21/11/2018 I X XXX XXXIII
Paradiso: canto (1-12, 64-142), (1-12) (34-45) (67-145)
INFERNO CANTO XXXIII
Episodio del Conte Ugolino
Conte d’Onorati (livornese) appartiene ad una famiglia ghibellina, stretti legami con la
famiglia imperiale. Doveva tutelare i suoi interessi in Sardegna. Si imparentò con la famiglia
Visconti, famiglia guelfa di Pisa. (sua figlia Giovanna si sposa con il figlio del Conte della
famiglia Visconti, Giovanni) cerchio dei traditori: emergono solo le teste. Coppie come in
Paolo e Francesca, parla solo uno. Nella zona dei traditori della patria, nemico del partito.
1266 diventa potestà della città di Pisa.
Episodio di tradimento: quando era ancora potestà di Pisa avvenne una battaglia navale
(Genova contro Pisa) Ugolino si ritira fuga o ritirata strategica? Rimane comunque
capitano del popolo.
Delle famiglie si alleano contro Ugolino. Firenze e Lucca si ritirano dall’alleanza e così
rendono la difesa di Pisa più debole.
Ugolino incarcerato in una torre (torre dei Gualanni), chiamata torre della fame.
Altra ipotesi, sostenuta da Dante: arcivescovo Ruggeri invita Ugolino a Pisa, ingannandolo.
Siamo colpiti dal dramma, dal torto subito dal personaggio in quanto vede morire i suoi figli
e nipoti. Cerchiamo di vedere dunque Ugolino come una vittima.
Dante è distaccato e dunque non prova pietà per Ugolino, in quanto peccatore e dannato.
Secondo Dante sono assurde le lotte fratricide: esempio quella tra guelfi e ghibellini, guelfi
neri e bianchi, tra gli italiani stessi. Dante critica il fatto che vengono coinvolti gli innocenti: i
figli. Esempio del canto X con Farinate. I figli di Ugolino vengono coinvolti appunto.
Dante crea un artificio: crea un dubbio: non sappiamo se Ugolino abbia mangiato i suoi figli.
XXXII
Partiamo dal verso 124 del canto
Ugolino e Arcivescovo Ruggeri conficcati nel ghiaccio. Ugolino divora la seconda parte della
testa dell’arcivescovo, come si rosica il pane. (Tebaide di Stazio)
Canto V in paragone: alla pietà che prova Dante di fronte il racconto di Francesca vs.
Reazione del racconto di Ugolino, durante il quale rimane impassibile. Possiamo prendere in
considerazione innanzitutto la differenza di peccati, inoltre la crescita spirituale di Dante.
28/11/2018
CANTO I PURGATORIO
Custode del purgatorio Catone. Eric Auerbach: critico di Dante, studi sul purgatorio. Uno
Figura.
studio si intitola Introduce dimensione dell’infinità. Dante fa rivivere personaggi
nell’aldilà, bisogna comprendere questi personaggi tramite una chiave interpretativa
applicazione dell’idea allo studio della Bibbia. Nuova concezione cristiana della figuralità:
figure dell’antico testamento prefigurano Cristo nel Nuovo Testamento. Auerbach decide di
applicare questa idea alle opere letterarie quindi in Dante.
Allegoria: rappresentano ad esempio una virtù, una passione, … o sintesi di un fenomeno
storico (rappresenta un’idea astratta).
Catone:
Esempio di pagano, avversario di Cesare, un suicida: preferisce suicidarsi piuttosto
che sottostare a Cesare. Catone seguace dello stoicismo (era accettato nello stoicismo, è una
volontà di rifiuto). L’etica dello stoicismo si invera nella dimensione cristiana. (Catone che si
trova nell’aldilà è un Catone che ha già passato il Giudizio Universale e ‘lavora’ al cospetto di
Dio)
Purgatorio e inferno sono luoghi fisici per Dante
Bisogna partire dalla realtà storica del personaggio, Catone nasce nel 96-95 a.C. è un
intransigente morale riguardo la legge, della libertà e verità. Durante le guerre civili (Cesare
vs Pompeo). Catone non amava le guerre civili, si schiera con Pompeo, è ultimo baluardo
della repubblica. Pompeo scappa in Egitto, resta solo Catone a condurre le truppe
anticesariane, subisce una sconfitta. Decide di infliggersi la morte e sottrarsi al dominio
cesariano: difesa dell’istituzione della repubblica. (in vita decise di non tagliarsi barba e
capelli) anche Montaigne gli dedica un’opera. Possiamo farlo rientrane negli spiriti magni,
come Farinata. Catone muore nel 45 a.C. per la sua condotta virtuosa (insieme ad Aristotele,
Virgilio, etc.) si trova nel limbo, Gesù, dopo la resurrezione preleva Catone per assumerlo
come guardiano del purgatorio.
CANTO I PURGATORIO
Cantica più umana e affettiva, si rifà più al personaggio di Dante del momento. Nel
purgatorio si avverte di più lo scorrere del tempo, nell’inferno e nel paradiso già si
sperimenta l’eternità. Nel purgatorio tuttavia anime devono attendere anni/secoli per
attraversare le cornici. Cambia l’atteggiamento di Dante e delle anime in quanto molto più
affettuose, dialogano con stima, …
(vv1-6) Tema dell’ingegno: per percorrere meglio l’ingegno, si alzano le vele; si lascia
indietro il male infernale
(vv 13-24) cambia clima morale, color zaffiro. Ricomincia il sollievo degli occhi di Dante,
prima gli avevano rattristato gli occhi e il petto. Venere: quel bel pianeta che conforta e
supporta faceva vivere l’oriente, coprendo la costellazione dei pesci, i quali erano sotto la
sua guida). 4 stelle: le 4 virtù cardinali che potevano essere eseguite senza l’aiuto di Dio.
(Vv28-) nonn appena fui partito, come se le stesse stessero guardando Dante. Polo boreale:
carro già sparito. Vide un vecchio, degno di rispetto nella sua apparenza, ispirava riverenza e
rispetto come il figlio verso il padre. Barba lunga e capelli bianchi. I raggi delle 4 stelle
ornavano la sua faccia di luce, Dante lo vedeva come se fosse un sole. Atteggiamento un po’
burbero di Catone ma con aggettivi significativi:
«Chi siete voi che contro al cieco fiume
fuggita avete la pregione etterna?»,
diss’el, movendo quelle oneste piume. 42
«Chi v’ha guidati, o che vi fu lucerna,
uscendo fuor de la profonda notte
che sempre nera fa la valle inferna? 45
Son le leggi d’abisso così rotte?
o è mutato in ciel novo consiglio,
che, dannati, venite a le mie grotte?». 48
chi siete voi che siete fuggiti dalla prigione eterna (inferno)? Chi vi ha fatto da guida per
uscire? Leggi infrante. Caverne = colline del Purgatorio.
"Lo duca mio allor mi diè di piglio,
e con parole e con mani e con cenni
reverenti mi fé le gambe e ‘l ciglio.” 51
Virgilio prese per mano Dante e lo fece mettere in ginocchio, facendolo mettere in ginocchio.
“Poscia rispuose lui: «Da me non venni:
donna scese del ciel, per li cui prieghi
de la mia compagnia costui sovvenni. 54
Ma da ch’è tuo voler che più si spieghi
di nostra condizion com’ell’è vera,
esser non puote il mio che a te si nieghi. 57
Questi non vide mai l’ultima sera;
ma per la sua follia le fu sì presso,
che molto poco tempo a volger era. 60
Sì com’io dissi, fui mandato ad esso
per lui campare; e non lì era altra via
che questa per la quale i’ mi son messo.” 63
In relazione con il canto 26: tema della follia. È vivo, è in carne ed ossa. Fu vicino alla morte
(spirituale), di cui si parla nel primo e secondo canto. Virgilio fu mandato a salvare Dante,
non c’era altra via che questa.
Mostrata ho lui tutta la gente ria;
e ora intendo mostrar quelli spirti
che purgan sé sotto la tua balìa. 66
Com’io l’ho tratto, saria lungo a dirti;
de l’alto scende virtù che m’aiuta
conducerlo a vederti e a udirti. 69
Or ti piaccia gradir la sua venuta:
libertà va cercando, ch’è sì cara,
come sa chi per lei vita rifiuta. 72
Tu ‘l sai, ché non ti fu per lei amara
in Utica la morte, ove lasciasti
la vesta ch’al gran dì sarà sì chiara. 75
ho mostrato a lui gli spiriti malvagi, ora voglio mostrargli gli spiriti in via di purificazione,
che si stanno purificando grazie a Catone. Virgilio ha portato Dante a parlare con Catone.
Dante sta cercando la libertà, come lo fece Catone, ma togliendosi la vita. (Catone quindi sa
bene qual è il valore della libertà).
Non son li editti etterni per noi guasti,
ché questi vive, e Minòs me non lega;
ma son del cerchio ove son li occhi casti 78
di Marzia tua, che ‘n vista ancor ti priega,
o santo petto, che per tua la tegni:
per lo suo amore adunque a noi ti piega. 81
Lasciane andar per li tuoi sette regni;
grazie riporterò di te a lei,
se d’esser mentovato là giù degni». 84
Marzia è la seconda moglie di Catone, lui la cedette ad un amico, alla morte di queste vuole
tornare da Catone (ancore casta) amore puro, similitudine dell’anima che si
sgancia e poi ritorna a dio. Come l’anima torna a dio, Marzia ritorna a Catone. Aspetto della
legalità messo in risalto (vv76-77).
Collegamento dell’amore di Dante verso Beatrice e Beatrice per Dante. Virgilio: permetti a
noi di passare, piegati al desiderio dell’amore. Virgilio fa appello all’amore casto tra uomini.
«Marzia piacque tanto a li occhi miei
mentre ch’i’ fu’ di là», diss’elli allora,
«che quante grazie volse da me, fei. 87
Or che di là dal mal fiume dimora,
più muover non mi può, per quella legge
che fatta fu quando me n’usci’ fora. 90
Ma se donna del ciel ti muove e regge,
come tu di’, non c’è mestier
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