Estratto del documento

Nascita e fine di un progetto di co-sviluppo

Il testo narra la nascita del consolidamento e della fine di un progetto di co-sviluppo che ha coinvolto la collettività ghanese di Modena e, in particolare, alcune figure chiave di questo gruppo immigrato e due organizzazioni: l'associazione nazionale Ghana Onlus e la cooperativa Ghanacoop.

Il legame tra singoli, gruppi e paesi d'origine

Il titolo tenta di raccontare il legame divenuto vincolante tra singoli, gruppi e paesi d'origine, tra biografie e storie nazionali, tra persone che emigrano e con se portano non più soltanto i segni dell'appartenere, ma anche la responsabilità dello sviluppo di un intero paese. La pelle, la storia personale, divengono luogo e segno di appartenenza, ma anche vincolo e responsabilità verso le sorti di quanti non sono immigrati, della comunità concreta. Il paese sotto la pelle è simbolo identificabile con il villaggio/città di provenienza, talvolta invece diviene una terra originaria e un progetto politico, l'Africa.

Prefazione

Co-sviluppo: una lente per esplorare le migrazioni contemporanee

Negli ultimi 20 anni si registra un particolare interesse scientifico verso i gruppi migranti che mettono in atto circuiti di interscambio e relazioni transnazionali attraverso pratiche sociali, politiche ed economiche finalizzate alla sussistenza e alla mobilità sociale nei paesi di origine.

Co-sviluppo

Per co-sviluppo si intende quell'insieme di progetti di cooperazione internazionale decentrata caratterizzati dal protagonismo delle associazioni migranti come "attori di sviluppo" in collaborazione con enti locali, associazioni e ONG, spesso finanziati da grandi organizzazioni internazionali (UE, OIM), per essere poi implementati nel paese di origine. Queste iniziative possono riguardare attività produttive (agricole, commerciali..), culturali (festival, mostre), e sociali (alfabetizzazione, progetti socio-sanitari).

Questi programmi permettono di studiare l'interazione tra istituzioni e associazioni nel contesto di approdo, pratiche transnazionali e trasformazioni economiche e socio-culturali dei contesti di origine, facilitando così un'analisi delle migrazioni come "fatto sociale totale".

Criticità dei programmi di cooperazione

Inoltre, la Marabello prende in considerazione le criticità e le problematiche di questi programmi di cooperazione, come le strumentalizzazioni e lo schema politico-economico neo-liberista su cui si basano, le asimmetrie di potere etniche e di genere che emergono.

Introduzione

La ricerca ha avuto inizio nella primavera del 2007 e si basa sulla conoscenza di donne e uomini ghanesi immigrati in Emilia Romagna. Il testo narra della nascita, del consolidamento e della fine di un progetto di co-sviluppo che ha coinvolto la comunità ghanese di Modena e, in particolare, l'associazione nazionale Ghana Onlus e la cooperativa Ghanacoop nata proprio grazie a questo progetto di cooperazione internazionale.

L'etnografia del progetto Ghanacoop mira proprio a descrivere come si riconfiguri il ruolo dei migranti nella cooperazione allo sviluppo. Il titolo del libro sta ad indicare il legame divenuto vincolante tra singoli, gruppi e paesi di origine, tra biografie e storie nazionali, tra persone che emigrano. Il paese sotto la pelle è un luogo simbolico identificabile con il villaggio/città di provenienza, in altri casi, invece, diviene una terra originaria e un progetto politico, l'Africa.

Appartenenza identitaria

L'appartenenza identitaria è rinnovata e rinforzata nella migrazione, da processi sociali di inclusione sociale nei contesti di insediamento e partenza, da politiche nazionali di controllo dei migranti, dai processi economici globali e dagli indirizzi di politiche internazionali. Le migrazioni ghanesi, pur essendo demograficamente sempre più presenti nelle città italiane, sono poco conosciute e per lo più per motivi di cronaca nera.

Capitolo 1

L'antropologia delle migrazioni e gli studi sulla cooperazione allo sviluppo: un itinerario di ricerca

È sempre molto complicato descrivere i modi, le posture e le ragioni che hanno contribuito a creare un oggetto etnografico. Le questioni centrali che si volevano approfondire riguardavano le asimmetrie di potere nelle relazioni di genere e la forma che queste assumevano nello spazio pubblico del co-sviluppo e nello spazio domestico, la cui configurazione si presupponeva essere transnazionale.

Reti transnazionali e antropologia dello sviluppo: controcampi disciplinari

Il transnazionalismo (Schiller) è il processo mediante il quale i migranti costruiscono campi sociali che legano insieme il paese d'origine e quello di approdo. Le 3 cause principali di questo fenomeno sono:

  • Per tecnologia e facilità di spostamento
  • Effetto di pratiche ricorrenti nel tempo (reti)
  • Solidarietà, rimesse e identità collettiva

Il fenomeno transnazionale è diverso e non va confuso con la prospettiva transnazionale. Il fenomeno transnazionale identifica le caratteristiche e le pratiche di un gruppo che possono concretizzarsi in attività economiche, politiche e culturali. La prospettiva transnazionale, invece, si intende un approccio metodologico che individua i nessi tra luogo d'origine e luogo d'insediamento (micro e macro).

L'attenzione sul funzionamento delle reti migratorie in un'ottica transnazionale consente di focalizzare la bidirezionalità dei flussi o la bifocalità delle pratiche di vita quotidiana e consente di collegare più agilmente il livello micro con quello macro di analisi collocando le reti nel complesso di legami che connettono paesi diversi. Per questo, la prospettiva transnazionale appare come la più appropriata ad analizzare le esperienze di co-sviluppo che i collettivi di migranti promuovono. Proprio il progetto di co-sviluppo ha avviato forme di transnazionalità politica e ha sollecitato delle pratiche transnazionali che non si registrano così diffuse nella collettività ghanese di Modena.

Il co-sviluppo ha rafforzato, istituzionalizzato e riformulato le attività transnazionali che legano le collettività ghanesi, dislocate in Italia, al paese d'origine. In questo processo di co-sviluppo e di impegno a favore del paese di origine si è registrata anche una nuova rappresentazione identitaria del gruppo, la diaspora. Secondo le diaspore si costituiscono nella confluenzadi narrative vissute, prodotte e trasformate attraverso la memoria individuale e collettiva. Il termine diaspora verrà spesso utilizzato in questo testo per definire il gruppo ghanese di Modena.

I migranti sono chiamati a mediare saperi e spazi sociali, in nome della loro conoscenza bifocale. Essi divengono, soprattutto, broker di risorse.

Broker di sviluppo

I broker di sviluppo sono attori sociali che agiscono da intermediari canalizzando le risorse, provenienti dall'aiuto allo sviluppo, verso lo spazio sociale coincidente con l'arena in cui muovono e promuovono interventi. Direzionano e ridistribuiscono risorse nei luoghi e tra le persone beneficiarie dell'intervento. La negoziazione porta all'attivazione di reti; è necessaria l'abilità ad esprimersi nel linguaggio delle istituzioni.

Il nuovo ruolo dei migranti come agenti di sviluppo può essere inscritto in un processo più ampio, ben noto nelle ricerche sull'emergenza umanitaria, di indebolimento delle sovranità statali e delegittimazione dei poteri pubblici. Il campo dello sviluppo è capace di strutturare relazioni oggettive, in cui le strategie degli agenti dipendono dalla loro posizione e dal capitale specifico in loro possesso (luogo di performance).

Migrazioni e sviluppo

A partire dagli anni '90 si è verificato un crescente interesse sul rapporto migrazione-sviluppo come:

  • Ipotetica soluzione agli squilibri nella distribuzione delle risorse tra sud e nord del mondo
  • Rimedio all'inefficacia delle politiche di cooperazione internazionale
  • Gioco in cui tutti i partecipanti saranno vincitori (triple win: prevede politiche che migliorino le condizioni di vita dei migranti contribuendo allo sviluppo sia del paese di origine che di destinazione)

A livello globale e in Europa vi è stato un crescente interesse verso le comunità diasporiche e verso le politiche incentrate sul "ritorno". L'esistenza di migrazioni circolari, temporanee o transnazionali è stata assunta come possibile strategia di sviluppo dei paesi d'emigrazione.

Esistono nuovi strumenti di promozione dello sviluppo economico dell'area:

  • Politiche di incentivazione del ritorno
  • Rimesse (individuali e collettive)
  • Impegno delle diaspore

Tali strumenti possono addirittura ridurre la pressione migratoria. Le politiche di incentivazione del ritorno riguardano il rientro di figure professionalizzate, in particolare nel settore dell'istruzione e della sanità, ma anche l'avvio di progetti imprenditoriali. Queste politiche raramente inducono un ritorno stabile nel paese di origine e comportano una lunga preparazione.

Le rimesse tendono ad interessare diversi attori della cooperazione: banche nazionali, governi dei paesi di origine, ecc., che mirano a canalizzare le risorse dei cittadini espatriati verso politiche di sviluppo locale o almeno verso gli Stati di origine.

Le politiche di incentivazione del ritorno, la canalizzazione delle rimesse e l'impegno delle diaspore, non solo tentato di ripristinare un vincolo tra cittadini espatriati e luoghi di provenienza, ma sollecitano pratiche che promuovono la non mobilità, o la mobilità in previsione di un ritorno al paese di origine.

Tra i diversi fattori che favoriscono lo sviluppo (in relazione alla migrazione), abbiamo:

  • Maggiore circolazione di denaro e informazioni che facilitano la partenza
  • Processo di affermazione locale della cosiddetta cultura dell'emigrazione
  • Desiderio di mobilità e benessere

Il co-sviluppo

Il co-sviluppo comprende interventi e progetti in cui i migranti, capaci di muoversi dentro reti sociali ed economiche transnazionali, s'impegnano nello sviluppo del proprio paese d'origine, ma anche misure volte a sostenere il ritorno volontario e forzato nei luoghi di partenza.

In Italia le prime iniziative di co-sviluppo risalgono agli anni '90, in cui il migrante diventa mediatore tra i contesti locali del paese di origine e quello di immigrazione. Ancora oggi in Italia non esiste un indirizzo politico, né tanto meno una definizione di co-sviluppo: esso è interpretato come pratica politica che attiva i migranti nei luoghi di partenza e in quelli di arrivo ispirandosi all'approccio triple win.

Esperienze e progetti di co-sviluppo emergono nell'ambito delle politiche di cooperazione decentrata. La cooperazione decentrata permette di pensare progetti di sviluppo elaborati localmente sulle esigenze specifiche dei beneficiari. I progetti di co-sviluppo coinvolgono diversi attori come: ONG, associazioni di migranti, sindacati, fondazioni bancarie, banche cooperative, imprenditori, associazioni di categoria, ecc.

Le iniziative di co-sviluppo consentono di mettere in gioco capacità individuali dei leader, ma anche identità culturali e dinamiche relazionali tra diversi attori nel contesto locale di immigrazione e nei contesti locali di intervento.

Sebbene in Italia il co-sviluppo delimiti un terreno fecondo di pratiche di partecipazione politica oltre che un impegno importante nella già carente politica nazionale di cooperazione, spesso, la mancanza di regia tra gli interventi rende i soggetti che vi partecipano, soprattutto le associazioni e i gruppi migranti, deboli.

Approfondimento tratto da "Studi di emigrazione"

Pratiche di co-sviluppo nel progetto MIDA Italia-Ghana/Senegal: limiti ed opportunità

Migration for development in Africa Ghana-Senegal (MIDA)

Nel 2002 l'Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM), in collaborazione con la cooperazione italiana, ha lanciato un programma di co-sviluppo MIDA che coinvolgeva gruppi senegalesi e ghanesi immigrati in Italia, il Migration for development in Africa (MIDA) Ghana-Senegal che si è concluso nel 2007. Il fine di questo progetto era quello di realizzare iniziative promosse dai migranti per lo sviluppo locale dei paesi di origine. In Italia questo tipo di progetto è denominato di co-sviluppo secondo il concetto delle "triple wins", e cioè di politiche che migliorino le condizioni di vita dei migranti contribuendo allo stesso tempo allo sviluppo sia del paese di origine che di destinazione.

Metodologia

Il CESPI, di cui fanno parte sia Bruno Riccio che Selenia Marabello, è stato coinvolto nella realizzazione del progetto MIDA svolgendo attività di ricerca e promozione dei partenariati. I ricercatori del CESPI hanno analizzato le caratteristiche dell'integrazione e delle pratiche transnazionali dei migranti, entrando in contatto con i leader e le associazioni dei migranti. Sono stati utilizzati metodi di ricerca di tipo antropologico e sociologico. Particolare attenzione è dedicata ai legami forti e deboli dell'associazionismo dei migranti nei contesti di vita. L'associazionismo è una forma di capitale sociale che si posiziona in un sistema di relazioni più ampio.

In questo senso l'analisi fa riferimento al transnazionalismo e in particolare al processo sociale attraverso il quale i migranti creano campi sociali che attraversano i confini politici, culturali e geografici.

Analisi

L'analisi ha consentito di mettere in luce i diversi progetti migratori e modi di incorporazione dei senegalesi rispetto a quelli dei ghanesi nel contesto italiano. L'ipotesi è che queste diversità influenzino le loro capacità di definire e realizzare iniziative per lo sviluppo locale. La caratteristica di essere giovani e singoli porta i senegalesi ad essere maggiormente mobili dei ghanesi nel cercare opportunità di lavoro, mentre le famiglie ghanesi tendono a stabilizzarsi nelle località di lavoro.

I senegalesi, inoltre, presentano una maggiore propensione dei ghanesi nel condurre attività di commercio al dettaglio, che li porta ad avere una più intensa interazione con i cittadini italiani. Sia i ghanesi che i senegalesi nutrono forti relazioni transnazionali individuali/familiari e anche di carattere solidale verso le comunità di origine, ma il diverso progetto migratorio e di incorporazione vincola in modo differente le loro capacità e opportunità di creare forme più strutturate di iniziative per lo sviluppo locale.

In generale i senegalesi mostrano più capacità di relazionarsi e rappresentarsi all'esterno, mentre i ghanesi appaiono più chiusi e ripiegati su se stessi (ne sono un esempio le chiese pentecostali). I senegalesi assumono anche atteggiamenti più rivendicazionisti, mentre i ghanesi non si pongono in conflitto con i contesti locali di residenza e lavoro.

I migranti senegalesi in Italia, soli, in assenza della famiglia, creano attraverso la partecipazione alle diverse forme di associazionismo quel capitale sociale con i propri simili necessario per far fronte ai problemi dell'integrazione e per mantenere le relazioni transnazionali con i luoghi di origine. Sulla base di questo, quindi, possiamo dire che le reti associative costituiscono per i senegalesi quello che le famiglie rappresentano per i ghanesi: spazi di reciprocità, fiducia e auto sostegno.

Il lavoro con i migranti ha permesso di approfondire la conoscenza dell'associazionismo senegalese e ghanese. Ne emerge un quadro variegato. Infatti, mentre l'associazionismo senegalese appare più eterogeneo e diffuso, quello ghanese, invece, appare più omogeneo; si struttura in associazioni per città o provincia di residenza con nomi simili.

Federazione delle associazioni

Nel 2005 è nata la federazione delle associazioni senegalesi del Nord Italia, mentre era già attivo il COGNAI per le associazioni ghanesi. Come già in parte anticipato, l'associazionismo senegalese rispetto a quello ghanese risulta più diversificato e aperto al contesto italiano, e maggiormente capace di tessere relazioni e di mobilitare competenze e risorse da investire per lo sviluppo locale nel paese di origine.

Interazione con i contesti locali italiani

Rispetto all'interazione con le strutture di opportunità esistenti nei luoghi di vita e di lavoro dei migranti ai fini della strutturazione di iniziative per lo sviluppo locale nei paesi di origine, emergono differenze significative che dipendono:

  • Dalla storia relazionale trans-locale dei territori e delle istituzioni italiane nella quale si innesta la migrazione
  • Dalla conoscenza dell'associazionismo dei migranti
  • Dall'interesse politico
  • Dalla disponibilità e capacità delle istituzioni locali a collaborare con i migranti
  • Dai processi di costruzione di fiducia tra i migranti e le istituzioni locali

Interazioni per lo sviluppo locale nei contesti di origine

Le relazioni transnazionali e le relative iniziative per lo sviluppo locale nei paesi di origine sono nella maggior parte dei casi inevitabilmente intrecciate con i rapporti personali dei migranti. I parenti e gli amici dei migranti sono le persone di riferimento per l'ideazione e la realizzazione degli interventi, così come per negoziare con le istituzioni locali.

Conclusioni

Le iniziative realizzate grazie alle relazioni transnazionali dei migranti contribuiscono a migliorare le condizioni di vita delle comunità di origine e degli stessi migranti, mentre le società di destinazione traggono vantaggi da una migliore integrazione dei migranti. I progetti condotti creano opportunità locali concrete per l'alleviamento della povertà. Inoltre...

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 38
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 1 Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 38.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Antropologia, prof. Riccio, libro consigliato Il paese sotto la pelle, Marabello Pag. 36
1 su 38
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonia_la di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia dei processi migratori e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Riccio Bruno.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community