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Guarda oltre i modelli dello stato corporativo autoritario, per questo vi è il prefisso neo. Le

adi non possono essere escluse dal processo politico, perchè il ruolo dello stato è dare

equilibrio tra gli interessi dei vari gruppi.

COME SI FORMANO

Il problema del free-rider potrebbe bloccare le adi, ma in alcuni casi essere già parte di un

partito creava un'ideologia e una situazione in cui si sentiva un'identità comune. In altri cari

si risolve con incentivi selettivi (beni privati solo per chi si iscrive). Con il venir meno delle

ideologie, il comportamento razionale sta prevalendo.

DUE LOGICHE

Imprenditori e lavoratori perseguono i loro interessi in modo diverso. Il lavoratore talvolta

può ritenere rischioso tutelare i propri interessi. L'imprenditore invece ha il mercato, la

possibilità di fare lobbying (strategia individuale sul decisore pubblico) oppure, a livello

collettivo, può fare trust o infine fare parte di una adi. Quindi i lavoratori hanno nella via

sindacale una scelta obbligata, gli imprenditori no.

> LOGICA DEL LAVORATORE

stare solo

– unirsi ad altri

> LOGICA DELL'IMPRENDITORE

concorrenza (mercato-individuale)

– trust (mercato-collettivo)

– lobby (decisore pubblico-individuale)

– adi (decisore pubblico-collettivo)

TIPOLOGIA DI ENRE

Ci sono 4 tipologie di strategia per le adi:

gov degli interessi privati

– -lobbying diretto

– scambi politici

– politica del conflitto

Il grado di azione collettiva può essere alto o basso, così come può essere alto o basso il

grado di necessità per i membri di agire collettivamente. I sindacati devono per forza

passare per l'azione collettiva. Nel gov degli interessi privati c'è un alto grado di autonomia

dal sistema politico ma un basso grado di azione collettiva per i membri. Le lobby sono

forti quando il decisore pubblico ha meno competenze rispetto all'industria.

Gli imprenditori hanno 4 aree di strategia, sia individuale sia collettiva. I lavoratori hanno

solo quella collettiva.

TIPOLOGIA DI OFFE E WEISENTAL

Concorrenza

• cartello (grandi multinazionali fanno accordi)

• lobbying (finanziamento di partiti e candidati o rapporti diretti con i dirigenti partitici)

• partecipazione ad associazioni di rappresentanza (si tratta di una second best

• solution per gli imprenditori)

FUNZIONE DEI GRUPPI DI INTERESSE

Formulano una domanda politica rispetto alla generalizzazione di interessi specifici che

diventano trattabili da un punto di vista di interesse nazionali. Traducono una domanda

nata da interessi particolari in una domanda utile all'interesse pubblico. Non c'è

quindi una totale separazione tra pubblico e privato, tra interessi dei singoli e interessi

generali. La loro classificazione avviene sulla base quindi di

struttura organizzativa

– modalità di azione

– obiettivi

– risorse

TIPOLOGIE SECONDO ALMOND E POWELL A PARTIRE DALLA STRUTTURA

ORGANIZZATIVA

> ANOMICI

Significa senza regole, come le manifestazione sporadiche. Sono in via di transizione. Non

ha regole interne né struttura. Sono simili a movimenti sociali. Dietro non c'è

un'associazione di rappresentanza o un partito, ma interessi spot, single issue. Si

sviluppano una volta su una signola campagna. Es manifestazione per la libertà di ricerca.

> NON ASSOCIATIVI

Sono in via di transizione. Si mobilitano sulla base di interessi circoscritti, più a lungo

termine. Non sono ancora ass di categoria, ma gruppi abbastanza stabili. Difendono in

maniera più continuativa degli interessi, hanno regole ma sono meno strutturati dei gruppi

di interesse. Es Club alpino italiano

> ISTITUZIONALI

Sono più strutturati perchè sono inquadrati in una istituzione. La struttura non è quindi

autonoma, ma legittimata dall'ist più grande. Es Conferenza episcopale italiana o

associazione dei carabinieri.

> ASSOCIATIVI

Gruppi di interesse propriamente intesi: sono autonomi, strutturati e difendono gli interessi

di una categoria. Hanno struttura autonoma.

Almond e Powell distinguono quindi in base alla struttura.

RISORSE A DISPOSIZIONE DEI GRUPPI

Permettono di dare peso ai gruppi, grazie a risorse

economico finanziarie > per questo quelle imprenditoriali hanno più peso di quelle

– legate ai lavoratori

numeriche > il numero dei partecipanti. Se ci sono pochi membri, un'adi può

– comunque avere influenza se è collocata in un punto importante del processo

decisionale o del processo produttivo. Es sciopero dei controllori di volo

d'influenza > capacità di incidere su un processo, ruolo strategico nel processo

– produttivo

organizzative > struttura, coordinazione, capacità di mobilitazione

– conoscitive > se un'azienda conosce bene il processo produttivo rispetto al decisore

– pubblico. Grazie a queste competenze lo condizione, aiutando anche a definire il

problema

simboliche > capacità di fare buone campagne, associazioni legate a grandi partiti.

I PARTITI

Le adi possono avere vari rapporti con i partiti

GATEKEEPING PARTITICO > serve l'intermediazione dei partiti per arrivare al

– decisore pubblico

ACCESSO AUTONOMO DEI GRUPPI ALLE DECISIONI > no necessità di partiti

– SITUAZIONI INTERMEDIE

* SIMBIOSI > le adi hanno un ruolo di traino del partito, quindi il sindacato ha un ruolo

molto forte nelle decisioni di partito come succede nel legame tra labour party e trade

unions

* NEUTRALITA' > nessuno dei due domina

* DOMANIO CONDIZIONATO > es caso PCI-sindacati

Ci sono due modelli per la rappresentanza

pluralista

– neocorporativista

MODELLI DI SCHMITTER

> PLURALISTA (paesi anglosassoni)

Numero idefinito di adi, con massima libertà di organizzarsi. Le unità sono in competizione

tra loro, volontarie, non strutturate gerarchicamente. Questi vari gruppi entrano n relazione

con il mondo politico. Il limite è però che ci sono gruppi che, data la competizione, non

riescono ad avere peso politico e restano esclusi.

> MODELLO NEOCORPORATIVO (Germania, Austria, Scandinavia)

C'è un numero limitato di categorie non competitive, poche associazioni. Sono

gerarchicamente strutturate. Le poche associazioni esercitano un monopolio della

rappresentanza, quindi il gov si rivolge solo a questi gruppi. Questo modello dà stabilità.

Le ass di imprese e lavoratori contrattano con il gov. Per un periodo si è pensato che fosse

il modello migliore, ci sono molte risorse e forte peso politico.

LOBBYING DIRETTO

Cresciuto negli ultimi anni in UE, dove sono aumentati gli interessi privati delle aziende.

Prima in UE prevaleva l'intermediazione di associazioni come i sindacati. Le lobby sono

indicate nel registro della trasparenza. Più un'ass ha risorse, più può influire sul sitema

politico. Es la ass delle case farmaceutiche hanno molte risorse in termini economici e di

competenza. Le lobby possono aiutare anche a strutturare il problema. Sono un modo

molto efficacie quando ci sono di mezzo molte risorse e competenze. Il grado di porosità

delle istituzioni può favorire le lobby.

SCAMBIO POLITICO

Capacità di concludere accordi con il gov. E' un elemento tipico del modello

neocorporativo. Il corporativismo può eaawew più o meno snello oppure competitivo. In

Irlanda questo modello aveva fatto trovare un accordo tra varie parti sociali, ma ha

causato talvolta il sacrificio della parte produttiva.

POLITICA DEL CONFLITTO

Legata alla mobilitazione delle adi, come i sindacati quando ci sono leggi che non vanno

benen. Raramente è usata dagli imprenditori perchè possono fare azioni molto più varie e

perchè hanno un grado di condizionamento molto alto del governo. Se gli imprenditori

usano la politica del conflitto fanno la serrata > ma questo è spesso seguito da processi di

trasformazione in senso autoritario. Per questa politca serve una struttura organizzata,

membership > es essere una grande adi. Con il declino degli iscritti questo percorso

diventa più difficile.

GOVERNO DEGLI INTERESSI PRIVATI

Lo stato delelga la sua autorità di prendere decisioni vincolanti ai gruppi di interesse. Un

esempio è il sistema di Gent > gestione autonoma per i sindacati dei fondi per la

disoccupazione o le pensioni.

PARTITI POLITICI

Sono l'attore principale del sist politico nelle dem rappresentative di mandato.

Rappresentano fazioni organizzate che declinano varie idee politiche. Sono istituzioni

chiave perchè

strutturano la partecipazione

– strutturano il gov

– determinano la rappresentanza

Non è possibile una dem senza partiti, perchè questi selezionano ed eleggono le persone,

mobilitano competenze, formano i governi.

DEFINIZIONE DI PARTITI

Ce ne sono numerose.

Hume mostra il ruolo dei rapporti personali, tanto che anche all'interno di partiti si formano

spesso gruppi.

Weber ritiene che sono strumenti di potere > vogliono acquisire il potere. I partiti sono

macchine per l'acquisizione di cariche pubbliche.

Downs guada al pp come strumento per controllare un apparato governativo con strumenti

legali.

Per Schumpeter è un insieme di uomoni che competano per il potere politico.

Per Huckhorn è un gruppo autonomo di cittadini che vogliono il controllo del potere

governativo (attraverso l'acquisizione di cariche pubbliche e l'organizzazione del gov) >

definizione funzionale.

Le definizioni di solito sono incentrate su

obiettivi > la ricerca di cariche pubbliche e del potere governativo

– metodi > arena elettorale (selezione condidature) e arena governativa

– ruolo nella competizione politica > sono gli attori che presentano le candidature

Schnattschneider li ritiene necessari per la dem.

I pp possono avere varie origini (Panebianco, Duverger)

intraparlamentare > nati nel parl > partiti dei notabili per Weber

– extraparlamentare > nati fuori dal parl > partiti di massa per Weber

Questa distinzione si basa su

tempistica > quelli intraparlamentari sono nati prima, quelli extra nascono solo dopo

– l'estensione del suffragio

organizzazione > i partiti di massa creano unità organizzative di base insediate nei

– luoghi di lavoro (cellule) e in quelli di residenza (sezioni). I comunisti non intendono

le unità di base legate alla residenza, ma le unità di base sono sul luogo di lavoro.

La milizia è una forma di organizzazione tipica invece dei partiti di dx. E'

un'organizzazione amche militare. Il comitato elettorale è la modalità di

strutturazione di base tipica dei partiti di notabili, perchè permettonoo di aver un

collegamento diretto con il territori. Questa modalità organizzativa è tipica dei partiti

americani. La differenza tra comitato elettorale e organizzazione di partito moderno

in sezioni è che il comitato elettorale si sviluppa soprattuto in campagna elettorale.

Base sociale > i partiti intraparlamentari sono più legati alle élite (classi borghesi,

– ceti professionisti). Col partito extraparlamentare ci si riferisce ai cittadini. Al giorno

d'oggi la base sociale conta meno.

LE FUNZIONI DEI PARTITI

Ci sono 4 macrofunzioni

coordinamento

– competizione elettorale e politica

– rappresentanza

– reclutamento

COORDINAMENTO

Avviene sia a livello di società civilee gov che a livello di rappresentanza. Avviene

entro il gov > tra rappresentanza e gov perchè struttura il modo in cui il gov

– persegui il proprio indirizzo (criterio di ordine)

nella società > aggregano persone con interessi diversi

– tra gov e società nelle cariche pubbliche

COMPETIZIONE ELETTORALE

Campagne, programmi, strutturazione dell'offerta politica (liste), gestione di fondi per le

campagne. Il programma non può essere sempre portato a termine perchè dipende dalla

situazione politica, ma serve alle forze politiche per creare delle priorità.

RECLUTAMENTO

Selezione del personale politico e dei candidati per le cariche. Bisogna reclutare anche

militanti e attivisti.

RAPPRESENTANZA

come delega > i cittadini delegano il potere ai pp

– sociologica > rappresenta una parte di società con determinati interessi

– simbolica > idealmente

Studio di Pitkin che individua

rappresentanza come conferimento di autorità > come il contratto sociale di Hobbes

– rappresentanza come azione nell'interesse di qualcuno > come succede in Locke.

– E' un mandato imperativo o una delega

rappresentanza come specchio sociale > il parl riflette la società

– rappresentanza come evocazione simbolica > il PdR rappresenta l'unità del paese

MODELLI DI ORGANIZZAZIONE POLITICA

PARTITI DI QUADRI

Il politico è un notabile che usa risorse proprie per candidarsi. E' autonomo dai cittadini

perchè sfrutta le proprie risorse. I partiti servono solo per coordinare l'azione in parl.

PARTITI DI MASSA

Strumenro con il quale si trovano le risorse per candidare cariche pubbliche. Attraverso le

quote associative dei membri sostiene le campagne dei candidati, quindi il partito ha un

ruolo centrale. Le candidature non derivano sempre da ceti benestanti. La selezione dei

candati nel partito di massa è spiegata da uno studio di Michels del 1915 che individua nei

partiti socialdemocratici una legge per il reclutamento > LE LEGGE FERREA DELLE

OLIGARCHIE > chi sta al vertice è colui che seleziona i futuri dirigenti. C'era una hgoverno

di pochi, che però dava stabilità e continuità nel tempo al partito. Talvolta ci potevano

essere eccezioni.

Il partito di massa si evolve nel tempo fino ai primi partiti che pagano le coseguenze della

fine delle ideologie. Nacono i partiti pigliatutto.

PARTITI PIGLIATUTTO (Kirchheimer)

Nel secondo dopoguerra si logora il legame tra partito e strato sociale. La logica che guida

il partito non è più l'ideologia ma la massimizzazione del consenso. Si rivolge a vari settori

della società. Contano più le capacità di fare bene campagna elettorale che le competenze

dei funzionari. E' più permeabile al rapporto con i gruppi d'interesse.

PARTITI PROFESSIONALI-ELETTORALI

E' una variante del pigliatutto. Nella stessa denominazione si mostra che le competanze

non sono ideologiche ma focalizzate al consenso elettorale. Un ruolo importante è giocato

dalla comunicazione politica.

PARTITO CARTELLO

Gruppi di persone si coordinano, malgrado non abbiano necessariamente le stesse idee.

Nei partiti ci sono sottogruppi più omogenei ma che collaborano in un unico partito per

avere risorse pubbliche maggiori.

PARTITI AZIENDA

Molto personalizzato, detto anche partito personale. Tutto il partito è incentrato sul ruolo

dell'imprenditore politico principale del partito, che ne influenza le sorti.

Guardare la tabella 6.1

PARTITI AMERICANI

Meno strutturati, legati ad un rapporto più contingente con gli elettori. In questo modello

prevalgono meccanismi legati alla selezione di candidati. Per la scelta dei candidati si

usano i caucus (primarie limitate agli iscritti) e primarie. C'è una grande varietà di

meccanismi di primarie

CHIUSE > prevedono la registrazione come membro del partito, forma più simili al

– caucus

APERTE > per tutti

– MODIFICATE > registrati + indipendenti

– COPERTE > elettori che si registrano, ma si può scegliere di votare per vari partiti

– BALLOTTAGGIO (Louisiana) > c'è doppio turno trai primi due candidati a

– prescindere dal partito. C'è la soglia della mag ass > se c'è già al primo turno non si

fa il secondo.

BALLOTTAGGIO DEI PRIMI DUE > c'è sempre il doppio turno, indipendentemente

– dal partito

In Europa le prima riguardano di solito sogli gli iscritti, ma nel PD sono aperte.

3 LIVELLI NELLA STRUTTURA DI UN PARTITO

party on the ground > sedi del partito sul territorio

– party in central office > partito centrale, gruppi dirigenti nazionali che danno

– l'indirizzo poltico

party in public office > le cariche pubbliche

LE DIMENSIONI

appartenenza

– registrazione

– finanziamento

Il partito a integrazioen di massa era il tipico partito legato all'appartenenza, ad esempio

tramite una tessera. E' diventato un elemento in calo, legato al declino del partito di

massa. L'appartenenza si misura tramite

numero di iscritti

– rapporto tra appartenenza partitica e ampiezza dell'elettorato

– densità organizzativa nelle strutture di partito

Il numero degli iscritti di per sé non basta ma bisogna confrontarlo con l'intero elettorato.

C'è un calo degli iscritti ai partiti in corso (a parte in Spagna dove c'è un raddoppio degli

iscritti). La regolamentazione partitica è molto importante. In italia si parla di questa in

rapporto all'art 49. Oggi si parla di regolamentazione per la scelta dei candidati, dato il

grande potere dei partiti. I partiti hanno un ruolo centrale nella dem e forte potere > per

questo serve una regolamentazione. Sta diminuendo la legittimità, dato il minor numero di

iscritti.

I partiti vanno normati perchè sono organizzazioni private ed il loro patrimonio è difficile da

conoscere. C'è un vero e proprio problema legato alla trasparenza. I partiti hanno un

finanziamento pubblico se c'è un determinato livello di dem al loro interno per la scelta del

leader.

Esistono varie forma di regolamentazione del finanziamento. Il finanziamento può indurre i

partiti a seguire determinati comportamenti, es in Francia serve un tot numero di donne, in

altri paesi come la Germania trasparenza sulle spese, oppure negli Usa c'è il matching

payment (tanto c'è contributo privato tanto c'è contributo volontario. Questo incentiva i

partiti a cercare risorse). Esistono anche divieti a forme di spesa. Negli Usa bisogna

scegliere se avere finanziamento pubblico o no, nel primo caso alcune spese sono

disciplinate. In altri paesi si differenzia il finanziamento tra maggioranza e minoranza: in

GB si finanzia solo la minoranza perchè chi ha la magg può già trarre visibilità dal fatto di

governare. Il finanziamento all'opposizione dà impulso alla competizione.

Nelle dem del XIX e XX secolo i partiti hanno avuto un ruolo di stabilizzazione. Diversa è

la situazione nelle dem nate recentaente, perchè il ruolo dei partiti nelle dem occidentali è

diverso rispetto ai paesi ex URSS o ai paesi islamici.

Problema dei partiti anti-democratici (es Fratelli Musulmani) > competono in ist dedm ma

quando vanno al gov riducono i canali dem. In quei paesi mancano le garanzie

costituzionali tipiche delle ist liberali.

Mobilitazione cognitiva > crescenti aspettative di coinvolgimento individuale, ma alla fine

questa crescente aspettativa può dare criticità.

I SISTEMI DI PARTITO

Un sistema di partito è il risultato di interazioni competitive e talvolta cooperative tra partiti

in cui l'obiettivo di ciascuno è la massimizazione dei voti per governare. E' l'insieme delle

relazioni competitive e cooperative che orienta il comportamento dei partiti. Esistono partiti

che non hanno l'obiettivo di entrare nel gov, alcuni si limitano ad influenzare il gov senza

faren parte per non pagare i costi del farne parte. Tutti però vogliono massimizzare i voti.

Lo studio dei sist di partito si basa su

origine e genealogia dei sist di partito

– formato o morfologia dei sist di partiti (quanti sono i partiti, quanto sono grandi, se

– sono determinanti o meno per la maggioranza, se condizionano o meno l'azione di

gov)

dinamiche al loro interno basate su relazioni di contrasto o cooperazione

LA GENEALOGIA

In Europa sono il risultato di alcuni conflitti. Questi hanno segnato fratture che hanno fatto

organizzare interessi in competizione (Lipset e Rokkan).

Gli interessi in conflitto avevano soggetti politici che li tutelavano nella sfera politica. Le 2

grandi fasi della formazione delle 4 fratture risalgono al XIX secolo.

Tutto nasce da due rivoluzioni

la rivoluzione nazionale > processi di nation building (unità nazionale) e state

– building (istituzioni)

la rivoluzione industriale

La riv nazionale fa nascere due fratture

centro-periferia > la borghesia liberale portatrice del processo di formazione degli

– stati nazionali e dall'altro lato i ceti più tradizionali come la plebe contadina e

l'aristocrazia reazionaria. Quest'ultima è spaventata da processi di centralizzazione

che causano la fine dei propri privilegi

stato-chiesa > le stesse élite borghesi del processo di nazionalizzazione vogliono

– anche uno stato laico e si contrappongono alla chiesa

Queste fratture polarizzano la società e portano ala formazione di partiti. Questi possono

essere regionalisti per contrapporsi alla centralità dello stato o partiti conservatori (liberali

anticlesicali) contrapposti a partiti religiosi (confessionali). In Italia la DC rappresentava la

chiesa, il partito liberale le élite borghesi, la Lega Nord è un classico partito regionalista.

La riv industriale crea altre due fratture

città-campagna > oppone borghesia capitalista a ceti rurali

– capitale-lavoro > oppone la borghesia industriale a lavoratori del mondo della

– produzione (partiti socialdemocratici)

Trasformazioni successive hanno creato altre fratture

la riv internazionale > separazione socialismo-comunismo sulle 21 tesi di Lenin

– (ultima fratture citata da Rokkan)

la riv post-industriale di tipo culturale > risale agli anni 60/70. Oppone i valori

– materialisti (lavoro, piena occupazione) a valori post-materialisti (una volta

soddisfatti i valori materiali ne servono altri legati ad autosoddisfazione e

realizzazione (qualità della vita-cibo-ambiente). Nascono i partiti ecologisti (i primi a

superare la fratture dx-sx per andare verso un conflitto legato all'autorealizzazione)

la globalizzazione > anni 90. Legata al ritorno di sovranismo (partiti che vogliono più

– sovranità degli stati-nazionali). Divisione tra ceti colti più avvantaggiati e altri ai

margini del processo produttivo. I perdenti della globalizzazione sono dalla parte dei

partiti neo-populisti, nazionalisti o anti-sistema (contro i processi di apertura della

società).

Non tutte le fratture sono in ogni paese ma dipendono dalla struttura sociale. Es in It c'è la

forte fratture stato-chiesa. In alcuni paesi centro-periferia e capitale-lavoro hanno avuto un

forte collegamento. Ci sono situazioni in cui le fratture si sovrappongono a mostrano varei

sfaccettature (eterogenee), altre in cui c'è una frattura predominante (omogenee):

Le fratture si sono stabilizzate e stabilizzano il sistema di partiti > ipotesi del

congelamento.

Quando si sviluppano nuove fratture non è sempre possibilie dire se sono effettivamente

fratture perchè per esserlo devono rimanere stabili nel tempo. Quando non c'è un forte

congelamento, si parla di "dimensione" = contrasti politici ma non veri e propri cleavages

LA MORFOLOGIA

Legata a 2 questioni

come contare i partiti > dipende dall'influenza che possono avere a livello politico

– dimensione > quanto pesano in termini di membership e consenso (es a livello di

– seggi)

Contano anche le relazioni e se sono ideologicamente polarizzati o tendenti all'elettore

mediano.

Ci sono 2 modi per contare i partiti

quantitativo

– qualitativo

In sp si può usare l'indice di frazionalizzazione di Rae o il numero effettivo di partiti. Questi

indici vengono usati per capire il grado di competitività ma talvalta non discriminano bene

tra situazioni molte competitive e altre meno.

Sartori ha quindi proposto un metodo qualitativo per capire se contare o meno un partito

potere di coalizione > un partito può essere necessario alla formazione di almeno

– una coalizione di gov. Ad es il PCI aveva potenziale di coalizione nullo pur avendo il

30% dei voti. Il partito liberale, malgrado fosse molto piccolo, era spesso utile alla

DC come contrappeso conservatore per fare coalizione. Non è quindi la dimensione

che conta ma se è necessario per fare un governo oppure no

potere di ricatto > capacità di influenzare il posizionamento delle forze di gov e la

– dialettica tra mag e opp. Es il PCI aveva forte potere di ricatto in alcune fasi grazie

al monopolio dell'opposizione. Es rifondazione comunista nel primo gov Prodi

sosteneva il gov ma era fuori dalla compagine ministeriale, dunque aveva un forte

potere di ricatto perchè era necessaria per mantenere la maggioranza.

Basta che un partito abbia potere di coalizione o di ricatto per inserirlo tra quelli significativi

nel numero dei partiti. L'analisi di Sartori critica le leggi di Duverger e determina la

morfologia dei sistemi di partito.

TIPI DI SISTEMI DI PARTITI

Ci sono due dimensioni

numero di partiti

– polarizzazione ideologica > distanza tra le ideologie dei partiti. Se i partiti non sono

– molto polarizzati, la competizione è più forte perchè gli elettori possono cambiare

idea più facilmente.

Sartori distingue in sistemi

BIPARTITICI > a due partiti (modello inglese)

– BIPOLARI > può includere più di due partiti ma questi sono divisi in due

– schieramenti su due poli opposti (centro dx e centro sx). (Italia del Mattarellum)

MULTIPARTITICI > ci sono molti partiti. I sist multipartitici possono essere

* moderati > la dimensione ideologica non conta

* polarizzati > partiti molto diversi tra loro

In un sistema multipartitico non c'è la logica di schieramenti. Es in Germania vi è un

multipartitismo moderato con partito di gov che assume la massima responsabilità del

potere esecutivo. L'Italia della prima rep aveva un multipartitismo polarizzato (quella della

seconda è bipolare, oggi è tripolare).

A PARTITO DOMINANTE > non ha la necessità di ricorrere a coalizioni come il

– liberaldemocratico giapponese. Ne consegue cuna minore competitività del

sistema.

LE DINAMICHE

Studiate con il modello di Downs. L'assunto è che i partiti siano attori razionali > hanno il

fine di massimizzare il consenso.

ECONOMIA ELEZIONI

ARENA mercato Mercato elettorale

ATTORI Imprese e consumatori Partiti ed elettori

PROFITTO denaro voti

OFFERTA Bene e servizi Programmi politici

DOMANDA Preferenze su prodotti Preferenze sulle politiche

COMUNICAZIONE pubblicità Campagne elettorali

RAPPRESENTAZIONE SPAZIALE (Hotelling)

Competono su uno spazio monodimensionale sinistra-destra (classica divisione capitale-

lavoro, anche se al giorno d'oggi non è più così netta). Gli elettori massimizzano l'utilità

riducendo i costi. Gli elettori esprimono preferenze votando il partito più vicino (questo con

alcuni meccanismi elettorali come il ballottaggio non è sempre presente). Gli elettori si

distribuiscono lungo il continuum dx-sx, ma non in modo uniforme.

MODELLO A DISTRIBUZIONE UNIMODALE > competizione americana e inglese >

– caratterizzato da una competizione centripeta, perchè ci sono più elettori al centro.

In un modello di questo tipo non è scontato che ci siano partiti di centro, ma se la

legge elettorale è come il Matterellum potrebbe spingere a formare coalizioni.

Questa competizione centripeta può legarsi ad una logica bipartitica o bipolare in

base al sistema elettorale. La competizione al centro è legata al fatto che lì c'è gran

parte dell'elettorato.

DISTRIBUZIONE BIMODALE > competizione tedesca > elettorato polarizzato:

– buona parte a dx o sx e pochi al centro. Qui non è una questione di competizione

ma di ideologia. Anche se c'è un proporzionale non conviene stare in mezzo perchè

c'è pochissimo elettorato.

DISTRIBUZIONE POLIMODALE > sistemi multipartitici, no incentivo a collocarsi al

– centro.

LE LEGGI ELETTORALI

Divise in

rappresentanza proporzionale > c'è proporzionalità diretta tra voti e seggi

– maggioritario

* a turno unico in collegi uninominali (variante plurality) > chi vince prende il seggio anche

se non ha la magg assoluta. Il collegio ha ampiezza 1 (ampiezza di un collegio = numero

di seggi attribuiti a quel collegio).

* a doppio turno in collegi uninominali (variante majority) > se ottengo la magg ass già al

primo turno vinco il collegio, altrimenti c'è un secondo turno.

I majority (doppio turno) possono essere

a ballottaggio > chiuso > massimo due o tre candidati

– a secondo turno aperto (tutti i candidati del primo turno) o chiuso (se c'è una soglia

– di sbarramento come alle legislative francesi. Questo soglia di sbarramento

incentiva la formazione di coalizioni nel secondo turno. I partiti esclusi dal secondo

turno spingono i loro elettori a votare qualcuno. Ci sono incentivi a coalizioni per le

forze piccole a sostenere altri candidati o a formare elezioni. Uno degli effetti del

doppio turno è la riduzione della frammentazione)

Quando vi è un doppio turno la gente vota

con un voto sincero al primo turno > candidato più vicino

– con un voto strategico al secondo turno > il meno lontano

Strategia della desistenza > non presentarsi al doppio turno (?)

I MERITI DEL MAGGIORITARIO

riduzione della frammentazione partitica

– valorizzazione dei partiti maggiormente strutturati, con più candidati competitivi in

– tutti i collegi

incentivazione alla formazione di coalizioni elettorali-politiche stabili

– efficacia disrappresentativa > sottorappresenta i partiti estremi

I LIMITI

disrappresentatività > non è detto che chi ha più seggi sia il più votato

LE LEGGI DI DUVERGER

Per valutare il grado di relazione tra il sist elettorale e di partito. Data una certa legge vi

sono determinati effetti sulla struttura di partito

il magg a turno unico porta a dualismo partitico > GB

– il magg a doppio turno e il proporzionale portano al multipartitismo > Francia

Sartori riformula però queste leggi, perchè riflettono alcuni risultati comuni ma la realtà è

più complessa. Sartori delinea meglio l'interazione tra sist elettorale e di partito.

> PRIMO PROBLEMA > come si contano i partiti > Sartori lo fa attraverso potenziale di

coalizione e di ricatto

> SECONDO PROBLEMA > Duverger fa un ragionamento macro, Sartori entra nel micro,

considerando i vari collegi > quando un sistema è strutturato, ci sono partiti organizzati di

massa diffusi su tutto il territorio nazionale, in tutti i collegi o quasi e dunque la stessa

dinamica di competizione. Se per es alla base ci sono 3 partiti forti in varie aree, non è

detto che ci sia il bipartitismo finale. Per esserci la terza forza questa deve essere molto

dispersa nei collegi. Una legge maggioritaria può quindi rafforzare il bipartitismo, ma non è

detto che lo crei necessariamente. Il sistema elettorale non modella il sistema di

partito ma interagisce con questo. Non possiamo dire che una legge elettorale produca

un determinato sistema. Ad es anche un proporzionale come quello spagnolo, avendo

collegi molto piccoli, produce effetti maggioritari. Il sistema elettorale genera incentivi sul

sistema di partiti ma non lo modella completamente.

DEFINIZIONE DI SISTEMA BIPARTITICO

2 partiti staccano gli altri

– ciascuno compete per la maggioranza assoluta

– ciascuno potrebbe governare da solo

Gli altri partiti non hanno potenziale di ricatto.

LE REGOLE DI SARTORI

un maggioritario non produce bipartitismo ma aiuta a mantenerlo (congelamento).

– Ad esempio in Gran Bretagna ci sono nuove forze politiche ma la legge elettorale

non è cambiata

un maggioritario produce a lungo andare il bipartitismo a due condizioni

* se il sistema partitico è strutturato

* se l'elettorato refrattario alle pressioni maggioritarie (vota terze forze) è disperso nei

collegi (se invece è concentrato fortemente in una sola area, riuscirà a conquistare quel

seggio e quindi non ci sarà bipartitismo ma multipartitismo)

Sartori determina quindi leggi di funzionamento. Sottolinea che un sistema di partiti non è

frutto del sistema elettorale, ma che quest'ultimo può solo interagire e influenzare il

sistema di partiti.

un sistema bipartitico è impossibile se ci sono minoranze concentrate in alcuni

– collegi

anche i proporzionali sono riduttivi se con collegi piccoli (Spagna)

RIFORMULAZIONE DELLE LEGGI DI DUVERGER

Se il sistema partitico è strutturato e vi è dispersione nei collegi, allora il

– maggioritario produce bipartitismo

se il sistema partitico è strutturato ma non vi è dispersione, allora il maggioritario

– non può evitare il pluripartitismo

se il sistema partitico è strutturato, il proporzionale produce effetti riduttivi pari alla

– sua disproporzionalità (se è riduttivo come in Spagna, riduce anche il numero di

partiti)

se il sistema partitico non è strutturato, allora il proporzionale produce

– pluripartitismo (in realtà anche se ci fosse un maggioritario rimarrebbe il

pluripartitismo).

IL SISTEMA ELETTORALE SPAGNOLO

E' proporzionale ma con collegi piccoli > di solito 7 seggi, eccetto Madrid e Barcellona

(circa 25) e Ceuta e Melilla (solo 1, il che le rende maggioritarie a turno unico in collegi

uninominali). Le liste chiuse sono senza preferenza > liste bloccate.

Si utilizza la formula elettorale d'Hondt, che produce effetti disproporzionali che premiano

chi ha preso più voti.

Caratteristiche disproporzionali

collegi piccoli

– regola d'Hondt

Ci sono 3 dinamiche

una maggioritaria favorevole ai partiti grandi (popolari e socialisti) data dalla regola

– d'Hondt

una maggioritaria penalizzante verso i partiti antisistema come Izquierda Unida

– una proporzionale e di tutela dei partiti regionalisti, che sono forti su un territorio e

– quindi riescono ad ottenere seggi

L'ampiezza dei collegi è fondamentale > più un collegio è grande più è proporzionale. In

Spagna sono piccoli e questo influenza anche i candidati > nei collegi più piccoli sono

molto qualificati, mentre in quelli grandi ci sono funzionari di partiti.

IL SISTEMA ELETTORALE TEDESCO

La regola di attribuzione dei seggi è proporzionale. Il sistema vive di due formule elettorali,

una delle quali ha collegi uninominali di tipo maggioritario (per questo alcuni lo definiscono

erroneamente maggioritario, altri sempre erroneamente misto a causa della presenza di

due formule). Ciò che rende il sistema proporzionale è il calcolo dei voti, non la loro

raccolta. Il sistema tedesco è proporzionale perchè la distribuzione dei seggi è

proporzionale. Ci sono 2 voti per scheda

uno per il candidato uninominale della singola circoscrizione > chi ottiene più voti è

– eletto

uno per la lista chiusa di partito a livello di Land > fissa il numero di seggi adeguato

– ad ogni lista.

Una lista ottiene seggi se supera la soglia di sbarramento di

3 collegi uninominali

– 5% dei voti

Nel Bundestag c'è un numero base di 598 deputati, questo però è variabile, nel caso in cui

non ci fosse corrispondenza tra voti uninominali e a livello di Land. In questo caso se ho

ottenuto più collegi uninominali che percentuale di voti nel land, ottengo comunque i seggi

che ho preso e si ha sovrannumerarietà nel parlamento.

Ci sono 299 collegi maggioritari a turno unico e 299 seggi attribuiti su base proporzionale

a livello complessivo di tutti i Laender. L'incidenza maggioritaria è minima.

07/03/17

SISTEMA DI RAPPRESENTANZA PROPORZIONALE

Proporzionale conversione di voti in seggi. Può portare frammentazione politica, per

questo spesso si usano soglie di sbarramento. Per aiutare la governabilità e l'efficacia del

governo si usano premi di maggioranza. Per ridurre la frammentazione

soglia di sbarramento > non sempre fa abbastanza

– premio di maggioranza

– lavorare sul sistema di computo per la conversione dei voti in seggi

Ci sono vari sistemi di computo

regola d'Hondt > si usa per i comuni. Utilizza i numeri interi come divisioni, questo

– fa scendere meno rapidamente i dati delle liste grandi. E' disproporzionale perchè

avvantaggia le liste forti.

regola di Saint Lague > usa numeri primi. Il valore del numero primo cresce prima

– di quello intero e fa decrescere maggiormente i dati delle liste grandi. Favorisce

invece le liste piccole.

Formula di Hare > proporzionale puro perchè divido i voti totali per il numero dei

– seggi e ottengo un ratio (valore di ogni seggio). Divido i voti della lista per i ratio.

Inizio ad attribuire i seggi e quelli che avanzano vengono dati a chi ha i massimi

resti.

I sistemi elettorali con regole diverse producono effetti diversi. Usando Hondt in collegi

piccoli come in Spagna, le liste più piccole non hanno voti.

ASSEMBLEE LEGISLATIVE

Caratterizzano quasi tutte le dem. In alcuni paesi non ha grande potere, come negli

Emirati Arabi. Nascono già nel medioevo, dove c'erano già anche guarentigie simili alla

nostra immunità. Non c'è intercambiabilità dei concetti di assemblea, organo legislativo,

congresso e parlamento.

> i parlamenti caratterizzano i governi parlamentari (sistemi a poteri fusi, legame forte tra

legislativo ed esecutivo)

> i congressi riguardano i sistemi presidenziali (sistemi a separazione di potere, l'esecutivo

è eletto direttamente ed è quindi indipendente dal legislativo).

Nel modello semipresidenziale francese non si parla di congresso. In Europa prevale la

forma parlamentare.

IL RUOLO

Secondo la TEORIA DELL'AGENZIA, parte della teoria economica, in organizzazioni

complesse c'è sempre un rapporto tra un principale (dice cosa fare) ed un agente (a cui

viene delegato un compito). Nel momento in cui il principale delega il compito riduce la sua

capacità di controllo > questo porta ad asimmetrie informative = l'agente ne approfitta con

un comportamento opportunistico.

ORGANI LEGISLATIVI COME AGENTI

Nel caso delle assemblee legislative, il principale è chi vota, l'agente sono i rappresentanti.

Chi è in parlamento ha più informazioni, che non possono essere già inserite nel

programma. Quindi il mandato imperativo = si creano situazioni in cui non si può seguire

direttamente il programma. C'è però la variante del monitoraggio > anche se la teoria

economica ci dice che agente e controller colludono a discapito del principale. Un

controller può essere la stampa. Il principale ha una funzione di supervisione e controllo,

ma limitata a causa dell'asimmetria informativa. Il rapporto con il principale funziona

meglio nei collegi piccoli, in particolare uninominali. L'eletto infatti è meglio controllabile

perchè è più legato al territorio. Se il collegio è plurinominale, prevalgono i soli interessi

della parte politica che l'ha eletto. Gli agenti sono fiduciari o delegati in base al margine di

discrezionalità di cui possono disporre. Il rappresentante parlamentare deve avere un

margine di discrezionalità per poter negoziare.

ASSEMBLEA LEGISLATIVA COME PRINCIPALE

Nel livello parlamento e governo i ruoli cambiano e gli organi legislativi diventano i

principali, mentre il governo è il nuovo agente. Diverso è il ruolo in base alla forma di

governo, ma c'è sempre una forma di controllo

fiducia > meccanismo più continuativo

– impeachment > legato solo a fatti gravi.

Al centro c'è sempre stato il controllo del bilancio > proposto dal gov ma da approvare dal

parlamento nel parlamentarismo, mentre nel presidenzialismo il presidente ha potere di

veto per bloccare alcuni provvedimenti sulla legge di bilancio.

LEGISLATIVO COME LEGISLATORE

Attore principale del policy-making. Da questo punto di vista conta il rapporto con il

governo. Con i poteri fusi, c'è collaborazione > il governo propone un disegno di legge e il

parlamento lo vota. Lavorano di paripasso. Se i poteri sono separati, il congresso è

autonomo dall'esecutivo ma l'esecutivo ha potere di veto. Si parla anche di potere di veto

riguardo la possibilità che altri attori possano interdire provvedimenti legislativi, come la

Corte di Giustizia o la Corte Costituzionale.

Gli attori con potere di veto possono essere politici e istituzionali, con questo potere

rallentano il processo legislativo. Nel caso italiano il ruolo dei veto player è molto forte. Se

ci sono molti veto player il procedimento legislativo è rallentato. Inoltre tutto dipende dalla

struttura istituzionale, i sistemi federali per esempio hanno di solito più veto player.

LA STRUTTURA INTERNA

Analizzare le strutture interne può aiutare a valutare meglio l'influenza e il ruolo nel

sistema politico. Nei parlamentarismi di solito ci sono due camere, in alcuni casi come la

Gran Bretagna c'è però un monocameralismo di fatto, in altri ancora come la Germania c'è

una divisione tra camera alta e camera bassa.

In base al numero di camere si distingue tra parlamenti

monocamerali

– bicamerali

* perfetti > funzioni uguali come in Italia, Romania e Usa (anche se di fatto qui prevale il

senato) oppure poteri parimenti distribuiti

* asimmetrici > divisione in camera alta e bassa: la camera alta fa le leggi quadro per le

regioni perchè le rappresenta. I poteri sono distribuiti in modo diseguale, poteri diversi.

In Europa prevalgono i poteri fusi, quindi i parlamenti. Il numero di membri può variare, di

solito più è alto il numero di membri più il procedimento legislativo è lento, perchè

potrebbero essere proposti più emendamenti. Inoltre più componenti fanno aumentare la

complessità dell'organizzazione interna. Per razionalizzare si controlla anche la

formazione dei gruppi, dando un minimo di membri ciascuno (10 Senato, 20 Camera).

Inoltre più componenti rendono anche più frammentata la ripartizione delle risorse

istituzionali.

La durata delle sessioni parlamentari può essere

a tempo pieno > sessioni in ogni momento dell'anno come in Italia

– a tempo parziale > le sessioni legislative sono programmate come in Francia.

L'indennità rende i parlamentari autonomi nell'esercizione delle loro funzioni e permette di

avere cariche pubbliche anche a persone non benestanti.

LE COMMISSIONI

Gli organi legislativi sono organizzati sulla base di commissioni, che possono avere un

ruolo più o meno forte. Negli Usa le commissioni sono molto forti, tanto che contano più di

presidenti delle commissioni degli speaker di partiti. In Italia sono meno forti, prevalgono i

segretari di partito e i capigruppo. Le commissioni possono essere

permanenti

– temporanee > create appositamente per svolgere determinate funzioni

Nei sistemi maggioritari c'è più polarizzazione tra maggioranza e opposizione > adversary

policy.

Nei sistemi proporzionali è probabile che non ci sia un risultato chiaro e non c'è un solo

partito nella maggioranza che controlla il governo. In parlamento ci sono più forze

politiche.

L'AUTONOMIA DELL'ASSEMBLEA DALL'ESECUTIVO

Maggiore nel sistema a poteri separati. L'autonomia si vede dal livello istituzionale, cioè se

i poteri sono fusi o separati. Esistono anche autonomie individuali (dei membri) > alcuni

partiti vogliono avere autonomia dal governo. Dipedne da caratteristiche specifiche e

attributi specifici del sistema di partiti: se il partito è centralizzato si diminuisce l'autonomia

dei singoli parlamentari.

COME VALUTARE L'INDIPENDENZA INDIVIDUALE

> SELEZIONE DEI CANDIDATI

centralizzata > party in central office (minore autonomia dei membri del partito)

– decentralizzata > i candidati sono espressione del territorio, quindi più legati alla

– circoscrizione che al partito.

> ORGANIZZAZIONE INTERNA AL PARTITO

gerarchia > più controllo

– decentralizzazione

> SISTEMA ELETTORALE

centrato sui partiti (liste di partiti, collegi plurinominali) > più controllo

– centrato sui candidati (collegi uninominali)

> FONTI DEI PARTITI E FINANZIAMENTO CAMPAGNE

se le risorse vengono dal partito c'è più controllo

– se sono finanziato da me o altri

LA COMBINAZIONE DI AUTONOMIA INDIVIDUALE E ISTITUZIONALE

SISTEMA POLITICO SISTEMA POLITICO

CENTRALIZZATO DECENTRALIZZATO

POTERI FUSI Prevale il gov sul parlamento Parlamento forte come in

come in Gran Bretagna Italia e Polonia

POTERI SEPARATI Congresso debole come in Congresso molto forte come

Colombia, Argentina, Bolivia, negli USA

Corea del Sud

Nei sistemi a poteri fusi il legame tra parlamento ed esecutivo non è lo stesso dei comuni

(simul stabunt, simul cadent) ma la sfiducia del gov non causa la caduta del parlamento.

Ciò rende il parlamento più indipendente e stabile rispetto al governo. I partiti cercano di

controllare il parlamento > l'autonomia dell'assemblea è in contrasto con il controllo dei

partiti.

GOVERNI E BUROCRAZIE

Governo deriva dal greco e significa timone, perchè in effetti è l'attore fondamentale. Per

questo motivo tutte le forze politiche tentano di andare al governo. Gli attuali governi sono

frutto dell'eredità delle monarchie assolute. Nel XII e XIII secolo in Inghilterra iniziò il

processo di separazione dei poteri. Questo processo ha massima evoluzione nel XVII

secolo quando si definisce la separazione dei poteri tra parlamento e governo. Il governo

non usa più il parlamento per i suoi scopi. Il parlamento diventa più indipendente grazie

alla gentry, che elabora una visione autonoma dei propri interessi, diversa da quella del

monarca. Questa evoluzione storica trova rispondenza nella teoria > ad esempio in Locke,

Montesquieu, Madison.

Malgrado la separazione dei poteri, le funzioni statali non sono completamente separate,

soprattutto nei sistemi a poteri fusi. I governi hanno forte influenza sulla legislazione.

Il governo ha legittimazione diretta o indiretta attraverso il voto o del popolo o del

parlamento e ha vincoli costituzionali.

Il governo varia in base alla forma di governo

parlamentare > eletto indirettamente dal parlamento

– presidenziale > eletto direttamente

Il capo dello stato può essere incorporato o separato rispetto al governo. Nel

parlamentarismo è separato > legame con la tradizione monarchica, tanto che ci sono

ancora monarchie costituzionali con forma parlamentare.

L'esecutivo può essere

monocratico > forte premierato

– collegiale > primo ministro sullo stesso piano degli altri ministri

FORME DI GOVERNO

presidenziale

– parlamentare

– semipresidenziale > detto bicefalo, perchè vi è un'elezione diretta del presidente

– della repubblica che condivide poteri esecutivi con il primo ministro, il quale è scelto

dal presidente della repubblica e ha una fiducia parlamentare. In Francia all'inizio

avevano diversa durata di mandato, ma c'era il rischio di coabitazione.

direttoriale > come in Svizzera. Il parlamento elegge i 7 membri del governo, che

– vanno a turno a capo del governo

premierato > elezione diretta del primo ministro ma forma parlamentare.

Nel parlamentarismo e nel premierato non c'è corrispondenza tra durata del mandato delle

camere e del primo ministro. Nei governi presidenziali ci possono essere alcune varianti

interne: i ministri possono essere delegati (no margine di autonomia) o autonomi. Questo

non dipende dalla costituzione ma dalla leadership del presidente. Nei sistemi

parlamentari si parla di governo di gabinetto, che ha due varianti

ministeriale > come in Italia, il capo del governo coordina i ministri ma non è

– superiore. I ministri hanno ampia autonomia

del primo ministro > è una guida, poca autonomia dei ministri.

Nei governi di coalizione la presa di decisioni è più difficile. C'è maggiore stabilità se

segretario di partito e primo ministro coincidono, come in Gran Bretagna. I partiti sono

essenziali per far entrare in carica il governo e per farlo sopravvivere. In un contesto di

coalizione il meccanismo è più complicato. I partiti hanno 3 livelli

party on the ground

– party in public office (parlamento+governo)

– party in central office (gruppo dirigente centrale)

PARTY GOVERNMENT > il governo è espressione di un partito che controlla il governo.

Un esempio è il governo monocolore inglese. Ci sono casi di party government anche in

governi di coalizione, come la DC in Italia. Il rapporto con la pubblica amministrazione è

importante. Infatti vi è asimmetria informativa > la burocrazia ha più informazioni di una

partito e questo può influire sul governo.

FATTORI CHE INFLUENZANO L'AUTONOMIA DEL GOVERNO

> DIMENSIONE PARTITICA

I partiti fanno programmi, selezionano il gabinetto. Nel supporto al governo ci può essere

una situazione di

dominanza > uno domina l'altro

– autonomia

– fusione > partito e governo si incontrano di continuo. Un'iniziale fusione spesso dà

– spazio all'autonomia del governo successivamente.

PRESIDENZIALIZZAZIONE

Dove c'è una forma di governo parlamentare, alcune prassi istituzionali si regolano

attraverso forme di comportamento tipiche del presidenzialismo. Questo perchè

il capo del governo cerca un cnsenso diretto rivolgendosi all'elettorato, come se

– fosse in una campagna elettorale permanente

marginalizza il ruolo dei ministri

GOVERNO BUROCRATICO

Dipende da tecnici. Ha un numero di politici inferiore rispetto al numero di tecnici. I politici

dominano la scena politica, ma tutto è portato avanti da burocrati. La burocrazia ha

influenza su

determinazione del problema > agenda setting

– limitazione delle scelte politiche

– asimmetrie informative tra politica e pubblica amministrazione.

Efficacia del governo dipende da forma di governo e tipo di sostegno che può avere

sistemi presidenziali > condizione più favorevole alle iniziative del governo

– sistemi parlamentari > meno favorevole

Nel parlamentarismo conta che il governo sia di partito, di coalizione o monopartito

(quest'ultimo aiuta l'iniziativa del governo e la responsabilità). A questo si aggiunge anche

se il governo è di maggioranza o di minoranza. Un governo di maggioranza ha più del

50% dei seggi e dura mediamente di più di quelli di minoranza. Un governo di minoranza

però può comunque essere stabile perchè di base è posizionato al centro tra due estremi,

che non possono accordarsi tra loro. I governi monopartito sono più omogenei e

normalmente hanno meno contrasti interni. I governi di coalizione rischiano maggiormente

conflittualità interne e le modalità dipendono anche dal peso dei singoli partiti.

LE BUROCRAZIE

Weber descrive degli elementi fondamentali della burocrazia

personale a tempo indeterminato con separazione tra affari pubblici e privati

– sono organizzazioni specializzate con divisione di compiti

– storicamente sono macchine efficaci (realizzano i propri scopi) ed efficienti

– (realizzano gli scopi con i minimi costi)

sono strumenti di azione neutrale (indipendenti dal partito al governo)

Già Weber credeva che potessero essere meno efficienti se erano meno neutrali. In alcuni

studi si è notato come le decisioni dipendano anche da interessi propri. Secondo Riskanen

i burocrati vogliono incrementare il loro budget. Tutte le organizzazioni hanno una struttura

formale e una informale > si sfruttano le asimmetrie informative (logica del potere

informale) e il fatto che, non essendo sul mercato, non si misura l'efficienza della pubblica

amministrazione e non ha pressioni competitive.

Teoria dell'agenzia > difformità tra il dettato del governo e l'azione della pubblica

amministrazione per 3 motivi

tempo libero

– dissenso

– sabotaggio politico > perchè è un'altra parte politica.

Per far funzionare meglio la macchina amministrativa sono stati usati vari espedienti come

lo spoils system > con le elezioni si nominano ampi settori di pubblica

– amministrazione, così questi seguiranno di più le volontà del governo. Tuttavia

rischia di aumentare il sottogoverno (mettere gli amici)

New Public Management > opera su 3 livelli

*personale > apertura di posizioni diverse a candidati esterni a tempo determinato

*organizzazione > importanza della competizione interna tra varie unità

*procedure > dirigere per obiettivi (gestione manageriale)

Il problema di fondo è che nel linguaggio comune il termine burocratico è associato a

qualcosa di inefficiente, che arriva in ritardo, complesso, che funziona male.

Ci sono diversi signiicati:

Inefficienza secondo Weber à quando si avevano preferenze individuali

Vi è inoltre una serie di contributi di Parkinson, Niskanen, Wildavsky che sviluppano delle

finalità proprie:

* L’espansione della burocrazia sia spesso guidata dalla volontà del burocrate di

assicurarsi un maggior controllo dell’apparato amministrativo attraverso la gestione del

bilancio pubblico (Parkinson e Wildavsky)

* Niskanen sottolinea l’interesse dell’aumento del budget dei burocrati

= TEORIA DELL’ORGANIZZAZIONE (pubbliche e private)

Tutte le organizzazioni sviluppano accanto ad una struttura formale dell’organizzazione,

una struttura informale legata al fatto che, al di la della posizione di una persona, tende a

sfruttare per acquisire un margine di indipendenza e autonomia le asimmetrie informatiche

che si annidano a qualsiasi livello.

In ogni organizzazione ci sono dei ruoli in cui si generano delle particolari asimmetrie

informative (es: soggetti che hanno un compito all’interno dell’organizzazione che hanno

un rapporto con l’ambiente e gestiscono un margine di incertezza) à questo tipo di

discrezionalità la possiamo trovare in ogni tipo di organizzazione (privata e pubblica).

Quel potere non coincide col potere con la line gerarchica.

Nel caso di un’organizzazione privata sul mercato produrrà delle conseguenze che la

indurranno a cambiare perché questo potere informale produce dei comportamenti

inefficienti e non produttivi per l’organizzazione privata.

Nel caso della PA non abbiamo un feedback da parte dell’ambiente esterno competitivo e

non esistono quindi pressioni competitive, e non è facile misurare i risultati finali,

l’efficienza e la competitività à ragioni che rendono difficile fermare l’espansione delle

burocrazie (Niskanen 1971)

La misurazione in ultima istanza (organizzazione privata) si vede nel mercato.

Teorie microeconomiche improntate sullo schema principale-agente (Brehm e Gates

1997):

da un lato ci dice che c’è asimmetria informativa rispetto all’agente che è rappresentato

dai dirigenti e funzionari della PA che devono raggiungere questi scopi. à scopi alternativi

e in contrasto con gli indirizzi incontrati dall’azione di governo. Possibili cause:

* Sottrazione per il tempo libero (produttività non osservabile): sfruttando la non

osservabilità, gli operatori possono sottrarsi ad un controllo più diretto del loro operato per

fare ciò che vogliono.

* Sottrazione per dissenso: “non sono d’accordo..”: c’è una difformità tra gli obiettivi

generati dalla PA e quello che la macchina richiede come livello di prestazione che vuole

assicurare à bench marking

* Sabotaggio politico: “non è la mia parte politica”: oppure sabotaggio politico si realizza a

prescindere dalla parte politica in qualsiasi organizzazione pubblica à atteggiamento

dominante “tanto questo se ne va” à tema dell’implementazione

Per far funzionare meglio la macchina amministrativa, si sono cercate delle soluzioni:

* Spoils system: formula americana sviluppata nel corso del XIX secolo. Il partito che vince

le elezioni nomina ampi settori dell’amministrazione:

1. Un modo di premiare (tramite impieghi e contributi finanziari) persone vicine al leader

e/o al partito (relazione fiduciaria Pi e Pa) à alcune volte ha funzionato altre no perché

rischia di aumentare il sottogoverno e omettere gli amici.

Spoils system aperti vs coperti: c’è SpSy anche se non si dichiara

Politicizzazione ai livelli di vertice: Francia, Germania, Spagna à non esistono soltanto

negli USA. In Italia sta iniziando ad affacciarsi

* Sistemi di New Public Management: corrente che si afferma negli USA che cerca di

introdurre nella macchina organizzativa dello stato dei criteri operando su tre livelli:

2. Personale: apertura delle posizioni di vertici anche a candidati esterni, maggiormente

remunerati e a tempo determinato

3. Organizzazione: importanza della competizione tra le diverse unità (mercati interni):

centri di responsabilità di costo; generare maggior dinamismo e competizione interna;

4. Procedure: introduzione della gestione manageriale (Peter and Pierre 2001 – Suleiman

2003) – politicizzazione via obiettivi; dirigere per obiettivi à nella logica più tradizionale e

conformistica del dirigente pubblico solitamente c’è l’adempimento, non l’obiettivo

L’UNIONE EUROPEA

L’UE è uno dei più importanti risultati politici dei tempi moderni: dal punto di vista

dell’opinione pubblica è una situazione abbastanza controversa, l’Europa vive spesso di

un giudizio ambivalente à UE dei vincoli vs UE delle possibilità.

Lo stato di salute dell’UE è piuttosto complicato, critico.

E’ vero che le difficoltà dell’Europa in maniera evidente creano un tema di forte divisione.

2010 à forme nazionaliste con un livello di punti molto basso ma sempre consistente

(creato un movimento populista, euroscettico).

L’UE è il primo sistema politico genuinamente sovranazionale: una forma di compound

democracy (democrazia composita) à ad esempio però la democrazia composita è una

forma di stato federale come gli USA. Con questo elemento atipico di stato

sovranazionale, non è possibile compararla come stato federale. Nella democrazia

dell’UE, quella dimensione sovranazionale non si combina con un trasferimento di autorità

degli stati membri all’Unione à stesso livello come negli stati federati.

In meno di mezzo secolo si è evoluta da semplice mercato comune a sistema politico su

scala continentale con estesi poteri esecutivi, legislativi e giudiziari.

L’UE condivide molte caratteristiche di altri sistemi politici multi-livello e questo permette di

applicare gli strumenti analitici sviluppati nella politica comparata.

Il processo di integrazione europea si spiega con 2 approcci:

* Intergovernativo: i principali attori UE sono i governi degli stati membri

* Sovranazionale: l’integrazione dovrebbe essere più accentuata progressivamente

à per ora la partita è stata vinta dai sostenitori dell’approccio intergovernativo

L’UE possiede tutte le caratteristiche essenziali di un sistema democratico:

* Istituzioni con norme che ne regolano i rapporti

* Interessi economici e sociali che influenzano le policy

* Le decisioni collettive hanno impatto sull’allocazione delle risorse

Il sistema dell’UE diviso per competenze

* Competenze esclusive dell’UE

* Competenze condivise UE e stati membri

* Competenze coordinate UE e stati membri

* Competenze esclusive degli stati membri

Architettura istituzionale dell’UE caratterizzata da un elevato potere di veto e dilemma del

prigioniero:

Potere esecutivo:

* Indirizzo politico condiviso tra consiglio e commissione: determina l’agenda di policy a

medio e lungo termine

* Commissione e stati membri (implementazione delle politiche e iniziative legislative)

Poteri legislativi:

* Consiglio (veto player rispetto alle procedure di consultazione e co-decisione)

* Parlamento europeo (co-decisione)

Potere giudiziario condiviso:

* Corte europea di giustizia

* Tribunali nazionali (corte costituzionale Germania)

LA DIMENSIONE VERTICALE:

L’UE ha operato sul fronte della ridefinizione delle legislazioni di riferimento degli stati

membri à soggetto regolatore secondo una dinamica di:

Deregolamentazione à rimuovere barriere fisiche e tecniche al libero movimento di beni,

servizi, capitale e lavoro

Regolamentazione à sostituzione della regolamentazione nazionale con quelle europee

(politiche della concorrenza, ambientali e sociali che creano omogeneità)

La deregolamentazione mira a rendere più efficiente il mercato, la regolamentazione punta

a correggerne i fallimenti à cambiano il quadro regolamentativo in Europa e producono

interessi.

L’UNIONE ECONOMICA E MONETARIA à punto di forza dell’UE con l’istituzione della

moneta unica iniziato con:

à Criteri di convergenza di Maastricht (1993): temi: valuta stabile, ciclo economico

convergente, venivano fissati dei parametri: deficit inferiore al 3% del PIL e debito pubblico

inferiore al 60% del PIL: parametri che erano il vincolo minimo di compatibilità e

convergenza di diverse economie che hanno dato luogo a comportamenti molto diversi. à

condizioni per introdurre una moneta unica, però non è stato sufficiente per un percorso

economico europeo integrato

La Banca Centrale Europea (BCE): responsabilità esclusiva nel definire e implementare la

politica monetaria. E’ altrettanto vero che la leva della politica fiscale resta prerogativa

degli stati membri, mentre la BCE può intervenire sui tassi, decide la quantità di moneta in


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali e istituzioni europee
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sarazanotta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Fasano Luciano Mario.

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