1° lezione - 17/02/2011
Che cos'è un film?
È un sottoprodotto della fotografia, quindi sta nell'area della fotografia in movimento. È immagine prodotta dalla luce per impressione luminosa su carta fotosensibile.
Cinema: fondamenti dell'era moderna dalla metà dell'800... trasformazione della società arcaica alle grandi metropoli urbanizzate.
1895 - Fratelli Lumière (fotografi) - sconvolgono il panorama di "fin du siècle", periodo bohémien e di libertà. Maghi, circhi, personaggi strani, fervore sociale, ecc. Il cinema nacque come fenomeno da baraccone, la "meraviglia di fine secolo". La fotografia si anima e può sembrare la realtà grazie al movimento. => 24 fotogrammi al secondo.
Fisiologi, medici e fotografi si interrogano su come l'occhio possa percepire le immagini. Studi sull'occhio e sull'obiettivo della macchina fotografica che verrà modificata in modo da cogliere il maggior numero di movimenti in successione nel minor tempo possibile.
Tre fasi della realizzazione di un film
- Pre-produzione: sceneggiatura
- Produzione: troupe, attori, riprese
- Post-produzione: i km di pellicole impressionate vengono montati, selezionati => "taglia e cuci"
All'inizio non c'era un taglia e incolla: la macchina veniva messa in una situazione e lasciata andare => non c'era il montaggio! Quando il cinema "inventa" il montaggio diventa evidente che qualunque principio creativo è basato sul frazionare e mettere insieme => traduzione in tecnologia di quello che è alla base di tutte le arti e di ogni forma di pensiero.
Normalmente si è pensato di interpretare la direzione del montaggio in una direzione evoluzionistica da una forma imprecisa, impura ad una più precisa. Ci sono dei modelli di associazione delle immagini storici che centrano sia con il cinema che con le altre arti. Si ha, a volte, la coesistenza di vari modelli associativi.
Terminologia del cinema
1901 - "Histoire d'un crime" - Ferdinand Zecca
- Inquadratura: porzione di pellicola girata in continuità (tra due stacchi c'è un'inquadratura)
- Sequenza: unità narrativa. Parte della storia autosufficiente.
- Fotogramma: il singolo scatto, l'immagine fissa. Freeze frame (o stop) = bloccare il flusso della pellicola - nostalgia per la fotografia
- Immagine cinematografica: quando si tratta di una ripresa in un punto di vista che non cambi.
- Scena: unità teatrale (di solito si usa per i ciak). Il teatro rappresenta il deposito di conoscenze.
"Uscita dalla fabbrica" ("La sortie de l'usine") - Fratelli Lumière. Apparizione dal centro dell'immagine (retaggio magico) del luogo + apparizione dei personaggi. Fuori campo: fuori dall'inquadratura. Può essere anche solo un suono - vedi horror (effetto suspense).
Lumière "ultimi impressionisti" per uso della luce. Cinema della "mostrazione": il punto non è far vedere la realtà, ma il movimento. Voglia di metamorfosi.
"The policemen's little run" 1907 - "L'arroseur arrosé" - si estremizza la voglia di far ridere + rovesciamento (inseguitore poi inseguito; " ") inizia a nascere una sorta di corrente sulle gag soprattutto sulla situazione dell'inseguimento. Sta ragionando sul montaggio per far capire allo spettatore chi insegue chi.
La scena della scaletta dimostra che i registi vogliono sperimentare l'effetto del montaggio e creare un modello del puzzle.
Ferdinand Zecca
"Histoire d'un crime" 1901 - Video. Storia di un alcolizzato rinchiuso in carcere, dopo aver commesso un omicidio, che rivive tutta la sua vita prima di morire ghigliottinato. Film delle origini che si ingegna nel creare dei rapporti dalle immagini pur nella staticità. È un set.
- C'è un fondale che riprende la storia passata.
- Cambio di prospettiva => "raccordo"
- Idea della magia che si passi attraverso l'immagine. Vedi il fondo disegnato che con l'inquadratura successiva cambia, infatti ci passa attraverso
2° lezione - 18/02/2011
Il film delle origini
Il film delle origini è dotato di una sua interna dialettica di montaggio. Non è fatto da un'inquadratura unica ma da una pellicola montata che può essere definita "veduta" (avendo come riferimento i Lumière) oppure "tableau" (se si prende come riferimento il teatro) => tentativo di far evolvere l'immagine.
Linearizzazione: processo che porterà al montaggio in senso proprio => porterà le inquadrature ad essere indipendenti le une dalle altre -- tasselli di un puzzle.
George Méliès
Nickelodeon: prime sale "cinematografiche". Spazio in cui si entrava con un nickel e si vedeva un video. Inizialmente i video venivano proiettati nelle fiere, nei circhi in un tendone a 10-20 persone per volta. Poi i teatri cominciano ad organizzarsi come sale cinematografiche. Furono i café parigini per primi a creare serate in cui venivano proiettati più video accorpati.
Edwin Porter, David Griffith, Ejsenstejn: andrà ad analizzare il mito di Dioniso => smembrato dalle baccanti la sua unità verrà ricostituita all'interno dell'unità della tribù che l'ha mangiato => analisi dello smembramento del corpo umano e della sua ricomposizione nell'arte.
Méliès, mago che arriva nell'ambito cinematografico. Figlio di un calzolaio. Chiederà ai fratelli Lumière, dopo la loro prima proiezione, la macchina da proiezione e ripresa (all'inizio era tutt'uno). Ovviamente i fratelli Lumière non gliela presteranno.
Si rivolgerà agli americani per questa macchina da presa, che gliela forniranno, entrando così in "competizione" con i Lumière. Non è una e propria competizione poiché erano modi diversi di porsi verso le immagini e il contenuto. Méliès concepisce la macchina da presa come una bacchetta magica, usata infatti per migliorare i suoi trucchi da mago. La storia narra che l'idea gli venne mentre stava riprendendo in una strada di Parigi della macchina che passavano quando improvvisamente, a insaputa di Méliès la macchina si inceppa. Questo porterà alla "trasformazione miracolosa" dell'oggetto filmato (dalla carrozza che stava passando al carro funebre che seguiva). => Méliès scoprì il montaggio considerandolo esclusivamente uno strumento per creare illusioni.
Regista, produttore, sceneggiatore, attore dei suoi film. La sua produzione cinematografica va dal 1896 al 1913. Pittura ogni singolo fotogramma con i pennelli => tutti i suoi film sono a colori.
Méliès mostrava i propri film nel suo teatro delle ombre su di uno schermo grandissimo da lui realizzato. Questo schermo faceva sì che la dimensione del corpo del mago fosse naturale => vera e propria video installazione. Idea di cinema all'avanguardia che non aveva niente a che fare con il principio di rappresentazione romanzesca, idealizzata.
Temi di George Méliès
- Astri, la Luna
- Frammentazione parossistica e comica del corpo - legato al tema del montaggio -> usa il proprio corpo come uno strumento flessibile smontabile e rimontabile
Il cinema può scomporre e ricomporre il corpo umano in modo del tutto naturalistico. A ciò giungerà David Griffith.
"The vanishing lady escamotage d'une dame chez Robert-Houdin" (1896) - Trucco del fermo immagine.
"The four troublesome heads" (= "Un homme de têtes") - 1898. Un trucco possibile è quello dell'annerimento della pellicola; oppure l'uso di un cappuccio nero. Uso della sovrapposizione di fotogrammi.
"A nightmare" (= "Le cauchemar") - 1896. Entra in scena un tipico personaggio meliesiano: la luna con il volto. La luna è spesso dispettosa e in lotta con il genere umano.
"La lune à un mètre" - 1898. Méliès mago moderno che ironizza sull'immagine storica del mago. Luna antropomorfa e divina.
"L'homme-orchestre" - 1900. Moltiplicazione del soggetto.
"Dislocation mystérieuse" - 1901. Smembramento del soggetto.
"L'homme à la tête en cahoutchouc" - 1901. Importante perché ha a che vedere con il primo piano -> ingrandimento della faccia "gonfiata" attraverso un mantice. Il primo piano era visto con spavento dai primi spettatori poiché sembrava di vedere delle teste mozzate. Méliès con questa tecnica riesce a rendere il 1° piano "guardabile", a renderlo meno spaventoso.
"Le mélomane" - 1903. Maestro di musica che cerca di insegnare a delle giovani ragazze (rappresentazione dell'inno britannico).
"Le royaume des fées" - 1903.
"Le voyage dans la lune" - 1902. Mix di astronomi e astrologi (confusione non solo di Méliès, ma in generale di inizio secolo) che cercano di trovare un modo per andare sulla Luna. => creazione dell'OBUS (forma di proiettile) sorta di astronave per andare sulla luna.
Ogni fotogramma è densamente affollato. L'ambiente lunare è visto come un misto tra vegetale e minerale, popolato da esseri malefici. Questo è anche un ambiente magico (ombrelli che si trasformano in funghi) in cui sono presenti stelle antropomorfe. Sotto la crosta lunare viene immaginata la presenza di un bosco lunare magico popolato da esseri maligni.
David Griffith
Passaggio del testimone della tecnica di montaggio dall'Europa all'America.
- Filone del "morality play"
- Film d'interno con il principio di ricostruzione tipico hollywoodiano
- Non più fondale piatto, illusionista => evoluzione verso il cinema di posa, di studio => piacere di immedesimarsi in qualcun altro
Principio di montaggio = frammentazione dei movimenti del corpo -> le azioni vengono interrotte nel loro svolgimento e vengono riprese quando sono già concluse (uomo che entra dalla finestra - uomo all'interno della casa).
"The birth of a nation" - film sulla guerra di secessione del 19- allontanamento dallo spettacolo breve => dura 3 ore. Avvicinamento al soggetto con narrativo - capisce anche come non far percepire l'avvicinamento => i trucchi di Méliès vengono usati con funzione narrativa => raccordi: evoluzione dei trucchi di Méliès.
Edwin Porter
"The great train robbery" - 1903. Fa capolino il genere western; film di piani ampi e non di campi e contro campi; film caotico a lungo che presenta il primo piano di un bandito che spara => funzione di pura attrazione del primo piano.
3° lezione - 24/02/2011
Il "montaggio invisibile"
Il "montaggio invisibile" che si sviluppa nel cinema narrativo è un tipo di "trucco magico". Méliès non aveva capito che i suoi trucchi potessero essere usati per la narrazione filmica. Il modello meliessiano sopravvive fino alle avanguardie cinematografiche e ai film contemporanei come "You. The Living" di Roy Andersson.
Ritorno al modello di rappresentazione per quadri disconnessi come in "Voyage dans la lune". Affresco cinico, ironico, disperato sui viventi. Amaro, nichilista, cupo ritratto dai viventi, ma allo stesso tempo divertente e giocoso. Comicità visuale e sul terreno del comico e sviluppano le principali sfide del linguaggio cinematografico.
Roy Andersson
Macchina da presa fissa => ritratto degli esseri come sono. Fondale che rappresenta l'esterno è dipinto (es: Video di esempio) => Non c'è nessuna ripresa in esterno! => eventuali scene sono date da fondali dipinti. Andersson: "per noi viventi è impossibile, è molto difficile percepirci nello spazio tempo. Il compito delle arti visive è dunque quello di togliere la 'capsula' che circonda l'uomo e rendergli possibile questa percezione di se stesso".
Tutto il cinema di Andersson vuole mostrare lo spazio. Suonatore di oboe (min 4:40) disturba il suo vicino al piano di sotto.
Il sistema dell'inquadratura nell'inquadratura. Montaggio che avviene attraverso la luce -> strumento pittorico. Stanza al buio. Accensione della prima luce (corridoio) -> immagine ritagliata dentro il riquadro. Seconda luce (cucina). Terza luce (salotto). Uso del cinema con grande macchina della visione che racchiude in sé tutte le arti precedenti. Andersson costruisce dei quadri in cui imprigiona i suoi personaggi.
Nel sogno di Anna, molto utopico, siamo in un'altra dimensione. Inizialmente sembra che siano su un vagone del treno in movimento (tutto fuori dalla finestra scorre). Poi si vede dall'esterno che effettivamente sono in una casa/condominio; la casa si sposta.
"Songs from the second floor" - rappresentazione di viventi stipati nei vari livelli. Diversi tipi di piano: primissimo piano (dettaglio, oppure dal mento alla fronte), primo piano, mezza figura, piano americano (dal ginocchio alla testa), figura intera. Lunghissimo: tipico dei western -> paesaggi sconfinati, no percezione oggetti. Campo: lungo: percezione non particolareggiata degli oggetti. Medio: fusione perfetta figura-paesaggio.
Montaggio in pittura
"Folie bergère" – Manet. Lo spazio che circonda la barista si vede solo grazie allo specchio sullo sfondo, dietro le sue spalle => soggetto presente due volte => vero e proprio montaggio; istante decomposto, frammentato, moltiplicato. Campo + controcampo.
"Venere allo specchio" – Velasquez. Corpo, figura intera vista da dietro e primo piano nello specchio.
"Venere allo specchio" – Rubens.
"Uomo allo specchio" – Magritte. Un uomo si specchia ma continua a vedersi da dietro => impossibilità di identificarsi con se stessi.
Il volto e il corpo
Laocoonte: volto che rende maggiormente la sofferenza umana. Secondo Ejsenstejn tutte le espressioni presenti nel volto sono una sorta di montaggio di momenti successivi. C'è una metamorfosi, un divenire. Corpo come strumento di montaggio, il gesto nel suo movimento.
Di Giacomo Balla - "Cane" - "The Burden" di Daumier. "Per un pugno di dollari" - Sergio Leone. Coinvolgimento dello spettatore. Mito della compiutezza perduta che tutta la percezione è parziale => tentativo di inscatolare le cose, di completare.
"Ivan il terribile" - Ejsenstejn. Primo piano montato con un campo lunghissimo. Stereoscopia: la dialettica dello spazio è così deformata che non possono far altro che montare spazi diversi [realizzazione e visione di immagini, disegni, fotografie e filmati, finalizzata a riprodurre l'aspetto di tridimensionalità, analoga a quella generata dalla visione binoculare del sistema visivo umano - wikipedia].
Allungare i tempi in modo da permettere allo spettatore di vedere tutta l'inquadratura (Andersson+Leone). Si ha montaggio quando si ha un notevole avvicinamento tra spettatore e storia!
4° lezione - 25/02/2011
Miti di Dioniso
Persefone dà alla luce Dioniso, ma per gelosia dei Titani viene smembrato, fatto in brandelli, ma:
- 1° versione: rinasce da una regina dopo che questa ha mangiato i brandelli di Dioniso.
- 2° versione: Zeus sottrae a Sefele il feto completando nel proprio corpo (nella coscia) lo sviluppo di Dioniso. Una volta nato, preso da pazzia, vagherà per la terra tra satiri e baccanti celebrando riti e sacrifici che portano all'estasi e che prevedono lo smembramento.
Teorie generali del montaggio
Ejsenstejn in " " sostiene che questo mito sia proseguito nelle società arcaiche, primitive, barbare. Per esempio, tutte le tribù periodicamente organizzavano l'uccisione del loro capo. Ciò permetteva a tutti i membri della tribù di far parte di un'unica sostanza. Reintegrazione della tribù in un'unità superiore.
Però si continua a mantenere una concretezza narrativa. Quando sparisce il mito permane però il concetto di smembramento e ricomposizione che si afferma in tutte le forme artistiche. Ejsenstejn fornisce numerosi esempi anche letterari di questo smembramento. Una forma è il collage, uno dei film più antichi mai realizzati oppure opere architettoniche (l'acropoli di Atene -> " "), la lettura stessa (in particolare di romanzi gialli pieni di indizi disseminati dall'autore e che il lettore competente deve riunificare). L'Ulisse di Joyce (per Ejsenstejn) è un esempio di romanzo/corpo in cui i frammenti sembrano fluttuare nella mente del personaggio, sembrano sconnessi, ma trovano un'unificazione nel complesso del libro poiché ogni capitolo è collegato a un organo del corpo umano.
Cappella Bacci - affrescata da Piero della Francesca con la leggenda di Jacopo da Varagine che narra da dove proviene il legno della croce di Cristo (da Adamo all'età bizantina). Piero della Francesca decide di trarre dal testo 12 scene principali: 6 sono le tappe fondamentali della storia, gli altri sono corollari, complementari. Tuttavia non segue la normale direzione di lettura dell'affresco che viene sovvertita. L'unica cosa evidente è che si riscontrano diverse simmetrie: in basso scene di battaglia (una nella parete di destra e una in quella di sinistra); in alto c'è l'inizio e la fine della storia; nella fascia centrale ci sono scene di corte arricchite da personaggi del tempo per cui Piero della Francesca dipingeva. Affresca questo spazio con il montaggio.
Il cinema tematizza lo smembramento del corpo oltre ad essere un'arte che lo mette in atto in modo astratto.