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STORIA DELLA GOVERNANCE POLITICA LEZIONE 1

movimento

23 Marzo 1919 fascismo come in piazza S. Sepolcro.

Accanto agli esponenti della sinistra rivoluzionaria interventista parteciparono parecchi trinceristi,

soprattutto arditi e futuristi. In più c’erano repubblicani, socialriformisti (come Farinacci) che vollero

dissociarsi dalla posizione di Bissolati, leader socialriformista e dell’intervento democratico, criticato

per aver rinunciato sulla questione delle frontiere, perché non aveva reclamato ne l’Alto Adige, né

la Dalmazia. diciannoviste,

Le tesi esposte a San Sepolcro, dette esprimevano i seguenti obiettivi: suffragio

universale con legge elettorale proporzionale, voto alle donne, abolizione del Senato (che era di

nomina regia), assemblea costituente, consigli tecnici del lavoro, minimi salariali, partecipazione

operaia al funzionamento tecnico delle industrie, otto ore lavorative, gestione di industrie e servizi

pubblici da parte delle organizzazioni proletarie giudicate all’altezza, assicurazioni d’invalidità e di

vecchiaia, imposta a carattere progressivo, abolizione delle mense vescovili, sequestro dei beni

delle congregazioni religiose e dell’ 85% dei profitti di guerra, milizia nazionale al posto di esercito e

marina regi, politica estera di valorizzazione pacifica dell’italianità nel mondo.

Il fascio MILANESE pronunciava queste tesi di orientamento di sinistra, con idee di sindacalisti

nazionalrivoluzionari, ma gli altri fasci erano di orientamenti diversi perché in alcune località si

unirono ai nazionalrivoluzionari anche elementi nazionalisti, monarchici, conservatori, ben lontani

dal radicalismo politico dell’estremismo combattentistico. Pg.6

Per alcuni il fascismo nasce dopo la prima guerra mondiale in

conseguenza a due fenomeni:

- La 1 guerra mondiale

- La rivoluzione bolscevica in Russia

Senza questi due eventi, quello che viene prima, per quanto possa

definirsi emancipatore del fascismo non può essere definito tale; 2

possibili precursori del fascismo:

nazionalismo nel 1910,

a. il creato come associazione nazionalista italiana,

ma era gruppo molto piccolo;

b. oppure, l’interventismo > l’Italia si spaccò al momento della prima

guerra tra neutralisti e interventisti.

Interventismo di destra > liberali di destra (quindi anche giolittiani),

Sonnino, nazionalisti; per loro la prima guerra mondiale era

un’occasione per trasformare l’Italia in una grande potenza. Lo scopo

principale non era quindi Trento e Trieste ma l’espansione italiana.

Ciò si capisce nel patto di Londra nel quale:

- sono incluse Trento e Trieste, è esclusa Fiume, mentre è compresa

Bolzano (città a allora poco italiana). L’idea era di garantire la sicurezza

militare italiana con l’arco alpino (conquistando tutte le terre e città cioè 1

Trento e Trieste) mentre Fiume non era compresa perché non era

prevista la dissoluzione dell’impero austro ungarico, perché? Sia i

nazionalisti che i liberali consideravano gli slavi un pericolo per

l’espansione italiano nell’ adriatico e artico.

- Se le alpi servivano a garantire il confine italiano, l’Albania serviva ad

aprire e chiudere il mar adriatico a piacimento.

- includeva poi il pieno governo sul Dodecaneso, isole occupate dall’Italia

nell’aprile del 1912 durante guerra contro l’impero ottomano (prima

guerra libica), perché convinta di andare in Libia ed essere accettata dai

turchi, in realtà si trovò i popoli contro. Il Dodecaneso, alla fine della

guerra libica, rimase sia sotto impero ottomano ma anche sotto

occupazione militare italiana.

- Antalia, base italiana per avere una base nell’asia minore.

- La garanzia che l’eventuale dissoluzione degli imperi romano e

ottomano avrebbe garantito l’espansione dell’Italia.

I nazionalisti e Sonnino volevano entrare in guerra accanto agli imperi

centrali. Per Uk c’era grande ammirazione, il disprezzo andava alla

Francia. Se fossero entrati nella triplice, gli obiettivi erano la:

Corsica, Tunisia, espansione nel mediterraneo occidentale.

Interventismo di sinistra

a. interventisti Democratico > ispiratori ideali erano Mazzini e Garibaldi

(i repubblicani); per loro la guerra era la grande guerra delle democrazie

contro l’autoritarismo (come l’ultima guerra del risorgimento, ideata da

identità democratiche) quindi vedevano da una parte UK e FR vs gli

guerra ideologica

imperi autoritari centrali, una prima ancora di guerra

di potenza. Il punto debole di ciò era che: tra Fr e Uk c’era l’impero

Russo che ovviamente non era democratica (si taceva su questo punto

sperando che con la vittoria della guerra morisse l’autorità zarista).

Quindi “guerra delle democrazie” ma anche della vittoria delle

popolazioni oppresse: la guerra finirà con rivoluzione democratica

interna ai paesi ma anche con dissoluzione definitiva degli imperi

tedesco, austroungarico, russo e nascita di stati indipendenti nazionali.

Interventisti democratico volevano Trento e Trieste (no bolzano). corpo

Sono loro che creano i primi movimenti: costituzione di un

volontario garibaldino organizzato da alcuni figli di Garibaldi, che chiese

ai francesi di combattere come legione autonoma, all’interno

dell’esercito francese. Quindi i primi a combattere furono questi corpi

volontari di interventismo democratico, prima ancora che Italia entrasse

in guerra.

b. Interventisti rivoluzionari > eredi della sinistra di classe,

cominciarono alcuni sindacalisti rivoluzionari (es. Filippo corridoni “la

patria non si nega, si conquista”) e anche Mussolini ; invocavano una

1

1 2

guerra ideologica in nome delle sorti progressive dell’Italia, dell’Europa,

dell’umanità. Pretendevano la guerra, la preteso minacciando altrimenti

il governo di imporla con la forza, magari insieme alla repubblica. I

neutralisti di ogni colore furono dipinti come nemico interno.

Il presidente del consiglio Salandra e il ministro degli Esteri Sonnino

erano l’estremo esempio della “povertà morale” della monarchia

sabauda e della classe politica liberale.

Mussolini sull’Avanti > siamo favorevoli alla guerra? No, possiamo

impedirla? No. Rifugiandosi in un neutralismo assoluto, si da le sorti del

paese nelle mani della borghesia! Quindi si deve sostenere la guerra

così che gli italiani imparino nella trincea la violenza, si addestrino

spiritualmente e militarmente all’uso della forza per abbattere il

sistema.

Questa posizione non trovò consensi tra i neutralisti, dove stava prima,

e fu cacciato dall’avanti, e fonda quindi il quotidiano “Audacia”,

raccogliendo prima tutti gli interventisti rivoluzionari, poi anche

Mussolini proveniva dal socialismo rivoluzionario. Nell’ottobre ’14 era però entrato in conflitto

con il suo partito, di cui non condivideva il neutralismo, giudicandolo atteggiamento

violenza

“rinunciatario” e contrario agli interessi della rivoluzione. Mussolini credeva che la

fosse l’ostetrica della storia e che la storia stessa procedesse per convulsioni, trappi e perciò

non credeva a nessuna forma di pacifismo. Tanto meno pensava che il socialismo potesse

derivare da un’evoluzione progressiva di liberalismo e democrazia. La sua storia non aveva

logica, per lui, se non quella della forza. Per cui iniziò la sua lotta ai riformisti all’interno del

morfinizzatori

partito socialista, considerandoli i del proletariato. La lotta continuò anche con la

corrente rivoluzionaria, accusata di non capire la necessità di intervenire comunque nella

grande crisi europea.

In tale ottica il conflitto, secondo mussolini, avrebbe fatto bene al partito e al proletariato,

educando entrambi alla naturalezza dell’uccidere per vincere.

interventisti democratici. Essi subivano il fascino di mussolini e

l’interventismo nazionalista e di sinistra mobilitò le piazze.

Fu la prima volta in cui si ha una massiccia mobilitazione dalla piazza

contro palazzo. D’Annunzio era eccitatore della folla contro il parlamento

e Giolitti. Egli lanciò il mito delle due Italie: Grande e giovane-vecchia,

grande-piccola.

La guerra la decise cmq il governo, che decise sulla base del patto di

Londra segreto.

La guerra dura tanto e produce la rivoluzione bolscevica, che era

inattesa. Gli intv. Di sinistra esultano quando cade governo zarista e va

al governo Kerenskij (rivoluzione di febbraio), perché lui era uguale agli

inter. Di sinistra italiani, e quindi vuole fare la guerra, è un democratico

radicale. A kerenskij però succede Lenin, che non vuole continuare la

guerra e infatti si raggiunge accordo con i tedeschi nel 1918 e la Russia

esce dalla guerra. 3

comunista

Inizia con Lenin l’esperimento in Russia: l’avvento al potere di

Lenin provoca un cataclisma nel movimento socialista europeo. Perché

le correnti rivoluzionarie socialiste europeo vedono nel potere di Lenin la

conferma del realismo delle proprie aspirazioni. L’avvento del socialismo

non è più un ideale ma è stato ora realizzato in Russia.

Trotskij, organizza l’armata rossa, strumento decisivo per respingere la

controffensiva di tutte le forze controrivoluzionarie sia interne (dalle

armate bianche: sostenitori della restaurazione imperiale fino ai seguaci

di kerenskij che volevano repubblica democratica radicale) e sia esterne

che prima bloccarono il trasporto di viveri e poi si azionarono con corpi

di spedizione in Russia. Trotskij fu importante non solo per armata rossa

ma anche per la teoria che il trionfo della rivoluzione potrà essere

con l’estendersi della rivoluzione,

garantito soltanto che sostiene sia

possibile: in Italia quindi c’è il messaggio di FARE COME IN Russia.

L’ala riformista socialista italiana però afferma che c’è una differenza

abissale tra la Russia e l’Italia: in Russia la rivoluzione ha trionfato sulle

ceneri del sistema imperiale, mentre in Italia tutte le istituzioni sono

solide. Quindi in Italia ci fu mobilitazione delle masse socialiste contro il

sistema senza però sapere come abbatterle.

La gran massa dei combattenti chiedeva una politica democratica di riforme politiche e sociali

(che doveva avvenire grazie all’interventismo di sinistra cioè dal Psi). Il partito socialista italiano

certo subì l’effervescenza rivoluzionaria della propria base, suscitata dal mito bolscevico e dalla

stessa mobilitazione prodotta dalla guerra, ma non ebbe mai di fatto elaborato una strategia

concretamente volta al sovvertimento del sistema, di cui, del resto non esistevano le condizioni,

fare come in

essendo appena uscita l’Italia da un conflitto vittorioso. Tuttavia, il suo slogan

Russia paura borghese

e il suo antagonismo di classe, alimentò la della rivoluzione alle porte

finì per regalare consensi al fascismo in settori sociali tutt’altro che necessariamente

antidemocratici nel loro complesso, come le stesse classi medie.

Questo è il motivo per cui mussolini si rivolge innanzitutto agli arditi, ai futuristi, ai volontari e

agli studenti, cioè a quegli elementi più restii a smobilitare mentalmente e di fatto in formazioni

politiche o sindacali tradizionali, ovvero nuove ma moderate. Mussolini cercava una base propria

di consenso, sia pur modesta, trovandola infatti tra gli ex combattenti, gli studenti piccoli

borghesi da i quali nacquero i fasci di combattimento (per mussolini furono la resurrezione i fasci

d’azione rivoluzionaria del 14). d’Italia

Nel 1921 scissione del P. comunista d’Italia > perché voleva dire

che era partito che faceva parte della Internazionale comunista.

Nel 1919 le condizioni per la rivoluzione comunista non c’erano ma in

quegli anni 1919 1920, sono gli anni della grande paura borghese, cioè

ebbero la convinzione che comunismo fosse alle porte e che lo Stato

non fosse capace di reprimere il movimento o che la classe dirigente

non avesse la consapevolezza di volerlo reprimere e questa paura

nacque:

- dalle grandi agitazioni sindacali in campagne e fabbriche; 4

- e anche dal fatto che queste grandi agitazioni sociali proprio per questa

serie ripetuta di

aspettativa rivoluzionaria si caratterizzarono per una

violenze: violenza fisica nei confronti di persone, animali, proprietari

terrieri e di fabbrica.

23 marzo 1919 quando nasce il movimento a S, Sepolcro, il fascismo

non ancora quello che conosciamo oggi, è in fase di assestamento. Si

muove ancora nella logica dell’intv di sinistra, mussolini vuole creare

una sezione, destinata ad accorpare tutti gli esponenti

Nell’ultimo anno di guerra le posizioni di Mussolini e di buona parte dell’interventismo

rivoluzionario mutarono dal socialismo nazionale a un nazionalismo sociale rivolto ai trinceristi,

cioè a tutta la massa dei combattenti e alle loro èlites, costituite dai volontari e dai corpi speciali,

a cominciare dalle unità d’assalto degli arditi.

L’avversione alla democrazia parlamentare era rimasta la stessa come nel periodo preguerra, ma

diversi erano divenuti gli obiettivi che quell’avversione causava:

- in caso di vittoria dopo la guerra, si chiedeva un rinnovamento radicale del sistema politico e

del suo personale;

- la terra ai contadini soldati;

- benefici economici ai ceti popolari e in generale l’accorciamento delle distanze fra le classi.

Per gli obiettivi futuri, si aspirava alla rivoluzione nazionale di chi combatteva, o sosteneva

disfattisti

produttivamente lo sforzo bellico, non solo contro il nemico esterno, ma pure contro i e

tiepidi interni.

Cosa chiedeva la gran massa dei combattenti? Chiedeva una politica democratica di riforme

politiche e sociali; chiedeva il rispetto del programma dell’interventismo di sinistra e delle

promesse della propaganda bellica.

dell’interventismo di sinistra, per poi andare alle elezioni del 1919.

Con il primo sistema proporzionale che fece andare avanti il partito

popolare italiano (don sturzo) e il p socialista. Le forze costituzionali

classiche (liberali e democratiche) ora erano incapaci di formare

maggioranza stabile senza l’uno o l’altro di questi nuovi partiti.

In questo contesto il fascismo non occupa ancora nessuna posizione > a

Milano, città dove mussolini lavorava e dove nacque il movimento, la

lista fascista ottenne meno di 5000 voti e nessun eletto. LEZIONE 2

Il vero fascismo nasce nel 1920, dopo la batosta elettorale del novembre

1919 che, aveva evidenziato che a sinistra non c’era spazio, erano già

coperti dal partito socialista. Quindi l’idea alla base del diciannovismo

era di mettere insieme tutte le vecchie forze di interventismo di sinistra

(democratico e rivoluzionario), che non solo non erano riuscite ma non

avrebbe neppure portato da nessuna parte, cioè non avrebbero mai

svolto un ruolo di peso politico. 5

Per un politico se da una parte non c’è spazio e se, come aveva pensato

Mussolini, “fare concorrenza elettorale ai socialisti non si può”, bisogna

cercare spazio altrove.

Il secondo congresso dei fasci di combattimento, che era

dichiaratamente un movimento in quanto si definiva “antipartito”, che si

tiene a Milano nel 24-25 maggio del 1920, ha come tema il problema di

dove cercare un proprio spazio politico e di conseguenza verso chi aprire

Nel secondo congresso fascista si scontrarono tre tendenze: il futurista Marinetti che

sosteneva la necessità di mantenere l’impostazione nazional-rivoluzionaria, la difesa delle

regime liberal monarchico svaticanamento

rivendicazioni proletarie contro il e lo dell’Italia. Altri

ancora, riproposero l’unità dell’interventismo di sinistra, auspicando l’espulsione di tutti i destri,

la rottura con i nazionalisti, una stretta alleanza con i repubblicani, socialriformisti e una politica

sociale più audace volta a conquistare il favore delle masse proletarie. La maggioranza invece,

capirono che vista l’impossibilità di competere a sinistra col PSI, occorreva rivolgersi altrove

combattendo frontalmente il bolscevismo per annientarlo. Il fascismo avrebbe dovuto aprire le

porte, senza preclusione alcuna a tutti i settori della piccola borghesia giudicati mobilitabili pure

contro la classe politica tradizionale. Il gruppo dirigente fascista quindi aveva individuato nei ceti

medi emergenti la base sociale del fascismo.

I nuovi postulati sono: la difesa della guerra, la valorizzazione della vittoria, la lotta al

le porte. L’adunata a Milano del maggio 1920 (e non quella di San

Sepolcro), segnò la data d’inizio del vero fascismo.

Nel maggio 1920: se spazio politico a sinistra non c’è,

cerchiamolo a destra.

Quando questo congresso si svolge, da un punto di vista di membership

(di militanza e numero di fasci) era molto ridotto perché molti avevano

mollato e anche perché il movimento era stato prosciugato da un evento

precedente alle elezioni politiche del nov 1919: 1) (primo motivo per cui

il fascismo si orienta verso destra) cioè la MARCIA DI RONCHI, cioè la

marcia su fiume di D’Annunzio (12 settembre 1919): d’annunzio,

principale leader dell’interventismo, occupò con più di 2000 legionari, la

città di Fiume . La spedizione mirava all’annessione della città e alla

2

caduta del governo Nitti, accusato dagli interventisti “anti-rinunciatari”

di debolezza nei confronti sia della sinistra, sia degli alleati di guerra,

che si opponevano alle richieste italiane (patto di Londra più Fiume).

Il piano di d’annunzio non funzionò anche per l’esito delle elezioni

politiche del novembre successivo con l’affermazione di Psi e Ppi. Il

programma di avere unione di fiume all’Italia si arenò e deter

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camillavanni2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Nello Paolo.
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