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benigne; oggi si direbbe che sono forme di tipo A. Le altre forme di timoma non si presentano quasi mai

incapsulate.

Oggi abbiamo criteri diversi grazie alle migliori conoscenze in istologia. In realtà una valutazione veramente

affidabile di questo tipo potrebbe essere fatta sul pezzo operatorio.

L'intraoperatoria viene eseguita per dare indicazioni al chirurgo su come procedere. Tuttavia lo staging

generalmente viene fatto prima dell'operazione dal punto di vista clinico o sul materiale asportato dall'intervento

chirurgico. Avere una classificazione istologica che possa dare informazioni biologiche è molto meglio che

ricavare queste ultime soltanto dallo stadio.

Questa è la classificazione TNM, che ripercorre più o meno gli stessi gruppi:

T1 forma incapsulata

T2 invasione del grasso peritumorale, ma senza invasione degli organi vicini

T3 invasione degli organi vicini

T4 diffusione

Si potrebbe pensare che lo stadio T1 sia uno stadio benigno, tuttavia c'è una certa mortalità anche qui: la

sopravvivenza a 10 anni è infatti intorno al 90% come si vede anche dal grafico precedente, nello stadio 1.

Dal grafico si vede che il timoma tipo A è un tumore benigno al 100%, quindi fare una diagnosi di timoma di tipo

A è leggermente diverso da fare diagnosi di primo stadio, dove una certa mortalità è presente. Purtroppo è

l'unico tipo ad essere

benigno, perché come si può

vedere B1,B2 e B3 sono

progressivamente più

maligni: anche se l' AB fino a

quasi dieci anni ha un

comportamento benigno, in

seguito comincia a dare delle

mortalità; il B1 si discosta da

un comportamento benigno

molto più precocemente ma

poi si sovrappone al

comportamento dell’ AB.

Questi comportamenti sono

sovrapponibili allo stadio 1

perché la sopravvivenza è

intorno al 90%, cioè si sta

parlando di neoplasie maligne ma abbastanza indolenti. Con il B2 e B3 la situazione cambia notevolmente: le

due curve addirittura si incrociano facendo capire come siano entità molto vicine; si può vedere come la

sopravvivenza a 15 anni sia intorno a 40%. Il tipo C è scomparso perché è quello con cui si identificava il

carcinoma timico. Il principio informatore per utilizzare la lettera A è di associarla ad "atrofico" (ricorda il timo

atrofico), mentre la lettera B va associata a bioattivo (ricorda il timo bioattivo). Il tipo C invece presenta un'alta

malignità in quanto la sopravvivenza a 15 anni è intorno al 20%: esso infatti presenta elementi di atipia

citologica. Comunque sia, il tipo B2 e B3 hanno una certa malignità pur non presentando atipia citologica quindi

non sempre alla diagnosi istologica corrisponde una prognosi specifica. Riassumendo

• Benignità tipo A

• Bassa Malignità tipo AB e B1

• Medio-alta malignità tipo B2 e B3

• Alta Malignità tipo C

Levine Rosai Muller Everich

(morfologia e tipo delle cellule) (richiamo alla struttura normale del

Terminologie alternative: timo che ricorda)

TIPO A timoma a cellule fusate Midollare

TIPO AB Misto (zone che ricordano il

midollare ed zone che ricordano il

timoma corticale)

TIPO B1 ricco di linfociti (detto Predominantemente corticale, oggi

precedentemente linfocitico) più conosciuto come organoide

(ricorda la struttura del timo

normale, cioè è fatto di aree che

ricordano la corticale e aree che

ricordano la midollare)

TIPO B2 nessuna denominazione (è sempre Corticale

ricco di linfociti, quindi non può

essere differenziato tipo di B1)

TIPO B3 epiteliali carcinoma timico ben differenziato

(si utilizza il termine ”carcinoma”

solo in quanto il tumore comincia

presentare fenomeni di atipia)

Preferisco, perché più facile da memorizzare, tra tutte le classificazioni, il Muller Everich.

C'è tutta un'altra serie di timomi che non vi riguardano perché sono estremamente rari, però di cui è importante

sapere che esistono. Li riportiamo per completezza.

Timoma micronodulare

 timoma metaplastico

 timoma microscopico

 timoma sclerosante

 Lipofibroadenoma

Tipo A o Timoma Midollare

•4-19% di tutti timomi

•età.: 32-83 anni

•miastenia grave nel 24% dei casi

•ben circoscritto e incapsulato

•cellule fusate-ovalari con pochi linfociti

•sopravvivenza 100%

Colpisce individui di età media avanzata, la miastenia o altre malattie autoimmuni sono presenti in cerca in un

quarto dei casi. Presenta delle cellule fusate, e questo spiega il perché del nome della classificazione di rosai "a

cellule fusate", ma questa classificazione non contempla un altro aspetto importante, cioè che queste cellule

possono essere più ovalari. Quindi è una classificazione incompleta. Generalmente non ci sono linfociti.

TIPO A B o misto

•15-43 % di tutti timomi

•età: 29-82 anni

•miastenia grave nel 14% dei casi

•generalmente incapsulato, non sempre

•commistione di zone di timoma di Tipo A a cellule fusate e zone di timoma di tipo B2, cioè con cellule

epitelioidi e molti linfociti immaturi

È la forma più frequente di timoma.

TIPO B1 o FORMA ORGANOIDE

•6-17% di tutti timoni

•età. media: 41-47 anni

•miastenia grave nel 18-56% dei casi

•generalmente incapsulato

•sopravvivenza a 10 anni del 90%

Abbiamo delle aree che ricordano la corticale e delle aree che ricordano la midollare. Si identifica molto bene a

piccolo ingrandimento perché si possono notare delle zone scure e delle zone chiare, perché ha ingrandimento

maggiore si può confondere con un timo normale. Quello che ci deve allarmare è che il soggetto a 40,50 anni

che presenta una miastenia grave, il che non è normale. Se il paziente ha tre anni, età alla quale i timomi

praticamente quasi non esistono, potrebbe essere quasi scambiato. Quindi, data questa straordinaria

somiglianza, il termine organoide è assolutamente adeguato. Bassa malignità.

TIPO B2

•18 -42% di tutti timomi

•età: 13-79 anni

•miastenia grave issa nel 30-82% dei casi

•sintomi locali del 20% dei casi

•incapsulati o vagamente circoscritti

•sopravvivenza a 10 anni del 40%

Con questo tipo di timoma si entra nella malignità medio alta: la sopravvivenza è calata notevolmente. Ricorda la

struttura della corticale del timo, cioè è presente una prevalenza di timociti immaturi con, nel mezzo, qua e là,

delle cellule epiteliali, che appaiono più grandi e più chiare. Le cellule più chiare sono cellule tumorali, quindi,

mentre i linfociti sono più scuri e sono soltanto delle cellule di accompagnamento: esse sono attratte infatti dalle

cellule epiteliali perché queste ultime presentano caratteri fenotipici simili alle cellule epiteliali della corticale del

timo, le quali hanno una funzione adiuvante la maturazione dei linfociti.

TIPO B3 O CARCINOMA TIMICO BEN DIFFERENZIATO

•7-25% e di tutti timoni

•età: 14-78 anni

•miastenia grave nel 30-77% dei casi

•sintomi locali comuni

•generalmente non Capsulato

•sopravvivenza a 10 anni del 40%

•Crescita "sheet like" ( a lamiera) di cellule rotondeggianti o poligonali miste ad una componente minore di

linfociti

È una sorta di esagerazione del timoma corticale. Raramente si trova come tumore puro, spesso rappresenta

parte di un tumore che è sia B2 che B3. La scelta diagnostica tra B2 o B3 è assolutamente quantitativa: si basa

sulla prevalenza percentuale della forma B2 o B3. Dato che hanno esattamente lo stesso comportamento

prognostico è una perdita di tempo stare a puntualizzare sul nome, entrambi hanno una malignità medio-alta, la

sopravvivenza è la stessa. Dal punto di vista istologico le cellule epiteliali sono le stesse del B2, soltanto che i

nodi tumorali sono molto poveri di cellule linfoidi perché cominciano a perdere le caratteristiche organo tipiche e

non sono più in grado di richiamare un notevole infiltrato di cellule linfoidi timiche. Poi in quelli che si chiamavano

timomi c, e oggi si chiamano carcinomi timici, questa caratteristica si perde del tutto: la organotipicità in questi

tumori è dato dalla presenza dei timociti, per di più dal fenotipo immaturo, che sono diverse dalla tipica cellula

linfoide le che infiltra i tumori: il tumore generalmente è infiltrato da cellule effettrici, CD8, NK, citotossici, non da

cellule immature.

2)Carcinomi timici

Molti di questi tumori sono molto rari e per noi non hanno nessun significato. Le più frequenti sono queste

forme: carcinoma a cellule squamose, (molto più frequenti nel polmone)

 carcinoma basaloide

 carcinoma muco epidermioide

 carcinoma neuroendocrino ben differenziato (carcinoid tumors)

 carcinoide tipico

 carcinoide atipico

Il carcinoma cellule squamose crea come si è detto prima problemi di differenziazione, ma anche carcinomi

neuroendocrini, in quanto molto più frequenti livello del polmone.

b) TUMORI delle cellule GERMINALI

Verranno trattati a livello gonadico, vi ricordo solo la lista:

:

MALIGNI E FREQUENTI

• Seminoma

• Carcinoma Embrionale :

MOLTO RARI A LIVELLO GONADICO E ANCOR DI PIÙ A LIVELLO MEDIASTINICO

• Tumori del sacco vitellino

• coriocarcinoma

:

FREQUENTI

• Teratoma maturo: l'unica neoplasia delle cellule germinali benigna tra queste.

• Teratoma immaturo: con qualche caratteri di malignità, ma certamente inferiore rispetto ai tumori

precedenti,

È importante ricordare che , paradossalmente, il mediastino è la seconda sede per frequenza dei tumori

germinali, seguiti dal retroperitoneo e dall' encefalo. A parte quelli delle gonadi, infatti, questi tumori tendono a

localizzarsi lungo la linea mediana. Dal punto di vista terapeutico è importante identificare i seminomi perché

sono radio sensibili: è quindi importante per il patologo discernere il seminoma dai misti con componente

seminomatosa per capire qual è il approccio terapeutico adatto e stabilire la prognosi. Infatti il seminoma è un

tumore aggressivo ma che risponde molto bene alla chemio: a quindi una percentuale di guarigione molto alta.

Teratoma maturo

•50-70 per 100 dei tumori delle cellule germinali

•negli adulti, età: 18-60 anni ( media 28 anni)

•nei bambini predomina nel primo anno il tumore mediastinico

•asintomatico

•10 centimetri di diametro medio

Rappresenta più della metà dei tumori germinali del mediastino. È tipico dell'età giovanile, spesso anche nei

bambini. Il tumore mediastinico ha, per motivi ignoti, un'alta incidenza di presenza di tessuto pancreatico.

Questo è un vantaggio perché permette di ipotizzare la provenienza mediastinica del tumore germinale perché

tumori gonadici non presentano mai tessuto pancreatico. Il teratoma maturo è costituito da tessuti maturi

affastellati l'uno sopra l'altro.

Teratoma immaturo

•40% primo anno

•quasi sempre nei soggetti maschi

•generalmente più di 40 centimetri di diametro e solido

È un tumore caratterizzato dalla presenza di tessuti immaturi, ovvero tessuti che sono normali nella vita

intrauterina ma non nell'adulto. Si differenzia dal carcinoma embrionale perché quest'ultimo presenta tessuti

immaturi atipici, cioè francamente neoplastici. c) LINFOMI

Ci interessano in questa sede i linfomi che insorgono nel timo, e non nelle linfoghiandole, che sono:

1)Tumore a grandi cellule B

2) Tumore linfoblastico

3)Malattia di Hodgkin

1) Tumore a grandi cellule B

• 2-3 % di NHCs


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia patologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bianchi Simonetta.

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