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Appunti di anatomia generale

Premesse

I seguenti appunti sono stati elaborati attraverso un processo di ascolto delle lezioni e rivisitazione dei concetti, sento di detenere quindi, la proprietà intellettuale degli stessi. Grazie a questi appunti sono riuscito ad ottenere un punteggio di 27/30, sento quindi che possano esserti utili circa il superamento dell’esame, che esso sia scritto o orale. Inoltre, consiglio di utilizzare questi appunti associandoli al materiale fornito durante le lezioni, quindi attraverso le immagini, video, presentazioni in sala settoria etc. etc. Non mi assumo nessuna responsabilità sul punteggio futuro che il possessore di questi appunti riceverà, in seguito alla partecipazione all’esame. Nel sul futuro uso che esso/a ne farà. Questi appunti vogliono essere una guida, al fine di raggiungere il vostro obbiettivo finale. Ad maiora!

Contenuti

Nelle pagine seguenti troverai le descrizioni topografiche, macroscopiche e microscopiche delle strutture ossee, tissutali e biologiche divise secondo gli apparati che costituiscono il corpo umano nella sua complessità.

  • Organi: generalità, classificazione e i suoi costituenti
  • Apparato locomotore: Classificazione e i suoi sistemi
  • Sistema osseo: classificazione, struttura interna ed esterna dell’osso
  • Il cranio o teca cranica: elementi strutturali, macroscopica e topografia
  • La colonna vertebrale: Descrizione macroscopica, le vertebre
  • La gabbia toracica: classificazione e descrizione delle coste
  • Scheletro degli arti superiori: cingolo e porzione libera
  • Scheletro della mano: elementi ossei costituenti
  • Scheletro degli arti inferiori: Bacino, femore, tibia e fibula
  • Scheletro del piede: classificazione elementi strutturali e assi
  • Apparato tegumentario: la cute in una visione microscopica e macroscopica
  • Anatomia del pelo: struttura macroscopica e microscopica
  • Apparato respiratorio: cavità orale, laringe, glottide, trachea, bronchi, polmoni
  • Apparato digerente: la bocca, la faringe, l’esofago, lo stomaco, l’intestino
  • Ghiandole annesse all’apparato digerente: ghiandole salivari maggiori, il fegato, il pancreas
  • Apparato genitale maschile e femminile
  • Il sistema endocrino: le ghiandole
  • Il sistema cardiocircolatorio: il cuore
  • Sistema linfatico
  • Apparato neuronale: il sistema nervoso in una visione macroscopica e microscopica

Anatomia: il termine

È un termine di derivazione greca: “ana temnein”

Significato: sezionare, dividere, classificare, descrivere. L’anatomia è la scienza che divide, classifica, descrive i componenti strutturali del corpo umano appartenente alla specie dell’homo sapiens. L’anatomia osserva e descrive le macrostrutture e le microstrutture, a volte anche le ultrastrutture servendosi della tecnologia.

Le particelle o atomi interagiscono fra loro per formare molecole organiche e inorganiche, le cui interazioni costituiscono la trama fondamentale della vita, permettendo l’esistenza della specie umana e animale. Le cellule, unità costitutive degli esseri viventi comunicano tra loro, specifiche cellule attraverso le loro interazioni formano delle specializzazioni cellulari che andranno a costruire un tessuto. I tessuti rivestono gli organi, gli organi a loro volta, assumendo specifiche funzioni e collaborando per raggiungere lo stesso obbiettivo, se pur diversi strutturalmente, andranno a formare i sistemi. Più sistemi costituiscono gli apparati.

Gli organi

L’evoluzione ha fatto sì che ogni struttura appartenente al corpo umano sia costruita per permettere lo svolgimento di specifiche funzioni, indi per cui nulla è lasciato al caos. Gli organi infatti possono essere osservati e descritti da un punto di vista strutturale e funzionale. La struttura degli organi ci permette di fare una prima importante classificazione tra pieni o cavi.

Gli organi pieni come la tiroide, il fegato, il rene o i polmoni si presentano, da un punto di vista istologico, costituiti da un tessuto compatto definito parenchima, costituito da cellule molto adese tra loro. È possibile osservare delle regioni circoscritte definite lobuli. Le cellule che compongono il parenchima riflettono la funzionalità del parenchima stesso. Possiamo infatti individuare un parenchima:

  • Linfoide
  • Nervoso
  • Muscolare
  • Epiteliale

Il rivestimento più esterno di un organo pieno è associato invece ad una porzione tissutale che riveste esternamente l’organo. Questo rivestimento prende il nome di stroma. Lo stroma è costituito da tessuto connettivo, ben irrorato dai vasi sanguigni e nervi. Costituisce la trama fondamentale dell’organo. Lo stroma costituisce quindi la capsula dell’organo, dalla quale dipartiranno i setti, che infine definiranno i lobuli.

Organi cavi – viscerali

L’elemento che ci permette di distinguere un organo cavo da uno pieno è la presenza nel primo di un lume o cavità, rivestita da una parete pluristratificata. Questa parete prende il nome di tonaca. Descriverò le tonache partendo dalla tonaca dello strato più profondo verso quello più superficiale. Le tonache possono essere quindi classificate nel seguente modo:

  • Tonaca mucosa
  • Tonaca sottomucosa
  • Tonaca muscolare
  • Tonaca sierosa o avventizia

La tonaca mucosa è la porzione tissutale a diretto contatto con il lume interno degli organi cavi. Ha la funzione di assorbimento, secrezione e movimento di sostanze metaboliche ed è stratificata a sua volta in:

  • Epitelio di rivestimento
  • Lamina propria
  • Lamina muscolaris mucosae

Epitelio di rivestimento

L’epitelio di rivestimento, posto sulla superficie più profonda dell’organo, è costituita da cellule semplici o composte a seconda del tipo di organo che stiamo osservando. Può possedere inoltre diverse specializzazioni cellulari con funzione di trasporto o di assorbimento, rispettivamente come le ciglia presenti nella salpinge, in grado di creare correnti che trasportano l’oocita verso l’utero e contemporaneamente impedire agli spermatozoi la risalita, mentre nel lume intestinale possiamo osservare al TEM la presenza di microvilli con funzione di aumentare la superficie di assorbimento.

La lamina propria

La lamina propria è costituita da un tessuto connettivo fibrillare denso con funzioni di sostegno meccanico.

La lamina muscolaris mucosae

La lamina muscolaris mucosae è invece costituita da un esile strato di fibrocellule lisce, quindi non controllate dal sistema nervoso centrale, la cui contrazione ha specifiche funzioni in specifici organi.

La sottomucosa

La sottomucosa non è presente in tutti gli organi cavi del corpo ma è sempre presente negli organi appartenenti all’apparato respiratorio, nei seni paranasali e nell’apparato digerente. La sottomucosa è costituita da un tessuto connettivo lasso e fibre elastiche, in cui si trovano vasi sanguigni, nervi, formazioni ghiandolari e presenta un piano di clivaggio che lo separa dalla tonaca muscolare.

La tonaca muscolare

È costituita da cellule muscolari lisce con funzione quindi contrattile, in grado di creare una contrazione nel lume degli organi come nel fenomeno del rimescolamento del cibo. Può assumere diverse posizioni nello spazio. Può essere:

  • Circolare ed interna
  • Longitudinale e esterna

La tonaca avventizia o sierosa

La tonaca avventizia o sierosa è costituita da un epitelio di rivestimento pavimentoso semplice ed è presente nell’esofago, nel peritoneo e nello stomaco. È rivestito da mesotelio. Abbiamo appena descritto gli organi cavi così detti viscerali. Se osserviamo invece gli organi cavi appartenenti all’apparato circolatorio osserveremo che strutturalmente non differiscono in modo elevato da quelli viscerali. Infatti saranno sempre costituiti da tonache ma queste saranno in numero tre. Osserviamo dalla profondità verso la superficie una tonaca:

  • Intima
  • Media
  • Avventizia

La tonaca intima

La tonaca intima così come intuibile dal nome riveste la superficie più interna dei vasi sanguigni ed è costituita da cellule endoteliali ben coese tra loro, formando così l’endotelio. Nel cuore questa particolare superficie prenderà il nome di endocardio.

La tonaca media

La tonaca media è invece costituita da tessuto muscolare liscio o elastico – formato da fibre elastiche conferisce supporto meccanico al complesso.

La tonaca avventizia

La tonaca avventizia invece è costituita da connettivo molto ricco di fibre elastiche.

Le cavità del corpo umano sono gli spazi o lumi nei quali risiedono gli organi, protetti da strutture ossee con la funzione di contenerli e proteggerli da eventuali urti. Possiamo osservare supero-anteriormente una cavità toracica mentre infero-anteriormente una cavità addominopelvica. La cavità toracica custodisce il mediastino, i polmoni e il cuore che andranno ad inserirsi nella loggia pleuropolmonare sinistra, destra e il cuore nel mediastino. Il polmone sinistro è più piccolo rispetto a quello destro. Inferiormente invece troviamo la cavità addominopelvica che si suddivide in spazio retroperitoneale, cavità peritoneale e sottoperitoneale. Le cavità posteriori sono invece il canale vertebrale e la cavità cranica.

L'apparato locomotore

L’apparato locomotore si è sviluppato per conferire all’uomo la capacità di invadere l’ambiente esterno, superare ostacoli e sopravvivere al freddo. L’apparato locomotore è formato da 3 sistemi:

  • Sistema osseo – 206 ossa
  • Sistema articolare – 67 ossa
  • Sistema muscolare – 754 ossa

L’organo principale del sistema osseo è una struttura unitaria che si articola per mezzo di articolazioni ossee o cartilaginee, fisse o mobili ad altre ossa che possono essere uguali strutturalmente o diverse. L’osso può assumere diverse forme in base alla posizione che occupa nel corpo. Nel nostro corpo possiamo far passare infiniti piani trasversali ma ne prenderemo in considerazione solo tre che divideranno il nostro corpo:

  • Superiormente nella testa formata dal cranio
  • Centralmente nel busto formato dal torace e dalla colonna vertebrale e dagli arti superiori
  • Inferiormente dal bacino e dagli arti inferiori

Possiamo osservare ossa:

  • Piatte
  • Lunghe
  • Brevi
  • Irregolari
  • Sesamoidi
  • Wormiane o suturali

Le ossa lunghe sono costituite da un corpo centrale definito diafisi e due porzioni espanse, poste nelle due estremità dell’osso, queste prendono il nome di epifisi. Esternamente, le ossa sono costituite da tessuto osseo calcificato, molto resistente e compatto, in grado di resistere ad urti accidentali. Internamente è invece costituito da un tessuto spugnoso – il midollo osseo – importante la sua funzione emopoietica.

Il cranio o teca cranica

Le ossa del cranio o teca cranica sono 29. Il cranio ha la funzione di custodire il cervello e cervelletto, proteggendolo dagli urti e permettere l’inserimento della vena e del nervo spinale, passante per il forame magno, in posizione baso - inferiore del cranio. È possibile classificare le ossa del cranio suddividendo questo in due porzioni distinte chiamate:

  • Neurocranio
  • Splancnocranio

Il neurocranio è posto superiormente allo splancnocranio, ha una forma ovoidale e possiede in posizione supero-posteriore un tratto più espanso. È costituito da ossa piatte tenute insieme per mezzo di suturazioni, le quali nella prima fase di sviluppo del neonato sono cartilaginee mentre negli stadi successivi di sviluppo di calcificano saldandosi con le ossa piatte.

Posta frontalmente troviamo un osso frontale che si articola grazie alla sutura coronale e sagittale rispettivamente con le due ossa parietali mentre supero-posteriormente con l’osso occipitale. Lateralmente è possibile individuare le due ossa temporali che si articolano con le due ossa parietali sovrastanti per mezzo delle suture parietali. Le ossa temporali sono articolate con l’unico osso mobile del cranio, la mandibola, attraverso un processo definito “temporo-mandibolare”. Inoltre, all’interno delle cavità nasali, se visto il cranio frontalmente, è possibile scorgere delle porzioni ossee appartenenti all’osso sfenoide ed etmoide.

Osso frontale: forma la parete anteriore del cranio e un terzo della calotta. Forma quasi tutta la fossa cranica anteriore. In corrispondenza del sopracciglio presenta una cresta chiamata: margine sopraorbitario, al centro si questa c’è un foro sopraorbitario che dà passaggio ad un nervo, una vena e un’arteria. L’area appena sopra il naso è chiamata glabella e dietro di essa si trova il seno frontale.

Ossa parietali: le ossa parietali di destra e di sinistra formano la maggior parte della calotta. Ogni osso parietale è chiuso da quattro suture (sutura sagittale tra le due ossa parietali, sutura coronale al margine anteriore, sutura lambdoidea al margine posteriore, sutura squamosa lateralmente.

Ossa temporali: le ossa temporali hanno una forma complessa divisibile in quattro parti:

  • Squamosa: è la parte più anteriore, comprende il processo zigomatico e la fossa mandibolare
  • Timpanica: delimita il meato acustico esterno, comprende il processo stiloideo a cui si ancorano i muscoli della lingua
  • Mastoidea: si trova posteriormente alla zona timpanica e presenta un processo mastoideo palpabile
  • Petrosa: pavimento craniale che presenta il canale carotideo e il foro giugulare.

Osso occipitale: forma la parte posteriore del cranio e gran parte della sua base, la sua caratteristica principale è il forame magno, il foro attraverso cui passa il midollo spinale, ai lati di questo si trovano due condili occipitali che si poggiano sulla colonna vertebrale.

Osso sfenoide: ha una forma complessa con un corpo mediano e ali grandi e piccole. Forma una parte dell base della scatola cranica subito dietro l’osso frontale. Il corpo dello sfenoide ha una sporgenza a forma di sella chiamata sella turcica, tra questa e i fori ottici si trova una profonda fossa chiamata fossa ipofisaria che ospita appunto l’ipofisi.

Osso etmoide: è un osso anteriore del cranio situato tra gli occhi. Contribuisce a costituire la parete mediale dell’orbita, tetto e pareti della cavità nasale e il setto nasale. Si divide in tre parti:

  • Lamina perpendicolare verticale: è una lamina ossea sottile che divide la cavità nasale nella fossa nasale destra e sinistra.
  • Lamina cribrosa orizzontale: forma il tetto della cavità nasale.
  • Labirinto: un’ampia massa che si estende al di sotto e da entrambi i lati della lamina cribrosa. Possiede delle conche nasali superiori e medie che si proiettano nella fossa nasale allo scopo di garantire che l’aria entri in contatto con le mucose pulendola, riscaldandola e umidificandola.

Le suture craniche

Le suture craniche sono articolazioni di tipo fibroso che mettono in comunicazione tra loro le ossa della scatola cranica (costituita dalle ossa frontali, temporali, parietali e occipitali). In condizioni di normalità le suture craniche si chiudono (cioè formano le sinostosi) solo in epoca postnatale; la sutura metopica (sutura della parte anteriore del cranio) si chiude attorno ai due anni, mentre le altre suture (sagittale, coronale e lambdoidea) si chiudono verso i 20 anni. Nei fenomeni di craniosinostosi, la saldatura delle suture può avvenire già in epoca prenatale o perinatale, oppure nel corso del primo sviluppo dell’individuo, determinando un’alterazione della forma del cranio. Le principali sono:

  • Sutura coronaria, tra l’osso frontale e ossa parietali
  • Sutura lambdoidea, tra ossa parietali e ossa occipitale
  • Sutura sagittale, tra ossa parietali sulla linea mediana
  • Sutura metodica, lungo la linea mediana dell’osso frontale, la cui saldatura avviene di norma verso il 6° mese di vita intrauterina.

Splancnocranio o faccia

È costituito da ossa brevi e regolari e ha la particolarità di possedere l’unico osso mobile del cranio: la mandibola. Possiede 14 ossa le quali formano la faccia, con le sue cavità nasali, le cavità orbitarie e la bocca. Anche nello splancnocranio sono presenti ossa in numero pari e impari. Lo splancnocranio possiede una larga mobilità grazie all’articolazione temporomandibolare che collega la mandibola alle due ossa temporali.

Lo splancnocranio ha 14 ossa:

  • 2 ossa mascellari
  • 2 ossa palatine: piccole e a forma di L, forma la parte posteriore del palato osseo, il palato duro
  • 2 ossa zigomatiche
  • 2 ossa lacrimali: costituiscono la parete mediale delle cavità orbitarie, possiedono una fossa lacrimale con annessa sacca lacrimale. Attraverso il condotto naso-lacrimale le lacrime arrivano alla cavità nasale
  • 2 ossa nasali: si articolano con il frontale e il mascellare
  • Turbinanti nasali inferiori
  • Mandibola: unico osso mobile a forma di ferro di cavallo che si articola con le due ossa temporale nell’articolazione temporomandibolare. Possiede numerose cavità denominate alveoli, dai quali dipartono le radici dei denti.
  • Vomere: forma la metà inferiore del setto nasale, la parte superiore è formata dalla lamina perpendicolare dell’etmoide, insieme sostengono una parte della cartilagine del setto anteriore del naso.

La colonna vertebrale

La colonna vertebrale ha una forma cilindrica. È costituita da 33 vertebre articolate tra loro e ha la funzione di sorreggere il capo e mantenere l’uomo in posizione eretta, oltre che essere sede del midollo spinale fornendo protezione. Se vista in posizione frontale è rettilinea mentre...

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher leonardobrai01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Mazzarello Vittorio.
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