APPARATO RESPIRATORIO – Elena Donetti
Porzione cefalica in corrispondenza di cavità nasali, prosegue con la faringe, poi con la laringe,
la trachea e l’albero bronchiale. La faringe è in comune con l’apparato digerente, la laringe
invece appartiene unicamente all’apparato respiratorio. Organi raggruppati nella porzione di
conduzione dell’apparato respiratorio, porzione in cui aria inspirata e espirata viene
trasportata, quella infiltrata viene filtrata, riscaldata e va fino a porzione respiratoria che è
rappresentata dai bronchioli respiratori che fanno parte di albero bronchiale e da alveoli
polmonari. Apparato si divide in vie aeree superiori che sono cavità nasali e faringe e vie
aeree inferiori che sono dalla laringe in poi. Area per scambi gassosi che avvengono in
porzione respiratoria è 120 m². Funzioni dell’apparato respiratorio:
Conduzione aria verso superfici polmonari
Area per scambi gassosi per assunzione di ossigeno con metabolismo aerobico e per
eliminazione di anidride carbonica
Protezione chimica, termica, immunitaria delle superfici respiratorie
Produzione di suoni: laringe con lingua e muscoli del palato
Strutture per depurare l’aria. Apparato respiratorio ha stretta coordinazione con apparato
vascolare, muscoloscheletrico, nervoso. Naso, faringe e laringe non sono classificati né come
organi cavi né come organi parenchimatosi, primo organo cavo è la trachea e i bronchi,
polmoni sono organi parenchimatosi, polmoni avvolti da pleure. Generalità di apparato
respiratorio: tutti organi tranne polmoni hanno scheletro osseo o cartilagineo che permette
pervietà ovvero fatto che resti aperto lume e passaggio, scheletro osseo o cartilagineo è
rivestito da mucosa che si definisce mucosa respiratoria, ha funzione di rivestire strutture
sottostanti, di riscaldare aria inspirata, di umidificarla e di filtrarla. Altre funzioni: olfatto
tramite cavità nasale a livello del tetto dove si trovano strutture nervose che permettono la
percezione degli odori e la sensibilità olfattiva, fonazione a livello di laringe. Naso esterno è
struttura piramidale che sporge da massiccio facciale, impari e mediana, che ha una sua
simmetria, a livello di occhi si ha radice di naso, scendendo si arriva a apice, lateralmente
naso esterno si slarga in narici, porzione esterna di narici è ala nasale che permette
dilatazione di narici e di variare quantità di aria inspirata, scheletro del naso esterno presenta
una porzione ossea superiore formata da due ossa nasali e da processo frontale di ossa
mascellari, da porzione cartilaginea formata da cartilagine del setto, cartilagine alare e altre
che servono a conferire mobilità, cartilagine per elasticità perché essendo prominente si può
andare incontro a fratture. Da naso esterno si entra a interno da vestibolo nasale che
corrisponde a narici che fa accedere a cavità o fosse nasali. Porzione più superiore e
posteriore di naso interno è coana nasale, ne abbiamo due. Nel naso interno c’è struttura
principalmente ossea che è il setto nasale, in proiezione laterale è formato dalla lamina
perpendicolare dell’etmoide che scende dalla lamina cribrosa, posteriormente e inferiormente
il vomere che è osso a forma di lamina appiattita, inferiormente a vomere c’è cresta nasale di
osso palatino e di osso mascellare, porzione cartilaginea è cartilagine del setto nasale. Setto
nasale suddivide naso interno in due cavità simmetriche in cui ci sono un tetto, un pavimento,
una faccia mediale e una laterale. Porzione mediale di cavità nasale è formata da faccia
laterale di setto nasale. Da anteriore a posteriore a livello di tetto c’è porzione frontale,
porzione etmoidale e porzione sfenoidale. A livello di pavimento c’è processo palatino di osso
mascellare e lamina orizzontale di osso palatino, su faccia laterale ci sono rilievi ossei molto
convoluti che sono le conche, c’è una conca superiore, una media, una inferiore, conche sono
dette anche turbinati, sono rivestite da mucosa, servono ad aumentare la possibilità di scambi
di calore. Una delle principali azioni a livello delle cavità nasali è il riscaldamento dell’aria
inspirata. Ogni conca comunica con le strutture più interne del cranio mediante dei meati. In
corrispondenza della conca superiore ci sono il meato nasale superiore e il recesso sfeno-
etmoidale per mettere in comunicazione la conca superiore con strutture ossee di sfenoide e
etmoide. Meato nasale medio tra conca media e inferiore e meato nasale inferiore sotto conca
inferiore, tutti comunicano con meato nasale comune. Comunicazione tra fossa cranica
anteriore e cavità nasali. Seni o cavità paranasali sono tutte pari e simmetriche:
Seni frontali
Seni mascellari a base di cavità orbitaria, sono quelli più voluminosi, in cui catarro può
ristagnare e dare origine a sinusite
Seni sfenoidali sia a livello di corpo che a livello di ali
Cellule o celle etmoidali
Seni servono ad ampliare la potenzialità di incamerare aria, sono cavità in ossa e determinano
alleggerimento generale di ossa del massiccio facciale, sono profonde interne ma in
comunicazione con esterno e permettono di effettuare un complesso plessorio tra le cavità
scheletriche dello splancnocranio. Cellule etmoidali e seni mascellari comunicano con meato
medio, meati servono a mettere in comunicazione cavità nasali con seni paranasali e a
effettuare il complesso pressorio. Mucosa che riveste cavità nasali è costituita da epiteli
diversi:
Epitelio pavimentoso stratificato cheratinizzato in naso esterno e in corrispondenza di
vestibolo
Epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato dopo
Per i 4/5 pareti di fosse nasali ricoperte da epitelio respiratorio a cui è aggiunta lamina
propria
Mucosa olfattiva in tetto di cavità nasali
Epitelio respiratorio è pseudostratificato cigliato in cui si alternano cellule cilindriche cigliate e
cellule mucipare che grazie a secrezione di loro muco intrappolano particelle che non devono
arrivare a livello di vie aeree inferiori. Muco con particelle viene spostato da ciglia delle cellule
cigliate, questo sistema è detto ascensore muco-cigliare. In cavità nasali ciglia tendono a
mandare muco verso alto, in trachea e laringe anche, per essere espulso. Nella lamina
propria, sotto a epitelio ci sono ghiandole mucose e sierose che collaborano con cellule
mucipare di epitelio, c’è plesso vascolare esteso e superficiale per riscaldare l’aria. Epistassi:
perdita di sangue dal naso. A livello del tetto della mucosa olfattiva c’è epitelio senza funzione
di riscaldare e umidificare e depurare aria ma di percepire stimoli chimici e trasformarli in
stimoli elettrici, ci sono strutture nervose, non ci sono ciglia, ci sono cellule basali o staminali,
cellule di sostegno e cellule sensoriali che arrivano fino a superficie libera di epitelio dove
hanno dilatazione che è bulbo o vescicola olfattiva da cui si dipartono prolungamenti che sono
ciglia immobili. Queste cellule sono dei neuroni bipolari, tipicamente sensitivi in cui porzione
dendritica porta stimolo sensitivo percepito in superficie libera di epitelio, verso soma che poi
lo fa viaggiare lungo l’assone. Tutti gli assoni delle cellule olfattive si riuniscono a base di
epitelio e vanno a oltrepassare lamina cribrosa dell’etmoide che è forellata per passaggio di
filuzzi olfattivi che sono assoni di cellule della mucosa olfattiva, nervi olfattivi si uniscono a
nervo cranico che è olfattivo. Coane nasali sono porzione posteriore di cavità nasali, in
comunicazione con laringofaringe, coane nasali in comunicazione con fossa cranica anteriore,
laringe, seni paranasali, orecchio medio e altre strutture.
Faringe: tubo fibromuscolare, a forma di imbuto con calibro decrescente in senso
craniocaudale, da 5 cm a 1,5 cm, lunghezza totale è di circa 15 cm, proiezione a livello
vertebrale di faringe è a livello di C6. Parete posteriore è pressoché continua, anche la
laterale, quella anteriore ha delle aperture, comunicazioni. Primo tratto che è rinofaringe o
nasofaringe si estende da coane nasali a faccia superiore del palato molle, ha solo funzioni
respiratorie, c’è mucosa respiratoria, poi c’è orofaringe che va da faccia inferiore di palato
molle a margine superiore dell’osso ioide che coincide con margine superiore di cartilagine
della laringe che è l’epiglottide, orofaringe comunica con cavità orale in corrispondenza di
istmo delle fauci. Ultimo tratto è laringofaringe che va da osso ioide a cartilagine cricoide che
è cartilagine di laringe che corrisponde a margine di C6. Ugola sporge in corrispondenza di
orofaringe. Punto di comunicazione tra orofaringe e laringofaringe è adito della laringe. Tonaca
mucosa, struttura fibroelastica che è la fascia faringea, tonaca muscolare e tonaca avventizia.
Muscolatura: disposizione contraria rispetto a quella degli organi dell’apparato digerente, in
faringe c’è strato circolare esterno dato da muscoli costrittori e strato longitudinale interno
dato da muscoli sospensori della base cranica e elevatori della laringe. Muscoli costrittori
hanno origine branchiale, sono striati ma involontari, muscoli si contraggono in senso
craniocaudale. 3 costrittori e 3 elevatori, i costrittori sono superiore, medio, inferiore, loro
contrazione facilita imbocco verso esofago da parte di bolo alimentare, esercitano attività
peristaltica verso esofago. Tutti i muscoli si inseriscono a rafe faringeo che è struttura
fibroelastica che si ancora a tubercolo faringeo. Muscolo costrittore superiore si interessa di
costrizione di rinofaringe, ha forma quadrangolare appiattita, origina da rafe
pterigomandibolare a linea miloioidea di faccia posteriore di mandibola. Lungo suo decorso
raccoglie fibre di muscolo genioglosso e i due formano il muscolo faringoglosso. Esistono spazi
tra muscoli. Tra base cranica e muscolo costrittore superiore c’è muscolo elevatore del velo
del palato, poi tuba uditiva e arteria palatina ascendente. Fascia faringobasilare interna e
spessa, fascia buccofaringea esterna e sottile, questa fascia si continua con lamina
pretracheale di fascia cervicale, queste due fasce avvolgono i muscoli costrittori. Muscoli
elevatori sono lo stilofaringeo, il salpingofaringeo, il faringopalatino, questi muscoli
contraendosi determinano sollevamento sia di laringe che di faringe in deglutizione e
fonazione. Muscolo stilofaringeo origina da processo stiloideo dell’osso temporale e si porta
alle cartilagini cricoidea e tiroidea della laringe. Muscolo salpingofaringeo origina da porzione
cartilaginea di tuba uditiva e va a unirsi alle fibre del muscolo palatofaringeo. Muscolo
palatofaringeo o faringopalatino origina da porzione terminale di palato duro e si porta fino a
cartilagine tiroidea della laringe. Formazione del palato m
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