Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Esiste poi tutta una serie di parametri che potrebbero avere un ruolo nella determinazione della risposta

alla terapia,in fase di studio come la aneuploidia, che dà informazioni simili alla attività proliferativa, però è

più indaginosa, la p53, catepsina D, Bcl-2, angiogenesi/VEGF, uPA/PAI-1, EGFR, c-erbB-3, molecole di

adesione, metalloproteinasi.

Al momento la valutazione si fa solo con i parametri ormonali, proliferativi e recettoriali.

Fattori prognostici del carcinoma mammario

Diametro e interessamento linfonodale

Le dimensioni del tumore sono particolarmente

importanti come fattore prognostico. Lo screening Distribuzione secondo la categoria pT

mammografico permette di identificare carcinomi duttali 756 casi

in situ e carcinomi invasivi di piccole dimensioni che non carcinoma infiltrante non palpabile

hanno evidenza clinica. Piccole dimensioni significa T 1c

tumori fino a circa 1 cm di diametro, identificando 25,9%

secondo il TNM 196 T2+

T1a :fino a 5mm 2,2%

T1b : sopra 5mm fino a 1cm 1

T1c: sopra 1cm fino a 2cm 6

I tumori T1a e T1b sono dunque le lesioni di piccole T1b T1a

42,6%

dimensioni per eccellenza e rappresentano assieme il 29,3%

322

70% circa delle lesioni che si ritrovano allo screening. 222

Sono presenti anche T1c e T2 e superiori di maggiori

dimensioni che ancora non abbiano dato segno di sé

clinicamente, ma sono casi più rari. La palpabilità di un

nodulo, e quindi l’evidenza clinica, dipende infatti Distribuzione per pN secondo la categoria

anche dalle dimensioni e dalla densità della pT 756 casi di carcinoma infiltrante non

mammella. palpabile

Le dimensioni non sono solo importanti come dato

singolo, ma si correlano direttamente 300 N0

all’interessamento linfonodale, infatti, all’aumentare 79,2% N+

delle dimensioni del tumore, i casi con linfonodi positivi Nx

250

(le colonne rosse) aumentano proporzionalmente.Nei 200 73,5%

T1a la probabilità è solo del 5% , ma sale rapidamente 70,4%

a 1 caso su 4 nel T1c , e continua a salire 150

vertiginosamente nei tumori di maggiori dimensioni. 100 21,6%

A parità di linfonodi negativi il diametro tumorale gioca 12,5% 26,5%

4,9%

un ruolo importante. Infatti se i linfonodi negativi (N0) 8,3% 62,5%

50 3,1% 37,5% 0%

portano ad una sopravvivenza libera da malattia che è 0

circa l’80% a 10 anni, il diametro associato porta T1a T1b T1c T2+

questa sopravvivenza a scendere fino anche al 60%

per diametri intorno a 2 cm.

In questo senso lo screening mammografico è importante per identificare lesioni piccole, migliorando la

prognosi in quanto diminuisce la probabilità di avere metastasi linfonodali, parametro prognostico più

importante.

Inoltre con lo screening si identificano forme a Semi

- quantitative method for assessing

prognosi buona, in genere un 25-30% sono histological grade in breast carcinoma

carcinomi duttali in situ, segue ovviamente il

carcinoma duttale invasivo NOS, e poi una Feature Score

serie di istotipi differenziati definiti a buona Tubule formation

prognosi, tubulare, cribriforme, mucinoso, che Majority of tumor (> 75%) 1

hanno un’incidenza più alta allo screening. Moderate degree (10-75%) 2

Little or none (< 10%) 3

Nuclear pleomorphism

Grading istologico Small, regular uniform cells 1

Il carcinoma invasivo di qualsiasi istotipo sia è Moderate increase in size and variability 2

da tempo suddiviso in 3 categorie sulla base Marked variation 3

della differenziazione: G1 ben differenziato, G2 Mitotic counts

moderatamente differenziato e G3 2-3 hpf 1

scarsamente differenziato.Per assegnare il 5-10 hpf 2

grado si considerano tre parametri morfologici 10 hpf 3

a ciascuno dei quali viene dato un punteggio Dependent on microscope field area/diameter

da 1(forme migliori) a 3(forme peggiori). 3-5 points: grade 1-well differentiated

Formazione di Tubuli: essendo la mammella 6-7 points: grade 2-moderately differentiated

una struttura ghiandolare , la capacità di 8-9 points: grade 3-poorly differentiated

Histopathology 19: 403,1991

formare strutture tubulari riflette la capacità del tumore di differenziarsi in senso mammario.Maggiore è la

componente tubulare maggiore è la differenziazione : il Carcinoma tubulare da questo punto di vista è il

meglio differenziato

Pleomorfismo Nucleare : analogo a quello visto per il carcinoma duttale in situ, valutando dimensioni e

omogeneità dei nuclei.

Conta mitotica: numero di mitosi su 10 campi a forte ingrandimento (400x), abbreviato 10hpf (High power

field).

Il risultato è una somma dei tre punteggi che va da un minimo di 3 ad un massimo di 9 identificando così le

tre categorie di differenziazione istologica.Anche nelle tre immagini la differenza tra un grado e l’altro per

formazione di strutture , dimensione dei nuclei e architettura salta agli occhi. Ogni tumore è quindi diverso

dall’altro.

Istotipi

Anche se è un parametro di secondo piano rispetto a dimensioni e a interessamento linfonodale,si usa

distinguere tre gruppi di istotipi con prognosi diversa:

FAVOREVOLE INTERMEDIA SFAVOREVOLE

Tubulare NOS / NST Micropapillare

Cribriforme Lobulare Infiammatorio

Colloide Midollare Lobulare pleom.

Adenoideocistico Duttale e Lobulare Metaplastico

Secretorio giovanile Secretorio

Tubulolobulare Apocrino

I più frequenti favorevoli sono i primi tre, più volte ricordati con una sopravvivenza a 10 anni del 90%, il

tubulolobulare è una varietà del lobulare con differenziazione in senso ghiandolare.Nella prognosi

sfavorevole domina la mastite carcinomatosa.La maggior parte ricade nel gruppo a prognosi intermedia di

cui fa parte il duttale NOS , la sopravvivenza per queste forme cade a circa il 47-50%. Il carcinoma midollare

è piuttosto controverso, si considerava a buona prognosi, ma istologicamente è un G3 che non esprime

recettori ormonali, ed ha elevata proliferativa , tutti parametri sfavorevoli, quindi più modernamente è inserito

nella prognosi intermedia. Il problema della sua identificazione risiede nel fatto che è di rara osservazione e

non esistono casistiche numericamente sufficienti.

Invasione vascolare

Prevalentemente vasi linfatici ma anche ematici peritumorali ma anche a

distanza, intramammari, fino al quadro del carcinoma infiammatorio che

raggiunge anche il derma.

o Invasione peritumorale :alla periferia della massa neoplastica

infiltrante si trovano strutture vascolari dilatate con all’interno

aggregati di cellule.

o Invasione a distanza : si nota una diffusa permeazione

neoplastica dei linfatici in una zona in cui non si trova nessuna

componente infiltrante, lo sfondo è quello di lobuli mammari

normali.

Margini

La positività dei margini di escissione si studia in caso di interventi di tipo

conservativo, trattando il materiale con inchiostro di china al margine, in modo

che alla sezione si possa identificare dove finisce l’escissione. Nell’immagine

il carcinoma in situ visibile nel dotto è estremamente vicino al margine di sezione colorato in nero, ben sotto

1 mm che l’intervento richiederebbe: in questo caso si rende necessario un reintervento. Addirittura a volte il

margine può essere sul tumore stesso, segno che il chirurgo ha inciso sulla superficie stessa del tumore.

Il futuro nella ricerca nel carcinoma della mammella sta nei profili di espressione genica, ovvero il tentativo

di identificazione di una cosiddetta firma di espressione genica, riconducendo questa eterogeneità di istotipi

ad una serie di sottoclassi che abbiano un tipo di comportamento omogeneo.I geni implicati sono

numerosissimi, studiati tramite macroarray , per ogni tipo di tumore si ricercano i geni attivati,per poter

predire per esempio le possibilità di metastasi a distanza o le recidive che non possono essere escluse con

la sola negatività dei linfonodi . La ricerca è agli inizi e i risultati sembrano promettenti, anche se l’entusiasmo

iniziale deve sempre confrontarsi con le possibilità di ripetibilità in ogni laboratorio e l’applicabilità in campo

clinico.

Fattori Prognostici di recidiva locale dopo chirurgia conservativa

• Dimensioni del Tumore

• Margini di Escissione

• Invasione vascolare

• Estesa Componente intraduttale

• Tipo istologico : In relazione al tipo lobulare che è spesso multifocale e multicentrico

• Grado istologico : poco correlato

T M M

UMORI ESENCHIMALI ALIGNI

Tumori Filloidi Maligni

- Angiosarcoma

- Liposarcoma

- Leiomiosarcoma

- Osteosarcoma

- Linfoma

- B 1-2 /10 HPF

ENIGNI MITOSI

B > 2-5 /10 HPF

ORDERLINE MITOSI

Tumori filloidi maligni (sarcomi filloidi) ( )

A BASSO GRADO DI MALIGNITÀ

Controparte maligna dei filloidi benigni, da cui si M >5 /10 HPF

ALIGNI MITOSI

distinguono per: Rosen’s Breast Pathology, Second Edition, 2001

♦ Pleomorfismo cellulare della componente

stromale,

♦ Attività mitotica

♦ Margine di crescita

♦ Overgrowth stromale: crescita eccessiva della componente stromale , che dà la distinzione tra forme

benigne e maligne. Nelle forme maligne le componenti epiteliali sono assenti in almeno 1 campo a

piccolo ingrandimento (4x).

La definizione attualmente seguita per l’inquadramento in forme benigne, borderline o maligne è quella di

Rosen del 2001,sulla base del numero di mitosi nel contesto della componente stromale, che è l’unica

componente che diventa maligna, configurandosi appunto come un sarcoma.

Come tutti i sarcomi metastatizza per via ematica, tanto che chirurgicamente non si rende necessaria la

dissezione ascellare.

Angiosarcoma

Molto raro, appena 0,05% delle neoplasie maligne è importante perché si presenta in due forme

Primitiva

o Secondario. Insorge specie dopo radioterapia,

o come già accennato la radioterapia fatta per un

linfoma di Hodgkin può rappresentare un rischio

per il carcinoma mammario.

♦ Chirurgia conservativa associata a

radioterapia: caso più frequente

♦ Mastectomia associata a

radioterapia:meno frequente perché sono

rari i casi in cui alla mastectomia segue

una radioterapia.

♦ Sindrome di Stewart Treles: attualmente non si vede più , si presentava in pazienti che dopo

mastectomia e linfadenectomia ascellare sviluppavano linfedema del braccio, nel cui ambito

insorgeva l’angiosarcoma.

Si può fare anche qui un grading sulla base delle strutture vascolari, delle mitosi e della necrosi ed

emorragie:

Grado I (ben differenziato): strutture vascolari anastomizzate con lume ampio

Grado II (a medio grado di differenziazione): 75% di pattern ben differenziato + aree solide

Grado III (scarsamente differenziato): strutture vascolari + aree solide, con necrosi e numerose

mitosi, in più del 50% della lesione

Linfoma

Può essere primitivo mammario o secondario a linfomi di altri distretti. L’età è avanzata, post-menopausale,

più frequente nelle femmine, le forme sono sia linfomi B che T, anche se la maggior parte sono linfomi B a

grandi cellule. La diagnosi differenziale nel caso di un linfoma primitivo è col carcinoma, importante per la

diversità dei trattamenti.I tumori epiteliali che possono simulare un linfoma maligno sono

Carcinoma lobulare invasivo

 Carcinoma midollare: che può essere confuso per un linfoma a causa della sua componente linfoide

 Lesioni infiammatorie: specie con linfomi del MALT

T M S

UMORI AMMARI ECONDARI

Sebbene non frequente, anche la mammella può essere sede di metastasi, che rappresentano lo 0,5-6%

di tutte le neoplasie maligne con un rapporto F:M pari a 6:1.le neoplasie più frequentemente metastatizzanti

in questo ambito sono

• •

Linfomi e Leucemie Rene ( DD con forme a cellule chiare)

• •

Melanoma Tiroide

• Rabdomiosarcoma (in età infantile) •

• Cervice

Polmone •

• Stomaco

Ovaio • Prostata

Ultimamente è stato visto un paziente maschio con metastasi di carcinoma dello stomaco in ambito

mammario.

La metastasi si distingue da una neoplasia primitiva in quanto

È ben circoscritta ( anche se il carcinoma colloide e midollare possono essere altrettanto

 circoscritte)

Non si associa a componente duttale in situ

 Non esprime recettori ormonali

 Non esprime marcatori specifici del tessuto mammario

 Diagnostica preoperatoria nel cancro della mammella

La diagnostica parte dalla mammografia che può evidenziare lesioni precliniche ma che deve essere

seguita necessariamente da approfondimenti quali ad esempio l’ecografia o la RMN, di recente introduzione

prevalentemente in donne giovani per evidenziare lesioni multicentriche o in soggetti con familiarità per

questa patologia

Le tecniche di diagnostica anatomopatologica sono invece la Fine Needle Aspiration Citology(FNAC) e la

Core Biopsy(CB).

FNAC

La FNAC è un esame citologico che aspira dalla lesione sospetta materiale cellulare, aggregati di cellule

epiteliali tramite un ago sottile di 21-22 G.Le cellule possono essere identificate come benigne o maligne ma

questo esame non ci dice niente di più riguardo al fatto che possa essere una neoplasia in situ o

invasiva,che è importantissimo per pianificare l’intervento e considerare di estendere l’intervento alle stazioni

linfonodali, né tantomeno l’istotipo.

La citologia è repertata in cinque categorie indicate con la C di citologia secondo una convenzione

riconosciuta a livello internazionale:

C1 Inadeguato:non consente la diagnosi Ulteriori approfondimenti

C2 Benigno Follow Up

C3 Atipia probabilmente benigno Ulteriori approfondimenti

C4 Sospetto di malignità Chirurgia / Ulteriori approfondimenti

C5 Maligno Chirurgia

La citologia ha dei limiti, per esempio in C3 si riconosce che c’è una lesione proliferativa con atipie ma più di

tanto non ci può dire, devono seguire altri accertamenti. Sicuramente non ci si può fermare davanti a

C1,specie se la mammografia o l’ecografia non sono rassicuranti ,perché è come non aver fatto l’esame.Allo

stesso modo a fronte di un C3 bisogna andare più a fondo,è una patologia probabilmente benigna ma di tipo

proliferativo che va indagata. Al contrario un C2 compatibile con un quadro strumentale rassicurante non

necessita di altri accertamenti.Nel C5 è sicuro che si tratti di un qualcosa di maligno mentre nel C4l

l’eventualità di una malignità è dell’80% e si considera comunque la possibilità di togliere il nodulo.I falsi

positivi sono molto pochi.L’intervento è indicato specie se si configura la triade del sospetto clinico,

mammografico e citologico.

CB

È un prelievo microistologico che può essere effettuato tramite due metodiche:

 Needle Core Biopsy convenzionale (

NCB ) : che ottiene dei frustoli simili a quelli di una biopsia

epatica.Si usano degli aghi da 14 G che prelevano dei frustoli di 1mm di diametro e lunghi circa

20mm.

 Vacuum Assisted Needle Core Biopsy (

VACB ) :Effettuata con una macchina particolare,il

Mammotom,che lavora sottovuoto, che riesce a prelevare frustoli di tessuto più consistenti

rendendo l’esame istologico più agevole.Gli aghi sono più grandi, da 11G che prelevano frustoli

di 3mm di diametro con lunghezza di poco più lunga rispetto alla NCB. Sempre rispetto a

quest’ultima si possono prelevare un numero maggiore di frustoli.

La grande importanza dell’introduzione della CB risiede nel fatto che si può identificare se la lesione è in

situ o già invasiva importantissimo in fase preoperatoria, e inoltre si può avere già anche una possibile

valutazione dell’istotipo o del grado istologico, come fosse un comune esame istologico su pezzo

operatorio.Allo stesso modo si può valutare ad esempio l’espressione del recettore per gli estrogeni,

importante nei casi che fanno terapia neoadiuvante, per orientare il tipo di chemioterapia.

Analogamente alla citologia si ha una classificazione in cinque categorie stavolta siglate con la B di biopsia

•B1 Tessuto normale / Non diagnostico

•B2 Lesione benigna

•B3 Lesione a potenziale di malignità incerto (Proliferazione epiteliale atipica di tipo duttale,LIN, Tumore

filloide, Lesioni papillari, RS, mucocele)

•B4 Lesione sospetta

•B5 Lesione maligna

Il B1 ha lo stesso significato di un C1 citologico, e necessità di altri approfondimenti. In alcuni casi si può

osservare però tessuto normale, che può anche essere il costituente di una semplice alterazione o

distorsione parenchimale osservata alla mammografia con cui è sempre importante la correlazione.

Anche sul prelievo istologico c’è un gruppo di lesioni di cui non è possibile fare diagnosi di certezza in

quanto il prelievo dà solo una visione parziale della lesione , e cioè la

classe B3, che raggruppa lesioni con potenziale di malignità non

determinato (anche se questo termine è improprio) ma di cui è possibile

comunque fare diagnosi a differenza della citologia. Vi rientrano tutte le

proliferazioni atipiche duttali, o i tumori filloidi per cui l’esame non è

sufficiente a determinarne la benignità o la malignità, allo stesso modo

lesioni papillari e lesioni sclerosanti.Il mucocele è una raccolta di muco

all’interno di cisti, come nella malattia fibrocistica che può essere

scambiato per la periferia di un carcinoma colloide.In ogni caso si

procede alla biopsia escissionale chirurgica.

B4 identifica lesioni sospette, che siamo quasi sicuri che siano maligne

ma non del tutto ,perché ad esempio sono presenti artefatti o per scarsità

di materiale .B5 ha lo stesso significato di C5, ma ci può dire se il

carcinoma è in situ o già invasivo, ponendo l’indicazione al tipo

d’intervento.

Riassumendo :In pratica tutte le lesioni B3, B4 e B5 vanno alla chirurgia,

salvo la radial scar che può anche essere seguita cn follow Up. Tutte le

lesioni B2 vengono seguite col follow-up.

Biopsia del Linfonodo Sentinella

Proposta dal 97-98 , in alternativa alla dissezione ascellare completa,

secondo la teoria che il linfonodo sentinella rappresenta è il primo a cui

giunge il drenaggio di quel distretto anatomico , e sul principio che la negatività del linfonodo in questione è

predittivo della negatività di tutti gli altri linfonodi ascellari. È una teoria nota da tempo, già applicata nel

melanoma e in fase di valutazione per altri distretti corporei.

Lo studio del linfonodo sentinella è molto approfondito, perché bisogna avere la certezza della sua

negatività, si effettuano quindi sezioni seriate a intervalli di 100-200μm su tutto il linfonodo, su si può fare

anche l’esame istochimico con anticorpi antcicitocheratine, che consentono di visualizzare le cellule epiteliali

maligne, si possono fare anche sezioni al congelatore o per apposizione.Si possono così osservare un’alta

percentuale di interessamento sottoforma di:

• Cellule tumorali isolate (ITC): piccoli cluster di 5-6 cellule tumorali nell’ambito del linfonodo inferiori a

0,2mm,non hanno evidenza istologica di malignità (ovvero assenza di proliferazione e reazione

stromale). Sono definite come pN0 (i+), quindi linfonodo negativo ma positivo per cellule isolate. Non si

fa la dissezione ascellare, infatti la probabilità di trovare delle metastasi in altri linfonodi sentinella è

molto bassa.

• Micrometastasi:Fino al 2002 le micrometastasi venivano stadiate come pN1a, intendendo con questo

termine tutti quei casi in cui c’era un deposito di cellule maligne il cui diametro massimo non superava i

2mm. Successivamente con l’introduzione del concetto di ITC le micrometastasi sono definite come

aggregati che vanno da 0,2 a 2mm e definite come pN1mi , dove mi sta per micrometastasi.Quando il

linfonodo è positivo per micrometastasi (od ovviamente macrometastasi) si va alla dissezione ascellare,

e nel 16% dei casi si trovano linfonodi non sentinella positivi.Il significato prognostico delle

micrometastasi è dibattuto nonostante l’interesse diagnostico.

Patologia mammaria benigna

La mammella è costituita dalla zona areolare con i grossi dotti areolari, poi si risale attraverso dotti di

calibro intermedio per arrivare ai dotti terminali, ciascuno a dare le unità terminali, i lobuli.

WHO 2003

Patologia infiammatoria

 Malattia fibrocistica (fibrocystic disease)

 Proliferazioni epiteliali benigne

 Lesioni proliferative intraduttali

 Neoplasie papillari

 Tumori fibroepiteliali (Fibro Adenoide– Tumore Filloide -Amartoma)

 Adenoma del capezzolo

 Tumori mesenchimali benigni (Tumore a Cellule Granulose, lipoma, leiomioma ecc.)

Patologia infiammatoria

M P : si osserva in corso di allattamento in circa il 10% dei casi. E’ un processo acuto

ASTITE UERPERALE

localizzato a un’area della mammella, può evolvere in ascesso, quindi in una raccolta di materiale purulento.

Gli agenti patogeni di solito riconosciuti sono Stafilococco e Streptococco, che trovano come via di ingresso

ragadi a livello del capezzolo.

M P : sembra ci sia una correlazione con il fumo di sigaretta; soggetti giovani,

ASTITE ERIDUTTALE

prevalentemente donne. Gli agenti patogeni generalmente sono germi anaerobi, che si possono ritrovare

nella secrezione mammaria (sierosa, sieroematica o purulenta). La mastite periduttale può essere preceduta

da una flogosi acuta periareolare. Interessa i grossi dotti della ghiandola mammaria, prevalentemente nella

zona areolare, la zona centrale.

E D : interessa soggetti più anziani, donne. C’ è secrezione sterile, non purulenta, in quanto non

CTASIA UTTALE

si tratta di un’infezione batterica, ma è associata a ristagno di secreto denso nei dotti principali. Secondo

alcuni non è un processo infiammatorio, ma è da inserire nell’ambito dei processi di invecchiamento della

ghiandola mammaria. La dilatazione duttale con successiva rottura dà luogo a fenomeni flogistici reattivi del

tessuto circostante. Per questo si può presentare con retrazione della cute, del capezzolo,come un nodulo

di consistenza aumentata, ed entra in Diagnosi Differenziale con carcinoma invasivo.

M G L : flogosi granulomatosa, che interessa soggetti giovani, di solito con

ASTITE RANULOMATOSA OBULARE

gravidanza recente o in allattamento;è considerata una forma idiopatica, perché non se ne sa la causa.

Altre flogosi granulomatose che possono interessare la ghiandola mammaria sono: tubercolosi, sarcoidosi,

AIDS, infezioni fungine (actinomicosi).

G C E : è una reazione infiammatoria granulomatosa, gigantocellulare, ad un corpo

RANULOMA DA ORPO STRANEO

estraneo nella ghiandola mammaria: prevalentemente si tratta di materiale protesico utilizzato

per mastoplastica (silicone o composti a base di polivinile), soprattutto in passato, quando veniva iniettato

direttamente silicone libero e si creavano flogosi talmente imponenti da dover asportare l’intera ghiandola.

Si parla anche di oleogranuloma perché il silicone è un materiale oleoso. In realtà, anche i punti di sutura di

un intervento chirurgico possono dare una reazione granulomatosa, e questo è importante perché una

paziente operata per neoplasia della mammella che torna con dei noduli a livello della cicatrice può simulare

una ripresa di malattia. Altri elementi che possono dare granulomi sono aghi di colesterolo depositati nella

ghiandola, o ancora il carbone sterile che viene iniettato dal radiologo per aiutare il chirurgo nella

localizzazione delle lesioni non palpabili, pur essendo sterile, questa sostanza talvolta può creare reazioni

granulomatose.

L : necrosi del tessuto adiposo a causa di un trauma, che può essere accidentale, in corso di

IPONECROSI

incidenti per es. da compressione da parte della cintura di sicurezza, o iatrogeno, in corso di intervento

chirurgico o manovre mediche.

M D : donne con diabete mellito insulinodipendente di lunga durata. Si presenta con noduli

ASTOPATIA IABETICA

multipli di consistenza aumentata (DD con neoplasie maligne) . All’istologia si caratterizza per un infiltrato

linfocitario perivasale e peri- ed intralobulare; nello stroma denso della ghiandola si riconoscono

miofibroblasti epitelioidi. Probabile patogenesi autoimmunitaria.

Malattia fibrocistica

Nota in passato come displasia mammaria benigna, termine abbandonato perché questa patologia non ha

assolutamente significato preneoplastico. Si parla anche di “alterazioni fibrocistiche”, perché secondo alcuni

questo quadro si può interpretare come una risposta abnorme, parafisiologica, a stimoli ormonali, e quindi

come un quadro disfunzionale più che come malattia.

E’ la patologia benigna più frequente insieme all’adenoma, si ritrova in donne in età fertile, con un picco di

incidenza intorno ai 25-40 anni

Lesioni elementari:

• Cisti: lesione più importante. Possono essere uniche, multiple, di dimensioni variabili, possono estendersi a

una porzione o a tutto l’albero ghiandolare, omo o bilaterali. Alcune sono dette “cisti blu” perché

macroscopicamente, quando sono ancora replete del loro contenuto liquido, assumono un colorito

bluastro.La diagnosi differenziale è con noduli mammari solidi,distinguibili all’ esame ecografico. Di solito

quando si tratta di cisti uniche di grosse dimensioni è sufficiente l’aspirazione del contenuto liquido della cisti

per risolvere il quadro clinico.

• Metaplasia Apocrina :Le cisti sono rivestite in genere dall’epitelio ghiandolare che costituisce la struttura

lobulare e duttale della mammella ; parte di queste cisti può andare incontro alla metaplasia apocrina: si

tratta di cellule monostratificate ma che possono dare anche estroflessioni papillari nella cisti, caratterizzate

da citoplasma ampio, eosinofilo, finemente granulare e nucleo piccolo di tipo picnotico.

• Adenosi e iperplasia epiteliale (duttale e/o lobulare): entrambe sono indici di proliferazione della

componente epiteliale,

o Nell ‘adenosi si ha un aumento numerico delle singole strutture duttali che compongono il

lobulo mammario; la loro struttura sarà conservata, cioè ci saranno piccoli lumi ghiandolari,

rivestiti dal doppio strato di cellule luminali e mioepiteliali o basali.

o L’iperplasia è la pluristratificazione dell’epitelio dei dotti, cioè c’è un aumento numerico degli

strati, quindi quando gli strati sono più di due. L’iperplasia epiteliale, dal punto di vista

morfologico può essere sia di tipo duttale che lobulare: questa è una terminologia

puramente descrittiva, non si parla di sede perché sia l’adenosi che l’iperplasia epiteliale

sono patologie della Terminal Ductal Lobule Unit (unità terminale dotto-lobulare). Quando

l’iperplasia epiteliale diventa atipica cioè si connota di atipie, non solo a livello citologico ma

anche a livello architetturale, la paziente è a rischio 5 volte maggiore ( rispetto al rischio

delle forme proliferative senza atipia che è dello 1,5-2%) di sviluppare un carcinoma

invasivo. Il rischio aumenta ancora di più si siamo arrivati al carcinoma in situ (10 volte

superiore).

• Fibrosi

• Infiltrato Flogistico: per rottura spontanea

Quadri Anatomo-patologici :

Dipendono dalla lesione elementare prevalente.

• Mastopatia Fibrocistica: più comune soprattutto nelle donne giovani

• Mastopatia Fibrosa

• Mastopatia Fibroadenosica

• Mastopatia (micro)Fibroadenomatosa: si osservano come tanti piccoli fibroadenomi.

Questi casi si possono poi accompagnare a iperplasia epiteliale con o senza atipia.

Proliferazioni epiteliali benigne

1. Adenosi : può essere anche di per sé un quadro patologico.

o Florida : se un’area del parenchima mammario va incontro a questa proliferazione; si parla addirittura

di tumore adenosico, nel senso che può presentarsi clinicamente come un nodulo mammario.

o Apocrina : se le cellule vanno incontro a metaplasia apocrina.

o Sclerosante : se accompagna l’aumento numerico delle singole strutture duttulari una proliferazione

eccessiva delle cellule mioepiteliali, che danno sclerosi, distorsione delle strutture ghiandolari e

danno problemi di DD dal punto di vista strumentale e istopatologico


PAGINE

21

PESO

10.41 MB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia patologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Bianchi Simonetta.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Anatomia patologica

Anatomia Patologica - Patologia endocranica
Appunto
Anatomia Patologica - Patologia cutanea
Appunto
Anatomia Patologica - Patologia endocrinologica
Appunto
Anatomia Patologica - Patologia genitale femminile
Appunto