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RIVOLUZIONE FRANCESE

Le istituzioni giuridiche del passato devono essere messe in discussione

 

rifiuto del sistema del diritto comune lo stato francese deve darsi leggi nuove

1804 nasce il codice napoleonico tuttora in vigore nasce il codice civile in senso moderno

Il codice civile francese eredita numerosi concetti e regole del diritto romano cesura simbolica

I principi della rivoluzione francese sono esportati da: - eserciti

- forza di ideali

Altri paesi i diedero codici civili

 Gran Bretagna ≠ perché Napoleone non ci arrivò

L’Italia dopo l’unificazione si diede un codice civile (1865) largamente ispirato al codice napoleonico

19 sec. 1804 = codice napoleonico 

1900 = codice civile tedesco BGB

(anche in Germania cessa il vigore formale della compilazione giustinianea)

BGB e codice napoleonico sono i due grandi modelli di codici civili ed entrambi derivano molto dal diritto

romano, ma su una serie di questioni hanno adottato scelte diverse:

> PRINCIPIO CONSENSUALISTICO: principio in base al quale il consenso delle parti avviene nel momento

della stipulazione del contratto. Il consenso è sufficiente a traferire diritti dall’una all’altra parte (es. il

diritto di proprietà vien trasferito dal venditore al compratore nel momento della stipulazione del contratto

 

senza trasferimento senza pagamento). E’ adottato nel codice napoleonico, ma non nel BGB.

> ATTI DI AUTONOMIA PRIVATA: negozi giuridici

Il BGB contiene norme basate sul negozio giuridico in generale

≠ codice francese/italiano contiene norme riferite ai singoli negozi giuridici

Polemica su “NEGOZIO GIURIDICO”:

Sinonimo di atto di autonomia privata (contratto – testamento – matrimonio)

Nel nostro codice civile sono disciplinati distintamente

CODICE CIVILE E FASCISMO 

Primo codice civile italiano 1865 non è attualmente in vigore, ma fu sostituito da quello del 1942

L’Italia tra la fine ‘800 e i primi del ‘900 utilizzava contemporaneamente due codici: il codice civile del 1865

il CODICE DI COMMERCIO. Nel 1942, il governo fascista emanò un nuovo codice in cui fossero riuniti i due

codici precedenti.

 problema: deve essere abrogato (= sostituito) poiché emanato sotto la dittatura fascista?

No, poiché fu solo in minima parte influenzato dal fascismo e soltanto per particolarità superficiali. Per anni

giuristi di pensiero liberale elaborarono il corpus del codice.

> ART 1 C.C. CAPACITA’ GIURIDICA limitazione

 spetta a chiunque dal momento della nascita

Prima, esisteva un comma che specificava come la capacità giuridica appartenesse a coloro che fossero in

accordo con le leggi speciali (non ebrei, non nati da matrimoni misti, non nati in colonie)

> NORME CORPORATIVE: ciò che riguarda il diritto dl lavoro

Il fascismo aboliva formalmente la possibilità di formare partiti politici

 erano formalmente possibili i sindacati del lavoro: per ogni settore veniva riconosciuto un unico

sindacato che poteva eleggere un rappresentante + rappresentanti dei datori di lavoro + rappresentanti di

governo = corporazioni norme corporative (stabilivano salari, obiettivi di produzione)

Con la caduta del fascismo, le norme corporative vengono inglobate nel diritto privato ed alcuni riferimnti

fascisti furono abrogati: art 1 c.c. le norme corporative

Il codice civile del 1865 risulta quasi una via di mezzo tra il modello tedesco e quello francese: una

traduzione del codice napoleonico, mentre per altri aspetti viene associato al BGB

L’Europa è stata soprattutto influenzata dai modelli tedesco e francese, mentre in Sud America è stato

preso d’esempio il modello italiano

DAL 1942 AD OGGI

 

Caduta fascismo democrazia costituzione 1948

La costituzione non fu emanata da una maggioranza

Dopo la caduta del fascismo vi erano tre partiti principali: liberali cattolici socialisti

Nel processo per la costituente tutti tre i partiti furono concordi nel mettere per iscritto i principi formativi

alla base del sistema che volevano formare TESTO DELLA COSTITUZIONE

Art 2 cost. finalità dell’ordinamento giuridico

Art 3 cost. pari dignità davanti alla legge: PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA

Pochi anni dopo, entrò in funzione la Corte costituzionale = organo incaricato di verificare che le norme in

vigore non siano in contrasto con la costituzione

 

più volte la corte costituzionale ha dichiarato illegittimi alcuni articoli del codice abrogandoli

es. diritto di famiglia:

- stabilisce la parità di diritti e doveri tra i coniugi ≠ nel codice civile: la famiglia era retta da un capo

- principio di eguaglianza dei figli nati da persone sposate o no (legittimi o naturali/illegittimi)

Nel 1975 ci fu una grande riforma del diritto di famiglia in cui fu riscritto in buona parte

Ci fu qualche modifica del diritto del lavoro e in materia di contratti

E’ rimasta circa lo stesso del 1942 con qualche modifica

Diritto oggettivi e soggettivi

DIRITTO OGGETTIVO secondo il diritto italiano

Insieme di regole che regolano la vita di una collettività

DIRITTO SOGGETTIVO indica un potere di agire tutelato dal diritto oggettivo, per soddisfazione di un

proprio interesse. E’ un riflesso del diritto oggettivo ed è la situazione attiva più importante

I diritti soggettivi sono suddivisi in diverse categorie:

- ASSOLUTI: si rivolgono a tutte le persone (ERGA HOMNES)

es. diritto di proprietà: il proprietario ha il diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno e esclusivo

- RELATIVI: si rivolgono a uno o più determinati soggetti passivi determinati in modo finito

es. diritto di credito: diritto di ricevere una prestazione di tipo patrimoniale

DIRITTO OGGETTIVO BENI

DIRITTO SOGGETTIVO ASSOLUTO INTEGRITA’ FISICA

RELATIVO

Diritti assoluti 

> diritti che hanno per oggetto BENI diritti reali (dal latino “res” = cose)

- non sono innati, ma si possono acquisire

- sono diritti disponibili = si possono cedere

- sono prescrittibili (salvo la proprietà che è un bene imprescrittibile)

> diritti all’INTEGRITÀ FISICA diritti della personalità (ineriscono la persona)

- sono innati

- sono indisponibili

- sono imprescrittibili

Capacità giuridica e capacità di agire

> CAPACITA’ GIURIDICA: si acquista al momento della nascita ed è l’idoneità a possedere diritti e doveri.

Appartiene a tutti gli individui dalla nascita alla morte

> CAPACITA’ DI AGIRE: capacità di acquistare diritti e doveri con propri atti/negozi giuridici = compiendo atti

di autonomia privata. Si acquista al compimento della maggiore età

 

La capacità di agire si può anche perdere infermità mentale interdizione

es. il neonato ha capacità giuridica, ma non capacità di agire i genitori possono compiere negozi giuridici

per il neonato

Il codice civile

I LIBRO: delle persone e della famiglia

> PERSONE FISICHE diritto della personalità

> PERSONE GIURIDICHE: enti diversi dall’uomo che l’ordinamento giuridico considera come possibili titolari

di diritti e doveri

≠ associazioni: persone giuridiche che hanno per substrato materiale una pluralità di persone

≠ fondazioni: persone giuridiche che hanno per substrato materiale un complesso di beni

≠ società: associazioni che hanno per finalità quella di svolgere attività economica di lucro da dividere tra i

vari associati (V libro)

Associazioni non riconosciute ≠ persone giuridiche

La differenza viene attenuata con il tempo

Le persone giuridiche possono essere:

- RICONOSCIUTE

- NON RICONOSCIUTE/DI FATTO: hanno comunque un’idoneità a essere parte dei rapporti giuridici

PERSONE FISICHE

PERSONE GIURIDICHE RICONOSCIUTE

NON RICONOSCIUTE/DI FATTO

Il rapporto centrare è quello di FILIAZIONE

PARENTELA: persone che discendono da una comune discendenza e sono legate da un legame di

consanguineità

Una norma regola il grado di parentela: si calcolano le persone sino all’antenato comune, escludendo il

capostipite (es. io e mio fratello = 2° grado = io + mio fratello + mio papà non conto)

II LIBRO: delle successioni

Disciplina le successioni a causa di morte quando gli obblighi del defunto non si estinguono e devono essere

imputati ad altri soggetti

≠ i diritti della personalità si estinguono con la morte

Successioni a causa di morte:

- a titolo testamentario

- norme sulla successione legittima

La successione necessaria non è un terzo tipo: sono norme che limitano l’autonomia e la libertà e che

stabiliscono che certi stretti congiunti del defunto devono ricevere una certa quota del patrimonio anche in

contrasto con la volontà del defunto: - coniugi (in mancanza di ascendenti il padre e la madre)

- figli

- eredi necessari/legittimari

La donazione è un atto tra vivi frutto di un contratto (e non di un atto unilaterale)

= espressione della volontà del donante nei confronti di un beneficiario/donatario

La donazione si trova espressa alla fine del II libro, perché presenta dei tratti comuni al testamento

 la donazione non è un contratto di scambio, ma è a titolo gratuito

 presenta regole più simili a quelle del testamento rispetto a quelle dei contratti

DE CUIUS = colui di cui si parla = defunto

- per il testamento: proprietà del de cuius

- per assicurare diritti agli eredi necessari, calcolare la quota considerando anche le donazioni fatte in vita

III LIBRO: della proprietà e di altri diritti reali

Diritti reali minori = diritto pieno su cose altrui

 presuppongono tutti la proprietà in un altro soggetto

 

in un numero finito di casi: solo quelli che la legge disciplina non si possono creare diritti atipici

 i diritti reali minori sono tipici ≠ contratti possono essere atipici

> di godimento: comprimono la possibilità di godimento del proprietario a favore del proprietario del diritto

reale minore. Terminato il contratto, il proprietario riacquista il potere di godimento

es. usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie, servitù prediali

> di garanzia: hanno la funzione di garantire un diritto di credito/pegno/ipoteca/privilegi (VI libro)

Art 810 Sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti

 PRINCIPIO DI PREVALENZA SULL’ECONOMIA

Beni possono essere:

- immobili terra, suolo, tutto ciò che nel suolo è incorporato

- mobili tutto il resto

Per i contratti che hanno per oggetto beni immobili la legge richiede la forma scritta

Possesso: non è un diritto reale, ma una situazione di fatto alla quale il diritto ricollega importanti effetti

Può coincidere con la proprietà, ma non necessariamente

Comunione: è un fenomeno di contitolarità di una proprietà/diritto reale da parte di più soggetti

Le successioni a causa di morte sono all’origine della comunione

E’ consentita dalla legge, ma vista con parziale diffidenza

Le norme che riguardano la divisione ( = lo scioglimento della comunione) sono nel II libro

Art 1111 c.c. scioglimento della comunione

IV LIBRO: delle obbligazioni

Il tema centrale è il diritto di credito = la possibilità di pretendere da una persona una prestazione di

contenuto patrimoniale

DIRITTO DI CREDITO per il soggetto passivo prende il nome di OBBLIGAZIONE

Art 1173 come nasce un’obbligazione/diritto di credito

- da un contratto

- da un fatto illecito: debitore di qualcuno per danno

Art 1173 anticipa la struttura del IV libro: tratta inizialmente le obbligazioni in generale e successivamente

le fonti delle obbligazioni a partire da:

Art 1321 definizione di contratto

Art 1372 il contratto ha forza di legge tra le parti e non produce effetti di terzi

Art 1376 PRINCIPIO CONSENSUALISTICO = il trasferimento del diritto si acquista al momento

della stipulazione del contratto

Esistono tre tipi di fonti di obbligazioni:

- diversi tipi di contratto

- altri danni/fatti idonei a produrre obbligazioni

- norme sul fatto illecito

IV LIBRO: delle obbligazioni

Art 1173 elenca le fonti delle obbligazioni, da quali fonti può nascere un’obbligazione

- contratto (art 1321 e seguenti)

- fatto illecito

- altri atti/fatti

Art 1322 stabilisce il principio secondo i quali i privati nella loro autonomia possono stabilire contratti

diversi da quelli stipulati dalla legge (tipici purché siano atti a sviluppare interessi meritevoli di tutela

Contratti tipici: dall’art 1470 a 1986

Contratto di compravendita: per trasferire un bene in cambio di un prezzo

Contratto di permuta: per traferire un bene in cambio di un altro bene

Contratto di locazione:

Contratto di somministrazione: una parte si impegna a garantire un servizio in cambio di un corrispettivo

Contratto di appalto: un soggetto si impegna a produrre un’opera/servizio in cambio di un corrispettivo

Contratto di trasporto: un soggetto si obbliga a trasportare persone o cose in cambio di un corrispettivo

Il contratto produce due tipi di EFFETTI:

- EFFETTO OBBLIGATORIO = può far nascere obbligazioni = diritti di credito

- EFFETTO REALE = può traferire dall’una all’altra parte dei diritti soggettivi (es. compravendita ha l’effetto

di trasferire la proprietà di una cosa, che preesisteva al contratto = effetto reale al contratto)

Effetto reale del contratto si produce al momento stesso in cui viene stipulato tra le parti PRINCIPIO

CONSENSUALISTICO (art 1386) effetto di trasferire da una parte all’altra diritti preesistenti = effetto reale

del contratto

Qualunque contratto efficace ha effetto obbligatorio, non tutti i contratti hanno effetti reali:

- contratto con effetti obbligatori per i contratti che producono solo obbligazioni (es. contratto di lavoro, di

trasporto)

- contratti con effetti reali per i contratti che producono effetti reali e obbligatori (es. compravendita,

permuta, donazione)

 NORMA IMPERATIVA O INDEROGABILE

art 1345 un contratto stipulato per un motivo illecito comune ad entrambe le parti è illecito e quindi nullo

 NORME DISPOSITIVE O DEROGABILI O SUPPLETIVA = le parti di comune accordo possono decidere di

modificare il contratto

Art 1657 se le parti non hanno determinato un corrispettivo, si fa riferimento alle tariffe

Art 1658 la materia necessaria a compiere l’opera deve essere fornita dall’appaltatore)

Art 1659 l’appaltatore può apportare delle modifiche solo se autorizzate dal committente

Il fatto illecito è una fonte di obbligazione

Art 2043 / 2059 che disciplinano il contratto per fatto illecito

Art 2043 qualunque fatto che provoca un fatto doloso o colposo che cagiona un danno ingiusto, obbliga

colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno

Tra altri atti e fatti (diversi da contratti e fatti illecito) che possono essere fonti di obbligazioni:

- PAGAMENTO DELL’INDEBITO (art 2033 e seguenti) = una persona paga qualcosa che non doveva pagare

 nasce un’obbligazione di restituzione per chi ha ricevuto il pagamento

 paga anche se il contratto era invalido

 paga più di ciò che doveva pagare

 errore di calcolo

- ho svolto una prestazione di fare alla quale non ero obbligato (es. perché il contratto era invalido)

 ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA (art 2041)

Ho lavorato e ho arricchito un soggetto tale soggetto arricchito deve indennizzare l’altra parte, ovvero

deve restituire il valore del lavoro svolto dal soggetto che ha compiuto una prestazione di fare

 GESTIONE D’AFFARI

Esistono alcuni atti unilaterali dal quale può nascere un’obbligazione:

- promessa al pubblico (art 1989)

V LIBRO DEL CODICE: dell’impresa e del lavoro

Imprenditore (art 2082): è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata per la

produzione o lo scambio di beni o di servizi

Disciplina dell’impresa

Disciplina delle società

Impresa può essere esercitata da un soggetto (imprenditore) o da una collettività

Società: associazioni che svolgono un’attività economica con lo scopo di dividere gli utili tra i soci

Le società nascono da un contratto

Disciplina dei contratti di lavoro: la gran parte della disciplina dei contratti sta nel V libro, ma qualche tipo di

contratto è disciplinato altrove:

- contratto di donazione II libro

Distinzione tra due tipologie di lavoro

- lavoro autonomo: a proprio rischio

- lavoro subordinato: il lavoratore si obbliga ad assumere obbligazioni di compiere una prestazione

lavorativa sotto la direzione di un datore di lavoro e con rischio a carico del datore di lavoro

VI LIBRO: della tutela dei diritti

Disciplina diverse figure che hanno diverse funzioni ma che riguardano tutti la tutela dei diritti

Parte del codice civile che protende al codice di procedura civile

Il libro VI è quasi un raccordo tra codice civile e codice di procedura civile

Art 2643 inizio del libro riguarda la trascrizione = sistema di pubblicità alla quale sono sottoposti gli atti

che costituiscono o trasferiscono diritti reali su beni immobili

Questi atti vanno trascritti in registri pubblici

La legge non prevede un obbligo per le parti ad operare la trascrizione , bensì un onere

Obbligo ≠ onere

OBBLIGO: devi farlo per il bene altrui

ONERE: devi farlo per il tuo stesso bene

Perché la trascrizione è necessaria? Serve a risolvere eventuali conflitti fra acquirenti dello stesso alienante

Es. Il signor A vende un terreno a B e poi lo vende anche a C non prevale il primo che l’ha acquistato, ma

il primo che l’ha trascritto

La trascrizione non serve a rendere valido il contratto, ma serve a renderlo opponibile ai terzi = è una

pubblicità dichiarativa

E per i beni mobili? Sarebbe impossibile tenere registri per tutti questi beni

Nel conflitto tra più acquirenti prevale colui che per primo ha consegnato in buona fede il possesso

Alcuni beni mobili invece, ovvero le auto, le imbarcazioni, le navi e le automobili sono beni mobili registrati

e vi è quindi un registro

Responsabilità patrimoniali dell’art 2740: qualunque debitore per qualunque obbligazione risponde a

queste con tutto il suo patrimonio presente e futuro

Il principale potere in cui si manifestano le responsabilità patrimoniali è l’esecuzione forzata

Le ultime norme del VI libro sono dedicate a due istituti distinti che tuttavia si assomigliano:

- PRESCRIZIONE: se un diritto soggettivo non viene esercitato per 10 anni (di norma) questi non può più

essere esercitato; è studiata per evitare l’inerzia del titolare del diritto

- DECADENZA: nella decadenza non esiste la sospensione

Può succedere che vi siano oggettivi impedimenti per il titolare che mettono in sospensione ella

prescrizione

LE DISPOSIZIONI SULLA LEGGE IN GENERALE (O PRELEGGI)

- sono state promulgate con il codice civile

- hanno numerazione propria

- trattano prevalentemente di diritto privato

Art 1 presenta le fonti del diritto, dovrebbe essere aggiornato vista la sua incompletezza

Cita: > leggi > regolamenti > norme cooperative >usi

Le norme regolative possono essere abrogate perché non esistono più

Andrebbe aggiunta la costituzione all’inizio

La costituzione prevede la possibilità di decreti delegati o decreti

I decreti dovrebbero essere una possibilità marginale, ma ormai è diventata la tendenza principale

Gli usi sono stati importantissimi nelle epoche passate

Consuetudine: comportamento ripetuto dalle generalità delle persone con la convinzione di fare qualcosa

di giuridicamente dovuto

Con l’inizio dell’età moderna (1789) si guarda con diffidenza agli usi

La consuetudine non può operare contra legem

La gerarchia delle fonti dovrebbe essere quindi:

- costituzione

- leggi ordinarie

- regolamenti amministrativi

- consuetudini

Si dovrebbero aggiungere le leggi regionali e stabilire dove si trovano nella gerarchia delle fonti

Ci sono atti normativi dell’UE che incidono nell’ordinamento interno e sono di due tipi:

- regolamenti dell’UE con forza di legge maggiore delle leggi ordinarie

- direttive dell’UE non producono norme direttamente applicabili nei paesi né tali paesi devono applicare

norme conformi ai principi della direttiva

 per quanto riguarda il diritto privato è più interessante la direttiva

Norma sulla retroattività

Art 11 formalmente la legge va intesa come non retroattiva

La costituzione proibisce la retroattività di norme in senso stretto, cioè di norme incriminatrici

La costituzione non impedisce che esistano norme retroattive in materia di reato

La prescrizione nel diritto penale è affine a quella nel diritto privato ma non è del tutto coincidente: nel

diritto privato è caratterizzata da un’ispirazione di sanzione per colui che lascia trascorrere tanto tempo

senza esercitare il diritto. Nel diritto penale non opera la retroattività

Norme di diritto internazionale privato quando un certo rapporto tra privati presenti degli elementi di

estraneità rispetto a ciò di cui si sta parlando

Es. Cittadino italiano sposa cittadina francese

Cittadino francese stipula contratto con cittadino cinese in Austria

Non sono norme da applicare sulla materia in questione, ma servono a indicare quale ordinamento prevale,

o quale criterio si dovrà applicare per individuare l’ordinamento da applicare, in base ai diversi casi

Se il contratto presenta elementi di estraneità, il primo criterio da applicare è

Indica quale legge nazionale deve essere applicata a quel tipo di rapporto

 Stavano nelle preleggi

Giudice deve applicare la legge 

I sistemi costruiti attorno al concetto di legge (primato della legge) definiti sistemi di CIVIL LAW

Inghilterra e tutti i paesi di lingua inglese adottarono un sistema di civil law

CIVIL LAW: sistemi costruiti attorno alla formale autorità del precedente giudiziario. Può decidere solo

motivando che il caso in esame presenta una qualche differenza con il testo precedente

Il diritto si fa attraverso previsioni generali ed astratte

 il giudice non è vincolato dal precedente giudiziario

Organizzazione della funzione giurisdizionale (= dei giudici)

 per ogni controversia c’è un giudice di 1° grado che esamina la questione . La sua decisione può essere

impugnata dalla parte a cui ha dato torto, la quale può chiedere che sia esaminata da un giudice di 2° grado

TRIBUNALE

CORTE D’APPELLO

CASSAZIONE

(giudice unico di sola legittimità)

La cassazione prevede un unico giudice di sola legittimità, può verificare e correggere solo il giudizio finale,

ma non gli accertamenti di fatto del giudice di grado inferiore e ciò accerta l’uniformità della legge

Ci sono sparsi sul territorio nazionale tanti giudici di primo grado, un numero più limitato di giudici di II

grado (esistono una o due corti d’appello per ogni regione) e infine la cassazione che è competente per il III

grado di sentenza

Se sentenza di primo grado viene impugnata in I grado, può essere successivamente impugnata in II grado

ed infine in III grado: una volta che la cassazione ha confermato il giudizio del grado inferiore passa

ingiudicato = non può più essere giudicato

 se giudicata dalla cassazione

 se non impugnata la sentenza 

Ci sono diversi giudici che interpretano in maniera non del tutto uguale una norma la parola ha sempre

un margine d’errore esistono in giurisprudenza diverse interpretazioni di una stessa norma

Un giudice può anche decidere diversamente da una precedente simile, fatto salvo che osservi

l’interpretazione della legge; può andare anche contro una sentenza della cassazione precedente

I mutamenti di interpretazione della legge sono inevitabili in accordo con un sistema di tipo democratico

Il nostro ordinamento giuridico, al pari di quasi tutti gli ordinamenti giuridici dell’Europa continentale, è

incentrato sul concetto di legge = atto di deliberazione di un’assemblea parlamentare

Dottrina: scritti di coloro che sono esperti di diritto

Giurisprudenza: sentenze dei giudici, ovvero di coloro che applicano la legge

Articolo 12

Art 12 e art 14 stanno nelle preleggi e riguardano l’interpretazione della legge

Art 12 oggi è una norma considerata superata dalla dottrina

Art 12 riguarda l’interpretazione della legge e interessa tutti i cittadini in particolare per l’esercizio della

giurisdizione

 da un lato deve rispettare alla lettera le leggi

 chiedersi l’intenzione del legislatore

Ma tutto ciò presenta un’oggettiva ambiguità: 

> non esiste una persona fisica che sia il legislatore non c’è intenzione storica

> le parole non hanno un significato in sé nel senso metafisico, ma assumono il significato che gli

attribuisce l’interprete o che gli uomini stabiliscono

 hanno un significato secondo il comune linguaggio e le regole convenzionali della grammatica, sintassi

Significato comune delle parole comunemente osservate

Ogni significato ha a che vedere con l’attribuzione del significato precedente

Le ambiguità di significato vengono risolte dall’interrogarsi sulle origini storiche che stanno dietro alle

norme no libera interpretazione, ma viene affidata all’interprete

Articolo 12, c. 2

Art 12, c. 2 si occupa delle lacune, ovvero delle situazioni che la legge non ha previsto

In questo caso il giudice non può rinunciare a pronunciarsi su una questione omessa dalla legge

Il giudice deve pronunciarsi

Se la controversia non è prevista da nessuna norma di legge

 non può non risolverla il giudice

 

deve risolverla applicando la norma di legge applicazione/interpretazione analogica

Il problema è piuttosto frequente

 

Es. Procreazione assistita disconoscere il bambino il caso più simile è quello dell’adozione

I privati possono contrarre contratti atipici purché meritevoli di tutela

 

Contratto atipico per risolvere le controversie che ne derivano norme adottate per il contratto tipico

(ricorso per via analogica)

In presenza di elementi di estraneità, le parti possono stabilire di comune accordo quale ordinamento

nazionale adottare

Qualora il giudice non trovasse nemmeno sentenze di casi simili, deve applicare i principi generali

dell’ordinamento giuridico dello stato = norme che non risultano espressamente in nessuna disposizione di

legge ma che risultano dalla considerazione complessiva di più disposizioni di legge

Se il giudice alle prese con una lacuna non trovasse nemmeno una qualche disposizione in materia simile,

deve applicare i principi generali

 ANALOGIA LEGIS: applicazione norme di legge di casi simili

 ANALOGIA IURIS: applicazione al caso non previsto dei principi generali dell’ordinamento

Art 12 e 14 sono in relazione con l’art 3 cost. sul principio di eguaglianza (formale e sostanziale)

Eguaglianza formale: principio di eguaglianza e pari dignità a tutti i cittadini

La legge serve a differenziare i soggetti in situazioni diverse

Il diritto deve avere una sua coerenza: si possono differenziare i trattamenti in base ad prove evidenti

Lo stesso principio che ha ispirato l’art 3 cost. ha ispirato anche l’art 12

L’intenzione del legislatore non è possibile identificarla in una singola persona

 può essere una metafore per intendere il significato più evidente emergente dalla norma

 le discriminazioni di una la legge è fatta rispondono ad una coerenza/ logica ragionevole

la legge va intesa nel modo che sia applicata a tutti i casi simili

tratta in maniera simile le situazioni simili e diversa le situazioni diverse

dovrebbe governare sempre l’interpretazione della legge e il giudice dovrebbe applicare l’interpretazione

più ragionevole

giudice può scegliere interpretazione estensiva (in maniera più estesa) o interpretazione restrittiva (in

maniera più limitata)

Articolo 14

art 14 indica alcune categorie di norme oltre i casi e i tempi che non possono essere applicate per analogia

e delle quali è proibita ogni possibile interpretazione estensiva o analogica

- norme penali: le dorme di diritto penali non si possono applicare al di fuori dei casi previsti (stessa ragione

per cui è proibita la retroattività)

- leggi che fanno eccezione ad altre leggi: sono un’infinità, inoltre non si comprende perché queste non

possano essere oggetto di interpretazione estensiva o analogica per definizione

 l’enunciazione di norme astratte e generali garantiscono, in teoria, la minor ingiustizia possibile

Vengono anche emanate leggi che non presentano i caratteri di generalità e astrattezza e sono leggi che

possono essere applicate a un numero finito di casi, ovvero le norme che fanno eccezione ad altre leggi

Norme che si riferiscono a tempi e situazioni che mancano dei caratteri di generalità e astrattezza e che

possono essere applicate in numero finito

La legge è chiamata a trattare in modo uguale situazioni uguale e in modo diverso situazioni diverse

Interpretare le norme nel modo più conforme

anche le norme eccezionali nel senso di essere riferite a situazioni circostanziate, ovvero applicate a un

numero finito di casi Costituzione

Legge

Consuetudini

La legge si deve sempre orientare verso la ragionevolezza del trattamento

Non deve esservi necessariamente eguaglianza tra le parti, ma della differenza oggettive tra una situazione

e l’altra

Il contratto

Atto principale di autonomia privata con cui assumo diritti e obbligazioni

Accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere di contenuto patrimoniale

Produce due grandi categorie di effetti:

- fa nascere obbligazioni

- effetti reali o traslativi: trasferisce da una all’altra arte un qualche diritto soggettivo che preesisteva al

contratto 

Effetti che hanno inizio nel momento della stipulazione del contratto PRINCIPIO CONSENSUALISTICO

DELLE PARTI (art 1376)

Il contratto ha forza di legge tra le parti (art 1372)

Esistono diversi tipi di contratto disciplinati dalla legge

Ma esistono anche contratti atipici, purché diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela

Da contratti atipici nascono controversie che le norme sul contratto generale non sono in grado di risolvere

 il giudice applica norme per casi simili

Contratti tipici:

- Compravendita - Permuta

- Somministrazione - Appalto

- Mutuo - Comodato

Differenza tra mutuo e comodato 

Il comodato non trasferisce diritti sulla cosa nasce solo l’obbligazione di restituzione per chi gode

dell’oggetto 

Il mutuo traferisce la proprietà sulla cose generiche contratto con effetti reali (trasferimento delle

proprietà)

Articolo 1325

Art 1325: elementi essenziali del contratto

- accordo tra le parti

- oggetto

- causa

- forma (quando la legge la richieda per la validità del contratto)

ACCORDO TRA LE PARTI

La formazione di un accordo è un processo nel quale intervengono due dichiarazioni unilaterali

> qualcuno propone di concludere un contratto proposta 

> che dovrà incontrarsi con un’altra dichiarazione unilaterale accettazione

Due momenti sono visibili maggiormente quando i due soggetti si trovano distanti l’uno dall’altro

Oblato: colui che ha ricevuto una proposta

 può accettare – rifiutare – tacere – dichiarare di volere concludere anche lui un contratto (accettazione)

Esistono diversi criteri secondo cui si considera perfezionato un contratto:

- è sufficiente una dichiarazione dell’oblato di accettare

- è necessario che l’oblato invii l’accettazione al richiedente

- si considera perfezionato quando l’accettazione conforme giunge a conoscenza del proponente

(ordinamento italiano)

 la proposta e accettazione del contratto si presumono conosciute dal destinatario quando arrivano al

suo domicilio (art 1335)

Diritto inglese: basta spedire l’accettazione del contratto perché venga considerato concluso

≠ Diritto italiano: l’accettazione deve giungere a conoscenza del proponente

Perché è importante stabilire il momento in cui viene perfezionato il contratto?

- importante perché con la proprietà o altro diritto soggettivo passa anche il rischio di eventi accidentali che

possano succedere all’oggetto del diritto (vale per contratti con effetti reali)

- fino a un momento prima la proposta e l’accettazione possono essere revocate. Nel momento in cui viene

stipulato il contratto vincola le parti

Non possiamo dire che il contratto è concluso se l’oblato emette una dichiarazione che può sembrare una

dichiarazione ma non contiene tutti gli elementi della proposta

Se c’è una differenza di contenuto non c’è accordo tra le parti

Un’accettazione difforme dalla proposta vale come una nuova proposta

Art 1336 offerta al pubblico

= proposta di contratto che è rivolta alla generalità delle persone e non ad un individuo in particolare

Es. Commerciante che espone in vetrina un paio di scarpe ad un certo prezzo

Il momento in cui si conclude il contratto è quando il compratore in negozio entra e dice “voglio quel paio

di scarpe”, ovvero quando il proponente arriva a conoscenza dell’accettazione

Ipotesi in cui il proponente dichiara che la sua proposta è irrevocabile

 il contratto non è perfezionato, perché ci vuole ancora l’incontro con l’accettazione conforme

Art 1327 esecuzione prima della risposta dell’accettante

Prevede che il proponente possa dichiarare nella proposta che l’oblato possa iniziare l’esecuzione del

contratto (= eseguire le obbligazioni previste dal contratto) senza una preventiva accettazione

 l’oblato dichiara di accettare con un comportamento concludente

Art 1333 contratto con obbligazioni del solo proponente

Non si può applicare a qualunque contratto, ma solo a quelli che prevedono obbligazioni da una sola parte

ovvero il solo proponente . Per considerare il contratto concluso, è sufficiente il silenzio dell’oblato

 non si può mai applicare a contratti con prestazioni corrispettive (sinallagmatici)

 non si può applicare alla donazione perché è un contratto formale, ovvero che la legge chiede la forma

dell’atto pubblico (forma scritta + pubblico ufficiale + testimoni)

 è applicabile nel caso di contratti a carico di una sola parte, ma che non sono donazioni, che permettono

al proponente di perseguire un suo scopo; sono contratti accessori a qualcun altro

es. contratti di trasporto per albergo di località sciistica: il solo silenzio conferma il contratto

OGGETTO

Il contratto deve indicare il bene o il diritto che il contratto intende traferire (contratti con effetti reali) e le

prestazioni alle quali il contratto obbliga (effetti obbligatori)

 in genere il contratto ha più di un oggetto

Art 1346 l’oggetto del contratto deve essere lecito, possibile determinato o determinabile

LECITO

Significa che non deve contrastare con i parametri della libertà:

- legge o norma imperativa

- ordine pubblico (principi non derogabili)

- buon costume (insieme delle norme morali generalmente condivise dai soggetti di un ordinamento

giuridico in un determinato tempo e luogo)

Il contratto con oggetto illecito se prevede una prestazione illecita

 non ha senso parlare di illiceità di cose o oggetti

Es. contratto che prevede che qualcuno spari ad un altro è illecito, ma non è illecita l’arma

POSSIBILE

- fisicamente: deve essere qualcosa che esiste in natura

- giuridicamente: deve essere un bene e non un bene comune o ad es. il corpo umano

DETERMINATO o DETERMINABILE

Con riferimento ad elementi esterni al contratto AD RELATIONEM 

E’ possibile che i contraenti stabiliscano che la determinazione sia affidata ad un terzo arbitratore

 intendono affidarsi al giusto equo giudizio dell’arbitratore = ARBITRAGGIO DI EQUITA’

Se una delle due parti del contratto ritiene che l’arbitraggio non sia stato equo può rivolgersi al giudice

Il terzo può dover procedere i maniera arbitraria (arbitratore di mero arbitrio): in questo caso le parti non

possono valutar preventivamente ciascuna i benefici e le conseguenza del contratto (contratti aleatori)

Contratti aleatori per definizione:

- contratto di gioco (non so se vincerò e quanto)

- contratto di assicurazione (pagherò un corrispettivo all’assicurazione, chiamato premio, ma non so se e

quando l’assicurazione mi pagherà per un danno)

Nel caso di arbitraggio di mero arbitrio non possono appellarsi al giudice per contestare l’equità

dell’arbitratore, né per chiedere di sostituire l’arbitratore.

 la legge presenta una certa diffidenza nei confronti dei contratti aleatori

obbligazioni naturali: se il debitore paga quanto deve, non può richiedere la somma da lui versata

FORMA

In linea di principio, i privati possono esprimere la volontà contrattuale nella forma che preferiscono, ma

per alcuni contratti è necessaria la forma scritta (regolati dall’art 1350):

- contratti che trasferiscono diritti reali su beni immobili

- locazioni di beni immobili se hanno una durata superiore ai 9 anni (la locazione non è un diritto reale)

Contratti per cu è richiesta la forma dell’atto pubblico:

- la donazione (la legge richiede anche la presenza di un ufficiale pubblico)

CAUSA

Nel codice non c’è una definizione di causa, perché coloro che scrissero il codice, parlando di causa,

sapevano di parlare di un concetto secolare

La causa viene definita come:

> funzione economico-sociale del contratto

> funzione concreta del contratto

> funzione tipica

A che serve nel discorso giuridico il concetto di causa?

● chiedere a qualcuno di uccidere un altro

 contratto illecito e quindi invalido

● ci sono contratti che hanno oggetto/i leciti e che tuttavia perseguono fini illeciti

Es. contratto di compravendita di un automobile per fare una rapina

 è un contratto valido, salvo entrambe le parti non condividano il fine illecito

Motivo illecito (art 1345) rende il contratto invalido nel momento in cui è condiviso da tutti i contraenti

● prometto dei soldi per passare l’esame

 promuovere qualcuno non è illecito, ma è un contratto con causa illecita = che esprime obbiettivamente

il fine illecito

≠ macchina e rapina = l’oggetto è lecito (acquisto macchina), il fine è lecito (scambio del bene), l’interesse

illecito è esterno al contratto

Il contratto con causa illecita è già presente nel contenuto del contratto

La causa è quell’interesse che il contratto esprime di per sé e che è comune ai contraenti

 funzione obiettiva del contratto risulta dal suo contenuto e da ogni elemento obiettivo del contratto

arbitraggio di mero arbitrio

La causa risulta dal contratto

Il motivo non risulta dal contenuto del contratto, fatto salvo per il motivo illecito


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannabraga di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Carusi Donato.

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