Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

ETICA, BILANCI E PRINCIPI CONTABILI

Lo sviluppo di questo argomento è importante perché i fatti che da qualche anno si susseguono,

rendono improrogabile una presa di coscienza sulla necessità di rientrare nei ranghi e soprattutto di

mettere dei paletti di ordine morale, il cui abbandono ha provocato la situazione di enorme disagio che

stiamo attualmente vivendo. La motivazione alla base di questa congiuntura viene ancor più rafforzata

dal fatto che l’attività economica è fondamento dello sviluppo dei popoli, i quali, si incontrano e si

integrano proprio sulla base della fiducia nella quale si creano e si sviluppano relazioni di scambio aventi

per comune denominatore i seguenti tre pilastri:

1) la lealtà degli scambi;

2) il rispetto degli impegni;

3) il riconoscimento del vincolo dei contratti.

Con il consolidamento sempre più evidente dell’Unione Europea, l’Europa sta diventando vincente

perché si fonda sull’armonizzazione consensuale di principi che devono essere riconosciuti da tutti come

tali ed il principio è qualcosa di esterno all’uomo e quindi questo,non può manipolarlo ma solo accettarlo,

rifiutarlo o restarne indifferente. Analizzando i rapporti, sia tra uomini che tra stati, è doveroso ricondurci

ai vantaggi economici che vengono misurati tramite calcoli e dimostrazioni che hanno la finalità di

comunicare in maniera concreta e comprensibile il contenuto di valore delle transazioni e delle scelte

poste in atto,soprattutto in termini economici, dall’impresa o dall’imprenditore che se ne assume gli oneri

e gli onori (rischi e benefici). In effetti, anche se è un meccanismo inconscio, ci troviamo sempre ad agire

sulla base di un bilancio, valutando l’utilità che determini profitti e perdite che derivano da un certo

rapporto. Da ciò deriva che il bilancio è una rappresentazione dell’equilibrio ricercato in cui l’obiettivo che

spinge ad operare è il vantaggio atteso previsto; tutto è concentrato sul risultato, tuttavia un’impresa

interessata anche ad altre problematiche sociali ha un valore aggiunto rispetto ad un’impresa orientata

esclusivamente alla massimizzazione del profitto. Per considerare un’impresa come “etica”, si deve

avere in qualche modo la certezza che la sua attività trovi riscontro in una serie di scritture contabili e in

un bilancio d’esercizio redatti in maniera corretta, trasparente e veritiera, nel rispetto di tutte le regole

che disciplinano la materia (anche se dobbiamo ammettere che è molto difficile dare un giudizio perché

non sempre è facile agire in perfetta conformità in quanto vi sono spesso norme che lasciano spazio alla

libera interpretazione). Una rappresentazione corretta e trasparente si deve riscontrare all’esterno

dell’azienda per quanto riguarda i rapporti con la pubblica autorità a garanzia della non alterabilità delle

registrazioni contabili e quindi del bilancio, e anche all’interno per quanto concerne esclusivamente

l’imprenditore e le sue modalità di redazione dei documenti contabili. Ma com’è possibile capire se

un’impresa è etica dalla semplice lettura di un bilancio? Un primo segnale viene dato dall’accuratezza o

meno con cui vengono descritte le voci nella nota integrativa e nella relazione della gestione in cui gli

amministratori spiegano la situazione della società e l’andamento della gestione nel suo complesso e nei

vari settori in cui essa opera, anche attraverso imprese controllate, con particolare riguardo ai costi, ai

ricavi e agli investimenti (art. 2428 c.c). A trarre beneficio da questa situazione non sarebbe la sola

società ma tutta la collettività: lo Stato potrebbe procedere a tassare i profitti ottenuti dall’impresa,

correttamente risultanti dal conto economico e senza essere occultati con ogni sorta di artificio; con

questi maggiori introiti potrebbe fronteggiare i problemi del deficit, promuovere nuovi investimenti e

finanziare l’occupazione. Ma le cronache che emergono quotidianamente lasciano capire che non è

molto semplice trovare imprese etiche, con una gestione chiara e trasparente, senza alterazioni della

contabilità per nascondere utili effettivamente conseguiti all’imponibile fiscale. Infatti molto spesso le

società si dimostrano più interessate alla massimizzazione degli profitti a scapito del benessere sociale.

Così le aziende entrano in un circolo vizioso che le porta pian piano ad una irrimediabile crisi; la loro

condotta “non etica” fa sì che inizialmente gli utili siano altissimi ma poi nel lungo periodo esse perdono

stima, efficienza, redditività. I giornali, da qualche anno, sono pieni di casi di corruzione che

irrimediabilmente pregiudicano il futuro delle imprese.

La falsificazione dei bilanci viene spesso fatta per far risultare ad esempio:

• una riduzione fittizia dei ricavi;

• una contabilizzazione di costi fittizi, ovvero costi non reali che incidono nella determinazione

dell’imponibile fiscale; il reddito quindi si contrae per un importo pari al corrispondente costo;

• uno slittamento di costi e ricavi all’esercizio successivo, grazie ad accordi con clienti e fornitori

che prevedono i rispettivi pagamenti e riscossioni in un momento successivo;

• una formazione di riserve occulte: vengono create attraverso manovre adottate dagli imprenditori

in modo da sottovalutare gli elementi dell’attivo patrimoniale e sopravvalutare il passivo.

L’alterazione dei bilanci può avvenire anche attraverso un mix delle tecniche sopracitate. Le recenti

vicende di crack aziendali, insospettabili per la maggioranza delle persone, non hanno fatto che

aumentare il desiderio di eticità delle aziende, ansiose di prendere le distanze da determinati

comportamenti; si è dato vita, così, al proliferare non solo di possibili modelli di riferimento, ma anche ad

enti certificatori, che spesso pubblicizzano l’etica, come opportunità per aumentare la visibilità e il

fatturato, sebbene non esista nessun legame tra politica aziendale responsabile e utile netto. Esistono

infatti imprese per nulla etiche che raggiungono importanti profitti, altre eticamente inattaccabili che

falliscono. Per riassumere e concludere così l’introduzione e passare al caso aziendale, si può affermare

che questo è un periodo caratterizzato da un crollo di valori, dovuto per lo più alla globalizzazione dei

mercati e alla necessità per le imprese di farsi strada tra una competizione sempre più aggressiva. Un

bilancio etico può essere redatto, rispettando pienamente i principi di redazione contabile, procedendo

poi all’analisi delle responsabilità e dell’impegno alla riduzione dei rischi esistenti nelle relazioni con gli

stakeholders, ovvero gruppi di soggetti interessati all’andamento della società (azionisti, clienti, fornitori,

banche, stato, dipendenti, ecc). Se si tiene presente che l’obiettivo ultimo di un’impresa è la creazione di

valore aggiunto per questi portatori di interesse, viene automatico e naturale pensare a correttezza,

chiarezza e trasparenza come principi essenziali del bilancio d’esercizio che avrà quindi le basi

necessarie per diventare “etico”. CASO STUDIO:

BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A.

Prima di entrare nel caso studio specifico,

proviamo a capire quale relazione esiste fra

etica e banca.

È chiaro che la banca opera in un settore in cui

spesso si scontrano numerosi interessi,

divergenti e contradditori e questo avviene già

da diversi secoli. Oggi, l’opinione che la gente ha sulla banca è che questa non può avere punti in

comune con l’etica.

L’Eurispes, società che ha effettuato un’accurata indagine sull’attuale stato etico delle banche, dava agli

intervistati, direttori e vice direttori di banca, soltanto tre possibilità. Potevano scegliere fra:

• favorire lo sviluppo economico;

• aiutare e garantire i clienti;

• mantenere il controllo sull’origine e l’impiego del denaro.

Ben il 76% dei consensi è andato alla prima proposta, che non riguarda in alcun modo l’aiuto e la tutela

dei clienti . Dunque quest’indagine, conferma la difficile relazione fra banca ed etica.

1. Monte dei paschi di Siena S.p.A. (cenni storici)

Il Monte dei Paschi di Siena(Mps) fu fondato nel 1472, per volere della Repubblica di Siena. Con la

riforma del 1624, l’istituto venne dotato di progredite strutture bancarie. Con l’occasione, il Granduca

della famiglia De Medici, concesse ai depositanti la garanzia statale, mediante il vincolo delle rendite dei

pascoli demaniali della Maremma (“i Paschi”, da cui prese il nome la banca). Oggi rappresenta una delle


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

5

PESO

99.88 KB

AUTORE

giuls917

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e gestione aziendale
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuls917 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi contabili internazionali IAS e bilancio consolidato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Levy Orelli Rebecca.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea magistrale in economia e gestione aziendale

Riassunto esame Microeconomia Microeconomia, Pindyck, Rubinfeld - parte seconda, prof. Orsini
Appunto
Riassunto esame Microeconomia, prof. Orsini, libro consigliato Microeconomia, Pindyck, Rubinfeld - parte prima
Appunto
Storia economica appunti completi
Appunto
Storia del pensiero economico - Domande e risposte d'esame II parziale - Prof. Fornasari Massimo - Voto 30
Appunto