ANATOMIA UMANA
L’anatomia la studiamo in maniera macroscopica e microscopica, macroscopica usando gli occhi,
microscopica si usano strumenti per ingrandire(microscopi). Si può studiare in maniera sistematica
e regionale (caso nostro). I raggi x sono delle tecniche di imaging e hanno la
caratteristica di attraversare le strutture biologiche e
riportarle su una lastra.
La tomografia assiale computerizzata (TAC) sfrutta sempre
una lampada a raggi x che però viene fatta ruotare
velocemente attorno al soggetto, i raggi x attraversano la
persona su un solo piano, facendo delle fette della
persona, in nero si vedrà il grasso e la cute, in bianco
vedremo le varie strutture del corpo. I raggi x sono
pericolosi per la salute, ci fanno vedere meglio le varie
strutture ma non ci fanno vedere l’acqua presente nel
corpo per questo sono state fatte le risonanze magnetiche
nucleari (RMN) cioè dei magneti potentissimi che girano
intorno al corpo così da orientare le molecole d’acqua che
diventano temporaneamente rigide tese come le corde di
un’arpa che faremo suonare aggiungendo energia
dall’esterno, con la risonanza magnetica quindi riusciremo
a vedere i tessuti del corpo ricchi d’acqua, in questo caso il
grasso che nella TAC era nero ora ci da un grande segnale
a differenza dell’osso che si percepisce difficilmente.
C’è un altro metodo che è una via dimezzo tra una TAC e
una RMN che ci permette di vedere quelle zone del corpo
per una determinata molecola chiamata tomografia ad
emissioni di positroni (PET).
Per vedere la struttura a livello tessutale degli organi bisogna ricorrere ad altri mezzi diverso
dall’occhio cioè il microscopio ottico che ci fa vedere più dettagli, funziona ottenendo delle fette
che devono essere abbastanza sottili (pochi micron). Ma essendo abbastanza sottili non
riusciremo a vedere niente perché trasparenti, per questo si devono usare dei coloranti in modo
che si marcano varie componenti. MICROSCOPIO OTTICO
Con il microscopio ottico si possono notare delle
strutture alla periferia, alcune sono ben colorate e
altre si vedono come macchie chiare, quindi
abbiamo due tipologie cellulari diverse. Le cellule
tutte scure sono gli enterociti, le cellule che
appaiono come palloncini vuoti rigonfi, guardando
con attenzione si può notare che all’interno hanno
strutture appena accennate, il colorante in questo
caso non interferisce con queste cellule, queste
cellule apparentemente vuote sono piene di muco
quindi il colorante non ci marca le glicoproteine
mentre invece marca molto bene con colore violetto le proteine e ancora più in viola possiamo
vedere i nuclei cellulari (si colora il DNA). Quest’immagine ci fa capire come ci sono differenze a
livello morfologico tra l’interno e l’esterno, ci sono cellule che possiamo notare dai nuclei cellulari
che non hanno ne forma ne disposizione di quello che vedo all’esterno, quindi si può supporre che
si tratti di un tessuto diverso, si può notare come i vasi sanguigni siano facilmente visibili dalle
macchioline rosse che rappresentano i globuli rossi che contenendo ferro hanno un colorante
naturale, si possono distinguere le più grandi che sono le arteriole o venule e quelli finissimi che
sono i capillari. MICROSCOPIO ELETTRONICO A TARSMISSIONE
Il microscopio elettronico a trasmissione è molto
più complesso del microscopio ottico dando una
struttura molto più articolata. Nell’immagine a
destra si può vedere una singola cellula, si possono
notare gli organuli, il nucleo cellulare al cui interno
c’è la cromatina, si nota ancora la membrana
nucleare e all’esterno si vedono degli organuli quali
sono, i mitocondri, apparato di Golgi, reticolo
endoplasmatico e vescicole. Attorno a questa
cellula notiamo qualcosa che si differenzia a livello
morfologico, cioè delle cose allungate chiamate
fibrille che non sono state tagliate adeguatamente
dal microscopio e possono avere diverse forme in base a come appunto sono state tagliate.
Nell’inserto a destra della seconda immagine si può notare ancora meglio la struttura di queste
fibrille, si tratta di collagene che si trova nella matrice extracellulare e che e tipico dei tessuti
connettivi, quindi la cellula che stiamo guardando e la cellula che produce la matrice extracellulare
del tessuto connettivo chiamato fibroblasto (colui che costruisce le fibrille), queste fibrille hanno
una specie di seghettatura, si trovano a intervalli regolari ripetuti lungo l’asse longitudinale della
nostra fibrilla, esse sono in realtà l’assemblaggio di qualcosa che viene prodotto dalla cellula (le
subunità) che vengono liberate all’esterno e una volta all’esterno si autoassemblano, ci si può
rendere conto guardando l’immagine che le fibrille sono più lunghe della cellula, quindi la cellula
fa le subunità che una volta fuori dalla cellula formano le fibrille, che avranno un ruolo importante
nel tessuto connettivo. MICROSCOPIO ELETTRONICO A SCANSIONE
Il microscopio elettronico a scansione si
differenzia dal precedente perché ci fa vedere
la superficie esterna, quindi fa una scansione
lineare del preparato. La prima immagine è un
corpuscolo renale cioè la parte di quella unità
funzionale del rene chiamata nefrone che e
deputata a filtrare il plasma per produrre
l’urina, il quadratino è quello che possiamo
vedere ingrandendo e rifacendosi così alla
seconda immagine, le cellule che rivestono
esternamente questi vasi sanguigni sono delle
cellule particolari che hanno un citoplasma
tubolare che emette dei podociti cioè
prolungamenti citoplasmatici che si vanno a incastrare con i prolungamenti citoplasmatici della
cellula vicina, quindi possiamo immaginare come in un glomerulo funzionante. Il filtrato del
plasma lo vedremo uscire da queste fessure.
POSIZIONE ANATMICA
Si deve sempre considerare la posizione anatomica, tutti i
riferimenti spaziali sono riferiti alla persona in posizione
anatomica, cioè una persona che si trova d’avanti a noi con il
palmo delle mani rivolti verso avanti, in piedi con le gambe
leggermente divaricate.
Nell’immagine dividiamo il corpo umano in due unità che
chiamiamo antimeri: antimero di destra e antimero di
sinistra, da un punto di vista esterno il corpo ci appare in
due parti uguali, ma la simmetria del corpo umano non è
sempre vera, perché per esempio nei vasi sanguigni quello
che succede nella parte destra e differente da quello che
succede nella parte sinistra, la maggiore differenza in
questo caso è data dal cuore che è uno ma non è
posizionato sul piano di simmetria e quindi divisibile in due
metà, molti organi sono fuori da questo ambito.
Nella figura possiamo notare i piani di
sezione, quindi partendo dalla posizione
anatomica noi possiamo procedere secondo
tre fondamentali piani. Quello più
caratteristico e quello che passa
esattamente per l’asse di simmetria, quindi
un piano perpendicolare al terreno e che
idealmente attraversa con una freccia il
corpo e si chiama piano sagittale mediale, e
divide il corpo in antimero destro e
antimero sinistro, si dovranno considerare
anche piani sagittali paramediali cioè un po’
più a destra e un po’ più a sinistra per
questo ci possono essere infiniti piani
sagittali mediali; perpendicolare sia al piano
sagittale che al terreno ci sono i piani frontali che vanno dalla punta del naso ai glutei e sezionano
il corpo secondo un piano parallelo anatomico; il terzo piano di riferimento è il piano trasversale
che è perpendicolare a gli ultimi due e parallelo al terreno e va dall’apice della testa alla pianta dei
piedi. Per sezionare un organo usando i piani appena
visti possiamo trovarci d’avanti a forme strane
in base a dove il piano di sezione cade come si
può vedere nell’immagine inferiore non
riconoscendo l’organo.
ORGANO CAVO
L’organo cavo per definizione ha una cavità interna che è una necessaria caratteristica che non è
sufficiente a definirlo organo cavo, tutti gli organi cavi del nostro organismo hanno il lume che è
direttamente o indirettamente comunica con l’esterno. Gli organi cavi sono realizzati attraverso la
sovrapposizione concentrica rispetto al lume che chiamiamo tonache, la tonaca che si affaccia sul
lume si chiama tonaca mucosa è la più interna e interagisce in maniera maggiore con il contenuto
del lume in particolare consideriamo gli strati che caratterizzano la tonaca mucosa: lo strato più
superficiale è l’epitelio della tonaca mucosa il quale non è vascolarizzato ed ha un tessuto
immediatamente al di sotto che prende il nome di lamina propria, troviamo poi uno strato
muscolare della tonaca mucosa cioè un sottilissimo strato di tessuto muscolare liscio che separa la
tonaca mucosa dalla tonaca sottomucosa; troviamo poi la tonaca sottomucosa che si trova
esattamente al di sotto della tonaca mucosa e si può considerare come una tonaca di servizio
formata generalmente da tessuto connettivo con un incredibile quantità di vasi sanguigni, si
possono trovare anche parti di ghiandole che servono all’epitelio della mucosa, ci sono strutture
nervose che devono regolare il funzionamento di ciò che si trova esternamente, si possono trovare
parti dell’apparato linfatico che raccolgono qualcosa quindi è una tonaca molto specifica, ancora
più esternamente abbiamo una tonaca muscolare formato da tessuto muscolare, può avere più
starti e può essere di tipo volontario o involontario, a volte l’organo cavo anziché avere tessuto
muscolare può avere della cartilagine; infine più esternamente abbiamo una tonaca che può avere
due denominazioni: tonaca avventizia o tonaca sierosa;
TONACA AVVENTIZIA O TONACA SIEROSA
Nell’immagine di destra il viscere ha un foglietto sottile ed estremamente liscio, mentre nella
prima immagine questo foglietto è presente in parte, ma in quella zona in cui non è presente
l’organo è in contatto con un tessuto che tiene insieme tutto ciò che è contenuto. Se un organo
cavo è circondato da un tessuto che lo tiene attaccato a qualcos’altro chiamo questa parte esterna
dell’organo tonaca avventizia
Quando parliamo di un organo cavo che presenta una tonaca sierosa intendiamo che egli è
rivestito o tutto (es. destro) o in parte (es. sinistro) da uno strato costituito da un epitelio molto
sottile e dal connettivo parimenti molto sottile che nutre quest’epitelio.
I vasi sanguigni possono essere assimilati agli organi cavi, sono anch’essi caratterizzati da un lume
che però non è mai vuoto ma ci sarà sempre presente il sangue o la linfa, come gli organi cavi è
caratterizzati da uno strato di tonache, il nome delle tonache è differente rispetto al nome delle
tonache degli organi cavi. La tonaca più interna di un vaso sanguigno si chiama tonaca intima che a
differenza dei visceri è sempre uguale in qualsiasi parte dell’albero vascolare questa tonaca è
formata da l’endotelio, a cui segue la tonaca media che caratterizza maggiormente le differenze
tra i vasi, troveremo tonache medie formate da tessuto connettivo elastico, altre costituite da
tessuto muscolare liscio disposto in vari modi, e infine la tonaca avventizia.
Il cuore che è un derivato di un vaso assume una morfologia completamente diversa, quindi
queste tre tonache assumono nomi diversi. Quella che nei vasi e la tonaca intima nel cuore è
endocardio; quella che è la tonaca media la chiamiamo miocardio che può essere di tipo
muscolare o può essere fatto di tessuto connettivo e infine quella che chiamiamo avventizia la
chiamiamo epicardio che oltre a cambiare il nome cambierà anche il concetto, dovrebbe chiamarsi
tonaca sierosa. Quindi di tutto l’apparato cardiovascolare il cuore è l’unico organo che
esternamente ha una tonaca che assomiglia ad una sierosa mentre tutte le altre sono avventizie.
ORGANO PIENO
Uno organo pieno non per forza deve essere privo di cavità; la caratteristica principale di un
organo pieno è che ha un confine ben netto esterno che prende il nome di capsula, formata da un
tessuto di tipo connettivo però abbastanza solido, può essere molto sottile o molto spesso, a volte
rigido e a volte elastico. Un’altra caratteristica è quella di avere un ilo che rappresenta la
discontinuità della capsula per far passare i vari vasi, i nervi, i dotti, ecc. dalla capsula si dipartono
delle strutture di materiale simile a quello che costituisce la capsula stessa che separa il volume
interno in sottovolumi, queste strutture prendono il nome di setti, questi suddividono il volume
interno dell’organo pieno in zone chiamate lobi. Dai setti dipartono delle strutture più esili che
sono le trabecole che identificano all’interno dei lobi dei sottovolumi definiti lobuli, per far si che
quest’organo si mantiene ha bisogno di tessuto connettivo che nasce dalle trabecole formando le
fibre trabecolari che sono la diramazione ultima che sono a stretto contatto con le cellule
parenchimali. L’insieme della capsula, dei setti, dalle trabecole e delle fibre trabecolari costituisce
lo stroma di un organo pieno. I vasi sanguigni i nervi e tutte le strutture di servizio si distribuiscono
in tutto il volume dell’organo seguendo l’andamento dello stroma. Quindi gli eseguitori dei doveri
funzionali dell’organo sono quei tessuti che abitano dentro i lobuli, l’insieme di questi tessuti
costituiscono il parenchima. Il parenchima è ciò che andremo a studiare.
I TESSUTI
I tessuti sono un qualcosa costituito da cellule con un funzionamento analogo e matrice
extracellulare, se non ci sono cellule o matrice extracellulare non si può definire tessuto.
L’embrione parte da una singola cellula che poi diventa pluricellulare e che inizialmente assomiglia
a una piccola mora chiamata morula, poi questa morula si incava all’interno e diventa una piccola
vescichetta che prende il nome di blastula con una cavità interna, dalle cellule che sono l’equatore
di questa pallina cava si sviluppano delle cellule che dividono l’originale volume in una parte
superiore e in una parte inferiore, noi come siamo oggi deriviamo da questo disco che prende il
nome di disco embrionale. Dalla figura di destra tolte le parti inferiore e superiore vediamo il disco
embrionale che a sua volta è stato sezionato a metà, possiamo notare tre strati di cellule che
chiamiamo dall’alto in basso: ectoderma, mesoderma ed endoderma. La parte superiore diventerà
crescendo l’embrione il futuro sacco amniotico, cioè la cavita in cui poi l’embrione andrà a
svilupparsi con la nascita. Lo strato in alto quindi sarà la parte che poi costituirà il nostro
rivestimento esterno, si chiama endoderma quella struttura che invece guarda la superficie della
parte inferiore che con lo sviluppo dell’embrione diventerà le cavita che attualmente abbiamo
all’interno del nostro corpo incluso i vasi. Quindi dall’ectoderma derivano le strutture di
rivestimento che direttamente o indirettamente comunicano con l’esterno, dall’endoderma
derivano le strutture di rivestimento che non comunicano in alcun modo con l’esterno e in mezzo
a questo strato c’è la regione che prende il nome di mesoderma, da cui derivano le cose che ora
noi troviamo “in mezzo alle altre”, i tessuti possono essere: epiteliali, devono il loro nome al fatto
che generalmente devono rivestire le cose, ci sono i tessuti connettivi, chiamati così perché
tengono insieme le cose ma permettono anche di trasportare le cose e di sostenerle, abbiamo poi
i tessuti muscolari, formati da cellule che hanno la capacità di perdere il loro equilibrio di
membrana, queste rende le cellule muscolari eccitabili, può modificare il proprio citoscheletro e
cambiarne le dimensioni, questo viene fatto per fare i muscoli, infine c’è il tessuto nervoso di cui
una parte delle cellule che lo compongono sono eccitabili ma in queste cellule il potenziale
d’azione serve per determinare una comunicazione, quindi il potenziale d’azione può essere
trasferito da una cellula all’altra, rendendo queste cellule dei sistemi di comunicazione molto
veloci all’interno del corpo. Possiamo dire che i tessuti epiteliali del disco embrionale, se sono di
rivestimento quindi in comunicazione con l’esterno nascono dall’ectoderma, se invece rivestono
cose che non vedono l’esterno direttamente o indirettamente nascono dall’endoderma, e da qui
nascono anche quelle cellule dei tessuti epiteliali che si specializzano per produrre cose che
vengono riversate direttamente nel sangue (gli ormoni). Anche il tessuto nervoso nasce
dall’ectoderma, questo ci fa capire che un neurone quando funziona avrà degli elementi di
similitudine molto sovrapponibili con il lavoro di cellule epiteliali che producono cose. I tessuti
connettivi insieme ai tessuti muscolari derivano tutti dal mesoderma. L’epitelio che riveste le
membrane sierose nasce dall’endoderma, la tonaca intima che riveste i vasi nasce dall’endoderma,
e ghiandole endocrine nascono anch’esse dall’endoderma. TESSUTI EPITELIALI
I tessuti epiteliali
vengono distinti in due
sottogruppi: gli epiteli di
rivestimento e gli epiteli
di secrezione. Nei primi
la funzione è quella di
coprire, proteggere,
isolare quello che c’è da
un lato da quello che c’è
dall’altro, quindi è una
specie di barriera; i
secondi hanno molti
elementi di similitudine
con quelli di
rivestimento ma la loro funzione primaria è quella di organizzarsi a produrre
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