Antropologia
Origini dell'antropologia
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Lafitau – Costumi dei selvaggi americani, 1724. Inizia l’etnologia, studia Irochesi e Uroni. In tutti i popoli c’è un essere superiore, contro ateisti, inizio comparazione.
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Jauffret – Société des observateurs de l’homme, 1799. Rendere lo studio dell’uomo una disciplina istituzionale. Studiare l’uomo nella sua variabilità. Principio del confronto con la differenza.
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De Gérando – Considerazioni sui metodi da seguire nell’osservazione dei popoli selvaggi, 1800. Da inizio all’evoluzionismo (tappe), viaggiatore filosofo: il filosofo deve anche farsi viaggiatore per cercare i selvaggi che costituiscono la condizione primitiva.
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De Maistre – Le serate di San Pietroburgo, 1821. Selvaggio come essere degenerato, rappresenta la degradazione dell’uomo che vuole fare a meno di Dio (non subordinati a chiesa e monarchia). Oggettivazione del peccato originale. Il progresso è una sfida nei confronti di Dio. Come Wathely (+ attacco a Smith perché l’origine della divisione del lavoro e dello sviluppo dell’economia non stanno nello stato selvaggio).
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Darwin e Lyell (geologo, uniformismo) – Evoluzionismo vs creazionismo (fissità delle specie viventi, la variazione dipende dall’intervento divino). Tappe della storia, le specie sono in movimento, mutazioni dovute al caso e all’influenza dell’ambiente.
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Lubbock – Prehistoric times. Paragona la vita dei primitivi a quella dei selvaggi. Suddivide l’età della pietra in Paleolitico e Neolitico.
Età vittoriana
Nasce l’antropologia moderna
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Tylor, evoluzionista unilineare = evoluzione basata su discriminante tecnologica (da barbaro a civilizzato) – Cultura primitiva, studio dedicato allo sviluppo delle idee religiose nei diversi stadi. Prima definizione di cultura: insieme complesso di conoscenze, credenze, arte, morale, diritto, costume e qualsiasi altra capacità o abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società. Tutti i popoli hanno una cultura; la cultura è un insieme complesso, ci sono più elementi da sommare ma non spiega come interagiscono; riguarda la comunità e non l’individuo; è acquisita, non è connaturata alla razza, gli uomini la ricevono dalla società; esistono tante culture quante società. Le culture possono essere scomponibili in questi elementi. La civiltà viene pensata su un livello evoluzionistico, risultato di un processo cumulativo. Concetto di stadio culturale: tappe evoluzionistiche. Studio dell’animismo: riconduce l’animismo all’esperienza del sogno, sdoppiamento dell’individuo, anima come esistenza doppia dal corpo. Animismo alla base di filosofia e religione, nozione che permette di distinguere il pensiero irrazionale (primitivo, magia rito e religione) da quello razionale. Concetto di sopravvivenza: fossile sociale il cui significato sociale continua a sopravvivere perché esistito in precedenza, non ha relazioni con la cultura attuale, qualcosa di fuori posto. Usanza, tradizione, es couvade = presenza statistica di certe pratiche matrimoniali in presenza di discendenze matrilineari o patrilineari; assente in matrilineari, alta frequenza in doppie, bassa in patrilineari: tappe evoluzionistiche matri-doppia-patri. Introduce il metodo comparativo: premessa di ogni possibile comparazione tendente alla generalizzazione. Principio delle possibilità divergenti: non tutti hanno la stessa linea identica di sviluppo, se ne può parlare solo in linea generale.
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W. R. Smith, orientalista - Conferenze sulla religione dei Semiti, 1889. Parte da presupposti opposti all’evoluzionismo perché studia il rito (attività collettiva) e non l’animismo (attività individuale). Religione vista come dimensione sociale collettiva. Vuole creare una teoria generale dei rapporti tra comunità e religione. Il dato primario di ogni esperienza religiosa sono i simboli e riti ad essa collegati: simboli condivisi da tutti i membri della società (riti comunitari). Sacrificio indica la comunione della società perché la divinità tutela il gruppo. Spinge l’individuo a conformarsi a standard di comportamento. Omologia tra attività religiosa/rituale e identità politica/sociale. Studia i Beduini: compara la loro vita a quella dei patriarchi biblici; le loro istituzioni sono sopravvivenze del popolo antico. Parentela e matrimonio nell’Arabia antica: il sistema matrilineare viene sostituito da quello patrilineare con l’avvento dell’Islam; oggi questo è inesatto. Il libro costituisce la premessa per lo sviluppo delle società segmentarie: forme di organizzazione politica prive di organizzazioni centralizzate ma basate sull’opposizione e sull’equilibrio di segmenti o lignaggi.
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Pitt Rivers – Organizza i musei in modo evolutivo.
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Haddon – Scienza delle forme, si occupa dell’evoluzione degli stili decorativi, parla di biologia dell’arte. Spedizione allo stretto di Torres, in linea con il nuovo istituto della Survey; ricerche di biologia marina, pubblica il resoconto della sua esperienza, etnografia. Questa spedizione consacra definitivamente l’antropologia sul piano accademico.
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Frazer, ultimo grande evoluzionista – Il ramo d’oro: studio sulla magia e sulla religione. Magia (fase dell’ignoranza) religione (sacerdote come intermezzo tra divinità e natura) e scienza (le divinità non centrano niente, osservano i fenomeni e ricercano le leggi) come tappe evolutive. Storia vista come successione di fasi.
Origini dell'antropologia americana
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Morgan – Lega degli Irochesi: prima descrizione scientifica di una tribù, 1851. Problema della nazionalità degli indiani: diventano nazione se dalla caccia si dedicano all’agricoltura. Fa un quadro democratico di questa società, anche se selvaggi sono democratici. Poiché la democrazia americana è la migliore deve risolvere in modo democratico il problema indiano (scopo politico). Si concentra sulle relazioni tra le sei nazioni irochesi: ogni nazione è imparentata con le altre con una rete complessa, in ogni nazione c’è una tribù che rappresenta lo stesso animale imparentata con le altre (sono tutti fratelli); sistema di mantenimento delle relazioni pacifiche. Poi si concentra sui sistemi di parentela: sostiene che indiani vengono dall’Asia, non è importante il linguaggio ma il sistema per stabilire relazioni storiche. Morgan distingue tra sistemi di parentela classificatori e descrittivi. Sistemi di consanguineità e di affinità della famiglia umana 1871; CLASSIFICATORIO: i parenti consanguinei in linea collaterale non vengono distinti da quelli in linea diretta (chiamano zii come genitori e cugini come fratelli); DESCRITTIVO: i consanguinei in linea collaterale vengono distinti da quelli in linea diretti. Passaggio da un sistema all’altro: nascita della civiltà. Sistema classificatorio irochese sopravvivenza della poliandria adelfica. Passaggio da un sistema all’altro regolato dai diritti sulla proprietà della terra che influenzano il sistema delle relazioni. La società antica 1877; sistemi di parentela distinguono 2 tipi di società: classificatorie società basata su parentela, descrittive su politica. In mancanza di leggi il legame di parentela regola i rapporti interpersonali. La protezione della legge sostituisce la protezione della famiglia. Periodi etnici: rappresentano un modo di vita e una condizione della società: selvaggio, barbaro, civilizzato con 3 sottoperiodi (inferiore, medio, superiore tranne il civilizzato). Al periodo della civiltà c’è la nascita dell’alfabeto fonetico: segna la nascita della società civile. Il progresso attraverso questi stadi è necessario. America è il laboratorio dello storico, dopo di lui nascono le riserve.
Sociologia francese
Sociologia = scienza che studia gli effetti del progresso sulla società. Normatività sociale: l’equilibrio e l’ordine sociale derivano dall’applicazione di norme della società. Influenza del positivismo di Comte.
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Durkheim – Primo grande sociologo. Coscienza collettiva: insieme di credenze e sentimenti comuni in una società, è un concetto sovraindividuale posseduto da ogni società quindi comparabile. La divisione del lavoro sociale, 1893; riflette sulla solidarietà: è meccanica quando la vita sociale occupa ogni spazio di quella individuale, la coscienza collettiva prevale su quella singola; è organica quando il singolo emerge nella sua individualità, la coscienza collettiva occupa spazi ristretti ma mantiene un’identità comune. Sono 2 estremi, prevalgono società miste. Le forme elementari della vita religiosa, 1912; il fenomeno religioso diventa un fatto sociologicamente universale; alla base di ogni culto ci sono rappresentazioni fondamentali che hanno le stesse funzioni. TOTEMISMO, studia l’identificazione della società con un totem, la società implicitamente si adora. Il totemismo è la forma elementare della religione. Il totem è la proiezione ideale del gruppo sociale, rappresenta la forza con cui una società si impone. La religione è la devozione per la società stessa, la partecipazione collettiva alla società, insieme mistico di riti. Fatti sociali: azioni che esercitano potere sull’individuo; sono l’oggetto specifico della sociologia, ruoli, riti e credenze. La religione è il modo in cui la società ce li fornisce.
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Levy-Bruhl – Razionalismo filosofico, riflessione sulla morale, non esiste una morale oggettiva, per studiarla bisogna comprenderne le diverse esperienze quindi relatività dei sistemi morali. Psiche e società primitive: le rappresentazioni collettive sono già date all’interno della società, non bisogna ricercarne le origini. Il primitivo vive un’esperienza mistica che si realizza nel culto e nel rito. Il pensiero sociale si impone agli individui. La mentalità primitiva: definisce partecipazione: tendenza della mentalità primitiva a coordinare le rappresentazioni di natura mistica, prelogicità: forma di pensiero a-scientifico e a-critico che non implica una natura irrazionale o un’anteriorità temporale allo sviluppo delle facoltà mentali. È una questione di partecipazione alla realtà. LB non va mai sul campo quindi crede che le società sono tutte uguali tra loro.
Etnosociologia francese
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Hertz – Si occupa delle rappresentazioni collettive: processi mentali condivisi da tutti che investono relazioni tra singoli e società. La rappresentazione collettiva della morte: la morte distrugge l’essere sociale, per questo diffonde panico nella società, è una minaccia alla sua coesione. Riti funebri ristabiliscono l’equilibrio (seconda sepoltura del Borneo). La morte è una transizione, i riti sono simili a quelli del matrimonio, nascita ecc. La preminenza della mano destra: la mano destra è un’istituzione sociale, paragona la dicotomia dx/sx a sacro/profano. L’universo è bipolare. La parola destra ha la stessa radice in tutti i ceppi linguistici mentre sinistra cambia, è simbolo di inquietudine.
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Van Gennep – I riti di passaggio. La vita degli individui è scandita da questi riti di passaggio che rendono i cambiamenti di condizione meno traumatici. Ogni rito ha 3 fasi e 3 rituali:
- Separazione -> riti preliminario
- Margine -> riti liminari (più importanti perché segnano il passaggio di condizione, o attenuano il distacco, è lo stadio transitorio di Hertz)
- Aggregazione -> riti post liminario
L’importanza è nelle connessioni logiche tra i riti e non nei loro contenuti. Non è più il totemismo a classificare l’universo sociale ma sono questi riti.
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Mauss – Trasforma la sociologia francese in etnologia. Studia le forme primitive di classificazione, gli esseri umani classificano l’universo sulla base della classificazione di loro stessi in gruppi sociali, non è un’attitudine innata. Omologia strutturale tra dimensione sociale e simbolica. Studia gli aborigeni australiani. Classificazione della società in classi matrimoniali. Fatti sociali totali: coinvolgono sia la dimensione sociale che quella simbolica, tutti gli elementi della vita sociale. Studia gli eschimesi: ne studia la disposizione morfologica sul territorio come un fatto sociale. La tendenza a separarsi e unirsi variava in relazione alla vita sociale. Natura bipolare e ciclica, questo fatto spiega i diversi aspetti della vita della comunità. Saggio sul dono: sostiene il principio di reciprocità, il dono è un fatto sociale totale, anche le società primitive hanno fenomeni di scambio, la reciprocità deriva dalla qualità intrinseca degli oggetti scambiati. 3 regole alla base del fenomeno: DARE, RICEVERE, RICAMBIARE. È una reciprocità generalizzata. Hau per i maori è lo spirito della cosa donata cioè che pone colui che riceve il dono nella posizione di debito nei confronti del donatore e lo obbliga a ricambiare per raggiungere l’equilibrio.
Etnografia di inizio Novecento
Nell’Ottocento c’era distinzione tra antropologo ed etnografo, venivano usati i men on the spot, corrispondenti. I più famosi sono Fison e Howitt, grande importanza anche per i missionari. C’è un’antropologia d’urgenza, si avverte la necessità di raccogliere i dati in particolare sugli aborigeni australiani, considerati stadio remoto della storia dell’umanità (importante con Spencer e Gillen che assistono alle cerimonie e le fotografano). 1892 nasce la Ethnographic Survey of the United Kingdom, mira a una raccolta sistematica di dati di tipo fisico-antropologico ecc di tutte le Isole Britanniche. Survey = ricognizione, sono in collaborazione tra l’antropologia e l’amministrazione coloniale. I nuovi corrispondenti diventano ricercatori, biologi, psicologi, medici. Importanza della spedizione allo stretto di Torres con Haddon. I ricercatori sono costretti a passare più tempo coi nativi per permettere loro di fidarsi e per comprenderli meglio. Grandi cambiamenti sul piano metodologico, la monografia sostituisce la survey. È importante la conoscenza approfondita di una società o di una cultura intese come totalità. Etnografi vs missionari: antropologi laici, legati a ambienti accademici, non vogliono trasformare la cultura di un popolo, bisogna proteggere i primitivi dall’occidente.
Etnografia nella Mitteleuropa
Diversi aspetti: comprende studio di tradizioni, dell’aspetto fisico e dei popoli extraeuropei. Bastian: fondatore dell’antropologia tedesca, positivista, convinto dell’importanza della speculazione teorica sulla pratica.
- Grande prolificità in campo etnografico: Bastian ebbe molti allievi di grande valore che esercitano grande influenza su altri studiosi. Questi privilegiavano lo studio diretto sul campo.
- Natura diasporica: devono affrontare un nazionalismo aggressivo e razzista, condizioni poco favorevoli per lo studio della diversità culturale, molti emigrano in GB o USA.
- Tendenze irrazionaliste: sono tendenza degenerazioniste, razziste. Thurnwald fu l’unico tedesco non espatriato per i suoi studi antropologici.
Ratzel: visione della storia culturale a partire dall’influenza esercitata da popoli superiori su altri. Introduce la teoria dello spazio vitale.
Diffusionismo
Idea che un particolare tratto culturale si sia diffuso a partire da un punto. È diverso dall’evoluzionismo perché ci sono le idee elementari che sono forme comuni di organizzazione psichica dell’esperienza che si possono manifestare in maniera diversa a seconda del contesto culturale particolare. Definisce area culturale: area geografica di diffusione di determinati tratti. Le culture vengono considerate come somme complessiva dei loro tratti componenti. Ci sono stessi tratti culturali diffusi in determinate aree culturali perché i tratti possono migrare e la cultura ha una natura selettiva, alcuni li accoglie e li altri no a seconda della loro compatibilità col nucleo centrale.
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Graebner – Nozione di ciclo o strato culturale: insieme di elementi di cui era possibile verificare la compresenza in una determinata area del pianeta. Lui vuole individuare all’interno di un’area determinata tratti culturali riconducibili a fasi storiche determinate. Limiti: cicli con tratti troppo vaghi; spostamenti dei cicli molto fantasiosi. Il metodo poi è troppo speculativo, i tratti sono collegati in modo arbitrario.
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Schmidt – Missionario cattolico. Lo sviluppo culturale è basto sul culto della madre-terra e del padre-cielo, questo sviluppa poi l’idea di Dio. L’origine dell’idea di Dio. Accentua il lato degenerazionista del diffusionismo, l’origine della diffusione è il luogo della purezza originaria quindi man mano che si diffonde decade. L’idea di Dio è degenerata. Anche presso i popoli naturali esiste l’idea di un essere superiore. Bisogna ricondurre i primitivi alla consapevolezza dell’idea di Dio. Pigmei che hanno un’idea degenerata di Dio come signore della natura.
Antropologia USA
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Boas – Studia gli eschimesi e i kwakiutl. I limiti del metodo comparativo dell’antropologia, enuncia i principi generali del metodo storico: I tratti culturali simili osservabili presso popoli distanti non sono apparsi indipendentemente senza origine storica comune. Se ci sono tratti culturali simili in popoli distanti allora essi devono avere per forza un’origine storica comune.
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