Che materia stai cercando?

Appunti Diritto privato 1

Appunti di diritto privato basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Zimatore dell’università degli Studi Guido Carli - Luiss, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea magistrale in giurisprudenza. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto privato docente Prof. A. Zimatore

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

STRUTTURA DELLA NORMA SPECIALE: Se A+a, allora B+b

A sono i fatti previsti nella fattispecie. a sono i fatti ulteriori previsti nella fattispecie

della norma speciale.

B è l’effetto della norma generale. b è l’insieme degli effetti ulteriori previsti dalla

norma speciale.

Le elencazioni contenute in norme che non hanno il carattere della eccezionalità sono

meri esempi dei casi ai quali la norma dovrà applicarsi, sono elencazioni

ESEMPLIFICATIVE che si oppongono alle elencazioni tassative.

Le norme speciali, se non eccezionali, possono essere applicate per analogia.

ENTI

Nel nostro ordinamento sono soggetti di diritto anche gli enti, dunque posseggono

anche la capacità giuridica.

Gli enti dotati di personalità giuridica sono quelli che godono di un’autonomia

patrimoniale perfetta (hanno un loro patrimonio e rispondono delle loro obbligazioni

solo con questo patrimonio).

Gli enti posseggono anche la capacità di agire.

Gli enti possono agire attraverso persone fisiche (ORGANI) che fanno parte della loro

struttura organizzativa. Gli organi dell’ente si distinguono in ESTERNI e INTERNI, a

seconda che abbiano o meno il potere di rappresentanza dell’ente (il potere di

assumere impegni con terzi in nome o per conto dell’ente).

Il POTERE DI GESTIONE (interno) è il potere di decidere una determinata operazione.

Il POTERE DI RAPPRESENTANZA (esterno) è il potere di porre in essere, in nome e

per conto dell’ente, l’operazione decisa.

Occorre distinguere tra gli ENTI PUBBLICI e gli ENTI PRIVATI.

Negli ENTI PUBBLICI rientrano lo Stato, gli altri ENTI TERRITORIALI e una serie di altri

enti (INPS, INAIL, Banca d’Italia, Croce Rossa Italiana).

Inizialmente gli enti pubblici erano molto più numerosi, ma a partire dagli anni ’90 si è

assistiti al FENOMENO DELLE PRIVATIZZAZIONI con il quale molti enti pubblici sono

stati trasformati in società per azioni.

Tra gli ENTI PRIVATI bisogna distinguere:

ENTI REGISTRATI (le vicende relative l’ente sono annotate in un pubblico

 registro, accessibile a chiunque ne faccia richiesta) e ENTI NON REGISTRATI

(sono privi di questo pubblico registro)

ENTI DOTATI DI PERSONALITA’ GIURIDICA (hanno un’autonomia

 patrimoniale perfetta) e ENTI PRIVI DI PERSONALITA’ GIURIDICA (non hanno

un’autonomia patrimoniale perfetta)

ENTI A STRUTTURA ASSOCIATIVA (danno vita ad un’organizzazione stabile di

 più soggetti per l’esercizio di un’attività volta al perseguimento di uno scopo

comune) e ENTI A STRUTTURA ISTITUZIONALE (danno vita ad

un’organizzazione stabile per la gestione di un patrimonio, finalizzata al

perseguimento di scopi altruistici)

ENTI CON FINALITA’ ECONOMICHE (hanno come scopo la ripartizione tra i

 partecipanti degli utili conseguiti con l’attività svolta dall’ente stesso) e ENTI

SENZA FINALITA’ ECONOMICHE (non hanno come scopo la ripartizione tra i

partecipanti degli utili o di altri vantaggi conseguiti con l’attività svolta dall’ente

stesso).

Tra gli enti senza finalità economiche ci sono: le ASSOCIAZIONI, le FONDAZIONI,

i COMITATI, le ALTRE ISTITUZIONI DI CARATTERE PRIVATO.

ASSOCIAZIONI

Prima della Costituzione del 1948 il codice distingueva le associazioni riconosciute

da quelle non riconosciute. Alle associazioni non riconosciute erano preclusi gli

acquisti mortis causa e il loro ordinamento interno e i rapporti tra gli associati

erano regolati da accordi degli associati.

A seguito della Costituzione del 1948, l’art 18 Cost. afferma che tutti i cittadini

hanno il diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione.

L’ASSOCIAZIONE è un’organizzazione collettiva che ha come scopo il

perseguimento di finalità non economiche.

La SOCIETA’, invece, è caratterizzata o da uno scopo lucrativo o da uno scopo

mutualistico.

Nell’associazione sono precluse sia la ripartizione tra gli associati degli utili

realizzati con l’attività dell’ente, sia l’attribuzione agli stessi di vantaggi atti a

soddisfare un loro interesse di natura economica.

L’IMPRESA SOCIALE può essere gestita da una società che in questo caso

opererebbe senza scopo di lucro.

Le associazioni possono svolere attività economica di produzione o scambio di

beni o di servizi (ATTIVITA’ DI IMPRESA) sia IN VIA SECONDARIA (per procurarsi

le entrate per perseguire il loro scopo) sia IN VIA PRINCIPALE o ESCLUSIVA.

Essenziale è che sia escluso il LUCRO SOGGETTIVO (gli utili non possono essere

destinati agli associati).

ASSOCIAZIONE RICONOSCIUTA

Nasce con un contratto (ATTO COSTITUTIVO) tra i fondatori che deve rivestire la

forma dell’atto pubblico. L’atto costitutivo deve contenere:

Manifestazione della volontà dei fondatori di dar vita all’associazione

 Denominazione dell’ente

 Scopo, patrimonio e sede

 Norme sull’ordinamento e sull’amministrazione

 Diritti e obblighi degli associati

 Condizioni di ammissione all’associazione

Queste previsioni possono essere contenute anche nello STATUTO. L’atto

costitutivo è allegato allo statuto e devono essere presentati assieme alla richiesta

di riconoscimento dell’associazione come persona giuridica alla prefettura nella

cui provincia è stabilita la sede dell’ente.

La prefettura deve controllare:

Che sono state rispettate le condizioni per la costituzione dell’ente

 Che lo scopo sia possibile e lecito

 Che il patrimonio risulti adeguato alla realizzazione dello scopo

Poi il prefetto provvede all’ ISCRIZIONE dell’associazione nel registro delle persone

giuridiche tenuto presso la prefettura, in questo modo l’associazione acquista la

PERSONALITA’ GIURIDICA.

Tra la stipula dell’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche,

l’associazione esiste e può operare, ma come associazione non riconosciuta .

L’ordinamento interno dell’associazione prevede almeno DUE ORGANI:

ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI che ha il ruolo di

 Modificare l’atto costitutivo e lo statuto

 Approvare il bilancio

 Esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli

 amministratori

Escludere gli associati per motivi gravi

 Sciogliere l’associazione e devolvere il patrimonio

In PRIMA CONVOCAZIONE, delibera a maggioranza dei voti con la presenza di

almeno la metà degli associati. In SECONDA CONVOCAZIONE, delibera

qualunque sia il numero degli intervenuti.

Maggioranze qualificate sono richieste per le modifiche dell’atto costitutivo e

dello statuto e per lo scioglimento dell’associazione.

AMMINISTRATORI gestiscono l’attività dell’associazione e rappresentano

 l’associazione nei confronti di terzi.

L’ associazione ha un suo PATRIMONIO formato dai cespiti conferiti inizialmente

dai fondatori, dalle quote di ammissione versate dagli associati, dal ricavato

dell’attività svolta, da apporti privati, ecc.

L’associazione riconosciuta può effettuare qualunque tipo di acquisto senza alcuna

autorizzazione.

L’associazione ha una STRUTTURA APERTA poiché chiunque può aderirne in

qualsiasi momento.

Entrato nell’associazione, l’ associato non può esserne escluso se non per gravi

motivi ed inforza di una delibera motivata dall’assemblea; l’associato espulso può

ricorrere all’autorità giudiziaria entro 6 mesi.

L’associato può recedere dall’associazione in qualunque momento ma con un

anticipo di 6 mesi.

L’associazione si estingue per:

Raggiungimento dello scopo

 Impossibilità di raggiungere lo scopo

 Venir meno di tutti gli associati

Estinta l’associazione si procede alla LIQUIDAZIONE del suo patrimonio pagando i

debiti dell’associazione e i restanti beni vengono devoluti come previsto dallo

statuto o secondo quanto stabilito dall’assemblea al momento dello scioglimento o

dando i beni ad associazioni con fini analoghi.

Infine si procede alla CANCELLAZIONE dell’ente dal registro delle persone

giuridiche.

ASSOCIAZIONE NON RICONOSCIUTA

Nasce in forza di un contratto tra i fondatori (ATTO DI AUTONOMIA) che però non

necessita di requisiti di forma o di contenuto.

L’associazione non riconosciuta non acquista la PERSONALITA’ GIURIDICA ma

gode di una sua SOGGETTIVITA’.

L’ordinamento interno, l’amministrazione dell’associazione e la disciplina dei

rapporti tra associati e associazione sono stabiliti dagli accordi degli associati .

L’esclusione di un associato è determinata dal potere discrezionale e

insindacabile di un organo associativo e si esercita con una deliberazione

immotivata e non impugnabile.

L’associazione non riconosciuta ha un suo FONDO COMUNE distinto dal patrimonio

dei singoli associati.

Può effettuare ogni tipo di acquisto.

Per le OBBLIGAZIONI CONTRATTUALI dell’associazione rispondono il fondo

comune e i patrimoni personali di coloro che hanno agito in nome e per conto

dell’associazione anche quando non ne sono membri.

FONDAZIONE

È un’organizzazione stabile che si avvale di un PATRIMONIO per il perseguimento

di uno SCOPO NON ECONOMICO.

Nasce da un atto di autonomia unilaterale (ATTO DI FONDAZIONE) che può essere

inter vivos o contenuto in un testamento.

Lo STATUTO deve contenere:

Denominazione dell’ente

 Scopo, patrimonio e sede

 Norme sull’ordinamento e sull’amministrazione

 Criteri e modalità di erogazione delle rendite

Con l’ATTO DI DOTAZIONE il fondatore si spoglia di beni che devolve a favore

della fondazione.

Il RICONOSCIMENTO e l’acquisto della PERSONALITA’ GIURIDICA avvengono

con: La presentazione dell’ atto di fondazione, statuto, atto di dotazione e

 richiesta di riconoscimento alla prefettura

Controllo del rispetto delle condizioni previste per la costituzione dell’ente

 Iscrizione nel registro delle persone giuridiche e conseguente acquisto

 della personalità giuridica

In mancanza di riconoscimento esse possono operare come fondazioni non

riconosciute.

La fondazione è gestita da un organo amministrativo, ma è priva di

un’assemblea.

La vita delle fondazioni è assoggettata al controllo dell’ autorità amministrativa.

Se la fondazione viene SCIOLTA può modificare il suo scopo senza doversi

estinguere.

Possono assumere la veste di fondazione anche i fondi pensione, le casse di

previdenza ed assistenza di liberi professionisti e le IPAB.

COMITATO

È un’organizzazione di più persone che con una raccolta pubblica di fondi

costituisce un proprio PATRIMONIO con il quale realizza finalità di natura

altruistica.

Nasce da un accordo associativo tra PROMOTORI che si vincolano all’esercizio di

un’attività di raccolta tra il pubblico per poter realizzare il loro PROGRAMMA.

L’attività del comitato si articola in due fasi:

1. I promotori annunciano al pubblico con un programma lo scopo che vogliono

perseguire e invitano i SOTTOSCRITTORI ad effettuare offerte ( OBLAZIONI)

2. I promotori o gli ORGANIZZATORI gestiscono i fondi raccolti per realizzare il

loro scopo

Lo SCOPO deve essere di pubblico interesse o altruistico.

Il comitato può vivere anche come semplice ente non riconosciuto dotato della sola

soggettività.

Può anche chiedere il riconoscimento per l’acquisto della personalità giuridica con

lo stesso processo delle associazione e fondazioni.

Per le obbligazioni del comitato riconosciuto risponde solo l’ente con il suo

patrimonio.

Per le obbligazioni del comitato non riconosciuto rispondono personalmente

tutti i componenti. FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE

È una fondazione in cui a determinati soggetti, che non contribuiscono

periodicamente alla realizzazione degli scopo con versamenti in denaro, è

riconosciuta la qualifica di PARTECIPANTI, all’assemblea è riservato il diritto di

nominare un numero di componenti dell’organo amministrativo e una funzione

consultiva su attività, programmi, obiettivi della fondazione e su bilanci consuntivi e

preventivi.

È un modello che combina aspetti della fondazione e dell’associazione.

MATRIMONIO PUTATIVO

L’art.128 c.c. definisce il matrimonio putativo: matrimonio contratto da due coniugi

che lo ritendono valido ma che in realtà è nullo.

Il matrimonio può essere dichiarato nullo quando:

Entrambi i coniugi erano in buona fede

 Solo un coniuge era in buona fede

 Entrambi i coniugi erano in mala fede

 Il consenso dei coniugi è stato estorto con violenza o determinato da timore di

 eccezionale gravità derivante da cause esterne ai coniugi

Se il matrimonio dichiarato nullo:

È stato contratto dai coniugi in BUONA FEDE o il consenso è stato estorto con la

 VIOLENZA o con il TIMORE DI ECCEZIONALE GRAVITA’ derivante da cause

esterne agli sposi, gli effetti del matrimonio valido si producono fino alla

sentenza che ne pronuncia la nullità

È stato contratto solo da UN coniuge in BUONA FEDE, gli effetti del matrimonio

 valido si producono solo per il coniuge in buona fede e per i figli

È stato contratto dai coniugi in MALA FEDE, gli effetti del matrimonio valido si

 producono solo per i figli nati o concepiti durante il matrimonio. Ciò non può

essere applicato qualora la causa della nullità sia l’INCESTO, in questo caso il

figlio può essere riconosciuto previa autorizzazione del giudice.

Il matrimonio dichiarato nullo ha gli effetti del matrimonio valido rispetto ai FIGLI.

La BUONA FEDE si presume e deve sussistere solo al momento della celebrazione del

matrimonio. AZIONE DI RIDUZIONE

È concessa al legittimario che è stato leso della sua quota di legittima a causa delle

disposizioni testamentarie o delle donazioni fatte dal de cuius. Con questa azione

vengono ridotte le disposizioni testamentarie o le donazioni per reintegrare la

quota di legittima del legittimario.

Se il legittimario agisce contro un estraneo per la riduzione di donazioni o di legati, la

legge stabilisce che è possibile solo con l’accettazione con beneficio d’inventario.

Il de cuius può aver posto in essere delle VENDITE SIMULATE per nascondere la

donazione ed evitare così l’azione di riduzione; di conseguenza il legittimario deve

dimostrare la simulazione dell’atto e poi può conseguire la riduzione.

La riduzione opera riducendo prima le DISPOSIZIONI TESTAMENTERIE, se non sono

sufficienti si riducono anche le DONAZIONI partendo dall’ultima donazione fatta dal

de cuius e risalendo alle precedenti.

Se l’azione di riduzione è accolta, il donatario o il beneficiario della disposizione

testamentaria deve restituire tutto o in parte il bene.

Se si tratta di un BENE DIVISIBILE viene separata la parte che spetta al legittimario e

gli viene data.

Se si tratta di un BENE INDIVISIBILE e: 1

La quota attribuita al legatario supera la sua porzione disponibile di , il

 4

bene indivisibile viene lasciato nell’eredità

La quota attribuita al legatario supera la sua porzione disponibile di non più di

 1 , il legatario tiene il bene indivisibile ma compensa in denaro i legittimari

4


PAGINE

14

PESO

35.02 KB

AUTORE

martaqui

PUBBLICATO

6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martaqui di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Zimatore Attilio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto privato

Riassunto esame Diritto Privato, prof. Di Gravio, libro consigliato Diritto Privato, Torrente
Appunto
Riassunto esame Diritto privato, prof. Tamponi, libro consigliato Manuale di diritto privato di Torrente, Schlesinger
Appunto
Diritto privato - soggetto e persona
Appunto
Lezioni Diritto privato 2
Appunto