APPARATO RESPIRATORIO.
Organogenesi; anatomia macro e microscopica di naso, seni paranasali, laringe, trachea,
bronchi, polmoni, pleure. Mediastino.
EMBRIOLOGIA dell’APPARATO RESPIRATORIO
Il primo abbozzo respiratorio si evidenzia come un'escrescenza mediana del solco
laringotracheale tra il 26° e il 27°gg.
L'endoderma che riveste tale solco dà origine all'epitelio e alle ghiandole della
laringe, della trachea, dei bronchi e dell'epitelio polmonare.
Alla fine della 4^ s.g. il solco si invagina e forma una tasca che è il solco laringotracheale
(diverticolo respiratorio), esso si allunga, viene ricoperto dal mesenchima splancnico
e la sua terminazione distale si allarga per formare un abbozzo pomonare
globulare. Il diverticolo si separa presto dalla faringe primitiva anche se ne rimane
a contatto attraverso l'adito laringeo primitivo. In esso si sviluppano due pliche
longitudinali tracheo-esofagee, si avvicinano e si fondono formando il setto
tracheoesofageo, tale setto contribuisce alla formazione del tubo laringotracheale.
SVILUPPO DELLA LARINGE:
L'epitelio laringeo si sviluppa dall'endoderma dell'estremità cefalica del tubo
laringotracheale.
Le cartilagini laringee si sviluppano dal mesenchima derivato dalle cellule delle
creste neurali. Il mesenchima dell'estremità craniale del tubo laringotracheale
prolifera rapidamente producendo una coppia di rigonfiamenti detti aritenoidei che si
sviluppano verso la lingua formando l'orifizio laringeo. Inizialmente tale orifizio
risulta obliterato dall'epitelio laringeo, la ricanalizzazione avviene alla 10^ s.g. quando si
formano i ventricoli laringei.
➡ Atresia della laringe: malattia rara che provoca ostruzione delle vie aeree
superiori del feto (Sindrome da ostruzione congenita delle vie aeree superiori del feto).
Distalmente all'ostruzione o alla stenosi le vie aeree si dilatano, i polmoni si allargano e
diventano ecogeni mentre il diaframma diviene piatto ed invertito. Si produce un’ ascite
fetale o un'idrope.
SVILUPPO DELLA TRACHEA: l'endoderma del tubo laringotracheale distale alla laringe si
differenzia nell'epitelio
e nelle ghiandole della trachea e dell'epitelio polmonare. La cartilagine, il tessuto
connettivo e i muscoli della trachea
derivano dal mesenchima splancnico che circonda il tubo laringotracheale.
➡Atresia esofagea: Una fistola (comunicazione anomala) tra la trachea e
l’esofago avviene in circa 1 su 3000- 4500 nati, la maggior parte sono di
sesso maschile e nell’85% dei casi risulta associata all’atresia esofagea.
Essa è il risultato di un’incompleta suddivisione della parte cefalica
dell’intestino anteriore in porzione respiratoria e porzione esofagea alla
4^ s.g. L’incompleta fusione delle pliche tracheoesofagee dà origine al
difetto del setto tracheoesofageo ed ad un’anomala comunicazione tra
trachea ed esofago. Si tratta dell’anomalia più comune delle vie
respiratorie inferiori e si distinguono 4 tipi di fistola (la più comune si
associa a un’atresia dell’esofago con unione della sua porzione inferiore
alla trachea nel punto di biforcazione). Essa può causare soffocamento e
polmoniti. Ecograficamente può associarsi a polidramnios.
SVILUPPO DI BRONCHI E POLMONI: l'abbozzo polmonare che si sviluppa
all'estremità caudale del tubo laringotracheale alla 4ˆ s.g. si divide in due estroflessioni: gli
abbozzi bronchiali. Questi abbozzi endodermici crescono lateralmente nei canali
pericardioperitoneali, i primi abbozzi delle cavità pleuriche.
Assieme al mesenchima splancnico si differenziano nei bronchi e nelle loro ramificazioni
polmonari. All'inizio della 5^ s.g. la connessione di ciascun abbozzo bronchiale con la
trachea si ingrandisce e forma il primo abbozzo di un bronco primario o principale. I
bronchi primari si dividono in secondari; i terziari (10 nel dx 8-9 nel sx)si formeranno
all'inizio della 7^ s.g. e ciascuno con il mesenchima che lo circonda formerà il segmento
broncopolmonare. Alla 24^ s.g. si sono formati circa 17 ordini di ramificazioni e si stanno
sviluppando i bronchioli respiratori (altri 7 ordini si sviluppano dopo
la nascita). Le piastre cartilaginee si formano dal mesenchima che circonda i bronchi, così
come la muscolatura liscia e
il tessuto connettivale bronchiale, il connettivo e i capillari polmonari, la pleura viscerale
che circonda i polmoni stessi.
La pleura parietale deriva dal mesenchima somatico.
FASI MATURATIVE DELLO SVILUPPO POLMONARE: la maturazione dei polmoni si
divide in 4 periodi:
1. Periodo pseudoghiandolare (da 5^ a 17^ s.g.): a tale stadio il polmone assomiglia a
una ghiandola esocrina. A 17^ s.g. si sono formati tutti gli elementi principali del polmone
ad eccezione di quelli implicati negli scambi gassosi per cui la funzione respiratoria non
risulta possibile.
2. Periodo canalicolare (da 16^ a 25^ s.g.): si sovrappone al periodo pseudoghiandolare
poichè i segmenti craniali del polmone maturano prima dei caudali. Il lume dei
bronchioli terminali e dei bronchi si ingrandisce e il tessuto polmonare diviene
intensamente vascolarizzato. Alla 24^ s.g. ciascun bronchiolo terminale ha dato origine a
due o più bronchioli respiratori, ciascuno dei quali poi si divide in 3 o 6 rami terminali, i
dotti alveolari. La respirazione è possibile verso la fine di tale periodo poiché iniziano nella
porzione distale a formarsi i primi alveoli primordiali e il tessuto polmonare è ben
vascolarizzato.
3. Periodo di sacco terminale: Durante questo periodo si sviluppano diversi sacchi
terminali e il loro epitelio diviene molto sottile. I capillari sporgono da questi alveoli in
sviluppo. La barriera sangue-aria infatti viene ad essere costituita dal contatto tra
epitelio respiratorio ed endoteliale. Alla 24^ s.g., i sacchi terminali sono rivestiti da
pneumociti di tipo I (cellule epiteliali pavimentose); sparse tra le precedenti si trovano
cellule epiteliali secernenti dette pneumociti di tipo II, che secernono il surfactante
polmonare, una complessa mescolanza di fosfolipidi. La sua funzione consiste
nell’abbassare la tensione superficiale nell’interfaccia aria-alveolo e consente
l’espansione dei sacchi terminali. La sua produzione inizia alla 20^ s.g.
Lasopravvivenza del neonato è garantita dalla vascolarizzazione creatisi e della
quantità di surfactante prodotto.
4.Periodo alveolare: A 32 s.g. sono presenti strutture analoghe agli alveoli. L’epitelio
di rivestimento dei sacchi terminali si assottiglia sino a diventare uno strato
squamoso sottile, tanto che il feto alla fine risulta in grado di espirare perché la
membrana alveolo-capillare è sufficientemente sottile da permettere gli scambi
gassosi.
All’inizio del periodo alveolare i bronchioli respiratori terminano in un gruppo di
sacchi sacchi terminali dalle pareti sottili, separati da tessuto connettivo lasso.
Tali sacchi saranno i futuri dotti alveolari. Circa il 95% degli alveoli si sviluppa dopo
la nascita. La capacità respiratoria dipende dalla produzione di adeguate quantità di
surfactante, dalla trasformazione dei polmoni da organi secretori a organi capaci di
scambi gassosi e dalla formazione di circolazioni parallele polmonare e sistemica.
LARINGE
Si alza durante la deglutizione.
Non rappresenta solo un tratto delle vie aeree dotato di sfintere, ma anche l’organo della
fonazione.
Sporge ventralmente tra i grandi vasi del collo ed è ricoperto da:
-Cute
-Fasce muscolari e muscoli sottojoidei che abbassano l’osso ioide e la laringe.
Superiormente si apre nella laringofaringe (di cui forma la parete anteriore) e
Inferiormente si continua nella trachea.
Nell’uomo adulto a riposo, si trova tra la 3^ e la 6^vertebra cervicale; mentre nel bimbo e
nella femmina adulta è in posizione leggermente più elevata.
N.B: Dopo la pubertà la laringe maschile si accresce molto di più sia in peso che in
dimensioni.
SCHELETRO
Abbiamo una serie di cartilagini unite da legamenti e membrane fibrose, azionate da un
certo numero di muscoli.
1. EPIGLOTTIDE,
Sottile lamina cartilaginea elastica, a forma di foglia che si proietta obliquamente verso
l’alto. margine superiore una porzione inferiore
-Ha un libero arrotondato e fissa (peduncolo/
picciolo) lunga e stretta.
margini laterali
-I sono connessi alle cartilagini aritenoidee dalle pieghe ariepliglottiche.
N.B: Il legamento tiroepiglottico collega il margine inferiore alla cartilagine tiroidea.
superficie anteriore
-La è ricoperta da mucosa e nella porzione inferiore comunica con il
legamento elastico joepiglottico.
margine superiore dell’osso ioide dal
N.B: è separata dalla membrana tirojoidea grazie al tessuto adiposo
superficie posteriore
-La è liscia ed è rivestita da mucosa respiratoria.
La cartilagine è punteggiata posteriormente da tanti piccoli fori dati dalle impronte di
piccole ghiandole mucose ed è perforata da rami del nervo laringeo interno e tessuto
fibroso. E’ visibile il tubercolo all’epiglottide.
Funzione= si sposta posteriormente e allontana cibi e liquidi dall’adito laringeo dirigendoli
nel canale alimentare; non è essenziale nella fonazione e nella respirazione.
2. CARTILAGINE TIROIDEA
E’ la più grande delle cartilagini della laringe. anteriori
E’ formata da 2 lamine quadrangolari i cui margini si fondono nei 2/3 inferiori,
formando angolo mediano che determina il “pomo d’adamo” nella porzione superiore le
tioidea superiore”.
lamine sono separata da una insicura a V detta “Incisura
Posteriormente superiori (su
le lamine divergono in sottili processi detti “corni cui si
e inferiori
inserisce il legamento tirojoideo laterale) ”.
superficie esterna linea obliqua
-Sulla di ogni lamina è presenta una che curva in basso
e in avanti (dal tubercolo tiroideo superiore a quello inferiore).
N.B:I muscoli sternotiroideo, tirojioideo e tirofaringeo si inseriscono sulla linea.
superficie interna
-La della lamina è liscia con mucosa, leggermente concava.
superiore
-Il margine di ogni lamina è concavo posteriormente e convesso anteriormente
e curva nell’ incisura. Qui si inserisce la membrana tirojoidea.
inferiore
-Il margine è concavo post e quasi piano anteriormente.
Anteriormente è in comunicazione con la cartilagine cricoide tramite il legamento
cricotiroideo mediano.
4. CARTILAGINE CROCOIDEA
Si connette inferiormente alla trachea e superiormente alla membrana cricotiroidea.
Rivestita internamente da mucosa.
Si articola con le cartilagini tiroide e le 2 aritenoidee.
È l’unica cartilagine laringea a formare un anello completo intorno alle vie aeree.
Possiede:
-Arco cricoideo, più stretto anteriormente
-Lamina cricoidea, forma quadrangolare, lungo 2-3cm. Sulla superficie posteriore
presenta una cresta verticale mediana che crea su ogni lato 2 depressioni posteriori.
5. CARTILAGINI ARITENOIDEE lamina
PARI. Si articolano con le porzioni posterolaterali del margine superiore della
cricoidea.
Ogni lamina ha forma piramidale con:
-3 facce, 2 processi (muscolare= prominente e arrotondato, sporge in basso e dà
inserzione al muscolo cricoaritenoideo post e lat) (vocale= appuntito, sporge in avanti e dà
attacco al legamento vocale )
-1 base e 1 apice
CARTILAGINI CORNICULATE
6.
PARI. Sono 2 noduli conici di fibrocartilagine elastica che si articolano con gli apici delle
fuse insieme),
cartilagini aritenoidee (talvolta prolungandole indietro e e medialmente.
CARTILAGINI CUNEIFORMI
7.
Sono 2 piccoli noduli allungati a bastoncino di fibrocartilagine elastica, uno per ogni piega
ariepiglottica.
Visibili come rilievi biancastri sporgenti dalla mucosa.
CARTILAGINI TRITICEE
8.
Sono 2 piccoli noduli di cartilagine lascia, situate da ciascun lato nella parte superiore
della laringe. Circa a metà tra il corno superiore della cartilagine tiroidea e l’estremità del
corno maggiore dell’osso ioide.
Funzione sconosciuta, forse rinforzano.
Le cartilagini soggette a calcificazione sono: tiroidea, cricoidea e maggior parte
delle aritnoidee perché sono formate da cartilagine ialina; mentre le porzioni di
cartilagine elastica non sono calcificabili.
ARTICOLAZION nervi laringei ricorrenti.
I :Sono innervate da rami dei
ARTICOLAZIONE CRICOTIROIDEA
Sinoviale tra i corni inferiori dell cartilagine tiroidea e le superfici laterali della cartilagine
cricoidea.
Sia la capsula che i legamenti sono ricchi di fibre elastiche.
MOVIMENTI= Rotazione, avvicina cartilagini, a riposo perette lo scivolamento.
ARTICOLAZIONE CRICOARITENOIDEA
Sinoviale. Tra le faccette (ellittiche) delle porzioni posterolaterali del margine superiore
della lamina della cartilagine cricoidea e le basi delle cartilagini aritenoidee.I movimenti
sono limitati da legamenti cricoaritenoidei.
MOVIMENTI= Rotazione, scivolamento. Sono associati per garantire adduzione e
abduzione delle pieghe vocali.
ARTICOLAZIONI ARICORNICULATE
Sinoviali tra cartilagini corniculate e aritenoidee.
MUSCOLI ESTRINSECI: hanno il compito di collegare la laringe con le strutture vicine
(muscoli sottojioidei)
MUSCOLI INTRINSECI: si inseriscono nel contesto della laringe. Analizziamoli:
1. MUSCOLO ARITENOIDEO OBLIQUO
Origine: processo muscolare di una cartilagine aritenoidea
Inserzione: apice della cartilagine opposta
Movimento: restringe adito e vestibolo
Si incrociano obliquamente tra loro
Alcune fibre intorno all’apice formano il muscolo ariepiglottico
2. MUSCOLO ARITENOIDEO TRASVERSO
Origine e inserzione: tra i 2 margini laterali delle cartilagini aritenoidi
Impari, sotto gli aritenoidei obliqui
Movimento: restringe adito e vestibolo (avvicina le cartilagini aritenoidi); quando è
rilassato e si contrae il cricoarienoideo laterale, allora ho il sussurro
3. MUSCOLO CRICOARITENOIDEO POSTERIORE
Origine: Lamina cricoidea
Inserzione: processo muscolare di aritenoide omolaterale
Ha fasci medi (obliqui), superiori (orizzontali )e inferiori (verticali)
Movimento: dilata la rima glottide allontanando i processi vocali
4. MUSCOLO CRICOARITENOIDEO LATERALE
Origine: Lamina cricoidea
Inserzione:processo muscolare delle aritenoidi omolaterale
Movimento: costringe l