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- vena azygos (dx);

- vena cava superiore (dx);

- arteria carotide comune e succlavia sx (sx);

- vena brachiocefalica dx (dx).

Struttura e architettura:

la trachea è costituita da:

• Scheletro cartilagineo: costituito da 16-20 anelli incompleti (a forma di C aperta

posteriormente) di cartilagine ialina uniti agli adiacenti da legamenti anulari. Le cartilagini

hanno un’altezza di circa 4 mm e lo spessore di 1mm. Spesso due o più cartilagini sono fra

loro parzialmente saldate e con l’età vanno incontro a calcificazione. La prima cartilagine è

più alta e spesso biforcata a un’estremità ed è collegata al margine inferiore dela cartilagine

cricoide (legamento cricotracheale). L’ultima cartilagine è più spessa e più alta in mezzo e il

suo margine inferiore si prolunga in un processo triangolare uncinato verso il basso e in

dietro che si spinge tra i bronchi formando una cresta (carena);

• Tonaca fibrosa: membrana di connettivo fibroso denso ricco di fibre elastiche che circonda

gli anelli cartilaginei fondendosi col loro pericondrio e collegandoli tra loro (legamenti

anulari). I fasci sono tra loro incrociati permettendo modificazioni di calibro del lume della

trachea e il ritorno elastico dopo tali modificazioni. Posteriormente, nella parte interna di

questa tonaca si trovano cellule muscolari lisce (muscolo tracheale) disposte trasversalmente

a formare una lamina inserita sui legamenti anulari che contraendosi può modificare il

calibro della trachea. Dietro questi si trovano fascetti a decorso longitudinale che si portano

dalla trachea all’esofago (muscolo tracheoesofageo);

• Sottomucosa: sottile anteriormente e più spessa posteriormente (parte membranosa)

costituita da connettivo lasso con lobuli adiposi e ghiandole tubuloacinose composte a

secrezione mista (ghiandole tracheali);

• Tonaca mucosa: liscia in avanti e sollevata in pieghe longitudinali posteriormente. Essa è

costituita da un epitelio prismatico pseudostratificato cigliato con cellule mucipare

caliciformi intercalate e cellule P (di Feyrter, cellule neuroendocrine poste verso la base

dell’epitelio che contraggono giunzioni citoneurali) e da una lamina propria di connettivo

fibrilare attraversata da dotti escretori ghiandolari e contenente noduli linfatici.

Vascolarizzazione e innervazione:

Le arterie per la trachea provengono dalle arterie tiroidee inferiori (parte cervicale), dalla

toracica interna (parte toracica) e dalle arterie timiche e bronchiali (parte terminale). Esse si

portano a vascolarizzare anche l’esofago e si anastomizzano tra loro attorno al contorno

dell’organo.

Le vene di drenaggio decorrono nel plesso venoso tiroideo inferiore e sboccano nelle vene

tiroidee inferiori e nelle esofagee.

I linfatici sono molto numerosi e fanno capo ai linfonodi cervicali profondi, tracheali (pre e para)

e bronchiali.

I nervi per la trachea provengono dai rami tracheali del vago, dai nervi laringei ricorrenti e dai

tronchi del simpatico. Essi si distribuiscono alla muscolatura ed alla tonaca mucosa tracheale. Le

terminazioni nervose del simpatico provocano broncodilatazione; l’azione parasimpatica provoca

broncocostrizione. Nei plessi del sistema nervoso viscerale, compresi nella parete della trachea, si

trovano piccoli gangli. Tra le fibre afferenti sono comprese anche quelle con funzione

sensitivomotoria che intervengono nei processi infiammatori locali.

Bronchi e albero bronchiale

Forma e caratteri organolettici:

Forma: tubulare cilindrica;

Colore: rosa grigiastro;

Dimensioni:

- bronco sx: lunghezza 5cm, diametro 11mm;

- bronco dx: lunghezza 2cm, diametro 15mm;

Sito, posizione e orientazione:

I bronchi si originano come biforcazione della trachea a livello del margine superiore di T5 e si

dirigono obliquamente, in basso e lateralmente per raggiungere l’ilo polmonare entro il quale

penetrano per diramarsi (vd schema diramazione).

Il bronco sinistro è più lungo ed obliquo ma meno ampio di quello destro. Le differenze di calibro

sono dovute al fatto che il polmone destro ha maggior volume e maggior capacità respiratoria del

sinistro e risulta perciò maggiormente ventilato.

Rapporti:

Bronco sinistro:

• Anteriormente:

- arco aortico (superiormente);

- plesso nervoso cardiaco;

• Posteriormente:

- esofago;

- porzione discendente arco aortico;

- nervo vago sx

- seno pleurico costomediastinico posteriore sx;

- margine posteriore polmone sx;

- arterie bronchiali;

• Medialmente:

- arteria e vena polmonare;

- plesso nervoso esofageo;

- pericardio e atri cardiaci;

Bronco destro:

• Anteriormente:

- rami toracici del tronco del simpatico;

- plesso nervoso cardiaco;

- vena cava superiore;

• Posteriormente:

- arterie bronchiali;

- nervo vago dx;

- vena azygos;

- seno pleurico costomediastinico posteriore destro;

- polmone dx;

• Medialmente:

- Arteria e vena polmonare;

- plesso nervoso esofageo;

- pericardio e atri cardiaci;

Struttura e architettura:

Ognuno dei bronchi principali raggiunge l’ilo e vi penetra dirigendosi in basso, in fuori ed in

dietro. Da ciascuno dei bronchi principali, già prima dell’ilo e poi nel polmone, si distaccano, ad

angolo acuto, rami collaterali tali da mantenere intatta l’individualità del bronco principale ma

diminuendone solo il calibro (modalità di ramificazione monopodica). Questo tipo di ramificazione

si mantiene costante fino a livello dei bronchioli terminali, dove la ramificazione diviene

dicotomica, ogni ramo cioè, si sdoppia in rami di calibro uguale che formano un angolo ottuso o a

T. A seconda che i rami bronchiali si stacchino dal bronco principale al di sopra o al di sotto del

punto di biforcazione di un ramo dell’arteria polmonare, vengono detti rispettivamente epiarteriosi

o ipoarteriosi.

La struttura dei bronchi rispecchia quella della trachea (scheletro cartilagineo, tonaca fibrosa,

tonaca sottomucosa, mucosa) ma, procedendo con le biforcazioni le lamine cartilaginee si fanno

sempre più esigue ed irregolari fino a scomparire completamente a livello dei brochioli.

Mano a mano che si procede nella ramificazione dell’albero bronchiale la componente fibrosa si

riduce insieme a quella muscolare e ghiandolare e l’epitelio subisce una transizione da epitelio

pseudostratificato cigliato con cellule mucipare intercalate a epitelio cilindrico semplice con cellule

caliciformi rare e cellule di Clara (elementi secernenti di tipo sieroso, privi di ciglia, che secernono

surfactante atto a mantenere fluido il muco che riveste il lume dei bronchioli).

I bronchioli respiratori, infine, sono rivestiti da epitelio cubico monostratificato privo di ciglia e

cellule mucipare. Al di sotto dell’epitelio si trova in questa zona la tonaca fibromuscolare costituita

da connettivo denso con fibre elastiche e muscolari che si organizzano in fascetti a circondare il

punto di attacco degli alveoli per regolarne il flusso d’aria.

Vascolarizzazione e innervazione:

Ai bronchi si distribuiscono i rami delle arterie bronchiali che nascono dall’aorta toracica in

numero di tre (2 per il bronco sx e 1 per il bronco dx) e seguono i bronchi nelle loro diramazioni

intra ed extrapolmonari. Le vene dei bronchi si gettano nell’azygos (a dx) e nell’emiazygos (a sx). I

linfatici sono tributari dei linfonodi tracheobronchiali.

I nervi provengono dal plesso polmonare.

Polmoni

Forma e caratteri organolettici:

Forma: cono ad apice smusso cui sia stata asportata la parte mediale per mezzo di un piano di taglio

verticale; ha una base (faccia diaframmatica) di forma semilunare concava, un apice, una faccia

laterale (faccia costovertebrale) convessa, liscia e uniforme, una faccia mediale (faccia

mediastinica)concava, tre margini (ant, post, inf);

Dimensioni: diametro verticale max 25-26 cm, diametro sagittale alla base 16cm, diametro

trasverso alla base 10-11cm a dx e 7-8cm a sx (nella femmina i valori diminuiscono di poco),

3 3

volume 1.600cm (nella donna 1.300cm ) il polmone dx è più voluminoso del sx con un rapporto di

11:10;

Aspetto: liscio e lucente;

Colore: prima della nascita rossobruno, nel bambino roseo, nell’adulto grigio biancastro con

macchie scure sempre più numerose e disegno areolare (linee poligonali che definiscono i lobuli

polmonari), grigio ardesia nell’anziano (accumulo di pigmento nei setti perilobulari-antracosi

fisiologica);

Consistenza: molle e spugnosa con crepitazione allo schiacciamento (rottura alveoli pieni d’aria), il

polmone che non ha respirato ha consistenza duro-elastica e posto in acqua va a fondo (docimasia

idrostatica polmonare);

Peso: 680g dx, 620g sx; 3 3

Capacità: 3.400-3700cm aria, ispirazione forzata 5.000-6.00cm aria; 3

Aria respiratoria (aria inalata ed emessa con un atto respiratorio normale): 500cm aria.

Sito, posizione e orientazione:

I polmoni sono situati nel torace, all’interno delle cavità pleuriche (situazione intrapleurica) e

divisi dal mediastino. L’apice dei polmoni, all’interno della cupola pleurica, supera lievemente

l’apertura superiore del torace e straborda leggermente nella base del collo nella loggia

sopraclavicolare.

I polmoni hanno una base, un apice, due facce e tre margini.

La base (faccia diaframmatica) ha forma semilunare concava medialmente, adattandosi alla

superficie diaframmatica, inclinata in basso ed in dietro. Poiché il diaframma è più alto a destra che

a sinistra, la concavità della base del polmone destro è più profonda di quella del sinistro. A sinistra

la base del polmone è formata soprattutto dal lobo inferiore, a destra dal lobo medio e inferiore.

L’apice del polmone è situato al di sopra della II costa e si presenta come un cono arrotondato (a dx

è incurvato in avanti e medialmente, a sx è meno distinguibile dal resto dell’organo). L’apice è

segnato anteriormente dall’impronta dell’arteria succlavia.

La superficie costovertebrale è convessa e corrisponde alle coste ed agli spazi intercostali che, nella

sua porzione superiore lasciano le impronte costali, e si estende fino alle parti laterali dei corpi delle

vertebre toraciche.

La faccia mediastinica è concava, verticale ed è compresa tra margine anteriore e posteriore. Al

centro della sua estensione presenta l’ilo che a destra ha forma rettangolare, a sinistra ha forma di

racchetta con manico rivolto verso il basso. Al di sotto dell’ilo i due foglietti della pleura si

prolungano inferiormente fino al diaframma formando i legamenti polmonari triangolari, disposti

frontalmente a dividere la faccia mediastinica in una zona preilare ed una retroilare. Davanti e sotto

l’ilo si trova la fossa cardiaca, più profonda a sx, e, posteriormente a questa, sul polmone destro si

trova l’impronta della vena azygos, mentre a sinistra si trova l’impronta dell’aorta toracica.

Davanti a queste si trovano l’impronta della vena cava superiore sul polmone destro e della vena

anonima sinistra nel polmone sinistro. Anche l’esofago lascia un’impronta sulla superficie

polmonare posta dietro l’ilo medialmente.

Il margine anteriore del polmone è sottile e tagliente e si estende dall’apice alla base tra la faccia

laterale e quella mediale. Esso è convesso e, a sinistra, presenta inferiormente l’incisura cardiaca.

Nel continuare col margine inferiore, nel polmone sinistro, esso forma una piccola sporgenza

(lingula) che ricopre l’apice del cuore.

Il margine posteriore è smusso e separa posteriormente faccia mediale e laterale corrispondendo alla

testa delle coste.

Il margine inferiore presenta un tratto laterale convesso ed uno mediale concavo e segna il confine

tra le faccie laterale e mediale e la base del polmone.

La superficie del polmone è percorsa da scissure che si approfondano fino all’ilo dividendo

l’organo in lobi. A destra sono presenti due scissure che sono:

• Scissura obliqua (principale): inizia dall’ilo e si dirige in alto ed in dietro fino alla faccia

costale del polmone, quindi discende in basso, incide il margine inferiore e risale sulla faccia

mediastinica per tornare all’ilo. Essa divide il lobo inferiore dal medio e dal superiore;

• Scissura orizzontale (secondaria): si stacca da quella principale sulla faccia costale a livello

della IV costa e si dirige orizzontalmente (leggermente inclinata verso l’alto) avanti e

medialmente per raggiungere l’ilo. Essa separa il lobo superiore da quello medio.

Il polmone destro risulta quindi diviso in 3 lobi (superiore, medio, inferiore); quello sinistro, che

possiede solo la scissura principale, è invece diviso in due lobi (superiore e inferiore).

La radice polmonare, all’altezza di T5-T7, collega la superficie mediale dei polmoni a cuore e

trachea ed è costituita dalle formazioni che entrano ed escono dall’ilo nel seguente modo:

• Anteroposteriormente: anteriormente la superiore delle due vene polmonari, l’arteria

polmonare e il bronco più in dietro, ed i vasi bronchiali ancora più posteriormente;

• Craniocaudalmente:

- a sx: arteria polmonare, bronco, vena polmonare inferiore;

- a dx: bronco lobare superiore, arteria polmonare, bronco principale, vena polmonare

inferiore.

Topografia toracopolmonare:

i rapporti tra polmoni e parete toracica variano in rapporto alle fasi della respirazione,

individualmente e dal cadavere al vivente. Essi possono essere così schematizzati:

• Apice: sporge di 1-3 cm sopra la clavicola, accessibile all’auscultazione e all’esplorazione

della regione sopraclaveare. Ai due lati, gli apici sono in genere allo stesso livello. Nella

respirazione normale, l’escursione verticale della cupola diaframmatica è di circa 1.5-2 cm

ma può arrivare a 6-8 cm nell’espirazione forzata. In un’espirazione profonda, la cupola può

abbassarsi fino al livello di T10 (dx) e T11 (sx) ed anteriormente può giungere fino alla VI

costa emiclaveare;

• Margine anteriore: inizia al di dietro dell’articolazione sternoclavicolare, discende

obliquamente dietro il manubrio dello sterno, fino a livello delle II articolazioni

condrosternali. Qui, il margine destro oltrepassa la linea mediana, scendendo verticalmente

dietro la faccia posteriore dello sterno a livello della IV-V cartilagine costale sinistra, poi si

fa obliquo verso destra e raggiunge la faccia posteriore della VI-VII cartilagine costale dove

si continua col margine inferiore. Il margine sinistro, invece, decorre dietro lo sterno, a

sinistra della linea mediana, parallelo al margine destro fino alla IV cartilagine costale

sinistra; qui, si inclina in fuori determinando l’incisura cardiaca, e torna a portarsi

medialmente fino alla VI cartilagine costale dove trapassa nel margine inferiore;

• Margine inferiore: il tratto anteromediale del margine inferiore inizia, a destra, dietro

l’estremità sternale della VI-VII cartilagine costale e, a sinistra, più esternamente presso il

margine superiore del terzo laterale della VI cartilagine costale. Da qui, in entrambi i lati, si

porta in basso e in fuori e infine orizzontalmente indietro. Anteriormente sulla linea

emiclaveare, si proietta a livello della VI costa; lateralmente sulla linea ascellare media,

incrocia l’VIII costa e posteriormente sula proiezione del margine vertebrale della scapola,

incrocia la X costa (regola del + 2). Poiché l’espansione polmonare avviene soprattutto in

senso verticale, durante l’espirazione, il margine inferiore si abbassa di 3-4 cm rispetto allo

stato di media distensione a livello della linea ascellare media.

Rapporti:

Faccia costovertebrale:

• coste e spazi intercostali;

• corpi vertebre toraciche;

• fascia endotoracica;

• sterno;

• arteria e vena toracica interna;

Faccia mediastinica:

• bronchi e formazioni del peduncolo polmonare;

• linfonodi ilari;

• timo;

• nervi frenici;

• nervi vaghi;

• dotto toracico e dotto linfatico destro;

• pericardio e cuore (fossa cardiaca più estesa a sx);

• aorta toracica (polmone sx);

• vena azygos (polmone dx);

• vena cava superiore (polmone dx);

• vena anonima sx (polmone sx);

Faccia diaframmatica (con interposizione del diaframma):

• lobo destro fegato (polmone dx);

• lobo sinistro fegato (polmone sx);

• stomaco (polmone sx);

• milza (polmone sx);

• surrene e polo superiore del rene (posteriormente da ambo i lati)

Apice:

• arteria succlavia (medialmente- impronta succlavia);

• arteria intercostale suprema (medialmente);

• arteria toracica interna (medialmente);

• ganglio cervicale inferiore del simpatico (posteriormente);

• radici inferiori del plesso brachiale (superiormente);

• muscolo scaleno medio (lateralmente);

• arteria e vena brachiocefalica dx (a dx e medialmente);

• trachea (a dx e medialmente);

• arteria brachiocefalica sx (a sx e medialmente);

• muscolo scaleno anteriore (anteriormente);

Radice (peduncolo vascolonervosobronchiale):

• vena cava superiore e atrio destro(anteriormente a dx);

• vena azygos (inferiormente a dx);

• arco aortico (inferiormente a sx);

• aorta discendente toracica (posteriormente a sx).

Struttura e architettura:

I polmoni sono organi pieni parenchimatosi divisi in parti fra loro distinte anatomicamente e

funzionalmente. In rapporto alla vascolarizzazione ed alla ventilazione si distinguono:

• lobi: ventilati da un bronco lobare e individuati dalle scissure sulla superficie polmonare;

• segmenti: ventilati da bronchi segmentari e irrorati da un ramo dell’arteria polmonare

(arteria segmentaria) e da un plesso venoso perizonale e uniti tra loro da connettivo

interstiziale molto sottile (difficile distinzione). Hanno forma di piramide con apice rivolto

verso l’ilo e base verso la superficie esterna. I segmenti sono 10 per ogni polmone e sono

così distribuiti:

- polmone destro:

1. lobo superiore: apicale, posteriore, anteriore;

2. lobo medio: laterale, mediale;

3. lobo inferiore: superiore, basale anteriore, basale laterale, basale inferiore;

- polmone sinistro:

1. lobo superiore: apico-posteriore, anteriore, lingulare superiore, lingulare

inferiore;

2. lobo inferiore: superiore, basale anteromediale, basale laterale, basale

posteriore.

Il lobulo polmonare è l’unità strutturale del polmone ed è costituito da un bronco intralobulare che

si dirama fino ai condotti alveolari ed agli alveoli, e da un’arteria lobulare che termina con la rete

capillare perialveolare. Esso è delimitato da setti di connettivo interlobulari nei quali decorrono le

vene interlobulari.

L’acino polmonare corrisponde all’unità funzionale del parenchima polmonare ed è costituito

dalle suddivisioni terminali dei bronchioli che si dilatano a formare gli alveoli.

L’alveolo ha una parete formata da:

• Epitelio alveolare: esso è un epitelio pavimentoso semplice costituito da cellule di diversi

tipi quali:

1. Pneumociti di I tipo: cellule appiattite lamellari unite da giunzioni serrate;

2. Pneumociti di II tipo: cellule tondeggianti e sporgenti nel lume dell’alveolo, più

numerose delle altre ma molto più piccole. All’interno del citoplasma contengono i

corpi lamellari che costituiscono il precursore del surfactante alveolare (proprietà

tensioattive);

3. Macrofagi alveolari: nei setti interalveolari o nel lume alveolare;

4. Antracociti: cellule che fagocitano le particelle di polvere depositate nell’alveolo.

Nel fumatore sono ripiene di vescicole scure (corpi catramosi);

• Lamina basale: fusa in più punti con quella dei capillari alveolari

• Stroma perialveolare: formato da fibrille elastiche e collagene e da cellule connettivali che

formano intorno all’alveolo una rete a larghe maglie (elastiche) e strette (collagene) e si

addensano a manicotto, frammiste a cellule muscolari lisce, attorno al colletto alveolare. Tra

due alveoli possono inoltre essere presenti canali di comunicazione (canali d Kohn).

L’alveolo è circondato dai capillari alveolari con endotelio e lamina basale continua e molto sottili

per far passare in una sola fila i globuli rossi.

La barriera aria-sangue è costituita da:

• µm);

Epitelio alveolare (0,05

• µm):

Lamine basali dell’epitelio e dell’endotelio capillare (spessore min 0,1

• µm).

Endotelio capillare (0,05

Vascolarizzazione e innervazione:

Nel polmone si distinguono due diversi sistemi vascolari:

• Sistema funzionale (circolazione polmonare): i rami destro e sinistro del tronco polmonare

entrano nei polmoni a livello dell’ilo e si ramificano accollandosi ai rami bronchiali e

seguendo le loro divisioni sino a fornire arteriole terminal che decorrono lungo i bronchioli e

i condotti alveolari. Questi ramuscoli si risolvono in una rete capillare perialveolare

(attraverso la quale avvengono gli scambi gassosi) da cui hanno origine venule che

decorrono nei setti interlobulari finchè non si riuniscono in vasi di maggior calibro seguendo

a ritroso la ramificazione dell’albero bronchiale (decorrendo sul lato opposto del bronco

rispetto a dove scorre l’arteria). Si costituiscono infine due vene polmonari per ciascun

polmone che lasciano l’ilo e vanno ad aprirsi nell’atrio sinistro del cuore;

• Sistema nutritizio (vasi bronchiali): le arterie bronchiali originano dall’aorta toracica in

numero di 3 rami (1dx e 2 sx) e, dopo aver dato rami per le formazioni del peduncolo

polmonare, penetrano nel polmone attraverso l’ilo e si ramificano seguendo le divisioni

bronchiali fino ai ramuscoli più distali che vascolarizzano i bronchioli intralobulari. Nella

parete dei bronchi, i vasi bronchiali formano un plesso capillare superficiale per la mucosa

ed uno profondo per muscoli e ghiandole. Nei lobuli le arteriole formano un plesso capillare

in comunicazione con i rami dell’arteria polmonare. I capillari del sistema bronchiale si

riuniscono poi in vene (quelle dei bronchi più sottili sboccano nelle vene polmonari) che si

riuniscono a formare le vene bronchiali seguendo a ritroso la diramazione dei bronchi. In

queste sfociano anche rami venosi della parete dei vasi polmonari, del connettivo

interstiziale, dei linfonodi ilari e della faccia posteriore del pericardio. Le vene bronchiali si

riuniscono uscendo dall’ilo in uno o due tronchi che sboccano nelle vene azygos e

emiazygos.

I linfatici del polmone sono numerosi e si distinguono in superficiali, al di sotto della pleura che

fanno capo ai linfonodi ilari e del peduncolo polmonare, e profondi, che originano dalla parete dei

bronchi e dei vasi, attraversano i piccoli linfonodi intrapolmonari e fanno capo ai linfonodi ilari e

del peduncolo polmonare (sistema dei linfonodi bronchiali, satelliti dei bronchi maggiori).

I nervi del polmone derivano dai plessi polmonare anteriore e posteriore e sono formati dai rami

del vago e del simpatico toracolombare (primi 4-5 gangli toracici). Essi accompagnano i bronchi e

sul loro decorso presentano piccoli gangli. I rami del vago contengono fibre broncocostrittrici e

vasodilatatrici, quelli del simpatico fibre broncodilatatrici e vasocostrittrici. Durante l’inspirazione

prevalgono l’azione vasodilatatrice del vago e broncodilatatrice del simpatico, durante l’espirazione

quella vasocostrittrice del simpatico e quella broncocostrittrice del vago.

Pleure

Introduzione:

Le cavità pleuriche sono due spazi virtuali, destro e sinistro, indipendenti l’uno dall’altro (anche

se anteriormente, dietro lo sterno si toccano), compresi tra i foglietti pleurici parietale e viscerale.

Questi due foglietti sono a contatto con l’interposizione di un sottile film viscoso che favorisce i

movimenti respiratori. Nello spazio pleurico la pressione è inferiore a quella atmosferica così da

mantenere espansi i polmoni. La cavità pleurica diventa reale quando vi penetra un liquido

(emotorace, chilotorace, versamento pleurico) o un gas (pneumotorace).

Pleura parietale

Il foglietto parietale riveste le pareti della cavità pleurica e si continua con la pleura viscerale in

corrispondenza dell’ilo. La pleura parietale, a seconda delle superfici con cui è a contatto prende il

nome di:

• Cupola pleurica: risale 2-3 cm al di sopra della I costa e si spinge fino alla loggia

sopraclavicolare alla base del collo (a metà del corpo di C7) e prende rapporti con gli organi

che si trovano in corrispondenza dell’apertura superiore del torace (plesso brachiale, vasi

succlavi, tendine del muscolo scaleno anteriore), con il ganglio cervicale inferiore del

simpatico, con le arterie toraciche interne, vertebrali e intercostali supreme. Alla superficie

esterna della cupola aderisce la fascia endotoracica che qui si inspessisce a formare un setto

(diaframma fibroso di Bourgery). È mantenuta nella sua sede dall’apparato sospensore

della pleura composto da:

- legamento vertebropleurale: dipendenza della fascia cervicale profonda, va dal corpo

di C6-7 alla parte mediale della cupola pleurica;

- legamento costopleurale: si tende tra il collo della I costa e la parte laterale della

cupola;

- legamento scalenopleurale: espansione fibrosa della fascia del muscolo scaleno

anteriore che raggiunge la parte anteriore della cupola e la I costa.

• Pleura diaframmatica: riveste la superficie superiore del diaframma, è molto sottile e

aderente al muscolo ed alla sua fascia. Essa è tirata verso il basso nelle inspirazioni;

• Pleura costale: si estende dalla faccia posteriore dello sterno alla faccia laterale dei corpi

vertebrali, è spessa e resistente e si salda alla fascia endotoracica. In questo modo essa

segue i movimenti respiratori di innalzamento delle coste (inspirazione). Con

l’interposizione della fascia endotoracica entra in rapporto con il muscolo trasverso del

torace, i vasi toracici interni, le coste, i muscoli intercostal e sottocostali, il tratto iniziale di

vasi e nervi intercostali, la catena del simpatico e le vene azygos ed emiazygos;

• Pleura mediastinica: membrana sottile e trasparente che forma le pareti laterali del

mediastino tra lo sterno in avanti e la colonna vertebrale in dietro. A livello del peduncolo

polmonare le sue parti anteriore e posteriore si incontrano formando il legamento

polmonare, di forma triangolare, con apice in alto e base in basso che si fissa al diaframma.

La pleura mediastinica ha rapporto a sinistra con il pericardio (pleura pericardica) per

mezzo di connettivo areolo-adiposo lasso, con l’arco dell’aorta in alto, con le arterie carotide

comune e succlavia, con la vena brachiocefalica, con il nervo vago e con il nervo frenico;

posteriormente, interponendosi tra esofago e aorta toracica, forma il seno

interaorticoesofageo. A destra la pleura mediastinica si insinua tra la vena azygos e

l’esofago formando il seno interazygosesofageo; aderisce inoltre al pericardio (pleura

pericardica) e si mette in rapporto con l’aorta discendente, la vena cava superiore e l’azygos,

i nervi vago e frenico, la trachea e l’esofago.

La pleura parietale forma dei recessi all’interno della cavità pleurica che contengono alcuni

centimetri cubici di liquido pleurico e rappresentano lo spazio utile per consentire l’espansione dei

polmoni. Questi spazi, durante i processi infiammatori, rappresentano la prima sede di raccolta di

liquido in eccesso. Questi seni si dividono in:

• Seni costo-diaframmatici: tra pleura diaframmatica e pleura costale a livello dell’angolo

compreso tra diaframma e parete toracica. Questo seno è di norma una cavità virtuale che il

polmone occupa parzialmente quando, nell’inspirazione, aumenta di volume. Anche nella

massima inspirazione però il margine inferiore del polmone non raggiunge mai il limite

inferiore del seno. La proiezione toracica del seno corrisponde ad una linea che, dal margine

inferiore della VI cartilagine costale, si dirige in basso e in fuori, raggiunge l’VIII spazio

intercostale sulla linea emiclaveare e incrocia la X costa a livello della linea ascellare media

per poi terminare presso la colonna vertebrale, a livello del margine inferiore di T12;

• Seni costo-mediastinici: tra pleura costale e pleura mediastinica, accoglie il margine

anteriore del polmone di cui segue il decorso e da cui è quasi completamente riempito. In

corrispondenza dell’incisura cardiaca il seno decorre rettilineo e si fa più profondo. I seni

dei due lati decorrono vicinissimi l’uno all’altro (dietro il corpo dello sterno) e risultano

separati da un sottile strato di tessuto connettivo lasso. Si denomina triangolo extrapleurale

l’area triangolare priva di pleura con apice sull’estremità sternale della IV cartilagine costale

di sinistra e base corrispondente alla linea basisternale. I seni costomediastinici si dividono

in: - Anteriori: hanno decorso differente nei due lati. A destra, il seno inizia dietro

l’articolazione sternoclavicolare dx e si dirige obliquamente in basso e medialmente

fino a raggiungere e superare la linea mediana, avvicinandosi al margine sinistro

dello sterno, all’altezza della II articolazione condrosternale; discende poi

verticalmente fino all’altezza della IV articolazione condrosternale sinistra e quindi

ripiega verso destra e, incrociando la VI e VII articolazione condrosternale destra, si

continua senza limite netto con il seno costodiaframmatico. A sinistra, il seno

dall’articolazione sternoclavicolare sinistra discende, seguendo la linea

marginosternale dello stesso lato, fino all’altezza della IV cartilagine costale; si

dirige poi lateralmente, incrociando il V e il VI spazio intercostale a 1 e 1,5 cm dalla

linea marginosternale sinistra e si continua col seno costodiaframmatico in

corrispondenza del margine superiore della VII cartilagine costale sinistra. Tra i due

seni costomediastinici anteriori, a livello del manubrio sternale, si trova l’area

timica (nel bambino occupata dal timo, nell’adulto dal corpo adiposo retrosternale),

di forma triangolare con apice in basso e base in alto.

- Posteriori: decorrono regolarmente ai lati della colonna vertebrale toracica. La loro

proiezione sulla parete toracica è data da due linee verticali, leggermente concave in

senso laterale in alto, parallele alla linea mediana del dorso, che decorrono alla

distanza di 2 cm da questa, da T1 a T12.

Pleura viscerale

Il foglietto viscerale è una membrana sottile e trasparente che aderisce intimamente al polmone e

si porta profondamente nelle scissure interlobari, fino in vicinanza dell’ilo. Qui la pleura riveste per

un breve tratto il peduncolo polmonare e si continua con la pleura parietale mediastinica nella quale

si riflette seguendo la linea che delimita l’ilo stesso.

Architettura e struttura:

La cavità pleurica è formata da un foglietto viscerale ed uno parietale.

La pleura viscerale è costituita da mesotelio (strato di cellule piatte espanse di derivazione

mesodermica) e da uno strato sottomesoteliale (parte superficiale ricca di fibre collagene parallele

alla superficie, parte profonda ricca di fibre elastiche). Tra pleura e parenchima polmonare è

presente uno strato sottosieroso di connettivo lasso ricco di vasi che può contenere cellule

muscolari lisce. Al di sotto di questo si trova uno strato fibroelastico compatto che si continua nel

connettivo interstiziale del polmone.

La pleura parietale è analogamente formata e, al di sotto dello strato sottomesoteliale è presente uno

strato sottosieroso che si continua con la fascia endotoracica e contiene tessuto adiposo e linfoide.

Vascolarizzazione e innervazione:

Le arterie per la pleura viscerale nascono da rami delle arterie bronchiali, quelle della pleura

parietale da rami delle arterie intercostali (pleura costale), freniche superiori (pleura

diaframmatica), mediastiniche (pleura mediastinica). Le vene corrispondono alle arterie e si gettano

nel sistema delle azygos.

I linfatici della pleura viscerale formano nello strato sottosieroso una rete in connessione con i

linfatici intrapolmonari e fanno capo ai linfonodi bronchiali. I linfatici della pleura parietale

formano due reti tra loro comunicanti e fanno capo ai linfonodi toracici interni, intercostali e

diaframmatici.

I nervi della pleura viscerale provengono dal plesso polmonare, dal simpatico toracolombare;

quelli della pleura parietale derivano dai nervi intercostali, dal vago, dal frenico e dal simpatico.

Sviluppo dell’apparato respiratorio

Lo sviluppo dell’apparato respiratorio segue eventi morfogenetici diversi per le prime vie aeree

(naso e faringe) e per le vie aeree più distali. Lo sviluppo di naso e faringe è strettamente collegato a

quello della faccia e della prima parte del canale alimentare, mentre il condotto

laringotracheobronchiale, individuatosi precocemente dall’intestino cefalico, presenta una maggiore

autonomia di sviluppo.

Naso

Il naso esterno si abbozza all’inizio del II mese embrionale quando dai processi frontali medio e

laterali si sviluppano, rispettivamente, i processi nasali mediali e laterali che si dispongono intorno

al placode olfattivo che si va approfondando. I due processi nasali si sviluppano verso il basso,

riunendosi a delimitare le narici.

Le cavità nasali derivano dai placodi olfattivi, già presenti alla III settimana sotto forma di lamine

epiteliali incavate (fossette olfattive) poste sul contorno inferiore del processo frontale. Dall’epitelio

delle fossette si distacca un prolungamento che si spinge in basso ed in dietro verso la cavità

buccale ed in seguito si cavita formando le cavità nasali propriamente dette. La membrana che

separa l’estremità inferiore del condotto dalla cavità buccale presto scompare e allora la cavità

nasale si unisce alla buccale formando un’unica cavità bucconasale. Dai processi mascellari si

staccano quindi due prolungamenti orizzontali, destro e sinistro (lamine palatine) che, portandosi

medialmente, si incontrano formando il palato e dividendo la cavità bucconasale in cavità nasale e

buccale. Contemporaneamente dal processo frontale origina una lamina sagittale (abbozzo del setto

nasale) che, raggiungendo sulla linea mediana la volta palatina, sepimenta il naso in due cavità

simmetriche.

Seni paranasali

I seni paranasali si sviluppano da diverticoli della parete nasale laterale e si estendono nelle ossa

mascellare, etmoide, frontale e sfenoide. Essi raggiungono il massimo sviluppo durante la pubertà e

contribuiscono a determinare l’aspetto definitivo della faccia.

Laringe

Verso la fine della III settimana, dalla parete ventrale dell’intestino anteriore, a livello

dell’abbozzo esofageo, si distacca progressivamente un abbozzo (diverticolo respiratorio o doccia

laringotracheale) endodermico rivestito (andrà a formare l’epitelio della tonaca mucosa e le

ghiandole annesse) da mesoderma (andrà a formare la tonaca propria della mucosa, la componente


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gmh

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (6 anni)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gmh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia e fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Biologia Prof.

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