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Democrazia

Robert Dahl è il primo a sviluppare l'idea che in democrazia sia il popolo a governare. Sostenne l'importanza di adottare una visione procedurale basata sulle procedure e istituzioni, al fine di classificare i regimi politici. Adottò una classificazione dei regimi basata su 2 dimensioni:

  • Competizione - Liberalizzazione: indica la libertà di formare partiti, libertà di parola, libertà di assemblea.
  • Inclusione - Partecipazione, la quale invece fa riferimento a chi partecipa al processo democratico.

I 3 sistemi di misurazione dei regimi democratici di Dahl

  1. PALC: propone la classificazione di un regime democratico in cui coloro che governano vengono scelti mediante elezioni competitive. La differenza fondamentale tra la misura PACL e lo schema di classificazione di Dahl è che la prima tratta i regimi in modo dicotomico mentre Dahl li considera dislocati in cui agli estremi si trovano da un lato le dittature forti e dall'altro le democrazie forti.
  2. Polity IV: assegna a ciascun paese dei punteggi di democrazia e autocrazia che variano da 0 a 10. Viene poi costruito un indicatore sintetico, il Polity score, calcolato per ogni paese sottraendo il punteggio di autocrazia da quello di democrazia. Il Polity score di un paese si basa poi su 5 diversi attributi i quali nel loro insieme comprendono contemporaneamente le nozioni di competizione e inclusione. Il Polity IV determina il grado di democrazia.
  3. Freedom House: misura il livello di tutela dei diritti politici e civili con l'assegnazione di punteggi basati su domande. Il punteggio totale per ciascun paese è determinato dalla media dei punteggi ottenuti lungo queste due dimensioni. Paese Libero da 1 a 2.5 punti, Parzialmente libero da 3 a 5.5, Non libero da 5.5 a 7. La misura Freedom House utilizza una prospettiva sostanziale della democrazia più che procedurale, vi è attenzione verso i risultati sostanziali prodotti dai diversi regimi. (libertà scientifica, assenza di guerra, affrancamento dalle disuguaglianze economiche, ecc.).

Teorie di modernizzazione

La teoria della modernizzazione sostiene che tutte le società siano destinate a passare attraverso medesime fasi storiche di sviluppo economico e che questo porti infine allo sviluppo e instaurazione della democrazia. Lipset, scienziato politico, favorisce la versione classica della teoria della modernizzazione, per cui lo sviluppo economico, misurato attraverso il PIL pro capite, è determinante sia per la nascita della democrazia, sia per la sopravvivenza.

Una variante più recente della teoria della modernizzazione presuppone che siano i cambiamenti della struttura socio-economica a favorire la democrazia. Dunque, secondo la teoria della modernizzazione, tutte le società attraversano una serie di fasi economiche simili all'interno delle quali avvengono cambiamenti strutturali della società e dei settori economici. Przeworski avvalora la tesi della sopravvivenza per cui la ricchezza non influisce sul sorgere della democrazia, ma aiuta la democrazia a sopravvivere una volta che essa è stata instaurata.

Determinanti culturali

  • Argomenti primordialisti: la cultura è qualcosa di soggettivo ed ereditato. È in grado di influenzare il comportamento politico.
  • Argomenti costruttivisti: la cultura è qualcosa che viene costruito. Riconoscono che le culture sono malleabili. Entrambi condividono che la cultura ha effetti causali.

Negli anni '60 Almond e Verba affermano che solo la cultura civica è compatibile con la democrazia (parrocchiale e suddita non compatibili). La cultura civica è caratterizzata da orientamenti positivi verso il sistema politico, cooperazione tra i membri e partecipazione politica attiva. Questi studi sono stati effettuati in paesi democratici e le critiche sono orientate proprio per questo. Tali studi dovrebbero essere condotti nei regimi autoritari (anche se i cittadini dissimulano le loro reali preferenze per paura). Un altro limite è che gli individui possono comprendere le stesse domande in modi diversi e concepiscono la democrazia in modi diversi in diversi paesi.

Questione religiosa (Islam)

Negli anni più recenti l'Islam è considerato un ostacolo alla creazione della democrazia. L'islam è caratterizzato dall'incapacità di separare la sfera religiosa e politica, da un diseguale trattamento delle donne che predispone la società all'autoritarismo. I paesi musulmani hanno minori probabilità di diventare delle democrazie perché sono poveri e perché le diversità etniche, religiose e culturali rendono meno stabili le democrazie una volta sorte.

Democratizzazione

(1974 - Terza onda)

  • Dal basso: si fa riferimento a una transizione in cui il popolo si solleva per rovesciare un regime autoritario in una rivoluzione popolare. "Teoria dell'azione collettiva" si riferisce a tutte quelle azioni finalizzate al perseguimento di qualche obbiettivo di bene pubblico. Le soglie rivoluzionarie dipendono dai periodi, contesti e anche solo dallo spostamento di una singola persona che può generare l'effetto "cascata rivoluzionaria".
  • Dall'alto: si riferisce a un’élite dirigente autoritaria che introduce riforme liberali con lo scopo di rafforzare la dittatura. Ciò fa sì che vi sia un'apertura controllata dello spazio politico, ciò induce alla creazione di una "dittatura allargata" che ne favorisce la stabilità. Avviene solo se vi è incertezza o informazione incompleta.

Forme di governo

  1. Democrazia presidenziale si compone dal presidente e dal gabinetto. No responsabilità legislativa. I membri della delegazione legislativa possono votare contro le leggi promosse dal gabinetto senza andare poi alle elezioni.
  2. Democrazia parlamentare si compone dal primo ministro e dal gabinetto. Vige responsabilità legislativa e per cui quindi la sopravvivenza del governo dipende da una maggioranza legislativa. Il capo del governo e i ministri vengono nominati dal capo di Stato e devono godere sia al momento della formazione che per tutta la durata della carica, della fiducia del legislativo. (Governo di maggioranza a partito unico, governo di coalizione, governo provvisorio).
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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MattiSait di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Cama Giampiero.
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