ECONOMIA AZIENDALE
Definizioni iniziali
COS’È UN’IMPRESA? L’impresa è una particolare tipologia di azienda che opera nello
scambio di mercato con l’obiettivo di conseguire un margine di profitto.
COS’È UN’AZIENDA? L’azienda è il complesso di beni impiegati nel processo
produttivo aziendale da parte dell’imprenditore.
COSA STUDIA L’ECONOMIA AZIENDALE? Studia le condizioni di esistenza e le
manifestazioni di vita delle aziende.
Proposizioni di base dell’economia aziendale
COS’È UN BISOGNO: è una situazione di malessere, esigenza che contraddistinguono
le persone.
Le persone, che sono i soggetti di riferimento dell’azienda, avvertono dei fini, i quali
possono essere economici (profitto, …) o extraeconomici (soddisfazione personale),
dai quali si generano dei bisogni che possono essere soddisfatti dai beni e servizi
prodotti da un’attività economica.
Piramide dei bisogni di Maslow
→
BISOGNI FISIOLOGICI Fame, coprirsi quando si ha freddo; sono bisogni essenziali.
→
APPARTENENZA (o SOCIALITÀ) bisogno di interagire, stare insieme.
→
SICUREZZA Si parla di tutela; anche sicurezza fisica o sicurezza dell’avere un posto
di lavoro.
→
STIMA Stimato dalle persone con cui interagisco; qualcosa che qualcuno
vorrebbe in ambito lavorativo.
→
AUTOREALIZZAZIONE È uno dei bisogni più avvertiti nell’economia. 1
Mezzi idonei a soddisfare i bisogni
Uno dei mezzi idonei per soddisfare i bisogni sono i beni. Questi mezzi possono
essere:
• Economici: bene scarso (es. bombola di ossigeno)
• Liberi: bene non scarso (es. ossigeno)
PROBLEMA ECONOMICO: deriva dall’infinità dei bisogni dell’uomo e dalla scarsità
dei mezzi.
IN COSA CONSISTE LA RAZIONALITÀ ECONOMICA? La razionalità economica
consiste nello scegliere quali bisogni soddisfare e con quali mezzi soddisfarli:
• Efficacia: capacità di raggiungere l’obiettivo
• Efficienza: il migliore rendimento fisico – tecnico dei fattori
→
RAPPORTO BISOGNI – MEZZI I mezzi generano i bisogni molte volte; questa
inversione genera consumismo.
I beni non sono oggettivi ed hanno:
• →
Valore Esso è determinato da:
o Capacità di soddisfare il bisogno
o Scarsità
o Condizione personale dell’utilizzatore
• →
Utilità Idoneità del bene a soddisfare il bisogno
Ci sono beni che sono utili e non hanno un valore ma anche beni che hanno un
valore ma non sono utili per la condizione personale dell’utilizzatore.
Il passaggio di un’economia fondata sull’utilità ad una fondata sul valore si ha
quando l’attività economica parte da Produzione = Consumo e si passa ad un
allontanamento tra produzione e consumo fino all’avvicinamento tramite lo
→
scambio ProduzioneScambioConsumo.
L’attività economica
Vi sono due tipi di attività economica:
• →
Attività economica di produzione Consiste nella combinazione di fattori
per ottenere un prodotto finito. Si realizza anche nel trasferimento nello
spazio e nel tempo.
• →
Attività economica di consumo Consiste nell’atto di distruzione materiale
di un bene. È la principale di tutte le attività economiche. Consiste
nell’utilizzare risorse (beni e servizi) per soddisfare i propri bisogni. 2
Fasi dell’attività economica
→
1. Produzione = Consumo Prima fase dell’economia (le persone sono sia
produttori che consumatori). →
2. Produzione si distanzia dal consumo Baratto: scambio sulla base di un
bene →
3. ProduzioneScambioConsumo Ultima fase dell’attività economica. Consiste
nello scambio su base monetaria.
FUNZIONE DELLA MONETA: la moneta svolge diverse funzioni:
• Intermediare negli scambi
• →
Fondo di valori può essere accumulata
• →
Misura di valori metro per lo scambio
La produzione, scambio e consumo sono qualificate come attività fondamentali a
cui si aggiungono:
• Risparmio: trattenimento di ricchezza nell’ottica di consumo futuro.
• Investimento: utilizzo dei risparmi con lo scopo di un incremento della
ricchezza iniziale.
Risparmio e investimento sono collegati.
COS’È UN’UNITÀ? Le unità non sono aziende, ma possono diventare aziende di
produzione o consumo – erogazione sulla base delle finalità dell’attività prevalente.
COSA SI INTENDE PER EROGAZIONE? Processo di spendita, ovvero l’utilizzo dei
mezzi finanziari per effettuare consumo.
Le attività economiche di produzione e consumo sono svolte all’interno di unità di
produzione e consumo.
I rapporti dell’economia aziendale
RAPPORTO TRA ECONOMIA AZIENDALE E DIRITTO
Hanno dei buoni elementi di intersezione, mentre l’economia aziendale si propone
di andare a definire il contenuto economico aziendale, il diritto fornisce la veste in
ambito giuridico della stessa azienda.
Azienda in diritto: dall’art. 2552 all’art. 2555 c.c. stabilisce che l’azienda è il
complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio delle imprese.
RAPPORTO TRA ECONOMIA AZIENDALE E MATEMATICA
L’economia aziendale è in rapporto con la matematica nel senso del numero ma che
ha validità in sé. L’economia aziendale ha una metodologia induttiva cioè che per 3
elaborare le teorie si parte dai dati fino a elaborare la teoria (deve essere testata).
La matematica ha una metodologia prevalentemente deduttiva.
RAPPORTO TRA ECONOMIA AZIENDALE ED ECONOMIA POLITICA
L’economia politica analizza le condizioni di equilibrio generale del sistema;
l’economia aziendale a valere nel tempo, riferita alla singola unità. L’economia
politica ha una logica prevalentemente deduttiva. L’economia aziendale ha una
logica prevalentemente induttiva.
RAPPORTO TRA ECONOMIA AZIENDALE E MANAGEMENT
Si ha la tendenza a utilizzare termini inglesi, management significa gestione. Non
posso tradurre aziendale con management, il management è riferito all’analisi delle
funzioni aziendali, l’economia aziendale si riferisce alla gestione dei sistemi aziendali
quindi in ambito più ampio.
RAPPORTO TRA ECONOMIA AZIENDALE E ALTRE DISCIPLINE
Rapporto con etica, sociologia, filosofia: hanno in comune con l’economia aziendale
le persone.
Come le unità diventano aziende
L’unità è azienda quando ci sono queste caratteristiche:
• Autonomia
Un’azienda è autonoma quando riesce ad operare in condizioni di
economicità, evitando la sistematica subordinazione all’ottenimento delle
risorse da terze economie. Vi sono diversi tipi di autonomia:
ʘ Autonomia decisionale: bisogna avere autonomia decisionale cioè
un’azienda può avere un potere decisionale senza dipendere da terzi
(autonomia comunque limitata).
ʘ Autonomia organizzativa: è la possibilità di definire ruoli, funzioni,
mansioni in un’azienda senza dipendere da altri (es. limiti del gestore di
McDonald’s a Pescara).
ʘ Autonomia patrimoniale: poter usufruire del proprio patrimonio
ʘ Autonomia economica: vera essenza di autonomia. È collegata al
concetto di continuità – durabilità (economicità), se non ho mezzi
economici finanziari a quel punto ho difficoltà nell’espressione di
autonomia. →
NB: Azienda familiare può essere anche unipersonale, deve avere
l’autonomia economica. 4
• Unità
Insieme di elementi tra di loro collegati e coordinati (azienda come sistema);
l’azienda in funzionamento ha caratteristiche di unità; l’unità si perde sulla
fase finale (es. liquidazione) perché si vanno a rompere i legami.
• Continuità – Durabilità
Un’azienda è tale se destinata a perdurare (es. aziende bicentenarie come
Beretta); questo elemento differisce da quello giuridico.
• Dinamismo competitivo
Capacità di operare adattandosi in maniera flessibile al contesto caratteristico
→
(CCC Clienti – Concorrenza – Cambiamento).
CLIENTI: vanno assolutamente soddisfatti
CONCORRENZA: la logica è “spiare” quello che fanno gli altri, devo puntare
alcuni prodotti per abbassare il prezzo.
CAMBIAMENTO: come condizione strutturale: l’azienda non resterà
immutabile ma subirà una trasformazione.
• Ragion d’essere e legittimazione sociale
Le aziende devono avere uno scopo definitivo che deve trovare una
legittimazione sociale (cioè devi essere accettato nel contesto di riferimento).
Esempio: azienda chimica inquinante, avrà molta gente che si oppone.
Inoltre, ci può essere boicottaggio e sabotaggio (illegalità assoluta).
Anche se li identifichiamo separati, questi elementi sono interconnessi tra loro.
Classificare le aziende
Az. Private Az. pubbliche
Imprese, az. Cons – er private Stato, regione, comune
Az. Non – profit
Volontariato, ong, imprese sociali
Vi sono diversi tipi di aziende:
• Azienda privata: sono quelle che hanno un soggetto giuridico – economico
di natura privata (es. imprese). Inoltre, nell’azienda privata va inclusa anche 5
l’azienda di consumo – erogazione privata (famiglia). Le finalità emittente –
elettiva di queste ultime è soddisfare i componenti della famiglia.
• Azienda pubblica: sono quelle che hanno soggetto giuridico – economico di
natura pubblica (es. Stato, regione, comune, …), operano nell’ottica di un
interesse generale.
• Azienda non profit: nascono dal fallimento del welfare state; lo Stato ha
mancato di intervenire in alcuni contesti; ci sono imprese che non vogliono
intervenire perché quei contesti non portano profitti; si creano zone di
vuoto.
Le aziende non profit intervengono in queste zone di vuoto (es.
volontariato). Vi sono vari tipi di aziende non profit:
→
ʘ Volontariato Non arrivano soldi dallo Stato ma possono avere un
supporto dal Comune/Regione. →
ʘ ONG (Organizzazioni non governative) Operano a livello
internazionale e deve avere un riconoscimento dal governo degli
esteri (possono essere finanziate dallo Stato), molti ricavi arrivano dal
fundraising (raccolta fondi) del singolo. →
ʘ Associazioni riconosciute o non riconosciute Le associazioni
riconosciute accettano gli averi donati e c’è il divieto della
distribuzione degli utili.
→
ʘ Impresa sociale C’è un vantaggio da parte degli associati (possono
entrare nel tempo ma pure in un ipotetico quarto settore).
• Benefit – Corporation: dal 2016, possono entrare nel quarto settore. Sono
aziende con obiettivo di profitto che vogliono massimizzare il loro impatto
positivo verso società e ambiente.
I caratteri delle aziende nelle macrocategorie
AZIENDE PRIVATE
• Un’impresa ha tutti gli elementi, ma se per un periodo non fa margine si può
definire lo stesso come impresa.
• Nelle aziende private ci sono i caratteri distintivi.
• Aziende consumo – erogazione private: si sono aziende nei caratteri
distintivi.
AZIENDE PUBBLICHE
• Non vi è autonomia: l’avanzo in un comune deve essere reinvestito.
• Vi è sempre continuità – durabilità: c’è sempre (non c’è il fallimento del
comune).
• Vi è sempre unità. 6
• Vi deve essere per forza la ragion d’essere e legittimazione sociale
• Riguardo il dinamismo competitivo, vi è la necessità di adeguarsi al contesto
di riferimento quindi ci deve essere flessibilità.
AZIENDE NON PROFIT
In generale valgono tutti i caratteri ma per l’autonomia: non hanno il loro
patrimonio e non hanno un’autonomia economica, dato che:
• Dipende da attività di recupero di mezzi finanziari (fundraising).
• C’è il divieto di distribuzione degli utili.
Le teorie di spiegazione del concetto di azienda
• Teoria sistemica
• Teoria organicistica
• Teoria dell’Istituto
• Teoria contrattualistica
Teoria sistemica Teoria organicistica
biologo Ludwig Van Bertallanfy (americano- Centro-Nord Italia;
tedesco) Si aggancia alla Teoria sistematica;
Identifica teoria dei sistemi: l’azienda è un Qualifica l’azienda come organismo vivente in cui +
insieme di parti e elementi uniti. organismi collaborano per l’ottenimento di un obiettivo.
-Il concetto viene ripreso da Boulding: teoria Assimilazione tra organismi e azienda ha un limite: gli
può essere usata nel management e può essere organismi hanno un limite, le aziende devono perdurare.
lo scheletro delle discipline scientifiche. Ogni azienda è unica: è uguale a se stessa.
Teoria dell’Istituto Teoria contrattualistica
Lombardia (Carlo Masini); Nord-America, sistema diverso da quello europeo.
Prevede la presenza di istituti: insieme di
fattori, energia mezzi che variamente In Europa ci sono Pmi, in America ci sono molte corporate
collaborano. (si hanno + proprietari).
Azienda è l’ordine economico dell’istituto, si Il manager è in subordinazione alla proprietà.
mettono insieme gli elementi per qualificare Questa teoria si fonda sul rapporto contrattuale tra
l’ordine dell’azienda. manager e imprenditore (proprietario)→ rapporto che si
basa sulla fiducia.
Si traduce in un insieme di contratti tra il proprietario e
altri.
(Questa teoria va a negare rapporto tra Economia
Aziendale e aspetto giuridico). 7
Caratteri della Teoria sistemica
(Valgono per tutte le aziende)
- Insieme di elementi uniti.
CARATTERI DISTINTIVI DI UN SISTEMA AZIENDALE:
• Insieme di forze personali e di elementi materiale (capitale e forza lavoro).
Capitale: fattore produttivo per antonomasia (posso acquistarci tutto per
l’azienda).
• L’azienda è un sistema sociale: trae le ragioni dalla sua operatività dallo
sviluppo dell’attività umana.
• L’azienda è un sistema teleologico o teleologicamente orientato: è un sistema
che non ha fini né scopi ma deve rispondere alle finalità dell’imprenditore.
• L’azienda è un sistema dinamico: non può chiudersi all’ambiente esterno,
deve adattarsi al contesto di riferimento.
• L’azienda è un sistema aperto: riceve input dall’esterno, lavora su questi input
e ottiene degli output. Deve essere dotata di un processo di omeostasi: deve
adattarsi e deve contrastare i processi antropici (che portano alla
disgregazione del sistema).
• L’azienda è un sistema aperto articolato in subsistemi (articolazioni): il
sistema azienda può essere studiato analizzando i 3 maggiori subsistemi:
▪ Subsistema organizzativo
Individua le modalità in cui ruoli, funzioni, mansioni, attività sono
definite all’interno dell’azienda e come sono organizzate è il
modo di essere dell’azienda.
▪ Subsistema gestionale
L’insieme di fatti e fenomeni che riguardano l’attività aziendale.
▪ Subsistema rivelativo
Tiene memoria di quello che è stato fatto in azienda.
L’azienda si articola ulteriormente in aspetti del sistema:
• →
Aspetto economico Costi e ricavi.
• →
Aspetto finanziario Ammontare entrate e uscite.
• →
Aspetto patrimoniale Investimenti e disinvestimenti.
Un’altra articolazione fa riferimento alle parti del sistema, sono frazioni del sistema:
→
Aree funzionali Negli anni ’80 si comincia a parlare di aree strategiche di
affari: gruppi di attività caratterizzate dalla comunanza di prodotti, tecnologie
e mercati. Negli anni ’90 maturano gli studi su reti aziendali, azienda 8
dematerializzata: punti interconnessi. Infine, danno origine alle aziende
autopoietiche.
Le definizioni di azienda nella teoria sistemica
FABIO BESTA: “L’azienda è somma di fenomeni, o negozi, o rapporti da
amministrare relativi ad un cumulo di capitali che formi un tutto a sé, o a una
persona singola, o ad una famiglia o ad una unione qualsivoglia, o anche soltanto
una classe distinta di quei fenomeni, negozi o rapporti.”
GINO ZAPPA: “L’azienda è una coordinazione economica in atto, istituita e retta per
il soddisfacimento dei bisogni umani.”
Da questa definizione emergono 3 deduzioni:
→
1. Proprietà olistica del sistema L’insieme di più elementi vale di più della
somma delle singole parti.
2. Dinamicità e dinamismo
→
3. Unità nella molteplicità Unità = insieme statico. Molteplicità = insieme
dinamico di aspetti caratterizzati da tante sfaccettature.
Inoltre, Gino Zappa afferma anche che: “L’azienda è un istituto economico destinato
a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in
continua coordinazione, la produzione o il procacciamento e il consumo delle
ricchezze.”
Da quest’ultima definizione emergono:
• Continuità e durabilità (“destinata a perdurare”)
• Lo scopo dell’azienda (“soddisfacimento dei bisogni umani”)
• →
Il secondo scopo dell’azienda (“il procacciamento” reperimento dei mezzi)
È importante sottolineare che il concetto di “istituto” di Zappa è diverso da quello di
Marini e della teoria dell’istituto; Zappa interpreta l’azienda come
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