Estratto del documento

Letteratura

Favola: umanizzazione degli animali

Fiaba: narrazione orientata ad un pubblico infantile, rivolta ad un momento di crescita con fantasia.

Accadono cose che nella realtà non accadono. Un mondo contaminato dalla presenza di cose

soprannaturali (episodi magici, soluzioni date dall’ignoto).

Derivano dallo stesso verbo: Fari (ciò che è importante da riferire, ciò che vale la pena esser letto).

È difficile avere una storia omogenea della fiaba. Inizialmente venne trasmessa oralmente, nel

tempo è stata trasmessa in modo differente. Ogni testo fatto non prendeva in considerazione tutto il

resto, venivano fatti in maniera disordinata e poco consapevole.

E’ un racconto fantastico che trae origine dalla tradizione popolare e ha come protagonisti

indistintamente uomini e animali, reali o immaginari. Il contenuto immaginario si propone

principalmente per suscitare piacere, meraviglia ed emozioni nel lettore. Si distingue sia dalla

favola, che è una breve narrazione di fantasia che ha sempre un fine moraleggiante o satirico, sia

dalla leggenda che ha argomento religioso ed eroico e collocata in un ambiente storico parzialmente

modificato dall’immagine.

La differenza con la favola è la morale ma Perrault aggiunse la morale, contaminando la fiaba.

Dove è nata la tradizione delle fiabe?

Il primo fu Straparola, poi abbiamo Basile con “Lo cunto de li cunti”. Era un letterato di corte,

concepì l’opera per intrattenere i cortigiani tramite una lingua e una moralità immediata.

Poi abbiamo Pitrè ebbe un approccio simile a quello antropologico.

Giambattista Basile

Lo cunto de li cunti

Testo che contiene 49 racconti e la cinquantesima storia è il racconto dei racconti. Venne tradotto da

Croce affermando che inizialmente le fiabe erano rivolte ad uomini letterati, esperti e non infanti

perché dietro alle fiabe c’è un aspetto sessuale.

Trama: C’era una volta la principessa Zoza triste e malinconica che non rideva mai fin tanto che un

giorno una vecchia imprecando contro un giovane ragazzo la fece ridere a squarcia gola. La vecchia

sentendosi beffata scaglio alla principessa una maledizione: non avrebbe più avuto pace fin che non

avesse sposato il principe di Caporotondo che giaceva però in catalessi su una tomba e poteva

essere risvegliato solo da un anfora piena di lacrime.

Dopo sette anni di ricerca Zoza trova la tomba e in due giorni di pianto riempie l’anfora quasi al

colmo ma sviene dalla stanchezza. Una schiava che assiste alla scena ne approfitta e riempie

l’anfora con quattro lacrime, il principe si sveglia e va in città per sposarla. Zoza quando si riprende

non trova il principe e va in città accompagnata dalle fate che le danno in dono una noce, una

castagna ed una nocciola: dalla noce esce un nanetto che canta meravigliosamente, dalla castagna

una chioccia con dodici pulcini d’oro, dalla nocciola una bambola che fila oro.

Zoza regala tutto alla schiava divenuta regina ma la bambola infonde al re il desiderio di ascoltare

delle fiabe e così vengono chiamate dieci vecchie a raccontarle. L’ultimo giorno Zoza raconta la sua

fiaba smascherando così l’impostora che aveva rotto l’incantesimo.

Nelle fiabe raccontate ci sono molti racconti soprannaturali, tranne uno ( una donna e un uomo che

si amano ma di famiglie rivali, la madre di lui fa di tutto per esporli, ma i due dopo tutto morirono).

Quello di Basile fu il primo grande racconto fiabesco. Queste storie venivano raccontate a corte con

degli attori. La cosa strana che ebbe successo ma spari di punto in bianco totalmente, viene

recuperato all’inizio del novecento con Benedetto Croce.

Questo testo venne tradotto in varie lingue e Charles Perrault prese spunto dalla struttura per

scrivere i racconti di Mamma Oca.

Altra fiaba: il racconto di Basile: La Pulce —> C’era un re che trova una pulce e si affeziona,

comincia a nutrire la pulce fino a quando diventa molto grande. La pulce si ammala e il re chiama il

medico della corte ma morì lo stesso. Per onorare la luce il re decide di custodire la sua pelle. Una

figlia del re non riesce a maritarsi, allora venne fatto un concorso che mette in palio la figlia. Per

vincere i contendenti dovevano capire di che cosa fosse fatta la pelle. Un orco molto brutto riesce ad

indovinare. La povera principessa chiede di non aver come marito l’orco ma così fu. La principessa

viene portata nella sua tana e lei vede tanti teschi. L’orco ogni giorno le dava da mangiare ma lei

rifiutò sempre e divenne molto debole. La figlia del re un giorno vide una vecchia e chiese il suo

aiuto. I figli della vecchia liberarono, l’orco sente che stavano scappando ma i figli avevano delle

virtù magiche e lo rallentarono, per poi essere ucciso e vissero tutti felici e contenti.

Sviluppo della fiaba

Dopo Basile la fiaba è diventata un genere formalizzato, torna ad essere oggetto narrativo.

‘600: Basile delinea dei tratti precisi ma continuano comunque a starci dei modi diversi.

‘700: Ci sono grandi romanzi fantastici per fare polemiche spesso filosofiche, letterali ( ad esempio

Goldoni).

‘800: La fiaba fu un campo di studio, non è un oggetto di studio. Nacque il folclore popolare,

raccogliere dal popolo le fiabe popolari, ad esempio i Fratelli Grimm. Emerge per la prima volta la

fiaba popolare e si iniziarono a studiare le tradizioni popolari. Ciò ebbe una ricaduta sul mondo

popolare, da l’input a scrivere nuove fiabe.

Poi nacque l’editoria, la scuola pubblica e la letteratura d’infanzia. Ci fu un aumento

dell’educazione per questo che erano necessari dei testi per un nuovo pubblico, ovvero per

l’infanzia. Il genere per l’infanzia diventa un vero e proprio lavoro.

‘900: Italo Calvino racconta di aver ricevuto da un editore delle fiabe italiane e decide di mettersi a

raccoglierle. Si rende conto che mole fiabe erano simili in molte regioni quindi la sua soluzione fu

che quando tronava una fiaba in una regione diceva da dove proveniva, se c’erano più versioni

prendeva quella più bella per lui. Due anni interi per raccogliere tutte le fiabe.

Fratelli Grimm

Trascrivono e danno una propria forma letterale. Diedero varie versioni attraverso un processo di

elaborazione e superbamente del testo originale raccolto dalla tradizione popolare, facendo capire

l’evoluzione della letteratura germanica.

Max Muller

Rispose ai fratelli Grimm dicendo che chi abbellisce o ritocca le novelle dovrebbe essere frustato e

chi invece inventa una falsa novella, spacciandola per popolare, dovrebbe essere fucilato.

De Gubernatis

Considera la mitologia come un archetipo di una miriade di racconti fiabeschi europei. Diede

un’interpretazione di Cenerentola, infatti per lui era una rappresentazione dei movimenti del sole. Il

suo merito fu quello di ricondurre la fiaba al mito.

Alcuni sostengono che le fiabe siano poligenesi: attraverso un processo di contaminazione e

interferenze arriva ai nostri giorni.

Caratteristiche della fiaba

 Testo breve con numero ridotto di personaggi

 È molto ripetitiva

 Non conosce sfumature psicologiche

 Non c’è introspezione

 Non si distingue la magia dalla realtà

Libro: “Logica della fiaba”

Il sottotitolo ci guida con le parole chiave per spiegare la fiaba.

Gioco: la fiaba è un gioco, un tipo di narrazione

Fortuna: qualcosa che si realizza con il destino

Viaggio: molto spesso i personaggi si mettono in viaggio

Metamorfosi: avvengono spesso mutamenti del corpo oppure di un oggetto

Corpo: corporeità nuda, crescita o sensoriale.

Altre caratteristiche della fiaba

Bosco: spazio realistico, luogo pericoloso, quando appare in un testo si possono usare le carte

magiche. Può accadere qualsiasi cosa (orchi, spiriti degli alberi), può richiamare il magico, con

animali. Ci sono esseri magici.

Doni: ad esempio un ragazzo che può ascoltare gli uccelli.

Labirinto: ci sono apparizioni materiali.

Orco: massima figura di paura

Famiglia del re: Nelle fiabe molto sesso c’è un’ascesa sociale (l’umile diventa ricco o il contrario).

Corpo: la corporeità può essere di tre tipi. Estetica: corpo vestito, la moda, un’acconciatura.

Nudità: corpo esposto, può essere tagliato.

Sensoriale: corpo che si manifesta attraverso le sue funzioni sensoriali.

Novellino

Opera piuttosto misteriosa, è un assemblaggio di novelle, ma non abbiamo i testi dell’origine. Ha

due filoni: Vaticano e del Toscano. La fortuna del novellino è la matrice linguistica. Novellino è un

titolo ignoto, è semplicemente quello più utilizzato. Pietro Bembo a inizio del 500 si fece copiare

dal suo segretario un manoscritto trecentesco. Questa è la linea più affidabile di trasmissione perché

il segretario che ricopiò si interessò alla lingua. Negli anni ne circola un’altra di copiatura di area

toscana molto differente, adattata. Anche Boccaccio riscrisse alcune novelle del Novellino

ampliando così il Decamerone.

Il novellino andava incontro a stratificazioni orali, incroci, tante novelle venivano da racconti e

origini diverse. Il testo di fondo si considerava quello del vaticano, quello toscano si tiene presente

per gli ampliamenti che ha. Il novellino è per certi versi un summa, un concentrato, in quanto è

un’insieme di testi di provenienze diverse.

Troviamo degli exemplum: episodi religiosi oppure narrazioni brevi di un episodio di vita di un

personaggio antico. C’è un piccola morale.

Troviamo poi testi di origine esotiche o orientali, attinge a gesta o anche ad un’ambientazione

popolare, plebea.

Un elemento tipico è la celebrazione tra ingegno e fortuna, troviamo poi molto spesso il climx

discendente (luogo, ricchezza, ecc).

Ci sono alcuni aspetti che rimandano alla fiaba ma non tantissimi, ha una struttura prevalentemente

realistica. Il novellino è un libro strutturato anche se le novelle sono intercambiabili: ha un prologo,

cento novelle e ogni ha una rubrica.

Prologo: spiega a cosa serve il libro, ruolo giustificatorio. Mette le mani avanti perché può

sembrare immorale ma non è scabroso.

È destinato all’intrattenimento, si autogiustifica dicendo che insegna qualcosa, spesso le novelle

hanno una morale. La lezione principale è che la parola detta al momento giusto può salvare la vita.

Alcune novelle contengono elementi di natura magica e vicende che rimandano ad archetipi orali

antichi.

Novella n. 21

Tematica il tema dell’incantesimo. Ambiente storico: corte di Federico II. Nella corte si presentano

tre negromanti, i quali dovevano intrattenere, per divertimento fanno un incantesimo. Chiamano un

conte e lo portano in un luogo lontano dove doveva superare delle prove, vince e si sposa,

invecchiando lì. Alla fine riconducono il conte alla corte e gli dicono che in realtà il tempo non è

mai passato nella vita reale. Incantesimo: luogo incantato dove il tempo è passato solo per lui.

Il novellino presenta una fiaba di matrice esotica, rovescia gli archetipi —> La volpe e il mulo

Il mulo prende in giro la volpe che ha incontrato un animale e la volpe gli chiede chi era. Il mulo gli

dice che lo ha scritto dietro e gli dice di avvicinarsi ma gli da un calcio. Morale: “chi ha studiato

non è detto che è astuto”.

Boccaccio

Un letto magico per Torello

Novella del Decamerone (10º giornata, nona novella). Narratore: Dioneo. Tema centrale: vicende

amorose che mettono in luce la libertà e la magnanimità delle persone.

Composta da più segmenti narrativi, distinti fra di loro, ogni segmento presenta una logica diversa.

La novella parla della storia di Torello che ospita Saladino, facendolo passare per mercante a Pavia,

per saperne di più sui preparativi delle crociate. Al momento di partire per le crociate da da un

termine ultimo alla moglie per risposarsi. Durante la crociata viene fatto prigioniero, ma viene

riconosciuto dal Saladino che con la magia lo trasferisce in un attimo a Pavia. Torello arriva in un

convento e scopre che la moglie si sta per sposare, riesce ad arrivare al matrimonio della moglie che

lo riconosce grazie ad un anello e tornano insieme a casa.

Machiavelli

L’unica novella nota è la “La favola di Belfagor aridiavolo”, conosciuta anche come “Il diavolo che

prese moglie”. Questa novella è basata sul fantastico e sulla beffa.

(Straparola fu il primo novellatore dopo Machiavelli. Non riprese direttamente le sue novelle ma

probabilmente attinse da un’altra fonte).

Trama: Plutone, re degli inferi, decide di mandare un arcidiavolo sulla terra a vivere da un uomo

ammogliato per verificare se sia vero che la vita coniugale sia peggio dell’inferno. Invia Belfagor

che assume il nome di Roderigo, va a vivere a Firenze e si sposa, finendo vittima di una donna,

Onesta Donati, che lo costringe a contrarre un debito dopo l’altro. Il povero diavolo è costretto a

fuggire, inseguito dai creditori. Successivamente viene salvato da un contadino, Gianmatteo del

Brica, al quale per ricompensarlo promette di farlo diventare ricco come esorcista di donne

indemoniate. Belfagor infatti prima penetra nel corpo di alcune donne e poi, quando il contadino

glielo chiede, ne esce. Arricchito il contadino a sufficienza, il diavolo non si dichiara più disposto

ad aiutarlo ulteriormente; quando dunque Gianmatteo viene contattato dal re di Francia per liberare

dal demonio sua figlia, egli si rifiuta di svolgere il suo compito. Gianmatteo rischiando di essere

condannato a morte, organizza una beffa, facendogli credere che stia per giungere la moglie: il

diavolo allora si spaventa a tal punto che lascia la fanciulla dalle sue grinfie e ritorna per sempre

all’inferno.

In questo modo il punto di vista di un diavolo sulla nostra società serve in realtà a smascherare gli

egoismi, le cattiverie e gli inganni e farne emergere delle caratteristiche più infernali che umane.

Analisi: L a comicità è molto forte ma è una comicità rielaborata, il matrimonio coincide con la

cornice comica. Possiamo distinguere la stori dividendola in due fasi la prima coincide con la

missione del diavolo sulla terra e la seconda coincide con la beffa nei confronti del diavolo. Nella

prima parte Machiavelli fa una lunga satira sui costumi fiorentini, dimostra che tutto l’ordine

politico si muove con il denaro.

Il tema di tutta la fiaba è l’avidità, uno dei vizi capitali, inizialmente l’avidità è vista dentro la satira

di tipo socio-politico, nella seconda parte invece la satira dell’avidità viene cambiata di segno per

far emergere l’astuzia del semplice che costituisce una sorta di modello contrapposto. Sono due

narrazioni diverse, portatrici di valori differenti. Machiavelli usa il racconto per costruire una

cornice che serve alla satira rumoreggiante.

Ser Giovanni

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 18
Appunti con rielaborazione di Letteratura italiana per l’esame di letteratura italiana del prof. Scrivano e Diafani Pag. 1 Appunti con rielaborazione di Letteratura italiana per l’esame di letteratura italiana del prof. Scrivano e Diafani Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti con rielaborazione di Letteratura italiana per l’esame di letteratura italiana del prof. Scrivano e Diafani Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti con rielaborazione di Letteratura italiana per l’esame di letteratura italiana del prof. Scrivano e Diafani Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti con rielaborazione di Letteratura italiana per l’esame di letteratura italiana del prof. Scrivano e Diafani Pag. 16
1 su 18
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eleonora-Bolzani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Scrivano Fabrizio.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community