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Appunti dettagliati programma Anatomia

Appunti di Istologia e anatomia umana basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Procacci dell’università degli Studi di Milano - Unimi, facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di laurea in biotecnologie mediche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Istologia e anatomia umana docente Prof. P. Procacci

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ESTRATTO DOCUMENTO

 Enzimi presenti a livello di villi

Infine anche dei dispositivi meccanici di contrazione e rilassamento che permetto progressione del

contenuto Peristalsi.

 Duodeno

È lungo 25-30cm e presenta 4 porzioni:

 Bulbo porzione più dilatata

 Parte discendente

 Parte orizzontale

 Parte ascendente

Ha una forma a C e nella concavità della C viene ospitata la testa del pancreas.

La parete interna non è liscia ma presenta delle pieghe che aumentano la superficie assorbente e sono

estroflessioni della parete dell’organo che comprendono la tonaca mucosa e la tonaca sottomucosa.

Sono presenti degli orifizi che permettono il rilascio degli enzimi che provengono dalla testa del pancreas

(parte esocrina), i dotti escretori, che riversano il loro contenuto nel duodeno, a livello del pancreas

confluiscono nel:

 Dotto Pancreatico Principale

 Dotto Pancreatico Secondario

Il Dotto Pancreatico Principale si porta nella papilla maggiore e confluisce qui con un altro dotto che

proviene dal Fegato e dalla Cistifellea.

La papilla maggiore è regolata da uno sfintere di cellule muscolari lisce che con la loro contrazione aprono o

chiudono questo sfintere bile ed enzimi pancreatici entrano solo quando ci sono pasti e si apre lo sfintere

su stimolo ormonale.

Il Dotto Pancreatico Secondario invece sfocia nella papilla minore.

 Intestino Mesenteriale

Diviso in Digiuno e Ileo, lungo 6,5cm 

La parete addominale posteriore è collegata alle singole anse intestinali grazie al mesentere piega

peritoneale a forma di ventaglio che ha una radice sottile (molto breve 15cm dove origine sulla parete

addominale posteriore) e poi si apre a ventaglio per avvolgere tutte le anse intestinali.

La parete presenta delle pieghe chiamante Pieghe Circolari in cui troviamo la sottomucosa e la tonaca

mucosa, poi ci sono ulteriori estroflessioni che sono i villi intestinali (estroflessioni SOLO della tonaca

mucosa).

Ognuno dei villi ha:

 Un epitelio di rivestimento cilindrico semplice

 Ghiandole mucipare caliciforme intercalate

 Un asse fatto da connettivo della lamina propria dove si trovano anche cellule nella Muscolaris

Mucosae

 Vasi sanguigni

 Vaso chilifero che è un vaso linfatico in grado di assorbire i Chilomicroni (gocciole di grassi che si

ottengono dell’emulsione dopo intervento della bile).

Struttura intestino tenue

 Mucosa

Costituita da epitelio cilindrico semplice, mucipare caliciforme intercalate, lamina propria in cui si

estendono le ghiandole tubulari semplici e in più c’è la Muscolaris Mucosae (fatta da 2 strati)

 Sottomucosa

Costituita da tessuto connettivo lasso, c’è la presenza di ghiandole tubulari composte del Brunner

che sono a composizione mista che secretano una sostanza basica che neutralizza l’acidità dello

stomaco (si trovano SOLO nella sottomucosa del duodeno e lo distinguono da ileo e digiuno)

 Tonaca Muscolare

Due strati uno circolare (interno) e uno longitudinale (esterno)

 Sierosa 

Peritoneo l’intestino mesenterico è completamente avvolto mentre il duodeno è coperto solo

anteriormente, non posteriormente perché si appoggia nella parte addominale posteriore.

Ghiandole tubulari semplici

Si estendono nella lamina propria con canali tubulari con cellule a varia funzione:

 Cellule assorbenti superficiali

 Cellule mucipare caliciforme

 Cellule staminali 

 Cellule enteroendocrine rilasciano la gastrina e la serotonina, alcune di queste cellule producono

la Colecistochinina che permette l’apertura dello Sfintere di Oddi.

 

Cellula di Peneth lisozima

Differenze principali al microscopio

 Duodeno ha una tonaca sottomucosa ricca di ghiandole di Brunner (a secrezione mucosa)

 Intestino Mesenteriale ha una tonaca sottomucosa povera di ghiandole a secrezione mucosa

Distinzione trasversale dell’intestino:

 Duodeno

Presenza di:

 Pieghe (estroflessioni sottomucosa e mucosa)

 Villi

 Ricca di ghiandole nella sottomucosa

 Presenza di alcune cellule mucipare caliciformi intercalate

 Digiuno

Presenza di:

 Pieghe (estroflessioni sottomucosa e mucosa)

 Villi (ma più lunghi e più sottili del Ileo)

 No ghiandole

 Abbondanti cellule mucipare caliciformi intercalate

 Ileo

Presenza di:

 Pieghe (estroflessioni sottomucosa e mucosa)

 Villi (corti e tozzi)

 No ghiandole

 Placche di Peyer (aggregati di tessuto linfoide caratteristici dell’Ileo)

 Ricchissimo di cellule mucipare caliciformi intercalate (aumentano da prossimale a distale)

6. Intestino Crasso

Costituito da diversi componenti:

 Inizia a fondo cieco nell’antimero di dx

 Continua con il Colon Ascendente

 Poi c’è Flessura Colica di dx che continua nel colon trasverso

 Il colon trasverso prosegue nell’antimero di sx

 Poi si piega nuovamente con la Flessura Colica di sx

 Scende come Colon Discendente

 Ad un certo punto prede un andamento ad S e prende il nome Sigma

 Infine ha la porzione distale che è il Retto.

Ha un calibro maggiore rispetto all’intestino tenue e in gran parte si presenta con una superficie gibbosa che

è determinata dal fatto che l’ultimo strato della tonaca muscolare del colon forma tre strutture a forma di

cordone che prendono il nome di Tenie che sono più corte rispetto alla lunghezza totale del colon perciò la

parete ha queste pieghe che danno origine alle Gibbosità.

A livello delle Tenie ci sono anche accumuli di tessuto adiposo che sono molto abbondanti e caratteristici

È l’ungo 1,6m e i suoi diversi componenti hanno diversa lunghezza:

 

Cieco parte inziale a fondo cieco a cui è annessa appendice ricca di tessuto linfoide

 Valvola che regola l’ingresso del materiale che viene dall’Ileo Valvola Ileo Cecale

 

Colon ascendente, trasverso (parte più lunga), discendente, sigma

 

Retto diviso in Ampolla rettale e Canale anale

Rapporti con peritoneo

È in parte completamente rivestito e in parte no:

 Parti completamente rivestite (intraperitoneale) Colon Trasverso e Sigma, ci saranno dei mesi che

li collegheranno alla parete addominale posteriore. Il Meso Colon-Trasverso ricopre tutto il colon

trasverso e suddivide la cavità addominale in uno spazio sovra mesocolico e sotto mesocolico. Il

Meso Ileopelvico invece avvolge tutto il sigma.

 Parti parzialmente rivestiti (solo anteriormente) colon ascendente e discendente, perché si

appoggiano posteriormente alla parete addominale

Vascolarizzazione

Le arterie importanti che si occupano della vascolarizzare sono:

 Mesenterica superiore si occupa del colon ascendente e parte del colon trasverso

 Mesenterica inferiore si occupa della seconda parte del colon trasverso, del colon discendente, del

sigma e in parte del retto

Entrambe sono rami dell’aorta addominale che si ramificano formando degli archi anastomotici.

Struttura

 Mucosa

Epitelio cilindrico semplice con microvilli, tantissime cellule mucipare caliciformi.

Nella zona del canale anale l’epitelio della mucosa è diverso (perché non sono più necessaria

funzione assorbente ma protettiva) ed è pavimentoso pluristratificato e in prossimità dell’apertura del

canale anale diventa cheratinizzato.

Questi epiteli poggiano sempre sulla lamina propria fatta da tessuto connettivo lasso con ghiandole

tubulari semplici.

C’è sempre presenza di Muscolaris Mucosae che può essere anche abbastanza spessa.

 Sottomucosa

Tessuto connettivo lasso con vasi sanguigni

 Tonaca muscolare

Due strati, uno circolare interno e uno longitudinale esterno, ma a differenza degli altri organi quello

longitudinale si condensa formando i tre cordoni (Tenie) che sono visibili macroscopicamente e

influiscono sull’aspetto di una sezione istologica di colon osservata a microscopio ottico quello

esterno può presentarsi diversamente spesso a seconda che il piano di taglio comprenda la tenia o

meno.

 Sierosa

Peritoneo

Ghiandole

 Sono tubulari semplici si riconoscono bene se il piano di taglio è perpendicolare al tratto in esame,

nel momento in cui la sezione si ripiega potremmo scambiare l’epitelio di rivestimento per l’epitelio

di rivestimento dello stomaco perché l’apertura dei tubuli ghiandolari che non sono sezionati bene

potrebbero sembrare delle fossette gastriche. Quindi bisogna stare molto attenti alle caratteristiche

principali del colon che sono le cellule cilindriche con citoplasma ben colorato, mucipare caliciformi

intercalate mentre nello stomaco tutto l’epitelio produce muco quindi le cellule sono chiare con

l’aspetto di cellule a secrezione mucosa.

 La parete contiene diversi tipi di cellule:

 Assorbenti

 Mucipare

 Caliciformi (molto abbondanti)

 Staminali

 Presenza di elementi del sistema endocrino diffuso

 Retto

La vascolarizzazione arteriosa è fornita da un’arteria che proviene dalla Mesenterica Inferiore e altri rami

della Sacrale Media. Per quanto riguarda la vascolarizzazione venosa ci sono delle reti venose che formano i

Plessi Emorroidali che sono importante per la somministrazione di farmaci perché il sangue refluo di questi

vasi arriva alla Cava Inferiore saltando il circolo epatico.

A livello del retto si ha una spessa parete muscolare perché c’è lo Sfintere interno (muscolo liscio) e uno

Sfintere esterno (muscolo striato).

Riassunto caratteristiche strutturali apparato digerente

 Esofago

 Mucosa: superficie liscia, presenza di ghiandole, Muscolaris Mucosae

 Sottomucosa: presenza di ghiandole

 Muscolare: 2 strati

 Avventizia: assenza sierosa

 Stomaco

 Mucosa: presenza di fossette gastriche, presenza di ghiandole (che variano a seconda del

tratto di stomaco), Muscolaris Mucosae

 Sottomucosa: assenza di ghiandole

 Muscolare: 3 strati

 Avventizia: presenza sierosa

 Duodeno

 Mucosa: presenza di villi, presenza di ghiandole, Muscolaris Mucosae

 Sottomucosa: presenza di ghiandole

 Muscolare: 2 strati

 Avventizia: parziale presenza di sierosa

 Digiuno

 Mucosa: presenza di villi, presenza di ghiandole, Muscolaris Mucosae

 Sottomucosa: assenza di ghiandole

 Muscolare: 2 strati

 Avventizia: parziale presenza di sierosa

 Ileo  Mucosa: presenza di villi, presenza di ghiandole, Muscolaris Mucosae

 Sottomucosa: assenza di ghiandole

 Muscolare: 2 strati

 Avventizia: parziale presenza di sierosa

 Colon

 Muscosa: assenza di villi, presenza di ghiandole, Muscolaris Mucosae

 Sottomucosa: assenza di ghiandole

 Muscolare: 2 strati

 Avventizia: parziale presenza di sierosa

7. Ghiandole extramurali annesse al tubo digerente

Poste al di fuori della parete del tubo digerente e che riversano, attrv dei dotti principali, il secreto nel lume.

Sono:

 Salivari maggiori

 Fegato

 Pancreas

 Salivari Maggiori

Si trovano nella testa e sono le Parotidi, la Sottolinguale e la Sottomandibolare.

 Le Parotidi

Sono le più grandi, hanno un dotto escretore che si chiama Dotto di Stenone e che riversa il secreto

nella cavità orale.

Sono delle ghiandole tubulo-acinose composte a secrezione pura:

 Presenza di dotti escretori principali in mezzo a tessuto connettivo e piccoli dotti all’interno

dei lobuli ghiandolari che derivano per ramificazione dei dotti più grandi, circondati inevece

da adenomeri.

 Il parenchima è suddiviso da setti connettivali che formano lobi e da setti più sottili che

formano lobuli nei quali si posizionano i dotti escretori.

 Il nucleo degli adenomeri è tondeggiante e posto nel terzo inferiore della cellula.

Il loro lume è talmente piccolo che molto spesso non si vede e nel citoplasma ci sono dei

granuli in cui viene inserito il secreto prima di essere esocitato.

 Sono ricche di tessuto adiposo e vasi sanguigni.

 La presenza di dotti striati è la principale differenza tra le salivari maggiori e ghiandole

come il pancreas. A livello dell’ultima parte del dotto escretore che arriva poi all’adenomero,

questo continua con la presenza di dotti striati dotati di cellule con specializzazioni apicali e

baso-laterali importanti per modificare la consistenza del secreto e riassorbire l’acqua.

 La Sottomandibolare

Localizzata nel pavimento della bocca, è una ghiandola tubulo-acinosa composta a secrezione mista

(prevalentemente sierosa colorazione intensa):

 Presenza di adenomeri tubulo-acinosi che presentano una doppia componente, una

componente (sul fondo dell’adenomero) a secrezione sierosa (Semiluna del Giannuzzi) e una

componente (sul tubulo dell’adenomero) a secrezione mucosa

 Con colorazione Ematossilina-Eosina le cellule a secrezione mucosa sono pallide mentre

quelle a secrezione sierosa sono ben colorate

 Le cellule a secrezione mucosa hanno il nucleo schiacciato alla base della cellula, mentre

rimane tondeggiante nelle cellule a secrezione sierosa

 Presenza di dotti escretori principali in mezzo a tessuto connettivo di un lobo e piccoli dotti

all’interno dei lobuli ghiandolari che derivano per ramificazione dei dotti più grandi,

circondati invece da adenomeri.

 La Sottolinguale

Situata nel pavimento della bocca, è una ghiandola tubulo-acinosa a secrezione mista

(prevalentemente mucosa colorazione pallida)

 Fegato

È la più grossa ghiandola del corpo umano e ha un peso di 1200-1500g.

Si trova nella cavità addominale, posto nell’Ipocondrio dx, nell’Epigastrio e in parte nell’Ipocondrio sx.

È posto subito al di sotto del diaframma e contrae rapporti molto stretti con questo ma anche con altri visceri

che lasciano delle impronte sulla faccia inferiore del fegato.

Lo dividiamo in due lobi:

 Lobo dx (più grande)

 Lobo sx

La sua forma è quella di un ovoide a cui è stato resecato un frammento con un piano obliquo che va da

sinistra verso destra e dall’alto verso il basso.

Rapporti con organi vicini

 Superiormente con il diaframma

 Inferiormente con stomaco, duodeno, flessura colica dx, rene dx (importante perché la presenza del

fegato fa si che il rene dx sia più basso di circa 2cm del rene sx)

 Sezione sagitale della cavità addominale il fegato si trova nello spazio sovra mesocolico

 Lo stomaco è collegato alla faccia inferiore del fegato, infatti della piccola curvatura dello stomaco

origina il Piccolo Omento che contiene i vasi i sanguigni che arrivano nell’Ilo del fegato

Struttura Faccia Diaframmatica (antero-superiore)

 Lobo destro

 

Legamento Falciforme prosegue superiormente e collega il fegato al diaframma. Il fegato è

rivestito quasi completamente da peritoneo e a livello del legamento il peritoneo si ripiega.

 Lobo sinistro

Struttura Faccia Viscerale (inferiore)

 Troviamo le impronte lasciate da organi che hanno uno stretto rapporto con il fegato (colon,

duodeno, rene)

 

Cava Inferiore posizionata a livello di un solco

 

Cistifellea posta nello stesso solco della cava inferiore, il fegato produce la bile che viene

trasportata nella cistifellea concentrandola, rimuovendo acqua e riducendone il volume, e viene

rilasciata nel duodeno in prossimità dei pasti

 Dotto Coledoco permette di far arrivare la bile nella cistifellea Passano nell’Ilo

 Vena Porta

 Arteria Epatica

 Posso immaginare di dividere il fegato in una H con:

 Un solco longitudinale dx che contiene anteriormente la cistifellea e posteriormente la cava

inferiore

 Un solco longitudinale sx che contiene delle formazioni connettivali (ex vasi presenti nella

vita embrionale)

 Un solco trasversale che corrisponde all’Ilo dell’organo che contiene la vena porta, l’arteria

epatica ecc. che a sua volta è contenuto nel Piccolo Omento.

 Questi solchi individuano due lobi aggiuntivi che si vedono solo inferiormente e che sono il

Quadrato (anteriormente) e il Caudato (posteriormente).

Struttura Faccia Posteriore

 Presenza delle Vene Epatiche, poste in prossimità della Cava Inferiore e infatti sono tributarie di

queste. Sono la via di uscita del sangue che è passato attrv il fegato e deve essere inserito nella cava

inferiore per tornare al cuore.

 Presenza di Margini che sono pieghe del peritoneo che avvolgono il fegato e si interrompono nella

Faccia Diaframmatica che non è ricoperta perché in contatto con il diaframma. I margini proseguono

lateralmente uno a sx e uno a dx e formano i Legamenti Triangolari.

Legamenti del fegato

 

Legamento Falciforme va dal solco saggiatale al diaframma e nella parete anteriore dell’addome

 

Legamento coronario circonda l’area nuda del fegato (posteriore) e lo collega al diaframma

 

Piccolo omento costituito da un legamento epato-duodenale e un legamento epato-gastrico, si

porta all’Ilo del fegato, nel solco trasverso della faccia inferiore.

Struttura dell’organo

Il fegato può essere suddivido in segmenti epatici (8) e la suddivisione si basa sulla ramificazione dei vasi

sanguigni e dei dotti biliari.

In base a questa suddivisione riconosciamo delle parti del parenchima che sono indipendenti fra loro, con

una loro propria vascolarizzazione e un loro proprio collegamento con le vie biliari.

Vascolarizzazione del fegato

Riceva l’Arteria Epatica che è uno dei rami del Tronco Ciliaco che origina ventralmente dall’Aorta

Addominale.

Il tronco Ciliaco si ramifica in tra arteria e una è appunto l’Arteria Epatica.

Questa entra nel Piccolo Omento a livello dell’Ilo del fegato.

C’è anche la Vena Porta che raccoglie il sangue refluo della:

 

Vena mesenterica superiore intestino tenue e primo tratto crasso

 

Vena mesenterica inferiore dal resto del crasso

 

Vena Splenica o Lienale milza, stomaco e pancreas

In realtà le vene che confluiscono dando origine alla Vena Porta sono solo due perché la Vena Mesenterica

Inferiore è un affluente della Vena Lienale.

Questo sangue proveniente dalle vene è ricco di sostanze assorbite con l’alimentazione che arrivano al fegato

per essere modificati e immagazzinati.

Si localizza anch’essa nel Piccolo Omento.

Quando l’Arteria Epatica e la Vena Porta penetrano nel parenchima epatico si ramificano dando origine a

migliaia di Lobuli Epatici, posti tutti uno di fianco all’altro.

Questi hanno una sezione esagonale, contiene 6 vertici (Spazi Portali o Porto-Biliari) in cui c’è una certa

quantità di tessuto connettivo e a livello dei vertici si localizza la Triade Portale costituita da:

 Ramo dell’Arteria Epatica

 Ramo della Vena Porta

 Dotto Biliare.

Al centro del lobulo si trova la Vena Centrale o Centro-Lobulare.

Gli epatociti si dispongono a formare lamine che convergono verso la vena centro-lobulare, e queste lamine

delimitano fra loro degli spazi dove si trovano i capillari sanguigni che trasportano il sangue dallo spazio

Portale alla vena centro lobulare.

Questi capillari sono dei sinusoidi, molto dilatati e molto permeabili.

Il sangue arterioso dell’arteria epatica e il sangue venoso della vena porta arrivano a livello dello spazio

portale, si mischiano a livello del Sinusoide, lo percorrono tutto e si gettano nella vena centro-lobulare.

Tra le lamine degli epatociti però la bile viaggia in direzione opposta ossia dalla vena centro-lobulare allo

spazio portale dove verrà inserito all’interno di un canalicolo biliare, rivestito da un epitelio cubico semplice.

A livello degli epatociti c’è anche la produzione della bile che viene inserita a livello di piccoli canalicoli

biliari presenti a livello dell’epatocita stesso, questi poi confluiranno in canalicoli più grandi per arrivare fino

a livello dello spazio portale dove si infilano in un ulteriore canalicolo.

Posso definire due tipi di facce per le sezioni di epatociti:

 Polo biliare

Due epatociti che confinano lateralmente.

S’individua una piccola invaginazione della membrana plasmatica sui due epatociti adiacenti che

crea un piccolo capillare nel quale viene riversata la bile prodotta da queste cellule capillari biliari

che non hanno una propria parete e costituiscono l’inizio delle vie biliari.

Inoltre la presenza di giunzioni occludenti fanno si che la bile si raccolga solo in capillari biliari che

confluiscono in canalicoli più grandi fino a che arriveremo ai canalicoli biliari presenti nello spazio

portale dove si dotano di una parete propria rivestita da un epitelio di rivestimento semplice.

 Polo vascolare

L’epatocita confina con il sinusoide perciò per svolgere la sua funzione deve riassorbire ciò che gli

serve dal torrente circolatorio e contemporaneamente rilasciare a livello del torrente, ormoni e

sostanze (proteine plasmatiche, insulina, glucagone ecc.).

Su questo polo sono perciò presenti dei microvilli che permettono di riassorbire le sostanze dal

sinusoide.

Tra gli epatociti e il sinusoide c’è lo Spazio di Disse (circa 0.5micron) che contiene poche fibre

collagene e delle cellule che sono le Cellule di Ito o Cellule Stellate o anche Fat-Storing Cells che

immagazzinano grassi formando la Vitamina A, però sono delle cellule che in condizioni patologiche

cambiano la loro funzione e diventano fibroblasti. Perciò diventano dei fibroblasti che rilasciano

grandi quantità di fibre collagene che si accumulano a livello dello Spazio di Disse e contribuiranno

a formare una Fibrosi Epatica e anche il Carcinoma del Fegato.

Ci sono anche le Cellule di Koppffer che sono macrofagi specializzati nella fagocitosi, residenti nel

fegato nella parete dei sinusoidi.

Rigenerazione degli epatociti

Sono cellule che si pongono nella fase G0 del ciclo cellulare e che in seguito a stimoli possono ritornare nel

ciclo cellulare e rigenerarsi.

Il modo per stimolare la proliferazione degli epatociti è fare un’Epadectomia rimozione fino al 70% del

fegato che può essere fatta sia chirurgicamente che chimicamente.

Analisi microscopica

Il fegato ha delle cellule esagonali con lati definiti (blu) costituiti da connettivo, all’interno ci sono le lamine

degli epatociti che convergono nella vena centro-lobulare epatocita maiale

Nell’uomo non esistono setti connettivali che dividono il lobulo ma posso identificare:

 I cordoni degli epatociti

 Dove questi convergono (nella vena centro-lobulare)

 Capire quali sono i confini degli epatociti. 

Quando guardo lo spazio portale mi aspetto di vederci la triade con vena, arteria e dotto hanno pareti

diverse:

 Il dotto biliare ha un epitelio cubico

 Le arterie e le vene hanno degli endoteli semplici

 Le arterie sono sempre piccole con una parete molto spessa

 Le vene sono dilatate con una parete molto sottile

Lobulo portale

Descrizione diversa del parenchima del fegato.

Il lobulo epatico classico è centrato nella vena centro-lobulare, qui invece abbiamo al centro lo spazio

portale forma prismatica a sezione triangolare, con le vene centro-lobulari ai vertici.

In questo tipo di lobulo si pone l’attenzione su un aspetto più funzionale del fegato.

Acino epatico

Interessante dal punto di vista patologico.

Ha una forma di rombo con ai vertici le vene centro-lobulari e gli spazi portali.

Questo rombo ci dice che la parte dell’acino particolarmente ricca di ossigeno è la zona posta al centro e ciò

mi permette di identificare tre zone con diverso contenuto di ossigeno.

Gli epatociti più ricchi di O2 sono quelli nella zona 1, mentre quelli più lontani sono quelli in zona 3 (vicini

alla zona centro-lobulare).

Le patologie degli epatociti sono maggiormente localizzate nella zona 3, ovvero nella zona più lontana dal

centro dell’acino.

NB: Il lobulo epatico, quello portale e l’acino epatico sono tre diversi modi di rappresentare il fegato.

Vie biliari extraepatiche

Sono quelle che fuoriescono dal fegato.

La bile si forma tra gli epatociti, viene raccolta qua da capillari biliari che confluiscono in canalicoli che si

portano a livello degli spazi portali.

Questi confluiscono nel Dotto Epatico dx e sx (da lobo dx e sx) che a loro volta confluiscono in un Dotto

Epatico Comune che prosegue fondendosi con il Dotto Cistico che proviene dalla cistifellea.

Questo unico dotto si chiama Coledoco, contiene la bile e va nella papilla maggiore del Duodeno dove c’è lo

Sfintere di Oddi e lo fa insieme al Dotto Pancreatico Maggiore.

Funzioni del fegato

 Produce la bile (funzione di ghiandola esocrina), contiene vari componenti ed è fondamentale per

emulsionare e assorbire acidi grassi a livello dell’intestino

 Interviene in tutti i processi metabolici

 Produce proteine plasmatiche (albumina, fibrinogeno, globuline, fattoi di coagulazione)

 Interviene nel metabolismo della bilirubina

 Partecipa al metabolismo dei farmaci di sostanze tossiche

 Pancreas

È un organo parenchimatoso la cui forma viene assimilata a quella di un martello con una testa, un corpo e

una coda.

La testa prende rapporto con il duodeno, si posiziona nella C duodenale.

La sede del pancreas è quella della cavità addominale in posizione sotto peritoneale (a livello delle prime due

vertebre lombari) appoggiato alla parete addominale posteriore, dove è in rapporto con la Cava Inferiore,

l’Aorta e il rene di sx, ed è coperto solo anteriormente dal peritoneo.

Solo la coda comincia ad essere completamente circondata da peritoneo perciò risulta essere più mobile.

Composizione interna

Presenza di due grossi dotti attrv i quali rilascia il suo secreto all’interno del duodeno.

Questi trasportano il secreto della porzione esocrina dell’organo.

C’è un Dotto Principale (inferiore) e un Dotto Secondario (superiore) che confluiscono all’interno del

duodeno.

Il dotto principale si chiama anche Dotto di Wirsung e insieme al dotto secondario confluiscono a livello

della Papilla Maggiore del Duodeno insieme al Coledoco (dotto che proviene dal fegato che origina da

confluenza del Dotto Epatico Comune e del Dotto Cistico).

Pancreas Esocrino

È una ghiandola tubulo-acinosa composta a secrezione sierosa pura.

Il secreto è costituito da proteine necessarie per la digestione degli alimenti che provengono sotto forma di

Chimo dallo stomaco.

Sono enzimi che degradano le proteine, i lipidi, gli zuccheri e sono tutti rilasciati sotto forma di Zimogeni

ossia la forma inattiva dell’enzima contenuti nei granuli di secrezione che vengono rilasciati per esocitosi e

vengono attivati per taglio proteolico a livello del Duodeno.

L’enzima più efficiente è la tripsina che viene prodotto come tripsinogeno che insieme al chimotripsinogeno,

la carbossipeptidasi, la lipasi e l’amilasi costituiscono il succo pancreatico.

Gli enzimi rilasciati all’interno del duodeno vengono a contatto con altri enzimi che tolgono una porzione

regolatoria inibitrice per taglio proteolitico che permette l’attivazione dell’enzima.

L’Enterochinasi agisce sul Tripsinogeno convertendolo a Tripsina e la tripsina permette la conversione di

tutti gli altri enzimi. 

A livello del duodeno però è presente anche bile emulsione degli acidi grassi.

Pancreas Endocrino 

Costituito da Isole di Langherans agglomerati di tessuto epiteliale ghiandolare a secrezione endocrina che

producono ormoni (insulina-glucagone) che servono per regolare la glicemia.

Struttura

 Ghiandola tubulo-acinosa composta a secrezione pura

 Parenchima suddiviso da setti connettivali in lobi e lobuli

 All’interno del parenchima si posso identificare porzioni differenti e la presenza di dotti tubulari

 Gli adenomeri sono cellule ben colorate e tondeggianti e a secrezione sierosa

 I dotti escretori sono più grandi nelle zone ricche di connettivo mentre dotti più piccoli all’interno

dei lobuli che ci permette di capire che la ghiandole è composta

 Presenza di cellule Tetracinose che si collocano all’interno dell’adenomero presenti a livello

dell’ultima parte del dotto che si inserisce nell’adenomero. Molto difficili da vedere perché sono

molto appiattite e poche ma CARATTERISTICHE SOLO DEL PANCREAS.

LEZIONE MICROSCOPIA N°2

Confronto tra una sezione di Uretere (piccolo) e

l’Esofago (grande)

 Entrambi hanno un lume stellato

 L’esofago però è costituito ha una tonaca mucosa

con epitelio pluristratificato

 Ha la lamina propria

 Ha la Muscolaris Mucosae

 Ha ghiandole presenti nella Sottomucosa

 E si può notare lo strato Muscolare in superficie

Sezione di Esofago:

 Si può notare bene la Muscolaris

Mucosae (freccia in alto)

 E lo strato Muscolare striato scheletrico

che ci fa capire che siamo nel primo

tratto dell’esofago

Sezione di Esofago

Sezione di Stomaco:

 Presenza di epitelio cilindrico semplice e

cellule chiare perché producono muco

 Presenza delle fossette gastriche

Confronto tra sezione di Colon (piccolo) e sezione di

Stomaco (grande):

 Le fossette gastriche sono tutte mucipare

 Le ghiandole del Colon hanno invece un epitelio

semplice con poche ghiandole mucipare

intercalate

Sezione di Stomaco:

 Presenza di ghiandole (freccia)

 Capiamo che siamo in zona del Piloro o del

Cardias perché ci sono molte ghiandole

tubulari a secrezione mucosa ramificate

(bianche)

Sezione di Stomaco:

 Presenza evidente di Muscolaris Mucosae in

2 strati

Sezione di Stomaco:

 Ingrandimento della Tonaca Muscolare

Sezione di Intestino Mesenterico:

 Dalla tonaca mucosa si estroflettono i villi, è

presente la lamina propria e la Muscolaris

Mucosae

 Non ha ghiandole nella Sottomucosa perciò

capiamo che è il tratto Mesenterico

Sezione di Intestino Mesenterico:

 Presenza di Villi

 Epitelio cilindrico semplice con intercalate

cellule mucipare

 Estroflessione della Tonaca Mucosa

Sezione di Intestino Mesenterico:

 Lo strato muscolare è fatto da 2 strati:

1. Longitudinale esterno

2. Circolare interno

Sezione di Intestino Tenue:

 La presenza di Ghiandole nella tonaca

sottomucosa ci fa capire che stiamo osservano il

Duodeno

Sezione di Intestino Tenue:

 ???

Sezione di Colon:

 Presenza di Tonaca Muscolare a 2 strati

(freccia)

 Presenza di ghiandole che sembrano

introflessioni ma in realtà sono i tubuli

ghiandolari con molte ghiandole mucipare

Sezione di Colon

Sezione di Colon:

 Presenza della Tenia (freccia)

Sezione di Colon

Sezione di ghiandola salivare mista

(Tubuloacinosa composta):

 Si può notare che ci sono tanti dotti escretori

di conseguenza la ghiandola è composta

Differenza tra Vaso Sanguigno e Dotto Escretore:

 Vaso ha endotelio (freccia lunga)

 Dotto ha epitelio cubico semplice (freccia

corta)

1 e 2 Vasi

3 Dotto

Sezione di Pancreas:

 Divisione in Lobi e Lobuli

 Presenza di dotti escretori il che ci fa capire

che siamo nella parte Esocrina del pancreas

 Le ghiandole sono tubulari composte a

secrezione sierosa

 Presenza di isole di Langherans (freccia

lunga)

 I dotti sono striati (freccia corta) a differenza

invece della Parotide dove i dotti hanno un

epitelio ben visibile

Sezione di Fegato di Maiale:

 Presenza di lobuli esagonali con setti

connettivali

 Presenza di centro lobulare

 Presenza lamine epatociti

 Presenza di Sinusoidi con eritrociti

Sezione di Fegato di Maiale:

 Presenza di una Vena Centro lobulare con

parete molto sottile (freccia)

Sezione di Fegato Umano

Sezione di epatocita di Fegato:

 Presenza della Tetrade (in cui la Vena Porta è

più grande dell’Arteria Epatica)

1 Vena

2 Dotto

3 Arteria

1 Vena

2 Arteria

3 Dotto

Apparato Urinario

Comprende sia organi parenchimatosi (reni) che organi cavi che si dispongono in sequenza a costituire le vie

urinarie.

I reni servono per la filtrazione del sangue e per la produzione dell’urina che percorre i vari tratti delle vie

urinarie per arrivare alla vescica (posta nella piccola pelvi) che ha funzione di serbatoi temporaneo per

l’urina quando si riempie il controllo del SN fa si che ci sia lo svuotamento.

Le vie urinarie iniziano già all’interno dell’Ilo del rene che viene chiamato Uretere.

 Reni

 Vie urinarie:

 Calici minori Presenti all’interno del

 Calici maggiori rene

 Pelvi o Bacinetto

 Uretere

 Vescica

 Uretra

1. Rene

Funzioni

 Produzione dell’urina

 Filtrazione del sangue con formazione di prodotti di scarto

 Coinvolto in reazioni chimiche di detossicazione che rendono più facilmente eliminabili determinati

composti tossici o farmaci

 Regolazione del pH plasmatico e la sua omeostasi (ioni fosfato e bicarbonato)

 Mantenimento dell’equilibrio idrosalino

 Mantenimento della pressione sanguigna

 Funzione endocrina (produzione eritropoietina e Calcitriolo o Vitamina D)

I Reni hanno una posizione simile a quella del pancreas, perciò si trovano nella cavità addominale, sono

appoggiati sulla parate addominale posteriore, sono però più profondi rispetto al pancreas e non hanno alcun

contatto con il peritoneo (sede retroperitoneale).

Posteriormente il rene dx è più basso di 2cm del sx e questo è dovuto al fatto che superiormente c’è il fegato

che ne influenza la posizione.

Sono posizionati tra la 12°vetrebra toracica e la 1°vertebra lombare.

È contenuto in uno spazio connettivale chiamato Loggia Renale che è piena di tessuto adiposo (Grasso

Perirenale) che penetra fino all’Ilo dell’organo e rimane come quantità immodificata indipendentemente

dalle variazioni alimentari diminuisce solo in condizioni di forti dimagrimenti patologici che portano ad

una modificazione della posizione dei reni che possono causare situazioni patologiche gravi.

Nella loggia renale ci sono delle fasce di tessuto connettivo che delimitano la loggia, anteriormente e

posteriormente ma non inferiormente perciò se il grasso perirenale viene consumato i reni possono scendere.

Rapporti con organi circostanti

 I reni hanno rapporti posteriori con il Muscolo Quadrato dei Lombi e lo Psoas

:

 I rapporti anteriori invece cambiano a seconda del rene

 Rene dx è in rapporto con il fegato, il duodeno, il colon e il digiuno

 Rene sx è in rapporto con la milza, lo stomaco il pancreas e il colon.

Entrambi sul polo superiore ospitano la Ghiandola surrenale.

Hanno una forma che si definisce a “fagiolo”, quindi sono appiattiti antero-posteriormente con:

 Polo Superiore

 Polo Inferiore

 Faccia Anteriore

 Faccia Posteriore

A livello della Faccia Mediale è posto l’Ilo che permette il passaggio di vasi arteriosi e venosi e in questo

caso anche i tratti delle vie urinarie.

Hanno un colore rosso scuro, hanno una superficie liscia e hanno una consistenza abbastanza dura.

Rene visto frontalmente

 Presenza dell’Ilo con vasi sanguigni e venosi e presenza dell’uretere

 Se giro leggermente il rene vedo la faccia mediale dove si colloca l’ilo, e la fuoriuscita dei tratti più

prossimali delle vie urinarie (in particolare la Pelvi) da cui origina l’Uretere

 Se tolgo parte del parenchima posso vedere le ramificazione dei vasi e dei tratti urinali presenti nel

ilo

 Se faccio sezione ancora più profonda posso vedere che è un organo parenchimatoso, con presenza

di Ilo, grasso renale che penetra all’interno dell’Ilo e si può notare molto bene che il parenchima ha

una duplice colorazione dovuta al fatto che ha una zona midollare (profonda) e una zona corticale

(periferica)

 Nella porzione midollare ci sono oggetti di forma e sezione triangolare con l’apice verso l’ilo e la

base verso l’alto che confina con la corticale Piramidi Renali (sono circa 8-10)

 Fra le piramidi renali ci sono delle porzioni di parenchima che hanno una colorazione simile a quella

della corticale ma in realtà queste porzioni chiamate Colonne Renali sono delle porzioni di corticali

che si approfondano nella midollare interponendosi tra le piramidi renali.

 Esternamente c’è una Capsula che riveste l’organo

 

La punta della piramide renale si chiama Papilla ed è abbracciata dal Calice Renale struttura a

forma di calice in cui viene riversata l’urina che produce il rene.

A livello della papilla renale ci sono dei forellini dove i vari condotti che provengono dal parenchima

del rene portano l’urina che quindi attrv questi forellini passa all’interno delle vie urinarie

Struttura

È un organo parenchimatoso suddivido in corticale e midollare.

L’urina viene prodotta a livello del Nefrone unità funzionale del rene (circa 1milione) che costituiscono il

parenchima del rene.

Questi nefroni hanno porzioni diverse:

 Porzione iniziale dilatata Corpuscolo Renale che contiene i capillari del Glomerulo

 

Porzione distale tubulare Tubulo Renale che viene diviso in tre diverse parti con tre diverse

funzioni

Alla fine l’urina prodotta a livello del Tubulo Renale viene convogliata dai Dotti Collettori Principali a

livello delle vie urinarie

I nefroni hanno la parte inziale posizionata sempre nella corticale, mentre la parte tubulare (Ansa di Henle) a

seconda della sua lunghezza, può rimanere vicino alla corticale o scendere in profondità nella midollare.

A seconda della lunghezza dell’ansa di Henle è diversa la capacità di concentrare l’urina.

Vascolarizzazione

Il percorso dei vasi sanguigni all’interno del rene determina la struttura dell’organo, ed è fondamentale anche

per lo svolgimento della sua funzione.

Il gomitolo di capillari è posto nella porzione inziale del nefrone (nel quale avviene l’ultrafiltrazione del

sangue) e si costituisce grazie all’arterie che arrivano nell’Ilo:

 L’Arteria Renale è un ramo viscerale dell’Aorta Addominale che arriva a livello dell’Ilo e si

ramifica in arterie sempre più piccole

 Le arterie che entrano nel rene si ramificano formando dei rami che conferiscono delle caratteristiche

specifiche che fanno sì che vengano chiamate Arterie Terminali ogni porzione di parenchima

renale è servito da una delle arterie che non collaterali con altre arterie, perciò se occludiamo una di

queste arterie terminali, la parte che normalmente irrora diventa ischemica.

 Entrano nell’Ilo e si portano al parenchima penetrandolo prima nella midollare, percorrendo di

fianco alle piramidi Arterie Interlobari

 Salgono verso la corticale e alla base della piramide si piegano formando un arco e per questo

vengono chiamate Arterie Arciformi o Arcuate e scorrono parallele alla base della piramide. Da

queste però originano anche delle arterie che discendono nella midollare (Arterie Rette) e che la

vascolarizzano.

 Le arcuate emettono dei rami che salgono verso la corticale che sono le Arterie Interlobulari che si

trovano SOLO nella corticale

 Da queste originano delle piccole arterie che sono le Arteriole Afferenti che danno origine ai

capillari raggomitolati nel glomerulo renale

 Dal glomerulo esce l’Arteriola Efferente che dà origine a dei capillari che daranno origine a un

sistema di venule e vene che permetteranno di portare il sangue refluo a livello delle Vene Renali

Questa distribuzione del sangue è strettamente collegata alla struttura del glomerulo renale e del parenchima

del rene.

La distribuzione dei vasi sanguigni è fondamentale perché durante i meccanismi di concentrazione dell’urina

alcune sostanze vengono riassorbite dal tubulo e altre secrete nel tubulo renale per riportarle nell’organismo

o espellerle con le urine.

Quando definiamo la struttura del rene possiamo fare riferimento a due concetti:

 Lobo renale

Comprende una piramide renale e la corticale soprastante.

 Lobulo renale

Comprende solo la corticale, i cui lati sono costituiti dalle Arterie Interlobulari.

Questo lobulo renale è costituito da una componente centrale molto ordinata in cui ci sono delle

linee longitudinali dirette verso la midollare che sono i Raggi Midollari, mentre ai lati dei raggi c’è

una porzione più irregolare che si chiama Parte Convoluta.

 La parte convoluta contiene la parte inziale del Nefrone con il Corpuscolo Renale e il

Glomerulo, e le parti di tubulo renale (iniziale e terminale) che sono quelle più convolute

 I raggi midollari invece contiene le porzioni rettilinee dei tratti di tubuli renali che scendono

nella midollare e nel quale c’è la presenza anche dei Dotti Collettori il cui contenuto (le

urine) che scende nella midollare dove andrà a collegandosi con i forellini della papilla

renale

Sezione frontale del rene

Si distingue bene:

 La piramide renale con punta rivolta verso il basso

 La corticale

 A livello della papilla renale si aprono i dotti collettori che rilasciano l’urina che si concerta nel

Calice Renale organo cavo la cui parete è fatta da diversi strati.

Il rene riceve il 20% della gettata cardiaca (1/5 di tutto il sangue pompato dall’Aorta), qui a livello dei reni

per meccanismi di differenza di pressione a livello delle arteriole presenti nel glomerulo, avviene la

formazione di un Ultrafiltrato liquido che fuoriesce dai capillare e viene raccolto nel tubulo renale.

A livello del glomerulo c’è la modificazione e il riassorbimento della maggior parte dei liquidi rilasciando

solo 1,5 litri di acqua al giorno, altrimenti ci sarebbe un rilascio di circa 200 litri di acqua al giorno.

 Nefrone

Unità funzionale del rene costituito da:

 Corpuscolo renale

Parte inziale costituita da:

 

Capsula di Bowman formazione a forma di coppa che contiene il glomerulo e raccoglie

l’ultrafiltrato indirizzandolo nel prossimale

 

Glomerulo gomitolo di capillari

 Tubulo renale

Riversa il suo contenuto all’interno di Dotti Collettori che non fanno parte dei nefroni.

Il tubulo renale ha una diversa morfologia a seconda del suo percorso e si divide in:

 

Tubulo contorto prossimale Presenta un rivestimento di cellule cilindriche semplici con

tantissimi microvilli (a livello apicale) e un labirinto basale che permettono il riassorbimento

del 75% di acqua.

 Ansa di Henle (porzione che scende e sale) ha tratto discendente sottile con epitelio

pavimentoso e un tratto ascendente sottile che poi diventa più spesso fatto da un epitelio

cubico

 Tubulo contorno distale (continua poi con un tratto di collegamento che riversa il

contenuto nel Dotto Collettore) epitelio cilindrico semplice assorbente ma con meno

microvilli (riassorbimento solo del 5% di acqua).

L’urina prosegue nel Dotto Collettore che lo porta a livello delle vie urinarie.

È possibile riassorbire acqua anche a livello dei Dotti Collettori, che sono solitamente impermeabili all’acqua

ma che possono diventare permeabili all’acqua se stimolati dall’ADH (vasopressina rilasciata da ipofisi

posteriore).

L’alcol inibisce la secrezione di ADH perciò viene inibita la permeabilità del dotto collettore e gran parte

dell’acqua viene rilasciata con l’urina.

Analisi microscopica della Corticale

Riesco a distinguere:

 Raggi Midollari circondati dai corpuscoli renali che fanno parte della Parte Convoluta

 La parte più superficiale di corticale è priva di corpuscoli renali e prende il nome di Cortex Corticis

 SOLO nella MIDOLLARE sono presenti le Piramidi e ci sono le Colonne Renali che scendono dalla

corticale ai lati della piramide

Analisi microscopica generale

 

Sezione di corticale renale presenza di corpuscoli renali e i tubuli renali (soprattutto pezzi di

tubuli contorti prossimali che sono quelli più vicini ai corpuscoli renali)

 

Sezione di una piramide assenza di corpuscoli con formazioni parallele tra loro (tratti di anse di

Henle, dotti collettori e vasi sanguigni)

 

Ogni tubulo renale è rivestito da cellule che poggiano su una membrana basale posso osservarla

con colorazione che me la delinea in nero (CT)

 In alcuni casi questa linea nera s’interrompe perché è stata distrutta e lo possono notare con

colorazione OTA la perdita di membrana basale è associato allo sviluppo di varie patologie che

portano a fibrosi del rene e tumori delle vie urinarie

 Corpuscolo Renale (spesso fatto vedere all’esame e immagine sul Weather)

Costituito da:

 Glomerulo

Avviene la filtrazione del sangue.

Si viene a creare una Membrana di Filtrazione determinata dalla presenza del Podocita attaccato

alla parete del capillare.

Questa membrana di filtrazione permette la filtrazione del sangue e il mantenimento di alcune

caratteristiche dell’ultrafiltrato.

Le proteine ad esempio non escono dal capillare perciò non le troveremo nelle urine, mentre il

glucosio viene totalmente riassorbito perciò non sarà presenti nemmeno questo a livello delle urine.

Il vaso sanguigno ha un epitelio pavimentoso semplice che poggia su una membrana basale che è in

continuità con la membrana basale del Podocita che costituiscono insieme l’Unità Filtrante del

Rene.

Fra i pedicelli del Podocita ci sono dei Diaframmi di Filtrazione che sono strutture proteiche che

contribuiscono alla funzione filtrante del rene.

 Capsula di Bowman

Forma di coppa che abbraccia e contiene il gomitolo capillare.

Ha una parete fatta da due foglietti separati dalla Camera Glomerulare che raccoglie l’ultrafiltrato

dai capillari e quest’ultimo continua il suo percorso a livello del tubulo contorno prossimale.

Il foglietto esterno è il Parietale con rivestimento pavimentoso semplice che arriva nel Polo

Vascolare (entrano ed escono arteriole), da qui si riflette e va a rivestire le anse dei capillari

sanguigni che formano il glomerulo e andando a costituire il foglietto interno Viscerale.

Questo però è fatto da cellule bianche che abbracciano i capillari sanguigni perché hanno

prolungamenti su cui originano dei piccoli pedicelli che si interdigitano tra di loro e sono

fondamentali nei meccanismi di filtrazione del sangue Cellule Podociti.

I capillari a livello di queste cellule sono fenestrati e permettono facili scambi attrv i pori.

A livello microscopico le cellule Podociti non si distinguono, sappiamo che a livello del glomerulo c’è sia la

via afferente che efferente che costituiscono il Polo Vascolare e nel lato opposto origina il Polo Urinifero

dove origina il Tubulo Renale.

Nel Polo Vascolare del Corpuscolo Renale però troviamo anche le cellule dell’apparato Iuxta Glomerula

formato da tre componenti.

 Apparato Iuxta Glomerulare

Dispositivo che serve per regolare la pressione sanguigna sistemica, costituito da:

 Cellule Iuxta Glomerulari

Poste nella parete dell’arteriola afferente.

Sono delle cellule muscolari lisce specializzate a comportarsi come recettori e sentono la variazione

della pressione sanguigna.

Se cala la pressione arriva meno sangue al rene e di conseguenza arriva meno sangue a livello del

Polo Vascolare queste rilasciano Renina, un enzima che trasforma l’Angiotensingeno prodotto

dal fegato, in Angiotensina 1.

Quest’ultima viene trasformata da un enzima (ACE) che si trova nei polmoni che la converte in

Angiotensina 2 potente vasocostrittore che fa aumentare la pressione del sangue.

L’Angiotensina 2 però produce anche uno stimolo sulla ghiandola surrenale a livello della midollare

che produce l’Aldosterone che a livello del tubulo renale fa riassorbire una grande quantità di Na e

acqua questo fa aumentare il volume plasmatico (Volemia) e ciò contribuisce a ripristinare la

pressione sanguigna.

 Cellule della Macula densa

Poste a livello del Tubulo Contorno Distale che si appoggia sul Polo Vascolare ispessendosi e

contenendo queste cellule.

Sono anch’esse dei recettori ma di tipo chimico (chemiocettori) che si accorgono se cambia la

composizione dell’urina.

Se cala la pressione, cala anche il riassorbimento di Na perciò ci saranno delle variazione di

osmolarità a livello del tubulo renale che inducono queste cellule a stimolare le ghiandole del surrene

e produrre Aldosterone affinché aumenti il riassorbimento del Na e acqua perciò anche lui

coinvolto a regolare la pressione sanguigna.

 Cellule Ilari o Cellule del Mesangio Extraglomerulare

Poste tra i vasi e il Tubulo Contorto Distale e permettono la comunicazione fra gli altri componenti.

Rene come Ghiandola Endocrina

Rilascia sostanze che sono:

 Partecipa alla formazione della Vitamina D che viene attivata a livello del rene e serve per

assorbimento del calcio a livello dell’intestino

 Produce l’Eritropoietina che stimola la produzione di eritrociti a livello del midollo osseo

2. Calici e Pelvi Renale

Le vie urinarie sono costituite da una serie di organi cavi che hanno il compito di riceve, trasportare e

contenere l’urina fino al momento in cui viene poi rilasciata.

Cominciano all’interno dell’Ilo del rene con i Calici Renali che si dividono in:

 Calici Minori che possono confluire in Calici Maggiori i quali danno origine al Bacinetto Renale o

Pelvi Renale.

 Dalla Pelvi Renale origina l’Uretere (1x rene) che raggiunge la vescica dove l’urina viene contenuta

temporaneamente fino al rilascio sotto stimolo.

Gli Ureteri sono abbastanza lunghi con diametro variabile a seconda della zona e si portano dall’Ilo del rene

fino alla superficie posteriore della vescica. 

I restringimenti degli Ureteri sono dovuti all’incontro di organi situati nell’addome e nella piccola pelvi

 Primo restringimento a livello dell’origine renale

 Secondo restringimento a livello dei Vasi Iliaci

 Terzo restringimento a livello della Vescica

I restringimenti sono importanti perché in presenza di calcoli renali questi si possono fermare a livello dei

restringimenti e dare delle Coliche Renali.

Gli Ureteri sono posizionati sulla parete addominale posteriore e si portato posteriormente alla vescica.

L’Uretere come i Calici Renali e la Pelvi Renale sono organi cavi rivestiti da:

 

Tonaca mucosa con epitelio di transizione e lamina propria.

 È assente la sottomucosa (caratteristica degli organi cavi dell’apparato urinario)

 

Tonaca muscolare si divide in due strati con uno strato longitudinale interno e uno circolare

esterno (contrario di tutti gli altri tipi di tonache)

 Esternamente si trova la Tonaca Avventizia fatto da connettivo lasso perché gli ureteri non sono

contenuti in uno spazio sieroso.

Sezione trasversale di uretere ha un lume stellato con le pareti costituite dalle diverse tonache, non è

presenta la sottomucosa ma c’è subito la tonaca muscolare (spesso però sono organizzati a spirale perciò è

difficile riconoscere il loro orientamento) ed esternamente l’avventizia.

L’epitelio di transizione a seconda dello stato di riempimento dell’Uretere e perciò dello stiramento

dell’epitelio, le caratteristiche dell’epitelio di transizione si modificano. Infatti se la parete è contratta sono

evidenti le cellule cupoliformi, se invece la parete è meno tirata le cellule cupoliformi sono meno evidenti ed

è più difficile riconoscerle.

Perciò osservando sia l’epitelio della Tonaca Mucosa, sia l’assenza della Sottomucosa, che l’orientamento

delle cellule muscolari lisce nella Tonaca Muscolare posso capire che si tratta di un preparato istologico di

Uretere.

3. Vescica

Organo cavo che ha funzione di serbatoio temporaneo di urina che viene poi espulsa percorrendo l’uretra.

Ha un volume d circa 250-350 ml ed è sotto il contro del sistema nervoso autonomo.

La sua dimensione e la forma variano a seconda dello stato di riempimento:

 

Se piena forma tondeggiante in cui si riconosce:

 Un apice (diretto anteriormente)

 Un fondo (diretto posteriormente)

 Una faccia anteriore

 Una faccia posteriore

 Il corpo della vescica

 

Se vuota forma a coppa

Anche i suoi rapporti variano a seconda della dimensione:

 Se vuota appoggia sulla Sinfisi pubica

 Se piena sporge anche nella cavità addominale

I rapporti anteriori sono costanti sia per i maschi che per le femmine dove troviamo:

 Sinfisi pubica

 Parete addominale anteriore

I rapporti posteriori invece variano a seconda del sesso e sono con:

 Peritoneo (posta in posizione sottoperitoneale nella Piccola Pelvi)

 Nel sesso maschile:

 Inferiormente ha rapporti con la prostata

 Posteriormente ha rapporti con l’intestino retto

 Nel sesso femminile:

 Anteriormente ha rapporti con la sinfisi pubica

 Posteriormente ha rapporti con la vagina, l’utero e intestino retto

È un organo cavo che se osservata internamente ha delle conformazioni diverse a seconda dello stato di

riempimento:

 Quando è vuota la parete presenta delle pieghe che si stendono con il riempimento dell’organo, e una

zona di forma triangolare che è il Trigono Vescicale che è sempre distesa.

Ai suoi vertici sono presenti tre orifizi:

 

Orifizio superiore e Orifizio posteriore Meati Ureterali, a livello di questi arrivano gli

ureteri e rilasciano all’interno della vescica l’urina.

 Meato

Il vertice anteriore è posto inferiormente rispetto agli altri due orifizi Uretrale

Interno, in cui origina l’uretra.

Struttura

 Tonaca mucosa

Epitelio di transizione + lamina propria

 Sottomucosa

Assente

 Tonaca muscolare

Molto spessa con unico strato di cellule muscolari lisce supportate da tessuto connettivo ricco di

fibre elastiche cha dà origine al Muscolo Declusore della Vescica permette lo svuotamento

dell’organo

 Tonaca avventizia

Connettivo fibroso denso

 Tonaca sierosa

Peritoneo (apice e corpo)

La contrazione della vescica è sotto il controllo del sistema nervoso autonomo (parasimpatico e

ortosimpatico) che permettono il riempimento e lo svuotamento.

 Quando si riempie ci sono recettori che informano la componente parasimpatica che stimola la

contrazione della parete della vescica per permetterne lo svuotamento, e allo stesso tempo viene

rilasciato lo sfintere interno che permette l’uscita dell’urina.

 Quando è vuota prevale la componente ortosimpatica che fa si che la muscolatura si rilasci e lo

sfintere interno sia contratto la vescica si può riempire

4. Uretra

Dalla vescica l’urina passa all’uretra che è l’ultimo tratto delle vie urinarie.

Bisogna fare una distinzione tra Uretra maschile e femminile non solo per differenze strutturali e

dimensionai ma perché quella maschile è un organo che fa parte sia dell’apparato urinare che quello genitale

in quanto fa passare anche sperma, mentre quella femminile è un organo solo dell’apparato urinario.

Ha 3-5cm di lunghezza nelle femmine mentre nei maschi è lunga 18cm, in entrambi i casi ci sono due

sistemi sfinterici che regolano il rilascio dell’urina perché all’origine dell’uretra c’è un addensamento di

cellule muscolari lisce che forma uno Sfintere Interno che non è sotto il controllo della volontà.

Quando l’uretra incontra le strutture del Diaframma Urogenitale, qui si forma lo Sfintere Esterno che è

fatto da cellule muscolari striate ed è sotto controllo volontario.

L’Uretra maschile è divisa in tre porzioni:

 

Parte Prostatica attraversa la Prostata

 

Uretra Membranosa tratto molto breve che attraversa il Pavimento Pelvico

 Uretra Peniena

La struttura vede un passaggio da epitelio di transizione delle vie urinarie, a epitelio pavimentoso composto

in prossimità dell’apertura esterno dove si continua con epitelio di rivestimento esterno.

Apparato urinario e invecchiamento

Sono apparati che invecchiano in modo evidente (soprattutto il rene):

 

Diminuzione di numero di nefroni (30-40%) atrofia del corpuscolo renale (glomerulo) che

diventa evidente già intorno ai 40anni

 Diminuzione del flusso sanguigno renale e della filtrazione glomerulare

 Incontinenza per perdita di tono muscolare degli sfinteri uretrali o per patologie (es Alzheimer)

 Ritenzione urinaria in seguito a prostatite

L’evento che caratterizza l’invecchiamento del rene è la fibrosi renale che porta ad un accumulo di tessuto

fibroso a livello dei corpuscoli renali che si atrofizzano o scompaiono.

Apparato Genitale Maschile

Costituito da:

 Gonadi

Organi parenchimatosi deputati alla produzione dei gameti

 Vie spermatiche

Dove risiedono gli spermatozoi fino all’eiaculazione e dove vengono nutriti e in parte modificati

 Genitali esterni

 Ghiandole annesse

Servono per la formazione del liquido seminale

I testicoli sono le gonadi maschili, sono organi pari contenuti in una borsa cutanea alla base delle cosce e

sono strettamente in contatto con l’Epididimo (si pone nella porzione supero-posteriore del testicolo) in

cui vengono portai gli spermatozoi provenienti dal testicolo per poter maturare e acquisire la motilità.

Dall’Epididimo origina il Dotto Deferente che risale e arriva all’interno dell’addome nella Piccola Pelvi

posteriormente alla vescica.

La Prostata è posta inferiormente alla vescica ed è la ghiandola annessa più grande dell’apparato genitale

maschile.

1. Testicolo

Contenuto all’interno della Borsa Scrotale costituita da vari strati (cute, muscoli ecc.).

È dotato di una spessissima capsula connettivale che si chiama Tonaca Albuginea.

Esternamente è presente un’ulteriore rivestimento che è la Tonaca Vaginale Propria (dipendenza del

peritoneo) anche se non si trova nella cavità addominale è ricoperto da peritoneo perché nella vita

perinatale il testicolo torva a livello addominale e poi scende nella borsa scrotale portandosi con se alcuni

rivestimenti della parete addominale.

La Tonaca Albuginea manda dei setti molto spessi all’interno dell’organo che delimitano le Logge

Testicolari che contengono i Tubuli Seminiferi (sede della spermatogenesi, lunghi circa 80cme strettamente

convoluti).

Posteriormente nel testicolo c’è il Mediastino (ricco di connettivo fibroso) che contiene una rete di strutture

tubulari per cui prende il nome di Rete Testis

Dalla parte posteriore di questo partono dei condotti che costituiscono la prima parte dell’Epididimo.

Quindi gli spermatozoi prodotti all’interno dei Tubuli Seminiferi percorrono il Mediastino e grazie alla

presenza di numerosi condotti permettono il trasporto degli spermatozoi nell’Epididimo dove matureranno.

Si può fare uno schema delle componenti del testicolo e in particolar modo si possono vedere tutte le

porzioni tubulari che sono contenute:

 All’interno delle Logge Testicolari (Tubuli Seminiferi)

 Questi si collegano con la Rete Testis

 Da questa partono dei condotti che vanno a costituire l’Epididimo

 A sua volta l’Epididimo è costituito da una serie di strutture cave in cui si localizzano gli

spermatozoi per la maturazione e vi rimangono fino all’eiaculazione dove poi prendono la via del

Canale Deferente

Struttura

 Parenchima

Tubuli seminiferi presenti all’interno delle Logge Testicolari, costituiti da un epitelio germinativo e

una lamina propria.

Nello stroma connettivale fra i tubuli seminiferi sono contenute delle cellule interstiziali di Leydig

che hanno la funzione di produrre il Testosterone necessario per la spermatogenesi.

L’epitelio germinativo è un epitelio stratificato con caratteristiche differenti:

 Le cellule più apicali hanno un nucleo molto compatto che sono gli spermatozoi le cui code

sporgono all’interno del lume dei tubuli seminiferi e sono ancora collegati alle cellule di

supporto e verranno poi rilasciati per maturare nell’epididimo.

 Tonaca Albuginea

Capsula connettivale molto spessa fatta di connettivo fibroso che riveste il testicolo e manda dei setti

all’interno di questo per formare le Logge Testicolari e la parte posteriore del Mediastino

Scheletro Fibroso del Testicolo.

 Sierosa

Tonaca Vaginale propria che riveste esternamente il testicolo

Cellule germinali

 

Spermatogoni presenti nel compartimento basale

 Spermatociti di 1° ordine

 Spermatociti di 2° ordine

 

Spermatidi vanno incontro alla spermatogenesi

 

Spermatozoi posti nello strato luminale, sono maturi dal punto di vista morfologico ma non

ancora dal punto di vista funzionale

 

Cellule di Sertoli fondamentali per:

 Sostegno meccanico

 Hanno un ruolo importante nella regolazione ormonale durante la spermatogenesi

 Determinano la barriera Ematotesticolare

 Producono l’ABP, una proteina che lega gli Androgeni, in particolare il Testosterone per

renderlo più disponibile a stimolare la spermatogenesi e agiscono in sinergia con le Cellule

di Leydig che producono il Testosterone.

 Producono Inibina (inibisce FSH)

Regolazione della spermatogenesi

L’Ipofisi permette la produzione sia di LH che di FSH che agiscono sulle ghiandole sessuali sia maschili che

femminili, nel maschio:

 LH agisce sul Testicolo e stimola la Cellule di Leydig a produrre Testosterone

 FSH agisce sul Testicolo e stimola le Cellule del Sertoli a produrre l’ABP e l’ormone Antimulleriano

2. Vie spermatiche

Gli spermatozoi percorrono le vie spermatiche che cominciano già nel testicolo con i tubuli retti, proseguono

   

poi nella rete testis epididimo canali deferenti canali eiaculatori uretra comune.

 Epididimo

Organo posto supero-posteriormente al testicolo, ha funzione di:

 Regolare il contenuto dei tubuli seminiferi grazie alla sua attività di assorbimento di alcuni

componenti presenti

 È implicato nella maturazione degli spermatozoi dove permette acquisizione della motibilità.

È costituito da una serie di tubuli fortemente ripiegati e si distingue:

 

Una parte superiore Testa dell’Epididimo

 

A queste segue una parte principale Copro dell’Epididimo

 Da questo origina il Canale dell’Epididimo

 Il canale prosegue con il Dotto Deferente che risale e raggiunge posteriormente la Vescica

Gli spermatozoi riescono ad arrivare nell’Epididimo perché i Tubuli Seminiferi che originano nel testicolo

sono in continuità con una serie di canali che immettono all’interno dell’Epididimo.

Questi canali iniziano già nella parte posteriore del Testicolo dove ci sono i Tubuli Retti che vanno nella

Rete Testis da cui originano dei condotti che si ripiegano fortemente e danno origine alla prima parte

dell’epididimo che è la testa.

Dalla testa poi origina un unico canale che si ripiega su se stesso formando il corpo che continua con la coda

e prosegue nel canale deferente.

ATTENZIONE!

 La testa dell’epididimo ha delle strutture tubulari con una parete irregolare, cellule alte, microvilli e

ciglia.

 Il corpo dell’epididimo ha un epitelio di rivestimento stratificato con stereociglia a livello della

superficie apicale e nel lume sono presenti gli spermatozoi.

Struttura

 Tonaca mucosa

Ha un epitelio di rivestimento con la lamina propria.

Nel canale dell’epididimo l’Epididimo l’epitelio è pseudostratificato con cellule cilindriche dotate si

stereo ciglia (cellule a Pennacchio) e delle cellule basali più piccole di rimpiazzo.

NB: Ricordiamo che nella Testa dell’Epididimo i condotti efferenti sono rivestiti da epitelio cubico-

cilindrico semplice con ciglia e non stereociglia.

 Tonaca muscolare

Fibrocellule disposte circolarmente che permettono progressione degli spermatozoi verso il Canale

Deferente.

 Tonaca avventizia

Connettivo fibroso

Dall’epididimo segue il Canale Deferente che sale e torna all’interno dell’addome portandosi

posteriormente alla vescica.

Una volta arrivato nella vescica si dilata formando l’Ampolla Deferenziale che dà origine a un condotto

piccolo che si unisce al condotto della Vescichetta Seminale. Quest’ultima è una delle ghiandole annesse

all’apparato genitale maschile, il suo condotto si

unisce a quello dell’Ampolla Deferenziale dando

origine al Condottino Eiaculatore che s’inserisce

all’interno della Prostata.

Questo Condottini Eiaculatori perciò conterranno

spermatozoi che provengono dall’Ampolla

Deferenziale e alcune componenti del liquido

seminale che provengono dalle Vescichette Seminali.

Questi Condottini s’immettono nella Prostata dove

inseriscono il loro contenuto nell’Uretra.

La Prostata è posta inferiormente alla vescica ed è

attraversata dall’Uretra che proviene anch’essa dalla

vescica. Il Tratto Prostatico dell’Uretra Maschile

riceve il Condottino Eiaculatore perciò a livello

dell’Uretra saranno presenti sia componenti del

liquido seminale che spermatozoi.

Nell’Uretra verranno inseriti anche i secreti prodotti

dalla Prostata e verranno poi aggiunti anche i secreti

prodotti delle Ghiandole Bulboretrali (poste a livello

del Pavimento Pelvico).

Il Canale Deferente:

 Ha una parete molto spessa con una componente muscolare molto sviluppata che permette la

progressione del suo contenuto

 Ha un epitelio di rivestimento pseudostratificato

 Ha tonaca muscolare molto spessa di 3 strati con cellule muscolari lisce.

3. Ghiandole annesse

Sono:

 Vescichette Seminali

Producono circa il 60% del liquido seminale i cui prodotti hanno funzione nutritizia e stimolano la

motilità degli spermatozoi

 Prostata

Produce il 30% del liquido seminale e il suo prodotto contiene acido citrico, enzimi e proteine ecc.

 Ghiandole Bulboretrali

Situate nel Pavimento Pelvico e producono muco alcalino.

Funzioni del liquido seminale attivazione degli spermatozoi, apposti di nutrienti, lubrificazione del lume

dell’Uretra.

Nel volume di un eiaculato (circa 3ml) ci sono circa 100 milioni di spermatozoi per ml.

 Prostata

Posta inferiormente alla vescica, ha una forma di “castagna” e viene attraversata dall’Uretra.

Costituita da:

 Lobi Laterali

 Lobo Anteriore

 Lobo Medio

 Lobo Posteriore

All’interno della prostata si trovano numerose Ghiandole Prostatiche che sono tubulo-alveolari i cui

adenomeri hanno un lume ampio e irregolare, ogni dotto raggiunge l’Uretra dove rilascia il suo secreto.

Il parenchima perciò comprende la presenza di queste ghiandole prostatiche immerse in un ambiente fibro-

connettivale.

Struttura

 Capsula Prostatica

Capsula ad involucro fibromuscolare e connettivale

 Stroma Connettivale

Fatto di tessuto connettivo fibroso con fibre elastiche e fibrocellule muscolari, in continuità con la

capsula che riveste l’organo.

 Ghiandola tubulo-alveolari

Contenute nello Stroma, hanno un Epitelio ghiandolare cilindrico (a volte pseudostratificato) con

cellule di altezze differenti (+ cellule basali di rimpiazzo) e all’interno dei tubuli ghiandolari ci sono

degli addensamenti amorfi che si colorano molto bene che sono i Corpi Amilacei.

NB: Non bisogna confondere la prostata con la tiroide perché è possibile confondere la colloide contenuta

nei follicoli tiroidei con la prostata! Infatti non ci sono i follicoli ma c’è lo stroma connettivale fra gli

adenomeri della prostata e anche l’epitelio che riveste gli adenomeri è completamente diverso.

Apparato Genitale Femminile

Costituito da:

 Gonadi

Sono le Ovaie che producono i gameti

 Vie genitali

Sono costituite da una sequenza di organi cavi che sono:

 Vagina Organi cavi che permettono la

 Utero (organo impari) fecondazione, l’impianto e lo sviluppo

 Tube Uterine (organi pari, in stretto

embrionale e fetale.

rapporto con ovaio dx e sx)

 Genitali esterni

Il tutto è posizionato nella Piccola Pelvi.

Excursus generale

L’ovaio è un organo parenchimatoso che è dotato di alcuni legamenti che lo collegano all’Utero e alla Tube.

Le Tube Uterine sono degli organi cavi in cui viene immesso l’ovocita durante l’ovulazione e in cui è

possibile la fecondazione e il lume della tuba è in continuità con la cavità all’interno dell’Utero.

Visto frontalmente l’Utero si presenta come un organo cavo dove la cavità ha un aspetto triangolare, mentre

sul piano sagitale questa cavità è appiattita.

La parete dell’Utero è molto spessa e una porzione dell’Utero sporge all’interno del Canale Vaginale e questa

parte intravaginale ha una struttura diversa dal resto dell’organo.

Rapporti sul piano sagitale

 Anteriormente con la vescica

 Tra la vescica e il retto è posta la vagina e l’utero

 Le tube sono in rapporto con l’ovaio

1. Ovaio

Gonade femminile, organo parenchimatoso a forma di mandorla.

Ha forma appiattita con:

 Faccia laterale

 Faccia mediale

 Polo superiore

 Polo inferiore.

Si svolge funzione gametogenica ed endocrina con il ciclo ovarico vengono degli ormoni sessuali

femminili (estrogeni e progesterone) che hanno come bersaglio la mucosa uterina, ed è strettamente

sincronizzato con il ciclo uterino che regola le modificazioni cicliche che avvengono invece a livello

dell’Utero per preparare questo all’eventuale impianto se si verifica la fecondazione.

Il legamento presenta dei legamenti che gli permettono di essere collegato con le strutture vicine:

 Legamento Utero-Ovarico

Collega l’ovaio alla parete dell’utero nella sua porzione superiore.

 Legamento Sospensore dell’Ovaio

Cordone fibro-muscolare formato dai vasi ovarici proveniente dalla regione lombare. Termina al

polo superiore dell’Ovaio.

 Mesovario

Piega peritoneale che si collega al margine anteriore dell’ovaio

 Legamento Tubo-Ovarico

Unisce il polo superiore dell’ovaio alla tuba uterina nella porzione della fimbrina (parti laterali delle

Tube che rappresentano il terzo laterale della Tuba Uterina)

Struttura

 Esternamente

Epitelio superficiale ovarico, epitelio semplice con cellule cubiche o cilindriche. Da qui deriva la

maggior parte dei Carcinomi Ovarici

 Falsa Albuginea

Tessuto connettivo denso posto al di sotto dell’epitelio superficiale ovarico.

 Parenchima che si divide in:

Zona Corticale

o Follicoli oofori in vari stadi di maturazione:

 Primari

 Secondari

 Terziari Tutto immerso nello stroma

 Corpo Luteo (ghiandola endocrina che produce

connettivale + ghiandole

progesterone nella seconda fase del ciclo ovarico

interstiziale dell’ovaio

preparando la mucosa uterina all’eventuale

impianto)

 Corpi Albicanti (derivano da

maturazione del corpo luteo)

 Corpi Atresici (derivano dalla

degenerazione dei follicoli)

Zona midollare

o Fatto da Connettivo lasso con cellule muscolari lisce e numerosi vasi. Si continua

nell’Ilo dell’organo.

Ciclo ovarico

 Rivedere Istologia

 

FSH promuove la maturazione dei follicoli

 LH promuove lo scoppio del follicolo e la successiva trasformazione delle sue pareti in corpo

luteo

Con l’ovulazione ciò che resta del follicolo (Teca Interna e Cellule della Granulosa) va incontro a

modificazioni che danno origine al Corpo Luteo; l’Ovocita con la Corona Radiata viene rilasciato nelle vie

della Tuba si ha il passaggio degli spermatozoi nelle Tube che possono eventualmente attuare la

fecondazione.

Nella cavità uterina si ha il passaggio, dopo la fecondazione, dello zigote dove si impianta nella fase di

Blastocisti.

Nelle via genitali (in particolare nell’Utero) avviene l’impianto e lo sviluppo dell’embrione.

Quindi le vie genitali femminili sono coinvolte sia nella fecondazione che nello sviluppo dell’embrione.

2. Tube uterine

Organi cavi lunghi circa 12cm, sono suddivisibili in 4 porzioni: Parete fortemente

 

Infundibulo porzione laterale con frange chiamate fimbrie ripiegata su se stessa

(Ampolla e Istmo)

 

Ampolla porzione dilatata e sede della fecondazione

 

Istmo proseguimento dell’ampolla che si restringe e forma questa struttura

 

Porzione Intramurale o Uterina porzione che si inserisce nella parete uterina

Procedendo verso la cavità uterina aumenta lo spessore della parete della tuba (massima nella Parete Uterina)

 il lume di riduce e aumenta la parete muscolare che sarà massima nella Parete Uterina.

Quest’ultima è costituita da due tonache che sono l’Endometrio e il Miometrio ricche ci cellule muscolari

lisce.

Struttura

 Tonaca muscosa

Epitelio cilindrico semplice (simile a quello Uterino) con cellule secernenti muco e cellule cigliate

(spostano l’ovocita prodotto con ovulazione) + lamina propria

 

Tonaca sottomucosa assente

 

Tonaca muscolare 2 strati

 

Sierosa peritoneo esterno che si distende al di sopra delle tube rivestendole.

3. Utero

Organo cavo che si distende sulla superficie della vescica:

 La faccia anteriore si appoggia sulla vescica

 La parte posteriore è in rapporto con l’intestino retto.

Il lume ha una forma appiattita (che in realtà se visto frontalmente è triangolare) e la parete è molto spessa.

È ricoperto esternamente dal peritoneo ad eccezione della parte del collo.

Costituito da:

 

Fondo parte anteriore a forma tondeggiante

 

Corpo parte più estesa che prosegue con il collo

 

Collo prosegue con la porzione intravaginale

 

Porzione intravaginale sporge all’interno del Canale Vaginale e per il suo aspetto viene definito

Muso di Tinca che ha caratteristiche infrastrutturali (epitelio di rivestimento) simili a quelle delle

vagina, ed è la sede dello sviluppo dei carcinomi della cervice uterina.

Struttura Parete Uterina

 Endometrio 

Tonaca mucosa epitelio di rivestimento cilindrico semplice + lamina propria.

Contiene cellule secernenti e dotate di ciglia (presenza delle ciglia è sotto controllo ormonale e varia

con il ciclo mestruale).

La lamina propria è sede di Ghiandole Uterine Tubulari presenti a seconda delle fasi del ciclo

mestruale (diventano sempre più abbondanti più si procede con il ciclo mestruale) perciò capiamo

che la tonaca mucosa varia a seconda della fase del ciclo mestruale.

 Subito dopo la mestruazione sarà sottile con poche ghiandole

 Poi c’è una fase proliferativa dove le ghiandole aumentano e anche lo spessore della tonaca

mucosa aumenta

 Infine c’è una fase secretiva poco prima della mestruazione dove le ghiandole sono diventate

molto abbondanti ed evidenti.

Nella porzione intravaginale l’epitelio però è pavimentoso composto.

 Miometrio 

Tonaca muscolare cellule muscolari lisce in uno stroma fibroso. Presenta 3 strati: sottomucoso,

vascolare e sottosieroso (strato più esterno coperto dalla tonaca sierosa)

 Perimentrio

Tonaca Sierosa

Struttura Canale Vaginale

 Epitelio di rivestimento diverso dall’endometrio perché è pavimentoso pluristratificato non

cheratinizzato e si trova anche nella Porzione Intravaginale dell’Utero

NB: C’è un passaggio brusco tra epitelio della mucosa uterina (cilindrico semplice) e l’epitelio che riverte la

porzione intravaginale (pavimentoso composto).

Non tutto l’endometrio però è coinvolto dagli eventi della mestruazione perché questo presenta due strati:

 Strato Superiore

Funzionale, contiene parte delle ghiandole tubulari della lamina propria e delle arterie arrotolate su

se stesse che si estendono all’interno del connettivo.

Questa è l’unica parte che viene rilasciata durante la mestruazione.

 Strato Basale

Contiene vasi sanguigni e porzioni inferiori delle ghiandole che si sviluppano nella lamina propria.

Non viene rilasciato durante la mestruazione ma serve per riformare lo strato superiore.

L’utero può essere diversamente orientato e per definire il suo orientamento vengono usate delle definizione

che si basano su due diversi angoli:

 

Angolo di versione si trova fra l’asse maggiore dell’utero e vagina (90°)

 

Angolo di flessione si trova fra il corpo e il collo dell’utero (120°)

A seconda dell’ampiezza di questi angoli potremmo avere un utero:

 Anti-flesso e Anti-verso

 Oppure se questi angoli hanno delle ampiezze differenti l’utero sarà Retro-verso e Retro-flesso

Legamenti dell’utero

Sono particolarmente importanti durante la gravidanza perché permettono di mantenere in posizione

quest’organo:

 Legamento Largo

Circonda l’utero e lo collega lateralmente alle parete addominali posteriori e ricopre completamente

le tube

 

Legamenti Vescico-Uterini collegamento utero-vescica

 

Legamenti Retto-Uterini collegamento utero-retto

 

Legamenti Cardinali collegamenti laterali

Epiteli Ghiandolari

Le ghiandole endocrine sono caratterizzate dall’assenza di dotti escretori come risultato della loro origine,

questi dotti non sono necessari in quanto queste ghiandole rilasciano i loro prodotti di secrezione (ormoni)

nel torrente circolatorio.

 Perciò assenza di dotto escretore e abbondate vascolarizzazione fornita da sinusoidi (capillari ampi,

con parete discontinua) che favoriscono rilascio in circolo degli ormoni.

 Questi vengono rilasciati nel torrente circolatorio dove raggiunto i tessuti bersaglio grazie alla

presenza di recettori (intercellulari o extracellulari a seconda della natura dell’ormone) innescano

delle risposte specifiche. 

 Gli ormoni possono essere steroidei derivano dal colesterolo e vengono escreti da gonadi e

corticale del surrene.

 Possono essere proteici 

 Possono derivare da amminoacidi catecolamine (midollare del surrene).

Classificazione ghiandole endocrine

 

Sulla base del numero di cellule unicellulari o pluricellulari

 Cellule C della Tiroide sono unicellulari

 Cellule del sistema neuroendocrino diffuso, poste soprattutto a livello del tubo digerente,

sono unicellulari e rilasciano vari ormoni che regolano la motilità, la secrezione di enzimi

digestivi e in generale le attività svolte nel tubo digerente.

Queste si chiamano DNES o Cellule Argentaffini o Argirofile in base alla loro affinità per

le colorazioni argentiche o APUD per il fatto che assumono i precursori della amine e li

decarbossilano tutte queste avranno azione sia endocrina che paracrina.

I tubuli ghiandolari delle cellule tubulari semplici presenti nel tratto digestivo presentavano

più popolazioni cellulari che appartengono a questo gruppo di ghiandole endocrine.

Nello stomaco avevamo visto il rilascio di Gastrina e serotonina secrezione gastrica e

della motilità intestinale.

Mentre nell’intestino tenute c’è produzione di Colecistochinina che stimola il rilascio degli

enzimi pancreatici e anche il rilascio dello Sfintere di Oddi che regola la Papilla Maggiore e

permette l’immissione di Bile e Secreto pancreatico all’interno del Duodeno; la Secretina

che stimola il rilascio di fluido pancreatico ricco di bicarbonato e infine la Motilina che

permette la peristalsi intestinale.

 Quelle pluricellulari vengono classificate in base all’organizzazione delle cellule perciò si

parla di organizzazioni:

 

A cordoni o nidi Ipofisi, Paratiroidi, Surrenale ed Epifisi

 

A isolotti o insulari Pancreas endocrino con isole di Langherans

 

Interstiziali Cellule del Testicolo e dell’Ovaio

 

Follicolari Ghiandole tiroidee

 Organizzazione del parenchima ghiandolare

Ghiandole interstiziali localizzate nel tessuto connettivo che partecipa alla struttura di specifici

organi (es Cellule di Leydig)

Le ghiandole endocrine sono posizionate dalla testa fino alle gonadi, alcuni organi hanno funzione

ghiandolare principale altri invece non hanno questa funzione come principale ma come possibile attività

come il Rene che rilascia EPO e Calcitriolo, il Timo che produce le Timosine che influenzano il

differenziamento dei linfociti ecc.

1. Ipofisi e Ipotalamo

La ghiandola più importante è l’Ipofisi o ghiandola Pituitaria perché rilascia ormoni che regolano l’attività di

altre ghiandole endocrine.

Questa è strutturalmente collegata con l’Ipotalamo (formazione del SNC) con cui è in continuità e di

conseguenza c’è uno strato collegamento tra il SNC e l’Ipofisi.

Si trova nel cranio a livello di una fossa dello Sfenoide (osso base cranica) e ha la forma di una nocciola con

due parti che hanno struttura e origine differente.

Questa si continua con l’Ipotalamo che è posto nel Diencefalo, costituito da 5 formazioni diverse tra cui c’è

anche l’ipotalamo che si prolunga fino ad essere collegato con l’ipofisi.

Si divide in:

 Parte Posteriore

Strutturalmente collegata mediante il Peduncolo all’Ipotalamo.

Sempre nella parte posteriore troviamo la Neuroipofisi che ha una struttura di tipo nervoso perciò

non ci saranno cellule epiteliali secernenti ma fibre nervose e cellule di sostegno.

Le fibre nervose provengono dai neuroni che stanno nell’Ipotalamo.

 Parte Anteriore

Si distinguono più porzioni:

 Porzione più ampia fatta da Adenoipofisi

 Piccola parte intermedia

 Porzione Tuberale che è in rapporto con il Peduncolo Ipofisario

Questa ha una struttura di origine epiteliale perciò ci saranno cellule epiteliali a secrezione

endocrine.

Il funzionamento dell’Ipofisi è strettamente collegato alla sua vascolarizzazione, perché tramite questa è

possibile avere anche il controllo da parte del SNC in particolare dall’Ipotalamo.

Questa vascolarizzazione prevede la presenza di due Plessi Capillari:

 

Plesso Capillare Primario posto nel Peduncolo

 

Plesso Capillare Secondario posto nell’Ipofisi anteriore

A livello ipotalamico ci sono dei neuroni che hanno assoni che scendono nel Peduncolo e si fermano in punti

diversi:

 Gli assoni più lunghi scendono nel Peduncolo e arrivano fino all’Ipofisi posteriore. Qui rilasciano i

loro prodotti di secrezione che sono degli ormoni perciò questi neuroni saranno neuroni

neurosecernenti che rilasciano i loro prodotti nel torrente circolatorio dell’Ipofisi Posteriore.

Quindi gli ormoni dell’Ipofisi posteriore non sono prodotti direttamente da questa ma sono rilasciati

dall’Ipofisi Posteriore perché chi realmente li produce sono i neuroni dell’Ipotalamo posizionati in

due nuclei Ipotalamici che si chiamano Sopraottico e Paraventricolare.

 Gli assoni più corti scendono e rilasciano i loro prodotti all’interno del Primo Plesso Capillare, i

fattori rilasciati viaggiano fino a raggiungere il Secondo Plesso Capillare dove possono andare a

influenzare le cellule endocrine secernenti che popolano l’Ipofisi Anteriore.

Quindi questi fattori sono in grado di stimolare/inibire l’attività dell’Ipofisi Anteriore che è anch’essa

sotto controllo Ipotalamico.

E l’Ipofisi anteriore produrrà, in seguito a questo stimolo, altri ormoni che sono in grado di

influenzare l’attività di altre ghiandole.

NB: L’ipotalamo viene perciò definito Cervello Viscerale perché tramite la ghiandola Ipofisi e altre

strutture, è in grado di controllare tutte quelle attività di tipo viscerale e vegetativo.

Mappa Riassuntiva degli Ormoni Ipofisari

 Ormoni rilasciati nell’Ipofisi Posteriore:

 

ADH ha come bersaglio di Dotto Collettore del Rene che permette un maggiore

riassorbimento dell’acqua permettendo la concentrazione delle urine

 

Ossitocina ha come bersaglio la parete dell’Utero, in particolare le cellule muscolari lisce

di cui ne stimola la contrazione durante il parto. Contemporaneamente però favorisce anche

la lattazione a livello della ghiandola mammaria.

 Ormoni rilasciati dell’Ipofisi Anteriore

 

ACTH (adrenocorticotropo) ha come bersaglio la Corticale del Surrene che a sua volta

produrrà Glucorticoidi (Cortisolo)

 

TSH (tireotropo) ha come bersaglio la Tiroide che a sua volta produrrà T3 e T4

 GH (ormone della crescita) stimola l’accrescimento corporeo soprattutto a livello di ossa

e muscoli

 

Prolattina stimola la Ghiandola Mammaria

 

FSH e LH (gonadotropine) hanno come bersaglio le gonadi maschili e femminili. Nel

testicolo LSH stimola le Cellule di Sertoli mentre LH stimola le Cellule di Leydig,

nell’ovaio invece intervengono in due fasi del Ciclo Ovarico permettendo la maturazione del

follicolo (LH) e successivamente l’ovulazione (FSH)

 

MSH (melanocita stimolante) si pensa che venga rilasciato dalla porzione intermedia

dell’Ipofisi e ha come bersaglio i Melanociti per la produzione della Melanina.

Analisi Istologica

 L’ipofisi per quanto riguarda la parte anteriore è una ghiandola fatta a nidi e cordoni con produzione

di ormoni proteici e glicoproteici, le cellule possono essere di diverso tipo in base al tipo di ormone

prodotto:

 Cellule cromofile

Ben colorate, alcune sono acidofile (arancioni e più abbondanti) e altre sono basofile

(azzurre e meno abbondanti) che hanno funzione diverse perché la prime producono ormoni

proteici mentre le seconde ormoni glicoproteici.

 Cellule cromofobe

Lievemente colorate poiché o non sono differenziate, o sono inattive o sono esaurite perché

hanno già svolto la loro attività rilasciando i prodotti.

 Cellule follicolo-stellate

Cellule ancora in fase di studio che hanno forma stellata e forse hanno un ruolo nel modulare

le trasmissioni di informazioni tra parte distale dell’Ipofisi e tuberale (vicino al Peduncolo).

 La Neuroipofisi invece è totalmente diversa perché è ricca di fibre nervose (assoni con colore

bianco) che provengono da neuroni posti nell’ipotalamo, e all’interno di questi ci sono numerose

cellule della Glia (colore rosso).

 Nella parte intermedia dell’Ipofisi c’è sempre una struttura epiteliale con qualche strutture simile a

follicoli e questa porzione rimane sempre attaccata alla Neuroipofisi perciò si vede solo con sezione

di ipofisi posteriore.

Anomalie nella funzione degli ormoni ipofisari

L’ormone della crescita stimola l’accrescimento corporeo delle ossa lunghe che vengono accresciute grazie

alla produzione di cartilagine di accrescimento stimolata appunto da GH, quando anche questa diventa

tessuto osseo l’allungamento non è più possibile.

Se però c’è un’alterata secrezione di questo ormone si possono presentare casi di Nanismo o Gigantismo

Ipofisario.

2. Epifisi

Ghiandola endocrina posta nel Cranio ed è uno dei componenti del Diencefalo.

In questa ghiandola le cellule che ne formano il parenchima sono neuroni modificati che avranno una

struttura particolare dove si riconoscono:

 Cellule principali secretorie che si chiamano Pinealociti perché l’epifisi viene chiamata anche

Ghiandola Pineale

 Cellule di sostegno della Glia che sono Astrociti

 Depositi di Ca che si chiamano Corpi Arenacei o Sabbia Cerebrale che hanno il vantaggio di

essere radiopati perciò con lastre del cranio compaiono come macchie bianche e servono come

riferimento per orientarsi nel Cranio.

Funzioni

 Produce la Melatonina che regola le attività circadiane e dei ritmi girono-notte

 Ha anche funzioni che hanno a che fare con le Gonadi di cui ne inibiscono l’attività prima della

pubertà

 Ha funzione di Antiossidante

 E sembra che abbia anche attività antitumorale (modificata la prolificazione)

 Sembra che abbia ruolo nella depressione perché lunghi rilasci di questi soprattutto nei paesi nordici

in cui c’è molto spesso buio curano la depressione.

3. Tiroide

 Rivedere Istologia

Se questa non funziona sufficientemente e non produce livelli di ormoni T3 e T4 sufficienti al fabbisogno c’è

un accumulo di TSH a livello della Tiroide che si gonfia e forma il Gozzo.

Può anche accadere che si presentino dei casi di Cretinismo (ritardo mentale) perché gli ormoni tiroidei sono

coinvolti anche nello sviluppo del SNC dei bambini.

Oppure casi di Ipertiroidismo in cui ci sono livelli di ormoni tiroidei elevati che fanno uscire gli occhi fuori

dalle orbite (Esoftalmo).

4. Paratiroidi

 Rivedere Istologia

5. Ghiandole Surrenali

Organi parenchimatosi posizionati sui poli superiori dei due Reni (omolaterali), si trovano nella cavità

addominale in posizione Retro-peritoneale con rapporti analoghi a quelli descritti per il Rene collocati

nella Loggia Renale e circondati da Grassi Perirenale.

È una ghiandola endocrina con abbondanti sinusoidi, organizzata in nidi e cordoni con assenza di dotti

escretori, non c’è divisione in lobi e lobuli, ma è suddivisa in:

 Corticale

Non è omogenea perché è divisa in tre strati differenti ed è una ghiandola endocrina a struttura

epiteliale.

 La zona più esterna è quella Glomerulare dove i cordoni di cellule si raggruppano in

gomitoli il cui andamento può essere più o meno evidente

 Poi c’è zona Fascicolata più estesa con codoni paralleli ordinati

 Infine zona Reticolare dove c’è presenza di cordoni ma con disposizione a rete

 Midollare

Al suo centro c’è la Vena Centrale della Midollare (MAI CONFONDERE CON DOTTO

ESCRETORE), contiene delle cellule che sono direttamente stimolate da fibre nervose del Sistema

Nervoso Autonomo a rilasciare i loro ormoni che sono l’Adrenalina e Noradrenalina che sono anche

Neurotrasmettitori che vengono rilasciati direttamente dal sistema nervoso autonomo.

Contiene cellule organizzate in nidi con dimensioni diverse e con ampi sinusoidi interni (spazi

bianchi).

 Capsula connettivale esterna

La corticale nella zona: 

 Glomerulare produce i Mineralcorticoidi (Aldosterone riassorbimento Na e acqua dal tubulo

renale)

 Fascicolata produce di Glucocorticoidi (Cortisolo),

 Reticolare produce Ormoni Sessuali Secondari

La midollare invece produce l’Adrenalina e la Noradrenalina.

Patologie Surrenaliche

 Malattia di Edison

I soggetti hanno macchie scure perché hanno uno stimolo alla produzione di Melanina da parte

dell’LSH prodotto dall’Ipofisi, ma hanno anche diminuiti livelli di Glucocorticoidi che fa si che

l’ipofisi rilasci grande quantità di ACTH a livello della surrenale.

Ma l’ACTH ha una struttura molto simile alla Melanina che stimola i melanociti perciò i soggetti

possono avere un aumento della colorazione cutanea.

 Malattia si Cushing

Caratterizzata da elevati depositi di grassi corporei alla base del collo ed elevati livelli di

Glucorticoidi che aumentano il metabolismo lipidico con arrossamenti facciali.

6. Pancreas

 Rivedere Pancreas LEZIONE DI MICROSCOPIA N°3

Analisi del Rene:

Nel rene si posizionano i nefroni che sono fatti

da:  Corpuscolo Renale

 Tubulo renale che si sviluppa

estendendosi con porzioni più contorte e

rettilinee con caratteristiche diverse a

seconda della porzione del tubulo e della

posizione.

 L’ansa di Henle arriva fino alla

Midollare mentre nella Corticale ci sono

corpuscoli renali che non sono mai nella

Midollare a meno che non ci troviamo

nelle Colonne renali.

Sezione di Rene:

 Organo parenchimatoso

 Si vede corticale e midollare (sezione

longitudinale) con strutture diverse

 MAI CONFONDERE CON

LINFONODO al centro infatti c’è un

Calice renale

 Nella parte corticale ci sono strutture

parallele disposte longitudinalmente

Sezione di Rene:

 Ingrandimento Corticale con capsula

 C’è una piccola regione sotto la capsula che è

la Cortex Corticis priva di corpuscoli

 Poi corticale con tanti corpuscoli e tubuli

contorni distale e prossimale

Sezione di Rene:

 Ingrandimento corpuscoli renali con capsula di

Bowman

 Si vede bene foglietto parietale

 Provare a distinguere tubuli contorti prossimali

(ha cellule più colorate e con una superficie

apicale più irregolare perché microvilli), distale

(ha cellule più basse con lume più ampio)

Sezione di Rene:

 Corpuscolo renale completo

 Presenza del Polo vascolare con tutti gli

elementi dell’Apparato Iuxtaglomerulare

 Presenza del Polo urinifero dove comincia il

Tubulo renale

Sezione di Rene:

 Polo urinifero con inizio del tubulo renale

 Pezzetto di macula densa del Polo vascolare

Sezione di Rene:

 Midollare

 Strutture poste longitudinalmente e parallele

tra loro che sono i dotti collettori o

Anse di Henle o anche Vasi sanguigni (se la

sezione è longitudinale)

Sezione longitudinale di Rene:

 Vasi e tratti di dotti collettori con epitelio

cubico ampio (paralleli tra loro)

Sezione di Vescica:

 Vescica con epitelio di transizione, organo a

tonache sovrapposte e cavo.

 Presenza di Tonaca mucosa con epitelio di

transizione e con connettivo sottostante

 Poi c’è uno strato ampio con cellule

muscolari lisce, tessuto connettivo e no

sottomucosa evidente (mi fa capire che sono

nell’apparato urinario).

 La lamina propria è molto scura perché lì ci

sono linfociti che hanno infiltrato il

connettivo perciò non si vede bene

quest’ultimo.

Sezione di Vescica:

 Epitelio di transizione dove si vede bene

cellule cupoliformi

Sezione di Uretere:

 Vedo il lume stellato

 Ha tonache sovrapposte

 Le conto e vedo che ha la mucosa, e poi una

tonaca muscolare senza sottomucosa perciò

probabilmente siamo ancora nell’apparato

urinario.

 L’epitelio inoltre è a più strati e ci sono vari

componenti nella tonaca muscolare che mi fanno

capire l’orientamento delle cellule la tonaca

muscolare ha delle zone frammentate perché ci

sono due strati long interno e circolare ext. che

hanno degli andamenti spiraliformi perciò non

sempre è ben chiaro come sono stati tagliate le

cellule

Sezione di Uretere:

 Epitelio di transizione con cellule

cupoliformi che possono essere stirate o

a forma di cupola

 Presenza di lamina propria e tonaca

muscolare.

 Intorno tutta tonaca avventizia.

Sezione di Tiroide:

 Ghiandola endocrina

 Ha un’organizzazione follicolare in cui i

follicoli sono rivestiti dai Tirociti che

possono essere più alti o più bassi a

seconda dello stato di attività della

ghiandola

 Presenza di colloide all’interno dei

follicoli (NON CONFONDERE CON

PROSTATA)

 I follicoli tridimensionalmente sono sferici

ma possono prendere dimensioni diverse a

seconda del taglio.

Sezione di Tiroide:

 Ingrandimento Tiroide subito sotto porzione

tangenziale

 Prende la parte del follicolo che fa sembrare

l’epitelio stratificato ma in realtà non lo è

Sezione di Surrene:

 Organo parenchimatoso

 No lobi o lobuli, ma corticale e midollare.

 Ha capsula connettivale esterna, il

parenchima è fatto da cellule pavimentose e

capisco che è una ghiandola endocrina

perché NON CI SONO DOTTI

ESCRETORI ed è organizzata in nidi e

cordoni.

 Nella corticale si distinguo zone diverse che

sono cordoni di cellule disposte in modo

differente (glomerulare, fascicolare e

reticolare).

 Nella midollare vedo tanti spazi bianchi che

sono i sinusoidi con interno la Vena Centrale

Sezione di Surrene:

 Ingrandimento che fa vedere cordoni nelle tre

zone

Sezione di Testicolo:

 Ha la capsula connettivale molto spessa

 Il parenchima è fatto da oggetti tondeggianti

con parete fatta di diversi strati con cellule

diverse e materiale che sporge nel lume

Sezione di Testicolo:

 Ingrandimento tubuli seminiferi con epitelio

germinativo e dentro il lume ci sono le code

degli spermatozoi (nel connettivo Cellule di

Leydig)

Sezione di Epididimo:

 Si confonde spesso con testicolo ma

cambia l’epitelio che riveste il tubulo che è

pseudostratificato con stereociglia che

sono lunghe e disposte a ciuffetti, e inoltre

tra i vari tubuli c’è molto materiale

connettivo con abbondanti cellule

muscolari lisce (sezione presa a livello del

corpo e della coda)

Sezione di Epididimo:

 Sezione della testa dell’epididimo con epitelio

diverso e ciglia

Sezione di Prostata:

 Nel parenchima c’è stroma di sostegno

abbondante ricco di connettivo e di cellule

muscolari

 Si estendono adenomeri (tubuli-alveolari) che

con i loro dotti raggiungono l’uretra

 Perciò in una sezione di prostata non vedo

dotti escretori ma solo sezioni di adenomeri

immersi in ambiente molto ben colorato

 Però vedo che ci sono ammassi di materiali

amorfi il cui epitelio va da cilindrico a

pseudostraficato e capisco che questa è la

prostata.

 NON CONFONDERE CON TIROIDE perché

ha la colloide molto simile a questi accumuli

di adenomeri, ma cambia tutto quello che

circonda gli adenomeri perché nella tiroide

sono presenti dei follicoli con epitelio

totalmente diverso da quello che riveste gli

adenomeri

Sezione di Ovaio:

 Organo parenchimatoso diviso in corticale e

midollare.

 Nella corticale ci sono oggetti con diverse

dimensioni (Ovociti circondati da follicoli

ovarici in vari momenti della maturazione)

con epitelio cubico di rivestimento

Sezione di Ovaio:

 ?=Corpo Luteo, lo capisco perché è

nell’ovaio ed è una ghiandola endocrina

perciò all’interno ci sono cellule con tipi

organizzazione a cordoni e non ci sono

dotti escretori.

Sezione di Ovaio:

 Epitelio di rivestimento dell’Ovaio

NON CONFONDERE L’OVAIO CON

LINFONODO

 Anch’esso dotato di corticale e

midollare con oggetti tondeggianti nella

corticale che però sono diversi da quelli

presenti nell’ovaio

Sezione di Utero:

 Organo a tonache sovrapposte dove si

riconoscono l’endometrio e il miometrio, manca

completamente la sottomucosa.

 Nell’endometrio c’è epitelio di rivestimento

cilindrico semplice con lamina propria piena di

ghiandole (lo spessore e l’aspetto varia a seconda

del ciclo mestruale questa fase intermedia)

 Nel miometrio si distinguono tre strati di tessuto

muscolare liscio con andamento non sempre

riconoscibile ma con abbondanti cellule

muscolari lisce.

 Esternamente ci può essere sierosa a seconda del

pezzo di utero.

Sezione di Utero:

 Epitelio cilindrico semplice con adenomeri

nella lamina propria

Sezione di Utero:

 Tonaca muscolare con cellule muscolari lisce

Sistema Nervoso

Fa parte degli apparati della vita di relazione (di cui fa parte anche l’apparato locomotore) e permette

all’organismo di essere in relazione con l’esterno.

È strettamente collegato al sistema endocrino perché entrambi permettono all’organismo di ricevere info su

variazioni ambientali interne ed esterne e produrre risposte che servono per regolare l’omeostasi corporea.

Con la differenza che la risposta del sistema nervoso è più veloce e l’effetto è meno duraturo di quella

endocrina.

Il sistema nervoso permette di riceve informazioni che vengono analizzate in modo da produrre delle risposte

che possono essere esternamente semplici e automatiche o più complesse (creatività, pensiero ecc. che non

sono strettamente legate allo stimolo immediato).

La sua prima funzione perciò è quella di:

 Permettere di accorgersi di cosa accede nel sistema esterno

 Generare risposte appropriate e immediate che ne permettano la sopravvivenza e la riproduzione

della specie.

Ovviamente questa struttura nell’uomo è stata poi migliorata per svolgere attività complesse.

Perché funzioni il tutto ci deve essere la possibilità di ricevere queste informazioni sia dell’esterno che

dall’interno e queste devono essere analizzate, confrontate e integrate tra loro e ciò permette la produzione di

una risposta che viene portata alla periferia corporea.

Per poter fare questo i componenti del SN devono avere caratteristiche specifiche:

 

Cellule in grado di riceve, confrontare e produrre risposte che vengono prodotto ad altre cellule

Neuroni che sono cellule eccitabili del sistema nervoso.

 

Cellule di sostegno Cellule Gliali non sono eccitabili ma sono fondamentali per il funzionamento

complessivo perché hanno sia funzioni trofiche che nella formazione delle guaine mieliniche ecc.

 Entrambe hanno la stessa origine embrionale, quando si forma la Cresta o Tubo Neurale si

identificano le formazioni che daranno vita ai vari organi che daranno vita al SNP e SNC e per

quanto riguarda il SNC ci sono cellule attivamente proliferanti a livello del Tubulo Renale che

daranno origine prima ai precursori del neuroni e poi a quelli delle cellule gliali.

Un neurone deve avere:

 Irritabilità o eccitabilità

Essere in grado di reagire ad uno stimolo che permette la produzione di una corrente elettrica

(potenziale d’azione)

 Conducibilità

Capacità di trasferire ad altre cellule questi segnali elettrici (altri neuroni o cellule di altro tipo es

cellule secernenti o muscolari)

 Polarizzazione funzionale

L’impulso nervoso si propaga secondo direzioni preferenziali.

I neuroni possono essere classificati anche sulla base della loro conformazione ( Rivedere Istologia).

Ogni Neurone è fatto da:

 Corpo cellulare o Soma

 

Dendriti ramificazioni che funzionano come apparato di ricezione delle informazioni

 

Assone unico e può essere anche molto lungo (1m nel nervo sciatico) ricoperto da guaina

mielinica, non ha ramificazione e grazie alla presenza delle Sinapsi Finali c’è trasferimento

dell’informazione ad altre cellule.

Il Sistema Nervoso si divide in:

 SNC

Encefalo e Midollo Spinale che sono ospitati nel Cranio e nel Canale Vertebrale che si crea

impilando le une sulle altre le Vertebre.

Questi sono collegati mediante i Nervi periferici alla periferia corporea perciò in realtà non c’è una

vera suddivisione perché il SNP e SNC sono in continuità fra loro, perché tutti i nervi periferici

originano dal SNC.

Questo collegamento fa si che ci sia una continua “comunicazione” tra la periferia e il centro di

controllo.

 SNP

Cute, muscoli, visceri, organi cavi vascolari, parenchimatosi e viscerali ecc.

A livello del SNC ci sono degli organi deputati a delle elaborazioni più o meno complesse.

Le elaborazioni arrivano ai centri superiori mediante delle Vie Afferenti di cui una sale verso il Centro

Superiore ed è Ascendente perché porta informazioni dalle periferia corporea.

A livello della periferia perciò ci saranno dei recettori più o meno semplici che inviano mediante sistemi di

fibre, le informazioni che vengono portate con le vie Ascendenti o Sensitive ai Centri Superiori dove

avvengono tutte le elaborazioni necessarie.

Esistono anche delle vie Discendenti o Efferenti che scendo nel copro per poter produrre delle risposte nella

periferia.

A livello della periferia perciò si collegano a degli Organi Effettori (muscoli scheletrici, visceri, epiteli

secernenti) che permettono la ricezione del messaggio.

Le vie che portano le informazioni al muscolo scheletrico sono vie che fanno parte del Sistema Nervoso

Somatico.

Le vie che vanno ad innervare i visceri invece sono diverse e sono le vie del Sistema Nervoso Autonomo

che non è sotto il controllo della volontà perciò saranno diverse da quelle somatiche.

Inoltre nel Sistema Nervoso Autonomo queste vie sono di due tipi:

 Vie del Sistema Nervoso Parasimpatico

 Vie del Sistema Nervoso Ortosimpatico

Entrambe arrivano a livello di un organo bersaglio in cui provocano stimoli in genere antagonisti.

Evoluzione del Sistema Nervoso

Negli invertebrati compare il primo Arco Riflesso che è una catena bineuronale dove s’identificano un

Elemento Sensitivo (azzurri) e un Elemento Effettore (rossi).

L’elemento sensitivo però non fa sinapsi direttamente con quello effettore, ma con il Neurone Motore.

Questo viene stimolato e fa sinapsi con la cellula muscolare che si contrarrà attrv però un circuito semplice

che permette delle risposte solo AUTOMATICHE e NON MODULABILI perché se stimolo l’elemento

sensitivo questo può eccitare solo il neurone motore.

L’Interneurone si trova intercalato fra il Neurone Sensitivo e l’elemento effettore, grazie a lui c’è la

comparsa della modulazione della risposta perché questo può essere stimolatorio o inibitorio.

La sua comparsa quindi è un evento fondamentale nell’evoluzione del SN infatti nei SN più evoluti ci sono

miliardi di questi Interneuroni che permettono di creare delle attività integrative estremamente complesse e si

collocano soprattutto a livello degli organi collocati nella testa.

Questo ha funzioni fondamentali:

 Inibizione

 Stimolazione

 Può modificare la distribuzione spaziale dello stimolo

 Può modulare a livello temporale la distribuzione dello stimolo

 Può far convergere su di sé una serie di stimoli e scegliere poi quale segnale rilasciare

Con l’aumento degli Interneuroni, queste cellule si collocano sempre più in profondità lungo l’asse corporeo

e inizia a comparire un SNC con dei raggruppamenti di neuroni dislocati lungo i vari segmenti corporei.

Cominciano a comparire anche prolungamenti che permettono di mettere in contatto la periferia con il SNC.

Con lo sviluppo delle specie inizia a comparire un grosso accumulo di interneuroni a livello cefalico

necessario per avere un controllo molto fine di tutte le motilità dell’individuo perché a livello della testa sono

posti tutti gli organi principali per la sopravvivenza dell’individuo (occhi, bocca, udito) ecc.

La Cefalizzazione, che porta alla formazione dell’Encefalo, però varia a seconda degli organismi.

Nel Cane si inizia a notare che compaiono dei ripiegamenti chiamati Circonvoluzioni Cerebrali che

permettono di contenere un maggior numero di neuroni in un ambiente non necessariamente troppo grande

questo permetterà di avere molti più collegamenti tra neuroni che porterà ad avere delle attività sempre più

fini.

I neuroni pseudobipolari, si trovano nei gangli sensitivi sulle radici dorsali del nervo spinale, hanno una fibra

periferica che serve per raccogliere l’informazione e una fibra centrale che porta l’informazione alla sostanza

grigia del SNC.

In questo caso l’arco riflesso è di tipo orizzontale semplice perché l’informazione in entrata incontra il

neurone effettore il quale stimolato produce una risposta tipo di Risposta Semplice.

Però questo neurone può anche ricevere un’informazione dalla periferia e trasportarla a livello centrale

formando sinapsi con un altro neurone sensitivo il quale invia una fibra che sale fino ai centri superiori.

Ai centri superiori arriva l’informazione a livello degli Interneuroni che costituiscono la maggior parte dei

neuroni di questi centri superiori (es. a livello dell’encefalo).

Il segnale poi scende dai centri superiori attrv un effettore che manda il segnale in discesa, e attrv questa sua

fibra andrà a fare sinapsi con il neurone posto a livello del midollo spinale che a sua volta innerverà il

muscolo e permetterà la creazione di una contrazione.

In questo caso perciò c’è bisogno di archi riflessi verticali che salgono ai centri superiori e archi riflessi

verticali che scendono portando il risultato dell’elaborazione della scatola nera alla periferia tipo di

Risposta Complessa.

Questi organi superiori dove si condensano questi Interneuroni e in cui vengono svolte le capacità di analisi e

identificazione degli stimoli e le attività integrative di livello elevato, si chiamano Organi Sopra-Assiali e

sono:

 Cervelletto

 Telencefalo o Corteccia Telencefalica (dove sono poste la Circonvoluzioni)

La parte inferiore è il midollo spinale dal quale si formano i Nervi Periferici che comunicano con la periferia

corporea dalla quale riceve le informazioni da trasferire a livello centrale.

Il midollo spinale perciò permette la formazione degli Archi in entrata e in uscita.

La parte superiore invece è il Centro Sopra-assiale che non comunica mai direttamente con la periferia

corporea ma attrv le vie ascendenti e discendenti, comunica con il midollo spinale che invece ha

comunicazioni con la periferia.

Il centro sopra assiale perciò riceve con le vie ascendenti (sensitive) le info e le riporta in basso con le vie

discendenti (motorie), ma non è mai collegato con la periferia.

Ciò che è collegato con la periferia invece sono gli Organi Assili (direttamente collegati con gli Organi

Sopra-assiali) di cui fa parte il Midollo Osseo e il Tronco Encefalico.

Ci saranno perciò vie di comunicazione diverse:

 

Vie ascendenti vie della sensibilità somatica, vie della sensibilità viscerale, vie della sensibilità

speciale. Queste hanno: 

 Afferenze somatiche provengono da ossa, muscoli, articolazioni e cute

 Afferenze viscerali provengono dai visceri

 Afferenze di tipo speciale portano informazioni specifiche (vista, udito, olfatto, gusto ed

equilibrio)

 

Vie discendenti vie somatomotrici, vie visceroeffettrici. Queste hanno:

 

Efferenze somatiche si portano ai muscoli striati

 Efferenze viscerali si porta alla muscolatura liscia, muscolatura cardiaca e ghiandole

L’apparato nervoso è suddivido in tre gruppi:

 Componenti del SNC che si divide in:

 Organi assili

 Organi sopra assiali

 Componenti del SNP che comprendono:

 Nervi Spinali

 Nervi Encefalici

 Sistema Simpatico (autonomo)

 Organi e apparati di senso

SISTEMA NERVOSO CENTRALE

Gli organi sono l’Encefalo e il Midollo Spinale contenuti in Spazi Neurali collocati all’interno del cranio e

del canale vertebrale delimitato dalla sovrapposizione delle vertebre.

L’encefalo può essere suddiviso per quanto riguarda il suo contenuto, nel quale sono raggruppate varie

formazioni che sono:

 

Tronco cerebrale o Encefalico continuazione del midollo spinale

 

Cervelletto organo sopra assiale importante per il movimento

 Lamina quadrigemina

 Diencefalo

 Telencefalo (emisferi cerebrali)

NB: Quando si parla di Cervello si intende l’insieme del Telencefalo e del Diencefalo.

Nella descrizione degli organi del SNC è presente la sostanza bianca e la sostanza grigia, all’interno di questi

sono contenute parti diverse dei neuroni oltre che alle cellule gliali.

 Nella sostanza bianca assoni con rivestimenti che formano fasci di fibre che collegano strutture

diverse più o meno lontane fra di loro, es:

 Tratti

 Fascicoli

 Fasci

 Lemnischi

 Commisure (collegano due antimeri opposti)

 Cordoni

 Funicoli 

 Nella sostanza grigia corpi cellulari con dendriti, i neuroni si possono distribuire formando nuclei,

altri formando starti chiamate cortecce.

Distribuzione reciproca di sostanza bianca e grigia

A seconda del tipo di organo questi rapporti possono essere diversi.

 Il midollo spinale contiene in centro lo sostanza grigia (forma di H) circondata in superficie da

sostanza bianca, nel tronco encefalico esiste qualcosa di simile perché ci sono gruppi di neuroni

organizzati a costituire dei nuclei e della sostanza bianca posta in periferia che frammenta la sostanza

grigia formando i nuclei quindi il principio costruttivo è lo stesso ossia sostanza grigia posta più in

profondità con la sostanza bianca in superficie tipico di tutti gli organi assili.

 Nel telencefalo invece c’è il contrario perché la sostanza grigia è in superficie e la sostanza bianca è

in profondità, inoltre la sostanza grigia è organizzata in strati ossia in cortecce di sostanza grigia fatta

da diversi strati di neuroni (anche il cervelletto presenta organizzazione simile).

Sia nel telencefalo che nel cervelletto sono presenti masse scure in profondità immerse nella

sostanza bianca che sono nuclei di neuroni specifici per i due organi.

Gli organi del SNC abbiamo detto che risiedono in spazi neurali che sono delimitati da tessuto connettivo

che sono le Meningi fatte da tre strati:

 

Interno Pia Madre o Pia Meninge

Connettivo lasso, sottile ed è strettamente aderente all’organo che riveste.

 Esterno Dura Madre

Spessa fatta da connettivo denso e riveste le teche ossee nel quale sono ospitati gli organi.

Però nelle vertebre c’è uno spazio fatto da tessuto adiposo e vasi sanguigni che divide la dura madre

dalla parte del canale vertebrale che viene chiamato Spazio Peridurale o Epidurale e serve per

somministrare anestesie e farmici.

 

Intermedio Aracnoide

Fatto da connettivo lasso con aspetto a rete che permette collegamento dello strato superiore con

quello inferire formando delle trabecole.

Si trova in uno spazio chiamato Sub-Aracnoideo che circonda tutto il midollo spinale e anche tutto

l’encefalo ed è ripieno di un liquido che si chiama Liquido Cefalo Arachindiano.

Questo scorre anche all’interno di cavità centrali che sono localizzate all’interno del midollo spinale

e dell’encefalo.

NB: Esistono sia meningi spinali che encefaliche.

Le meningi encefaliche sono anch’esse tre ma non c’è lo Spazio Epidurale perché la dura madre aderisce

strettamente alle teche ossee.

Lo strato intermedio è sempre fatto dall’Aracnoide che aderisce allo strato interno della Dura Madre e manda

delle trabecole fino a collegarsi con lo strato più interno che è la Pia Madre. Con queste aderenza si va a

situare all’interno di tutti i solchi che sono presenti a livello del Telencefalo.

Le trabecole dell’Aracnoide sono contenute sempre nello spazio Sub-Aracnoideo che è riempito dal liquido

Cefalo Arachindiano.

Abbiamo detto che questo liquido si trova sia nelle cavità interne che nello spazio sub-aracnoideo.

Le cavità interne sono contenute all’interno di tutti gli organi che appartengono al SNC e sono:

 Canale Ependimale

Presente nel midollo spinale, questo sale ed entra all’interno del cranio dove prosegue dilatandosi e

formando il Quarto Ventricolo che è contenuto nel Tronco Encefalico

 Tronco encefalico

Anche questa cavità prosegue restringendosi e percorrendo il mesencefalo diventa l’Acquedotto di

Silvio

 Acquedotto di Silvio

 Terzo Ventricolo

Nasce dal proseguimento dell’Acquedotto di Silvio ed è collegato con due ventricoli laterali a forma

di ferro di cavallo chiamati Ventricoli Laterali o Cerebrali

Questo liquido viene continuamente prodotto per filtrazione in specifiche regioni del sistema nervoso e viene

continuamente rimosso rilasciandolo all’interno del sistema venoso che vascolarizza il cranio, questo perché

il suo volume deve rimanere costante.

Il Liquor o Liquido Cefalo Arachindiano è così importante perché ha funzioni fondamentali:

 

Funzioni meccaniche si distribuisce intorno agli organi del SNC permettendo di fare una sorta di

cuscinetto liquido che protegge gli organi da insulti di tipo meccanico

 

Funzioni nutritizie distribuzione di sostanze nutritizie

 Rimozione di prodotti di scarto

Il liquor viene prodotto a livello dei Plessi Coroidei che sono delle estroflessioni delle meningi e delle

cellule Ependimali, sono particolarmente vascolarizzate che permettono di produrre per filtrazione dei vasi

sanguigni, questo liquido e di diffonderlo nel sistema nervoso.

Anche dal punto di vista clinico è importante perché ha delle caratteristiche di commissione che devono

essere mantenute stabili e se si sospettano delle infezioni nel SNC si può prelevare questo liquido per vedere

se è trasparente come deve essere e analizzare il suo contenuto.

1. Midollo Spinale

Organo assile, importantissimo perché permette di ricevere della periferia delle informazioni sensitive e le

trasmette a livello dell’encefalo e permette anche di distribuire alla periferia fibre nervose per l’innervazione

di tipo motorio sia somatico (muscoli striati scheletrici) che viscerale (visceri cavi e parenchimatosi).

Inoltre è la sede di riflessi, ovvero di risposte che avvengono in modo immediato senza l’intervento dei centri

superiori e che sono mediate da archi riflessi orizzontali risposte semplici.

Perciò è in grado di attuare sia risposte complesse che semplici.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in biotecnologie mediche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cataldi1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Procacci Patrizia.

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