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Appunti, Sociologia dell'ambiente progredito, prof. Magnani Appunti scolastici Premium

Appunti lezioni professoressa Magnani per l'esame di sociologia dell'ambiente progredito basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Magnani dell’università degli Studi di Trento - Unitn. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sociologia dell'ambiente progredito dal corso del docente Prof. N. Magnani

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ESTRATTO DOCUMENTO

- Propone: per analizzare la crisi ambientale è necessario RECUPERARE LE CATEGORIE

DELLA TRADIZIONE CRITICO-CONFLITTUALISTA. Il rapporto società-ambiente, è

correttamente analizzabile solo utilizzando uno schema dialettico.

Lo SCHEMA DIALETTICO APPLICATO AL RAPPORTO SOCIETÀ-AMBIENTE:

- TESI l’espansione economica delle società richiede un aumento dello sfruttamento delle

risorse ambientali.

- ANTITESI l’accresciuto sfruttamento delle risorse ambientali crea delle conseguenze

negative nel funzionamento dei sistemi ecologici.

- SINTESI i problemi ecologici interferiscono con la possibilità di ulteriore espansione

dell’economia. La sintesi richiede quindi che la società dia risposta alle seguenti domande:

quale tipo di sfruttamento ambientale è accettabile per quale livello di espansione

economica? Quale livello di riduzione della espansione economica è accettabile per quale

livello di protezione ambientale?

La risposta che le diverse società danno a tali domande può configurare TRE MODELLI DI

SINTESI denominati:

1. SINTESI ECONOMICA: è la risposta data dalle società economicamente avanzate fino alla

fine degli anni 60. La salvaguardia dell’ambiente non è tenuta in alcuna considerazione. Gli

obiettivi da massimizzare sono la crescita economica e la espansione produttiva.

2. GESTIONE DELLA SCARSITÁ: corrisponde all’introduzione , dagli anni 70 in poi, di

misure di contenimento dei danni ambientali. Al di fuori di un programma organico.

3. SINTESI ECOLOGICA: dovrebbe rappresentare il contemperamento delle esigenze

economiche con quelle ambientali, entro un programma organico, preventivo e di lungo

respiro. Il sistema economico deve essere riorientato non più a inseguire ogni possibilità di

ulteriore espansione, bensì a garantire la soddisfazione dei bisogni riconosciuti come

fondamentali e compatibili con la salvaguardia dell’ambiente.

La sintesi che di recente ha prevalso negli USA è la GESTIONE DELLA SCARSITÀ. Politiche

volte a migliorare ma con il minore impatto possibile sulla produzione economica le forme più

evidenti e più gravi di disorganizzazione ecologica (es. aumento prezzi, tasse).

La gestione della scarsità è una soluzione che produce TENSIONI SOCIO-AMBIENTALI. Gli strati

medi e bassi subiscono un declino del loro livello di vita, mentre gli strati superiori temono le

conseguenti richieste di equità. Grande pressione per tornare alla TRADIZIONALE SINTESI

ECONOMICA, dove la disorganizzazione ecologica è semplicemente ignorata. Però la sintesi

economica in un’era di scarsità è destinata al fallimento. Inoltre rischia di evolvere in scenari

autoritari.

La SINTESI ECOLOGICA SEMBRA ESSERE LA PIÚ STABILE delle tre, sia a causa della sua

relativa compatibilità con i limiti ecologici, sia perché le pressioni sociali per una maggiore

crescita o una maggiore redistribuzione sarebbero minimizzate.

3 CONDIZIONI sul piano conoscitivo e valutativo PER PERVENIRE ALLA SINTESI ECOLOGICA:

1. È necessario studiare dei CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI più

obiettivi di quelli del mercato.

2. È necessaria l’ESTENSIONE DELL’ORIZZONTE TEMPORALE nella formulazione degli

obiettivi di politica economica.

3. Deve essere assegnata MAGGIORE IMPORTANZA ALL’EQUITÁ NELLA

DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE, sia in una prospettiva intra-generazionale sia in una

prospettiva intergenerazionale.

Schnaiberg ha inoltre introdotto il CONCETTO DI TREADMILL OF PRODUCTION :

- È una metafora per sottolineare l’IMPOSSIBILITÀ PER I SINGOLI DI SOTTRARSI AL

MECCANISMO DELLA PRODUZIONE E DEL CONSUMO.

- Si realizza una CONVERGENZA OGGETTIVA DI INTERESSI VERSO LA CRESCITA

ECONOMICA, che dà vita a un meccanismo di autoalimentazione. 6

- Il treadmill of production si riferisce alla NECESSITÀ INTRINSECA DEL SISTEMA

ECONOMICO DI PRODURRE CONTINUAMENTE REDDITO per creare domanda dei

consumatori per nuovi prodotti.

CONTRIBUTO DI BUTTEL

Buttel non nega l’importanza della distinzione Hep/Nep di Catton e Dunlap ma non si occupa solo

di questioni di portata generale, effettua direttamente nUMEROSE RICERCHE EMPIRICHE

SULLA DIFFUSIONE DELL’AMBIENTALISMO. Inoltre IMPORTANZA DATA ALLA DIMENSIONE

GLOBALE DEI PROBLEMI AMBIENTALI. Buttel e Taylor rilevano il ritardo della sociologia

nell’affrontare i problemi ambientali in tale ottica.

RAGIONI:

- I sociologi sono abituati a OPERARE CON UNA GRIGLIA DI RIFERIMENTO CHE È AL

MASSIMO QUELLA NAZIONALE. È necessario superare questo limite e costruire modelli

di interpretazione dei fenomeni che mettano a fuoco le relazioni tra società nazionali e la

dinamica complessiva della globalizzazione.

- NON VI È ADEGUATA RIFLESSIONE CIRCA IL RUOLO E LA PORTATA DELLA

SCIENZA, su quale debba essere il rapporto corretto delle loro indagini con il mondo della

scienza.

Secondo Buttel e Taylor, la sociologia della scienza renderebbe chiaro che esistono DUE

MODELLI:

- CONCEZIONE OGGETTIVISTICA, acritica della scienza, univocamente VOTATA ALLA

SCOPERTA DELLA NATURA. Questa posizione dà per scontato che le dichiarazioni degli

scienziati siano oggettive.

- CONCEZIONE CRITICA, che fa propria l’analisi della sociologia della conoscenza e della

scienza. La SCIENZA È FORTEMENTE INFLUENZATA DA CONDIZIONAMENTI

SOCIALI (interessi economici, politici).

I sociologi dell’ambiente non hanno fatto chiarezza su quale concezione della scienza essi

 adottino, soprattutto quando affrontano il problema dell’ambiente globale, rispetto al quale

si fanno fortemente influenzare da posizioni espresse in ambito scientifico e assumono

posizioni neopositivistiche.

IL CONTRIBUTO DELLA SOCIOLOGIA EUROPEA

L’approccio dei sociologi europei si richiama in larga misura al COSTRUZIONISMO che sottolinea

gli aspetti cognitivi, simbolici, immateriali e si concentra su COME CAMBIA LA

CONSAPEVOLEZZA, SUI SIGNIFICATI, NON SULLA MATERIALITÁ DELLE MODIFICAZIONI

AMBIENTALI. I sociologi europei effettuano un più ampio recupero di impostazioni teoriche

presenti nella tradizione sociologica a partire dai classici.

Si ha una VISIONE SOCIO-CENTRICA dove un problema è tale solo nella misura in cui la

società lo rileva e se ne occupa. In Europa inoltre la questione ambientale è presa in

considerazione anche da studiosi con interessi generalisti.

IL CONTRIBUTO DI BECK

L’analisi di Beck si sofferma sul CONCETTO DI RISCHIO E SULLA TRASFORMAZIONE DELLA

SOCIETÁ a tale riguardo. 7

CONCETTO DI SOCIETÀ DEL RISCHIO

Si divide in 2 FASI:

1. DANNI E CONSEGUENZE NEGATIVE SONO PRODOTTE MA NON VENGONO POSTE

AL CENTRO DELL’ INTERESSE COLLETTIVO E NON DIVENGONO OGGETTO DI

CONFLITTO POLITICO. È una fase in cui predomina una concezione della società che

considera i danni prodotti dalla sua attività come effetti secondari indesiderati.

2. ISTITUZIONI NON SONO PIÚ IN GRADO NÉ DI CONTROLLARE NÉ DI

GIUSTIFICARNE LE CONSEGUENZE INDESIDERATE. I conflitti riguardanti la

distribuzione dei beni (reddito, lavoro, sicurezza sociale) vengono rimpiazzati da nuovi

conflitti distribuzionali riguardanti i mali. Ciò pone il problema di ridefinire gli standard di

responsabilità, di sicurezza, di limitazione del danno.

Il concetto di società del rischio implica dei PROCESSI DI TRASFORMAZIONE IN 3 AMBITI:

1. AMBITO DELLA RELAZIONE TRA LA SOCIETÁ INDUSTRIALE E LE RISORSE DELLA

NATURA.

2. AMBITO DELLA RELAZIONE TRA LA SOCIETÁ INDUSTRIALE E I RISCHI CHE ESSA

PRODUCE.

3. AMBITO DELLA RELAZIONE TRA LA SOCIETÁ INDUSTRIALE E L’INDIVIDUO.

È in questo contesto di riflessione sulla società che Beck ANALIZZA LA CRISI ECOLOGICA che

appare sempre più non come un problema del mondo esterno ma come una PROFONDA CRISI

DELLE ISTITUZIONI DELLE SOCIETÁ INDUSTRIALI. Nella società del rischio il riconoscimento

della imprevedibilità delle conseguenze provocate dallo sviluppo tecnico-industriale rende

necessaria un’AUTORIFLESSIONE DELLA SOCIETÀ SUI FONDAMENTI DELLA PROPRIA

RAZIONALITÀ (SOCIETA’ RIFLESSIVA – MODERNIZZAZIONE RIFLESSIVA).

Le istituzioni, le regole, i principi legali che attribuiscono responsabilità vengono messe in

discussione. Non esistono più competenze inappellabili, non c’è più fiducia nelle autorità costituite

e negli ‘esperti’. Ciascuno vuole avere una possibilità di decisione rispetto ai rischi che lo

riguardano.

VIE PER FAR FRONTE A QUESTA SITUAZIONE DI SFIDUCIA verso le istituzioni scientifiche,

tecniche e politiche sono:

- DEMONOPOLIZZAZIONE DELL’EXPERTISE: si deve rinunciare all’idea che i responsabili

politici e gli esperti scientifici sappiano cosa è giusto e buono per la collettività.

Rivalutazione dei saperi tradizionali, le culture locali.

- DEFORMALIZZAZIONE DELLA GIURISDIZIONE: allargamento delle cerchie cui si dà

diritto di emettere giudizi in base al principio di rilevanza sociale dell’argomento su cui si

delibera.

- ALLARGAMENTO DELLA STRUTTURA DECISIONALE: ognuno ha diritto di essere parte

attiva del processo decisionale e ciò richiede l’ allargamento delle strutture che, ai diversi

livelli, prendono decisioni riguardanti la vita dei cittadini.

- CREAZIONE DI PUBBLICITÁ: le conoscenze, gli scambi informativi, le negoziazioni tra

esperti e decisori politico-amministrativi non devono più avvenire in luoghi separati e chiusi,

devono essere oggetto della più ampia pubblicizzazione.

- AUTO-LEGISLAZIONE E AUTO-OBBLIGAZIONE: tutte le norme e le regole che

precisano questo insieme di procedure devono essere socialmente concordate e accettate.

CONTRIBUTO DI GIDDENS

Giddens offre un contributo all’analisi crisi ecologica riflettendo sulle CARATTERISTICHE

ESTREME DELLA SOCIETÀ ATTUALE. Non riscontra un cambiamento qualitativo ma un

RADICALIZZARSI DELLE CARATTERISTICHE DELLA MODERNITÀ.

La società sta accelerando la sua marcia lungo percorsi che caratterizzano il moderno: 8

- SEPARAZIONE DEL TEMPO E DELLO SPAZIO: lo spazio si fa globale, cessa la rilevanza

delle distanze; il tempo si fa omogeneo, quantitativo e astratto.

- SVILUPPO DI MECCANISMI DI DISAGGREGAZIONE DELLE RELAZIONI SOCIALI:

sono quei processi che disancorano l’attività sociale dai suoi contesti locali e la ri-

assemblano su scale spazio-temporali molto più ampie.

Esempio: sviluppo degli emblemi simbolici come la moneta, che possono cambiare di

mano senza tenere conto delle caratteristiche specifiche di chi li sta utilizzando, e dei

sistemi esperti come il trasporto aereo, basati sulla tecnologia e la competenza

professionale. Tali meccanismi riposano su una fiducia “sistemica” e non personale o

consuetudinaria.

- RIFLESSIVITÁ DEL SAPERE CHE DIVENTA PERVASIVA: declina il peso della tradizione,

ciascuna azione deve in linea di principio essere giustificata, ogni interpretazione può

essere rivista. Significa crescente autonomia nella costruzione dell’identità personale e dei

percorsi di vita, ma anche crescente incertezza.

- PROFILO DI RISCHIO TIPICO DELL’EPOCA CONTEMPORANEA, caratterizzato da:

globalizzazione del rischio; derivazione del rischio dall’applicazione del sapere esperto

all’ambiente fisico; sviluppo di ambienti istituzionalizzati di rischio, come i mercati di

investimento; consapevolezza del rischio come tale; diffusione della consapevolezza dei

limiti del sapere esperto.

- NATURA IN QUANTO TALE, NON UMANIZZATA, NON ESISTE PIÙ. La maggior parte

delle situazioni consiste di SISTEMI ECOSOCIALI: ambienti organizzati socialmente. La

strada della demodernizzazione, del recupero di forme di vita tradizionale e più

“ecologiche” è illusoria. Dobbiamo invece farci carico di una situazione in cui natura e

tradizione possono essere ricostruite solo in modo attivo, in cui non crescono solo i rischi

ma anche le opportunità per una profonda trasformazione sociale.

In CONCLUSIONE anche secondo Giddens VI SONO LE CONDIZIONI PER UN’ESPANSIONE

DELLA “DEMOCRAZIA DIALOGICA”, basata su una “fiducia attiva” il riconoscimento del valore e

della dignità di ciascun individuo e ciascuna prospettiva.

AFFINITÀ E DIFFERENZE TRA BECK E GIDDENS

AFFINITÀ: LA MODERNIZZAZIONE RIFLESSIVA

Le posizioni di Beck e Giddens coincidono largamente e l’uno e l’altro MESCOLANO ASPETTI

REALISTI E COSTRUTTIVISTI. Per entrambi i RISCHI AMBIENTALI ESISTONO IN QUANTO

TALI, ma il loro impatto sociale e la risposta che ne deriva dipende da come essi vengono

concepiti. Entrambi li collegano strettamente a una profonda trasformazione della società

consistente in una accentuazione dei caratteri della modernità: in particolare la RIFLESSIVITÀ

DELL’AGIRE INDIVIDUALE E ISTITUZIONALE. I mezzi di intervento sulla natura sono sempre

più potenti ma sempre meno controllabili senza un incremento della capacità di riflessione

collettiva.

DIFFERENZE

Riguardo ai POSSIBILI SIGNIFICATI DI RIFLESSIVITÀ. Un rischio può stimolare riflessione nel

senso di ragionamento, valutazione critica della situazione, ma può anche suscitare una reazione

meccanica, un movimento “riflesso” per esempio delle risposte istituzionali ai rischi ambientali. A

differenza di Giddens, Beck dà risalto anche alla seconda accezione.

Una seconda differenza riguarda il RUOLO DEI MOVIMENTI E DELLE INIZIATIVE DAL

BASSO. Becks, a differenza di Giddens, finisce per riporre tutte le speranze nella loro azione.

LA MODERNIZZAZIONE ECOLOGICA 9

La ME è una scuola di pensiero nata negli anni 80 nella sociologia ambiente tedesca.

Fondatori della ME, negli anni 80 sono i tedeschi Janicke e Huber. Un ruolo nel promuovere la

fioritura della Me hanno giocato il CONTESTO SPECIFICO DELLA GERMANIA E

DELL’OLANDA: nella prima un forte movimento dei Verdi, nella seconda un notevole sviluppo

della democrazia partecipativa e l’adozione di approcci innovativi alla pianificazione economica e

territoriale. La ME non è solo TEORIA SULLA TRASFORMAZIONE ECOLOGICA DELLA

SOCIETÀ ma anche PROGRAMMA DI POLICY DI RISTRUTTURAZIONE "VERDE" DEL

SISTEMA INDUSTRIALE (commistione di elementi descrittivi e prescrittivi).

TESI DI BASE DELLA ME:

- RIFORMA IN SENSO ECOLOGICO DELLE DEMOCRAZIE INDUSTRIALI È

NECESSARIA E POSSIBILE. Centrali al riguardo sono la scienza e la tecnologia

chiamate a individuare forme sempre più efficienti di impiego delle risorse naturali.

- IMPORTANZA CRESCENTE DELLE DINAMICHE ECONOMICHE E DI MERCATO E IL

RUOLO DEGLI INNOVATORI E DEGLI IMPRENDITORI. Crescita e tutela ambientale si

supportano a vicenda: all’aumento del prodotto nazionale non corrisponde

necessariamente una crescita proporzionale del consumo delle risorse.

- STATO MANTIENE UN RUOLO IMPORTANTE. Esso però deve promuovere approcci

preventivi, partecipativi, decentrati, lasciando inoltre spazio all’autoregolamentazione degli

attori economici. La modernizzazione ecologica presume una “modernizzazione politica”.

- MOVIMENTI DEVONO ABBANDONARE IL TIPICO ATTEGGIAMENTO DI

OPPOSIZIONE ALL’ASSETTO ESISTENTE, spesso incentrato sull’idea di de-

modernizzazione, per il ruolo di partecipanti alla riforma accanto agli altri attori sociali.

In conclusione, secondo i sostenitori della ME una RIFORMA ECOLOGICA È

ECONOMICAMENTE E POLITICAMENTE FATTIBILE e che SI INCENTRA SULL’INNOVAZIONE

TECNOLOGICA. La ME costituisce una risposta, in termini di “eco-ristrutturazione” al diffuso

pessimismo sociologico e ecologista nei riguardi delle società avanzate. Gli esponenti della

Me insistono sull’USO DI TECNOLOGIE ECOEFFICIENTI che riducano gli effetti indesiderati della

crescita (conservazione e riuso dell’energia ecc.), su un maggior collegamento tra produzione e

consumo (controllo dei cicli di vita del prodotto ecc.), sulla riduzione della dimensione delle unità

produttive, sull’interazione virtuosa tra stato, capitale, scienza e tecnologia.

DISTINZIONI ENTRO LA ME

- ME DEBOLE guarda ai paesi più industrializzati e si incentra sul ruolo delle burocrazie,

degli esperti, delle élite politiche, dei rappresentanti degli interessi “diffusi” (associazioni

ambientaliste e di consumatori). Predilige gli approcci di tipo “neocorporativo”,

concepisce la soluzione ai problemi ambientali in termini di innovazione tecnologica

(tecnical fix); punta a una “economizzazione dell’ecologia” in cui la ristrutturazione

ecologica serve anche a rafforzare la competitività economica.

- ME FORTE insiste sulla promozione della democrazia partecipativa; ritiene

indispensabili cambiamenti di un certo peso nella struttura istituzionale e economica

delle società avanzate; si preoccupa degli aspetti internazionali dei problemi ambientali.

CRITICHE ALLA MODERNIZZAZIONE ECOLOGICA

L’analisi si focalizza su alcuni settori economici ad alto impatto ecologico e potenziale di

innovazione (industria chimica, biotecnologie, ecc) TRASCURANDO SETTORI PIÙ

TRADIZIONALI (acciaio ecc.) o in cui le unità produttive hanno dimensioni ridotte e quindi meno

denaro da investire nell’innovazione, o ancora l’agricoltura.

SI SOTTOVALUTA IL FATTO CHE IL CONSUMATORE HA UNA CAPACITÀ LIMITATA DI

INCIDERE SULLA RISTRUTTURAZIONE DI UN SETTORE PRODUTTIVO e che tale capacità si

sta riducendo in seguito ai processi di privatizzazione dei servizi pubblici.

I punti critici più importanti sono: l’evidenza empirica a sostegno della Me è tuttora limitata e in

certi casi contraddittoria; la Me ha riguardato finora essenzialmente alcuni paesi nord-europei,

caratterizzati da specifici assetti economici, sociali e politici. 10

CONFLITTO AMBIENTALE

CONTRAPPOSIZIONE TRA DUE O PIÙ SCHIERAMENTI che hanno OBIETTIVI DIVERSI

RIGUARDO ALL’UTILIZZAZIONE DELLE RISORSE DELL’AMBIENTE. Frequenza è crescente

intensità del conflitto ambientale.

Le CARATTERISTICHE DEL CONFLITTO AMBIENTALE sembrano mettere in crisi le teorie

strutturali del conflitto. NEL CONFLITTO AMBIENTALE È DIFFICILE CHE GLI SCHIERAMENTI

ASSUMANO CARATTERE PERMANENTE: di volta in volta ciascun soggetto è portato ad

assumere posizioni differenti a seconda dello specifico oggetto del contendere.

Non è possibile demarcare una volta per tutte una linea strutturale che separi i fronti del conflitto

ambientale e ci si deve limitare ad individuare di volta in volta quali sono gli attori che sono

impegnati nelle varie situazioni, di che natura gli interessi per cui si mobilitano, quali strategie

adottano, con che modalità il conflitto si protrae o si estingue.

CASI EMPIRICI DELLE DIMENSIONI TIPICHE DELLA CONFLITTUALITÀ AMBIENTALE:

1. DIMENSIONE TERRITORIALE

- Polarità città-campagna

- Centro-periferia: può emergere alla scala locale, nazionale o internazionale

2. DIMENSIONE TEMPORALE

- Intergenerazionale

- Intragenerazionale

3. DIMENSIONE CULTURALE

Contrappone i portatori di principi, di valori, di visioni del mondo diverse riguardo all’uso

delle risorse naturali e, più in generale, riguardo alla posizione dell’uomo rispetto al resto

della natura.

4. DIMENSIONE ECONOMICA

Si contrappongono di volta in volta i gruppi che vengono avvantaggiati o svantaggiati dalle

conseguenze ambientali delle attività economiche o dalle conseguenze economiche delle

misure di tutela ambientale.

- Tra consumatori e produttori

- Tra produttori attivi in settori diversi dell’attività produttiva

- Grande impresa vs. piccola impresa

- Distinzione tra chi esercita funzioni direttamente connesse alla trasformazione della

natura (nature extractive) e da prestazioni di servizio solo lontanamente collegate alle

funzioni produttive.

CONFLITTI A LIVELLO LOCALE

Le CONTRAPPOSIZIONI PIÙ EVIDENTI negli ultimi decenni sono ATTIVATE DA COMITATI

LOCALI DI CITTADINI che si mobilitano spontaneamente.

Possibili SPIEGAZIONI del loro rapido incremento:

- COMITATI LOCALI COME FIGLI DELLA DEMOCRAZIA AVANZATA

- LOCALISMO COME REAZIONE AI PROCESSI DI GLOBALIZZAZIONE e

omologazione a livello internazionale

- AUMENTO DELLA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA e insoddisfazione nei confronti

delle principali associazioni ambientaliste

CARATTERISTICHE DEI COMITATI LOCALI

LIMITATA NUMEROSITÀ dei partecipanti

- STRUTTURA ORGANIZZATIVA INFORMALE e aperta

- INDIPENDENZA da organizzazioni esterne

- TIPO DI AZIONI MESSE IN ATTO: visibilità e radicalità

- 11

ETEROGENEITÀ DEI MEMBRI, ma in comune: appartenenza ad un territorio e forte

- attaccamento

MOTIVI DEL COSTITUIRSI: non solo difensivi

-

IL SIGNIFICATO ATTRIBUITO A TALI MOBILITAZIONI

La SINDROME NIMBY:

Etichetta negativa usata per accusare i comitati locali di:

- essere fondati su MOTIVAZIONI EGOISTICHE

- essere mossi da EMOTIVITÀ E IRRAZIONALITÀ

- essere mossi da IGNORANZA E SUPERFICIALITÀ

Gli studi sul conflitto ambientale hanno però messo in luce come in gran parte dei casi tali accuse

sarebbero infondate - la SINDROME NIMBY COME VERO E PROPRIO ‘MITO’.

RAGIONI:

1. L’AZIONE DEI COMITATI VA OLTRE LA SEMPLICE BATTAGLIA LOCALIZZATIVA,

stringendo alleanze con altri comitati locali e con associazioni sovralocali, e

contrapponendosi non più alla localizzazione dell’impianto, ma alla modalità di intervento.

Da NIMBY a NIABY!

2. SONO PROPRIO I COMITATI LOCALI A DAR PROVA DI UNA VALUTAZIONE

RAGIONATA DEI RISCHI che comporta la realizzazione delle opere, mentre invece i

proponenti tendono a sottovalutare i rischi.

3. GLI ABITANTI DI UN LUOGO HANNO SPESSO UNA CONOSCENZA DELLE

CONDIZIONI DI CONTESTO, e un’esperienza delle modificazioni che intercorrono

nell’ambiente locale molto più approfondita di quelle possedute dagli specialisti. Inoltre,

l’innalzamento della soglia di attenzione ai rischi ambientali, e dei interventi di verifica e di

controllo è molto spesso una conseguenza dell’azione dei comitati.

SOLUZIONI AL CONFLITTO

- ASSUNZIONE VOLONTARIA DEGLI SVANTAGGI (PIMBY)

- ENVIRONMENTAL MEDIATION: processo informale e volontario che mira al

raggiungimento di un accordo tra le parti interessate alla risoluzione di un conflitto

ambientale con l’assistenza di una parte neutrale (mediatore), evitando il ricorso alle

autorità amministrative e giudiziarie.

- AUSPICABILE IL SUPERAMENTO DEL METODO TRADIZIONALE DI INTERVENTO

DAD (Decidi, Annuncia, Difendi) per l’adozione di forme partecipative di decisione sulla

‘distribuzione dei mali’.

RUOLO DELL’EXPERTISE

Definizione di expertise:

- Competenza operativa

- Trasgressività

- Relazionalità asimmetrica

A partire degli anni 60 le mobilitazioni popolari riservano uno spazio crescente al discorso

 scientifico. Ciò è specialmente vero per l’ecologia e la salute dove il fenomeno si è

accentuato con la professionalizzazione dei movimenti. Per chi usa l’etichetta di

ambientalismo scientifico le iniziative vanno fondate su una solida base di dati scientifici.

ANCHE NEI PROCESSI DI POLICY CRESCE SEMPRE PIÙ LA RILEVANZA

DELL’AUTORITÀ TECNICO-SCIENTIFICA: organi consultivi, enti regolativi indipendenti,

reti di specialisti riconosciuti. 12

CRESCENTE CENTRALITÀ E AMBIGUITÀ DEL PARERE ESPERTO NEI CONFLITTI SU

AMBIENTE E TERRITORIO. Suo farsi sempre più PARTE DELLA POLITICA DEL CONFLITTO

per varie ragioni:

• UTILE AI COMITATI PER AFFRANCARSI DALLO STIGMA NIMBY legittimandosi come

portatori di interessi non particolaristici, allargando i temi della contestazione per

conquistare alleati.

• INCERTEZZA E CONTROVERTIBILITÀ DEFINIZIONE DI MOLTI PROBLEMI. Ciò fa sì

che rapporti di potere divengano variabili legate alla conoscenza.

• PROBLEMA DELLA POLITICIZZAZIONE DELLA SCIENZA: la sempre più diffusa

constatazione che se le politiche presuppongono la scienza, allora i dibattiti scientifici

diventano dibattiti politici dato che le conclusioni dei primi costituiscono risposte per i

secondi. Ciò significa che l’expertise può essere usata per negare o ridurre la portata delle

controversie politiche perché si ammette oggi che scienza e politica non sono indipendenti.

RISCHIO, CONFLITTO AMBIENTALE E CONFLITTO TRA SAPERI

CONFLITTO AMBIENTALE IMPLICA UN CONFLITTO TRA SAPERI E MODALITÀ DI

CONOSCENZA: tra un sapere scientifico generale, astratto e analitico, interessato a stabilire nessi

causali certi e un sapere profano, concreto, appreso con l’esperienza, interessato a cogliere le

peculiarità di particolari porzioni di ambiente.

STUDIO DI WYNNE PECORE RADIOATTIVE

Esempio: Studio di Wynne sulla CRISI DELLE PECORE RADIOATTIVE IN CUMBRIA, analisi

dell’interazione tra una comunità di contadini e scienziati responsabili dell’elaborazione di visione

ufficiale sul comportamento radioattività e della durata delle restrizioni imposte alla vendita greggi.

Nella vicenda su ‘pecore radioattive’ la CRISI DI CREDIBILITÀ DEL SAPERE ESPERTO È

DOVUTA A:

a) ERRORE INIZIALE SULLE CARATTERISTICHE TERRENI mai pubblicamente

riconosciuto

b) ESPERIENZA DI SEGRETEZZA E DISINFORMAZIONE riguardo richiesta di dati su radio

cesio prima del 1986, negligenza o intenzione di coprire dati compromettenti

c) SISTEMATICA NON CONSIDERAZIONE DELL’EXPERTISE INFORMALE DEI

CONTADINI. Incide sulla validità esperimenti: es. campionamento dei terreni, solo i

contadini sanno dove le pecore vanno a brucare o esperimenti su effetti della bentonite .

d) AMMISSIONE TARDIVA CHE IL RADIO-CESIO NEI CAMPIONI PROVENIVA 50% DA

CERNOBYL E 50% ANCHE DA ALTRE FONTI (conferma sospetti della popolazione su

centrale nucleare di Sellafield).

CONCLUSIONI

In particolare:

• SUPPOSIZIONI DEGLI ESPERTI E LE RILEVAZIONI IN LOCO ERANO INADEGUATE

perché viziate dalla MANCATA CONOSCENZA DELLA TIPOLOGIA DEI TERRENI e delle

ABITUDINI DI PASCOLO delle pecore, che mettevano in grado di capire l’ecologia della

deposizione radioattiva meglio degli esperti scientifici.

• ERRONEE IPOTESI di questi sul rapido decadimento del cesio SI TRADUSSERO IN

CONSIGLI OPERATIVI DISASTROSI per l’economia locale.

• CRISI DI FIDUCIA NELLA SCIENZA LEGATA ALLA CAPACITÀ DI RICONOSCERE LA

PROPRIA FALLIBILITÀ e limitatezza in relazione ad errori cruciali.

In generale:

• Conferma che gli ESPERTI NON SONO IN GRADO DI VEDERE CIÒ CHE SFUGGE AL

LORO MODO DI INQUADRARE UN PROBLEMA. Si basano su paradigmi disciplinari che

stabiliscono rigidamente quali sono i fatti che hanno diritto di cittadinanza e come devono

essere registrati. NON C’È SPAZIO PER I FATTI ESTESI, saper fare, tradizione,

esperienza, che costituiscono la conoscenza indigena. 13


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Puntini

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Gestione delle organizzazioni e del territorio
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Puntini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'ambiente progredito e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Magnani Natalia.

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