Appunti sulla base delle lezioni del Prof. Torcivia a cura di Riccardo Di Pasquale
PREMESSE VARIE
1. Fonti di redazione dei bilanci
I bilanci vengono redatti sulla base di 3 fonti:
dottrina economico-aziendale;
normativa civilistica vigente; –
(T.U.I.R. Testo Unico delle Imposte sui Redditi).
normativa fiscale vigente
2. Assetti di un bilancio
All’interno di un bilancio distinguiamo 3 assetti fondamentali: (elementi attivi e passivi del
assetto patrimoniale
patrimonio); (componenti positivi e negativi); (proventi e oneri finanziari).
assetto reddituale assetto finanziario
3. Fasi del ciclo di un prodotto
prima il bene deve essere prodotto, sostenendo una serie di costi di produzione;
realizzazione:
dopodiché il prodotto va portato sul mercato, sostenendo una serie di costi relativi al
commercializzazione:
packaging, alla penetrazione del mercato ecc.;
infine il prodotto va amministrato, sostenendo costi e producendo documenti relativi al
amministrazione:
trasporto e alla gestione (fattura, DDT, bolla d’accompagnamento ecc.).
4. Aree della gestione
Le varie attività svolte comportano la determinazione del risultato globale. La gestione globale da cui esso deriva, và
scomposta nelle singole aree di gestione, così da individuare il contributo (positivo o negativo) dato da ciascuna alla
formazione del reddito. Distinguiamo gestione operativa da gestione extraoperativa:
La è legata ad attività poste in essere in maniera sistematica, con volontà ed intenzione, frutto
a) gestione operativa
di una scelta strategica e continua. Si compone di:
legata all’attività principale,
- gestione (o cioè operazioni volte alla realizzazione degli
caratteristica tipica),
obiettivi di gestione connessi con l’oggetto caratterizzante l’attività economica svolta (core business);
- gestione (o legata ad attività diverse da quella principale, cioè operazioni che
extracaratteristica atipica),
riguardano lo svolgimento di attività collaterali rispetto a quelle tipiche.
La è legata ad attività che non possono essere governate dal management poiché al di
b) gestione extraoperativa
fuori del loro controllo (variabili esogene). Si compone di:
- gestione legata ad operazioni di finanziamento e di gestione della liquidità;
finanziaria,
- gestione composta da operazioni non ricorrenti, sia tipiche che atipiche, dette sopravvenienze
straordinaria,
e insussistenze;
- gestione (o che riguarda il prelievo delle imposte.
fiscale tributaria),
Tuttavia, è bene sottolineare che non sempre la dimensione straordinaria riguardi la gestione extraoperativa:
ad un’attività caratteristica e, quindi,
infatti, potrebbe anche darsi che si verifica un evento straordinario relativo
1
della gestione operativa .
5. Efficienza ed efficacia
L'efficacia è intesa come la capacità dell'azienda di raggiungere gli obiettivi prefissati e di soddisfare i bisogni per i
quali è stata istituita. Invece, l'efficienza è l'utilizzo economico delle risorse a disposizione dell'azienda, cosicchè si
producano i massimi risultati possibili con i minori mezzi impiegati.
Efficienza dei realizzi
Un’azienda è più efficiente di un’altra azienda se:
- a parità di input, consegue migliori output;
- a parità di output, lo consegue con minori input.
Quindi, nel confrontare due aziende sarà più performante quella che avrà un totale di investimenti in attesa di
realizzo (cioè un Tot. Attivo) minore a parità di fatturato.
Es. un’azienda commercializza bare in un paesino di 5000 abitanti dove mediamente ci sono 50 decessi all’anno: è chiaro che
1
l’imprenditore venderà mediamente 50 bare. Ma se in un anno si verifica un terremoto, il fatto che l’imprenditore venda 200 bare
da un fatto straordinario ma comunque legato all’attività caratteristica, che è la produzione di bare.
deriva 1
Appunti sulla base delle lezioni del Prof. Torcivia a cura di Riccardo Di Pasquale
A. RICLASSIFICAZIONI C.E. 01-02-07/03/2016
1. Riclassificazioni del Conto Economico
Il Conto Economico redatto secondo i principi civilistici non consente di analizzare alcuni aspetti fondamentali; di
2
conseguenza è necessario effettuare una sua riclassificazione .
Cosa non analizza il CE civilistico?
La struttura di Conto Economico definita dall’art. 2425 c.c. non distingue chiaramente i componenti della gestione
contenuti all’interno:
tipica da quelli della gestione atipica. Infatti, i componenti della gestione atipica sono
del “VALORE DELLA PRODUZIONE” (A), cioè in “altri ricavi e proventi” (A.5);
o dei “COSTI DELLA PRODUZIONE” (B), cioè in “altre svalutazioni delle immobilizzazioni” (B.10.c) perché le
o svalutazioni hanno carattere di eccezionalità;
dei “PROVENTI E ONERI FINANZIARI” (C), cioè in “proventi da partecipazioni” (C.15) e “altri proventi
o finanziari” (C.16) eccetto la voce C.16.d;
delle “RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA’ FINANZIARIE (D), per tutta la classe.
o
Dunque, le riclassificazioni vogliono evidenziare chiaramente la gestione atipica dalle altre gestioni, così da
3
esaminare correttamente la formazione del reddito globale .
Tipi di riclassificazioni
Il C.E. può avere diverse riclassificazioni; qui ne indichiamo due fondamentali:
Schema A: Riclassificazione del C.E. a costo del venduto;
Schema B: Riclassificazione del C.E. a valore della produzione.
Entrambi gli schemi:
sono in forma scalare;
mostrano risultati lordi e risultati netti: tutte le voci in corsivo sono risultati intermedi di gestione lordi eccetto le
“Ricavi netti di vendita” (voce netta perché è data dalla differenza tra i ricavi lordi di vendita e i resi su
voci
vendite) e “Risultato netto” (voce netta perché è data dalla differenza tra tutti i componenti negativi e positivi del
4
reddito) ;
5
specificano valori e non quantità .
A. Riclassificazione del C.E. a costo del venduto
Questa riclassificazione mette in evidenza quanto è costato ciò che si è venduto. Specifica quante sono state le
vendite, che dimensioni hanno assunto, secondo quale gestione si sono conseguite e quanto sono costati i fattori
produttivi.
Viene utilizzata soprattutto nei paesi anglosassoni e statunitensi e dalle imprese commerciali, cioè quelle imprese che
effettuano una del prodotto: acquistano in un luogo per vendere in un luogo
trasformazione spazio-temporale
diverso, acquistano oggi per vendere in un tempo diverso.
In questo schema si utilizza spesso il termine industriale, anche se con il termine si intende tutto ciò che
industriale
deriva da una trasformazione del bene, sia essa spazio-temporale (come nel caso di questa riclassificazione) o fisico-
tecnica (come nel caso della riclassificazione a valore della produzione). Quindi il termine industriale sarebbe
applicabile ad entrambi gli schemi.
2 Per si intende riformulare la classificazione delle voci poiché non adatta a soddisfare determinate esigenze
riclassificare
conoscitive.
3 Infatti, scomponendo la gestione globale nelle singole aree gestionali, è possibile individuare il contributo (positivo o
negativo) dato da ciascuna area alla formazione del reddito.
4 Quindi, una si dice quando è la differenza tra tutti i componenti positivi e negativi che la stanno determinando,
voce netta
senza lasciare alcun componente da parte.
5 Es. le poste inerenti le rimanenze non indicano le quantità rimaste ma il valore che quelle quantità esprime. 2
Appunti sulla base delle lezioni del Prof. Torcivia a cura di Riccardo Di Pasquale
Spiegazione
Le poste da 1 a 16 riguardano la gestione operativa-caratteristica;
Le poste da 18 a 20 riguardano la gestione operativa-extracaratteristica;
Le poste 22, 24 e 26 riguardano la gestione extraoperativa (caratteristica ed extracaratteristica), nelle tre
dimensioni: finanziaria (22), straordinaria (24) e tributaria (26). Non si comprendono nella gestione operativa per
motivazioni generali e specifiche;
Le poste da 4 a 9 sono fattori produttivi;
6
Le poste residuali sono la 9, 16 e 20;
I risultati parziali e lordi (configurazioni di reddito) sono le poste 13, 17, 21, 23, 25. Il risultato parziale e netto è
risultato finale e netto è la posta 27.
la posta 3, mentre l’unico
1. Ricavi lordi di vendita
Sono componenti positivi al lordo di eventuali resi su vendite. Questa posta è generalmente pari a zero per quelle
imprese appena avviate operanti in settori particolari come dei vini e dei liquori pregiati, poiché questi beni
devono necessariamente invecchiare prima di poter essere piazzati nel mercato (nel frattempo è logico che si sta
comunque generando valore della produzione).
4. Rimanenze iniziali di materie, semilavorati e prodotti
Sono componenti negativi di reddito chiamati primi costi perché rappresentano acquisti di materie effettuati in
immediatamente all’inizio del presente esercizio.
esercizi precedenti e che hanno inciso
Non hanno rimanenze iniziali:
- le aziende di servizi;
- le aziende finanziarie;
- le aziende appena costituite (al primo anno di vita).
6. Retribuzioni industriali e oneri relativi
Sono le retribuzioni riconosciute ai dipendenti ed altri oneri industriali. Tra queste non sono incluse le
retribuzioni commerciali e amministrative.
10. Produzioni interne capitalizzate
Sono produzioni effettuate “in economia”, svolte all’interno dell’impresa
cioè commesse utilizzando solo i
propri fattori produttivi (da 5 a 9), invece che rivolgersi a terzi. Possono consistere in immobilizzazioni costruite
7 8
ex novo o in servizi tesi a migliorare le immobilizzazioni esistenti.
il valore dell’immobilizzazione
Questa posta indica prodotta e che è dato almeno dalla somma dei valori dei
fattori produttivi impiegati per la sua costruzione. all’Attivo dello SP, senza
Come per ogni immobilizzazione, le produzioni interne capitalizzate vanno però creare
una nuova voce contabile: l’immobilizzazione va in aumento della voce a cui si riferisce più prossimamente 9 .
Il loro fondo ammortamento si troverà, come per ogni immobilizzazione, nel Passivo dello SP, ma da quel
momento verrà incrementato di una quota di ammortamento maggiore visto che l’immobilizzazione si è
avvalorata.
Perché si sottrae nella determinazione del costo industriale del venduto?
Il valore della nuova immobilizzazione partecipa alla determinazione del reddito attraverso le quote
d’ammortamento: dunque, teoricamente si dovrebbe iscrivere nel conto economico i costi dei fattori produttivi
e le quote d’ammortamento.
sostenuti per la produzione interna (che non sono distinguibili nelle singole voci)
Tuttavia, facendo così si avrebbe una duplicazione di costi perchè significherebbe imputare due volte dei
componenti negativi che riferiscono al medesimo evento: una volta per il costo della produzione del bene
poliennale (prodotto con i fattori di produzione di cui si sono già rilevati i costi nelle poste precedenti) e una
volta come quota d’ammortamento dello stesso.
6 Una è quella posta che non specifica a cosa si riferisce.
posta residuale
Es. costruisco un pozzetto d’acqua utilizzando i miei operai, la mia energia elettrica ecc.
7
8 Es. tinteggio il cancello del mio deposito utilizzando i miei operai, la mia energia elettrica ecc.
Se si è costruita un’immobilizzazione
9 che non era presente nello SP, si crea la voce contabile con la produzione interna. 3
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Allora si sottrae il valore della produzione interna e si lascia che le quote d’ammortamento vengano rilevate di
“indistinta rettifica” dei costi,
anno in anno come sempre. In questo modo si opera una perché nelle voci
da 5 a 9 non si individua puntualmente quanto si deve sottrarre, ma si individua “approssimativamente” sulla
base del valore della produzione interna capitalizzata.
Infatti, essendo la riclassificazione a costo del venduto, aggiungere le produzioni interne capitalizzate non
avrebbe senso, visto che non si è venduto niente.
11. Rimanenze finali di materie, semilavorati e prodotti
Sono rettifiche di componenti negativi di reddito perché rappresentano acquisti di materie effettuati
nell’esercizio immediatamente all’inizio dei nuovi esercizi.
presente e che incideranno
Non hanno rimanenze finali:
- le aziende di servizi;
- le aziende finanziarie; (all’ultimo anno di vita).
- le aziende in liquidazione
Perché si sottrae nella determinazione del costo industriale del venduto?
Questa posta indica un fattore di produzione che, poiché non è stato utilizzato (materie e semilavorati) o venduto
(prodotti), deve essere sottratto dal costo industriale del venduto (12).
“indistinta rettifica” dei costi,
Anche in questo caso, sottrarre questa posta significa fare una perché nelle voci
“approssimativamente” sulla
da 5 a 9 non si individua puntualmente quanto si deve sottrarre, ma si individua
base della rimanenza prodotta: non è possibile capire quanta energia o quante ore lavoro hanno inciso per la
produzione della rimanenza, e dunque si rettifica il valore stesso della rimanenza.
– –
12. (4 + 5 + 6 + 7 + 8 + 9 10 11)
Costo industriale del venduto
Questa posta indica “quanto è costato ciò che si è venduto”: non importa se si è prodotto ma non si è venduto
dell’esercizio successivo.
perché, in caso, non sarà considerato come costo ma come futura possibile vendita
– 10
13. (3 12)
Risultato lordo industriale
Questa posta indica il risultato che deriva dalla sottrazione dei ricavi netti di vendita (3) e del costo industriale
del venduto (12). Rappresenta la posta più importante per questo schema, non perché è l’unica sulla base della
quale trarre un giudizio, ma perché ci consente di capire quanto abbiano inciso i costi del venduto sul risultato
intermedio di gestione.
Se il suo valore è negativo, le cause devono cercarsi nelle poste 3 e 12. Infatti, è possibile che:
il valore delle vendite (3) non è remunerativo perché:
il prezzo non è remunerativo e le quantità sono le giuste per il mercato;
il prezzo è remunerativo ma le quantità non sono le giuste per il mercato;
c’è
un mix di errori nei prezzi e nelle quantità.
i costi (12) sono eccessivi:
nell’esercizio precedente sono state gonfiate, senza considerare che nell’anno in
le rimanenze finali
corso diventano rimanenze iniziali (4), e dunque componenti negativi;
i fattori produttivi (5) sono comprati a prezzi troppo alti;
le retribuzioni (6) sono eccessive.
Quindi, bisogna stare attenti a questo margine lordo (13) perché se questo tende a zero la situazione non si
prospetta positiva: potrei avere serie difficoltà nella copertura degli altri fattori produttivi. Tuttavia, capita anche
che all’ultima posta (27) il risultato netto sia comunque positivo, perché vi hanno inciso altre gestioni.
14. Costi commerciali
Sono componenti negativi legati ad attività di marketing: promozione, comunicazione, relazioni pubbliche,
rapporti con i fornitori ecc. – –
17. (13 14 15 ± 16)
Risultato operativo caratteristico
Questa posta indica il risultato che deriva dalle attività principali (caratteristiche) poste in essere in maniera
sistematica e intenzionale (operative).
Pur essendo lo schema A una struttura utilizzata per le imprese commerciali, si utilizza l’espressione “industriale” in senso
10
lato, cioè riferendoci alla prima fase del ciclo del prodotto: la realizzazione. 4
Appunti sulla base delle lezioni del Prof. Torcivia a cura di Riccardo Di Pasquale
18. Proventi e oneri da investimenti in immobili civili
Sono proventi e oneri che derivano da investimenti in immobili che non vengono usati per l’attività
11
caratteristica .
19. Proventi e oneri da investimenti in partecipazioni e titoli
Sono proventi e oneri che derivano da investimenti in azioni, partecipazioni societarie o altro simile che non
proventi finanziari sono considerati all’interno di questa voce.
12
riguardano il core business . Gli eventuali
21. (17 ± 18 ± 19 ± 20)
Risultato operativo globale
Questa posta indica il risultato che deriva dalle attività principali e non (caratteristiche e extracaratteristiche)
poste in essere in maniera sistematica e intenzionale (operative).
Nel caso in cui le poste 18, 19 e 20 fossero pari a zero o comunque tendenti verso zero, il risultato operativo
caratteristico coinciderebbe con il risultato operativo globale (17 = 21).
22. Oneri finanziari
Rappresenta il costo del denaro, cioè dei finanziamenti di cui gode l’azienda e che si evincono dallo stato
patrimoniale. Sono oneri extraoperativi perché:
- la composizione tra mezzi propri e di terzi è decisa dalla proprietà e non dal management, sulla base della
loro percezione del rischio;
- il costo del denaro dipende dalla forma giuridica assunta, dal settore, dal contesto geografico e dalle
13
normative .
Più è alto il livello di capitalizzazione propria, più è basso il livello di indebitamento: di conseguenza, gli oneri
finanziari saranno minori. Invece, con aumento dei mezzi di terzi, aumenteranno gli oneri finanziari.
–
23. (21 22)
Risultato ordinario Tiene in considerazione l’incidenza del
Questa posta indica il risultato
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