Patologia Vascolare del Polmone
-Embolia
-Infarto
-Ipertensione Polmonare
Embolia Polmonare
Le trombosi in situ sono rare, la causa princiale di occlusione è l’embolia, causa o concausa di morte nel
10% dei pazienti ospedalizzati.Nella maggioranza dei casi sono ostruiti i piccoli vasi e la condizione è silente.
Quando il 60% o più del letto vascolare è occluso da emboli si verificano scompenso cardiaco destro e morte
improvvisa. Le conseguenze fisiopatologiche sono 1) compromissione respiratoria del segmento polmonare
2) alterazione emodinamica per aumentata resistenza al flusso ematico .Embolo: massa intravascolare o
intracardiaca di natura solida liquida o gassosa, trasportata
dal sangue in una sede lontana dall’origine.
Cause di embolia
Tromboembolia:Trombosi delle vene profonde delle
gambe (95%)
Gocce di grasso: 90% degli eventi traumatici
scheletrici severi
Bolle d’aria o azoto:Malattia da
decompressione,immersioni, traumi toracici,
manovre ostetriche
Emboli di colesterolo
Frammenti tumorali
Frammenti di midollo osseo
Corpi estranei
Embolia di liquido amniotico: cellule epiteliali,
vernice caseosa, mucina
Morfologia
Dipendente da 1)dimensioni dell’embolo 2)condizioni della
circolazione.
♦ Embolo a sella: a cavallo della biforcazione morte improvvisa , cuore polmonare acuto
♦ Emboli di piccole dimensione infarto o emorragia ( conservazione architettura alveolare con
stravaso ematico e suo riassorbimento successivo)
Fattori di rischio
Immobilità
Malattie cardiache
Pazienti neoplastici
Stati di ipercoagulabilità primitivi o secondari(obesità , interventi chirurgici recenti, neoplasie,
contraccettivi orali, gravidanza)
Catetere venoso centrale in atrio destro
Infarto Polmonare
Solo il 10% degli Emboli polmonari causa infarto.Infatti le condizioni della
circolazione bronchiale sono spesso sufficienti a mantenere vitale il
parenchima. Si verifica dunque una emorragia dai capillari polmonari per la
stasi ematica ma non l’infarto. Nei casi in cui invece l’embolia sia massiva
o la circolazione bronchiale in qualche modo compromessa per malattie
parenchimali o cardiache si ha l’infarto vero e proprio.
Il 75% degli infarti interessa i lobi inferiori e sono spesso multipli: le
dimensioni variano da porzioni appena visibili ad interessamenti di lobi
interi.Sono localizzati alla periferia con forma di cuneo rilevato rosso-
bluastro con l’apice rivolto verso l’ilo dove si trova il vaso occluso, e la base
sulla pleura
Morfologia
Vista la doppia circolazione ci troviamo di fronte ad un infarto rosso ,
1. Nelle prime ore infatti lo stravaso ematico conferisce una colorazione rosso-bluastra all’area
infartuata.Si ha reazione pleurica
fibrinosa sovrastante.
2. Dopo 48 ore i globuli rossi vanno
incontro a lisi , l’area infartuata diventa
pallida
3. Col tempo la produzione di
emosiderina dà una colorazione rosso
bruna
4. Successivamente si ha la deposizione
di tessuto fibroso che sostituisce l’area
lesionata a partire dalla periferia.
5. Infine si forma la cicatrice retraente
Possono originarsi infarti settici da emboli di
materiale settico che creano una reazione flogistica
più importante fino all’evoluzione in ascesso.
Ipertensione Polmonare
Valori pressori normali 8-15mmHg, l’ipertensione si ha sopra i 30-40 mmHg.I sintomi sono in fase avanzata
con dispnea, facile affaticabilità talvolta angina. Si può avere ipertrofia ventricolare destra , cianosi
insufficienza respiratoria. Morte nel giro di 2-5 anni per cuore polmonare cronico.
Cause di ipertensione polmonare
Primtiva Idiopatica: donne di 20-40 anni
Secondaria
Insufficienza ventricolare sinistra
Enfisema
Fibrosi Polmonare
Difetto del setto interventricolare con shunt sinistro -destro.
Collagenopatie
Tromboembolie polmonari ricorrenti
Conseguenza principale è l’aterosclerosi, i vasi più colpiti sono arteriole e piccole arterie. La tonaca
muscolare si ispessisce con fibrosi intimale, si riduce il calibro del lume.
Arteriopatia polmonare plessiforme: rete di capillari similglomerulari che formano una rete di canali
anastomizzati all’interno delle arterie dilatate e a parete sottile
Fibrosi polmonari
Ampia gamma di lesioni da piccole cicatrici focali (infarto) a aree multifocali di fibrosi (silicosi) fino alla
fibrosi interstiziale diffusa.
Fibrosi polmonare diffusa
Cause: Idiopatica
Danno Alveolare Diffuso: Farmaci, radiazioni, virus, tossine, malattie del collagene.
Pneumoconiosi
Patologie granulomatose (TBC, sarcoidosi, berilliosi, polmonite da ipersensibilizzazione-del
contadino, da aria condizionata…)
Polmoniti
Patogenesi:
La prima manifestazione è l’alveolite, con infiltrato flogistico negli alveoli. Il processo infiammatorio
conduce alla sostituzione degli alveoli con spazi cistici separati da spesse bande di fibrosi.
Morfologia:
Polmoni consistenti, pesanti, rimpiccioliti; quadro radio-anatomopatologico del polmone a favo ( = fibrosi e
cavità aeree con dimensioni da pochi mm a 1cm, con pareti sottili, non fibrose DD con enfisema).
Lesioni elementari microscopiche:
•Bande di fibrosi
•Riduzione numero alveoli
•Metaplasia cilindrico-squamosa dei bronchioli
•Infiltrato linfoplasmacellulare con follicoli.
Clinica
Dispnea senza sibili, tosse secca, ippocratismo digitale nel 60% dei pazienti. I sintomi sono progressivi con
riduzione degli scambi alveolo-capillari e insufficienza respiratoria.Le prove di funzionalità respiratoria
dimostrano:
Situazione restrittiva con diminuita CV e rapporto FEV /FVC conservato.
1
Diminuzione del DL
CO
La prognosi è infausta, sopravvivenza 6 anni.
Danno Alveolare Diffuso(DAD)
Il DAD è caratterizzato da combinazioni variabili di danno alveolare e dell’endotelio capillare.
♦ Danno : Edema endoalveolare con
essudazione di fibrina e degenerazione di
pneumociti di tipo 1 e endotelio.
♦ 24-48h : si formano membrane ialine per
plasmorragia.
♦ 3° giorno: Infiltrato di linfociti, plasmacellule e
macrofagi nell’interstizio. Negli alveoli
compaiono macrofagi, pneumociti di tipo 2 e
linfociti.
♦ 7° giorno: rigenerazione degli pneumociti di
tipo 2.
♦ 2-3 settimane: fibrosi interstiziale.
Clinicamente coincide col polmone da Shock e
con la ARDS : rapida insorgenza di gravissima e
spesso fatale e irreversibile insufficienza
respiratoria, con cianosi e severa ipossiemia
arteriosa, refrattaria alla ossigenoterapia.
Cause di ARDS
a) Lesioni polmonari:
•Infezioni polmonari diffuse virali
•Tossine
•Agenti irritanti,
•Aspirazione di contenuto gastrico
b) Lesioni sistemiche
•Shock
•Pancreatite emorragica
•Ustioni
•Interventi chirurgici
•Tossici, stupefacenti, farmaci (overdose)
•Uremia Pneumoconiosi
Termine originariamente riferito alle reazioni non neoplastiche dei polmoni all’inalazioni di polveri minerali
per esposizione professionale. Successivamente il suo utilizzo è stato esteso alle malattie provocate da
particelle organiche e inorganiche e da fumi e vapori chimici.
Elementi determinanti per il loro sviluppo:
Quantità di polveri ritenuta da polmone nelle Modalità di evoluzione fibrosa delle
o Pneumoconiosi
vie aeree: aumenta per qualsiasi elemento Dei lavoratori di carbone: cicatrici multiple
che, come il fumo, interferisca con l’integrità o
dell’apparato muco-ciliare. pigmentate
Dimensione, forma e quindi veicolabilità delle Silicosi: Lesioni fibrose nodulari
o o
particelle: le più pericolose sono quelle con Asbestosi: Fibrosi diffusa
o
diametro tra 1 e 5 micrometri, perché Berilliosi: Granulomi interstiziali
o
raggiungono le vie aeree terminali e i sacchi
alveolari (fagocitosi).
Solubilità e reattività fisio-chimica : la solubilità e la citotossicità delle particelle modificano la natura
o della risposta polmonare. Più piccola è la particella e più facilmente si raggiungeranno livelli tossici,
a parità di solubilità, le particelle più grandi resistono alla distruzione e permangono per molti anni
nel parenchima polmonare con la tendenza a produrre pneumoconiosi sclerosanti (silicosi).
I possibili effetti cumulativi di agenti irritanti concomitanti (fumo di sigaretta).
o
Pneumoconiosi dei lavoratori del carbone semplice e complicata (fibrosi massiva progressiva)
Esposizione prolungata a polveri di carbone nei minatori.
Antracosi. Lesione polmonare più innocua, comune tra abitanti delle città e fumatori; i pigmenti di carbone
inalati sono fagocitati dai macrofagi alveolari interstiziali che si accumulano nel connettivo intorno ai linfatici
(compresi i pleurici) o nel tessuto linfoide associato alla mucosa
bronchiale, o nell’ilo. Per questo le strie lineari di pigmento antracotico
permettono una facile identificazione all’autopsia della rete linfatica e dei
linfonodi polmonari.
PLC semplice o focale. Caratterizzata da macchie da carbone
(macrofagi) di 1-2 mm di diametro e noduli da carbone (macrofagi e
collagene) un po’ più grandi. Le lesioni si distribuiscono soprattutto nei
lobi superiori e nelle aree superiori dei lobi inferiori, ma non solo.
L’accumulo inizia dal tessuto interstiziale peribronchiolare causando
dilatazione degli alveoli adiacenti; non è sicuro che porti all’enfisema
centrolobulare.
PLC complicata (Fibrosi Massiva Progressiva, FMP). Rappresenta
una evoluzione della semplice in molti anni; si presenta con cicatrici
multiple pigmentate con centro necrotico (probabilmente per ischemia
locale) sullo sfondo della forma semplice; le lesioni sono maggiori di 2
cm fino ad un massimo di 10cm e se voluminose possono escavarsi.
Sindrome di Caplan. Rappresenta l’associazione di Artrite
Reumatoide e Pneumoconiosi; come nei noduli reumatoidi si osserva
necrosi centrale circondata da fibroblasti, macrofagi e collagene.
Associata anche ad asbestosi e silicosi.
PLC Alterazioni funzionali minime
FMP Peggioramento progressivo fino ad ipertensione polmonare e cuore polmonare, anche senza
ulteriore esposizione alle polveri. Aumenta l’incidenza della TBC clinicamente espressa, delle bronchiti
croniche e dell’enfisema.
Silicosi
Dovuta all’inalazione cronica di biossido di silicio cristallino (silice); rappresenta la malattia professionale
più frequente del mondo in minatori e sabbiatori. Può insorgere anche in forma acuta (meno frequente) per
esposizione massiva di pochi mesi o anni con accumulo intra-alveolare di materiale lipidico e proteinaceo.
Patogenesi
. Il quarzo è la forma cristallina che più frequentemente causa la silicosi, interagendo con le
cellule epiteliali e i macrofagi e innescando il meccanismo lesivo e la reazione fibrosa: questi cristalli infatti
denaturano le proteine e danneggiano i lipidi e inoltre innescano danno da radicali liberi. L’infiammazione fa
il resto grazie all’azione dei macrofagi.
Le lesioni si localizzano nelle regioni
superiori dei polmoni, come nelle PLC,
però sono lesioni più fibrotiche e meno
cellulate; se mescolata ad altri minerali
ha un effetto fibrogenetico più limitato.
Morfologia. Inizialmente sono presenti
noduli minuscoli, appena palpabili, chiari
o nerastri se c’è anche il carbone;
successivamente confluiscono a dare
cicatrici fibrose di consistenza dura. Nel
parenchima polmonare interposto si
sviluppano aree compresse ed altre
espanse con struttura a nido d’ape;
sono possibili lesioni fibrose nei
linfonodi ilari e nella pleura.
Radiologicamente nei linfonodi si notano
calcificazioni a guscio d’uovo per la
presenza di sali di calcio intorno ad una
zona priva di calcificazioni. La
progressione è verso la FMP, attraverso la confluenza delle lesioni. Istologicamente i noduli sono costituiti da
strati concentrici di tessuto collageno ialinizzato, circondati da capsula densa fibro-sclerotica. Si diagnostica
spesso con RX torace in lavoratori asintomatici (appare fine nodularità nei lobi superiori), funzione
polmonare conservata o lievemente alterata; il quadro si aggrava con la FMP.
Asbestosi
Malattie correlate all’asbesto:
Placche fibrose localizzate o raramente fibrosi pleurica
Versamenti pleurici
Carcinoma broncogeno
Mesotelioma
Carcinoma della laringe
Asbestosi
Esistono due varietà geometriche di particelle:
Serpentino: fibre morbide, danni minimi.
Anfibolo: fibre diritte, rigide e fragili. Comprende Crocidolite e Amosite.
Gli anfiboli arrivano nelle zone più profonde del polmone, penetrano nelle cellule epiteliali e raggiungono
l’interstizio. Lesioni a livello della biforcazione delle piccole vie aeree e dei dotti.
Patogenesi
: come sopra, è il risultato di una interazione tra particelle e macrofagi, che ne determina
l’attivazione ed il danno flogistico.
Morfologia: Fibrosi interstiziale diffusa, non nodulare come la silicosi.La fibrosi inizia a livello
peribronchiolare e poi si estende creando il nido d’ape.Tipiche lesioni sono:
Corpuscoli di asbesto: fibre di asbesto rivestiti da materiale proteico contenete ferro (ferritina
o macrofagica). I corpi hanno aspetto a bacchetta di tamburo di colore brunastro-dorato.
Placche pleuriche: aree di tessuto collagene denso spesso calcifico.
o
Evoluzione in fibrosi massiva progressiva, il danno si perpetra anche dopo che è cessata l’esposizione.I
danni dell’asbesto si fanno sentire anche dopo 15-20 anni.
Berilliosi
Esposizione a leghe, fumi ed ossidi del berillio in industre per lampade fluorescenti negli anni ’50,
lavorazione del berillio metallico, industrie elettroniche, nucleari e aerospaziali.
Morfologia:Formazione di granulomi simili alla sarcoidosi a livello polmonare, linfonodale e
extraparenchimale.La fibrosi origina dai granulomi che coinvolgono tutto l’interstizio
Sarcoidosi
Malattia sistemica ad eziologia sconosciuta , con granulomi non caseosi in organi e tessuti, caratteristici la
linfoadenopatia ilare bilaterale e l’interessamento polmonare.Altri distretti ugualmente interessati sono
l’occhio e la cute.La diagnosi è fatta per esclusione.
La prevalenza è maggiore nel sesso femminile e nella razza nera.Si ipotizza il ruolo di alcuni micobatteri, si
ha lo sviluppo di alveolite e la formazione dei granulomi a cui consegue la fibrosi.
Morfologia Granulomi non caseosi, aggregati compatti di cellule
o epitelioidi , cellule giganti. Nella forma cronica sono
circondati da tessuto fibroso e sostituiti da tessuto
sclero-ialino cicatriziale.Caratteristici i corpi concoidi
( extracellulari, cellule morte su cui si deposita calcio) e
corpi asteroidi(intracellulari stellariformi nel 60% dei
granulomi). Non specifici si trovano anche nella
berilliosi.
Polmone: Granulomi lungo la rete peribronchiale e
o perivasale con lesioni alveolari.Tendenza alla
cicatrizzazione elevata.
Linfonodi
o Milza: interessata nel 75% dei casi, rara splenomegalia
o Fegato: raramente interessato, granulomi negli spazi portali
o Midollo Osseo:piccole lacune di riassorbimento osseo a carico delle falangi di mani piedi, o
o ancora ingrossamento o neoformazione ossea
Cute: 30-50% dei casi, noduli sottocutanei, placche eritematose focali, lesioni piatte eritematose
o desquamate.Lesioni simili si ritrovano nellle vie aeree superiori
Occhio, ghiandole associate, ghiandole salivari: 20-50%, irite,opacità corneali, glaucoma, cecità.
o Infiammazione lacrimale con xeroftalmia.
Sindrome di Mickulikcz: uveo-parotidite
o
Clinica
Grado variabile da reperto occasionale di adenopatia ilare alla linfoadenopatia , lesioni cutanee ,
.
coinvolgimento oculare, splenomegalia ed epatomegalia
Sintomi respiratori blandi ed insidiosi(tosse, dispnea, emottisi, Compromissione generale)
65-70 % Manifestazioni scarse o assenti
20% compromissione permanente di alcune funzioni polmonari o indebolimento stabile visivo
10% exitus per fibrosi polmonare e cuore polmonare
Stadio I Linfoadenopatia ilare isolata
Stadio II Linfoadenopatia con associati infiltrati polmonari
Stadio III localizzazione polmonare senza adenopatia , con sviluppo di fibrosi polmonare cronica
Patologia Infettiva Polmonare
Polmoniti
P A
OLMONITI LVEOLARI
Secondo la distribuzione anatomica macroscopica si
riconoscono :
Polmonite lobare : infezione batterica acuta che
coinvolge un ampia porzione del lobo polmonare o
la sua intera estensione.
Broncopolmonite lobulare : Consolidamento a focolai
multipli e sparsi del polmone, colpisce anziani e
giovani.
Non dipendono dall’agente , ma dalla risposta dell’ospite e
da condizione favorenti e concomitanti.Vie d’ingresso
dell’agente , respiratoria , ematogena.
Fattori favorenti
- Soppressione del riflesso della tosse: coma , anestesia, alterazioni neuromuscolari, farmaci ( importante
aspirazione del contenuto gastrico)
- Alterazioni dell’apparato muco-ciliare
- Disfunzioni macrofagiche
- Congestione ed edema polmonare
- Accumulo di secrezioni: ostruzione bronchiale, fibrosi cistica
Eziologia
Pneumococco (streptococcus pneumoniae) 90-95%
o Stafilococchi (s. Aureus)
o Haemophilus
o Pseudomonas
o Klebsiella
o Legionella
o
Morfologia
Polmonite Lobare: diffuso consolidamento fibrino-purulento di ampie aree
fino a lobi polmonari.
Classicamente si descrivono quattro stadi
1. Congestione , polmone pesante ed edematoso rossastro, stravaso
intraalveolare con scarsi neutrofili
2. epatizzazione rossa: essudazione massiva con globuli rossi,
granulociti e fibri
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