Gli strumenti finanziari
Gli strumenti finanziari si suddividono in strumenti di: pagamento, investimento e finanziamento. Questi condividono la proprietà di consentire il trasferimento del potere d’acquisto. Tale trasferimento può avvenire:
- Nello spazio, attraverso gli strumenti di pagamento.
- Nel tempo, attraverso strumenti di investimento e di finanziamento.
Ci sono due soggetti: uno in surplus e l’altro in deficit, che trasferiscono il potere d’acquisto a pronti e a termine. Gli strumenti d’investimento consentono alle unità economiche in surplus di poter trasferire il potere d’acquisto a pronti verso unità deficitarie per ottenere poi un trasferimento a termine. Gli strumenti di finanziamento consentono ai soggetti in deficit di ottenere il potere d’acquisto a pronti per trasferirlo a termine. Sono prenditori di fondi a pronti e datori di fondi a termine.
Gli strumenti finanziari rappresentano i prodotti attraverso i quali si realizza l’intermediazione finanziaria. Analogamente all’intermediazione finanziaria, gli strumenti ed i servizi sono caratterizzati da un’elevata innovazione. L’intermediazione finanziaria deve essere efficace (deve consentire di realizzare il surplus) ed efficiente (costi contenuti). Gli strumenti finanziari sono neutrali: possono determinare conseguenze negative o positive in ragione della finalità per cui lo strumento finanziario viene utilizzato.
Il trasferimento del potere di acquisto
Strumenti di pagamento
Il fabbisogno degli strumenti di pagamento nasce dalla necessità, avvertita in una qualsiasi economia, di regolare uno scambio. Il regolamento di uno scambio è l’atto con il quale due controparti estinguono l’obbligazione assunta. In economia monetaria questo avviene tramite l’atto del pagamento: l’acquirente trasferisce disponibilità di moneta (potere di acquisto) al venditore.
Le economie moderne hanno costruito nel tempo un complesso istituzionale di norme, controlli, intermediari produttori di generi monetari e di servizi finanziari che supportano il trasferimento della moneta per l’assolvimento delle obbligazioni assunte dagli operatori economici. Questo è denominato “sistema dei pagamenti” ed è oggetto di controllo pubblico. Il sistema dei pagamenti rappresenta l’infrastruttura che nelle economie moderne supporta la funzionalità e l’efficienza degli scambi di beni, servizi e attività finanziarie.
Questi generi monetari possono essere utilizzati per l’attività di pagamento in assenza di condizioni. Acquirenti e venditori alimentano la domanda di moneta e di servizi di trasferimento grazie alla soddisfazione dei loro bisogni, che si evolvono nel tempo. Al procedere dello sviluppo economico, gli scambi crescono in intensità e complessità. Allo stesso modo crescono però anche i costi, e pertanto gli utenti cercano dei servizi che garantiscano di contenere i rischi e i costi delle operazioni. Si può dire che l’efficacia del sistema dei pagamenti è fattore di competitività per un paese, e quindi la sua tutela è di interesse del Governo e della Banca Centrale (o SEBC nel caso dell’UE). Quest’ultima, oltre che essere organo di vigilanza, è anche il produttore di moneta e dei servizi a supporto della circolazione monetaria.
La moneta
- Mezzo di scambio: la moneta viene ad essere accettata nell’ambito di un’operazione di pagamento.
- Unità di conto: la moneta è un bene rispetto al quale può essere espresso il valore di tutti gli altri n –1 beni presenti nell’economia. Consente di quantificare il valore dei beni in modo univoco.
- Riserva di valore: la moneta è un bene nell’ambito del quale è possibile detenere risparmio per poter alimentare consumo futuro. Consente di conservare la ricchezza senza ricorrere alla detenzione di risorse reali, dando così vita al risparmio.
I generi monetari nell’ambito dei pagamenti generalmente non hanno a che fare con la riserva di valore. La funzione maggiormente rilevante nell’ambito di questi strumenti è la moneta come mezzo di scambio.
I generi monetari possono essere ricondotti (per quanto riguarda la funzione di mezzo di scambio) a:
- Moneta merce: moneta che può regolare scambi in ragione delle sue proprietà fisiche. Sistema inefficiente, che richiede alle controparti di dover individuare la tipologia di materiale di cui è fatta la moneta. Si tratta di un bene a cui è attribuito, in uno specifico contesto storico e geografico, un valore intrinseco.
- Moneta segno: bene al quale convenzionalmente viene ad essere attribuita una predeterminata capacità di pagamento. Non lega la capacità di pagamento della moneta alle proprietà fisiche della moneta stessa. Rappresenta un debito dell’emittente ed è accettata in pagamento in funzione di determinati requisiti: convertibilità in un genere monetario dotato di valore intrinseco (oro); potere liberatorio conferitogli a norma di legge.
La moneta segno è a sua volta articolata in:
- Moneta legale: biglietti e monete metalliche emesse dalla banca centrale attraverso le banche centrali nazionali e che, in ragione di quanto previsto dal codice civile, possiede capacità satisfattoria per il pagante (il venditore non può rifiutare il pagamento).
- Moneta scritturale: debiti a vista delle banche che si sostanziano in scritture contabili conseguenti alla movimentazione dei depositi in conto corrente. Debito utilizzato per estinguere un’obbligazione.
La moneta scritturale non è di per sé intrisa di potere liberatorio, ma si basa sulla fiducia nelle banche di convertirla in moneta legale ed assolvere così il debito. Le passività delle banche sono accettate in pagamento perché gli operatori economici ritengono che le banche siano soggetti massimamente solvibili, di conseguenza non vi è alcun rischio. La moneta scritturale e la moneta legale in termini di capacità satisfattoria non sono coincidenti: la moneta scritturale circola su regime della fiducia (fiducia imposta dal soggetto pagato che la banca possa far fronte ai propri debiti; fiducia che quanto dichiarato dal soggetto pagante sia veritiero = consistenza dei crediti). Quindi solo la moneta legale possiede capacità satisfattoria ai sensi del codice civile.
Il campo di esistenza degli strumenti di pagamento
Il campo di esistenza degli strumenti di pagamento può essere analizzato alla luce dei rischi e dei costi che le parti sostengono nel regolamento della transazione.
| Soggetto | Costi/rischi |
|---|---|
| Pagante |
|
| Pagato |
|
L’offerta degli strumenti di pagamento permette di: ottimizzare costi e rischi sostenuti dalle controparti nel regolamento al livello complessivo; redistribuire costi e rischi fra il pagante ed il pagato. L’offerta di strumenti di pagamento ha ad oggetto sia la moneta legale sia la moneta scritturale.
Nell’ambito degli strumenti di pagamento finalizzati al trasferimento di moneta scritturale, si distinguono i seguenti circuiti:
- Pagante – banca – banca – pagato: l’atto del pagamento avviene attraverso il contatto tra le banche. Fanno parte di questo circuito i servizi erogati tramite procedure interne ai circuiti bancari e postali. Es. bonifico.
- Banca – pagante – pagato – banca: es. pagamento attraverso assegno bancario. Fanno parte di questo circuito i servizi basati sulla circolazione materiale di supporti cartacei o plastic cards che vengono trasferiti tra gli attori che prendono parte allo scambio.
Classificazione degli strumenti di pagamento
- Servizi di pagamento documentali che prevedono la presenza necessaria di documenti cartacei per il completamento del loro processo produttivo (assegni bancari e circolari); definiti da un quadro giuridico piuttosto definito, tutele a favore del soggetto pagato attraverso questo strumento, minor tasso di innovazione sia a livello di prodotto che di processo.
- Servizi di pagamento completamente automatizzati in quanto possono completare il loro processo produttivo interamente attraverso l’invio di informazioni su reti telematiche: completa interposizione dei canali digitali (bancogiro, bonifico e disposizioni d’incasso).
- Servizi di incasso utilizzati prevalentemente dalle imprese per l’incasso dei propri crediti.
- Carte di pagamento che prevedono l’esistenza di documenti (plastic cards) attraverso i quali effettuare acquisti di beni e servizi presso gli esercizi convenzionati. Oggi si può accedere alle funzioni di pagamento anche senza la carta plastificata.
Ci sono svariati fattori che influenzano la scelta degli strumenti di pagamento: livello di reddito, grado di istruzione, occasione (tipologia) di scambio, abitudini di spesa.
SEPA
La SEPA (Single Euro Payments Area) è un progetto promosso dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione europea nel 2009. Il progetto SEPA (Single Euro Payment Area) prevede la realizzazione di un effettivo mercato unico europeo moderno ed efficiente, in cui sussistano distinzioni fra pagamenti nazionali e transfrontalieri. Esso mira a estendere il processo d'integrazione europea ai pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti diversi dal contante (bonifici, addebiti diretti e carte di pagamento). La realizzazione di una area unica dei pagamenti consente quindi ai cittadini europei di poter effettuare pagamenti in euro a favore di beneficiari situati in qualsiasi paese della SEPA con la stessa facilità e sicurezza su cui si può contare nel proprio contesto nazionale. Ne fanno parte tutti i Paesi adottanti l’Euro e quelli facenti parte dell’UE ma (ancora) senza Euro, che però la accettano come pagamento (Danimarca, Regno Unito, Bulgaria, Polonia). Inoltre, ne fanno parte Liechtenstein, Islanda, Norvegia e Svizzera.
SEPA = area di pagamento all’interno della quale tutti i pagamenti diventano domestici: il trasferimento avviene secondo le medesime condizioni a prescindere dalla residenza geografica della controparte.
Gli obiettivi della SEPA
- Qualità
- Sicurezza
- Concorrenza
- Efficienza: ridurre i costi
Prima della SEPA l’offerta di servizi di pagamento era concentrata nelle banche. Nell’area SEPA tutti i cittadini europei possono effettuare pagamenti in euro secondo standard comuni, con facilità e sicurezza: ogni pagamento è domestico. La SEPA ha contribuito a innovare il sistema finanziario.
Gli strumenti della SEPA
- Bonifico (SEPA Credit Transfer)
- Incassi (SEPA Direct Debit)
- Carte di pagamento
Il processo di innovazione è stato piuttosto lungo, si è partiti dalle carte di pagamento per poi aggiungere i bonifici e gli incassi. Il pin delle carte di pagamento è una conseguenza dell’adozione della SEPA, che ha cercato un mezzo di sicurezza più adeguato. Nel 2019 la migrazione può essere definita completa.
Dal 1º febbraio 2014 il Regolamento UE (n. 260/2012) interessa tutti i Bonifici e i RID (rapporti interbancari diretti) che sono eseguiti secondo nuovi standard europei. Sono esclusi i pagamenti tramite assegni, cambiali, Ri.Ba., MAV, RAV, bollettino freccia, pagamento bollette, F24/F23, bollettino postale, carte di debito e credito e le operazioni di pagamento e incasso effettuate fuori dall'area SEPA. A partire da tale data quindi non esiste più la distinzione tra bonifico nazionale e bonifico estero all'interno dei Paesi UE e dei Paesi aderenti allo Spazio Economico europeo (EEA) ed i RID sono stati definitivamente sostituiti dai nuovi Addebiti Diretti SEPA (SDD – SEPA Direct Debit). L’adeguamento delle carte di pagamento è già stato completato.
Diffusione strumenti di pagamento diversi dal contante (1990)
Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Comunità Europea - 0% 20% 40% 60% 80% 100%
Nel 2007: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Area Euro, Altri paesi G10, Regno Unito, Stati Uniti - 0% 20% 40% 60% 80% 100%
Negli USA l’influenza degli assegni continua ad essere rilevante.
Operazioni pro capite con strumenti elettronici
Operazioni pro capite con strumenti diversi dal contante
In Italia l’utilizzo dei pagamenti diversi dai contanti è basso. Tra il 2013 e il 2016 c’è stata una forte riduzione dell’utilizzo di assegni e un aumento delle disposizioni di incasso.
L'evoluzione nell'utilizzo di mezzi di pagamento
L'utilizzo degli strumenti di pagamento nel 2016
Nel 2018 i dati provvisori evidenziano:
- Continua la crescita dei pagamenti elettronici (+1.9% nel 2017).
- Lieve contrazione del numero di carte di credito attive (-1%) ma in deciso aumento le transazioni effettuate (+10.2%).
- Continua la crescita delle operazioni effettuate tramite carte di debito e del loro importo.
- La diffusione delle carte prepagate registra un’accelerazione in termini sia del numero di transazioni (+7.3%) che del valore delle operazioni (+21%).
- Cresce ancora il numero di carte opzione/rateali in circolazione (+4.2%).
- In ulteriore diminuzione la rischiosità sia per le carte a saldo sia per quelle rateali, soprattutto al Sud e nelle Isole.
Gli strumenti di pagamento
Gli strumenti di pagamento permettono di trasferire il potere d’acquisto nello spazio.
L'assegno bancario
L’assegno bancario si colloca nella famiglia dei servizi di natura documentale ed è uno strumento che storicamente è stato utilizzato per trasferire il potere d’acquisto nello spazio. È un titolo di credito mediante il quale un soggetto (traente), che ha fondi disponibili presso una banca, ordina a questa (banca trattaria) di pagare una certa somma di denaro all’ordine proprio o di un terzo. L’assegno bancario è un titolo all’ordine e formale.
L’assegno bancario viene classificato nell’ambito del circuito: banca – pagante – pagato – banca. È uno strumento di pagamento di natura trilaterale, in quanto sono coinvolte tre parti: soggetto pagante, soggetto al quale viene conferito un ordine (banca trattaria), beneficiario. Il traente conferisce un ordine alla banca ed è la banca che trasferisce i fondi, tuttavia si tratta di uno strumento di pagamento e non di finanziamento perché i fondi sono disponibili. La banca non trasferisce fondi propri ma esegue l’ordine del traente nei limiti e a valere dei fondi che il traente ha già depositato all’atto del pagamento. Se i fondi non sono disponibili la banca non assumerà alcuna obbligazione in proprio o in solido con il traente.
L’indicazione del beneficiario determina che l’assegno circoli secondo il meccanismo della girata. Per essere valido, l’assegno bancario deve possedere i seguenti requisiti formali:
- Denominazione di assegno bancario;
- Nome della banca trattaria: le banche che sono autorizzate all’emissione di assegni bancari/circolari sono registrate in un elenco detenuto presso la Banca d’Italia;
- Ordine incondizionato dato alla banca incondizionata di pagamento a vista: “a vista pagate questo assegno bancario” = alla presentazione chi lo presenta può richiedere il trasferimento fondi;
- Luogo e data dell’emissione, che deve coincidere con il momento nel quale viene consegnato al soggetto pagato. Se richiedo al venditore di mettere una data successiva ottengo una sorta di dilazione di pagamento (assegno postdatato) il venditore che accetta tale tipo di pagamento assume diversi rischi perché, affinché il pagamento vada a buon fine, il quadro di solvibilità del soggetto pagante deve rimanere inalterato nel tempo. Il venditore deve presumere che il soggetto pagante abbia la disponibilità di fondi al momento della presentazione dell’assegno per l’incasso. Inoltre, potrebbe accadere un evento che porti all’impossibilità di incasso: es. morte, cambiamento del rappresentante legale d’impresa. I rischi assunti dal soggetto pagato sono quindi piuttosto rilevanti;
- L’importo in cifre e lettere;
- Il luogo del pagamento.
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