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Modalità di crescita

Studi alla fine degli anni ‘80 hanno documentato che la crescita si configura come unicentrica, interessando

un solo settore della ghiandola a dispetto di quanto si credeva prima, permettendo di poter effettuare un

intervento di tipo conservativo seguito da radioterapia, allo stesso modo del carcinoma invasivo.

Nell’ambito di questa modalità di crescita si evidenziano due forme

Unifocale: associata stranamente alle forme meno differenziate cioè comedo e solido.

o Multifocale: tipica delle forme ben differenziate.

o

Le forme intermedie si dividono al 50% nelle due modalità. Dal punto di vista chirurgico le forme unifocali

consentono di ottenere escissioni con margini liberi da proliferazione, mentre nelle multifocali più

frequentemente si assiste a positività dei margini.

Prognosi

Il profilo biologico del carcinoma in situ dipende da

• Espressione di recettori ormonali: per Estrogeni e progesterone

• Attività proliferativa

• Espressione di alcuni oncogeni

Mentre nel carcinoma invasivo si vagliano tutti questi aspetti , nel carcinoma duttale in situ routinariamente

si indaga solo l’assetto recettoriale, perché da un punto di vista post chirurgico non si fa la chemioterapia ma

al massimo una ormono-terapia .

Uno studio randomizzato a livello europeo del 2001 ha stabilito che il carcinoma duttale in situ trattato con

terapia conservativa deve essere successivamente sottoposto a radioterapia, in quanto il gruppo delle

pazienti che non faceva radioterapia aveva una ripresa di malattia nettamente superiore a quelle trattate

radioterapicamente.

Fattori che si associano al rischio di recidiva locale

Margini positivi

o Età < o = 40 anni

o Presentazione clinica

o Patterns solido e cribriforme

o Chirurgia conservativa senza RT

o

Inoltre è importante ricordare che il carcinoma duttale in situ può recidivare come tale ma nel 50% dei casi,

alla recidiva corrisponde una trasformazione in carcinoma invasivo.Tale rischio non correla col tipo

istologico.

Carcinoma Microinvasivo

Dunque il carcinoma in situ è un possibile precursore del carcinoma

invasivo, dalle forme ben differenziate origineranno carcinomi invasivi ben

differenziati e così per quelli non differenziati insorgeranno forme invasive

scarsamente differenziate con prognosi peggiore. Questa progressione si

attua tramite una forma denominata carcinoma microinvasivo, un carcinoma

prevalentemente in situ, (sia duttale che lobulare) con una componente

infiltrante di estensione massima inferiore o uguale ad 1mm di diametro. La

membrana basale è stata superata, con infiltrazione dello stroma

circostante ma solo minimamente.I parametri che si correlano con questa

trasformazione sono

Differenziazione: è un fenomeno più frequente nelle forme meno

o differenziate ( quindi forme Comedo)

Estensione della Neoplasia

o

Questa presenza di microinvasione riveste un ruolo importante dal punto di vista prognostico e biologico

perché , anche se in percentuali molto basse, c’è la possibilità che il tumore abbia già dato metastasi, e

l’accertamento chirurgico si porta anche in sede ascellare.

C I

ARCINOMA NVASIVO

Neoplasia più frequente nell’ambito mammario, Carcinoma della Mammella WHO 2003-Istotipi Principali

70-75% delle forme epiteliali (il restante 25-30%

sono i carcinomi in situ). Rispetto ai carcinomi in Carcinoma Duttale Invasivo NAS

situ rappresentano un gruppo ancor più Carcinoma Lobulare Invasivo

eterogeneo, comprendendo una serie infinita di Carcinoma Cribriforme Invasivo

istotipi. Selezionando le forme più importanti,

l’istotipo in assoluto più frequente è il Carcinoma Carcinoma Tubulare

Duttale Invasivo NAS o NST (nessun tipo Carcinoma Mucinoso o Colloide

specifico),seguito dal Carcinoma Lobulare Carcinoma Midollare

Invasivo: assieme rappresentano oltre l’80% delle

forme invasive. Carcinoma Metaplastico

Un gruppo importante è rappresentato dal Carcinoma Infiammatorio

Carcinoma Tubulare , il Carcinoma Cribriforme

invasivo ( controparte invasiva dell’istotipo in situ), Carcinoma Neuroendocrino

e il Carcinoma Mucinoso o Colloide: sono istotipi Carcinoma Papillare

poco frequenti (10%) nella presentazione clinica, Forme Rare: Secretorio, Adenoide cistico, Apocrino.

ma hanno una frequenza doppia se si

considerano i carcinomi diagnosticati con lo

screening.Sono importanti anche perché sono gli istotipi a prognosi migliore.

Altri tipi importanti sono il Metaplastico e il Midollare.Istotipi rari sono rappresentati dal Carcinoma

Secretorio ( o Giovanile che insorge attorno ai 20 anni), il Carcinoma Adenoide Cistico , (analogo a quello

salivare allo stesso modo in cui era presente l’adenoma pleomorfo nella patologia benigna), e il Carcinoma

Apocrino. Carcinoma Duttale Invasivo NAS

La sua frequenza varia nelle casistiche tra il 40%-75% di tutti i

carcinomi invasivi.Si accompagna ad una proliferazione della

componente stromale, che conferisce consistenza aumentata al

nodulo quanto più è rappresentata, tanto che in passato si parlava di

carcinoma Scirroso. Si può inoltre associare ad una componente di

carcinoma duttale in situ,che quando è abbastanza estesa fa parlare

di Carcinoma invasivo con estesa componente duttale in situ.

Ha un pattern di crescita solido, in cordoni trabecole o nidi che si

accompagna a differenziazione ghiandolare, che può anche essere

assente. Macroscopicamente ha un profilo irregolare, maldefinito di

forma stellata, tipica del carcinoma invasivo. Alcuni però hanno limiti

netti dando problemi di diagnosi differenziale a livello mammografico.

Carcinoma Lobulare Invasivo

Frequenza del 5-20% a seconda delle casistiche. Ne esistono diverse varianti

• Classico : Pattern con cellule dissociate

l’una dall’altra, singole, detto pattern “a fila

indiana”, tipico di questo carcinoma.

• Solido : Crescita a nidi solidi,di solito con

cellule piccole e monomorfe (immagine a

destra)

• Alveolare : Crescita che forma strutture

simil-alveolari

• Tubulo-Lobulare :da non confondere col

tubulare, la diagnosi differenziale si fa con

la E-caderina (Immagine a sinistra)

• Pleomorfo

Quello che lo differenzia dal duttale è che è multifocale e multicentrico,il trattamento varia in funzione di

questo.

Carcinoma Tubulare

Poco frequente clinicamente, appena il 2-7%, nello screening è invece circa il

10-20%. Come già anticipato è un istotipo a buona prognosi, diagnosticabile

precocemente. Va in diagnosi differenziale con: la radial scar, adenosi sclerosante, adenosi

microghiandolare.

Carcinoma Cribriforme Invasivo

Anche questo solo 1-3% nella clinica, allo screening sale fino al 6%.La Diagnosi

differenziale è con tumore neuroendocrino e carcinoma adenoideocistico.

Carcinoma Midollare

Ha una frequenza dell’ 1%-7%, caratteristico perché a differenza dei

carcinomi invasivi ,si presenta come un nodulo a limiti ben definiti.Ha una

architettura sinciziale nella quasi totalità del tumore, costituito da cellule

epiteliali pleomorfe in assenza di strutture ghiandolari o tubulari , ma

accompagnate da un diffuso infiltrato linfoplasmacellulare stromale, che

conferisce al tumore non una consistenza dura ma bensì encefaloide.

Una variante importante è quella Atipica, correlata con le mutazioni dei geni

BRCA1 e BRCA2, e che in genere si accompagna a carcinoma duttale

infiltrante con caratteristiche midollari che non si ritrova mai nel tipico.

Carcinoma Mucinoso o Colloide

Nodulo a limiti netti, con consistenza molle come tutti i tumori con produzione di muco, 2-3% di tutti i

carcinomi. Prevalentemente è a muco extracellulare, nel cui contesto si trovano aggregati di cellule

neoplastiche.Ci sono molte varianti , l’unica che merita ricordare è quella a Cellule ad Anello con Castone ,

in cui il muco è intracellulare.

Carcinomi Neuroendocrini

Si parla di questo tipo quando la differenziazione neuroendocrina è presente in oltre il 50% delle cellule.

Sono poco frequenti, più o meno come il colloide, 2-3%,Le varianti sono,

come in altri organi:

• Solido

• A piccole cellule

• A grandi cellule

• Atipico (come nel polmone)

I problemi di diagnosi differenziale sono con processi metastatici, quello

che ci orienta verso la primitività è

♦ L’associazione con componente duttale in situ

♦ Espressione del recettore ormonale per il progesterone

♦ Espressione di proteine tipiche ( come quella associata alla

malattia cistica)

Carcinomi Papillari

Controparte dell’istotipo in situ, carcinomi papillari e micropapillari

invasivi che hanno andamento completamente diverso a fronte di una

morfologia simile.

• Papillare: forma che rientra tra i tipi a buona prognosi

• Micropapillare: forma molto aggressiva , si associa ad

invasione vascolare e dei linfonodi nel 70% dei casi

(immagine a fianco)

Carcinoma Metaplastico

Oltre ad esserci aspetti di

adenocarcinoma nella mammella, il

carcinoma invasivo può apparire con

forme diverse, indice di una

metaplasia in senso squamoso o

sarcomatoide, tant’è che in passato si

parlava di carcinosarcomi.Sono forme

più rare, a prognosi sfavorevole con

presentazione clinica molto rapida , sottoforma di noduli di grosse dimensioni, che richiedono

mastectomia.Si dividono in due gruppi: •

Epiteliali Puri Mucoepidermoide

• A cellule Squamose Misti Epiteliali/Mesenchimali (Carcinosarcomi)

• Adenosquamoso

Carcinoma Infiammatorio

Assolutamente importante, noto anche come mastite carcinomatosa.Non ha nessun rapporto con un

processo infiammatorio in realtà, ma deve la sua definizione al fatto che può clinicamente simulare un

processo flogistico nella mammella che appare aumentata di volume nel suo complesso, arrossata ed

edematosa. Il processo sottostante è in realtà neoplastico e può coinvolgere l’intera mammella, ha come

substrato morfologico l’infiltrazione neoplastica dei vasi linfatici dermici ed intramammari che determina il

quadro clinico sino alla cute a buccia d’arancia. Questo tipo di carcinoma, ed altre forme di grosse

dimensioni si definiscono come forme localmente avanzate che insorgono con coinvolgimento dei linfonodi

ascellari nel 50% dei casi. Si deve procedere con la terapia neoadiuvante, a differenza della maggior parte

dei casi in cui la chirurgia ha un ruolo primario, è infatti molto più importante affrontare il lato sistemico della

malattia che non il controllo locale. L’intervento successivo dipende dalla risposta alla terapia neoadiuvante

indirizzando verso l’intervento conservativo o verso quello radicale.

Fattori prognostici

Questo gruppo di carcinomi della mammella così eterogeneo per istotipi e dimensioni avranno dunque

comportamento diverso.La prognosi buona, intermedia o cattiva è data da diversi parametri,vanno

considerati:

- Fattori prognostici: fattore correlato con l’andamento della malattia ed indipendente dal ruolo svolto

da eventuali terapie adiuvanti o neoadiuvanti

- Fattori predittivi: indicazione di possibilità di risposta del tumore a specifici schemi terapeutici, in

particolare chemioterapia e ormonoterapia.

In genere vengono riuniti insieme avendo alcuni un ruolo più predittivo che prognostico e viceversa.

F P P

ATTORI REVALENTEMENTE ROGNOSTICI

• Diametro Tumorale: fondamentale da solo, inoltre correla con lo stato linfonodale;

• Stato Linfonodale: fattore prognostico più importante,la prognosi cambia in funzione

dell’interessamento e a seconda del numero di linfonodi interessati;

• Grado istologico: grading allo stesso modo del carcinoma duttale in situ, che però è anche un fattore

predittivo in quanto le forme scarsamente differenziate, con maggior attività proliferativa rispondono

meglio ai farmaci antiblastici;

• Istotipo;

• Invasione Vascolare;

• Estesa Componente Intraduttale: spesso sottolineato ma più che altro importante per quanto riguarda

la ripresa di malattia. Il trattamento con terapia conservativa ha un’aumentata probabilità di recidiva;

• Stato dei Margini: parametro importante sempre per le riprese locali di malattia, per sapere se il tumore

è stato asportato nella sua totalità o necessiti reintervento o trattamento radioterapico.

F P P

ATTORI REVALENTEMENTE REDITTIVI

• Recettori Ormonali: recettori per estrogeni e progesterone, espressi in circa l’80% e più dei tumori.

• Attività Proliferativa (IM, Ki-67, TLI, fase S)

• c-erbB-2 o erb2 neo: oncogene che è un recettore per fattori di crescita appartenente alla famiglia

dell’EGFR. È inserito come fattore predittivo in quanto recentemente è stato ideato un anticorpo

monoclonale il Trastuzumab (Herceptin) che ha come bersaglio questo recettore, e il trattamento

immunoterapico associato a chemioterapia ha aumentato la sopravvivenza. Purtroppo i tumori della

mammella che iperesprimono questo recettore sono solo il 20-30%.

Sono anche fattori prognostici, in quanto tumori che proliferano più rapidamente avranno una prognosi

peggiore rispetto a tumori a lenta crescita, anche se c’è qualche dubbio sul ruolo prognostico dei recettori

ormonali.

Esiste poi tutta una serie di parametri che potrebbero avere un ruolo nella determinazione della risposta

alla terapia,in fase di studio come la aneuploidia, che dà informazioni simili alla attività proliferativa, però è

più indaginosa, la p53, catepsina D, Bcl-2, angiogenesi/VEGF, uPA/PAI-1, EGFR, c-erbB-3, molecole di

adesione, metalloproteinasi.

Al momento la valutazione si fa solo con i parametri ormonali, proliferativi e recettoriali.

Fattori prognostici del carcinoma mammario

Diametro e interessamento linfonodale

Le dimensioni del tumore sono particolarmente

importanti come fattore prognostico. Lo screening Distribuzione secondo la categoria pT

mammografico permette di identificare carcinomi duttali 756 casi

in situ e carcinomi invasivi di piccole dimensioni che non carcinoma infiltrante non palpabile

hanno evidenza clinica. Piccole dimensioni significa T 1c

tumori fino a circa 1 cm di diametro, identificando 25,9%

secondo il TNM 196 T2+

T1a :fino a 5mm 2,2%

T1b : sopra 5mm fino a 1cm 1

T1c: sopra 1cm fino a 2cm 6

I tumori T1a e T1b sono dunque le lesioni di piccole T1b T1a

42,6%

dimensioni per eccellenza e rappresentano assieme il 29,3%

322

70% circa delle lesioni che si ritrovano allo screening. 222

Sono presenti anche T1c e T2 e superiori di maggiori

dimensioni che ancora non abbiano dato segno di sé

clinicamente, ma sono casi più rari. La palpabilità di un

nodulo, e quindi l’evidenza clinica, dipende infatti Distribuzione per pN secondo la categoria

anche dalle dimensioni e dalla densità della pT 756 casi di carcinoma infiltrante non

mammella. palpabile

Le dimensioni non sono solo importanti come dato

singolo, ma si correlano direttamente 300 N0

all’interessamento linfonodale, infatti, all’aumentare 79,2% N+

delle dimensioni del tumore, i casi con linfonodi positivi Nx

250

(le colonne rosse) aumentano proporzionalmente.Nei 200 73,5%

T1a la probabilità è solo del 5% , ma sale rapidamente 70,4%

a 1 caso su 4 nel T1c , e continua a salire 150

vertiginosamente nei tumori di maggiori dimensioni. 100 21,6%

A parità di linfonodi negativi il diametro tumorale gioca 12,5% 26,5%

4,9%

un ruolo importante. Infatti se i linfonodi negativi (N0) 8,3% 62,5%

50 3,1% 37,5% 0%

portano ad una sopravvivenza libera da malattia che è 0

circa l’80% a 10 anni, il diametro associato porta T1a T1b T1c T2+

questa sopravvivenza a scendere fino anche al 60%

per diametri intorno a 2 cm.

In questo senso lo screening mammografico è importante per identificare lesioni piccole, migliorando la

prognosi in quanto diminuisce la probabilità di avere metastasi linfonodali, parametro prognostico più

importante.

Inoltre con lo screening si identificano forme a Semi

- quantitative method for assessing

prognosi buona, in genere un 25-30% sono histological grade in breast carcinoma

carcinomi duttali in situ, segue ovviamente il

carcinoma duttale invasivo NOS, e poi una Feature Score

serie di istotipi differenziati definiti a buona Tubule formation

prognosi, tubulare, cribriforme, mucinoso, che Majority of tumor (> 75%) 1

hanno un’incidenza più alta allo screening. Moderate degree (10-75%) 2

Little or none (< 10%) 3

Nuclear pleomorphism

Grading istologico Small, regular uniform cells 1

Il carcinoma invasivo di qualsiasi istotipo sia è Moderate increase in size and variability 2

da tempo suddiviso in 3 categorie sulla base Marked variation 3

della differenziazione: G1 ben differenziato, G2 Mitotic counts

moderatamente differenziato e G3 2-3 hpf 1

scarsamente differenziato.Per assegnare il 5-10 hpf 2

grado si considerano tre parametri morfologici 10 hpf 3

a ciascuno dei quali viene dato un punteggio Dependent on microscope field area/diameter

da 1(forme migliori) a 3(forme peggiori). 3-5 points: grade 1-well differentiated

Formazione di Tubuli: essendo la mammella 6-7 points: grade 2-moderately differentiated

una struttura ghiandolare , la capacità di 8-9 points: grade 3-poorly differentiated

Histopathology 19: 403,1991

formare strutture tubulari riflette la capacità del tumore di differenziarsi in senso mammario.Maggiore è la

componente tubulare maggiore è la differenziazione : il Carcinoma tubulare da questo punto di vista è il

meglio differenziato

Pleomorfismo Nucleare : analogo a quello visto per il carcinoma duttale in situ, valutando dimensioni e

omogeneità dei nuclei.

Conta mitotica: numero di mitosi su 10 campi a forte ingrandimento (400x), abbreviato 10hpf (High power

field).

Il risultato è una somma dei tre punteggi che va da un minimo di 3 ad un massimo di 9 identificando così le

tre categorie di differenziazione istologica.Anche nelle tre immagini la differenza tra un grado e l’altro per

formazione di strutture , dimensione dei nuclei e architettura salta agli occhi. Ogni tumore è quindi diverso

dall’altro.

Istotipi

Anche se è un parametro di secondo piano rispetto a dimensioni e a interessamento linfonodale,si usa

distinguere tre gruppi di istotipi con prognosi diversa:

FAVOREVOLE INTERMEDIA SFAVOREVOLE

Tubulare NOS / NST Micropapillare

Cribriforme Lobulare Infiammatorio

Colloide Midollare Lobulare pleom.

Adenoideocistico Duttale e Lobulare Metaplastico

Secretorio giovanile Secretorio

Tubulolobulare Apocrino

I più frequenti favorevoli sono i primi tre, più volte ricordati con una sopravvivenza a 10 anni del 90%, il

tubulolobulare è una varietà del lobulare con differenziazione in senso ghiandolare.Nella prognosi

sfavorevole domina la mastite carcinomatosa.La maggior parte ricade nel gruppo a prognosi intermedia di

cui fa parte il duttale NOS , la sopravvivenza per queste forme cade a circa il 47-50%. Il carcinoma midollare

è piuttosto controverso, si considerava a buona prognosi, ma istologicamente è un G3 che non esprime

recettori ormonali, ed ha elevata proliferativa , tutti parametri sfavorevoli, quindi più modernamente è inserito

nella prognosi intermedia. Il problema della sua identificazione risiede nel fatto che è di rara osservazione e

non esistono casistiche numericamente sufficienti.

Invasione vascolare

Prevalentemente vasi linfatici ma anche ematici peritumorali ma anche a

distanza, intramammari, fino al quadro del carcinoma infiammatorio che

raggiunge anche il derma.

o Invasione peritumorale :alla periferia della massa neoplastica

infiltrante si trovano strutture vascolari dilatate con all’interno

aggregati di cellule.

o Invasione a distanza : si nota una diffusa permeazione

neoplastica dei linfatici in una zona in cui non si trova nessuna

componente infiltrante, lo sfondo è quello di lobuli mammari

normali.

Margini

La positività dei margini di escissione si studia in caso di interventi di tipo

conservativo, trattando il materiale con inchiostro di china al margine, in modo

che alla sezione si possa identificare dove finisce l’escissione. Nell’immagine

il carcinoma in situ visibile nel dotto è estremamente vicino al margine di sezione colorato in nero, ben sotto

1 mm che l’intervento richiederebbe: in questo caso si rende necessario un reintervento. Addirittura a volte il

margine può essere sul tumore stesso, segno che il chirurgo ha inciso sulla superficie stessa del tumore.

Il futuro nella ricerca nel carcinoma della mammella sta nei profili di espressione genica, ovvero il tentativo

di identificazione di una cosiddetta firma di espressione genica, riconducendo questa eterogeneità di istotipi

ad una serie di sottoclassi che abbiano un tipo di comportamento omogeneo.I geni implicati sono

numerosissimi, studiati tramite macroarray , per ogni tipo di tumore si ricercano i geni attivati,per poter

predire per esempio le possibilità di metastasi a distanza o le recidive che non possono essere escluse con

la sola negatività dei linfonodi . La ricerca è agli inizi e i risultati sembrano promettenti, anche se l’entusiasmo

iniziale deve sempre confrontarsi con le possibilità di ripetibilità in ogni laboratorio e l’applicabilità in campo

clinico.

Fattori Prognostici di recidiva locale dopo chirurgia conservativa

• Dimensioni del Tumore

• Margini di Escissione

• Invasione vascolare

• Estesa Componente intraduttale

• Tipo istologico : In relazione al tipo lobulare che è spesso multifocale e multicentrico

• Grado istologico : poco correlato

T M M

UMORI ESENCHIMALI ALIGNI

Tumori Filloidi Maligni

- Angiosarcoma

- Liposarcoma

- Leiomiosarcoma

- Osteosarcoma

- Linfoma

- B 1-2 /10 HPF

ENIGNI MITOSI

B > 2-5 /10 HPF

ORDERLINE MITOSI

Tumori filloidi maligni (sarcomi filloidi) ( )

A BASSO GRADO DI MALIGNITÀ

Controparte maligna dei filloidi benigni, da cui si M >5 /10 HPF

ALIGNI MITOSI

distinguono per: Rosen’s Breast Pathology, Second Edition, 2001

♦ Pleomorfismo cellulare della componente

stromale,

♦ Attività mitotica

♦ Margine di crescita

♦ Overgrowth stromale: crescita eccessiva della componente stromale , che dà la distinzione tra forme

benigne e maligne. Nelle forme maligne le componenti epiteliali sono assenti in almeno 1 campo a

piccolo ingrandimento (4x).

La definizione attualmente seguita per l’inquadramento in forme benigne, borderline o maligne è quella di

Rosen del 2001,sulla base del numero di mitosi nel contesto della componente stromale, che è l’unica

componente che diventa maligna, configurandosi appunto come un sarcoma.

Come tutti i sarcomi metastatizza per via ematica, tanto che chirurgicamente non si rende necessaria la

dissezione ascellare.

Angiosarcoma

Molto raro, appena 0,05% delle neoplasie maligne è importante perché si presenta in due forme

Primitiva

o Secondario. Insorge specie dopo radioterapia,

o come già accennato la radioterapia fatta per un

linfoma di Hodgkin può rappresentare un rischio

per il carcinoma mammario.

♦ Chirurgia conservativa associata a

radioterapia: caso più frequente

♦ Mastectomia associata a

radioterapia:meno frequente perché sono

rari i casi in cui alla mastectomia segue

una radioterapia.

♦ Sindrome di Stewart Treles: attualmente non si vede più , si presentava in pazienti che dopo

mastectomia e linfadenectomia ascellare sviluppavano linfedema del braccio, nel cui ambito

insorgeva l’angiosarcoma.

Si può fare anche qui un grading sulla base delle strutture vascolari, delle mitosi e della necrosi ed

emorragie:

Grado I (ben differenziato): strutture vascolari anastomizzate con lume ampio

Grado II (a medio grado di differenziazione): 75% di pattern ben differenziato + aree solide

Grado III (scarsamente differenziato): strutture vascolari + aree solide, con necrosi e numerose

mitosi, in più del 50% della lesione

Linfoma

Può essere primitivo mammario o secondario a linfomi di altri distretti. L’età è avanzata, post-menopausale,

più frequente nelle femmine, le forme sono sia linfomi B che T, anche se la maggior parte sono linfomi B a

grandi cellule. La diagnosi differenziale nel caso di un linfoma primitivo è col carcinoma, importante per la

diversità dei trattamenti.I tumori epiteliali che possono simulare un linfoma maligno sono

Carcinoma lobulare invasivo

 Carcinoma midollare: che può essere confuso per un linfoma a causa della sua componente linfoide

 Lesioni infiammatorie: specie con linfomi del MALT

T M S

UMORI AMMARI ECONDARI

Sebbene non frequente, anche la mammella può essere sede di metastasi, che rappresentano lo 0,5-6%

di tutte le neoplasie maligne con un rapporto F:M pari a 6:1.le neoplasie più frequentemente metastatizzanti

in questo ambito sono

• •

Linfomi e Leucemie Rene ( DD con forme a cellule chiare)

• •

Melanoma Tiroide

• Rabdomiosarcoma (in età infantile) •

• Cervice

Polmone •

• Stomaco

Ovaio • Prostata

Ultimamente è stato visto un paziente maschio con metastasi di carcinoma dello stomaco in ambito

mammario.

La metastasi si distingue da una neoplasia primitiva in quanto

È ben circoscritta ( anche se il carcinoma colloide e midollare possono essere altrettanto

 circoscritte)

Non si associa a componente duttale in situ

 Non esprime recettori ormonali

 Non esprime marcatori specifici del tessuto mammario

 Diagnostica preoperatoria nel cancro della mammella

La diagnostica parte dalla mammografia che può evidenziare lesioni precliniche ma che deve essere

seguita necessariamente da approfondimenti quali ad esempio l’ecografia o la RMN, di recente introduzione

prevalentemente in donne giovani per evidenziare lesioni multicentriche o in soggetti con familiarità per

questa patologia

Le tecniche di diagnostica anatomopatologica sono invece la Fine Needle Aspiration Citology(FNAC) e la

Core Biopsy(CB).

FNAC

La FNAC è un esame citologico che aspira dalla lesione sospetta materiale cellulare, aggregati di cellule

epiteliali tramite un ago sottile di 21-22 G.Le cellule possono essere identificate come benigne o maligne ma

questo esame non ci dice niente di più riguardo al fatto che possa essere una neoplasia in situ o

invasiva,che è importantissimo per pianificare l’intervento e considerare di estendere l’intervento alle stazioni

linfonodali, né tantomeno l’istotipo.

La citologia è repertata in cinque categorie indicate con la C di citologia secondo una convenzione

riconosciuta a livello internazionale:

C1 Inadeguato:non consente la diagnosi Ulteriori approfondimenti

C2 Benigno Follow Up

C3 Atipia probabilmente benigno Ulteriori approfondimenti

C4 Sospetto di malignità Chirurgia / Ulteriori approfondimenti


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia patologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bianchi Simonetta.

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