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Bilancio e impresa

Bilancio d'esercizio

Bilancazienda: complesso di beni organizzati → dimensione oggettiva
Impresa: attività finalizzata a un risultato (in questo caso economico) → dimensione soggettiva
Bilancio d'esercizio: è un modello economico-finanziario a contenuto tecnico. Esprime sinteticamente e in modo sistematico le operazioni di gestione. Dimostra il risultato economico conseguito nell'esercizio e la composizione quali/quantitativa del capitale di funzionamento.

Il capitale di funzionamento non ha un segno algebrico, quindi ha solo un valore assoluto. Non ha un'espressione monetaria. Esso è dato dalla somma non algebrica delle poste dell'attivo e del passivo dello stato patrimoniale. Serve per vedere i presupposti di efficienza di un'azienda: un'azienda sarà più efficiente se ha un capitale di funzionamento più contenuto.

Il bilancio d'esercizio accoglie valori di natura diversa, alcuni sono certi, altri stimati, altri ancora sono delle vere e proprie congetture. Es. il reddito d'esercizio, che è un valore di sintesi, è un valore congetturato. I valori congetturati non ammettono verifica successiva. Il bilancio d'esercizio è strumento di conoscenza e comportamento per fini interni e strumento di informazione per fini esterni.

L'obiettivo di questo documento è quello di fornire una minima comune informazione a tutti i soggetti interessati, presentando i caratteri qualitativi della attendibilità, neutralità, verificabilità. Queste sono le caratteristiche o obiettivi del bilancio. Il falso in bilancio, ad esempio, non è attendibile. Le poste devono essere neutrali, ovvero rilevate così come sono e non "pompate". Ogni posta deve essere suscettibile di verifica.

Caratteristiche del bilancio

  • Attendibilità: osservanza delle norme, ragionevolezza delle stime, oggettività razionale.
  • Neutralità: rispetto di principi e regole vincolanti e standardizzate; principi contabili indipendenti ed imparziali verso tutti i destinatari.
  • Verificabilità: possibilità di indipendente ricostruzione del procedimento contabile incluso il processo di attribuzione del valore. (Per la verifica dei valori congetturati nel bilancio bisogna indicare anche i piani e i programmi dell’impresa per poi verificarli con questi valori).

Fonti legislative

  • Codice civile
  • Legge n.216, 7 giugno '74 → miniriforma della società per azioni
  • D.P.R. n.136 marzo '75 → certificazione obbligatoria del bilancio delle quotate; redazione del bilancio secondo "corretti principi contabili"
  • IV direttiva CEE '78 → conti annuali delle società di capitali
  • VII direttiva CEE '83 → conti consolidati delle società di capitali
  • Direttiva CEE n.635 '86 → conti annuali e consolidati delle società di capitali
  • Direttiva n.674 '91 → conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazione
  • Decreto legislativo n.127 '91 → rimuove l'intero impianto dell'informativa societaria, con clausola generale e sovraordinata all'intera architettura del bilancio. Stabilisce che il bilancio sia redatto con chiarezza. Il bilancio d'esercizio rappresenti in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e reddituale delle società.
  • Decreto legislativo '92 → attuazione della direttiva relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari e della direttiva relativa agli obblighi in materia di pubblicità dei documenti contabili delle succursali.
  • Decreto legislativo n.173 '97 → materia di conti annuali e consolidati delle imprese di assicurazioni
  • Legge n.503 '94 → recante disposizioni fiscali in materia di reddito d'impresa
  • Legge n.366 '01 → legge delega al governo per la riforma del diritto societario
  • Digs n.6 '03 → riforma organica della disciplina delle società di capitali e società cooperative
  • Legge n. 344 '03 → riforma dell'imposizione sul reddito delle società
  • Legge n.310 '04 → integrazioni e correzioni alla disciplina del diritto societario
  • Legge n.32 '07 → modifica le direttive relative ai conti annuali ed ai conti consolidati di taluni tipi di società, delle banche, di altri istituti finanziari e delle imprese di assicurazione.

Fattori di produzione e bilancio

Fattori di produzione

I fattori di produzione sono fattori che si combinano tra loro, essi si indicano con (F) e si esprime la combinazione come F. Questi fattori non si combinano direttamente tra loro in quanto sono diversi e divisi per classi. "Quante sono le possibili classi caratterizzate da forte omogeneità una rispetto all'altra?" All'interno di queste classi deve essere forte l'omogeneità dei fattori in modo che un fattore non possa rientrare in un'altra classe. (Principio di esclusività). Queste classi sono diverse e possono essere raggruppate.

Risorse fondamentali

Quali sono le risorse fondamentali per costruire un'attività imprenditoriale? Le risorse fondamentali sono divise in classi, entro una classe avremo diversi elementi con uno scopo chiaro e preciso. Queste categorie di risorse rappresentano una prima classe. Di seguito sono elencate le varie classi:

  • Risorse tecnologiche/informatiche: [RT/I]
  • Risorse umane [RU]
  • Risorse monetarie [RM]: sono un mix tra risorse finanziarie e risorse proprie
  • Risorse naturali [RN]: sono ad esempio le materie prime che sono le risorse fondamentali senza le quali non si fa niente.

I fattori elementari entrano in azienda e danno luogo alle combinazioni produttive. Combinazioni produttive: aggiungono valore, generano anche un valore non necessariamente economico ma anche un valore "meta-economico" cioè un valore qualitativo. Le combinazioni produttive a loro volta si combinano con altre combinazioni produttive dando vita a un processo produttivo. L'insieme di combinazioni produttive e processi produttivi sono chiamati processi di management (il manager controlla, governa e comanda). Infine, in output usciranno prodotti e servizi. (Offerta cioè l'immagine che l'azienda fornisce di sé).

Se l'offerta non incontra la domanda, si andrà incontro a un fallimento. L'obiettivo dell'azienda è quello di creare un prodotto che soddisfi la domanda e quindi l'offerta vada "a caccia" della domanda. Si genera quindi un'area di scambio. A sua volta dall'azienda partiranno dei feedback di controllo per andare a controllare il funzionamento di essa. In caso essa non sia efficiente si va ricercare in quale area dello schema ci sia inefficienza. Al fine di verificare i vari stadi della produzione si inizia ad entrare in ottica di bilancio. Il bilancio si divide in due aree: conto economico e stato patrimoniale.

Stato patrimoniale

S.P.: si sta osservando qualcosa che è di struttura e fa parte del patrimonio dell'azienda. (È il famoso complesso di beni organizzati dall'imprenditore). Lo stato patrimoniale è suddiviso in due sezioni contrapposte (attivo e passivo). Dall'attivo posso valutare se il complesso di beni organizzati è efficiente e adeguato all'esercizio di imprese. Dal passivo vedo e valuto i vincoli in essere (debiti) e i mezzi propri presenti al tempo T in azienda.

Analisi di stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale si divide in due sezioni:

Attivo Passivo
A.1 crediti verso soci P.1 capitale netto
A.2 immobilizzazioni P.2 fondi rischi e oneri
A.3 attivo circolante P.3 fondi TFR
A.4 ratei o risconti attivi P.4 debiti (medio lungo termine e breve)
P.5 ratei e risconti passivi

TFR: (Trattamento di fine rapporto): ciascun lavoratore a fine rapporto ha diritto di ricevere quello che l'impresa ha trattenuto nel tempo dalla sua paga per il TFR. Queste somme variano sia contrattualmente che per anzianità. (L'azienda avrà un debito verso il lavoratore e non può utilizzare queste liquidità in quanto non sono sue).

Analisi attivo

A.1 Crediti verso soci: essi sono i crediti dovuti dai soci verso la società. ART:2424 dice che questi crediti devono essere inseriti a bilancio al netto di quello che è già stato versato (solo versamenti ancora dovuti). Art 2349: regola il tema della sottoscrizione e dei versamenti di quota cap. L'azienda infatti può non richiedere tutte le quote subito, potrà richiederne quando ne avrà bisogno. ART 2342 regola i conferimenti.

A.2 Immobilizzazioni: si intende per immobilizzazione quel bene che, all'interno dell'impresa, non esaurisce la sua utilità in un solo esercizio ma manifesta benefici economici in un arco temporale di più esercizi. Questa voce si suddivide in sotto paragrafi:

  • A.2.1 Immobilizzazioni immateriali
  • A.2.2 Immobilizzazioni materiali
  • A.2.3 Immobilizzazioni finanziarie
  • A.2.4 Immobilizzazioni di leasing

Immobilizzazioni immateriali

A.2.1 Le immobilizzazioni immateriali sono caratterizzate dalla mancanza di tangibilità. Esse sono costituite da costi che non esauriscono la loro utilità in un solo periodo, ma manifestano i benefici economici lungo un arco temporale di più esercizi. art. 2426: fornisce un orientamento sul tema delle valutazioni. Fondamentale è il punto 5 "i costi di impianto e di ampliamento, i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità aventi utilità pluriennale possono essere iscritti nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale e devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. Fino a che l'ammortamento non è completato possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei costi non ammortizzati". Di seguito troviamo la classificazione delle immobilizzazioni immateriali che si suddividono in 7 sottoclassi:

  • A.2.1.1 "Costi di impianto e di ampliamento" ART.2426: in questa classe vi sono collocati costi non ricorrenti, gli oneri riconducibili a tali costi NON DEVONO POTER essere iscritti in altre classi es. costi di impianto o di ampliamento sono i costi che si hanno per la creazione dell'impresa, quando si va dal notaio, è un procedimento che si effettua una volta sola). L'iscrizione in dare di tali costi viene fatta in quanto da tali costi ne derivano utilità future per l'azienda.
  • A.2.1.2 Costi di ricerca sviluppo e pubblicità: in tale costi non sono ammessi tutti i costi di ricerca ma solamente i costi di ricerca applicata (costi per ricerca specifica, o per la ricerca di nuove scoperte che in caso di successo diventeranno dei futuri brevetti) devono essere costi MISURABILI e costi idonei a creare utilità future per l'azienda. I costi di sviluppo interno di software non vanno inseriti in questa classe ma in A.2.1.7.
  • A.2.1.3 Brevetti e utilizzo di opere dell'ingegno: l'azienda può acquisire dall'esterno specifiche condizioni che le permettano di operare, ma può anche decidere di svilupparsele all'interno, questo avviene per acquisire in via esclusiva un diritto di disporre di un patrimonio di conoscenze tecnico operativo che possono essere utilizzate in un processo esclusivo. b) diritto di godere di vantaggi economici.
  • A.2.1.4 Concessioni di licenze, marchi e diritti simili: in questa classe rientrano i costi pluriennali che saranno legati allo sfruttamento di un dato bene o di un dato servizio pubblico, oppure rientrano sempre dei costi pluriennali che sono legati a terzi o costi di conoscenza, o per le attività regolamentate (es. le licenze di attività).
  • A.2.1.5 Avviamento: l'avviamento è un indicatore della capacità futura di generare ricavi → valore congetturato. Esso dipende dall'andamento nel tempo dell'azienda (si guardano i dati di andamento in un triennio e si valuta se l'azienda guadagna o perde) in bilancio si tende ad inserire il limite massimo di tale valore per evitare di essere accertati.
  • A.2.1.6 Immobilizzazioni in corso e acconti: la voce è di per sé esplicativa dei valori che può accogliere. Tuttavia, può essere opportuno indicare nelle note integrative i criteri adottati per la valorizzazione di questa posta di bilancio.
  • A.2.1.7 Altre immobilizzazioni immateri
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zini.matteo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilanci aziendali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Malvestito Giancarlo Maurizio.
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