
- Condizioni di produzione secondarie:
- Tutto quello che costituisce il patrimonio industriale o commerciale delle imprese.
Per svolgere le combinazioni economiche e per fare funzionare lavoro e capitale investo con una certa configurazione → ho bisogno di contributi di diversi soggetti, non solo il conferente capitale di rischio o il lavoratore, che sono comunque necessari e vorranno essere remunerati. Anche quelli che interagiscono con l'impresa vorranno essere remunerati, sia in operazioni interne che esterne.
Portatori di interesse = coloro i quali hanno interesse nei confronti degli istituti → danno contributo e si aspettano una ricompensa.
Li distinguiamo sulla base di due variabili:
- Portatori di interesse istituzionale.
- Portatori di interesse non istituzionali → sono variabili che possono intersecarsi tra di loro.
- Portatori di interesse economici, ad esempio portatori di interesse istituzionali ed economici.
- Portatori di interesse non economici.
Esempi:
- Istituzionale ed economico: lavoratori, conferenti.
- Non istituzionale ed economico: fornitori, clienti, conferenti capitale di prestito (banche), Stato, sponsor.
- Non istituzionale e non economico: benefattore che dona un'opera d'arte (non fa parte dell'azienda e non ha interessi economici).
Portatori di interessi istituzionali → soggetti d'istituto.
Portatori di interessi istituzionali ed economici → soggetti economici (gli spetterà il governo economico dell'impresa).
Gestione e combinazioni economiche
Noi ci occuperemo di gestione = insieme di combinazioni economiche omogenee per tipologia di attività.
Le combinazioni economiche possono essere raggruppate:
- Per processi che si riferiscono ad attività simili = coordinazioni economiche parziali o funzioni. Esempi: tutte le attività di acquisto, tutte le attività di ricerca, tutte le attività didattiche.
- Per oggetto (= prodotto) a cui si riferiscono = combinazioni economiche parziali. Esempi: tutta la ricerca che si fa nella sede di Milano, tutti gli eventi che si fanno nella sede di Brescia.
Combinazione prodotto-mercato = area strategica di affari (= parte di un'impresa talmente estesa da richiedere strategie diverse) → utile a distinguere la produzione in base a categorie.
La distinzione tra organizzazione, gestione e rilevazione è combinazione economica parziale.
La gestione può essere:
- Caratteristica: è fondamentale, non può non esserci. Rientrano quelle operazioni interne ed esterne che riguardano il business dell'impresa, è ciò che la caratterizza.
- Patrimoniale (accessoria): quando ho della liquidità in più che non serve alla gestione caratteristica e la investo per aiutare la mia azienda. Riguarda tutte le risorse: investo in delle azioni che poi posso rivendere.
- Finanziaria: quando l'impresa ha bisogno di liquidità (= necessità di capitale), vado in banca e chiedo un prestito.
- Assicurativa: quando l'impresa si assicura da certi rischi.
- Straordinaria.
- Tributaria: operazioni che riguardano imposte e tasse.
Nota: tassa e imposta
Tassa: quando pago qualcosa che decido di acquistare, ad esempio tassa per un'insegna.
Imposta: forme di raccolta degli enti pubblici che rimunerano tutti i servizi generici, di solito legata alla ricchezza. Esempi: pavimentazione, illuminazione.
Definizione degli assetti istituzionali
Definizione degli assetti istituzionali: coordinazione economica parziale → riguarda scelte che vengono prese in particolari momenti, hanno a che vedere con la nascita, il disegno di base e le trasformazioni più importanti di un istituto.
- Costituzione dell'istituto → quando costruiamo un istituto siamo noi a decidere quali connotati dovrà avere e quali diritti e doveri. Le caratteristiche giuridiche che avrà sono riconducibili a dei modelli all'interno dei quali io scelgo quello che più si confà al tipo di istituto.
- La compagine iniziale dei "soci" → criteri di ammissione o estromissione di componenti. Non sono scelte di tutti i giorni.
- La prima scelta e le trasformazioni di forma giuridica (ad esempio società o altro). Queste regole sono in parte determinate dalla legge, in parte dai membri dell'istituto. Le caratteristiche giuridiche sono riconducibili a dei modelli all'interno dei quali si deve scegliere quello che più si confà al tipo di istituto, ad esempio O.N.P.
- Creano uno statuto, delle norme di base.
- La configurazione degli organi di governo. Anche nelle imprese esiste una sorta di ripartizione di potere:
- Assemblea dei soci → approva il bilancio e nomina amministratori e organi interni.
- Organi per il controllo interno (= collegio sindacale) → i membri sono chiamati sindaci e controllano l'operato degli amministratori che potrebbero gestire l'istituto danneggiandolo o agendo contro la legge.
- Amministratori → può essere uno solo o un organo collegiale (= consiglio di amministrazione). Posso anche gerarchizzare il consiglio di amministrazione, ad esempio amministratore delegato.
- Le acquisizioni, fusioni, scissioni.
- La stipulazione di alleanze.
- La liquidazione dell'istituto.
Le scelte di assetto istituzionale condizionano tutte le decisioni.
Le combinazioni economiche sono possibili grazie a:
- Lavoro (organismo personale) → bisogna organizzare il lavoro e i lavoratori.
- Patrimonio → bisogna organizzare l'assetto del patrimonio.
→ Sono influenzate dalle scelte dell'assetto istituzionale.
Esempio: scelgo di costituire un'impresa come società → questa scelta influenza il mio organismo personale (ad esempio le retribuzioni saranno diverse rispetto a un'organizzazione no profit).
Per designare un corretto assetto istituzionale bisogna tornare ai portatori di interesse. Ma perché è necessario determinare un corretto assetto istituzionale?
Per valutare la capacità di perdurare nel tempo di un istituto.
Serve che un istituto abbia un governo unitario che prenda le decisioni e che gli altri seguano le sue regole.
Unitario in:
- Contributi di tutti i soggetti → devono essere combinati secondo un disegno unitario.
- Responsabilità.
- Interessi.
È necessario che i portatori di interesse, soprattutto quelli istituzionali, portino il loro contributo in modo continuativo all'istituto.
Sistema di interessi nell'impresa
- Conferenti di capitale di rischio.
- Conferenti di capitale di prestito.
- Aziende di assicurazione.
- Collettività locale: chi vive nel territorio in cui opero.
- Alleati istituzionali.
- I concorrenti.
- I clienti.
- Lo Stato.
- I fornitori.
- I prestatori di lavoro.
I prestatori di lavoro danno:
- Tempo.
- Competenze.
- Impegno.
- Energia.
- Imprenditorialità.
I prestatori di lavoro si aspettano:
- Remunerazione.
- Tutele/stabilità.
- Condizioni di lavoro.
- Mansioni "ricche".
- Stimoli e carriera.
- Socialità.
- Influenza sulle scelte.
Attese da parte dell'impresa:
- Lealtà.
- Obbedienza.
- Impegno.
- Flessibilità.
Conferenti di capitale di rischio danno:
- Mezzi monetari (a tempo indeterminato).
Si aspettano:
- Remunerazione per i capitali attraverso divisione degli utili (= differenza tra ricavi e costi).
- Capital gains/lost: guadagno/perdita in conto capitale → investo 20 e la rivendo che vale 23. Acquisto quote che poi posso rivendere guadagnando qualcosa.
- Azioni di risparmio: si parla di privilegi nella distribuzione di utili ma non c'è potere decisionale.
- Adeguata liquidabilità.
- Influenza sul governo → determinata dall'acquisizione di quote.
Attese da parte dell'impresa:
- Un adeguato numero di soggetti disposti a investire.
- Limitata influenza da parte degli eventuali azionisti di controllo.
Le aziende culturali
Culturale → esistono diverse definizioni.
- Aziende che operano nell'ambito della conservazione e della valorizzazione del patrimonio culturale (sia patrimonio storico, sia ex novo: visual arts, performing arts). Gli istituti in questo ambito sono biblioteche, museo, teatri, parchi archeologici → noi facciamo riferimento a queste.
- Aziende che realizzano un prodotto che ha una forte dimensione culturale (ad esempio aziende cinematografiche, editoria, la Rai) → noi le chiameremo aziende culturali in senso lato.
- Aziende che si occupano di creatività → in questo caso non sto realizzando un prodotto culturale, quindi sono diverse dalle aziende culturali in senso lato.
→ Ci sono diversi livelli di aziende culturali.
Aziende culturali in senso stretto → aziende culturali in senso lato.
Dal punto di vista istituzionale potrebbero essere:
- Imprese → è difficile trovare dei soggetti che operano nell'ambito del patrimonio se non nell'ambito dello spettacolo. Esempio: impresa che gestisce alcune tipologie di spettacolo con orientamento al profitto (no Scala, sì teatro nazionale).
- Enti pubblici.
- Organizzazioni no profit ad occuparsi di patrimonio (quelli che noi chiamiamo azienda culturale in senso stretto) sono aziende pubbliche e organizzazioni no profit perché il servizio che svolgono è tipicamente un bene pubblico, e quindi realizzato da enti pubblici o eventualmente da enti privati che svolgono una funzione pubblica.
Le aziende culturali in senso stretto sono maggiori in senso aziendale rispetto a quelle in senso lato o a qualsiasi altra impresa.
Fenomeni che stanno caratterizzando le aziende culturali:
- Fenomeno di aziendalizzazione: logiche manageriali aumentate nelle aziende culturali.
- Processo di privatizzazione.
- Processo di managerializzazione: gestiamo le aziende pubbliche come fossero private.
Istituti no profit per la tutela del patrimonio culturale e artistico
Istituti no profit per la tutela del patrimonio culturale e artistico = museo, parco archeologico.
- Portatori di interesse:
- Soci fondatori.
- Principali finanziatori.
- Forma giuridica → associazione o fondazione.
- Prestatori di lavoro:
- Volontari.
- Regolari.
- Impresa: lì non ci sono volontari.
- Finanziati da:
- Privati minori.
- Fornitori di beni privati.
- Stato → fornitore di beni pubblici, percettore di tributi, legislatore, finanziatore.
Le gestioni di un'azienda culturale
- Caratteristica:
- Istituzionale.
- Fund raising: cerco dei finanziamenti da enti pubblici o privati. Raccolta fondi è una combinazione economica in più. ONP → imprese si vendono servizi in cambio di risorse monetarie.
- Finanziaria.
- Patrimoniale (accessoria):
- Patrimoniale tipica che richiede un dinamismo maggiore, ma sono le stesse delle imprese.
- Gestione commerciale: gestione di business che aiutano il museo a funzionare, ad esempio caffetteria, shop, affitto spazi, gestione delle immagini per pubblicità, concessione dei diritti.
- Straordinaria.
- Assicurativa.
- Tributaria.
Le ONP producono e consumano.
Le aziende di produzione sono l'ordine economico delle imprese, hanno l'obiettivo di generare ricchezza per i membri del soggetto economico.
Chi apporta fattore produttivo lavoro = organismo personale.
Bisogna dargli un certo assetto = assetto organizzativo, ad esempio decido come dovranno lavorare i miei lavoratori, come distribuire il lavoro ecc.
Risultato di assetto tecnico.
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