Bilanci e principi contabili
Introduzione ed excursus storico
I principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standard) si applicano a tutti i paesi dell'Unione Europea, con riferimento alle società quotate in borsa e ai bilanci consolidati (sono i bilanci dei gruppi di società). Gli standard contabili internazionali sono emanati da un organismo privato (una fondazione americana con sede operativa a Londra): tali standard fanno parte dei regolamenti europei (e quindi sono immediatamente applicabili agli stati membri come se fossero legge). Per le società non quotate si applica il codice civile. Tuttavia, il codice civile italiano, per la parte delle regole contabili, è stato progressivamente allineato ai principi contabili internazionali. Sembrerebbe che il parlamento italiano abbia delegato la scrittura del proprio codice civile, per quanto riguarda le regole contabili, a questo organismo privato: questa è una situazione molto strana (ad esempio, le ISO sono delle linee guida che molte aziende applicano volontariamente e che certificano la qualità dei processi o dei prodotti, l'impatto ambientale ecc. Tuttavia, le ISO non hanno natura regolamentare-normativa come avviene per i principi contabili internazionali).
Per capire come siamo arrivati a questa situazione, dobbiamo soffermarci sul Trattato di Roma del 1957 (Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio e Olanda), che segnò la base di quella che oggi chiamiamo Unione Europea (CEE). In quegli anni vi era la necessità, da parte dell'Europa, di darsi una struttura stabile dopo anni di continua guerra. Tale necessità ha portato alla firma di questo trattato. L'idea era di creare una comunità di paesi che potessero scambiare merci liberamente, commerciare liberamente, con delle regole condivise. In questo contesto, vennero creati i primi organismi comunitari: la commissione europea, il consiglio europeo, l'embrione del parlamento europeo.
Vanno armonizzate le legislazioni commerciali - Art.54 Lettera G TR: le legislazioni commerciali dovevano essere armonizzate al fine di realizzare uno spazio di libero scambio con regole armonizzate. L'armonizzazione delle regole commerciali ha richiesto anche l'armonizzazione delle regole contabili. La commissione europea nel 1967 provò a redigere, rivolgendosi a una persona, una prima bozza di armonizzazione delle regole contabili che riguardava l'armonizzazione delle regole per il bilancio della singola società, il cosiddetto Avant Projet di una possibile direttiva comunitaria (la quale deve essere recepita dallo stato membro). Questa persona si chiamava Elmendorf. La Commissione Europea ha chiesto a un tedesco per il progetto di una direttiva comunitaria, in quanto 2 anni prima era stato emanato in Germania l'Aktiengesetz (una legge sulle società per azioni che ha disciplinato per prima il bilancio consolidato, ma solo per gruppi di società controllate tedesche. Le società dovevano quindi controllare gruppi solo in Germania). L'Avant Projet era costituito dall'Aktiengesetz tedesco tradotto in inglese. Di fatto ci troviamo con una direttiva contabile molto tedesca. Partono le negoziazioni per arrivare a una direttiva condivisa. Ci vorranno 10 anni per arrivare alla IV direttiva CEE del 1978.
Dieci anni perché gli inglesi, che pure restano fuori dalla CEE (entrano nel 1974), erano molto preoccupati perché l'Avant Projet era molto lontano da ciò che facevano loro ma anche altri paesi erano lontani (ad esempio in Italia oggi il conto economico civilistico è composto da varie sezioni, cioè le componenti positive di reddito. La struttura odierna è quella del 1965 dell'Aktiengesetz. Prima della IV direttiva della CEE, il codice civile era invece diverso in Italia). Con la IV direttiva CEE, i paesi europei si allineeranno. La IV direttiva CEE a sua volta risente dell'Avant Projet, che a sua volta risente dell'Aktiengesetz (tuttavia, ancora oggi gli inglesi fanno un conto economico diverso rispetto ai tedeschi: non è valore della produzione meno costi della produzione ma vendite meno costo di ciò che si è venduto, e si arriva così al reddito operativo).
Nemmeno il tempo di approvare la IV direttiva CEE che la negoziazione si sposta su un'altra direttiva: nel 1983 viene approvata la VII direttiva CEE, sul bilancio consolidato di gruppo. In ambedue i casi si ha uno scontro frontale tra inglesi e tedeschi. Come si sono risolti questi scontri? Racchiudendo nelle direttive approvate entrambe le richieste, ossia quelle tedesche e quelle inglesi: sia la IV che la VII direttiva CEE contengono moltissime opzioni, saranno poi i parlamenti nazionali a scegliere quali opzioni adottare.
Nel frattempo entrano nella CEE la Gran Bretagna, la Spagna, la Grecia. I primi due paesi che recepiscono la IV direttiva nel 1983 sono la Gran Bretagna e la Danimarca. Nel 1985 la Germania recepisce la IV e la VII direttiva, con un unico atto. L'ultimo paese a recepire la IV direttiva è l'Italia con il DLGS 127/1991 (13 anni dopo l'emanazione della IV direttiva). Con questo decreto viene recepita anche la VII direttiva. Finalmente nel 1994 tutti gli stati membri avevano recepito la IV e la VII direttiva. La Commissione Europea aveva finalmente dato sostanza al famoso Art.54 lettera G TR.
Tuttavia, iniziano ad emergere con chiarezza una serie di problemi: il problema è che la contabilità è una materia in continua evoluzione. Cosa poteva fare la Commissione Europea se voleva cambiare qualcosa della IV e VII direttiva? Doveva ripetere nuovamente il procedimento e approvare una nuova direttiva e infine questa doveva essere approvata dai parlamenti nazionali. La Commissione Europea si rende conto che il sistema è troppo rigido, e non riesce a far fronte ai cambiamenti di mercato e tecnologici. I parlamenti nazionali dei vari stati membri non hanno recepito la IV e la VII direttiva tout court, ciascuno ha operato delle scelte, frutto del compromesso tra Gran Bretagna e Germania che però va ad incidere sul grado di armonizzazione.
Nel 1995 la Commissione Europea emana una comunicazione, dove riconosce alcuni di questi problemi, e in particolare che le regole contabili e la contabilità hanno bisogno di essere più flessibili. In questa comunicazione la Commissione Europea è favorevole a un'affermazione molto importante: "una standardizzazione contabile internazionale". Inoltre, la commissione conclude la comunicazione affermando di "guardare con interesse ai lavori dello IASC". Lo IASC (International Accounting Standards Committee) è un organismo privato che emanava standard contabili, un comitato nato nel 1973 che lavorava dentro un’organizzazione molto più grande, quella degli esperti contabili e dottori commercialisti internazionali (IFAC). Lo IASC è quindi un comitato presente all'interno dell'IFAC. La Commissione Europea si interessò ai lavori dello IASC al fine di rispondere alle esigenze dei grandi mercati finanziari e delle grandi imprese, specialmente quelle quotate nei vari mercati finanziari internazionali. La IV e la VII direttiva CEE erano infatti troppo rigide per soddisfare le esigenze dei global players.
La Commissione avrebbe avuto il potere di emanare standard contabili europei ma ciò non avvenne perché: da un lato, si è resa conto della rigidità del sistema che ha creato relativo alle regole contabili europee. Dall'altro, nel 1993 ci fu un caso che sconvolse tutta la comunità finanziaria internazionale: il caso Daimler Benz. La Daimler Benz non se la passava bene agli inizi degli anni '90 e, se voleva rimanere sul mercato, doveva ammodernare quasi tutte le strutture produttive. Ciò richiedeva uno sforzo finanziario enorme. La DB era quotata alla borsa di Francoforte, tuttavia la borsa di Francoforte era troppo piccola e non aveva la capacità di finanziare l'ammontare necessario per la ristrutturazione produttiva della DB. L'unico modo per avere questa disponibilità finanziaria era andare a far quotare la DB alla borsa di New York (a quel tempo non c'era un'azienda tedesca quotata a Wall Street). La DB venne addirittura vista come una traditrice della Germania. A quel tempo, tutte le aziende non americane che decidevano di quotarsi a New York dovevano sottostare a una serie di regole fissate dalla SEC (la SEC è l'organismo che regolamenta e controlla le imprese la borsa americana). Una di queste regole affermava che le aziende non americane quotate a NY devono rifare il proprio bilancio secondo le regole contabili americane (bilancio chiamato in gergo 20F il quale era anche soggetto a revisione). Daimler Benz aveva un bilancio redatto secondo le regole contabili tedesche che discendevano dalla IV e VII direttiva.
Cosa successe nel 20F:
- Bilancio tedesco
- Patrimonio netto...
- Utile: 600 mln -1,5 mld
Come si vede, i risultati sono completamente diversi (la differenza deriva dal diverso uso dei fondi passivi, cioè secondo la legislazione e tradizione contabile tedesca, è possibile utilizzare i fondi rischi come cuscinetto). Il mondo della finanza rimase spiazzato, perché per la prima volta toccò con mano le conseguenze della diversità contabile internazionale. La convenienza nell'investire nel titolo è drammaticamente diseguale. Non si poteva non fare qualcosa: in questa situazione si inizia a notare lo IASC, un organismo che persegue la standardizzazione contabile internazionale e non solo a livello europeo. Ecco perché nel 1995 (un anno e mezzo dopo) la Commissione Europea fa quella comunicazione dicendosi favorevole alla standardizzazione contabile internazionale e guardando con interesse allo IASC.
Le SEC del mondo (IOSCO) fecero un accordo nel 1995 con lo IASC (creando lo IOSCO) per metterlo alla prova: nel giro di 3 anni, lo IASC avrebbe dovuto fare dei principi contabili internazionali di buon livello, senza troppe possibilità di opzioni (Core Set of Standards). Nel dicembre 1998 viene approvato dallo IASC l'ultimo standard richiesto dallo IOSCO, lo IAS39 (quello sugli strumenti finanziari). Lo IOSCO inizia l'esame di questi standard e nel maggio 2000 il Core Set of Standards dello IASC viene approvato, l'esito è positivo. Gli americani approvano i Core Set of Standards, ma si riservano la possibilità di chiedere il 20F.
Nel frattempo la Commissione Europea inizia un programma di nuove direttive, per modernizzare la IV e la VII direttiva, inoltre, si cerca di capire in che misura gli standard dello IASC siano compatibili con gli standard stabiliti dalla IV e VII direttiva. Ovviamente la IV e la VII erano compatibili con gli standard IASC, perché tali direttive erano piene di opzioni. Il problema non era nella IV e VII direttiva, ma nelle leggi di recepimento dei vari parlamenti nazionali degli stati membri.
Conclusioni
In conclusione, la Commissione Europea riconosce che gli IAS sono compatibili con le direttive europee e nel giugno del 2000 (un mese dopo l'approvazione degli standard da parte dello IOSCO) emana una nuova comunicazione, intitolata "La strategia dell'UE in materia di informativa finanziaria: la via da seguire". In questa comunicazione si delinea la strada che verrà percorsa nell'imminente futuro e cioè: la commissione europea si è accordata con la SEC e con lo IASC per trovare un nuovo assetto, più moderno e flessibile, per la standardizzazione contabile internazionale. L'Europa accetta gli standard dello IASC per i global players, le grandi imprese e quelle quotate, mentre le imprese non global players avranno una modernizzazione delle direttive.
Spiegazione contabilistica del caso Daimler-Benz
Nella tradizione contabile tedesca è possibile utilizzare i fondi rischi come cuscinetto. I fondi rischi compaiono al passivo dello stato patrimoniale. Per alimentare i fondi rischi devo avere degli accantonamenti che passano per il conto economico. Se la natura è rettificativa, i fondi rischi compaiono all’attivo dello stato patrimoniale con il segno meno (ad esempio il fondo svalutazione crediti compare nei crediti a rettifica del valore dei crediti). I fondi rischi del caso DB erano fondi rischi generici. Nella tradizione tedesca i fondi rischi sono accresciuti nei periodi positivi dell’impresa, per diminuire il reddito netto. Questi fondi rischi sono generici. Nei periodi non favorevoli, fondi passivi (fondo rischi generico) vengono in parte "sciolti" e l’ammontare portato a conto economico, diventando quindi un componente positivo di reddito (si scrive in partita doppia l’importo che si vuole diminuire in DARE e lo si va ad accreditare in AVERE nel conto economico. In avere nel conto economico significa che diventa componente positivo di reddito). È come se si dicesse che i rischi per i quali il fondo era stato accantonato non ci sono più, quindi devo chiudere il fondo, o per lo meno diminuirlo. A questo punto il reddito netto aumenta. Contabilmente DB, come tutte le altre aziende tedesche, realizzava quindi una politica di stabilizzazione degli utili lungo gli anni. In questo modo il trend degli utili risulta molto più regolare anche per i dividendi. Con un fondo rischi generico, si sta comprimendo l’utile con un costo inventato, si sta creando una riserva di utili: l’azienda "fa finta" che i rischi non ci siano più e diminuisce o azzera il fondo rischi e lo si riporta in conto economico come componente positivo di reddito, e quindi si aumenta l’utile o si diminuisce la perdita.
Questo meccanismo negli Stati Uniti non si può fare, è falso in bilancio e quindi un reato. Le differenze tra tradizione tedesca e americana è venuto a galla quando DB ha redatto il 20F. Questo problema ha preoccupato non poco il mondo finanziario e ha generato un avvicinamento dello IOSCO allo IASC.
Lo IASC e il passaggio allo IASB
È un organismo privato che nasce nel 1973 dal congresso mondiale dei contabili a Sydney. È un comitato che nasce in ambito professionale, non in ambito governativo. Dietro la formazione dello IASC ci sono i contabili professionisti inglesi, che erano preoccupati della prevalenza nella CEE di una visione tedesca della contabilità, molto lontana da quella britannica. La Gran Bretagna adottava un sistema di Common Law, mentre gli altri stati europei avevano un sistema di Civil Law. Il parlamento inglese nel Companies Act del 1947 ha solo una regola che riguarda il bilancio: esso deve fornire una "true and fair view" della situazione finanziaria dell’azienda. Questa è l’unica norma approvata dal parlamento inglese fino all’introduzione della IV direttiva nel 1981, la quale, contrariamente alla logica inglese, era molto dettagliata (Civil Law). In Inghilterra era la professione contabile inglese che si dava delle autodeterminazioni, questo perché la professione era sufficientemente forte e credibile da darsi da sola delle regole deontologico-professionali. L’aggettivo "fair" si riconduce a un comportamento tra gentiluomini, un impegno morale ed etico prima che contabile. È un rinvio alla competenza professionale dei professionisti inglesi. Da noi (Italia) è un concetto intraducibile (Veridicità e Correttezza sono riconducibili ad aspetti che non hanno molto a che vedere con la moralità).
È quindi comprensibile la preoccupazione dei professionisti inglesi a seguito dell’emanazione della IV direttiva CEE. In questa situazione, da un lato il Regno Unito fa lobbying con Bruxelles, vista l’imminente entrata nella CEE, dall’altro i professionisti inglesi si inventano un gruppo internazionale per bypassare l’Europa. Lo IASC nasce nel 1973, anche se già nel 1968 (anno in cui nacque l’Avant Projet) Lord Benson (presidente dell’associazione dei contabili inglesi) fonda l’AISG, un gruppo di carattere professionale che mette insieme professionisti inglesi, canadesi, americani e australiani. L’AISG lavora dal 1968 al 1972 e in quell’anno si scioglie per confluire nello IASC nel 1973. L’AISG è la reazione dei professionisti inglesi rispetto a quanto stava accadendo a Bruxelles.
Fanno parte dello IASC le 4 nazioni sopracitate, oltre ai professionisti tedeschi, francesi, giapponesi, messicani e quelli olandesi. Nel 1974 vengono emanati i primi standard (gli IAS) in cui si mette insieme la prassi inglese con quella americana, sono quindi abbastanza flessibili. Dal 1986 inizia un progetto di allargamento delle professionalità rappresentate dallo IASC (analisti finanziari, multinazionali) ma anche dei paesi rappresentati: inizialmente lo IASC non era preso molto in considerazione e i suoi principi venivano utilizzati solamente dai paesi in via di sviluppo, che non potevano permettersi un’organizzazione che stabilisse principi contabili per i propri paesi; la situazione però non poteva perdurare, o lo IASC cresceva, o non avrebbe avuto vita lunga (era ancora un organismo abbastanza residuale). Accade però che lo IOSCO e la Commissione Europea si rivolsero allo IASC. Lo IASC venne messo alla prova dallo IOSCO, arrivando alla redazione dei Core Set of Standards che vennero successivamente approvati, quindi fu l’organismo su cui si puntò per la standardizzazione contabile internazionale.
Tra la SEC Americana e la Commissione Europea venne fatto anche un accordo (dietro le quinte) secondo cui lo IASC sarebbe dovuto uscire dall’IFAC (comitato dell’organizzazione mondiale della professione contabile) al fine di acquisire maggiore autonomia e visibilità nel contesto della contabilità internazionale.
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