Antropologia culturale
Le discipline demoetnoantropologiche (M-DEA)
- Antropologia culturale (ampi approcci teorici e comparativi)
- Etnologia (popoli e culture in ogni parte del mondo)
- Demologia o storia delle tradizioni popolari (cultura popolare della nostra società) folklore
Tre scienze umane o sociali il cui oggetto è lo studio dell’uomo e delle culture umane, nelle loro articolazioni etniche e espressioni popolari.
Il concetto di cultura in antropologia
Il concetto di cultura in antropologia si esprime nella definizione: "Complesso degli elementi non biologici attraverso i quali i gruppi umani si adattano all’ambiente e organizzano la loro vita sociale."
Origine dell'antropologia (dalla seconda metà dell'800)
L’antropologia ha origine nel momento in cui i ceti colti e dominanti dell’Europa moderna divengono consapevoli della propria modernità, di essere cioè all’avanguardia in un processo di sviluppo che procede in modo non uniforme. Il non moderno assume una doppia sembianza: da un lato, l’arcaico, il primitivo, il selvaggio, dall’altro il tradizionale, che resiste negli strati sociali più bassi.
Nel 1871, Edward B. Tylor scrive "Primitive culture", e si considera questa la data convenzionale di inizio della disciplina antropologica all’interno della scuola evoluzionistica britannica, nel pieno dell’era del positivismo e del colonialismo. La mentalità coloniale influenza profondamente la disciplina, nonostante fin dall’inizio l’antropologia si schieri contro il razzismo biologico e i pregiudizi etnocentrici.
L’antropologia si caratterizza per lo studio dei "primitivi", cioè di quei gruppi non toccati dalla modernità ma oggetto della colonizzazione. A questi sono assimilati i ceti subalterni delle stesse società occidentali, il mondo contadino ad esempio, calati in forme di vita tradizionali, viste come sopravvivenze della cultura primitiva. Come accade per il "selvaggio", il popolare come oggetto di studio si accompagna a un ambivalente giudizio etico: da una parte, la condanna dell’arretratezza, dell’ignoranza, dall’altra l’esaltazione nostalgica dell’autenticità e naturalità.
Il rapporto noi/altri nell’età moderna
Nell’età moderna, nel contesto della globalizzazione, il rapporto noi/altri è venuto meno ed è divenuto difficile parlare di "culture" come entità compatte e dai confini ben definiti, coincidenti con un preciso popolo e territorio. Nonostante questo, le differenze culturali ancora esistono, anche se in forma frammentaria e in contesti mischiati.
L’oggetto della ricerca non muta il fatto che la comprensione antropologica non può fare a meno di passare attraverso il concetto di diversità culturale. L’attrazione per la diversità sta alla base di una vocazione critica dell’antropologia nei confronti della propria stessa società e cultura: l’incontro-scontro con la diversità ci costringe a rivedere i nostri sistemi categoriali e ampliarli.
Metodologia antropologica: La ricerca sul campo
La metodologia distintiva della disciplina, cioè la ricerca sul campo, non sarà introdotta sino agli inizi del Novecento. L’antropologia tenta di rispondere ai problemi teorici che si pone attraverso indagini empiriche di fieldwork.
L’introduzione di questa pratica è legata ai padri fondatori della disciplina, Franz Boas negli Stati Uniti e Bronislaw Malinowski in Inghilterra. Nel 1922, Malinowski pubblica il libro "Argonauti del Pacifico occidentale" e, nell’introdurre la sua ricerca, rivendica la necessaria compresenza nel lavoro antropologico delle due dimensioni finora distinte:
- La preparazione teorica e metodologica
- La diretta esperienza vissuta della cultura che si intende studiare
Malinowski conia l’espressione "osservazione partecipante". Implica una permanenza prolungata sul terreno, non inferiore a un anno, la necessità di imparare il linguaggio locale e di studiare ogni aspetto della cultura, dagli aspetti economici a quelli politici, alle strutture di parentela, alle pratiche religiose e così via ("approccio olistico").
Questo modello di fieldwork oggi è entrato in crisi, in quanto la cultura e le persone circolano con l’ampiezza e la rapidità delle comunicazioni globalizzate: l’equazione "un territorio – un popolo – una cultura" non funziona più.
Specializzazioni e partizioni in antropologia
L’antropologia è aperta a una molteplicità di temi e campi di ricerca diversi e si articola dunque in partizioni specialistiche. Le partizioni possono essere operate in base a:
- Aree geografiche-culturali in cui si svolge la ricerca, solitamente in riferimento a continenti o sub-continenti
- Fonti o tipi di rappresentazione privilegiate (fonti orali, scritte, iconiche, materiali)
- Combinazioni con altre discipline (antropologia storica, linguistica, psicologica, medica, filosofica)
Folklore, cultura popolare e cultura di massa
Il termine folklore è coniato nel 1846 da William J. Thoms, con l’obiettivo di sostituire le denominazioni latine fino ad allora usate, come vulgares antiquitates o popular antiquities. Thoms definisce la sua materia come "manners, customs, observances, superstitions, ballads, proverbs, ecc. of the olden time".
La demologia che indica lo studio della cultura dei ceti popolari all’interno delle società occidentali moderne, laddove antropologia e etnologia si occupano solitamente di alterità esterna, si occupa di alterità interna o di "dislivelli interni di cultura".
Questi studi si sono sviluppati a partire dal romanticismo, alla fine del XVIII secolo, quando la cultura dei ceti popolari e in particolare contadini acquista un posto centrale nelle preoccupazioni degli intellettuali europei. Johann G. Herder chiamava Volksgeist, lo "spirito del popolo", quell’anima collettiva della nazione che trova negli usi e costumi dei contadini la sua espressione più autentica.
-
Riassunto esame Antropologia dei patrimoni culturali prof.ssa Rossi, testo consigliato: D'incanto in incanto - Cimi…
-
Riassunto Antropologia dei patrimoni culturali, prof.ssa Rossi, libro consigliato Antropologia della cultura materi…
-
Riassunto esame Antropologia dei patrimoni culturali, prof. Rossi, libro consigliato Culture in mostra, Karp, Lavin…
-
Riassunto esame antropologia dei patrimoni culturali