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Approccio neoistituzionalista e teoria delle risorse

Per rispondere alle domande in che modo è avvenuto il cambiamento delle maggiori banche, se hanno intrapreso processi di riorganizzazioni simili, la sociologia ci offre due modelli interpretativi alternativi: l’approccio neoistituzionalista e la teoria delle risorse. Mentre l’approccio neoistituzionalista sottolinea i processi di isomorfismo, secondo cui le imprese che si conformano alle norme e agli standard di giudizio dominanti nell’ambiente in cui operano hanno maggiori possibilità di successo nella competizione, la teoria delle risorse enfatizza i processi di differenziazione quale chiave per conseguire l’innovazione ed il vantaggio competitivo.

L’approccio neoistituzionalista. Uno sguardo d’insieme

Il neoistuzionalismo indica una continuità rispetto al passato, quella di individuare nelle istituzioni l'oggetto primario di interesse. Si possono individuare tre caratteristiche distintive di questa scuola:

  • L’analisi è volta a spiegare come certe forme di organizzazione sociale sono emerse, si sono istituzionalizzate ed eventualmente sono mutate;
  • L’attenzione è focalizzata su quegli elementi e aspetti della vita sociale caratterizzati da stabilità e persistenza;
  • Le istituzioni sono definite come strutture cognitive normative e regolative che danno stabilità e significato al comportamento sociale.

Gli approcci istituzionali contemporanei

Sebbene tutti gli studiosi dell’approccio neoistuzionalista abbiano enfatizzato l’aspetto regolativo delle istituzioni, l’enfasi su questa dimensione è stata posta in particolare dagli economisti e dagli storici dell’economia. Definendo le istituzioni come regole del gioco, gli economisti sottolineano l’importanza del ruolo delle attività di controllo o di monitoraggio dell’imposizione di regole e sanzioni nel condizionare i comportamenti umani.

Secondo questa concezione di razionalità, gli individui sarebbero motivati a compiere scelte strumentali improntate ad una logica utilitaristica basate sul calcolo di costi e benefici. A differenza degli economisti, i sociologi riconoscono alle istruzioni la componente cognitiva o costitutiva. I sociologi considerano le istituzioni come costrutti sociali e riconoscere la dimensione costitutiva delle istituzioni permette di ripartire dalle istituzioni stesse, di riportarle all’interno delle analisi come fattori endogeni imprescindibili per spiegare come una certa azione diventi possibile, come si realizzi e quali significati siano ad essa associati.

Concetti in campo

L’ambiente istituzionale rappresenta per questa scuola l’insieme delle norme e delle regole formalizzate, dei vincoli e delle risorse di natura culturale e simbolica che concorrono a formare i modelli socialmente condivisi a cui un’organizzazione dovrebbe adeguarsi per essere ritenuta razionale, efficiente e legittima. DiMaggio e Powell, riferendosi al contesto sociale attuale, coniano il termine di “campo organizzativo”, definito come un insieme di organizzazioni che strutturano e costituiscono un’area riconosciuta di vita istituzionale.

Un concetto che per certi versi ricorda quello di campo organizzativo è quello di settore societario, elaborato da Scott e Meyer. Esso è definito come un’entità che comprende tutte le organizzazioni presenti all’interno di una certa società e che offrono un dato tipo di prodotto o servizio. A Meyer e Rowan va il merito di aver proposto il concetto di isomorfismo, inteso come il processo per cui le unità che formano una data popolazione sono sempre più simili tra loro. Sono gli assetti e le pressioni istituzionali ad incentivare fenomeni di isomorfismo, cioè di produzione e propagazione di certi tipi di strutture, procedure e forme.

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di sociologia dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pipan Tatiana.
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