RACCOLTA INFO:
Dalla N.I. l’informazione dei criteri di valutazione permette di cogliere le politiche contabili
adottate (liberali o conservatrici) e trovare indizi su manipolazioni dei risultati contabili (earnings
managements).
La N.I. facilità il processo di riclassificazione del bilancio, in particolare del C.E. identificando
componenti del reddito “anomali”, cioè non ripetibili nel tempo, che devono essere isolati per
quantificare il reddito normalizzato.
Nel caso di un’impresa inserita in un gruppo (controllata, controllante, collegata) è utile mettere a
fuoco la natura delle relazioni (commerciali, finanziarie o di altro tipo) con le imprese del gruppo.
L’appartenenza ad un gruppo influenza le prestazioni, condizionando prezzi, scelte strategiche,
politiche finanziarie e solvibilità.
Se la struttura dell’impresa ha alti costi per servizi , suggerisce l’intensità dei processi di
esternalizzazione e il grado di flessibilità della struttura difronte a variazioni di fatturato.
Importante è anche l’informazione sul compenso agli amministratori che nelle imprese a base
familiare rappresenta una distribuzione di utili, movimenti del patrimonio netto e la distribuzione di
dividendi. UTILE PER ANALISI DELLA LIQUIDITÀ.
La relazione sulla gestione serve a valutare la capacità dell’impresa di durare nel tempo in
condizioni di equilibrio. Si concentra sulla gestione, ossia sul sistema di decisioni e operazioni
attraverso le quali l’impresa esplica la sua funzione di produzione per lo scambio di mercato.
Illustra piani e programmi dell’azienda alla luce delle condizioni ambientali. Considera, non solo
aspetti eco-finanziari, ma anche competitivi e sociali. Nella sostanza il documento dovrebbe
proporre: info quantitative e qualitative, misure di sintesi (eco-fin, operative, integrate da analisi
competitive sull’ambiente, analisi interne e sui processi) e misure consuntive.
Sono 3 le aree su cui focalizzarci, inerente la relazione sulla gestione; il contesto competitivo (cioè
il settore e macro-ambiente, info sul trend della domanda e l’andamento dei mercati), la struttura
aziendale e le strategie adottate (un focus sui rischi operativi oltre che finanziari, e le regole di
governance e clima del personale in azienda) e il commento del management sulla situazione
economica, patrimoniale e finanziaria della società la situazione economica (o reddituale, è
l’esame della composizione qualitativa del reddito. Eliminare i valori non ricorrenti e focalizzarci su
quelli che contribuiscono in modo continuo alla formazione del reddito), situazione patrimoniale
(analisi fonti e impieghi, vedere se la struttura è rigida o elastica, e a livello finanziario valutare il
peso dell’indebitamento rispetto ai mezzi propri) e situazione finanziaria (far fronte agli impegni di
pagamento; utile il R.F., che permette di individuare le operazioni che hanno determinato una
variazione nelle risorse finanziarie, specie nella liquidità. Di notevole interesse è la formazione
dell’autofinanziamento alla luce dei risultati emersi dalla situazione economica. Le politiche
commerciali che influiscono sul ciclo monetario).
Utile è il sito web aziendale, per raccogliere dati sulla missione, storia dell’azienda, strategie e
progetti, al fine di tracciarne un profilo strategico.
ANALISI DEL SETTORE E PROFILO STRATEGICO:
Ciascuna delle forze competitive (Porter) influenza, con gradazioni e modalità diverse:
il tasso di sviluppo delle vendite, con riferimento a Q e P
i costi operativi
i margini reddituali realizzabili
gli investimenti legati alla struttura operativa e al CCNc
il tasso di autofinanziamento
La struttura del settore incide direttamente sugli equilibri patrimoniale (quando sono presenti
rapporti corretti tra impieghi e fonti di finanziamento, rapporti ottimali fra capitale proprio e
capitale di terzi e rapporti opportuni tra attivo immobilizzato e attivo circolante. Nello specifico i
Debiti a M/L coprono gli impieghi a M/L, e i Debiti a BT coprono gli impieghi a BT. Nella sostanza
si richiama il tema della solvibilità, con riferimento all’analisi della struttura.), reddituale (la
capacità di conseguire i risultati economici necessari per garantire stabilità e sviluppo. Il valore
della produzione deve essere in grado di remunerare a prezzi di mercato tutti i fattori produttivi
impiegati, compreso il capitale conferito. Esso fa riferimento alla struttura dei ricavi e costi, in
funzione della dimensione operativa della diversificazione dell’attività…) e finanziario (la capacità
di mantenere con continuità l’equilibrio fra i flussi di cassa in entrata ed in uscita a livello
monetario, con riferimento alla liquidità) dell’impresa. In mancanza di condizioni di equilibrio
patrimoniale e finanziario, sia nel BT che nel M/L, la gestione non potrebbe svolgersi, dal momento
che la disponibilità di mezzi finanziari condiziona lo svolgimento di tutte le operazioni di scambio
con i mercati.
Il vantaggio competitivo dipende dall’abilità di sfruttare i FCS (fattori critici di successo);
condizioni o risorse necessarie a identificare i bisogni dei clienti (chi sono, cosa vogliono, come
scelgono fra le offerte concorrenti…) e il modello di competizione dominante nel settore (qual è
l’intensità della concorrenza, su cosa si compete, perché alcune imprese hanno più successo…).
Alcuni esempi di FCS sono: capacità di innovazione gestionale o/e tecnologica, fidelizzazione della
clientela, allargamento dei clienti, ricerca di sinergie, localizzazione geografica, rapporti con
l’ambiente sociale, disponibilità di magazzino…
Il ciclo di vita del settore ha 4 fasi: introduzione, sviluppo, maturità e declino. Il passaggio tra le
varie fasi determina cambiamenti nella struttura stessa del settore, nei comportamenti competitivi,
nei FCS e nella tecnologia. PAGINA 110 PER ANALISI SETTORE E INDENTIFICARE FCS.
Inoltre, incide sulle vendite, costi, margini reddituali, investimenti e flussi finanziari (da attività
corrente, da investimenti e da finanziamenti); questi variabili assumono un andamento simile al
ciclo del settore nelle sue fasi (è intuibile capire l’andamento). Per riconoscere tali fattori è utile la
catena del valore.
Analisi del macroambiente si suddivide a sua volta nell’individuare i sub-ambienti, quali economico
(ciclico o aciclico), tecnologico, fisico, politico e socioculturale. Si possono individuare alcuni
modelli di settore (tradizionale, di scala, specializzati o ad alta tecnologia), che possono essere utili
per dare una linea guida all’analisi e individuare i FCS. Sul macroambiente è utile sapere il tasso di
crescita (PIL), il gettito fiscale, l’inflazione e la disoccupazione. L’analisi dell’ambiente generale è
essenziale per valutare i riflessi che questo esercita sull’ambiente competitivo (domanda, prezzi…).
PAGINA 118 PER MODELLI DI SETTORI.
L’attrattività del settore è legata a due fattori: le prospettive di crescita del settore, in termini di
volumi (crescita quantitativa), di prezzi e margini (crescita qualitativa); e il posizionamento
dell’azienda rispetto agli altri concorrenti; cioè presentano una redditività strutturale di M/L
superiore al costo del capitale, e le prospettive di crescita del settore in base alla fase del suo ciclo in
cui si trova. Infine, si considera l’impatto dei trend ambientali la possibilità di introdurre
innovazioni in grado di modificare radicalmente i rapporti competitivi.
Sulla base di tali risultati l’analista svilupperà le proprie assunzioni dei bilanci pro-forma. Se si
rileva che il segmento del mercato obiettivo è in fase di sviluppo e che i clienti richiedono un
elevato grado di differenziazione dei prodotti la variabile chiave sarà offrire beni o sevizi con
attributi di esclusività o eccellenza rispetto ai concorrenti per i quali i clienti sono disposti a pagare
un prezzo maggiore. Se in fase di maturità sono scambiati soltanto prodotti che offrono limitate
possibilità di differenziazione rispetto ai concorrenti, la variabile chiave sarà la riduzione dei costi
per offrire un prodotto ad un prezzo inferiore.
L’analisi strategica è strettamente legata all’analisi di bilancio, infatti aiuta a valutare la coerenza
delle scelte strategiche adottate e la loro efficacia in termini di posizioni competitive raggiunte. Il
disallineamento fra obiettivi e risultati rileva un’incoerenza nella formula imprenditoriale adottata
dal management della quale tener conto il momento di formulare previsioni sull’andamento delle
determinanti del valore. Inoltre, aiuta a comprendere la plausibilità dei piani e programmi che il
management intende realizzare in futuro, oltre a dare spunti per interpretare i risultati dei bilanci
consuntivi.
Individuare la missione, di solito si utilizza il sito web dell’impresa, che riporta la strategia adottata;
se possibile identificare anche la visione, che ha il compito di mettere in moto le risorse e le
competenze tecniche e organizzative, rendendo più chiara la direzione e come gli individui devono
agire.
L’impresa acquisisce un valore competitivo (valore aggiunto) quando è in grado di combinare
risorse e competenze legate ai FCS.
Clienti forti riducono la capacità dell’impresa di abbreviare i tempi di riscossione dei crediti; mentre
uno scarso potere negoziale nei confronti dei fornitori impedisce di sfruttare adeguatamente questa
fonte di finanziamento indiretta per contenere la consistenza dell’investimento netto corrente. È
bene integrare la composizione del CCNc con quello dei concorrenti. (avere rapporti negoziali forti
è condizione di vantaggio competitivo). Con riferimento al ciclo passivo (gestione degli acquisti) e
ciclo attivo (gestione della logistica, della produzione e del credito commerciale); ad esempio il
tempo di riscossione dei crediti non è solo influenzato dalla forza dei clienti, ma dipende anche, e
spesso, dall’efficienza con la quale sono condotti i processi di fatturazione e controllati quelli di
riscossione. Fondamentale capire il settore del business e il suo contesto. CCNc, UTILE PER
CONCLUSIONE O ANALISI.
Le strategie adottate possono essere: leadership di costo (efficienza, COST DRIVER, ridurre i
costi e offrire prezzi più bassi) o differenziazione (efficacia, VALUE DRIVER, prezzi più alti data
l’unicità dell’offerta). A livello di segmento si parla di focalizzazione di leadership di costo o
differenziazione. INDICATORI DA UTILIZZARE PAG 153.
LA CRESCITA può essere organica (per via interna) o esogena (per via esterna). Le due opzioni
hanno riflessi diversi sulle politiche di investimento e sui valori reddituali e finanziari. La crescita
organica rende possibile una gradualità dell’investimento strutturale e spesso porta ad esternalizzare
alcune attività produttive che contribuiscono a contenere l’investimento netto, acquisto stock
magazzino e ridurre i costi fissi. Seguendo la via della crescita esogena l’investimento tende a
concentrarsi nel momento iniziale della decisione, l’acquisto di nuove aziende già strutturate pone
significativi problemi di integrazione razionalizzazione dei processi che si traducono in dismissione
di capitale fisico e umano che risulta ridondante.
È importante distinguere fra gestione operativa (ricavi, costi, margini e investimenti, strutturali e
correnti) e gestione finanziaria (finanziamenti, gradi di indebitamento e costo del capitale).
QUALITÀ DEL DATO:
Si effettua dopo aver raccolto le info, e riguarda i dati di bilancio. I risultati dipendono dalla qualità
del sistema contabile del quale i bilanci sono prodotti; sono di qualità elevata quei dati contabili
consuntivi che costituiscono una base affidabile per le previsioni di redditi, flussi di cassa e rischi
futuri, e che diano una rappresentazione fedele e completa della gestione operativa in termini
reddituali, patrimoniali e finanziari (minore è la qualità contabile, maggiore è il rischio informativo
che corre l’analista). La verifica della qualità contabile impone di verificare 3 aspetti fra loro
correlati; caratteristiche dell’ambiente contabile, le politiche contabili adottate e la presenza di
earnings management (con focus sulle poste tipiche del core business aziendale).
Controllare se il bilancio è stato sottoposto a revisione, in tal caso può aumentare la qualità del dato
(attenzione ai conflitti di interesse che portano il revisore a dare giudizi distorti).
L’analista rivolge la sua attenzione: principi contabili impiegati (OIC/Codice civile o IAS/IFRS) e
la loro applicazione (criteri di valutazione delle poste chiave e uso della discrezionalità nelle stime).
Ciò si traduce nella: compressione dell’ambiente contabile in cui l’impresa si muove (italiana o
internazionale, le quali portano differenza di scrittura su alcune voci; ad esempio in Italia si può
capitalizzare costi di attività immateriali noti come oneri pluriennali quali costi di impianto e
ampliamento; si può usare il LIFO; il leasing finanziario trattato come una locazione; i fondi rischi
e oneri per cui alcuni accantonamenti sono impraticabili come la manutenzione in quanto il cespite
può essere venduto in ogni momento… fondamentale la coerenza nel tempo nell’uso degli stessi
principi per la comparazione), individuare le politiche contabili adottate (si esprimono nella scelta e
nella costante applicazione di specifici criteri di rappresentazione e valutazione delle poste di
bilancio, tra politiche adottate la scelta è:
Politica conservativa, si sostanzia in criteri valutativi ispirati al contenimento delle attività
e all’aumento delle passività (valutazione dei cespiti al costo storico; attribuzione degli
oneri pluriennali interamente a CE; impiego del criterio del LIFO o costo medio ponderato
per la valorizzazione delle scorte di magazzino). effetto immediato è una diminuzione
del reddito di periodo.
Politica liberale/aggressivo, in tal caso aumento dell’attività e contenimento delle passività
(valutazione cespiti al fair value; capitalizzazione dei costi di sviluppo e degli oneri
pluriennali; impego del criterio FIFO). effetto immediato è un aumento del reddito di
periodo.
Neutrali, concetto teorico, sono politiche non improntate alle logiche delle precedenti
(quando l’investimento non crea valore, ma restituisce il solo capitale investito).
L’effetto futuro però è di segno opposto, in base alla politica adottata; conservativa provoca un
aumento futuro del reddito, liberale una diminuzione futura del reddito. Inoltre, nel caso di politiche
conservative, quando la crescita degli investimenti si arresta, porta ad attribuire maggiori costi al
CE, comprimendo utili e attività patrimoniali, formando riserve occulte che si rivelano quando il
tasso di crescita degli investimenti rallenta o si assiste ad una contrazione degli stessi, facendo
aumentare gli utili. L’adozione di una politica contabile condiziona le misure di redditività e di
solvibilità espresse dagli indicatori di bilancio e di mercato), e la percezione di eventuali azioni di
earnings management (la manipolazione è nei limiti dei principi contabili, se li violano è frode; la
manipolazione dei risultati può andare in 2 direzioni:
Anticipare i ricavi e/o posticipare i costi: nel primo caso si prendono a prestito utili futuri
(aggressive accounting), ad esempio: riduzione di accantonamenti; taglio di spese
strategiche (es: R&S); riconoscimento di ricavi non ancora guadagnati; capitalizzazioni di
costi di dubbia utilità futura).
Anticipare i costi e/o posticipare i ricavi: si dà in prestito utili ad esercizi futuri (big bath),
ad esempio: stimare accantonamenti molto cospicui; fare robuste svalutazioni di
immobilizzazioni; aumento stanziamento spese strategiche; posticipa il riconoscimento di
ricavi già guadagnati; attribuzione a CE costi aventi utilità futura.
Anche in questo caso l’effetto futuro sarà di segno opposto, una manipolazione aggressiva alza il
reddito di periodo ma abbassa quello futuro, viceversa un big bath abbassa il reddito di periodo e
alza quello futuro, ovviamente a parità di flussi di ricavo costanti. Anche la stima di una generosa
quota di accantonamento per fondi rischi e oneri e spese future abbasserà il reddito di periodo,
alzando quello futuro mediante attribuzione a CE della quota in eccesso o il mantenimento dei
redditi di esercizio per non far apparire oneri, spesso è una spia di difficoltà di gestione. Inoltre, fare
attenzioni alle transazioni che potrebbero avere effetti di channel stuffing, cioè dare al cliente di più
di quanto richiesto e iscrivere quella merce nei ricavi, oppure con un occhio alle transazioni
ritardare la vendita per abbassare i guadagni e posticiparli al periodo futuro. La manipolazione
contabile determina una graduale perdita di qualità dei dati contabili e una conseguente riduzione
dei segnali di rischio percepibili attraverso l’analisi di bilancio, provocando l’insorgenza del rischio
informativo che si riflette sul costo del capitale, influenzando il valore di ogni impresa).
Diagnostici: l’analista deve, preliminarmente, mettere a fuoco:
La politica contabile: tramite i criteri di valutazione individuati in NI delle poste chiave,
vedere se cambiano e valutare gli effetti del cambiamento.
Le caratteristiche dell’attività svolta: tramite info extra-contabili. Ciò è essenziale per:
comprendere la sostanza economica dei fatti di gestione, individuare i principi contabili di
riferimento del settore (banche ad esempio li hanno diversi), esaminare il comportamento
delle altre imprese di settore, identificare i valori medi di rife
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Analisi di bilancio
-
Appunti Ragioneria
-
Appunti di Analisi di bilancio
-
Appunti Lettura e analisi del bilancio