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Apparato respiratorio

Tumori polmonari

Nel polmone i tumori sono per la stragrande maggioranza maligni. I tumori benigni esistono ma sono molto rari (come ad esempio un amartoma condroide).

Ipotesi in presenza di noduli polmonari

Se un soggetto ha uno o più noduli al polmone, quali sono le ipotesi?

  • Noduli bilaterali: la prima ipotesi è che si tratti di metastasi.
  • Nodulo singolo: l’ipotesi più probabile è che il tumore sia primitivo del polmone.

Non è una regola assoluta perché, ad esempio, è possibile avere anche una metastasi polmonare unica. È anche vero che se un soggetto ha metastasi bilaterali e multiple, potrebbe anche avere un carcinoma del polmone primitivo che dà metastasi intrapolmonari.

Tumori neuroendocrini

I tumori neuroendocrini del polmone esistono ma sono meno frequenti dei tumori di cui parleremo. Per questi valgono le stesse regole viste in generale per i tumori neuroendocrini.

Clinica

Nel 15-20% dei casi il tumore è asintomatico e ci si accorge della neoplasia alla RX del torace o il primo segno è una metastasi linfonodale. Sono presenti solamente sintomi aspecifici, sistemici, quali perdita di peso, dell’appetito, malessere, febbre, e locali o diretti, quali tosse continua e stizzosa senza raffreddore, emottisi, dolore toracico, dolore della colonna. Una polmonite può essere un segno di carcinoma, infatti alcuni carcinomi si infettano e si ascessualizzano; a volte, può anche essere presente atelettasia polmonare dovuta ad ostruzione bronchiale.

Diagnosi

Il tumore può accrescersi in senso endoluminale, aggettandosi nel lume bronchiale, oppure può infiltrare il parenchima polmonare. La broncoscopia ha il vantaggio di valutare la sede della neoplasia, se questa ha una crescita endoluminale ed è vicina all’ilo polmonare; il BAL permette l’esame citologico. RX del torace e TC distinguono tra lesioni centrali (ilari) e periferiche (vicine alla pleura, che infiltrata, produce liquido essudativo-emorragico); se la lesione è periferica è possibile effettuare una biopsia transtoracica TC-guidata, ottenendo cilindri di tessuto bronchiale non raggiungibili con la broncoscopia.

Carcinomi più frequenti del polmone

Quali sono i carcinomi più frequenti del polmone? Sono quattro istotipi, diversi morfologicamente, da un punto di vista biomolecolare, e diversi come approccio. Quali sono questi istotipi?

  • Carcinoma squamoso: Origina da cellule squamose pluristratificate. È un carcinoma tipico dell'epidermide o della cervice uterina, dove troviamo un epitelio pluristratificato.
  • Adenocarcinoma: Forma ghiandole; carcinoma a grandi cellule: più raro, formato da grandi cellule, atipiche, bizzarre alla cui diagnosi spesso si arriva per esclusione. Probabilmente si tratta di una neoplasia a cellule squamose o ghiandolari che è troppo indifferenziata per permettere una sua categorizzazione. Le cellule sono grandi, solitamente anaplastiche e con nucleo vescicoloso e nucleoli preminenti.
  • Istologia: Alcune di queste neoplasie hanno una componente principale di cellule giganti (ca. a cellule giganti), altre sono composte da cellule fusate che mimano un sarcoma (carcinoma a cellule fusate) e ancora altre sono costituite da un mix di entrambi (carcinoma a cellule fusate e giganti).
  • Prognosi: Sfavorevole poiché hanno tendenza a diffondere precocemente a distanza.
  • Carcinoma neuroendocrino a piccole cellule: È un carcinoma neuroendocrino scarsamente differenziato, a piccole cellule. È un tumore maligno che appartiene alla categoria dei tumori neuroendocrini ed esprime cromogranina A e sinaptofisina.

Sono tutti tumori che a grandi linee vanno tutti male. La maggior parte dei pazienti dopo 5 anni muore. Sono letali perché hanno elevata capacità metastatica non solo linfonodale ma anche a distanza (cervello, ossa, fegato, tutti gli organi). Il peggiore tra questi è il carcinoma neuroendocrino a piccole cellule detto anche microcitoma. Questo tumore ha una particolarità: se viene trattato, all’inizio la maggior parte dei pazienti risponde anche abbastanza bene. È però una illusione transitoria. Nella stragrande maggioranza dei casi alla diagnosi, il carcinoma neuroendocrino a piccole cellule è in fase metastatica, non solo linfonodali ma anche a distanza, spesso al surrene in maniera bilaterale (ma anche cerebrali, epatiche ecc). Facendo una TC o una RX si riscontra una massa frequentemente in regione ilare, con metastasi ovunque. Quando viene diagnosticato in fase avanzata non si può trattare chirurgicamente; l’unica cosa da fare è una chemioterapia neoadiuvante. Il paziente risponde e le masse si riducono o addirittura scompaiono ma l’effetto dura veramente poco. Nella stragrande maggioranza dei casi, i pazienti con questa diagnosi muoiono entro 6-12 mesi e la chemioterapia si fa solo per allungare la sopravvivenza libera da malattia. Il 90% dei microcitomi è associato al forte fumo di sigaretta (più di 20 sigarette al giorno per 20 anni). Lo stesso dicasi per il carcinoma squamoso del polmone, anch’esso strettamente correlato al fumo di sigaretta.

Classificazione in base alla sede di insorgenza

A seconda della sede di insorgenza, questi tumori possono essere classificati in:

  • Centrali: Originano a livello dell’area ilare/parailare, a livello dei bronchi di grosse dimensioni.
  • Periferici: Originano in aree subpleuriche.

A grandi linee possiamo dire che, in base alla sede d’insorgenza, secondo quanto affermano gli studi clinico-patologici, ci si può fare un’idea della tipologia di tumore con cui si ha a che fare.

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Scienze mediche MED/08 Anatomia patologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rityanel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia patologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Magro Gaetano.
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