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Istituzioni di diritto pubblico: diritto dei media e dello spettacolo

Lezione 1 - 03/06/2017

Il sistema delle fonti del diritto

Trattati istitutivi, Costituzione della Repubblica, Statuti delle regioni a autonomia speciale, Unione Europea, Leggi di attuazione/revisione costituzionale, Direttive comunitarie, Leggi ordinarie, Statuti delle regioni a autonomia ordinaria, Regolamenti comunitari, Atti aventi forza di legge, Leggi regionali, Regolamenti governativi, Regolamenti ministeriali, Regolamenti regionali, Regolamenti comunali/provinciali.

Ci sono norme più importanti di altre (gerarchia delle norme): le norme che nella tabella sono posizionate nella parte inferiore devono adeguarsi alle norme sovrastanti, devono essere in linea con la Costituzione. Le leggi possono cambiare anche a fronte di una Costituzione che rimane la stessa; il livello inferiore può cambiare anche se il livello superiore non cambia, ma il contrario non può avvenire. Certe materie sono riservate allo Stato, altre alle regioni, altre all’Unione Europea, altre ai comuni. Ci possono essere dei conflitti tra i vari livelli (es. Unione Europea e Stato).

Le sentenze sono la declinazione concreta delle norme, ed hanno importanza di interpretazione, non basta leggere la norma astratta, ma bisogna portarle ad effettività. La sentenza, in diritto, è il provvedimento giurisdizionale con il quale il giudice definisce in tutto o in parte la controversia che gli è stata sottoposta, risolvendo le questioni in fatto ed in diritto proposte dalle parti.

Una corte costituzionale o un tribunale costituzionale è un organo costituzionale dotato di speciali competenze, definite anche di "giudice delle leggi" perché in grado di accertare la legittimità o meno delle scelte operate dal legislatore ordinario. Le corti costituzionali o, in generale, gli organi che esercitano la giustizia costituzionale, svolgono la funzione fondamentale di garantire l'applicazione dei principi e articoli della Costituzione all'interno di un dato ordinamento giuridico e rappresentano una significativa novità rispetto allo Statuto albertino, che non prevedeva affatto un simile organo. La Corte di Cassazione è l’organo supremo della giustizia che assicura l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni e regola conflitti di competenza e di attribuzione, adempiendo agli altri compiti conferitigli dalla legge (giudici che interpretano come altri giudici hanno interpretato le sentenze).

La costituzionalizzazione della cultura

Negli anni successivi alla guerra emerge una critica ai trattati assolutizzanti e unificati che si erano via via sedimentati durante un ventennio fascista. Un ampio dibattito conduce, a livello costituzionale, ad uno sdoppiamento delle norme in materia di cultura:

  • Piena libertà dell’espressione artistica e della ricerca scientifica (poi rubricata all’art. "l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento" 33);
  • Dall’altra si delinea nell’art. 9.

Articolo 33

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Art. 9 rivela due prospettive corrispondenti ai suoi diversi commi: il primo comma si incentra sulla funzione promozionale cui la repubblica s’impegna per sviluppare la cultura e la ricerca scientifica e tecnica; il secondo comma sembra alludere a una logica conservativa, ponendo l’obbligo di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico-artistico nazionale.

C’è un contrasto tra le due norme (art. 9 e art. 33). La cultura è stata vista come strumento del Governo. Il potere non ha mai dato una definizione di cultura. In una democrazia non ci può essere l’assunzione in campo dello Stato di un canone estetico culturale, nessuno può dire cos’è “cultura” e quale sia “buona cultura”. Quindi le due norme paiono in contrasto. Se è vero che c’è un dovere di intervento delle istituzioni pubbliche sulla cultura, come fanno a non toccare l’artista? Comportamento ispirato nella neutralità ma attivo al sostegno. “Aiuto” per sostenere le arti minori.

Convivenza tra art. 9 e art. 33: prescrivere dalle strutture pubbliche un sostegno. Questi due articoli convivono grazie all’art. 3.

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Le espressioni culturali devono vivere libere sul mercato. La forma più espressiva che non ce la fa da sola è la lirica. Ci è prescritto dalla costituzione di finanziare la cultura. Principio di confronto oggettivo (scegliere cosa finanziare). C’è un mercato per tutti i media, il loro scopo è quello di vendere. Ognuno dei settori mediali è ricostruito su tre segmenti: produzione, distribuzione, vendita. Il problema è la distribuzione!! Distribuzione diversa tra nord e sud Italia. Non si possono promuovere soltanto le espressioni culturali che si pongono come obiettivo la sopraffazione sulle altre.

Problema: l’art. 33 è derivato dall’art. 21?

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Si afferma che il 33 è figlio del 21, l’unico limite è l’oscenità. Il 33 è una specificazione del 21? Se (art. 21). L’art. 21 nell’ultimo comma parla della pubblicazione e manifestazioni dell’osceno. Il discorso artistico può avere limiti per l’oscenità? L’osceno è un concetto che evolve, l’idea dell’esposizione del comportamento/atto osceno non è mai osceno. La corte costituzionale si è mossa in due modi: in un primo tempo la CC prendeva in considerazione se nell’espressione che aveva davanti c’erano profili osceni e di conseguenza esonerava l’oggetto dall’espressione artistica. Era una pozione piuttosto dura. Poi la CC ha evoluto da questa posizione: l’ha invertita. L’arte non è mai oscena. Il giudice ricerca i criteri e gli elementi di artisticità dell’espressione che ha davanti sull’eventuale oscenità. Questo è rappresentato dal caso Ultimo tango a Parigi, film che viene tolto dalle sale perché ritenuto film osceno, con contenuto non ammissibile alle sale cinematografiche, non viene proiettato nei festival. Nel 1987 si cerca di non far proiettare il film perché osceno, non è idoneo a “ledere il comune senso del pudore”, evolutosi poi nel tempo trascorso dal 29 gennaio 1975, data della sentenza che aveva dichiarato osceno il film.

L’oscenità può essere utilizzata come strumento narrativo, come elemento semantico importante.

Caso "Pulp Fiction" (film)

Sul cinema c’è la supervisione: due commissioni presso il ministero dei beni culturali per il divieto dei minori. Il consiglio di stato sono dei giudici che vanno a vedere il film e danno il loro giudizio per la visione o meno dei minori dei 18 anni. Si basano su un regolamento: un regolamento che dice cos’è l’osceno.

Lezione 2 - 07/04/2017

Stampa

In molte costituzioni di tradizione liberale europea, le due libertà, di stampa e di manifestazione di pensiero coincidono. Due modelli: americano (visione più strumentale perché la manifestazione del pensiero serve a formare il modello democratico) e francese (come diritto dell’uomo, riflesso più individuale). Lo Statuto Albertino: l’Editto sulla stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi, nel 1848 esce ovvero quella legge che ne reprime gli abusi citato nell’art. 28 dello Statuto Albertino. Mai si impedisce a qualcuno di dire qualcosa.

C’è una disciplina distinta fra la stampa periodica (giornali) e non periodica (libri). Due grandi industrie della stampa (edicola e libreria). Ci sono regolazioni diverse e responsabilità diverse. Siamo prima del fascismo e si tentano di fermare alcune voci e alcune affermazioni troppo popolari. Un editore comincia a pubblicare dei romanzi per il popolo e i giornali cominciano a riportare cronache rosa e locali. Siamo davanti ad un settore di mercato. I giornali nascono per l’affermarsi di tanti soggetti che fanno l’editoria, con l’investimento tecnologico anche all’epoca relativamente facile (es. la tipografia). Si fa un prodotto che viene fatto per essere venduto. La stampa man mano che si afferma come strumento fra classi sociali viene sempre più controllata attraverso leggi di autorizzazioni e controlli della polizia. E solo a persone oneste e provate va data in mano la tipografia, non a tutti. Una debole previsione della libertà di stampa, nessun mezzo di sostegno della stampa, è il mercato che si fa promotore. Durante la guerra cominciano ad esserci dei divieti, non tutto può essere pubblicato. Il fascismo rafforza i meccanismi di controllo sulla stampa, restrizioni, finalizzato il bene della nazione, la scomparsa dai giornali della cronaca nera.

  • Requisiti dall’editto per il gerente: diviene diretto gestore della testata e autorizzazione prefettizia alla sua nomina. Da gerente a direttore responsabile.
  • Natura e estensione della responsabilità ad esso imputabile: responsabilità oggettiva per fatto altrui.

L’Ordine dei Giornalisti è l’associazione dei professionisti il cui scopo è tenere l’albo degli iscritti. L’albo è la lista di chi scrive sui giornali e nasce durante il periodo fascista prima dell’ordine per sapere chi esattamente scrive sui giornali. Fin dall’istituzione ci sono 3 albi: i praticanti, i professionisti, i pubblicisti. Bisogna avere requisiti positivi e negativi per far parte dell’albo.

Interventi economici a sostegno della stampa

Il fascismo non è solo repressione. Il fascismo istituisce l’ente nazionale cellulosa e carta così da tenere il costo della carta basso. Tenere basso il costo della materia prima per la stampa. Nascono delle strutture in pancia del governo. Nel 1943 gli americani mettono in atto una struttura in Europa fatta per la guerra psicologica: diffonde notizie di un certo tipo, secondo il comando americano (Psycological Warfare Branch).

Si arriva all’assemblea costituente (creazione della costituzione, 1946). In tutti i settori vengono tolte le norme che prevedono il passaggio dal partito fascista, ecc. le strutture rimangono ma vengono tolte le nomine di tipo politico (fascista).

L. 47/1948 Disposizioni sulla stampa (legge sulla stampa). Legge che per molti pezzi è ancora in vigore.

Art. 1 Definizione di stampa o stampato. Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione. Per la stampa periodica e non periodica: disciplina delle indicazioni obbligatorie. Art. 2 Indicazioni obbligatorie sugli stampati, obbligo di registrazione delle testate giornalistiche presso l’autorità giudiziaria con mero intento certificatorio di requisiti necessari. Art. 3 Direttore responsabile.

L. 69/1963 Ordinamento della professione dei giornalisti (regola l’ordine dei giornalisti). Costruire un ordine professionale dei giornalisti. Sono tutti controlli difficili da smontare. Due le categorie principali: i professionisti (sono coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista) e i pubblicisti (sono coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi).

Diverse modalità e requisiti di iscrizione:

  • Per l’iscrizione nell’elenco dei professionisti sono richiesti: L’età non inferiore agli anni 21, l’iscrizione nel registro dei praticanti, l’esercizio continuativo della pratica giornalistica per almeno 18 mesi, Il possesso dei requisiti di cui all’art. 31, l’esito favorevole alla prova di idoneità professionale di cui all’art. 32.
  • Per l’iscrizione nell’elenco dei pubblicisti la domanda deve essere corredata, oltre che dai documenti di cui ai numeri 1), 2) e 4), i giornali e periodici contenenti scritti a firma del richiedente, certificati dei direttori delle pubblicazioni, che comprovino l’attività pubblicistica regolarmente retribuita da almeno due anni.

L’Ordine dei giornalisti è costituito a due livelli: l’ordine nazionale (Roma) e ordine a livello territoriale. Il consiglio nazionale è composto da due professionisti e da un pubblicista. Le funzioni dell’ordine: avvertimento, censura, sospensione, radiazione dall’albo (provvedimenti disciplinari). Giudizi fatte sulle norme deontologiche, norme di comportamento di etica professionale. La sanzione deontologica (c’è nell’esame).

Il Ministro della giustizia esercita l’alta vigilanza sui Consigli dell’Ordine. Può con un decreto motivato, sentito il parere del Consiglio nazionale, sciogliere un Consiglio regionale o interregionale, che non sia in grado di funzionare regolarmente; quando sia trascorso il termine di legge senza che si sia provveduto alla elezione del nuovo Consiglio, o quando il Consiglio, richiamato all’osservanza degli obblighi ad esso imposti, persista nel violarli. Con lo stesso decreto il Ministro nomina, scegliendo tra i giornalisti professionisti, un commissario straordinario, al quale sono affidate le funzioni fino alle elezione del nuovo Consiglio, che deve avere luogo entro novanta giorni dal decreto di scioglimento.

Esigenza di formazione continua, periodica dal 2014 per i giornalisti. Ogni 3 anni ogni giornalista deve aver svolto 60 crediti formativi (20 di materia deontologica).

L. 198/2016 legge sull’editoria. Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria e dell'emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Procedura per l'affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. I consiglieri sono ridotti fino ad un massimo di 60 di cui i due terzi giornalisti professionisti.

Alla CC è stato chiesto se l’istituzione dell’ordine dei giornalisti non fosse incostituzionale. Se tutti possono manifestare il proprio pensiero perché c’è l’ordine dei giornalisti? La corte argomenta dicendo che non è necessario essere appartenenti all’albo per scrivere sui giornali e lo dimostra il fanno che ci sono i praticanti (ovvero quelli che scrivono e che non sono iscritti all’albo). Quindi l’ordine può soltanto selezionare in base a criteri oggettivi (devono giudicare solo verificando si scrive bene), serve per garantire la tutela dei membri dell’albo e garantire i lettori.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MartinaMGM di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Donati Daniele.
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