Prefazione
Il documento rappresenta la rielaborazione personale dei concetti espressi durante le lezioni a distanza del corso di Economia aziendale e impresa sostenibile tenuto dalla Docente De Martino, integrato con la documentazione fornita dalla Professoressa. In quanto rielaborazione di uno studente essa potrebbe essere soggetta ad errori. Si precisa che tutte le immagini utilizzate appartengono ai rispettivi proprietari. Questi appunti NON intendono sostituire il corso in questione, ma offrono un supporto; si consiglia di seguire le lezioni del corso. Nessuna parte di questa opera può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma, sia essa cartacea o elettronica, senza il consenso scritto dell’autore.
Cap. 1 – Next generation UE e piano nazionale di ripresa e resilienza
Next Generation EU/Recovery fund: Senso di responsabilità verso le generazioni future, 750 miliardi distribuiti tra i 27 Stati membri (all’Italia 209 mld). È una svolta politica poiché viene fatto debito comune. Il bilancio dell’UE finanzia le azioni (in tutti i settori d’intervento dell’UE) che gli Stati membri non possono finanziare da soli o che è possibile finanziare a costi inferiori riunendo le risorse, assicura il finanziamento dei programmi e delle azioni. Il bilancio è adottato seguendo una procedura democratica, è preparato dalla Commissione europea (organo esecutivo dell’Ue), viene poi discusso e approvato dal Consiglio dell’UE (che rappresenta gli Stati membri) e dal Parlamento Europeo (dove i deputati eletti rappresentano il Paese in questione).
Questo bilancio è finanziato da dazi doganali sulle importazioni provenienti dai paesi extra UE; dall’IVA (imposta valore aggiunto) applicata nell’UE; contributi di ogni Stato membro proporzionali alla sua quota di reddito nazionale lordo; contributo nazionale basato sui rifiuti di imballaggi di plastica non riciclati. Il Next generation EU non è un assegno in bianco. Per accedere a questi fondi i Paesi devono presentare a Bruxelles dei piani nazionali di ripresa e resilienza con i quali si impegnano a usare le risorse per una transizione verde, digitale e inclusione sociale; gli Stati devono fare le riforme indicate dalla Commissione Ue nelle Raccomandazioni del 2019/20.
I piani saranno esaminati dalla Commissione Ue e approvati dal consiglio europeo (con termine massimo di invio ad Aprile 21). I fondi non arriveranno tutti insieme ma man mano che si raggiungono gli obiettivi che uno Stato ha individuato, salvo un anticipo del 13% al momento dell’approvazione. Risorse impiegate entro il 2023 e spesi entro il 2026.
Strumenti di NGEU
- Dispositivo per la ripresa e resilienza (mitigare l’impatto sociale ed economico del covid e rendere le società europee più sostenibili);
- ReactEU (per fornire alle regioni assistenza nell’affrontare le conseguenze della pandemia);
- Horizon Europe (ricerca per la salute, clima e innovazione);
- InvestEU (investimenti nel settore privato);
- Fondo agricolo europeo;
- RescEU (per infrastrutture di risposta ad emergenze).
Il dispositivo r&r è disciplinato dal regolamento Europeo e del consiglio 2021/241, che è suddiviso in vari articoli in cui vengono esplicitati l’ambito di applicazione; gli obiettivi; le risorse finanziarie; ma l’art. più importante è l’art.10, in quanto esplicita che nel caso in cui uno Stato Membro non adotti adeguate misure, la Commissione può presentare al consiglio una proposta di sospensione totale o parziale degli impegni/pagamenti.
L’art. 11 stima la cifra massima assegnabile dell’importo non rimborsabile (grants) utilizzando la metodologia basata sulla popolazione, l’inverso del PIL pro capite e il relativo tasso di disoccupazione di ciascun Stato membro. L’art.18 enuncia che lo stato membro che desidera ricevere sostegno a titolo del dispositivo deve presentare entro il 30/04 un Piano nazionale per la r&r. Il piano deve presentare: come contribuisce ad affrontare in modo efficace le sfide, individuate nelle pertinenti raccomandazioni specifiche per il paese.
Art.3
Il dispositivo sarà organizzato attorno a sei pilastri:
- Transizione verde (inclusa biodiversità);
- Trasformazione digitale;
- Crescita intelligente, sostenibile, inclusiva ed occupazionale;
- Cohesione sociale e territoriale;
- Salute e resilienza;
- Politiche per la prossima generazione (incluse istruzione e competenze).
Cap. 2 – Lezioni integrative
Come abbiamo visto con Versalis l’economia circolare viene usata come leva strategica; il processo alla base di questo pensiero è di fare di più con meno. Con Autostrade per l’Italia abbiamo visto come fare un report di sostenibilità, un loro obiettivo è quello di porre più colonnine di ricarica per le autovetture elettriche. COVID ha velocizzato quello che riguarda il NGEU e gli investimenti per la sostenibilità (come abbiamo potuto riscontrare con Marco Stampa di Saipem). Con Tim abbiamo visto l’importanza degli stakeholders e come si identificano e quanto cambino da un’azienda ad un’altra. In più abbiamo visto quanto è importante l’engagement degli stakeholder, avere quindi una politica inclusiva è fondamentale.
Cap. 3 – Introduzione al corso
Con sostenibilità si intende la gestione delle problematiche relative alle risorse naturali del pianeta e alla soddisfazione dei bisogni dell’umanità nel lungo periodo. Un percorso di sfruttamento intensivo delle risorse è una direzione tracciata e inevitabile che riguarda la finanza, l’economia e politica.
In ambito ambientale, economico e sociale è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo. Principio alla base della sostenibilità è lo sviluppo sostenibile, che riguarda in modo interconnesso ambito ambientale, sociale ed economico. I settori culturale, tecnologico e politico sono considerati come sotto-settori dello sviluppo sostenibile.
Nel rapporto Our Common Future della commissione Mondiale per l’ambiente e sviluppo, è stato definito lo sviluppo sostenibile come uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future. La sostenibilità può essere definita come un processo socio-ecologico caratterizzato dal desiderio di perseguire un ideale comune.
Gli ecosistemi e sistemi ambientali sani sono necessari per la sopravvivenza della specie umana e degli organismi viventi. Il percorso della sostenibilità rappresenta una sfida sociale che coinvolge il diritto internazionale e nazionale, il sistema urbanistico, dei trasporti, gli stili di vita locali e individuali. Con fenomeni di degrado ambientale, cambiamento climatico, sovraconsumo, aumento demografico e crescita economica illimitata in un sistema chiuso, si è capito l’importanza del concetto di sostenibilità che vede tre condizioni per essere avverata: Ambientale, Sociale ed Economica. Queste tre partecipano alla definizione di benessere e progresso. Queste garantiscono la longevità di un sistema di supporto per la vita umana (sistema climatico, agricolo, industriale, forestale e pesca).
Considerando le differenze di priorità fra i G20 e i paesi in via di sviluppo, la commissione mondiale delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (Commissione Brundtland, nome della ministra norvegese che lo presidiava) lavorò per risolvere il conflitto fra tutela dell’ambiente e sviluppo. Quindi la prima definizione di sviluppo sostenibile fu data nel 1987 all’interno del rapporto di questa. Considerare l’ambiente come nemico porta a benefici a breve termine a spese della sostenibilità.
Attività economiche sostenibili
Le attività economiche sostenibili mettono insieme le problematiche ecologiche, sociali ed economiche con un approccio triplice/TBL-Triple bottom line. La crescita che impoverisce i servizi ecosistemici è denominata “crescita antieconomica” poiché porta alla diminuzione della qualità di vita. Minimizzare questa tipologia di crescita può creare opportunità per l’economia locale.
L’idea di sostenibilità come opportunità (ad esempio l’efficienza energetica che dimezza costi e tempi; i rifiuti) ha portato alla formazione di organizzazioni: Sustainable Business Institute e World Council for Sustainable Development. L’aumento delle opportunità economiche sostenibili contribuisce alla creazione di posti di lavoro con nuove figure lavorative.
Sostenibilità integrata definita da Laszlo e Zhexembayeva, come integrazione di valori ambientali, sanitari e sociali nel core business senza compromesso di qualità o prezzo. Offre opportunità di creazione del valore di impresa: migliore gestione del rischio, aumento dell’efficienza grazie alla riduzione dei rifiuti e uso delle risorse, migliore differenziazione del prodotto, potenziamento del brand e della sua reputazione, maggior opportunità di influenza sugli standard industriali e maggior opportunità di innovazione radicale.
Trend per le aziende
- Transizione energetica;
- Sforzi contro il cambiamento climatico;
- Investitori e consumatori più coscienti per ciò che concerne l’ambiente.
Nei paesi sviluppati la crescita demografica è stabile ma il consumo è insostenibile. Relazione dell’UNEP propone una definizione di green economy: Accresce il benessere umano e equità sociale, riducendo i rischi ambientali e le scarsità ecologiche; favorisce al minimizzare lo sfruttamento eccessivo di capitale naturale.
Questa relazione ha delle osservazioni: Aumento del PIL in 6 anni; miglioramenti del benessere e una crescita di beni comuni (ecologici/naturali) di cui beneficiano anche i poveri; transazione dei posti di lavoro dalla brown economy (passando per riqualificazioni e aggiornamenti del personale).
Stakeholders=Portatori di interesse, quali gruppi che vengono influenzati o influenzano l’azienda e i suoi prodotti (def. Freeman). Esistono stakeholder primari (vitale importanza per la sopravvivenza dell’azienda) e secondari (che incidono meno sul clima sociale delle relazioni aziendali, media, comunità locale).
Cap. 4 – Sviluppo sostenibile e crescita sostenibile
Energia=Lavoro=Forza necessaria allo spostamento, l’energia è fondamentale per l’uomo e le sue attività. Ci sono stati diversi regimi energetici, combustibili fossili (coprono l’80% del fabbisogno mondiale, il restante è coperto dalle energie rinnovabili. Questo sbilanciamento è la causa principale delle emissioni di anidride carbonica e altri gas climalteranti-gas serra nell’atmosfera. È divenuta la risorsa energetica principale in quanto la sua forma liquida rende facile e meno costoso il trasporto e lo stoccaggio. In più la presenza in larga scala ha fatto sì che nella maggior parte del tempo il costo era irrisorio).
Questa fonte di energia è solo una fase di transizione in quanto basata sullo sfruttamento intensivo e presenta dei problemi a livello di costi crescenti, rischi ambientali e conflitti geopolitici.
Linee di comportamento
- Risparmio energetico e uso razionale dell’energia;
- Passaggio da combustibili fossili a fonti energetiche a basso contenuto di carbonio;
- Fonti di energia rinnovabili.
Bisogna attuare delle strategie di aumento dell’efficienza energetica, sia nella produzione che negli usi finali. Tutti questi provvedimenti sono nulli se grandi paesi come India e Cina non attuano politiche allo stesso modo. Accordo di Parigi del 2015 prevede la limitazione del riscaldamento globale entro i 2°C rispetto ai livelli preindustriali. I cambiamenti climatici sono dovuti dall’attività umana come si evince da uno studio della NASA. È stato annunciato che abbiamo solo 12 anni per evitare danni irreversibili. Il gas serra viene rilasciato nell’atmosfera da attività umane, quali deforestazione e combustione di fonti fossili, così come da eventi naturali quali eruzioni vulcaniche.
I cambiamenti climatici variano a seconda dell’area geografica e hanno conseguenze sulla comunità locali, in più possono avere effetto sulla salute pubblica. In più fenomeni come siccità, carestie e tempeste hanno portato vita al fenomeno della migrazione climatica. I cambiamenti climatici e gli eventi estremi possono avere ripercussioni sulle aziende nel breve o lungo periodo. Tali fattori sono legati alle posizioni delle imprese e alla vulnerabilità dei territori, che questi parametri iniziano a diventare importanti nelle scelte strategiche delle aziende. La gestione dei rischi aziendali integra un’analisi dei rischi non finanziari, legati al contesto ambientale, sociale e di governance.
Nella commissione Brundtland si definisce sviluppo sostenibile: equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni. Obiettivo di tale rapporto: disaccoppiamento tra crescita e uso di risorse; soddisfacimento dei bisogni essenziali; raggiungimento di un livello di popolamento sostenibile; conservazione e rafforzamento della base di risorse naturali. Questo rapporto è stato fondamentale per la conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e sviluppo definita Earth Summit di Rio del 1992 (dove vengono dettati principi cardine della sostenibilità: Principio di responsabilità, ogni individuo dovrebbe considerare gli effetti delle sue azioni; Principio di Precauzione, tutelare gli altri esseri viventi e il loro ambiente; Principio di prevenzione, agire per evitare un danno che ripararlo; Principio di partecipazione, questioni legate all’ambiente e allo sviluppo devono essere affrontate attraverso il coinvolgimento dei cittadini a diversi livelli; Principio di cooperazione, ottica di assistenza reciproca).
Altro aspetto fondamentale per la sostenibilità è l’intreccio tra le problematiche della giustizia economica e dell’equità sociale. Una vera sostenibilità deve essere ambientale, economica e Sociale (ESG: Environmental-> tutela dell’ambiente, aspetti connessi al cambiamento climatico; Social->Politiche inclusive e di genere, tutela dei diritti umani e considerazioni per tutti gli stakeholders; Governance-> Dal punto di vista di governo societario, condotte, sistemi di controllo) e deve connettere la dimensione globale a quella locale (Pensa globalmente, agisci localmente).
Nell’ambito di tale conferenza del 1987 sono stati redatti dei documenti di riferimento per lo sviluppo sostenibile a livello internazionale: Agenda 21, programma d’azione articolato in 40 capitoli che identifica gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e gli interventi necessari a realizzarlo.
- Dimensione economica e sociale (povertà, sanità, ambiente);
- Conservazione e gestione delle risorse (atmosfera, foreste, rifiuti);
- Rafforzamento del ruolo dei gruppi più significativi (donne, giovani, anziani);
- Mezzi di esecuzione del programma.
I concetti chiave di questa agenda sono: Corresponsabilizzazione (Azione sinergica tra politica e mondo produttivo per uno sviluppo sostenibile); Miglioramento continuo; Governance; Trasversalità; Visione condivisa; Partenariato PP. Il modello di sviluppo economico che caratterizza l’Occidente non è sostenibile nel medio-lungo periodo, è fondamentale perciò trovare una strategia più affine.
Concetti fondamentali legati alla sostenibilità sono: Approccio olistico allo sviluppo (Somma di tutte le parti che lo compongono=sistema); Complessità ed incertezza (relazioni non lineari tra ambiente e società); Limite (conservazione dello stock di risorse che costituisce il capitale naturale a supporto della varietà dei viventi); Logica del lungo periodo; Equità (Intra-generazionale e Inter-generazionale). Tutto ciò evidenzia come l’impatto delle scelte umane sul pianeta abbia raggiunto dimensioni ampie da aprire nuovi livelli di responsabilità. Sostenibilità debole: si pone l’idea di sostituire le risorse naturali con capitale prodotto dall’uomo. Sostenibilità forte: considera le risorse naturali come parte insostituibile del patrimonio a disposizione dell’umanità, non sostituibile neanche con l’incremento di altri valori (ad es. sociali e/o ambientali).
Si amplificano 3 divari fondamentali che caratterizzano il mondo contemporaneo e che impongono a diversi operatori: istituzioni e imprese, un impegno immediato e irrimandabile:
- Divario ecologico, divario fra sfruttamento delle risorse fisiche e naturali della Terra e la disponibilità delle stesse;
- Divario di qualità della vita, divario tra grado di soddisfacimento dei bisogni individuali e quello dei bisogni collettivi;
- Divario sociale, politico e strategico, divario fra ricchi e poveri.
Tali divari stanno assumendo una dimensione significativa e mostrano una dimensione sfidante per tutti gli attori impegnati nel compito della loro riduzione. L’organizzazione per la Cooperazione economica e lo sviluppo (OECD) ha individuato 4 driver fondamentali:
- Globalizzazione dell’economia mondiale e l’integrazione dei mercati finanziari;
- Peso assunto dai criteri etici e sociali nell’orientare le decisioni di investimento e consumo;
- Preoccupazione per l’impatto negativo delle attività economiche sulle risorse dell’ambiente e il suo degrado;
- Necessità di maggior trasparenza di impresa.
Poiché un processo sia economicamente sostenibile esso deve usare le risorse naturali a un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente. Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2005 ha individuato gli obiettivi per fare ciò: con lo schema di tre pilastri interconnessi che non si escludono a vicenda ma, si rafforzano. Questi pilastri hanno costituito una base co
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