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5)

u = i + k

v = i + j

Si determinino i vettori ortogonali ad u e v

t ⟨u⟩ ⇒ ⟨t, u⟩ = 0

k ⟨v⟩ ⇒ ⟨k, v⟩ = 0

t = ai + bj + cj a, b, c ∈ ℝ

⟨t, u⟩ = 0

⟨t, v⟩ = 0

Insieme cercato:

{ai + bj + ck : c = b = 0 e b, c ∈ ℝ} =

{a i - a j - a k | a ∈ ℝ}

lezione 10 - 15/10/18 - 10:24 a 12:05

Siano:

spazio dei vettori , K^m, M_m,n (K)

Esercizio 1

H = { ( x y ) ∈ |ℝ|^2 : xy = 0 } = { one x } ∪ { one y }

È un sottospazio vettoriale ? No

xy = 0 ⇒ x = 0 o y = 0

0 ∈ H

Linee rigate al posto dei reali (due rette)

u = i + k

v = i + j

Si determinino i vettori ortogonali ad u e v

t ∈ u ⇒ <t, u> = 0

t ∈ v ⇒ <t, v> = 0

t = ai + bj + ck a, b, c ∈ ℝ

<t, u> = a + c = 0

<t, v> = a + b = 0

c = 0

b = -a

Insieme cercato:

{ai + bj + ck : c = b = 0, a, b, c ∈ ℝ} =

={ai - aj - a| a ∈ ℝ}

Spazi vettoriale

H = { (x y) ∈ ℝ² : xy = 0 } = {one x} ∪ {one y}

È un sottospazio vettoriale? No

xy = 0 ⇒ x = 0 or y = 0

0 ∈ H

Ultimi appunti del vettore per reale (due rette)

Esempio 2

( xz)∈ ℝ3:x=0 e y=0

È un sottospazio vettoriale, sommando due vettori, la loro somma rimane nel sottospazio.

Esempio 3

H = <xz>∈ ℝ3 : x - y ≥ 0

quindi ➔ xz

verifica:

  • 00∈ H ⇒ OK
  • Prendiamo un elemento di H e lo moltiplichiamo per una scalare e vediamo se appartiene ancora a Hd (xz)= (d xd z)∈ H con d ∈ ℝ
  • Somma tra vettori di H(xz)+(x'z')= (x + x'z + z')∈ H

Da questo verifica si può dire che H è un sottospazio vettoriale

Esempio 4

H = {p ∈ ℝ[x] : deg p ≤ 105}

- 0 ∈ H si (polinomio zero)

p ∈ H, d ∈ ℝ, dp

deg(dp) = d ≠ 0 : deg p ≤ 105

d = 0 : 0 ≤ 105

quindi dp ∈ H

- p, q ∈ H

deg(p+q) ≤ 105

H è un sottospazio

Esempio 5

V spazio dei vettori

H = {v ∈ V : ⟨v, v0⟩ = 0}

- 0 ∈ H perché ⟨0, v0⟩ = 0

- d ∈ ℝ, v ∈ H

⟨dv, v0⟩ = d ⟨v, v0⟩ = 0

quindi v ∈ H

- v, w ∈ H

⟨v+w, v0⟩ = ⟨v, v0⟩ + ⟨w, v0⟩ = 0

v ∈ H, v+w ∈ H

Esempio 6

Fissi n0 ∈ V

H = {n ∈ V : n1n2 = 0}

・0 ∈ H perche 0 ∧ n₀ = 0

・n ∈ H ⇒ ∃ r ∈ ℝ (d, r) ∧ n₀ = 2 (n ∧ n₀) ⇒ d ∧ n₀

・w, n ∈ H ẃ ᵢ nᵢ ᵢ

(n + w) ∧ n₀ = n ∧ n₀ + w ∧ n₀ = 0 n + w ∈ H

APPLICAZIONE LINEARE

Prendiamo V, W due spazi vettoriali

Un'operazione :

f : V → W

L’operazione f è detta lineare se :

Proprietà

  1. f(dv) = d f(v) ∀ v ∈ V e ∀ d ∈ ℝ
  2. f(v + v’) = f(v) + f(v’) ∀ v, v’ ∈ V

esempio

f : ℝ → ℝx ↦ a x

a ∈ ℝ

Lezione 10 - 19/10/18 11:15 a 12:00

Temi di applicazioni lineari

  1. Identità:
    • V → V
    • v ↦ v
    assolut lo stesso elemento so è valida per ogni insieme

Prendiamo V come spazio vettoriale generale, l'identità vale sempre

  1. V spazio dei vettori, v0 ∈ V fisso v0 ≠ 2
    • f: V → V
    • v ↦ <v2, v0> v0
    • g: V → V
    • v ↦ v ∩ v0
    verifica che f è lineare:
    • f(α v) ↦ ‹α v, v0› v0 = α ‹ v, v0› v0 = α f(v0)
    • f(v+v') = ‹ v + v', v0› v0 = ‹ v1, v0› v0 + ‹ v', v0› v0 = f(v) + f(v')

Amalgamazione per memoria

  1. Prendiamo A ∈ Mm,m(lK):
    • a11     a1m     am1     amm
    • qi,j ∈ lK

    m righe ed m colonne

    T : Mm,m(lR) → Mm,m(lK) A ⇐ aij     → a11    a1m       am1    amm

In altri termini:

A = ( ai j) i = 1,... m j = 1,... n

la trasposta = At ( aj i) j = 1,... m i = 1,... n

esmp. di trasposizione

1) A = t =

  • 4 -10
  • 0 14
  • 7 63

2) B =t =

  • 3 2
  • 1 55

3) C =t =

  • 1 2 7
  • 3 0 11
  • 0 7 2
  • -2 0 2

4) x =

xt = (x1, ..., xm) ∈ ℳ1,n (ℝ)

t.e è un'applicazione lineare

Verifichiamo

t : ℜ2,3 (ℝ)

  • 2,3
  • 2,3
  • 3,2
  • q11 q12 q22
  • q21 q22 q23)
  • (q21 q22)

esempio numerico

A = 0 11 0

2 → ℝ2

xy0 11 0xy= yx

esempio

A = 2 5 -1 23 -2

2 → ℝ3

xy2x + 5y-x + 2y3x - 2y

rimo 3-11-511

Moltiplicando il punto per A si ha una rotazione di 90°

esempio

A: |km → |km

mxm Ax ← lineare

• A(λx) = λ Ax verifica

• A (x+z) = Ax + Az verifica

APPLICAZIONI COMPOSTE

V → f X → g Y → U

lineare     lineare

V → f(V) X → g∘f(V) Y

V → g∘f

     ↑ composizione ↓ composizione

g∘f : V → U,    g∘f(x) = g(f(x))

esempio

2 → ( 0 -1 ) → → ( 0 -1 ) → ℝ2

    (1 0      (1 0

( x ) → ( y ) → (-x)

y    x    y

             ↑

(-1 0 ) ( x ) ( 0 2 ) ( y )

  -1 / β↓        

     Riflessime rispetto ad y

esempio

𝒵m,m(𝔬) → 𝒵m,m(𝔬) → 𝒵m,m(𝔬)

A → A     

Proposito di matrici

( 0 -1 ) ( 0 1 ) = ( -1 0 ) ( 2 0 ) ( 1 0 )  ( 0 1 )

( 0 1 ) ( 0 -2 ) = ( 2 0 ) ( 1 0 ) ( 1 0 )  ( 0 2 )

L'ordine è importante e non si può cambiare

OSSERVAZIONE

A ∈ Mm,n(K) B ∈ Mn,l

  • Se n sono uguali è possibile fare il prodotto
  • Se n NON sono uguali non è possibile fare il prodotto

quindi

AB = | a11 … a1m || ⋮ ⋯ ⋮ || am1 … amm |× | b11 … b1l || ⋮ ⋯ ⋮ || bm1 … bml |=| ∑i=1m e1ibi1 ⋯ ∑i=1m e1ibil || ⋮ ⋯ ⋮ || ∑i=1m amibi1 ⋯ ∑i=1m amibil |∈ Mm,l(K)

|KlB→ KnA→ |Kl|

  • X ←→ BX ←→ A(BX) o ABX
  • X ←→ ABX  dove A ∈ ℝ2,3(K)

DEFINIZIONI

APPLICAZIONE LINEARE DI NUCLEO fSe f: V → W un’applicazione lineare, il nucleo di f è denominato "Ker", perciò si può scrivere :

Kerf: { v∈V : f(v) = 0 }

APPLICAZIONE LINEARE DELL'IMMAGINE DI fSe f: V → W un’applicazione lineare di f "Im" si può scrivere come :

Imf: { w∈W : ∃ v∈V : f(v) = w }

PROPOSIZIONESia f: V → W un’applicazione lineare allora il nucleo della funzione Kerf e l’immagine della funzione Imf sono sottospazi vettoriali rispettivamente di V

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Scienze matematiche e informatiche MAT/02 Algebra

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federico_C di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geometria e algebra lineare e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Battaglia Fiammetta.
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