Appunti del corso
Introduzione - 2020.02.26
Filosofia analitica, i concetti vengono definiti e le strutture argomentative sono il più rigorose possibile. Spiegare in cosa consiste la logica della ricerca scientifica, affrontando i procedimenti argomentativi inferenziali tipici dei procedimenti scientifici, ma anche del ragionamento quotidiano. Esiste un metodo della ricerca scientifica? Un nucleo tale da definirsi come corretto per tutta la ricerca scientifica. Lo vedremo per contrasto, partendo dalla medicina omeopatica spiegando perché chiaramente non è scientifica: tramite di questo capiremo le linee chiave del metodo scientifico che poi studieremo seguendo il saggio di Mill.
Omeopatia – 2020.02.27
Esperimento mentale, ambito ricerca filosofia della scienza. Immaginiamo di invitare un professore di fisica che spiega la teoria della relatività, spiega in che ambiti si applichi e che gli studenti facciano domande: uno studente fa domande del tipo “cosa è un'osservazione”, il fisico darà qua a differenza di prima risposte più approssimative. Lo stesso accade con un biologo che spieghi cosa sia la teoria dell’evoluzione darwiniana. Questo procedimento si può riprodurre in tutte le discipline scientifiche. La disciplina che si occupa di dare una chiarificazione concettuale è ovviamente la filosofia della scienza: analisi concettuale del linguaggio scientifico, non il solo compito ma fra i più importanti. A noi interessa principalmente l’ambito del metodo e della logica scientifica.
Il metodo
Cosa ci garantisce che i concetti vengano utilizzati allo stesso modo nelle discipline scientifiche? E cosa garantisce l’uniformità dell’utilizzo del metodo indipendentemente dal concetto? L’astronomia utilizza un linguaggio matematico sofisticato e ha proprietà previsionali molto accurate, però non è una teoria sperimentale, ma piuttosto osservativa. La medicina invece usa il linguaggio della matematica solo relativamente alla statistica, le previsioni in medicina infatti sono statistiche e non deterministiche; si possono però fare esperimenti. La geologia offre buone spiegazioni dei fenomeni ma non ha proprietà previsionali neanche statistiche. Per le scienze sociali è ancora diverso, perché come anche in economia bisogna considerare anche le motivazioni umane dietro i fenomeni.
Popper mostra un notevole ottimismo nel poter dare una definizione chiara di cosa sia il metodo, in particolare il falsificazionismo, in maniera da dire se un metodo era o no scientifico: il suo metodo non ha avuto molto successo e adesso siamo arrivati a una situazione diametralmente opposta, in quanto il metodo ha un denominatore comune ma varia molto da ambito ad ambito, ciò che è comune non è un vero e proprio metodo ma più un’area di famiglia. Dare una definizione univoca di metodo è fin troppo ambizioso, ma questo non vuol dire che il concetto di metodo sia vuoto o banale: esistono caratteristiche che qualsiasi disciplina scientifica deve rispettare.
Omeopatia: principi fondamentali
Perché io devo seguire la medicina scientifica e non omeopatica? La scienza è un fenomeno culturale nato in Europa fra ‘500 e ‘600. Nel corso non giustificheremo il metodo scientifico, quindi non potremo contraddire questa affermazione; non è il fine del corso. Analizzeremo ora una precisa interpretazione della medicina omeopatica, scelta perché più in contrasto con il metodo scientifico: questa interpretazione è quella dell'ex-dottor Roberto Gava, interpretazione coerente con quella del fondatore dell’omeopatia Hahnemann.
Samuel Hahnemann era un medico vissuto fra il ‘700-‘800 nato a Dresda da una famiglia della classe media; era insoddisfatto verso la medicina dell’epoca, che aveva capacità terapeutiche molto modeste, durante una visita davanti all’ennesimo paziente che non poteva curare decise di abbandonare la professione di medico. Era un poliglotta, per sopravvivere si mise a fare il traduttore, da qui gli nacque l’idea della medicina omeopatica mentre traduceva un libro in cui il dottor Cullen descriveva le proprietà curative della malaria della corteccia del chinino. Cullen credeva che il chinino aiutasse le capacità digestive dell’ammalato, ma Hahnemann (con metodo scientifico) si chiese com’è che altre sostanze con proprietà digestive non curavano? Fece un esperimento su se stesso utilizzando dosi ponderali di chinino, notando che gli causavano gli stessi sintomi della malaria. Gli venne a mente allora che tutti i farmaci che causano effetti simili alle malattie allora hanno proprietà curative verso di esse. Principio del similia similibus curentur (i simili si curano con i simili), da cui omeopatia, ovvero la malattia si cura con il simile.
Per medicina allopatica si intende il principio opposto, ovvero che hanno capacità curative i farmaci che presentano sintomi opposti a quelli della malattia; gli omeopati accusano la medicina tradizionale di essere tutta allopatica. Il secondo principio dell’omeopatia è l’olismo, il tutto presenta delle proprietà emergenti che non si trovano nelle sue parti costitutive (vedi acqua generata da idrogeno più ossigeno); inoltre questa proprietà emergente non è riducibile o spiegabile a partire dalle parti componenti. Ad esempio, non si riesce a derivare il pensiero dalla biologia del cervello; secondo la medicina omeopatica l’uomo è tutt’uno con fra mente e corpo e che la medicina tradizionale sbaglia a concentrarsi solo sul corpo, che lo vede solo come una macchina (in realtà è un falso, la medicina tradizionale riconosce il collegamento, come per esempio l’effetto placebo).
Nell’interpretazione di Roberto Gava l’olismo è estremizzato: si sostiene che l’unione mente-corpo è unica e irripetibile, propria di ogni individuo, ciascun paziente è quindi un unicum. La medicina omeopatica non cerca le somiglianze (l’uniformità) fra pazienti, ma piuttosto le cose uniche di ogni individuo. Il metodo omeopatico è simile a quello della critica letteraria: l’omeopata deve interpretare i sintomi dell’unicità del paziente, come il critico deve interpretare le caratteristiche uniche dell’opera. Gli omeopati dividono gli individui in 4 costituzioni omeopatiche fondamentali, si basano sul fatto che ogni individuo abbia delle caratteristiche genetiche che si mantengono tali per tutta la vita, che permettono di classificarli sulla base di differenze fisiche e caratteriali: non è una resa al metodo tradizionale, non uniformano i pazienti ma sono strumenti per capire l’unicità del paziente. Non esiste allo stato puro un soggetto che sia solo una costituzione, ma ognuno contiene caratteristiche di più costituzioni.
Mentre la scienza punta alla formulazione di principi generali, l’omeopatia punta alla ricerca di caratteristiche individuali, rifiutando dei metodi statistici. Per Gava il metodo galileiano (scientifico) prevede teorie che siano riproducibili, esprimibili in termini matematici e verificabili da principi di falsificazione o verificazioni, che però non è applicabile all’uomo in quanto unicum di corpo e mente. Quello che intende è che dato che lo scopo della medicina omeopatica è di capire cosa è unico di ogni individuo il metodo scientifico-statistico non è applicabile. Il metodo della medicina omeopatica, rinunciando la legge delle uniformità empiriche viola il principio di uniformità scientifico.
Omeopatia e scientificità - 2020.03.11
La procedura delle dinamizzazione
I farmaci omeopatici hanno una sigla, il CH metodo centesimale: ogni farmaco infatti viene prima diluito in una soluzione idroalcolica dell’1%, poi si effettua la succussione ovvero viene sbattuta la soluzione 10-20 volte; ogni che è dovuto a quante volte questo processo viene effettuato. Una dinimizzazione 6 CH è una diluizione di 10−12 del principio attivo ed è stato scosso 6 volte. Secondo Gava maggiore sono le diluizioni e le succussioni più il farmaco è efficace. I metodi tradizionali considerano la medicina omeopatica non scientifica perché dopo un CH di 11 si raggiunge il numero di Avogadro, ovvero all’interno della fiala non c’è più sostanza terapeutica ovvero si raggiunge un livello in cui si diluisce acqua con acqua.
I medici omeopatici non sono interessati alle spiegazioni, a loro interessa il fatto che la loro medicina sia efficace, a differenza dei medici tradizionali che si preoccupano di spiegare il perché la loro medicina abbia effetto. Hahnemann stesso dice esplicitamente che non gli interessa la spiegazione scientifica del perché la sua medicina abbia effetto, Gava concorda nel dire che per un medico moderno l’omeopatia non sia accettabile proprio per questo motivo. Per la medicina la posizione degli omeopati è inaccettabile perché c’è un’estremizzazione dell’empirismo: l’omeopatia parte da un grande presupposto filosofico all’empirismo fattuale, senza passare da leggi esplicative. Il processo della diminuzione inoltre cozza con la chimica-fisica, in quanto l’acqua è una sostanza neutra, mentre per gli omeopati dovrebbe avere degli effetti: uno dei compiti dell’indagine scientifica è che le leggi individuate siano coerenti con quelle delle altre discipline, la scienza dovrebbe essere quindi idealmente un edificio coerente. Per Gava questa coerenza non è importante e anzi è antiscentifica.
Omeopati che cercano di seguire il metodo scientifico
Non tutti gli omeopati seguono la linea ortodossa di Hahnemann e di Gava, ma anzi cercano di renderla il più scientifica possibile. In particolare, Benveniste parla della memoria dell’acqua, che spiegherebbe come nonostante si scenda sotto il numero di Avogadro l’acqua conserva qualcosa del principio attivo originale. Benveniste seguendo metodi fortemente statistici, mostrò come seguendo la procedura di Hahnemann l’acqua dovrebbe conservare le proprietà terapeutiche, mandò quindi alla rivista Nature un articolo: anche Benveniste era molto sconvolto del risultato della sua ricerca, il direttore della rivista Maddox però era dubbioso perché vide un’uniformità che però contrastava completamente con le uniformità chimico-fisiche; decise quindi di pubblicarlo con riserva, andando con un team scientifico per vedere gli esperimenti. Fra questi anche un famoso illusionista per vedere che non barassero in qualche modo. Vennero rifatti degli esperimenti, i primi 3 seguendo la procedura di Benveniste che confermarono i risultati di Benveniste: al quarto si usò il procedimento del doppio cieco, ovvero per evitare l’effetto placebo non dissero se il paziente stesse ricevendo la medicina o no e neanche i medici che somministravano i medicinali. Si scoprì però che la busta segreta consegnata a chi era toccato cosa era stata aperta, facendo scoppiare così un grande scandalo. Benveniste cercò allora di spiegare la memoria dell’acqua tramite teorie quantistiche che però non vennero mai confermate.
La ricerca scientifica
Abbiamo finora individuato tre aspetti non sufficienti ma necessarie, per qualsiasi disciplina che sia scientifica.
- Deve ricercare regolarità empiriche.
- Deve cercare spiegazioni delle regolarità.
- Queste regolarità devono essere coerenti con le altre regolarità delle altre discipline scientifiche.
Bacone ha il merito di aver individuato un possibile corretto metodo dell’indagine scientifica. Da alcune osservazioni iniziali si devono indurre degli assiomi (quello che noi traduciamo in teoria, in quanto non aveva la concezione fallibilista della scienza); per ulteriori induzioni si possono raggiungere assiomi più generali, portando così avanti il progresso scientifico. Mill porta avanti la riflessione: si parte da delle osservazioni, si inducono da esse delle ipotesi, tramite la deduzione si fanno delle osservazioni di controllo da cui per induzione si trova o la conferma delle ipotesi o se ne formulano di nuove. Questo metodo è detto induttivo-deduttivo.
Induzione vs Deduzione
Esempio di induzione: dato che si contano n cigni bianchi e nessuno nero, allora si induce che tutti i cigni sono bianchi.
Esempio di deduzione: dato che tutti gli uomini sono mortali, allora se Socrate è un uomo allora Socrate è mortale (sillogismo aristotelico).
Entrambe sono inferenze, di solito le si definiscono come: induzione da particolare al generale, mentre deduzione da generale a particolare. Questa distinzione è però sbagliata perché non è sufficientemente generale. Esistono induzioni che non vanno dal particolare al generale e deduzioni che vanno dal generale al particolare.
L’induzione è ampliativa perché aumenta l’obiettivo, la deduzione conserva la verità delle premesse, nella deduzione l’aggiunta premesse ad un argomento valido mantiene la sua validità mentre nell’induzione no, infine l’induzione ha dei gradi di forza che dipendono dal numero di osservazioni fatte. La più importante fra queste caratteristiche è che se le premesse sono vere necessariamente è vera la deduzione.
Deduzione vs Induzione
In un argomento deduttivo valido, il contenuto della conclusione eccede il contenuto delle premesse. La deduzione non è ampliativa.
- Le deduzioni valide conservano la verità.
- Tutti gli argomenti induttivi possono avere premesse vere e conclusioni false.
- Se una nuova premessa è aggiunta ad un argomento valido, questo rimane sempre valido.
- Nuove premesse possono erodere qualsiasi argomento induttivo, anche il più forte.
- Un argomento deduttivo o è valido o non è valido.
- Un argomento induttivo ammette gradi di forza.
Condizioni e osservazione ed esperimento di Mill – 2020.03.12
Mill, filosofo di confine
Mill è stato uno dei principali degli intellettuali dell’Inghilterra vittoriana, intellettuale a tutto tondo occupandosi di molti campi fra cui la filosofia morale, l’economia e uomo politico: viene definito come un intellettuale di confine perché fu l’ultimo degli economisti classici, ma anche riguardo la logica della ricerca perché fu l’ultimo logico che proseguì e sviluppò la logica dell’induzione risalente a Bacone, dopo di lui invece l’induzione si legò alla teoria della probabilità. A noi interessa la sistematizzazione dei canoni induttivi di Bacone fatta da Mill, che nonostante la svolta probabilistica mantengono una loro validità.
Induzione vs Deduzione
Inferenza induttiva che va dal generale al generale perché le premesse possono essere tutte vere ma ciò nonostante possiamo avere una conclusione falsa. Esempio:
- Tutti gli X hanno le proprietà A, B, C e D.
- Tutti gli Y hanno le proprietà A, B, C e D.
- Tutti gli X hanno la proprietà E.
Allora tutti gli Y hanno la proprietà E.
Molti argomenti deduttivi vanno dal generale al generale: tutti i gorilla sono scimmie, tutte le scimmie sono mammiferi quindi tutti i gorilla sono mammiferi. Altri argomenti deduttivi vanno dal particolare al particolare: Ezechiele è un lupo, Ezechiele ha una coda, quindi la coda di Ezechiele è la coda di un lupo.
Condizione sufficiente e condizione necessaria
Utilizzeremo la ricostruzione di Von Wright dei 4 canoni induttivi di Mill e del canone deduttivo. Per capirli ci serve sapere la distinzione fra condizione sufficiente e condizione necessaria.
A è condizione sufficiente di B se e solo se tutte le volte che A è presente allora B è presente. Esiste però la pluralità delle condizioni sufficienti, ovvero che più cause quando messe insieme hanno un certo effetto, mentre da sole non bastano: se se ne vede una solo delle causa non possiamo inferire che essa sia la condizione sufficiente.
F è condizione necessaria di G se e solo se tutte le volte che F è assente allora G è assente. Tutte le volte che una causa è assente allora anche la conseguenza è assente. Le due definizioni sono concettualmente connesse, perché dalla definizione di condizione necessaria possiamo inferire la condizione sufficiente: se è necessaria la presenza di ossigeno perché avvenga una combustione allora possiamo dire che se avviene una combustione è presente ossigeno
Capitolo VII, Mill: "L’osservazione e l’esperimento"
Paragrafo 1: Come fare ricerche in modo corretto?
La prima cosa che deve fare un qualsiasi ricercatore è effettuare un’analisi mentale, individuando un piccolo insieme di circostanze che possano essere considerate rilevanti per il fenomeno in questione. Lo scopo è di individuare delle uniformità. Come può un ricercatore quindi orientarsi nel caos? Mill riconosce che serve del talento ottenuto tramite l’educazione, talento che non è sostituibile da regole strettamente logiche, rimanendo quindi comunque un elemento soggettivo.
Qualsiasi buon ricercatore deve fare riferimento alle conoscenze accettate, a differenza di Bacone che riteneva che una buona ricerca dovesse fare tabula rasa di tutte le conoscenze pregresse che potevano indurre pregiudizi (idola). Secondo Mill se davvero raggiungessimo una tabula rasa allora non potremmo mai fare alcuna ricerca, perché non potremmo orientarci nel caos e isolare le circostanze che ci sono necessarie.
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