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Anatomia patologica - Introduzione Appunti scolastici Premium

Appunti di Anatomia patologica del professor Agozzino contenenti un'introduzione con analisi dei seguenti argomenti: spiegazione dei crediti, esercitazioni pratiche e teoriche, cos'è la disciplina di anatomia patologica, anatomia patologica microscopica, riscontro diagnostico.

Esame di Anatomia Patologica docente Prof. L. Agozzino

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presentazione agli esami è inutile che vi dica che non potete presentatvi se non avete fatto gli esami

propedeutici, cioè Fisiologia e Patologia Generale...ovviamente anche Anatomia.

Detto questo, cominciamo subito con l'Anatomia Patologica. Allora innanzitutto che cos'è questa

disciplina? Cerchiamo di capirci........

L'anatomia patologica è la disciplina che studia le lesioni causate dalla malattia; quindi non studia

certamente la malattia, ma le lesioni causate dalla malattia. E descrive queste lesioni, per cui

quando si parla di diagnosi anatomo-patologica non si parla di diagnosi di malattie,ma si parla di

diagnosi di lesione provocata dalla malattia. Sembrerebbe una differenza minima, invece è una

differenza fondamentale, perchè come credo vi abbia già spiegato il prof di Semeiotica, la diagnosi

clinica viene fatta dal clinico, il quale assembla una serie di dati, ivi comprese l'anamnesi, la visita

medica, indagini clinico-strumentali, di natura biochimica, ma di natura anche radiologica e

quant'altro...E tra queste indagini vi è anche l'esame isto-patologico. E quindi assemblando tutti

questi dati arriva poi alla diagnosi clinica.

La curiosità verso il corpo umano e verso le varie strutture del corpo umano risale agli antichi egizi;

se voi andate sul Nilo trovate dei geroglifici in cui sono rappresentati tutti gli strumenti...insomma

una primitiva autopsia. Però allora non si badava tanto a riconoscere le varie lesioni, era più una

conoscenza da un punto di vista anatomico. Questa poi si è tramandata ai greci, allo stesso

Leonardo, che si disse avesse come modello oltre che soggetti vivi anche i cadaveri, quando

scolpiva o dipingeva le sue opere. Ma diciamo che la vera anatomia patologica nel senso moderno,

attuale, è venuta fuori con Morgagni. Morgagni era un clinico prima di tutto (all'inizio l'anat.pat.

veniva fatta dai clinici), che è vissuto nella seconda metà del 700 ed è vissuto a Padova. Infatti lì c'è

ancora, chi di voi và all'Università alla sede vecchia, che è la sede centrale, c'è l'aula morgagnana

dove si vede....dove Morgagni praticamente faceva lezione. Ed egli per primo sentì il bisogno di

dissezionare il cadavere per vedere un poco le lesioni della malattia. E scrisse un testo che è

rimasto ormai nella storia dell'Anatomia Patologica: "De sedibus et causa morborum per anatomen

indagatis", dove descrisse le varie lesioni che erano causate dalle malattie. E questa è l'Anat.Pat.

Macroscopica.

Poi c'è l'Anat.Pat. Microscopica, cioè l'anat. Pat. vista al microscopio. Ma qua dobbiamo aspettare

quasi un altro secolo perchè all' inizio dell'800 fu inventato il microscopio, che è quell'aggeggio che

poi vedrete anche nei nostri laboratori, che serve ad ingrandire i tessuti. E quando fu inventato il

microscopio, ci fu un'anatomo patologo tedesco, e là gia si parlava di anatom. Microscopica,

tantevvero che nacque in quegli anni una rivista molto importante; vi ricordo che i primi anatomo

patologi erano tutti tedeschi, infatti fino ai primi dell'800 al linguaggio era il tedesco, poi fu

sostituito dall'inglese, naturalmente come tutte le discipline, voi avrete visto la lingua ufficiale è

l'inglese, ma prima dei primi dell'800 era soprattutto il tedesco. E fiorì proprio a Berlino una scuola

di anat. Pat. e nacque proprio una rivista....e quindi ci fu un anatomo-patologo tedesco che sentì il

bisogno, che è proprio Virchow, di andare a vedere e a studiare i tessuti al microscopio. E così

come Morgagni è considerato il padre dell'Anat. Pat. Macroscopica, così Virchow è considerato il

padre dell'Anat. Pat. Microscopica.

Da allora l'Anat.Pat. ha fatto passi da gigante ed oggi si avvale di biotecnologie avanzatissime, per

non parlare dell'Immunoistochimica, che è nata una ventina di anni fa ed oggi viene quasi

considerata sorpassata; per non parlare della biologia molecolare, che indaga la sequenza delle basi

del DNA; va considerata la microscopia elettronica che invece è nata negli anni '50, ma che anche

adesso ha fatto passi da gigante, la M.E. a trasmissione, la M.E. a scansione, e così via.

Quindi l'anat.pat. và sempre più migliorandosi, attualmente non è sufficiente la sola diagnosi sul

preparato istologico, ma con una serie di indagini di istochimica, di biol.mol. e quant'altro noi

diamo informazioni sulla prognosi, sulla terapia...la biol.mol, identificando le mutazioni genetiche

dà ulteriori informazioni per la diagnosi e per la terapia.

Quindi l'anatomia patologica dà un giudizio diagnostico il più preciso possibile su natura e tipo di

modificazione che la malattia causa nelle varie sedi anatomiche.

Oltre a questa diagnosi istologica, che è una diagnosi di lesione, dall' esame anatomo-patologico si

ricavano informazioni che possono essere utili per valutare la prognosi, il decorso della malattia ed

eventuali approcci terapeutici, e gli effetti di questi. Per cui si parla di monitoraggio anatomo -

patologico della lesione.

L'anat.pat. si avvale di..., io dico che sono due branche: il riscontro diagnostico e la surgical

pathology; poi queste due branche si avvalgono delle tecniche che abbiamo detto prima che sono le

tecniche istologiche routinarie, immunoistochimica, microscopio elettronico, biologia molecolare.

Il riscontro diagnostico è la dissezione della salma, io vado a fare la diagnosi della salma. Il

soggetto muore, il medico può verificare la diagnosi di morte. Viene fatto nell'ambito delle strutture

ospedalizzate, più pubbliche che private, su richiesta del medico curante(medico di reparto, che può

essere il primario, ma può essere l'aiuto..oggi non si parla più di primario e di aiuto, ma si parla di

dirigente di primo e di secondo livello, ma cmq può essere un medico qualsiasi, ..). ed il riscontro

diagnostico viene fatto ovviamente dall'anatomo-patologo dell'ospedale, della stuttura ospedaliera.

In genere al riscontro diagnostico dovrebbe assistere anche il medico che lo ha richiesto.

Nella legistrazione di Polizia Mortuaria Italiana, può essere chiesto ed eseguito solo dal medico di

reparto. Le opposizioni dei parenti non hanno valore, perchè la nostra legislazione privilegia l'utilità

sociale....se voi pensate al riscontro diagnostico nel corso di malattie epidemiche nel corso di

malattie infettive, pensate alla SARS, è fondamentale per identificare, studiare, conoscere la

malattia, e quindi........ Nella legislazione anglosassone c'è bisogno dell'assenso dei parenti, e quindi

viene privilegiata la singola persona.

Gli altri tipi di dissezione sono: l'autopsia medico-legale e l'autopsia a scopo didattico-scientifico.

L'autopsia medico-legale è fatta dal perito medico-legale; è svolta non per forza dall' anatomo-

patologo; il perito è nominato dal magistrato di turno ogni qual volta alla base di una morte c'è un

sospetto di reato; il magistrato nomina un perito medico-legale e redige una relazione in cui

risponde ai quesiti del magistrato. Il perito và dal magistrato a giurare e il magistrato pone dei

quesiti al perito; in questi quesiti ci può essere come non ci può essere la causa di morte, ma sono

quesiti che il magistrato pone ovviamente in base agli elementi che ha sul quel delitto. Quindi le

due finalità, la finalità dell'autopsia e del riscontro diagnostico sono completamente differenti.

L'altra forma di autopsia che è ammessa dall'attuale legge di Polizia Mortuaria è quella didattico-

scientifico si svolge negli istituti clinici a scopo didattico. Quelli della mia generazione ne hanno

viste parecchie perchè prima del 1980, anno in cui è entrata in vigore l'Assistenza Sanitaria, per cui

tutti hanno diritto, anche i più indigenti.... Prima del 1980 c'erano le persone più indigenti che

morivano negli ospedali, nei nosocomi, negli ospizi, i funerali venivano fatti a spese del comune

però poi la salma veniva messa a disposizione degli istituti clinici per esempio per l'Anat.Pat. Si

faceva la lezione su queste salme, poi c'erano i chirurghi che si esercitavano su queste salme. Con

l'avvento dulla riforma sul diritto di Assistenza Sanitaria Obbligatoria negli anni '80 è scomparsa,

per cui non c'è più quel fatto....poi c'è qualcuno un pò diverso che lascia per testamento la sua salma

all'Istituto di Anatomia Patologica, ma insomma è più un'eccezione che la regola, per cui questa non

esiste più.

Il riscontro diagnostico si svolge in varie fasi:

ricognizione esterna della salma=

● cioè significa la posizione, tipo, apparente età, stato di nutrizione, descrizione di eventuali

ferite superficiali, descrizione degli abiti ( più importante in med. Legale) e dei segni

anatomici di morte. I segni di morte sono clinici e anatomici. I clinici sono quelli che il

clinico redige, cioè ECG piatto, EEG piatto, la stessa visita clinica con assenza di respiro,...I

segni anatomici sono: rigidità cadaverica, macchie da ipostasi e da imbibizione e

purtefattive.

La rigidità interviene dopo alcune ore a seconda del tipo di morte e dell'ambiente esterno; è

più precoce col caldo e più tardiva col freddo; nei soggetti molto defedati, cachettici per

neoplasie avviene più lentamente, nel tetano si ha più velocemente. La contrattura è in senso

cranio-caudale, prima gli arti superiori e poi quelli inferiori, e scompare nello stesso modo

di come è comparsa, cioè stessa sequenza. Una volta vinta manualmente non si forma più.

Quando il medico legale stima la diagnosi di morte lo fa anche in base a questi segni, che

hanno dei tempi precisi di comparsa e scomparsa. Le macchie da ipostasi sono rosso scure e

compaiono nelle parti declivi perchè il sangue lì si deposita, ed è intravascolare.

Compaiono immediatamente essendo intavascolari, anzi in alcuni soggetti possono

comparire in fase agonica; scompaiono nell'arco di un'ora, e vengono poi sostituite dalle

macchie da imbibizione; sono spostabili perchè intavascolari, quindi se io ho un pz che

muore impiccato e si raccolgono ai piedi, sposto il pz entro 1 ora e si raccolgono nelle parti

declivi.

Le macchie da imbibizione sostituiscono le macchie da ipostasi, e come dice il nome sono

dovute ad imbibizione dei tessuti perivascolari nei tessuti circostanti. Sono rosso-vinoso.

Cioè questo sangue, col passare del tempo, per alterazione dei tessuti vascolari, passa la

barriera vascolare e si và a depositare nei tessuti circostanti. Non sono più spostabili perchè

essendo i pigmenti ematici legati ai tessuti. Da dopo un'ora durano per circa 24 ore. Sono

poi sostituite dalla putrefazione.

Le macchie putrefattive compaiono dopo circa 5 o 6 ore e sono influenzate dall'ambiente

esterno. Se tengo il cadavere in frigorifero o se questo muore per esempio a Cortina

D'Ampezzo, molti gradi sotto zero....una volta abbiamo fatto un'autopsia di un cadavere

morto per la strada a Cortina, lo abbiamo dovuto scongelare con l'acqua calda; quindi al

freddo compaiono più lentamente, al caldo più velocemente. Sono di colorito verdastro per

la solfoemoglobina, perchè i batteri producono acido solfidrico, questo si combina con l'Hb,

formando la solfoHb. Compaiono in quelle zone in cui ci sono i batteri: nell'addome,

ipocondrio destro e sinistro. Nel neonato che non ha respirato, e quindi non ha ingerito

germi compaiono nelle zone dove i batteri dove si sono fermati, cioè intorno alla bocca.

Rimangono per molto tempo fino all'enfisema putrefattivo, che consiste nella produzione di

gas da parte di germi aerobi (bolle nell'epidermide, ...).

Una volta fatta quindi la ricognizione dell'esame esterno della salma si passa alla seconda

fase, che è la fase della..

Dissezione della salma=

● E' aperta e vengono estratti i visceri. Quindi c'è l'apertuta della scatola cranica con la sega

elettrica, poi c'è l'apertura del torace per l'estrazione dei visceri toracici; e l'apertura

dell'addome. Per il riscontro diagnostico la legge di Polizia Mortuaria dice che il settore

deve fare solo quelle operazioni necessaerie per il riscontro della diagnosi; quindi se il

soggetto è morto per broncopolmonite non è detto che debbo andare ad aprire l'encefalo;

però dato che la broncopolmonite può portare degli emboli o può essere complicato da

emorragia cerebrale, lo vado a fare; però io non andrò a dissecare tutti i vasi dell'arteria

radiale o dell'arteria femorale...mentre dovrò fare quest'operazione se il soggetto ha avuto

delle embolie multiple; se per esempio ha un'endocardite batterica con embolie multiple.

Quindi io devo fare solo quelle operazioni che sono necessarie per il riscontro diagnostico, e

dice, e aggiunge nel massimo rispetto della salma; noi non siamo una specie di Dr.Jakill, ma

siamo medici, e questo è fondamentale, che debbono accertare una diagnosi e solo quella,

per cui c'è bisogno del massimo rispetto della salma. Questo signofica che non si fuma in

sala settoria, che si mantiene un comportamento consono, non si scherza, non si ride, ma si

lavora soltanto e chi assiste deve farlo nel massimo silenzio e nel massimo rispetto della

salma. Una volta poi estratti i visceri, questi visceri vengono esaminati con l'esame esterno

(forma, margini, colorito, consistenza), pesati e campionati. Campionatura o riduzione

significa prelevare frammenti d'organo che vengono prelevati e processati per l'esame

istologico, ed è la prima fase sia nella surgical pathology, che nel riscontro diagnostico.

La penultima fase è:

Lettura istologica delle lesioni=

● ho prima l'esame macroscopico e poi quello microscopico. Per esempio ho un cancro del

retto: apro l'intestino e descrivo la lesione ulcero-vegetante, del diametro longitudinale di....,

completa o incompleta, cioè se interessa tutta la circonferenza dell'intestino o no; poi

descrivo se ha una struttura ghiandolare, se ha una struttura solida e quant'altro...

Alla fine poi l'ultima fase è quella che si completa nella:

Diagnosi anatomo-patologica=

● che ripeto non è una diagnosi clinica, ma una diagnosi anatomo-patologica, cioè in base a

quello che ho trovato dico perchè è morto. Descrivo tutte le lesioni o in sequenza

cronologica o in sequenza causale, più le altre lesioni che abbiamo trovato. In genere i due

metodi coincidono. Cioè se io ho un soggetto che ha avuto un'emorragia cerebrale, e in

seguito stando a letto ha poi sviluppato una broncopolmonite e poi è morto, allora io dico:

emorragia cerebrale, broncopolmonite, perchè quella è stata la causa prima; se non stava a

letto non si pigliava la broncopolmonite. Se questo soggetto ha poi un'arteriosclerosi

dell'aorta, delle placche ateromasiche, ha per esempio un'adenoma surrenale, che è un

tumore che è stato scoperto per caso durante la dissezione e non ha causato certamente la

morte, io dico in soggetto con: aterosclerosi dell'aorta, adenoma surrenale e quant'altro, cioè

cito anche tutte le altre lesioni. E' importante citare tutte le lesioni. Alla fine si scrive anche

l'epicrisi, cioè la causa per cui il soggetto è morto (broncopolmonite); questo soprattutto in

quei soggetti che hanno più di una patologia.

Il referto anatomo-patologico dev'essere il più possibile completo ed esaustivo perchè oltre

ad avere importanza per i quesiti del medico, ha importanza medico-legale, infatti è a

disposizione di chiunque.....infatti non è detto che si debba morire per patologie violente,

basti pensare alle malattie professionali; soprattutto per i minatori, perchè trovare una

silicosi, una silico-antracosi, avere un'asbestosi, è importante per la famiglia per riscuotere

una pensione, un risarcimento e quan'altro.

L'altra branca dell'anatomia patologia che ha una ricaduta più immediata per il paziente è la surgical

pathology, che si compendia nella biopsia.

La biopsia è il prelievo di materiale da vivente a scopo diagnostico. Può essere prelievo di singole

cellule( citologia), piccolo prelievo di tessuto (biopsia endoscopica) oppure un intero organo.

Quel prelievo viene ridotto nella stazione di campionamento, trattato, letto, alla fine si redige il

referto isto-patologico, che anche questo consta di più sezioni:

-Nome, Cognome, età (dati anagrafici)

-Diagnosi clinica o quesiti clinici

-Descrizione isto-patologica

-Diagnosi isto-patologica follow up;

-Commento: sono per lo più delle raccomandazioni che noi diamo (lesione border-line→

melanoma→ ulteriore escissione chirurgica).

La surgical pathology va divisa in due branche:

-citologia diagnostica

-istopatologia

La citologia diagnostica non è citopatologia. E' lo studio delle alterazioni citologiche a scopo

diagnostico. E' il prelievo di singole cellule che vengono esaminate.

La citologia diagnostica ha vari filoni:

-Citologia esfoliativa: esame di cellule che esfoliano normalmente (l'esfoliazione può essere

spontanea o provocata, ad esempio per spatolamento: Pap Test).

-Un altro tipo di citologia esfoliativa, che però ha una denominazione a parte è la citologia dei

versamenti; io ho un versamento pleurico: se ho il sospetto che questo versamento è causato da una

neoplasia, poi vedremo quando faremo le neoplasie pleuriche e polmonari, vedremo che in genere è

un versamento emorragico, è utile raccogliere quando si fa la toracentesi il liquido è centrifugato,


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia Patologica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Agozzino Lucio.

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