Emorragie cerebrali
Sono condizioni patologiche rappresentate da una fuoriuscita di sangue da vasi sanguigni e dalla sua raccolta
dei tessuti cerebrali, negli spazi subaracnoidei e in cavità encefaliche (ad esempio i ventricoli cerebrali). Tali
patologie sono attualmente in aumento, ciò è dovuto all'aumento dell'età media della popolazione e alla
frequenza di eventi traumatici; negli Stati Uniti sono stati registrati più di 50.000 casi ogni anno.
Classificazione in base all'eziologia
• Emorragie cerebrali spontanee (non traumatiche) :possono essere dovute a:
•Aterosclerosi (la causa più frequente),
•Rottura di un aneurisma,
•Anomalie vascolari,
•Embolia cerebrale,
•Disturbi della coagulazione,
•Amiloidosi,
•Tumori: un esempio è rappresentato dal glioblastoma multiforme, detto anche
"glioma apoplettico" perché può dare luogo ad emorragie imponenti dovute alle
alterazioni vascolari che questo presenta e naturalmente alla sua forte
vascolarizzazione; possono dare questi esiti non solo neoplasie maligne ma
anche alcune neoplasie benigne; anche l'astrocitoma pilocitico può provocare
tale manifestazione. In generale si può dire che l'emorragia cerebrale è una
eventualità piuttosto frequente nei tumori
•Emorragie cerebrali traumatiche,
•Emorragie sine materia.Le emorragie sine materia colpiscono sedi inusuali e si definiscono così perché
pur utilizzando le più sofisticate tecniche strumentali in nostro possesso non si riesce a identificare
l'origine del sanguinamento; una buona parte di queste emorragie possono essere definite suicida, in
cui la causa (rappresentata ad esempio da una anomalia vascolare) viene a distruggersi in seguito al
processo emorragico.
Classificazione in base alla localizzazione
1. Intracerebrali,
2. Extracerebrali,
•emorragie epidurali,
•emorragie subdurali,
•emorragie subaracnoidee.
a. Emorragie intracerebrali
Si distinguono
Grandi emorragie cerebrali: di cui parleremo.
o Piccole emorragie cerebrali , rappresentate da piccoli fatti emorragici puntiformi dovuti a disturbi più generali,
o come ad esempio disturbi della coagulazione.
La maggior parte delle emorragie intracerebrali è spontanea, su base aterosclerotica. L’ipertensione cronica
causa alterazioni come aterosclerosi più precoce nelle arterie di calibro maggiore, arteriolosclerosi ailina e, nei
casi più gravi, necrosi arteriolare franca. La correlazione con l'aterosclerosi è un'acquisizione piuttosto recente,
prima di questa si sono succedute moltissime teorie; nell'800 Charcot sottolineò la possibilità che alla base della
grande emorragia cerebrale (GEC) ci fosse la formazione di microaneurismi (buona intuizione, ma non ancora
correlata all'aterosclerosi!). Secondo la "teoria del sostegno" che si è affermata nel '900 alla base delle grandi
emorragie non c'erano tanto alterazioni della parete del vaso, bensì del tessuto perivasale che favorisce il fatto
emorragico in seguito ad ischemia o stenosi (ad esempio per trombi). Attualmente si sa che tali emorragie sono
dovute all'aterosclerosi e all'ipertensione, infatti dimostrano una particolare incidenza anche in soggetti ipertesi
senza altra patologia.
La fascia d'età più colpita dall'emorragia cerebrale spontanea è quella tra 50 e 70 anni; c'è poi una lieve
prevalenza nel sesso maschile. Spesso la sede colpita è quella dei nuclei della base per la rottura delle arterie
lenticolo-ottiche e di quelle lenticolo-striate che originano dall'arteria cerebrale media.
Più in generale le grandi emorragie cerebrali sono dovute a rottura di arterie che originano con decorso
arciforme centrifugo dal poligono del Willis e irrorano i nuclei della base e le capsule interne, tra queste arterie
sono comprese appunto le lenticolo-ottiche e le lenticolo-striate che originano dall'arteria cerebrale media; la
caratteristica più evidente di questi vasi maggiormente soggetti a rottura è proprio l'origine ad angolo retto, che
le tende maggiormente sensibili ai processi aterosclerotici e alla pressione arteriosa.
Le emorragie che colpiscono i nuclei della base sono dette emorragie tipiche (in sede tipica)
o Le emorragie che colpiscono altre sedi sono dette atipiche
o
Conseguenze dalla GEC
Sono rappresentate dall'invasione del sangue del tessuto cerebrale. Macroscopicamente l'encefalo risulta
dunque tumefatto e congesto, la conseguenza più estrema dall'emorragia è l'inondazione ventricolare e degli
spazi subaracnoidei. I casi GEC che arrivano al tavolo autoptico provocano un'ampia distruzione del tessuto
nervoso, mentre nei casi in cui il paziente non incorra nel decesso si può avere un fenomeno di riassorbimento
dell'emorragia e di cicatrizzazione (cicatrice apoplettica). L'edema provoca l'appiattimento delle circonvoluzioni
cerebrali, la scomparsa dei solchi, il parenchima è pallido per la compressione dei vasi capillari; in certi casi si
può arrivare anche ad una erniazione.
L'esordio della GEC è comunque brusco, spesso dovuto ad uno sbalzo pressorio che provoca la rottura dei
vasi danneggiati da aterosclerosi; i sintomi acuti sono dunque:
a) Perdita di coscienza,
b) Midriasi pupillare,
c) Alterazioni respiratorie,
d) Alterazioni circolatorie (ipotensione o ipertensione),
e) Sfinteri incontinenti (rilevato spesso come primo sintomo dai familiari),
ipertermia.
Quando il paziente riprende conoscenza compaiono i sintomi più tipici correlati ad una GEC,dovuti alla
distruzione dei nuclei della base e della capsula interna, in quest'ultima infatti vi decorrono:
a) il fascio genicolato per i nuclei di motori dei nervi cranici e dunque si può avere paralisi dei muscoli
faciali,
b) le fibre motorie cortico-spinali e dunque emiplegia flaccida (un sintomo molto spesso tardivo,
quando il paziente esce dal coma),
c) le vie uditive e dunque sordità,
d) le vie ottiche e dunque disturbi visivi.
I sintomi descritti comunque insorgono tutti tardivamente.
La causa principale di emorragia cerebrale è dunque l'ipertensione+ aterosclerosi, però la causa può essere
una malformazione vascolare :
MAV (Malformazione Artero-Venosa): quadri patologici in cui si apprezzano grovigli vascolari del tutto
anomali per calibro e parete (spesso dilatati e con parete ispessita), possono provocare dunque una
emorragia cerebrale spontanea atipica; tali malformazione si riscontrano soprattutto nei giovani.
Angiomi cavernosi o venosi
:Canali vascolari organizzati con pareti fibrose sottili. Si verificano nel
cervelletto , nel ponte e in regione sottocorticale, frequentemente rivestiti da focolai di pregresse emorragie.
Teleangectasie capillari :Focolai microscopici di canali vascolari dilatati a pareti sottili,separati da tessuto
nervoso normale, prevalentemente pontini.
Ematomi epidurali
Tali condizioni patologiche non interessano, almeno non primariamente, le strutture cerebrali; spesso sono
conseguenti ad eventi traumatici (quasi il 5% dei traumi cranici si associano ad emorragia epidurale) e vedono la
raccolta di sangue tra la dura madre e il periostio. La sede in cui risulta maggiore l'insorgenza corrisponde alla
squama temporale, infatti in corrispondenza di questa esiste una formazione detta zona scollabile in cui si
riscontra una maggiore lassità e una minore aderenza al periostio: in questo punto risulta evidentemente più
facile la raccolta di sangue. Negli anziani (oltre 75 anni) le emorragie epidurali sono meno frequenti per il fatto
che la loro dura madre va incontro a fenomeni di fibrosi e calcificazione (dunque risulta più adesa al periostio),
mentre sono più frequenti le emorragie subdurali. Tale patologia dunque si riscontra con maggiore incidenza nei
giovani (15-40 anni) maschi e spesso è dovuta alla rottura dell'arteria meningea media (che decorre lungo la
squama temporale). La rottura può essere arteriosa oppure talvolta venosa e il decorso dipende principalmente
da questo: il primo caso risulta acuto, nel secondo subacuto.
La quantità di sangue che si riversa può essere variabile, se ne può raccogliere una piccola quantità in grado
di formare una falda ematica e non fornisce praticamente sintomi clinici, talvolta la quantità è più grande e
naturalmente la sintomatologia è più grave; infatti la massa ematica può comprimere l'encefalo e talvolta può
dare luogo alla formazione di ernie. L'esordio clinico di una emorragia cerebrale epidurale può insorgere in un
buon numero di casi ad una certa distanza dal trauma, il periodo che intercorre tra il trauma e la manifestazione
clinica si definisce intervallo lucido (o periodo latente); per questo i pazienti con trauma cranico vengono
trattenuti in Pronto Soccorso per almeno 24 ore, proprio per questo motivo.
Ematomi subdurali
Tali condizioni patologiche possono risultare conseguenti ad un ematoma epidurale oppure insorgere de novo;
si definiscono
Spontanei quando insorgono in caso di disturbi della coagulazione anche senza eventi traumatici,
Traumatici derivano in genere da un'estensione di un ematoma epidurale.
I vasi coinvolti sono i vasi a ponte che attraversano lo spazio subdurale e l’ aracnoide per congiungersi dalla
superficie encefalica ai vasi durali.Tali vene possono andare incontro rottura nel punto in cui penetrano nella
Dura per la loro limitata libertà di movimento, per cui nell’anziano possono verificarsi emorragie subdurali in
seguito a lievi traumi per l’accelerazione impressa all’encefalo.Possono verificarsi lentamente dopo settimane o
mesi, ma in genere dopo 48 ore.
Emorragie subaracnoidee
Sono spesso dovute alla rottura di un aneurisma a bacca nel poligono di Willis, ma talvolta si possono
osservare anche nei lattanti nati prematuri a seguito della rottura della vena terminale.
Gli aneurismi a bacca colpiscono circa il 2% della popolazione e in questi pazienti solo nel 1% dei casi si arriva
alla rottura, che nello 0,5% porta a morte (ho qualche dubbio su queste incidenze... ho guardato sul Robbins e
mi pare che le cose stiano diversamente... non so, soprattutto non mi torna che del 2% della popolazione solo
l'1% rischi la rottura e ancora di più non mi torna che di questo 1% solo lo 0,5% porti a morte... non sarà che la
Buccoliero voleva dire: "2% di incidenza, il 50% si rompe il
25% si rompe e porta a morte?). Non c'è correlazione con
l'attività fisica ma se ne può identificare una natura congenita,
cioè una predisposizione ad anomalie nella parete vasale
arteriosa (della membrana elastica interna) che facilitano la
formazione di tali lesioni. La sede di insorgenza e dunque il
poligono di Willis, ma in questo ambito si possono riscontrare
alcune sedi maggiormente colpite:
•arteria comunicante anteriore, 40%;
•arteria carotide interna, 30%;
•arteria cerebrale media, 20%;
•arteria basilare.
Inoltre spesso si osservano lesioni multiple, che possono
colpire in molti punti del poligono di Willis.
Il principale elemento che porta a morte il paziente dopo la
rottura di un aneurisma a bacca non è tanto l'inondazione
sanguigna del tessuto nervoso (che pure ha una su importanza) quanto lo spasmo vasale, irreversibile dal
punto di vista farmacologico e responsabile dell'insorgenza di ischemia cerebrale; la manifestazione dello
spasmo vasale si ha in genere entro quattro giorni dall'inizio della sintomatologia è la situazione è già
irreversibile, dunque se non sopravviene la morte rimane comunque un certo grado di invalidità.
La Buccoliero ricorda: "Tenere bene a mente delle emorragie cerebrali le tipologie e
l'inquadramento; in particolare ricordare le emorragie subaracnoidee, andandosi a guardare da qualche
parte quella dovuta alla rottura della vena terminale negli immaturi (e ricordarsi che esiste!).
Malattie degenerative del sistema nervoso
a) Malattie degenerative della corteccia cerebrale: demenza
Alzheimer
o Pick
o
b) Malattie degenerative dei gangli della base e del tronco encefalico :riduzione movimenti volontari e
aumento involontari Gangli della base e via nigro striatale, che modulano i segnali di ritorno dal talamo alla
corteccia motoria
1) Parkinsonismo
M idiopatica di Parkinson
o Paralisi sopranucleare progressiva
o Degenerazione corticobasale
o Atrofia sistemica multipla
o
2) Malattia di Hungtinton
c) Degenerazioni spinocerebellari:Atassia sensoriale e cerebellare, neuropatia periferica sensitiva e
motoria, spasticità
Atassia spinocerebellare
o Atassia di Friedreich
o Atassia-Teleangectasia:degenerazione cerebellare e angectasie congiuntivali e cutanee
o
d) Malattie degenerative dei neuroni motori: atrofia muscolare, debolezza,fascicolazioni, paresi,
iperreflessia, spasticità e Babinski positivo.
Malattia del motoneurone
o Atrofia bulbospinale
o
Malattie degenerative della corteccia cerebrale
1. M. di Alzheimer
Perdita progressiva della funzione cognitiva, non conseguente ai normali processi di invecchiamento
Demenza.
Si presenta con iniziali lievi alterazioni delle funzioni intellettive più
elevati e cambiamenti di carattere.Si passa poi a disorientamento
progressivo, perdita della memoria ed afasia, fino a demenza muta e
immobile in 5-10 anni.Inizia da circa 50 anni in poi, la metà oltre 85
anni.5-10% associato a trisomia 21. è coinvolto un processo di
amiloide a partire dalla PPA. Sono coinvolte anche le preseniline che
aumentano l’apoptposi e favoriscono il deposito di amiloide.
Morfologia
Grado variabile di atrofia corticale con solchi aumentati (frontali,
parietali, temporali)e ingrandimento secondario dei
ventricoli.Caratteristiche peculiari.
Ammassi Neurofibrillari:intracellulari, filamenti elicoidali che
avvolgono il nucleo e si dispongono in ammassi globosi.Sono formati da forme anomale di una proteina che
presiede al montaggio dei microtubuli (tau) e peptidi amiloidei.Sono soprattutto nella parte basale anteriore
dell’encefalo, ippocampo, amigdala, corteccia entorinale.Sono insolubili e persistono dopo la morte cellulare
(ammassi fantasma o a pietra tombale).
Placche senili (neuritiche):Ammassi focali
rotondeggianti, di neuriti distrofici e ingrossati che si
dispongono circolarmente attorno ad un nucleo centrale
di amiloide. Si trovano nell’intera corteccia. Esistono
anche placche diffuse senza reazione neuritica (vedi
immagine) L’amiloide è la A-beta, derivato dalla PPA
(proteina precursore dell’amiloide)
Angiopatia Amiloide:sempre presente.
Ci sono anche degenerazione granulo-vacuolare,citoplasmatici, e i corpi di Hirano depositi di filamenti di
actina.
2. M. di Pick
Rara forma di demenza.Atrofia lobare, bilaterali dei lobi
frontali comportamentali e parte dei temporali
alterazioni
(non i 2/3 posteriori della CTS) disturbi del linguaggio, e
del nucleo caudato e del putamen.
Si ha la perdita neuronale dei tre strati esterni con
degenerazione balloniforme(cellule di Pick) e corpi di Pick,
simili gli ammassi neurofibrillari ma proteolizzabili perché
costituiti da neurofilamenti.
Malattie degenerative dei Gangli della Base e del Tronco
Encefalico
Manifestazione: riduzione movimenti volontari e aumento
involontari Gangli della base e via nigro striatale, che
modulano i segnali di ritorno dal talamo alla corteccia
motoria.
1. Parkinsonismo
2. Corea di Huntington.
1. Parkinsonismo
Sindrome con:
Facies inespressiva
Rigidità e Posizione fissa del corpo
Lentezza movimenti volontari(ipo e
bradicinesia)
Andatura festinante (passi corti e accelerati)
Talvolta tremore “a contar moneta”
Causa = interessamento sistema nigro-striatale da
a) Tossici ( Dopamina antagonisti, Tossine come
MPTP)
b) Malattie
M idiopatica di Parkinson
o Paralisi sopranucleare progressiva
o Degenerazione corticobasale
o Atrofia sistemica multipla
o
c) Vascolare.(aterosclerosi)
M P ( )
DI ARKINSON IDIOPATICA PARALISI AGITANTE
Diagnosi se la causa del parkinsonismo è ignota (esposizione a tossici etc).
Età avanzata. In genere sporadica, ma ci sono famiglie con trasmissione mutazione gene alfa sinucleina
(prot dei terminali presinaptici, “proteina non amiloidea delle placche del M di Alzheimer”).
Clinica:Disturbi motori, con altre alterazioni funzioni mentali non ben
definite, tra cui talvolta demenza (10-15% pz, specie se anche
Alzheimer o altre patologie o corpi Lewi diffusi)
Patogenesi : C’è riduzione Dopamina striatale per degenerazione
neuroni della sostanza nigra . (Trattamento con Levodopa efficiente
solo transitoriamente).Pallore substanzia nigra e locus ceruleus
(noradr.).
Istologia: perdita neuroni catecolaminergici e gliosi reattiva. Corpi
intracitoplamatici di Lewi (nell’immagine) di alfa-sinucleina e
ubiquitina (≠ ANF perché scompaiono alla morte del neurone),
anche in corteccia e nucleo di Meynert.
Terapia: trapianto tessuto mesencefalico fetale nello striato? Lesioni chirurgiche al sistema extrapiramidale
per compenso.
P ARALISI SOPRANUCLEARE PROGRESSIVA
Rigidità tronco
Distonia-disequilibrio nucale
Disturbi oculari e linguaggio
Ingravescente lentamente, fino a demenza.V-VII decade, morte a 6 anni da insorgenza.
2. M di Huntington
Autosomica dominante:
Disturbi del movimento (corea, movimenti a
scosse ipercinetici talvolta distonici di tutto il
corpo fino a aspetti parkinsoniani,
bradicinesia e rigidità)
Demenza
Morte dopo 15 anni da esordio.
Patogenesi:Degenerazione neuroni GABA-ergici dello
striato Perdita efferenza inibitoria dei nuclei della
base corea.
Sconosciute le basi dell’atrofia cort
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.