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Appunti di economia aziendale

Indice

  • Lezione 1 – L'attività economica ………. pag. 2
  • Lezione 2 – Beni economici e fattori produttivi ………. pag. 3
  • Lezione 3 – L'economia aziendale e le definizioni di azienda ………. pag. 5
  • Lezione 4 – Classificazione aziende ed aggregazioni aziendali ………. pag. 8
  • Lezione 5 – Componenti del sistema azienda ………. pag. 12
  • Lezione 6 – Sistema delle operazioni e dinamica dei processi ………. pag. 15
  • Lezione 7 – Reddito e correlazione costi-ricavi ………. pag. 19
  • Lezione 8 – I processi di finanziamento ………. pag. 21
  • Lezione 9 – I processi di orientamento delle attività commerciali (la vendita) ………. pag. 25
  • Lezione 10 – Acquisizione fattori produttivi correnti ………. pag. 30
  • Lezione 11 – Processi di acquisizione/utilizzo dei fattori produttivi pluriennali ………. pag. 33
  • Lezione 12 – Processi di acquisizione/utilizzo del fattore lavoro ………. pag. 36
  • Lezione 13 – Le condizioni di efficienza ed efficacia nella combinazione dei fattori di produzione ………. pag. 39
  • Lezione 14 – Le configurazioni di capitale ………. pag. 43
  • Lezione 15 – Condizioni di equilibrio aziendale ………. pag. 45

Lezione 1

L'attività economica

Per attività economica si intende l'insieme di operazioni di produzione, distribuzione e consumo per risolvere o diminuire il problema economico. Il problema economico è legato al contrasto tra i bisogni illimitati e i mezzi limitati che possono soddisfarlo. Tutte e tre le operazioni svolte durante l'attività economica possono, spesso, convergere in un unico operatore economico.

I principali operatori economici sono le aziende ma non dobbiamo dimenticarci che possono essere considerati operatori economici sia individui singoli, come un libero professionista, sia altre figure collettive come le famiglie e gli Stati con le pubbliche amministrazioni. L'attività economica è l'oggetto di studio delle scienze economiche, scienze che studiano i comportamenti e le condizioni di equilibrio economico degli operatori economici cercando soluzioni ai problemi di produzione, distribuzione e consumo della ricchezza.

  • Empiriche: verifica principi/uniformità con metodo induttivo-deduttivo;
  • Positive: ricerca principi su “ciò che è” nei comportamenti umani (scienza sociale);
  • Normative: ricerca principi su “ciò che dovrebbe essere”.

Sono scienze economiche l'economia politica e l'economia aziendale. Per quanto riguarda l'economia aziendale, essa è “la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, ossia la scienza dell'amministrazione economica delle aziende” (prof. Zappa, 1927).

I caratteri di fondo per divenire scienza:

  • Unitaria, coordinata e integrata;
  • Dinamica, relativa e transitoria;
  • Finalizzata.

L'economia aziendale può essere analizzata sia in modo oggettivo che soggettivo.

Per quanto riguarda l'analisi oggettiva ci riferiamo a:

  • Gestione: complesso di operazioni economico-finanziarie tra loro collegate e coordinate effettuate dagli organi aziendali in vista degli obiettivi immediati e finali da raggiungere;
  • Rilevazione (o ragioneria): aspetto quantitativo, trasforma la gestione in cifre;
  • Organizzazione: utilizza il fattore lavoro di un'azienda per migliorarne la produttività.

Per quanto riguarda l'analisi soggettiva:

  • Funzioni manageriali: come ad esempio la pianificazione, l'organizzazione del lavoro, il controllo degli obiettivi raggiunti rispetto a quelli pianificati.

Lezione 2

Beni economici e fattori produttivi

L'azienda è un'organizzazione economica formata da più persone che svolge attività economiche. Le aziende attraversano diverse fasi di vita:

  • Fase pre-aziendale: precedente alla nascita dell'azienda, in cui gli individui valutano se è opportuno crearla oppure no, andando ad investire lì la loro ricchezza (scelte di investimento) (scelte dell'individuo);
  • Fase istituzionale: l'azienda viene costituita attraverso un atto realizzato presso un notaio ed è qui che vengono scelti i beni economici da produrre e i fattori produttivi da utilizzare;
  • Fase gestionale (o dinamico-probabilistica): l'azienda entra a pieno nella sua attività, viene anche detta fase dinamico-probabilistica in quanto l'azienda non rimane mai uguale nel tempo e non c'è certezza sui risultati che possono essere raggiunti;
  • Fase terminale: si ha quando c'è una situazione di perdita a medio/lungo termine e può avvenire con due modalità:
    • Liquidazione (l'azienda cessa di vivere)
    • Fusione per incorporazione (entra a far parte di un'altra azienda, cessando giuridicamente)

Beni economici

Sono beni limitati idonei a produrre ricchezza. Nella fase pre-aziendale sono i beni dell'individuo ovvero i mezzi monetari o le scelte di investimento alternative. Nella fase istituzionale sono i beni economici intermedi ovvero quei beni che servono per produrre prodotti e servizi da collocare sul mercato in modo da soddisfare i bisogni di chi li acquista. In questa fase sono detti fattori produttivi in quanto sono beni che servono a produrre altri beni.

I beni economici, per quanto riguarda la loro funzione di consumo, possono essere:

  • Beni di consumo finale: soddisfano direttamente i bisogni di consumo “finale” (le aziende che realizzano questo genere di beni vengono dette business to consumer);
  • Beni di consumo intermedio (fattori produttivi): partecipano a ulteriori processi produttivi (le aziende che realizzano questo genere di beni vengono dette business to business).

Fattori produttivi

Per ottenerne la disponibilità è necessario sostenere un costo che può essere effettivo, se dà luogo ad uscite monetarie, o figurativo, se non dà luogo ad uscite monetarie immediate.

I fattori produttivi primigeni (sempre esistiti) sono:

  • Capitale
  • Lavoro

Il capitale può essere classificato in base a:

Fungibilità

  • Fattori produttivi generici: denaro (moneta o mezzi equipollenti)
  • Fattori produttivi specifici: impianti, immobili, terreni, merci

Utilizzabilità

  • Fattori produttivi ad utilità durevole: partecipano più volte all'attività produttiva e conservano, dopo il singolo uso, le loro caratteristiche fisico-tecniche:
    • Fattori pluriennali (rispetto al tempo)
    • Fattori a fecondità ripetuta (rispetto al processo produttivo)
    • Fattori strutturali (rispetto al tempo e al processo produttivo)
  • Fattori produttivi ad utilità immediata: partecipano una sola volta all'attività produttiva e mantengono o perdono, dopo il singolo utilizzo, le loro caratteristiche fisico-tecniche:
    • Fattori correnti (rispetto al tempo)
    • Fattori a fecondità semplice (rispetto al processo produttivo)
    • Fattori di consumo (rispetto al tempo e al processo produttivo)

Materialità/Immaterialità

  • Fattori materiali: hanno una loro tangibilità (es. materie prime, componente hardware del computer)
  • Fattori immateriali: come ad esempio i brevetti, i software di un computer, marchio

Combinazione della 2° e 3° classificazione

  • Fattori produttivi ad utilità durevole:
    • Materiali (es. impianti, macchinari)
    • Immateriali (es. brevetti, licenze, marchi)
  • Fattori produttivi ad utilità immediata:
    • Materiali (es. materie prime)
    • Immateriali (es. servizi di trasporto, lavorazione esterna, consulenze)

Requisiti fattori produttivi

Affinché si possa parlare di fattore produttivo esso deve avere:

  • Caratteristiche qualitative e quantitative (si deve scegliere la migliore combinazione tra le due);
  • Connotazione temporale (per quanto tempo possono essere utilizzati i fattori produttivi);
  • Disponibilità/utilità (devono contribuire alla produzione del prodotto);
  • Onerosità (per averne la disponibilità è necessario sostenere un costo d'acquisto);
  • Vincolabilità (deve essere disponibile all'azienda per un certo periodo di tempo, breve o lungo che sia);
  • Esprimibilità in forma monetaria (è questo il requisito fondamentale che distingue i fattori produttivi dalle condizioni produttive).

Le condizioni produttive sono componenti aggiuntive dei fattori come le conoscenze, le esperienze, le motivazioni, le relazioni ecc. Esse non sono esprimibili in forma monetaria.

Modalità di acquisizione dei fattori e condizioni produttive

  • Processi di acquisto da un soggetto esterno con un costo misurato in termini monetari;
  • Processi di produzione tecnica in cui è l'azienda stessa a produrlo con un costo di produzione interno;
  • Processi di apprendimento, tipici delle condizioni produttive, si parla di un costo figurato.

Lezione 3

L'economia aziendale e le definizioni di azienda

L'operatore economico “azienda” può essere definito in tre possibili modi:

Interpretazione statica (o strutturale)

Enfatizza l'aspetto strutturale dell'azienda dando rilievo a persone e beni disposti per il conseguimento di un determinato fine.

  • “Organizzazione di persone e di beni economici per il raggiungimento di un fine” (Vianello)
  • “Organizzazione di beni in vista di un bisogno da soddisfare” (De Dominicis)

Interpretazione dinamica

Pone l'accento principalmente sulle operazioni che l'azienda compie e che variano nel tempo.

  • “Somma di fenomeni o negozi o rapporti da amministrare” (Besta)
  • “Coordinazione economica in atto” e “Istituto economico destinato a perdurare” (Zappa)
  • “Sistema dinamico di operazioni” (D'Ippolito)
  • “Complesso economico” (Onida)
  • “Sistema di forze economiche” (Amaduzzi)
  • “Sistema generale di accadimenti economici” (Masini)

Interpretazione complessa

Analizza sia l'aspetto statico che dinamico.

“L'azienda è una unità elementare dell'ordine economico generale, dotata di vita propria e riflessa, costituita da un sistema di operazioni promanante dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione delle forze interne ed esterne, nel quale i fenomeni della produzione, della distribuzione e del consumo vengono predisposti per il conseguimento di un determinato equilibrio economico, a valere nel tempo, suscettibile di offrire una remunerazione adeguata dei fattori utilizzati e un compenso, proporzionale ai risultati raggiunti, al soggetto economico per conto del quale l'attività si svolge” (Giannessi)

La definizione complessa di azienda si ottiene attraverso una serie di domande:

  1. Dove si trova l'azienda?
  2. Che cosa la compone?
  3. Che cosa fa?
  4. Quale è il suo fine?
  5. Quando tale fine è realizzato?

Dove si trova l'azienda?

“Nell'ordine economico generale, come unità elementare dotata di vita propria e riflessa”

Il concetto di dove si trovi l'azienda non va visto dal punto di vista geografico, legato alla sua localizzazione, ma dal punto di vista dell'ordine economico-generale come unità elementare dotata di vita propria e riflessa. L'azienda è un'unità elementare di un ordine più ampio, il sistema economico complessivo del paese (l'azienda è come una cellula dell'organismo). Essa ha vita autonoma rispetto alle altre aziende ma, al tempo stesso, la sua vita è riflessa in quanto i suoi andamenti e le sue operazioni riflettono cosa succede nell'ambiente economico generale, ma non solo. Può succedere, infatti, che sia l'azienda ad influenzare l'ambiente economico tramite, ad esempio, l'attività di lobbying.

Che cosa la compone?

“Un sistema di operazioni promanante dalla combinazione di particolari fattori e dalla composizione di forze interne ed esterne”

L'azienda è composta da un sistema delle operazioni che devono essere coordinate per evitare disfunzionalità, inefficienze e ritardi che non permettono all'azienda di creare ricchezza. L'ordine aziendale può essere osservato da molteplici angolazioni:

Ordine combinatorio

Riguarda i fattori produttivi e il loro singolo impiego, tenendo conto che tra di essi vi sono legami:

  • Quantitativi
  • Qualitativi
  • Spaziali
  • Temporali

Se intervengo su un “n” fattore devo intervenire anche sugli “n-1” fattori ad esso collegati. Se si riesce a combinare correttamente i fattori produttivi si vengono a creare delle sinergie combinatorie:

  • Tecnico (soluzioni tecniche per realizzare un determinato processo)
  • Economico (scegliere la combinazione più conveniente da realizzare)

Ordine sistematico

Riguarda le operazioni e come esse debbano essere collegate nello spazio e nel tempo nel modo più funzionale possibile.

Ordine di composizione

Riguarda il rapporto tra azienda e ambiente ovvero la composizione delle forze interne (capacità dell'azienda di sviluppare prodotti) con quelle esterne (esigenze del mercato). L'azienda, di fronte ai cambiamenti dell'ambiente può avere reazioni:

  • Passive: l'azienda decide di non reagire ai cambiamenti dell'ambiente;
  • Attivo-reattive: l'azienda aspetta il cambiamento e poi reagisce;
  • Attivo-anticipatorio: l'azienda anticipa il cambiamento del mercato.

Che cosa fa?

“Realizza un'attività economica di produzione e consumo”

In quanto l'azienda è un operatore economico.

Quale è il suo fine?

“Il conseguimento dell'equilibrio economico a valere nel tempo”

La vita dell'azienda si prolunga nel tempo per cui i risultati di un solo esercizio non sono in grado di mostrare l'andamento dell'azienda nel lungo termine. Ad esempio, infatti, un anno in perdita potrebbe indicare che l'azienda sta investendo sul futuro a “difetto” di un periodo a breve termine; così come il raggiungimento dell'utile in un anno potrebbe essere il risultato della vendita di parti dell'azienda.

Quando tale fine è realizzato?

“L'equilibrio economico è conseguito quando vi è una remunerazione adeguata dei fattori utilizzati, si ottiene un compenso al soggetto economico proporzionale ai risultati raggiunti, le condizioni indicate debbono verificarsi in un intervallo soddisfacente.”

Il fine dell'azienda è realizzato quando, nel medio/lungo termine, vengono raggiunti risultati positivi in ambiti:

  • Economico-finanziari (ricavi > costi ed entrate > uscite);
  • Competitivi (riuscire a soddisfare i clienti meglio dei concorrenti);
  • Sociali (devono essere soddisfatti gli interlocutori sociali);
  • Crea condizioni per svilupparsi nel tempo (crescita sia quantitativa che qualitativa, sia strutturale che operativa).

In questa definizione del Giannessi per soggetto economico si intendono i proprietari dell'azienda.

Requisiti di aziendalità

Essi sono una serie di condizioni che permettono di distinguere le aziende dalle non aziende. Per poter parlare di azienda devono essere presenti tutti i requisiti. Le condizioni di aziendalità possono essere suddivise in:

Condizioni oggettive

  • Durata (tempo): per poter conseguire l'equilibrio economico l'azienda ha bisogno di poter perdurare nel tempo;
  • Stati di ordine: deve esserci ordine combinatorio dei fattori produttivi, ordine sistematico delle operazioni e ordine di composizione tra forze interne ed esterne;

Condizioni soggettive

  • Visione sistemica: chi guida l'azienda deve avere una visione di insieme nel prendere le decisioni, tenendo conto che in un'azienda devono esistere degli stati di ordine per cui, se intervengo su un “n” fattore devo intervenire anche sugli “n-1” fattori ad esso collegati;
  • Autonomia: l'azienda è dotata di una sua vita ed ha una propria autonomia decisionale ed il soggetto economico deve essere libero di scegliere e prendere le decisioni più consone per lui a raggiungere l'obiettivo finale dell'azienda;
  • Economicità: è un criterio decisionale che indirizza a prendere decisioni che portino verso l'equilibrio economico a valere nel tempo.

Lezione 4

Classificazione aziende ed aggregazioni aziendali

I principali criteri con cui vengono classificate le aziende sono la produzione, le dimensioni, i promotori e la forma giuridica. Questi criteri compongono il criterio discriminante.

Produzione

Si guarda alla natura dell'output utilizzando i parametri della tangibilità e della modalità di ottenimento per distinguere le aziende in:

  • Manifatturiere → beni tangibili e l'input è diverso dall'output in quanto tra di loro vi è stato un processo di trasformazione;
  • Non manifatturiere, a loro volta divise:
    • Commerciali → beni tangibili ma, in questo caso l'input coincide con l'output
    • Servizi → beni intangibili

La distinzione tra queste aziende, ad oggi, non è così netta come possa sembrare.

Dimensione

Le aziende possono essere distinte in:

  • Grandi;
  • Medie;
  • Piccole.

I criteri per definirle sono parametri quantitativi (es. numero dipendenti), qualitativi (es. fabbisogno di capacità produttiva), mix quali-quantitativo. Questi criteri possono misurare aspetti:

  • Strutturali (es. capacità produttiva dei macchinari)
  • Operativi (si
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinamutti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof D'Onza Giuseppe.
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