Anatomia
Termine che deriva dal greco: ana (in) e tomè (regione, sezione). L’anatomia è la scienza che si occupa dello studio della morfologia, dei rapporti e della struttura macroscopica e microscopica degli organi del corpo umano.
Corpo umano
Il corpo umano è un insieme di apparati o sistemi.
Apparato
Ogni apparato a sua volta è un insieme di organi, associati funzionalmente con lo scopo di svolgere una specifica funzione. Un organo è un insieme di tessuti che si assemblano tra loro per permettere all’organo di svolgere la propria funzione. Infine, il tessuto è un insieme di cellule (dim. 10/20 micron) e di matrice cellulare (sostanza liberata dalle cellule).
Struttura del corpo umano
Il corpo umano è costituito da una parte assiale, il fusto, e da una parte appendicolare, gli arti (inferiori e superiori). Il fusto è costituito da capo, collo e tronco, il quale a sua volta è costituito da torace, addome e bacino. Il corpo umano è tridimensionale, occupa uno spazio ed è attraversabile da infiniti piani, i quali sono figure bidimensionali e perpendicolari tra loro.
Piani del corpo umano
- Piano sagittale mediano: ne esiste uno solo e divide il corpo umano simmetricamente in due metà. Esistono piani sagittali non mediani, infiniti e paralleli al piano sagittale mediano.
- Piano trasversale: divide il corpo umano in una parte superiore detta cefalica o rostrale e una inferiore detta caudale.
- Piano frontale: divide il corpo umano in una parte anteriore detta ventrale e una posteriore detta dorsale.
Assi del corpo umano
Per indicare in quale direzione è allungato un organo e per descrivere i movimenti vengono impiegate figure monodimensionali, denominate assi. Distinguiamo:
- Asse verticale, che attraversa il corpo dall’alto verso il basso;
- Asse sagittale, che attraversa il corpo in direzione antero-posteriore;
- Asse trasversale, che attraversa il corpo in direzione medio-laterale.
Organi
Gli organi si dividono in organi cavi e pieni.
Organo cavo
L’organo presenta una cavità detta lume, attorno al quale si dispongono in modo concentrico diversi strati di tessuto detti tonache. Andando dall’interno verso l’esterno abbiamo:
- Tonaca mucosa: è a stretto contatto con il lume e con il secreto; a tal proposito è costituita da cellule altamente specializzate. In generale è formata da un epitelio di rivestimento, al di sotto del quale vi è un insieme di formazioni di tessuto connettivo che danno vita alla cosiddetta lamina propria.
- Tonaca sottomucosa: è costituita da tessuto connettivo lasso molto idratato, proprio per garantire la presenza di vasi sanguiferi e plessi nervosi molto voluminosi. Consente alla mucosa di formare pieghe.
- Tonaca muscolare: è costituita prevalentemente da tessuto muscolare liscio che consente il movimento dell’organo. Il movimento è involontario e molto lento, ma molto efficace.
- Tonaca sierosa/tonaca avventizia: la sierosa è costituita da un epitelio particolare detto mesotelio ed è presente solo nella cavità addominale. L'avventizia, invece, è costituita da tessuto connettivo denso ed è presente in tutto il resto dell’organismo.
Organo pieno
L’organo pieno è un organo che pur presentando una cavità non è cavo, in quanto la cavità non è delimitata da strati di tessuto organizzati in tonache concentriche. Dalla superficie andando in profondità abbiamo:
- Capsula: è la parte più superficiale costituita da connettivo denso, tessuto resistente che protegge l’organo dall’ambiente circostante.
- Stroma: struttura di sostegno costituita dal connettivo che partendo dalla capsula si dirige verso l’interno dell’organo. All’interno dello stroma sono presenti dei setti connettivali che diventano sempre più sottili, dando vita a un vero e proprio reticolo connettivale, il quale permette a vasi sanguigni e nervi di raggiungere le diverse sedi dell’organo.
- Parenchima: è costituito da tutte le cellule che vanno a riempire gli spazi creati dallo stroma e che svolgono le funzioni specifiche dell’organo.
- Ilo: è un’apertura degli organi pieni, attraverso la quale passano vasi sanguigni e linfatici, nervi e altri organi.
Classificazione dei tessuti
Tessuto epiteliale
Ha origine dall’ectoderma, non è vascolarizzato ed è costituito quasi esclusivamente da cellule monotipiche, ossia uno stesso tipo di cellula che si ripete. Tali cellule si rigenerano continuamente (dopo aver subito delle modifiche riacquistano la loro forma). La matrice extracellulare di questo tipo di tessuto è costituita da un insieme di molecole di varia natura che serve a creare una specie di scheletro, dove andranno a posizionarsi le cellule.
Il tessuto epiteliale può essere di due tipi:
- Tessuto epiteliale di rivestimento, che si specializza nel rivestire una superficie. Può essere monostratificato o pluristratificato. Nel monostratificato i nuclei delle cellule sono disposti su una stessa fila; tale tipologia è presente quando vi è uno scambio attivo di sostanze. Nel pluristratificato, invece, si hanno più strati di cellule sovrapposti. È presente, dove c’è uno stress chimico/fisico/meccanico, poiché è più resistente rispetto al monostratificato. Le cellule dell’epitelio di rivestimento possono avere forma pavimentosa (tipica della barriera semi-selettiva), cubica e colonnale.
- Tessuto ghiandolare, in cui le cellule formano degli ammassi che si specializzano nella secrezione di una o più sostanze nello spazio extracellulare. Si distinguono ghiandole esocrine ed endocrine. Le ghiandole esocrine liberano sostanze all’esterno attraverso un canale, che consente al secreto di raggiungere la superficie. Esse sono formate da due parti:
- Adenomero: è la parte secernente, che può assumere forma tubulare, acinosa o alveolare (in quest’ultima il secreto si accumula e rimane fino a che non serve).
- Dotto escretore: canale costituito da cellule che si specializzano nel trasporto del secreto.
- Le ghiandole esocrine possono essere:
- Ramificate, un dotto escretore e più adenomeri;
- Complesse, più adenomeri liberano sostanze in più dotti, che tendono ad unirsi per formarne uno solo.
Tessuto connettivo
In genere al di sotto del tessuto epiteliale c’è tessuto connettivo, il quale è altamente vascolarizzato e costituito da differenti tipi di cellule, che originano dal mesoderma e non si rigenerano. Nel tessuto connettivo prevale la matrice extracellulare ed è ricco d’acqua. Abbiamo:
- Connettivi propriamente detti, di cui fanno parte:
- Connettivo lasso;
- Connettivo denso a fasci paralleli;
- Connettivo denso a fasci intrecciati;
- Connettivo reticolare;
- Connettivo elastico.
- Connettivi specializzati, di cui fanno parte:
- Tessuto cartilagineo;
- Tessuto osseo;
- Tessuto linfoide;
- Tessuto mieloide;
- Sangue.
Tessuto muscolare
Il tessuto muscolare è costituito da fibre contrattili ed è specializzato nel determinare il movimento regolato dal sistema nervoso. Si può distinguere:
- Tessuto muscolare striato cardiaco: costituito da striature trasversali che danno origine a un movimento involontario e veloce.
- Tessuto muscolare striato scheletrico: permette il movimento del corpo. È costituito da una bandeggiatura trasversale e dà vita a un movimento volontario e molto veloce.
- Tessuto muscolare liscio: è presente in quasi tutti gli organi, costituito da cellule piccole e mononucleate e dà origine ad un movimento involontario e molto lento.
Tessuto nervoso
È il tessuto specializzato nel trasporto e immagazzinamento degli impulsi elettro-chimici. Abbiamo due tipi di cellule:
- Neuroni: trasportano e immagazzinano le informazioni e non sono in grado di rigenerarsi.
- Cellule gliali o cellule di Schwann: sono indispensabili affinché i neuroni trasportino in modo corretto le informazioni.
Apparato cardio-circolatorio
È l’apparato che permette la circolazione del sangue allo scopo di regolare l’equilibrio idro-salino. È un sistema di trasporto chiuso: il sangue rimane sempre al suo interno e in più vengono scambiate alcune sostanze con i tessuti circostanti. L’apparato cardio-circolatorio è costituito dal cuore e dai vasi sanguiferi: il cuore pompa il sangue nei vasi sanguiferi, che grazie alla loro contrazione lo aiutano a muoversi.
Il cuore
È l’organo centrale dell’apparato circolatorio e provvede a mantenere la circolazione del sangue nelle vene, nelle arterie e nei capillari. È un organo cavo, impari, muscolo-membranoso, a forma di cono rovesciato, schiacciato lungo l’asse sagittale (dimensioni: asse sagittale=10 cm/asse trasverso=5-6 cm/asse verticale=3-4 cm). Pesa all’incirca 300 gr. È situato nella parte centrale della regione toracica, in corrispondenza del piano sagittale mediano, in una cavità chiamata mediastino, compresa tra la colonna vertebrale, lo sterno e i polmoni.
Conformazione esterna del cuore
Presenta una faccia anteriore o sterno-costale, una faccia posteriore o diaframmatica, un margine destro e un margine sinistro, una base e un apice.
Faccia sterno-costale o anteriore: comunica con lo sterno e le coste. Su questa faccia prevale la parte destra del cuore e si può solo osservare una porzione del ventricolo sinistro. La porzione ventricolare della faccia anteriore è incisa da un solco longitudinale detto solco interventricolare anteriore.
Faccia diaframmatica o posteriore: comunica con il diaframma. In questa faccia è presente un secondo solco detto solco coronario, che attraversa trasversalmente il cuore, separando gli atri dai ventricoli. In questa faccia l’atrio destro è poco visibile rispetto all’atrio sinistro, visibile quasi interamente.
Margine destro o acuto, perché forma un angolo acuto ed è in rapporto con il polmone destro.
Margine sinistro o ottuso, perché forma un angolo ottuso ed è in rapporto con il polmone sinistro.
Base: è rivolta indietro, in alto a destra. Dall’alto possiamo vedere originare e terminare tutti i vasi che portano il sangue al cuore e tutti i vasi che portano il sangue a tutto l’organismo. La base è in rapporto con l’esofago, l’aorta discendente, la vena azygos, nervo vago e dotto toracico.
Apice: è rivolto in avanti, in basso a sinistra. Situato nel quinto spazio intercostale sinistro, lungo la linea che scende per il mezzo del capezzolo mammario. Qui si congiungono il solco interventricolare anteriore e il solco coronario.
Conformazione interna del cuore
All’interno il cuore si divide in due porzioni, una destra e una sinistra, che danno vita a due metà non comunicanti tra loro, perché separate per tutta la loro altezza da una parete detta setto, che in corrispondenza dei due atri è detto setto interatriale e in corrispondenza dei due ventricoli è detto setto interventricolare. Ciascuna metà è costituita da una cavità superiore detta atrio e una cavità inferiore detta ventricolo. Atrio destro e ventricolo destro comunicano tra loro mediante l’orifizio atrio ventricolare destro e atrio sinistro e ventricolo sinistro invece tramite l’orifizio atrio ventricolare sinistro. Questi due orifizi consentono il passaggio di sangue in modo unidirezionale dall’atrio al ventricolo.
Nella metà destra del cuore circola sangue non ossigenato, nella parte sinistra circola sangue ossigenato.
Atrio destro
È una cavità non molto voluminosa e ha una forma grossolanamente cubica. Il sangue giunge nell’atrio destro mediante tre differenti tipi di vene di grosso calibro. Abbiamo:
- Vena cava superiore: tramite questa vena il sangue non ossigenato raccolto dagli organi situati al di sopra del cuore (collo, testa), giunge al cuore e termina mediante un orifizio posto in alto. In questo caso il sangue affluisce secondo gravità, quindi non vi è necessità di una valvola per regolare il flusso sanguigno.
- Vena cava inferiore: tramite questa vena, giunge nell’atrio destro il sangue raccolto dagli organi posti al di sotto del cuore (arti inferiori, cavità addominale) e viene immesso mediante un orifizio posto a destra, posteriormente. Tale orifizio è dotato di una valvola, detta valvola di Eustachio, la quale impedisce il reflusso del sangue dall’atrio nella vena cava. La valvola di Eustachio è costituita da un solo lembo, è di forma concava (a forma di tasca), rivolta verso l’atrio; in questo modo quando il sangue tende a refluire, questa tasca si riempie e ostruisce il passaggio. Tuttavia, questa è una valvola incontinente, poiché refluisce una minima quantità di sangue, che comunque non crea danni.
- La regione compresa fra le due vene cave è detta seno delle vene cave. È la parte più voluminosa dell’atrio destro in quanto raccoglie una grande quantità di sangue proveniente da entrambe le vene cave.
- La terza vena che affluisce all’interno dell’atrio destro è denominata seno coronario: nasce dall’unione di più vene che raccolgono il sangue non ossigenato proveniente dalle pareti del cuore. Sbocca nell’atrio destro tramite un orifizio, posto davanti all’orifizio della vena cava inferiore. Tale orifizio è provvisto di una valvola detta valvola di Ebesio, provvista di un solo lembo.
La porzione atriale vera e propria mostra sulla superficie laterale piccoli rilievi che parallelamente costituiscono i muscoli pettinati. Questi si infittiscono e si ispessiscono nella cavità rappresentata dall’auricola, in cui fluisce una piccola quantità di sangue.
Ventricolo destro
Il sangue non ossigenato passa dall’atrio destro al ventricolo destro attraverso l’orifizio atrio-ventricolare destro. Il ventricolo destro ha forma conica ed è più ampio dell’atrio destro. Presenta l’apice rivolto in avanti, in basso a sinistra, mentre la base corrisponde in parte all’orifizio atrio-ventricolare. La parete sinistra combacia con il setto interventricolare mentre la parete destra con il margine acuto del cuore.
La superficie della cavità ventricolare, a differenza di quella atriale, non è liscia ma piuttosto irregolare e presenta degli ispessimenti di muscolatura striata cardiaca detti trabecole carneae, proprio perché i ventricoli si contraggono con una forza maggiore. L’orifizio atrio-ventricolare, ovviamente destro, è regolato dalla valvola tricuspide, denominata in questo modo perché costituita da 3 lembi di forma cuspidale (forma triangolare con 2 lati rettilinei e uno ricurvo).
I lembi della valvola tricuspidale si chiudono quando, il ventricolo destro pieno di sangue, si contrae e spinge il sangue nell’arteria tronco-polmonare. La pressione sanguigna spinge l’imbuto valvolare verso l’alto facendo chiudere i lembi. Il ribaltamento delle cuspidi viene impedito dalle corde tendinee, tralci di tessuto connettivo denso fibroso, molto resistente, che legano i lembi della valvola alle trabecole carneae della parete ventricolare. Le trabecole carneae, a cui si legano le corde tendinee, sono le più spesse e vengono chiamate muscoli papillari, proprio per la funzione specifica che svolgono.
Oltre all’orifizio atrio-ventricolare, che è un orifizio di afflusso, il ventricolo destro presenta anche un orifizio di efflusso che è l’orifizio dell’arteria tronco polmonare. L’arteria tronco polmonare è quell’arteria che trasporta il sangue non ossigenato ai polmoni affinché venga riossigenato.
L’orifizio dell’arteria tronco polmonare è provvisto di 3 valvole semilunari, che impediscono al sangue di refluo dall’arteria al ventricolo destro, quando termina la contrazione. Ciascuna valvola è di forma concava (tazza), con la concavità rivolta verso l’atrio. Quando il ventricolo destro è rilassato cala la pressione e la forza di gravità tende a far affluire il sangue nuovamente verso il ventricolo. Quando il sangue spinge dal basso verso l’alto, le valvole si ribaltano lasciando libero il passaggio. Invece, quando il sangue va dall’arteria al ventricolo, la concavità delle valvole si riempie e le valvole si distendono spinte verso il basso, ostruendo il passaggio. Lo stesso reflusso del sangue, secondo la forza di gravità, fa chiudere le valvole.
Quando il ventricolo destro non è contratto la tricuspide è aperta e le semilunari sono chiuse. Quando, invece, il ventricolo destro è contratto la tricuspide è chiusa e le semilunari sono aperte, ribaltate. Sia le valvole semilunari che la tricuspide sono valvole continenti che non permettono alcun reflusso e chiudono completamente l’orifizio.
Atrio sinistro
Ha forma ovoidale e possiede una capacità di poco inferiore all’atrio destro. Accoglie i 4 orifizi delle 4 vene polmonari, che portano al cuore il sangue ossigenatosi nei polmoni. Tali orifizi non sono provvisti di dispositivi valvolari poiché non vi è reflusso. Possiede una piccola propagine detta auricola sinistra.
Ventricolo sinistro
È di forma conica ed è di poco più voluminoso del ventricolo destro. Il sangue giunge dall’atrio sinistro mediante l’orifizio atrio ventricolare sinistro. Tale orifizio (di afflusso) è provvisto di un dispositivo valvolare denominato valvola bicuspide o valvola mitrale, costituita da 2 soli lembi larghi e quadrilateri. La valvola mitrale rispetto alla tricuspide è sottoposta a maggiore stress.
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