1- INTRODUZIONE
1. I livelli di organizzazione
2. Divisione del corpo
3. La cavità toracica
4. La cavità addomino-pelvica
5. La posizione anatomica
6. Termini anatomici di paragone
7. Organi cavi e pieni
8. La localizzazione delle ghiandole
2- APPARATO LOCOMOTORE GENERALITA'
1. La regolazione della calcemia
2. L'osteoporosi
3. Classificazione delle ossa
4. Il midollo osseo
5. Lo sviluppo dell'osso
6. Le articolazioni
7. Le sinartrosi
8. Le diartrosi
9. Il liquido sinoviale e artrosi
10. Il tessuto muscolare
11. La contrazione muscolare
12. I termini di movimento
3- APPARATO CARDIOVASCOLARE
1. Il cuore
2. L'atrio destro
3. Il ventricolo destro
4. L'atrio sinistro
5. Il ventricolo sinistro
6. La circolazione
7. Lo scheletro fibroso del cuore
8. La vascolarizzazione del cuore
9. L'innervazione del cuore
10. I mediatori chimici che regolano la frequenza cardiaca
4- LE PRINCIPALI ARTERIE E VENE
1. L'aorta
2. La succlavia e le carotidi
3. Reti mirabili
4. Le arterie del cuore
5. Le vene del cuore
5- IL SISTEMA LINFATICO
1. Il midollo osseo
2. Il timo
3. La milza
4. I linfonodi
5. MALT
6- APPARATO DIGERENTE
1. La bocca
2. I denti
3. La lingua
4. La faringe
5. L'esofago
6. Lo stomaco
7. L'intestino
8. Il grande omento
9. Il fegato
10. Anatomia microscopica del fegato
11. La cistifellea
12. Il pancreas
7- APPARATO RESPIRATORIO
1. Il naso
2. La laringe
3. La trachea
4. I polmoni
8- APPARATO URINARIO
1. I reni
2. Le vie urinarie
3. L'uretere
4. La vescica
5. L'uretra
1- INTRODUZIONE
ANATOMIA MACROSCOPICA:
Branca che studia le caratteristiche che sono visibili ad occhio nudo. Tuttavia, per
capire la funzione di un organo è importante usare il microscopio, così da
studiarne le cellule che fanno parte del tessuto.
ANATOMIA MICROSCOPICA:
detta anche anatomia istologica, studia la disposizione cellulare di un determinato
tessuto.
ANATOMIA TOPOGRAFICA:
Studia la disposizione, i rapporti, che contraggono i vari organi. Fondamentale per
capire come una patologia possa diffondersi agli organi vicini.
1. I livelli di organizzazione
Il corpo umano è una macchina estremamente complessa nella quale miliardi di
cellule cooperano per renderne possibile l’esistenza. Dal punto di vista biologico, il
nostro organismo può essere descritto sotto forma di diversi livelli di
organizzazione. In questa descrizione analizzerò i vari livelli partendo da quello
microscopico fino a quelli macroscopici.
1. livello di organizzazione chimico: gli atomi che si assemblano: il corpo
umano è costituito da vari elementi chimici, come carbonio, idrogeno, ossigeno,
azoto che perciò formano le macromolecole biologiche, ovvero lipidi, proteine,
carboidrati e acidi nucleici.
2. cellulare: comprende le cellule, dotate di strutture interne, dette organuli.
3. tissutale: Più cellule, strutturalmente simili, associate per funzione,
costituiscono un tessuto. Un tessuto non deve essere obbligatoriamente solido,
ma può essere anche liquido (sangue). Esempi di tessuti sono: il tessuto
muscolare, il tessuto nervoso, il tessuto connettivo e il tessuto epiteliale.
4. di organo: L’associazione di tessuti diversi che svolgono funzioni tra loro
integrate forma gli organi: l’organo rappresenta una parte spazialmente definita
del corpo e presenta struttura e funzione caratteristiche.
5. apparati e sistemi: sono un insieme di organi. Esempi di apparati sono:
l’apparato circolatorio, l’apparato digerente, l’apparato locomotore, ecc. Esempio
di sistemi sono nervoso, linfatico, endocrino e immunitario.
6. Il corpo umano: è formato, a sua volta, da diversi apparati. Rappresenta
pertanto il risultato dell’interazione tra i vari apparati e sistemi.
2. La divisione del corpo
Il corpo umano può essere suddiviso in testa, tronco ed arti:
testa: comprende la regione cranica o neurocranio (contiene encefalo) e la
regione facciole o splancnocranio (in cui sono scavate cavità viscerale: quali
quelle nasali).
tronco: si suddivide a sua volta in collo, torace, addome e pelvi.
torace e addome sono suddivise da una membrana: il diaframma.
Gli arti: si distinguono in superiori ed inferiori
(es ossa della spalla: scapola, clavicola, anca negli arti inferiori)
La cavità toracica e quella addominale sono dette sierose poiché sono presenti
membrane sierose. La sierosa è una membrana sottile che delimita cavità chiuse
nell’adulto o nell’embrione. Sono dette s. perché nelle cavità che esse delimitano
si raccolgono piccole quantità di un liquido simile al siero.
In anatomia le sierose di torace e addome prendono rapporto con vari organi degli
apparati digerente, respiratorio, circolatorio e urogenitale:
Sono membrane sierose:
la pleura, il pericardio, il peritoneo.
La cavità toracica è separate da quella addominale da un muscolo: il diaframma.
3. La cavità toracica
Contiene cuore, polmoni e l'esofago che collega la bocca allo stomaco.
Essa è divisa in 3 regioni:
mediastino (“spazio mediastinico”): regione centrale in cui è presente il
cuore.
due cavità pleuriche (o logge pleure polmonari):
regioni laterali a sinistra e a destra del mediastino, sono rivestite da una
membrana sierosa (= pleura parietale) e contengono i polmoni destro e sinistro
che sono completamente separati fra loro dal mediastino e rivestiti da pleure.
A causa della posizione asimmetrica di cuore e pericardio (riveste il cuore), il
mediastino si estende maggiormente a sinistra: ciò fa sì che cavità pleurica e
polmone siano più piccoli a sinistra che a destra.
4. La cavità addomino-pelvica
La cavità addomino-pelvica nella parte alta, addominale, contiene stomaco,
fegato, intestino tenue e colon; mentre nella parte pelvica sono contenuti organi
genitali, vescica e retto.
La cavità addominale può essere divisa in 9 regioni. Esse sono tracciate da 5
linee. Due linee immaginarie verticali: la linea emiclaveare o epiclavipubiche
destra e sinistra, che passano a metà della clavicola e scendono giù fino alla
sinfisi pubica; e tre linee immaginarie orizzontali, la linea basisternale (sotto lo
sterno, quindi in corrispondenza del processo xifoideo), la linea sottocostale
(all'altezza della decima costa), e infine la linea basiliaca, che passa per le due
spine iliache antero-superiori dell'osso iliaco.
Avremo così una fascia compresa tra la linea basisternale e la linea sottocostale,
suddivisa in tre regioni dalle due linee emiclaveari: la regione centrale o mediana
si chiama epigastrio, mentre le due laterali prendono il nome di ipocondrio di
destra e ipocondrio di sinistra.
Gli organi che si trovano negli ipocondri sono protetti dalla gabbia toracica; invece
gli organi nell'epigastrio non sono protetti, anche se i pugili riescono a sviluppare
una resistenza muscolare analoga alla gabbia toracica. Proseguendo verso il
basso troviamo una seconda fascia, compresa tra la linea sottocostale e la linea
bis-iliaca, in cui le due linee emiclaveari delimitano tre regioni: una centrale, detta
regione ombelicale o mesogastrio, e due laterali, cioè il fianco, o regione lombare,
di destra e di sinistra.
Infine, l'ultima fascia è compresa tra la linea basiliaca e il tubercolo pubico o la
sinfisi pubica. Le due linee emiclaveari individuano in questa fascia tre regioni:
quella centrale o mediana è definita ipogastrio, e le due regioni laterali sono la
fossa iliaca o regione inguino-addominale di destra e di sinistra.
5. POSIZIONE ANATOMICA
Parlando dell'anatomia del corpo umano, è utile considerare il corpo in una
posizione standard. Questo ci permette di visualizzare correttamente le varie parti
del corpo e le rispettive posizioni in modo da descriverle accuratamente e con
minor problemi. Questa è la posizione anatomica.
Un individuo in posizione anatomica è in piedi con braccia lungo il corpo, mani
aperte e distese e con il palmo delle mani rivolto in avanti. Occhi guardano avanti,
i piedi uniti.
Si prendono come riferimento 3 piani: piani anatomici:
1. piano sagitale-mediano: passa per il naso, sterno, sintesi pubica e divide il
corpo umane in metà speculari detti antimeri: destra e sinistra
Gli altri 2 piani sono perpendicolari ad esso.
2. piano frontale: divide il corpo in metà non simmetriche una porzione anteriore
detta anche ventrale e una posteriore o dorsale
3. piano trasverso: passa trasversalmente all'ombelico e divide il corpo in due
porzione non simmetriche: una superiore detta craniale o rostrale (poiché
contiene la testa) e una inferiore (o caudale, che contiene i piedi).
In anatomia mediano: si riferisce a strutture o organi che si trovano lungo il piano
sagitale-mediano (come ad esempio bocca, naso, sterno, cuore, vescica).
6. termini anatomici di paragone tra 2 punti
Alcuni termini anatomici vengono usati allo scopo di migliorare la comprensione
della posizione e dell'orientamento delle varie parti del corpo.
• Laterale e mediale - Rispettivamente più lontana o più vicina al piano
mediale. Esempio il naso si trova in posizione mediana, e gli occhi si trovano
rispetto al naso lateralmente, il naso si trova quindi medialmente rispetto agli
occhi.
• Superiore e inferiore - Rispettivamente più vicina alla testa o più vicina ai
piedi.
• Anteriore e posteriore - parte frontale del corpo o parte opposta,
rispettivamente.
• Superficiale e profondo - le strutture superficiali sono più vicine alla pelle;
quelle profonde, più lontane.
Per i fianchi si usano questi termini:
• Distale e prossimale - Lontano o vicino alla connessione del bacino al tronco.
Questi termini vengono utilizzati per combinare meglio parti del corpo più difficili
da descrivere, come anterolaterale, cioè sulla porzione anteriore del corpo ma
lontano dal piano mediano.
7. ORGANI CAVI & PIENI:
Gli organi possono essere classificati in 2 famiglie:
Cavi perché sono costituiti da una parete che delimita un lume (per lume
s’intende una cavità, quindi si capisce bene come lo stomaco abbia una cavità, la
trachea anche e pure i vasi sanguiferi la possiedono). Un esempio di organo cavo
è l'esofago. Presenta una cavità a stella, rimane chiuso mentre non si mangia,
quando si mangia invece si apre.
Degli organi cavi si studia la parete.
La parete degli organi cavi è formata da diversi strati che vengono definiti
tonache.
La parete degli organi cavi è costituita da 4 tonache; dall'interno all'esterno
queste sono:
v mucosa: strato più interno, quello che si rivolge al lume e che quindi viene a
contatto col contenuto dell’organo. A sua volta è formata da altri 3 strati che,
procedendo dall’interno verso l’esterno (quindi dal lume verso la parete) sono:
• L’epitelio di rivestimento, che ha funzione protettiva e media gli scambi tra
il lume del viscere e il sangue e la linfa che scorrono nei vasi parietali.
• La lamina propria, a prevalente costituzione connettivale, ha funzioni di
sostegno e trofiche (di nutrimento) per l’epitelio di rivestimento ed è
determinante per l’architettura della parete. In questa lamina possono essere
presenti ghiandole che con il loro secreto vanno ad arricchire il contenuto del
lume. Queste ghiandole si distinguono in intramurali ed extramurali a seconda se,
rispettivamente, sono accolte interamente nello spessore della parete del viscere
o sono unità distinte collegate alla parete stessa tramite uno o più condotti
escretori.
• La muscularis mucosae, che assicura alla tonaca mucosa una propria
motilità. Come per la tonaca muscolare, il controllo dell’attività contrattile è
assicurato dal sistema nervoso simpatico.
v sottomucosa: La tonaca sottomucosa può contenere ghiandole intramurali.
Infine, questa tonaca è sede di vasi e nervi in relazione con l’irrorazione e
innervazione della tonaca mucosa.
v muscolare: Questa tonaca assicura all’organo le caratteristiche di motilità
complessiva. Nei visceri cavi questa tonaca è costituita da fasci di fibre muscolari.
Normalmente si caratterizza per la presenza di due strati distinti di muscolatura
liscia: uno strato interno circolare e uno esterno e longitudinale che permettono
all’organo movimenti peristolici (s. circolare) e movimenti peristaltici (s.
longitudinale)
-Con la peristolisi l’organo cavo modifica la propria capacità in funzione del
volume del materiale presente nel lume (come lo stomaco).
-Con la peristalsi, invece, l’organo compie movimenti che assicurano la
progressione del contenuto nel lume, nello stesso senso dell’onda di
propagazione. Come per la muscularis mucosae, il controllo dell’attività contrattile
è assicurato dal sistema nervoso simpatico.
v avventizia o sierosa:
avventizia Ancor più all’esterno, è presente la tonaca avventizia. È formata
da tessuto connettivo denso. Ha la sua importanza in quanto avvolge i visceri cavi
e i vasi andando a mediare i rapporti con ciò che si trova subito all’esterno di
questi organi.
sierosa: come pleura (riveste i polmomni), pericardio (il cuore) e peritoneo.
Le eccezioni:
i vasi sanguigni e il cuore, pur essendo organi cavi, presentano solo tre tonache.
v nel cuore le tonache sono:
-endocardio
-miocardio
-epicardio
v nei vasi sanguigni sono invece:
-tonaca intima
-media
-avventizia
Sono anche detti organi parenchimatosi, sono organi quali fegato, reni, milza
pancreas.
Sono circondati da strato connettivo fibroso denso chiamato capsula da cui si
dipartano setti connettivali, che creano, dividendosi sempre di più, una sorta di
impalcature detta: stroma.
Lo stroma sorregge il parenchima (funzionalmente attivo) e lo divide in territori
funzionalmente indipendenti.
Un organo pieno risulta quindi essere diviso in lobi e ognuno di questi in lobuli.
Negli organi pieni spesso è identificabile una porta d'ingresso in cui transitano
vasi e nervi: questo è l'ilo
Le eccezioni:
il surrene e pancreas, pur essendo organi pieni, non hanno ilo.
8. La localizzazione delle ghiandole
Negli organi cavi si localizzano le ghiandole, a seconda di dove sono localizzate si
classificano in:
- INTRAMURALI: si localizzano dentro la parete dell'organo, nella lamina
propria o lamina sottomucosa
- EXTRAMURALI sono ghiandole troppo voluminose che si localizzano in una
porzione a loro dedicata e si collegano a lume dell'organo tramite un dotto
escretore.
2- APPARATO LOCOMOTORE GENERALITÀ:
Il tessuto osseo: è una specializzazione del tessuto connettivo (cosi cartilagine).
E’ un connettivo caratterizzato dalla mineralizzazione della sostanza
intercellulare, in quanto tale è costituito da cellule disperse nella sostanza
fondamentale. Le prime cellule che si incontrano sono le Cellule osteoprogenitrici,
ovvero quelle cellule mesenchimatiche che si differenzieranno per dare origine
alle prime vere cellule che sono gli Osteoblasti, i quali si occupano di produrre la
sostanza fondamentale. Con la deposizione di Sali di Ca2+ la matrice mineralizza
e gli osteoblasti rimangono imprigionati in essa, all’interno di cavità dette Lacune,
diventando cellule quiescenti dette Osteociti; la modificazione è resa visibile da un
cambiamento morfologico, gli osteociti emettono lunghi e sottili prolungamenti
citoplamatici che usano per nutrirsi.
Una seconda categoria di cellule è rappresentata dagli Osteoclasti, grosse cellule
plurinucleate di derivazione ematica il cui compito è il rimodellamento dell’osso,
infatti digeriscono la matrice (rilasciando il calcio nel sangue) sottoponendola ad
un continuo turn-over.
1. REGOLAZIONE DELLA CALCEMIA EMATICA:
La calcemia è la quantità di calcio presente nel sangue. Se aumenta la tiroide, in
particolare le cellule parafollicolari, producono un ormone: la calcitonina che
inibisce gli osteoclasti. In questo modo viene regolata la deposizione del calcio
nelle ossa.
Se invece la calcemia diminuisce allora interviene l'antagonista dalla calcitonina:
il paratormone. Il paratormone viene prodotto dalle paratiroidi e va a stimolare gli
osteoblasti aumentando così la calcemia ematica, quindi regolandola
2. L'OSTEOPOROSI:
E' una patologia associata alla regolazione della calcemia. E' caratterizzata dalla
carenza di calcio nelle ossa, quindi la calcemia si abbassa. Interviene il
paratormone che rimuove il calcio dal tessuto osseo e lo rilascia nel sangue così
da aumentare la calcemia ematica. Tuttavia questo si ripercuote sulle ossa che si
indeboliscono.
Il tessuto osseo può essere lamellare o non.
In tutti gli adulti (tranne pochissime eccezioni) il tessuto osseo è classificato come
lamellare perché la matrice forma sottili lamine che si giustappongono fra loro,
caratterizzate da fibre disposte parallele all’interno di ogni lamella e oblique
rispetto alle lamelle adiacenti.
La disposizione delle lamelle origina poi:
1. Tessuto osseo spugnoso: struttura disordinata a formare una rete
trabecolare.
2. Tessuto osseo compatto: struttura più organizzata in le lamelle sono
disposte concentricamente attorno ad un canale detto Canale di Havers e gli
osteociti si trovano nelle lacune tra le lamelle. Una struttura di questo genere
prende il nome di Osteone.
Ogni osso è poi rivestito sia internamente che esternamente da uno strato di
connettivo detto rispettivamente, Endostio e Periostio in base alla localizzazione.
Il periostio ha un importante funzion
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