DEFINIZIONE DI ECONOMIA AZIENDALE E DI AZIENDA
Le attività di programmazione e controllo forniscono le informazioni necessarie per supportare il processo di
decision-making, cioè il processo attraverso cui si decide quali scelte attuare e quali risorse utilizzare per
raggiungere determinati e prefissati obiettivi strategico-operativi.
Il controllo di gestione rappresenta l’insieme delle attività, dei sistemi e delle tecniche attraverso cui è possibile
controllare, cioè programmare e verificare la gestione aziendale e le attività ad essa collegate.
Il management accounting è un processo finalizzato a pianificare, identificare, misurare e implementare ad hoc
sistemi contabili-informativi.
Il core del management accounting sono le informazioni di carattere amministrativo-contabile che devono
essere orientate e focalizzate sul problema gestionale da affrontare.
Il sistema di management accounting per essere utile ed efficace deve essere in grado di rilevare il risultato
economico rilevante, ovvero quel valore figurativo che viene utilizzato per comparare scelte alternative.
I sistemi di management accounting svolgono un ruolo essenziale nella gestione aziendale poiché possono
contribuire a creare un considerevole valore per le imprese perché forniscono informazioni tempestive e
accurate per supportare e controllare il processo decisionale all’interno dell’azienda.
CONTROLLO OPERATIVO = parte di studio di management accounting che si occupa del controllo della
gestione operativa (ex ante e ex post).
Cos’è un’azienda?
L’impresa è un sistema che trasforma degli input in output.
FATTORI DI CAMBIAMENTO
A partire dagli anni ’60 il nostro paese ha vissuto grandi cambiamenti che hanno cambiato l’ambiente
economico in cui le imprese si trovano ad operare.
COS’E’ OGGI UN’ AZIENDA?
L’impresa oggi deve garantire non solo un’adeguata gestione dei processi produttivi di trasformazione degli
input in output ma deve confrontarsi con le richieste, i bisogni e le aspettative dei clienti e deve tener conto
dell’ambiente competitivo in cui opera monitorando l’evoluzione delle tecnologie e le azioni dei concorrenti.
L’EVOLUZIONE DEL MERCATO ITALIANO E LO SVILUPPO DEGLI STRUMENTI DI
CONTROLLO E DEL CONTROLLER
Limitarsi a definire una strategia non basta perché:
− L’ambiente e le condizioni di mercato si modificano nel tempo e le scelte strategiche devono essere
modificate in coerenza con la loro evoluzione
− È necessario che la strategia venga comunicata all’organizzazione e che venga da quest’ultima implementata
e perseguita. →
Il significato del termine CONTROLLO: CONTROLLARE TO CONTROL (RISCONTRARE,
VERIFICARE, DOMINARE, REGOLARE A PIACERE, TENERE A FRENO E LIMITARE)
→ →
CONTROLLO DI GESTIONE MANAGEMENT CONTROL pilotare, governare, regolare e guidare
→
LE TIPOLOGIE DI CONTROLLO FUNZIONE DEL CONTROLLO
1. STEERING CONTROL: Previsione dei risultati e correzione della direzione di marcia prima della
conclusione dell’azione
Esempio: Correzione di rotta di un’astronave
2. YES-NO CONTROL: Gli steps di avanzamento sono subordinati a verifiche
Esempio: Controllo di qualità di semilavorati lungo il processo produttivo
3. POST ACTION CONTROL: Misurazione dei risultati ad azioni concluse; Confronto con lo standard;
Definizione di azioni correttive
Esempio: Budgeting →
Controllare un’azienda controllare: guidare le decisioni verso obiettivi definiti.
PROGETTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO
Brunetti individua tre componenti alla base del sistema di controllo:
− La struttura organizzativa, ossia la distribuzione delle responsabilità economiche all’interno dell’azienda
− La struttura tecnico-contabile, che produce informazioni rilevanti
− Il processo di controllo, ovvero la metodologia attraverso cui vengono gestite le attività di definizione degli
obiettivi, di guida e di orientamento delle azioni del management, di controllo dei risultati, di definizione
di azioni correttive o di ridefinizione degli obiettivi.
Lo scopo del sistema di controllo influenza anche:
− la struttura: aree di risultato, strumenti, meccanismi e tipologie di misure
− il processo: stile di controllo degli attori coinvolti e ciclo del controllo
− il ruolo del controller: autonomia del controller, collocazione nell’azienda e competenze necessarie
Il modello di Amigoni
Amigoni considera due tipi di elementi in grado di condizionare i contenuti e l’efficacia di un sistema di
controllo: fattori di natura organizzativa e fattori di natura ambientale.
A) CARATTERISTICHE D’IMPRESA E DI AMBIENTE
Le variabili che riguardano le caratteristiche d’impresa e di ambiente sono:
− il grado di discontinuità della getione e dell’ambiente in cui l’impresa opera
− il grado di complessità strutturale dell’impresa e dei suoi rapporti con l’ambiente: modello di Porter. La
camplessità dell’impresa riguarda due dimensioni: la complessità strategica, ossia la complessità dei
mercati, della concorrenza e dei canali; la complessità organizzativa, legata alla struttura, alle tecnlogie e
ai prodotti. ORIENTARE
INTERPRETARE INTEGRARE
VERIFICARE
B) VARIABILI CHIAVE DA CONTROLLARE
Le determinanti dei fattori critici di successo
• Preferenze del target di consumatori
• Caratteristiche del processo di acquisto
• Dimensioni del mercato
• Minacce da prodotti sostitutivi
• Caratteristiche della tecnologia
• Caratteristiche dei fornitori
• Vincoli politico-amministrativi
VARIABILI CHIAVE DA CONTROLLARE L’azienda, in base al mercato in cui
opera deve capire i propri fattori di
successo. Sono aspetti tipici
caratterizzanti dell’azienda.
Come si misurano le variabili
chiave?
INDICATORI DI SUCCESSO
REDDITUALE
-Roi (ritorno sul capitale investito)
-reddito operativo/fatturato
-margine di contribuzione/fatturato
-tasso di rigiro del capitale investito
-tasso di rigiro del circolante
-parametri di costo rispetto ai
concorrenti
-fatturato per addetto
INDICATORI DI SUCCESSO
COMPETITIVO
-Quota di mercato
-Quota di mercato relativa
-grado di copertura
-grado di penetrazione
-confronto tra fluttuazioni generali e
aziendali della domanda
-qualità dei clienti
-potere contrattuale con clienti e
fornitori
C) CARATTERISTICHE DEL SISTEMA DI CONTROLLO
1. ARTICOLAZIONE: Numerosità dei livelli di aggregazione delle informazioni economico-finanziarie. Es.
articolazione bassa quando l’unico strumento formale impiegato è la contabilità generale.
2. RILEVANZA: Tipologia delle aggregazioni e loro connessione con l’attività decisionale dei diversi organi. È
la capacità del sistema di controllo di fornire all’organizzazione le informazioni necessarie per prendere
decisioni.
3. SELETTIVITA’: Rapporto tra quantità di informazioni rilevanti ed irrilevanti
4. ORIENTAMENTO: Tendenze a privilegiare certe tipologie di eventi ed informazioni (orientamento ai
fattori, ai risultati, al passato o al futuro)
5. RESPONSABILIZZAZIONE FORMALE: Numerosità e tipologia degli obiettivi economico-finanziari e
delle connesse aree di responsabilità
6.RIGIDITA’ PROCEDURALE: Grado di predefinizione con regole e procedure delle caratteristiche formali
del sistema
7. STILE DI CONTROLLO: Tipologia di impiego della gestione per obiettivi economico-finanziari. Fa
riferimento al tipo di responsabilizzazione stretta oppure larga.
8. PRONTEZZA: Intervallo temporale tra il verificarsi di un evento interno di impresa od esterno d’ambiente
e la segnalazione dei suoi effetti economico-finanziari.
LE POSSIBILI ARTICOLAZIONI
STRUMENTI RILEVANTI PER L’INFORMAZIONE ESTERNA Activity Based
Costing
Strategic cost Cruscotti direzionali/
Management / tableau de bord/
Catena del valore Balanced Scorecard
Business plan
RELAZIONI TRA VARIABILI D’IMPRESA E DI AZIENDA E CARATTERISTICHE DEL
CONTROLLO DI GESTIONE
LA STRUTTURA DEL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE
→Riguarda
STRUTTURA ORGANIZZATIVA la trasposizione delle responsabilità organizzative nell’ambito
economico-finanziario →
STRUTTURA TECNICO-CONTABILE E’ rappresentata da tutta la strumentazione utilizzata per il
funzionamento del sistema da un punto di vista di “contabilità di controllo” (contabilità generale, analitica,
budget, analisi degli scostamenti, etc..)
→Fase
PROCESSO DI CONTROLLO in cui gli obiettivi prefissati derivanti dalla programmazione vengono
confrontati con i dati effettivi.
CONTROLLO DI GESTIONE ED ESIGENZE ORGANIZZATIVE
Il controllo di gestione non è solo l’insieme di tecniche specifiche, ma è la scelta di una politica aziendale che
risponde ad esigenze organizzative.
→Chiarire obiettivi specifici ai responsabili
→Chiarire le responsabilità conseguenti a rendere attuabile un processo di delega
→Dare un significato “motivante” alle responsabilità presidiate
→Favorire un dialogo efficace ma preciso fra i vari livelli del management
→Riflettere su cause/effetti specifici a monte e a valle (coordinamento)
→Sviluppare sistemi e modelli decisionali basati sulle capacità di elaborare e valutare particolari classi di
informazioni
→Essere valutati “anche” su responsabilità e risultati oggettivi
CONTROLLO DIREZIONALE E CONTROLLO OPERATIVO
PRIORITÀ DEL SISTEMA DI CONTROLLO E CARATTERISTICHE DELLE COMPONENTI-
CHIAVE
L’EVOLUZIONE DEL MERCATO ITALIANO E LO SVILUPPO DEGLI STRUMENTI DI
CONTROLLO E DEL CONTROLLER
PIANIFICAZIONE STRATEGICA E CONTROLLO (CENNI)
- pianificazione strategica: definizione degli obiettivi di medio-lungo termine e individuazione delle risorse per
conseguirli
- controllo direzionale: verifica del raggiungimento degli obiettivi di breve termine e supporto alla definizione
di azioni correttive
- controllo operativo: verifica delle attività
PIANIFICAZIONE STRATEGICA E CONTROLLO DIREZIONALE
ATTIVITÀ AZIENDALI
Circolarità del processo di pianificazione e controllo
→pianificazione →programmazione →azione →controllo → pianificazione→…
LA CONTABILITÀ GENERALE E DIREZIONALE
L’ATTIVITÀ DI DIREZIONE AZIENDALE
IL CONTROLLO DI GESTIONE La contabilità direzionale si inserisce in un più esteso sistema
denominato controllo di gestione o controllo direzionale.
La contabilità generale osserva l’azienda nel suo complesso e opera
attraverso il bilancio, primo strumento di controllo di gestione.
Vengono quindi rilevati i fatti aziendali attraverso la contabilità
(sistema della partita doppia). Il bilancio è un documento pubblico,
volto ad una comunicazione esterna. Diversa è la funzione della
contabilità analitica, che costituisce una risorsa interna, utile a
prendere decisioni ad es. nella direzione dell’azienda.
GLI STRUMENTI DEL CONTROLLO DIREZIONALE
CONTABILITÀ GENERALE
Sistema finalizzato alla rilevazione della dimensione economico-finanziaria delle operazioni di
gestione, sulla base di rilevazioni svolte secondo un ben preciso metodo (partita doppia)
Orientata prevalentemente verso la comunicazione esterna
CONTABILITÀ DIREZIONALE
Insieme degli strumenti finalizzati a rilevare, organizzare ed interpretare le informazioni economico-finanziarie
rilevanti per la formulazione di strategie aziendali, la pianificazione e il controllo, l’impiego efficiente delle
risorse
A supporto delle decisioni del management (analisi degli aspetti interni della gestione).
Il sistema di contabilità direzionale si può avvalere di dati oggettivi meno quantificabili rispetto a quelli
utilizzati nella contabilità generale.
La rilevanza è il cuore della contabilità direzionale: se un’informazione non è preziosa per qualunque bisogno,
non ha valore.
L’addetto alla contabilità direzionale è il controller, che si occupa di: raccolta e predisposizione delle
informazioni, preparazione di report standard, interpretazione ed analisi delle informazioni, coinvolgimento
nel processo decisionale
Il controller, per poter svolgere efficacemente il proprio operato, deve conoscere profondamente l’azienda in
cui lavora: i processi produttivi, la distribuzione, i mercati, l’organigramma con i ruoli ed i canali di
comunicazione fra funzioni, gli obiettivi strategici..
CONTABILTÀ DIREZIONALE (CO.DI.) E CONTABILTÀ ANALITICA (CO.AN.)
CO.DI.: insieme di strumenti finalizzati a rilevare, organizzare ed aiutare ad interpretare le informazioni di
tipo economico-finanziario ed anche non monetario, in relazione a prescelti oggetti di analisi rilevanti per: la
formulazione di strategie, lo svolgimento di attività di pianificazione e controllo, l’effettuazione di decisioni,
l’impiego efficiente delle risorse, il miglioramento delle prestazioni.
La contabilità analitica è uno strumento di contabilità direzionale che elabora informazioni relative a specifici
oggetti della gestione o aree dell’organizzazione. La contabilità analitica rileva e controlla il grado di efficienza
ed efficacia con i quali le risorse ed i fattori produttivi vengono trasformati in prodotti finiti e ricavi.
FUNZIONI FONDAMENTALI DELLA CO.AN.
-Misurazione dell’efficienza (efficienza: capacità di produzione di un dato ammontare di beni e/o servizi con il
minimo impiego di risorse)
-Supporto informativo nei giudizi di convenienza in situazioni decisionali per determinare il prezzo dei
prodotti, scelte di “make or buy” scelte di eliminazione di linee di prodotto o unità operative, valutazione e
confronto tra le redditività delle diverse linee di produzione. I dati della cont. Analitica, sono dati consuntivi
→ per budget; si usano quelle valutazioni per ragionare sull’analisi di bilancio.
- Programmazione e controllo di gestione: la determinazione e l’analisi dei costi costituiscono elementi
informativi fondamentali per definire gli standard necessari al sistema budgetario, le determinazioni
consuntive costituiscono la base per il confronto con i preventivi e l’analisi delle cause delle variazioni
-Valutazioni di bilancio (es. determinazione di costi dei prodotti in rimanenza, determinazione quote di
ammortamento beni pluriennali)
CONTABILITÀ GENERALE E CONTABILITÀ ANALITICA
ESTENSIONE SPAZIALE DEI DATI NELLE DUE CONTABILITÀ
COLLEGAMENTI TRA LE DUE CONTABILITÀ
I dati storici di acquisizione di risorse vengono convogliati dalla contabilità generale nel sistema di contabilità
analitica ed elaborati con selezionati criteri valutativi e di classificazione, e quindi di attribuzione agli oggetti di
costo interessati dai processi tipici di ogni azienda.
Il risultato viene restituito al sistema di contabilità generale che li inserisce in bilancio.
IL SISTEMA DI CONTABILITÀ ANALITICA
DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI COSTI
IL CONCETTO DI COSTO
- Costo tecnico
- Costo psicologico
- Costo monetario: rappresenta l’uscita di moneta
- Costo d’acquisto dei fattori produttivi: uscita monetaria o variazione nel passivo numerario, che misura un
componente negativo di reddito a seguito di operazioni
- Costo monetario di produzione: è dato dalla somma dei valori attribuiti ai fattori impiegati o consumati nei
processi e nelle combinazioni produttive allo scopo di conseguire un determinato risultato utile.
IL PROCESSO DI FORMAZIONE DEI COSTI
A partire da un dato programma di produzione si acquistano e combinano i fattori produttivi, generando i
costi elementari (o elementi di costo: costi il cui valore si determina in co.ge. a seguito dell’acquisto di fattori
produttivi classificati pernatura) Alle sintesi di costo si giunge mediante processi di elaborazione, in base a
molteplici scopi conoscitivi (determinazione dei prezzi, valutazione di performance, politica di produzione…),
con riferimento a diversi oggetti di costo (prodotti, processi, UO…).
DAI COSTI ELEMENTARI ALLE SINTESI DI COSTO
I fattori elementari sono i fattori durevoli e i fattori a breve.
FATTORI DUREVOLI
− Partecipano a più processi produttivi che si attuano in più periodi amministrativi;
− Sono investimenti realizzabili mediante i ricavi di più esercizi;
− Partecipano alla produzione economico-tecnica per più periodi amministrativi;
− Il loro costo deve dividersi tra tutte le produzioni attuate (ammortamento);
− Richiedono investimenti durevoli di mezzi finanziari, che devono essere reintegrati attraverso i ricavi d’es.
− Costo di acquisto iniziale (costo storico) + costo d’esercizio ogni anno (ammortamento).
− Si possono dividere in:
→ Immobilizzazioni tecniche
Le immobilizzazioni tecniche possono essere acquisite da un’azienda a titolo di proprietà o ad altro
titolo (leasing, locazione, comodato d’uso..). Dalle immobilizzazioni di proprietà scaturiscono tre
ordini di costi: ammortamenti; costi di manutenzione, riparazione, rinnovamenti; oneri finanziari.
Ammortamento = processo contabile con il quale si provvede a effettuare la valutazione delle
immobilizzazioni tecniche al fine della determinazione del capitale di funzionamento.
Si distingue in:
Costi in conto capitale, che partecipano alla formazione del reddito dei vari esercizi attraverso le
- quote di ammortamento:
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