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Appunti rielaborati perfettamente di diritto pubblico (cap 11) sulle Istituzioni dello Stato

appunti completi e rielaborati sulle istituzioni dello stato per esame diritto pubblico. (cap 11) basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Atripaldi dell’università degli Studi di Roma Tre - Uniroma3. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto pubblico docente Prof. M. Atripaldi

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ESTRATTO DOCUMENTO

ed informazioni da parte della PA. Le Commissioni possono anche chiedere

informazioni ai rappresentanti del Governo e chiedere ad essi di intervenire

.

alle loro sedute

30. Funzioni delle Camere: l’attività esecutiva – Messa in

stato di accusa del Presidente della Repubblica

La messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica è deliberata dal

Parlamento in seduta comune su relazione di un Comitato formato dai

componenti della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e della

Giunta per le autorizzazioni a procedere.

La delibera è adottata a scrutinio segreto e deve contenere l’indicazione degli

addebiti e delle prove su cui l’accusa si fonda. Il Parlamento inoltre elegge tra

i suoi componenti uno o più commissari per sostenere l’accusa davanti alla

Corte costituzionale.

31. Funzioni delle Camere: l’attività esecutiva –

Deliberazione dello stato di guerra

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri

necessari. Lo stato di guerra viene poi “dichiarato con atto del Presidente

dalla Repubblica, che assolve ad un potere-dovere che investe anche il

controfirmante l’atto.

32. Funzioni delle Camere: l’attività esecutiva –

L’approvazione del bilancio e del rendiconto consuntivo e la

legge finanziaria

L’art. 81 dispone che le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto

consuntivo presentati dal Governo. L’approvazione avviene con legge la cui

iniziativa spetta al Governo che presenta il disegno di legge di bilancio

(Continua…).

III – Il Governo

La composizione del Governo

Il Governo è un organo costituzionale che dà diretta ed immediata esecuzione

alla Costituzione ed esercita il potere di governo e funzioni amministrative

che rientrano nel potere esecutivo.

Riguardo alla formazione e al funzionamento del Governo la Costituzione

detta alcune regole fondamentali (artt.92, 93, 94). Con la funzione di governo

si realizza la direzione politica dello stato secondo gli indirizzi programmatici

approvati dal Parlamento col voto di fiducia. Tra tali attività vanno annoverate

quelle specificamente legislative che si sostanziano nell’adozione dei Decreti

legislativi e dei Decreti legge e quelle normative che si sostanziano

nell’adozione dei regolamenti.

Il Governo è un organo complesso, in quanto costituito da tre organi: il

Consiglio dei ministri, il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri.

2. La formazione del Governo

>La Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il potere di

nominare il Presidente del Consiglio e i Ministri. Non è richiesto per la nomina

che si tratti di parlamentari né sono previste incompatibilità; essi devono

godere dei diritti civili ed essere cittadini italiani.

La scelta del Presidente del consiglio deve ricadere su una personalità dal

mondo politico che possa far ottenere al Governo la fiducia all’atto della sua

presentazione alle Camere. A tal fine il Presidente della Repubblica precede

alle consultazioni, colloqui con forze politiche e rappresentanti per avere un

quadro completo delle posizioni delle forze parlamentari.

Per consuetudine il Presidente della Repubblica non nomina immediatamente

il Presidente del Consiglio, ma conferisce dapprima l’incarico di Presidente

designato in modo da assicurargli l’opportunità di assumere intese ed accordi

con le forze che lo sosterranno e di scegliere i Ministri. La riserva del

Presidente incaricato sull’accettazione viene sciolta quando questo si

presenta con la lista dei Ministri ed il programma di Governo. Il Presidente

della Repubblica a quel punto nomina con proprio decreto il Presidente del

Consiglio e i Ministri.

Il decreto di nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri viene

controfirmato dal Presidente del Consiglio nominato unitamente al decreto di

accettazione delle dimissioni del precedente governo.

Il Presidente durante il procedimento dovrebbe adoperarsi affinché la crisi di

governo che ha dato la necessità di una nomina venga risolta con il voto di

fiducia al nuovo governo ecc. Il potere e la discrezionalità di questo nella

scelta varia a seconda del sistema elettorale e della presenza chiara di

maggioranze e leader all’interno del Parlamento.

3. La “revoca” del Presidente del Consiglio

Si procede alla formazione del Governo in caso di crisi, che riguarda il

rapporto fiduciario tra Governo e

Parlamento. È esclusa l’attribuzione al Presidente della Repubblica di

qualunque potere che si riconduca alla “revoca” del Governo. Con la

formazione del nuovo Governo, il nuovo Presidente del consiglio controfirma il

decreto di nomina, e tacitamente, ammettendo la validità dell’atto,

controfirma anche il decreto di “revoca” del precedente Governo.

4. La “revoca” dei Ministri

Secondo la dottrina prevalente il Presidente del Consiglio non può di sua

iniziativa revocare un Ministro e neanche proporne la revoca al Presidente

della Repubblica. Quest’ultimo in realtà su proposta del Presidente del

Consiglio potrebbe esercitare un potere di revoca, essendo previsto

giuridicamente.

5. Il Presidente del Consiglio

La Costituzione, nonostante attribuisca al Presidente del consiglio la scelta

dei Ministri da proporre per la nomina al Presidente della Repubblica, non gli

assicura una posizione di supremazia su questi.

L’art.95 ne delinea la figura: egli dirige la politica generale del Governo e ne è

responsabile, mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo

coordinando l’attività dei Ministri, controfirma gli atti del Presidente della

Repubblica previsti dalla Costituzione e dalle leggi. Il suo “peso” all’interno

del Governo può variare a seconda dell’omogeneità delle forze politiche. A lui

spettano le funzioni che la legge attribuisce ai Ministri senza portafoglio, e

può porre la questione di fiducia su disegni di legge, risoluzioni, mozioni e

ordini del giorno. Si avvale per lo svolgimento dei suoi compiti di un

Segretariato Generale.

6. La Responsabilità del Presidente del Consiglio

La responsabilità del Presidente non è solo quella politica che viene fatta

valere dinnanzi al Parlamento, ma è anche quella civile, penale e

amministrativa. Egli può essere chiamato a risarcire i danni causato a terzi ed

alla PA dinnanzi alla giurisdizione civile o amministrativa e può essere

condannato per i reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Nel caso

di procedimento penale è previsto che venga concessa l’autorizzazione a

procedere da parte della Camera di appartenenza, mentre se il presidente

non è parlamentare se ne occupa il Senato (Vedi L.124/2008).

7. I Ministri

I Ministri sono organi costituzionali che svolgono anche funzioni pubbliche

amministrative come funzionari onorari dello Stato.

Essi esercitano le funzioni previste dalla Costituzione e dalle leggi.

Controfirmano gli atti del Presidente della Repubblica e ne assumono la

responsabilità. Sono a capo di un Dicastero ed esercitano le funzioni di

indirizzo e coordinamento delle Amministrazioni che da essi dipendono.

I Ministri sono responsabili politicamente, individualmente, degli atti da essi

compiuti nell’ambito delle rispettive competenze e, collegialmente, per gli

atti del Consiglio dei Ministri. La responsabilità civile a cui possono andare

incontro è quella comune ad ogni funzionario, quella amministrativa, per il

caso di danni all’erario, viene fatta valere dinanzi alla Corte dei Conti. La

responsabilità penale, per i reati ministeriali, può azionare un procedimento

solo previa autorizzazione della Camera di appartenenza.

>8. Il Consiglio dei ministri

È l’organo collegiale del Governo formato dal presidente del Consiglio e dai

Ministri. Vi partecipa anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e i

Presidenti delle Regioni a Statuto speciali quando si trattino materie che li

riguardano. Il Consiglio dei ministri determina la politica generale del governo

e l’indirizzo generale dell’azione amministrativa, delibera su ogni questione

che concerna il rapporto di fiducia con il Parlamento e adotta i c.d. atti di alta

amministrazione. Approva i decreti e i regolamenti aventi forza e valore di

legge e altre robe previste dalla Costituzione e dalla legge.

>9. Il Consiglio di Gabinetto

È un organo consultivo del Presidente del Consiglio che trae origine da una

prassi. Svolge attività preparatorie all’attività del governo ed è composto dai

ministri designati dal Presidente del Consiglio.

10. I Sottosegretari di Stato

In Italia sono stati originariamente costituiti in via convenzionale e se n’è

ammessa l’esistenza in via consuetudinaria, successivamente sono stati

previsti nella L.400/1988. La loro funzione è quella di coadiuvare i Ministri e di

svolgere le funzioni loro delegate dal Ministri.

Sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su Proposta del

Presidente del Consiglio, di concerto cui fanno riferimento. Possono

partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri senza diritto di voto per

riferire su argomenti e questioni attinenti alla materia loro delegata, possono

intervenire in rappresentanza del Governo alle sedute delle Camere e delle

Commissioni parlamentari, partecipare alle discussioni, rispondere ad

interrogazioni e interpellanze.

11. I Comitati

>I Comitati sono organi collegiali formati da più Ministri e a volte anche da

organi esterni al Governo. Essi svolgono funzioni comuni a più dicasteri e

possono avere rilevanza esterna o solo interna.

Si distinguono in Comitati interministeriali e Comitati di ministri. I comitati

interministeriali sono istituiti con legge, I Comitati dei ministri possono essere

istituiti con delibera del Consiglio dei ministri o con Decreto del Presidente del

Consiglio ed hanno funzioni istruttorie e preparatorie dell’attività del Consiglio

e dei Ministri interessati (Vedi: CICCR, CIS, ecc.…)

12. Commissari del Governo

Sono organi destinati ad assolvere funzioni particolari a volte permanenti, a

volte temporanee. In Italia la Costituzione, prima delle modifiche introdotte

dalla L. Cost.3/2001, prevedeva un commissario del Governo presso ogni

Regione per sovrintendere alle funzioni amministrative e per il coordinamento

tra le attività amministrative dello Stato e della Regione. Attualmente può

procedersi alla nomina di Commissari straordinari per realizzare determinati

obiettivi in relazione a programmi o indirizzi deliberati dal Parlamento o dal

Consiglio dei ministri o per particolari e temporanee esigenze di

coordinamento operativo tra le amministrazioni statali. La nomina è disposta

con Decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del

Consiglio previa deliberazione del Consiglio dei ministri

13. Organizzazione dell’Apparato amministrativo: Ministeri,

Aziende autonome, Agenzie, Autorità indipendenti e di

garanzia

La struttura dei ministeri è stata riorganizzata attraverso l’abbandono del

criterio gerarchico tra gli uffici e separando la dirigenza amministrativa da

quella politica. I dicasteri ministeriali rispondono a livello centrale a due

modelli, quello dei Dipartimenti e quello delle Direzioni generali, all’interno

dei quali si articola la struttura dei diversi uffici. A livello periferico sono

articolati in base a strutture facenti normalmente capo agli uffici territoriali

del Governo a cui sono preposti i Prefetti con sede e competenza nel territorio

delle Provincie.

Per far fronte ad esigenze funzionali di tipo imprenditoriale proprie di servizi

pubblici che mano a mano venivano assunti dalle amministrazioni pubbliche

erano state create apposite aziende autonome al cui vertice

nell’amministrazione statale era il Ministro, ma che davano luogo a gestioni

speciali per determinati settori (Cassa depositi e prestiti, Monopoli di Stato,

ecc.).

Dagli anni 80 si istituirono alcune agenzie con compiti prevalentemente

tecnici. Le agenzie sono strutture amministrative di varia natura giuridica,

strumentali rispetto all’amministrazione, che su di esse esercita potere di

vigilanza. A volte si tratta di articolazioni organiche dell’amministrazione,

altre volte di enti pubblici con autonomia gestionale, a volte anche normativa,

e di una specifica responsabilità amministrativa. Le agenzie dotate di

personalità giuridica hanno compiti amministrativi generali (es. Agenzia delle

entrate) e sono enti pubblici dotati di autonomia tecnico professionale dal

Governo.

Sono state poi introdotte varie autorità indipendenti e di garanzia, che si

differenziano dalle agenzie non solo perché titolari di funzioni di garanzia, ma

anche in quanto in posizione di indipendenza ed autonomia dal potere

politico e dall’apparato amministrativo.

IV – Gli organi ausiliari

1. Il CNEL

>Il CNEL è un organo ausiliario previsto dalla Costituzione all’art.99 che gli

attribuisce funzioni di consulenza delle Camere e del Governo per le materie

e secondo le funzioni stabilite dalla legge e un potere di iniziativa legislativa e

la possibilità di contribuire alla elaborazione della legislazione economica e

sociali secondo i principi e entro i limiti della legge.

2. Il Consiglio di Stato

>Il Consiglio di Stato è un organo ausiliario di rilievo Costituzionale che ha

funzioni di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia

nell’amministrazione. È indipendente di fronte al Governo e si articola in sette

sezioni, di cui 3 consultive e quattro giurisdizionali.

I pareri che emette possono essere facoltativi o obbligatori. Questi possono

essere vincolanti o non vincolanti per la PA alla quale devono essere resi. I

pareri obbligatori sono quelli relativi agli atti normativi del Governo, ai ricorsi

straordinari al Presidente della Repubblica, agli schemi generali di contratti-

tipo e altro.

Le funzioni giurisdizionali sono svolte dalle quattro sezioni giurisdizionali. A

seguito dell’istituzione dei Tribunali Amministrativi Regionali il Consiglio di

Stato è diventato organo giurisdizionale di secondo grado, conservando

funzioni in un unico grado per quanto riguarda alcuni giudizi di ottemperanza.

3. Corte dei Conti

>La Corte dei Conti è un organo ausiliario a rilevanza costituzionale,

indipendente dal Governo, che esercita funzioni di controllo e giurisdizionali.

L’art.100 attribuisce alla Corte dei Conti il controllo preventivo di legittimità

sugli atti del Governo e quello successivo sulla gestione del bilancio dello

Stato, nonché il controllo sulla gestione finanziaria degli enti cui lo Stato

contribuisce in via ordinaria.

>La funzione di controllo viene svolta da diverse sezioni, centrali e locali. Una

sezione centrale esercita il controllo preventivo di legittimità su atti del

Governo. È previsto anche un controllo successivo su singoli atti.

>Una sezione centrale esercita il controllo successivo sulla gestione delle

amministrazioni statali in termini di economicità ed efficienza. Una sezione

delle autonomie esercita il controllo sulla finanza e sulla amministrazione

degli enti locali e ne esistono altre che esercitano il controllo per regioni a

statuto ordinario, per gli affari comunitari e per gli affari internazionali.

>4. L’Avvocatura dello Stato

Anche l’Avvocatura dello Stato può definirsi organo ausiliario anche se non

sia di rilevanza costituzionale. E’ un organo tecnico che provvede alla tutela

legale dei diritti e degli interessi dello Stato, rappresentando e assistendo in

giudizio le Amministrazioni statali. È anche organo di consulenza, ove

richiesto dalle Amministrazioni, ad esprimere pareri su progetti di legge,

regolamenti e transazioni; prepara contratti o suggerisce provvedimenti

intorno a reclami o questioni che possano dare luogo a controversie.

>V – Il Presidente della Repubblica

1. Elezione e durata della carica

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei

membri delle due Camere, integrato nella sua composizione da tre delegati

per ciascuna regione (uno per la Vd’A). Questo è convocato del Presidente

della Camera dei deputati trenta giorni prima che scada il termine del

mandato presidenziale. Se le Camere sono sciolte o mancano meno di tre

mesi alla loro cessazione occorre aspettare il rinnovo delle Camere e

l’elezione del Presidente dovrà avvenire entro quindici giorni dalla riunione

delle nuove Camere.

Per rendere il Presidente quanto più indipendente dalle forze parlamentari è

richiesto un quorum speciale per l’elezione: una maggioranza dei due terzi

dell’assemblea per le prime tre votazioni e successivamente la maggioranza

assoluta.

Per essere eletti occorre la cittadinanza italiana, l’età di 50 anni ed il

godimento dei diritti civili e politici. L’ufficio di Presidente della Repubblica è

incompatibile con qualsiasi altra carica e dura sette anni dal giorno in cui è

prestato il giuramento con la possibilità di essere rinnovato in capo allo

stesso soggetto.

Prima di assumere le sue funzioni, e anche per accettare la nomina, il

Presidente presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e all’osservanza della

Costituzione davanti al Parlamento in seduta comune, senza la partecipazione

dei delegati regionali

2. La cessazione dalla carica

Alla scadenza del mandato il Presidente della Repubblica diviene, salvo

rinuncia esercitabile in qualsiasi momento, senatore a vita.

3. La supplenza

In ogni caso in cui il Presidente non possa adempiere alle sue funzioni si

ricorre alla supplenza, di cui è titolare il Presidente del Senato. Egli non è

tenuto a prestare giuramento, e i limiti al suo potere in qualità di supplente

sono dovuti alla provvisorietà della carica: dovrà esercitare funzioni di

ordinaria amministrazione e quelle strettamente necessaria.

>Nel caso di inadempimento permanente il Presidente della Camera indice

l’elezione del nuovo Presidente entro quindici salvo il maggior termine

previsto per l’ipotesi che le Camere siano sciolte o manchi meno di tre mesi

alla loro cessazione

Risulta dai principi che presiedono i rapporti tra Presidente e Governo che

l’accertamento dell’impedimento sia attribuito al Presidente del Senato e al

Governo stesso, senza escludere una possibile chiamata ad esprimersi alla

Corte costituzionale su un eventuale conflitto di attribuzione sollevato dagli

organi in questione.

>4. Assegno e dotazione del Presidente

Per consentire l’esercizio delle sue funzioni al presidente, la Costituzione gli

assicura la corresponsione di un assegno e di una dotazione, entrambi

determinati con legge. L’assegno ha natura corrispettiva e consiste in una

somma di denaro che viene versata al Presidente, mentre la dotazione

consiste nell’insieme di bene immobili e mobili appartenenti al patrimonio

indisponibile dello Stato che sono forniti al Presidente.

L’autonomia del Presidente è inoltre garantita attraverso l’istituzione

dell’Ufficio della Presidenza della Repubblica con autonomia organizzativa.

Esso contempla un Segretariato generale della Presidenza della Repubblica

cui fanno capo tutti gli uffici e servizi. All’Ufficio di Presidenza è riconosciuto

un potere regolamentare nonché l’autodichia ammessa anche per le Camere

e la Corte costituzionale.

In realtà tale autodichia contrasta con gli artt.102 e 113 della Costituzione.

Infatti se agli organi preposti alla autodichia viene riconosciuta la funzione

giurisdizionale, si tratta della costituzione di giudici speciali che sono vietati

dall’art.102. Se invece non viene riconosciuta la natura giurisdizionale a tali

organi si è in presenza di una sottrazione di tutela giurisdizionale ai diritti e

agli interessi legittimi, in violazione degli articoli precedentemente

menzionati.

5. Irresponsabilità del Presidente della Repubblica

L’art.90 prescrive che il Presidente della Repubblica non è responsabile degli

atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento

o attentato alla Costituzione. Questo impedisce di poterlo chiamare a

rispondere del suo operato dinanzi ad altro organo costituzionale. Nel campo

penale civile e amministrativo l’irresponsabilità del Presidente comporta

l’impossibilità che egli sia chiamato a rispondere di reati diversi da quelli di

alto tradimento e di attentato alla Costituzione commessi nell’esercizio delle

sue funzioni. È questa una “non imputabilità”, e non semplicemente una

improcedibilità. Per fatti commessi prima dell’assunzione della carica si deve

intendere piena la responsabilità nonostante la Costituzione non si esprima.

6. Responsabilità per alto tradimento e attentato alla

costituzione

È il Parlamento in seduta comune che ha la competenza a mettere in stato di

accusa il Presidente a maggioranza assoluta. Sulle accuse mosse al

Presidente giudica poi la Corte Costituzionale in composizione allargata con

l’intervento di sedici giudici aggregati. Si tratta di responsabilità penale e non

politica per fattispecie non riconducibili al diritto penale comune e costituenti

uno speciale giudizio definito di “giustizia politica”. L’indeterminatezza della

fattispecie induce a vedere nell’art.90 una deroga all’art.25 in base al quale

nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in

vigore prima del fatto commesso. In realtà tale indeterminatezza è dovuta

alla difficoltà di prevedere quali fatti ed atti del Presidente possano

concretare tali speciali reati. Per Alto tradimento può intendersi qualunque

comportamento del Presidente che si concreti in una collusione con potenze

straniere finalizzata a pregiudicare gli interessi nazionali e a sovvertire lo

Stato in modo da comprometterne la sovranità. Per quanto riguarda

l’attentato alla Costituzione è dato prima al Parlamento e poi alla Corte

costituzionale stabilire quali atti e comportamenti lo concretizzino.

7. La controfirma degli atti del Presidente dalla Repubblica

L’irresponsabilità del Presidente della Repubblica non comporta inoltre

l’impossibilità di ascrivere ad altri la responsabilità dei suoi atti. Infatti la

controfirma governativa agli atti del Presidente della Repubblica, oltre a

rendere vali tali atti, ne ascrive la responsabilità al controfirmante. Per gli atti

tipicamente presidenziali, per i quali manca la proposta ministeriale, non si

può prescindere dalla controfirma, che in tal caso costituisce un controllo

sulla provenienza dell’atto. Il Governo può rifiutare la controfirma quando

l’atto del Presidente concreti una fattispecie penale, esorbiti dalla

competenza del Capo dello Stato o possa costituire un attentato alla

Costituzione. Gli atti su cui è imposta la controfirma sono esclusivamente

quelli espressione delle funzioni di tale organo, non ad esempio il giuramento

del Presidente davanti alle Camere riunite né le sue manifestazioni di

opinione che non assumono la veste formale di “messaggi”.

8. Le funzioni del Presidente della Repubblica come Capo

dello Stato e garante della Costituzione

L’art.87 dispone che il Presidente della Repubblica “è il Capo dello Stato e

rappresenta l’unità nazionale”. Egli inoltre, come si evince dall’art.91, è il

garante e il custode dell’assetto costituzionale.Come Capo dello Stato egli

impersona l’unità dello Stato, la sua stabilità e continuità, è l’organo che ne

manifesta la volontà unitaria sia all’interno che all’esterno, personifica e

rende presente la Comunità nazionale e ne tutela gli interessi. Come garante

dell’assetto costituzionale egli ha una posizione super partes rispetto alle

forze politiche.Le sue funzioni si concretano in un’ampia tipologia di atti che

trovano la loro previsione in varie norme costituzionali tra cui in particolare

l’art.87 che ne elenca alcuni. Gli atti del Presidente possono essere esaminati

sotto vari profili: vi sono atti discrezionali, vincolati, facoltativi e obbligatori.

>Discrezionali e a volte anche obbligatori sono quelli ad iniziativa del

Presidente, vincolati quelli che realizzano tipiche fattispecie legali senza

margini di discrezionalità. Discrezionali e al tempo stesso obbligatoria è ad

esempio l’attività che pone in essere il Presidente in caso di risoluzione delle

crisi di Governo attraverso la nomina del Governo, oppure la nomina dei

cinque giudici costituzionali. Discrezionale e facoltativo è lo scioglimento

anticipato delle Camere, oppure la nomina dei cinque senatori a vita o l’invio

di messaggi alle Camere. È obbligatoria la promulgazione. Altri atti

necessitano di un richiesta governativa, come per la nomina dei Ministri.

9. Emanazione dei decreti aventi valore di legge e dei

regolamenti

L’emanazione, al pari della promulgazione, consiste in un atto che dà forma

solenne all’atto legislativo consentendone l’efficacia giuridica. Con

l’emanazione il Presidente esercita un potere suo proprio col quale manifesta

all’esterno la volontà dello Stato. Tale potere può ascriversi al potere

esecutivo nel senso di dare esecuzione immediata e diretta alla Costituzione

Secondo l’art.87 Il Presidente della Repubblica promulga le leggi ed emana i

decreti aventi valore di legge e i regolamenti. La disciplina costituzionale

dell’emanazione differisce da quella della promulgazione della legge, sia con

riguardo ai termini entro i quali deve avvenire sia con riguardo alla fase di

controllo attraverso il rinvio della legge alle Camere.

I limiti e il contenuto del potere di emanazione possono essere ricavati dai

principi costituzionali e dalla

posizione istituzionale del Presidente. Poiché il potere di adottare gli atti che il

Presidente deve emanare spetta al Governo, la loro emanazione costituisce

un potere-dovere come per la promulgazione. Può rifiutare l’emanazione solo

quando l’atto adottato dal Governo configuri un attentato alla Costituzione o

un alto tradimento.

10. Autorizzazione alla presentazione alle Camere dei disegni

di legge di iniziativa del Governo

Si tratta di un potere-dovere che implica un’attività di controllo sull’operato

del Governo in coerenza col

ruolo del Presidente della Repubblica come garante dell’assetto

costituzionale. Dato che è il Governo uno dei titolari del potere di iniziativa

legislativa il rifiuto dell’autorizzazione si risolverebbe nella negazione

dell’esercizio di tale potere. Il Presidente può limitarsi a una richiesta

motivata di riesame del disegno, per ragioni di legittimità e di merito, oppure

rifiutare l’autorizzazione nel caso ravvisi una delle fattispecie penali previste

dall’art.90.

11. Nomina dei funzionari di Stato

È la legge che stabilisce in quali casi la nomina dei funzionari dello Stato va

adottata con decreto presidenziale. La nomina costituisce un potere-dovere.

In quanti il Presidente ha l’obbligo di nominare i funzionari una volta che

abbia accertato l’esistenza dei presupposti fissati dalla legge.

12. I Messaggi

Il Presidente ha il potere di inviare messaggi alle Camere. Si tratta di una

forma di collegamento istituzionale tra i due organi che si spiega con la

posizione del Presidente di garante dell’ordine costituzionale e di

rappresentante dell’unità nazionale.

>13. Il Comando delle forze armate

La Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il comando delle

Forze Armate in considerazione della sua posizione istituzionale. Il comando

però non è inteso in senso operativo, valutazioni e scelte di indirizzo politico

spettano al Governo.

14. La Ratifica dei trattati internazionali

Anche nell’esercizio del potere di ratifica dei trattati internazionali il

Presidente manifesta la volontà dello Stato all’esterno. La politica

internazionale rientra invero nell’ambito delle attribuzioni del Governo e del

Parlamento, e l’atto del Presidente è solo quello conclusivo del procedimento.

Ne consegue che esso costituisce un potere-dovere al quale il Presidente non

può sottrarsi. La ratifica dà forma solenne e rende efficace il trattato

nell’ordinamento internazionale. Vale lo stesso per la promulgazione o

l’emanazione riguardo al controllo.

VI – La Corte costituzionale

1. La giustizia costituzionale

L’osservanza della Costituzione è garantita da una serie di reciproci controlli

tra gli organi costituzionali sulle rispettive attribuzioni, ma in via

giurisdizionale è garantita dal sistema della giustizia costituzionale che vede

al suo centro un apposito organo giurisdizionale che è la Corte costituzionale.

L’art.134 della Costituzione prevede la competenza della Corte costituzionale

a giudicare:

• Sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli

atti aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni.

• Sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le

Regioni e tra le Regioni

• Sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica

>È stata inoltre attribuita alla Corte costituzionale la competenza a giudicare

sull’ammissibilità delle richieste di referendum abrogativo.

2. La Composizione

La Corte costituzionale è un organo costituzionale in quanto dà diretta ed

immediata esecuzione alla Costituzione, ed è un organo giurisdizionale in

quanto le sue funzioni sono dirette a risolvere le controversie in via definitiva.

Le sue decisioni non sono suscettibili di impugnazione ed acquistano efficacia


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Matteo.0101 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Atripaldi Mariangela.

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