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Anatomia I – Apparato locomotore

Appunti della materia di Anatomia I sull'apparato locomotore. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Anatomia generale, cellule, tessuti, organi, apparati, Organi cavi dell'apparato circolatorio, Tonache, Tonaca... Vedi di più

Esame di Anatomia I docente Prof. M. Giulisano

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Faccia inferiore della piccola ala dello sfenoide:

Si trova vicino alla cavità orbitaria e delimita il tratto posteriore della volta.

Margine anteriore della piccola ala dello sfenoide:

Si articola con l’osso frontale.

Margine posteriore della piccola ala dello sfenoide:

E’ libero e stabilisce il limite tra la fossa cranica anteriore e quella media.TAVOLA 6

Processo clinoideo anteriore: grosso rilievo, all’estremità mediale del margine

posteriore, che si rivolge all’indietro e medialmente.

Grandi ali dello sfenoide:

Originano dalle facce laterali del corpo, occupando un grande spazio.Di qui si

spostano in avanti, incurvandosi verso l’alto. Si considerano una faccia endocranica,

una esocranica, un margine mediale, convesso e uno laterale, concavo.

Spina angolare o dello sfenoide: le estremità verso le quali convergono i due margini

sono una anterosuperiore e l’altra posteroinferiore. Queste formano, appunto, la

spina.

Faccia endocranica della grande ala dello sfenoide:

Partecipa alla formazione della fossa cranica media. Ha una forte concavità che serve

per accogliere il polo temporale dell’emisfero telencefalico.

Vicino al margine convesso, la faccia endocranica ha tre fori:

Foro rotondo: davanti alla radice della grande ala, per il passaggio del nervo

o mascellare.

Foro ovale: posteriore alla radice per il nervo mandibolare e per l’arteria

o piccola meningea.

Foro spinoso: al lato dell’ovale, per l’arteria meningea media e per il nervo

o spinoso del trigemino.

Margine mediale e convesso della grande ala dello sfenoide:

Diviso in quattro zone:

 Zona 1 che va dall’estremità posteroinferiore, della grande ala (dove si ha

l’articolazione sfenopetrosa con il temporale), fino alla faccia laterale del corpo

dello sfenoide. Delimita anteriormente il Foro lacero. TAVOLA 6-7

 Zona 2 linea di unione con il corpo dello sfenoide.

 Zona 3 forma il contorno inferiore della fessura orbitaria superiore.

 Zona 4 chiude la fessura orbitaria superiore articolandosi con l’osso frontale.

Margine laterale e concavo della grande ala dello sfenoide:

Si articola con la parte squamosa dell’osso temporale ed è perciò detto margine

squamoso.

Estremità anterosuperiore della grande ala dello sfenoide:

Si articola con il frontale e con il parietale:

Estremità posteroinferiore della grande ala dello sfenoide:

Si articola con la parte petrosa e squamosa del temporale, terminando con la Spina

angolare, prolungamento a direzione inferiore. 22

Faccia esocranica della grande ala dello sfenoide:

Si divide in una parte mediale e una laterale per la presenza di un rilievo, a direzione

anterolaterale, che è il Margine zigomatico, che si articola con l’osso zigomatico.

 Parte mediale della faccia esocranica della grande ala dello sfenoide:

E’ la Faccia orbitaria cioè contribuisce a formare la parete laterale della cavità

orbitaria. Ha forma quadrangolare, ha diversi margini:

- Superiore che si articola con l’osso frontale

- Anteriore che è la cresta zigomatica.

- Posteriore libero che è la zona 3 del margine convesso, già descritto, e

che delimita la fessura orbitaria superiore.

- Inferiore che è libero e che delimita, superolateralmente, la Fessura

orbitaria inferiore, il cui contorno è dato anche dalla mascella.

 Parte laterale della faccia esocranica della grande ala dello sfenoide:

E’ la Faccia temporale. Questa è verticale per poi ripiegarsi in dietro, per farsi quasi

orizzontale e continuare con il processo pterigoideo.

Cresta infratemporale: segna il limite tra la zona verticale e quella orizzontale. Questa

cresta divide la faccia esocranica della grande ala in:

a. Una porzione superiore o Faccia temporale propriamente detta

b. Una porzione inferiore che è la Faccia sfenomascellare, che forma la volta

della fossa infratemporale. Posteriormente alla faccia sfenomascellare si

ritrovano i fori ovale e spinoso che mettono in comunicazione la fossa cranica

media con quella infratemporale.

Dietro ai fori ovale e spinoso, la faccia esocranica delle grandi ali ha una doccia

obliqua, dall’avanti all’indietro, e dall’interno all’esterno, che serve da attacco alla

porzione cartilaginea della Tuba uditiva.

Processi pterigoidei:

Si staccano dalla faccia esocranica della grande ala dello sfenoide, per portarsi in

basso, dorsalmente alle ossa mascellari e palatine.

Si distinguono una base, due lamine o ali distinte in mediale e laterale e una fossa

pterigoidea, tra queste compresa.

Spazio sfeno o pterigo-palatino: spazio imbutiforme formato dall’unione delle due

lamine con il mascellare e il palatino.

Fessura pterigoidea: spazio che si trova inferiormente alle due lamine, che si riempie

con il processo piramidale del palatino. 23

Base dei processi pterigoidei dello sfenoide:

Formata dalla convergenza di due radici che sono:

1. una mediale che origina dalla faccia inferiore del

corpo dello sfenoide.

2. Una laterale, che si stacca dal margine mediale della

grande ala

Canale pterigoideo o vidiano: attraversa la base in direzione sagittale, è un canale per

i nervi e vasi vidiani.

Lamina mediale del processo pterigoideo dello sfenoide:

Delimita la zona posteriore della parete laterale della cavità nasale, medialmente e la

Fossa pterigoidea, lateralmente.

Fossetta scafoidea: si trova, tra le due lamine, sulla faccia laterale della lamina

mediale. E’ una depressione ovalare dove si inserisce il Muscolo tendineo del velo

del palato.

Uncino pterigoideo: si trova nel margine libero, non quello attaccato alla grande ala,

della lamina mediale.

Lamina laterale del processo pterigoideo dello sfenoide:

Delimita anche questa la Fossa pterigoidea, con la sua faccia mediale. Con la sua

faccia laterale partecipa alla formazione della Fossa infratemporale.

Il suo margine libero ha una spina per l’attacco del Legamento pterigospinoso, che

arriva alla spina angolare dello sfenoide.

Fossa pterigoidea:

Ampia depressione che si trova tra le due lamine e che è aperta in dietro. Ha un fondo

rugoso per dare inserzione al muscolo pterigoideo interno.

Sviluppo:

Le ali e le lamine laterali, dei processi pterigoidei, sono di origine endocondrale.

Inizia al 2° mese in 6 centri, per il corpo, e uno per ogni ala.

Le lamine mediali, dei processi pterigoidei, e poco della grande ala sono di origine

membranosa.

L’osso si fonde completamente dopo i 10 anni e solo dopo i 20 si ha la

trasformazione della sincondrosi sfenooccipitale in sinostosi. 24

OSSO ETMOIDE: entra, in piccola parte, nella costituzione della fossa cranica

anteriore, mentre partecipa maggiormente delimitando le cavità nasali e orbitarie.

Confini: davanti ha lo sfenoide, sotto e dietro il frontale, sotto il vomere e il

mascellare.

Formato da una lamina sagittale mediana perpendicolare ad una lamina orizzontale e

due masse laterali, appese alle estremità laterali della lamina orizzontale.

Lamina orizzontale o cribrosa dell’etmoide:

Detta anche Cribrosa perché è attraversata da molti forellini per il passaggio del

nervo olfattivo. E’ incastrata nell’incisura etmoidale del frontale e ha una faccia

superiore ed una inferiore.

Faccia superiore della lamina orizzontale dell’etmoide: fa parte della fossa cranica

anteriore ed è depressa nelle due docce olfattive, che servono ad accogliere i bulbi

olfattivi.

Faccia inferiore della lamina orizzontale dell’etmoide: forma il tetto delle cavità

nasali.

Crista galli: apofisi che sormonta sagittalmente la lamina orizzontale ed è la parte

superiore della lamina sagittale, perpendicolare, dell’etmoide. Dà attacco all’apice

della grande falce encefalica. Ha due espansioni – processo alari- con le quali si mette

in rapporto con il frontale, completando il foro cieco.

Lamina perpendicolare o sagittale dell’etmoide:

In particolare, la lamina perpendicolare è quella parte di lamina sagittale che si trova

sotto alla lamina cribrosa. Entra a far parte del setto e divide la parte superiore delle

cavità nasali (la parte inferiore del setto è data dal vomere).

Il vomere e la lamina perpendicolare si uniscono indietro mentre in avanti delimitano

un’Incisura triangolare, dove si pone la cartilagine del setto.

La lamina perpendicolare ha forma di pentagono e i suoi 5 margini sono: TAVOLA 3

1. Superiore che è la linea di distacco della lamina cribrosa.

2. Anterosuperiore che si unisce alla spina nasale del frontale e alla linea di incontro

delle due ossa nasali.

3. Anteroinferiore connesso alla cartilagine del setto.

4. Inferiore articolato con il vomere.

5. Posteriore articolato con la cresta, sulla faccia inferiore del corpo dello sfenoide.

Masse laterali o labirinti etmoidali: tra le cavità nasali e quelle orbitarie, hanno la

forma di due parallelepipedi con l’asse maggiore sagittale.

Confini: davanti allo sfenoide, dietro al processo frontale dell’osso mascellare e al

lacrimale, sotto la parte nasale dell’osso frontale, sopra il corpo del mascellare e della

parte perpendicolare del palatino. 25

Come sono: sono formate da lamine sottili che circoscrivono piccole cavità – cellule

etmoidali- che comunicano con le cavità nasali.

In ciascun labirinto etmoidale si distinguono 6 facce:

a. Superiore, prolungamento della lamina cribrosa, si completa articolandosi con il

frontale. In questo modo le sue due docce, a direzione trasversale, si trasformano

in Canali Etmoidali anteriore e posteriore, che sboccano nelle cavità orbitarie e

nella fossa cranica anteriore.

b. Inferiore che si articola con la superficie nasale del mascellare.

c. Laterale, quadrangolare e liscia, forma la maggior parte della parete mediale

dell’orbita. E’ una lamina assottigliata che, per la sua trasparenza, lascia vedere le

cellule etmoidali –lamina papiracea. Confini: dietro l’osso lacrimale, davanti lo

sfenoide, sopra il mascellare e al processo orbitario del palatino, sotto il frontale.

TAVOLA 1

Fori etmoidali anteriore e posteriore: in corrispondenza della sutura con il frontale,

sono lo sbocco degli omonimi canali.

d. Mediale che forma molta parte della parete laterale delle cavità nasali. Da questa

faccia si staccano due lamine ossee che si ripiegano su se stesse verso il basso –

cornetti o conche superiori e medi- che delimitano i Meati superiore e medio.

- Cornetto superiore: piccolo.

- Cornetto medio: è più sviluppato e sporge maggiormente dentro le cavità

nasali. Si articola con l’osso palatino.

- Meato superiore: ridotto; qui sboccano le cellule etmoidali posteriori e i seni

sfenoidali.

- Meato medio: più ampio e si vede esportando il cornetto medio. In fondo si

trova il Processo uncinato che si stacca dall’estremità anteriore del labirinto e

si articola posteriormente con il processo etmoidale del cornetto inferiore. In

questo modo si restringe l’ampio sbocco del seno mascellare nel meato medio.

Bolla etmoidale: rilievo a parete assottigliata che si trova dietro il processo

uncinato.

Doccia semilunare: si trova tra la bolla etmoidale e il processo uncinato.

Infundibolo etmoidale: continuo della doccia semilunare che prosegue,

all’interno del labirinto, fino al seno frontale.Tramite l’infundibolo sboccano

nel meato medio anche le cellule etmoidali anteriori.

e. Posteriore che si articola con il corpo dello sfenoide e con il processo orbitario del

palatino.

f. Anteriore che si articola con la faccia mediale dell’osso lacrimale e che continua

fino al processo frontale della mascella.

Sviluppo:

Per ossificazione endocondrale dalla capsula nasale cartilaginea. Si forma la capsula

etmoidale (tetto cribrato, abbozzo della lamina cribrosa, lamina mediana, il setto

etmoidale e due lamine laterali). 26

Al 5° mese compaiono due abbozzi nelle lamine laterali. La formazione di cellette

inizia presto ma si completa entro il 10° anno di vita. Alla nascita compaiono due

centri di ossificazione nel setto. L’unione si completa al 15° anno di vita.

OSSO FRONTALE: osso impari e mediano che delimita, anteriormente la cavità

cranica.

Dove si trova: nella volta del cranio e nella base, in corrispondenza della fossa

cranica anteriore. Forma gran parte del tetto delle cavità orbitarie.

Si distinguono una porzione verticale, a concavità posteriore e una orizzontale.

Parte verticale o squama:

Davanti alle due ossa parietali. Si distinguono una superficie esocranica ed una

endocranica.

Superficie esocranica della squama del frontale:

E’ liscia e convessa, anteriormente.

Bozze frontali: nella metà della sua altezza.

Arcate sopraccigliari: rilievi trasversali.

Gabella: superficie leggermente rilevata nelle arcate sopraccigliari.

Sutura mediofrontale o metopica: si trova sotto la glabella, che scompare nell’adulto.

Zona dentellata: al limite tra la faccia esocranica della squama e la porzione

orizzontale, serve per l’articolazione con il margine superiore delle ossa nasali e con

il processo frontale del mascellare.

Margine sovraorbitario: margine concavo, inferiormente, che si trova al lato della

zona dentellata. Forma il contorno superiore dell’orbita. I 2/3 laterali del margine

sovraorbitario hanno un profilo tagliente mentre 1/3, che è mediale, è arrotondato.

Incisura o foro sovraorbitaria: serve per il passaggio della arteria e del nervo

omonimi.

Incisura frontale: si trova medialmente a quella sovraorbitaria, meno accentuata.

Processo zigomatico: continua la parte laterale del margine sovrarbitario, e si articola

con l’osso zigomatico.

Linea temporale: parte dal processo zigomatico e si porta verso l’osso parietale, in

dietro. Questa linea individua una piccola area, volta lateralmente, detta Faccia

temporale.

Faccia temporale: entra a far parte della fossa temporale.

Faccia endocranica della squama:

Si vedono le impronte vascolari dei rami dell’arteria meningea media.

Solco sagittale: sulla linea mediale, dove si trova il seno sagittale superiore.

Cresta frontale: è la zona dove i due rilievi, che delimitano il solco sagittale, si

incontrano.

Foro cieco: in prossimità dell’incisura etmoidale, sotto la cresta frontale.

Parte orizzontale: 27

Davanti allo sfenoide, in rapporto con l’etmoide, con il processo frontale del

mascellare e con le ossa nasali.

Si distinguono una zona mediana o nasale e due zone laterali od orbitarie. Inoltre si

distinguono una superficie esocranica e una endocranica.

Superficie esocranica della parte orizzontale del frontale:

Incisura etmoidale: a concavità posteriore, accoglie la lamina cribrosa dell’etmoide.

Questa parte si chiama anche faccia nasale; ai suoi lati stanno le due facce orbitarie.

Margine nasale: delimita la faccia nasale ed è la zona di articolazione con le due ossa

nasali e con il processo frontale delle due ossa mascellari.

Spina nasale: dietro il margine nasale, si articola con le ossa nasali, davanti e dietro

con la lamina perpendicolare dell’etmoide.

Docce sagittali: si trovano ai lati della spina nasale e formano la parte anteriore del

tetto delle cavità nasali.

Semicellette: si trovano lateralmente alle docce sagittali e servono per completare

quelle della faccia superiore dei labirinti etmoidali.

Seno frontale

Docce etmoidali: anche queste, con l’etmoide, completano i canali etmoidali.

Le facce orbitarie hanno forma triangolare; anteriormente e lateralmente hanno una

depressione –fossa per la ghiandola lacrimale- e anteriormente e medialmente

un’altra piccola impronta –fossetta trocleare- dove si attacca la puleggia fibrosa, dove

si trova il tendine del muscolo obliquo superiore del bulbo oculare.

Faccia endocranica della parte orizzontale del frontale:

Bozze orbitarie: ai lati dell’incisura etmoidale; due superfici convesse su cui poggia

la faccia inferiore dei lobi frontali del telencefalo. Hanno molte impressioni e rilievi

che corrispondono alle circonvoluzioni dell’encefalo.

Circonferenza del frontale:

Determina il limite tra la faccia esocranica e l’endocranica.Alla squama è dentellata e

si articola con il margine anteriore del parietale. Nella parte orizzontale è interrotta

dall’incisura etmoidale, nel mezzo. Dove si articola con le piccole ali dello sfenoide è

sottile e tagliente. Lateralmente si articola con le grandi ali dello sfenoide e con l’osso

zigomatico; si fa irregolare.

Sviluppo:

Per ossificazione membranosa: 2 centri di ossificazione al 2° mese. I vari centri

confluiscono al 6° mese di vita fetale. Alla nascita il frontale è diviso in due metà

simmetriche, unite dalla sutura metopica. Si sviluppa completamente al 15° anno. 28

OSSO TEMPORALE: osso pari che forma parte della base cranica e delle pareti

laterali della volta.

Confini: anteriore all’occipitale, posteriore alla grande ala dello sfenoide, inferiore al

parietale.

E’ costituito da 5 abbozzi ossei (periotico, squamoso, timpanico, stiloiale,

timpanoiale) che poi danno il nome alle varie zone dell’osso.

Il periotico dà la parte petromastoidea: si sviluppa come una capsula ossea intorno

alle strutture dell’app. statoacustico. E’ composto di una parte interna, detta petrosa o

rocca o piramide del temporale e di una parte esterna o mastoidea, alla base della

piramide e posteriore.

Lo squamoso dà la parte squamosa: ha la forma di una lamina, sagittale; partecipa

alla volta.

Il timpanico dà la parte timpanica: ha la forma ad anello incompleto, in alto, esterno

alla squama, laterale alla piramide e anteriore alla mastoidea. Ci sono due parti

dell’anello, di queste, quella esterna dà origine al contorno del Meato acustico

esterno, mentre, quella interna delimita il Cavo del timpano e l’orifizio d’imbocco

della tuba uditiva.

Lo stiloiale e il timpanoiale danno la parte stiloidea: è un processo appuntito volto in

avanti e in basso –processo stiloideo- che è ricoperto da una guaina ossea, di

provenienza timpanica, nel punto di articolazione alla base del cranio. Il processo

stiloideo si forma dopo la fusione di un abbozzo che deriva dal 2° arco branchiale

(arco ioideo); è perciò di pertinenza dello splancnocranio.

In generale si possono descrivere una faccia esocranica ed una endocranica del

temporale.

Faccia esocranica:

Estesa in alto, liscia e convessa, contorno semicircolare, dentellato, tagliato di sbieco

e squamoso. La squama del temporale è ricoperta dal muscolo temporale.

Confini: in avanti con la grande ala dello sfenoide, in alto e in dietro con il parietale.

Processo zigomatico: processo orizzontale che si stacca dalla squama. Ha un apice

dentellato, che si articola con il processo temporale dell’osso zigomatico, formando

l’Arcata zigomatica. La base del processo zigomatico, si forma per convergenza di

due radici:

 Trasversale

 Orizzontale, che si porta sopra il meato acustico esterno, per continuare nella

linea temporale del parietale. 29

Tubercolo o cresta postarticolare: rilievo, diretto in basso, che si trova innanzi al

meato acustico esterno, dal quale si stacca. Delimita posteriormente la fossa

mandibolare.

Tubercolo articolare: radice trasversa del processo zigomatico, fa parte

dell’articolazione temporomandibolare.

Tubercolo zigomatico: porzione più sporgente del tubercolo articolare.

Fossa mandibolare: ampia depressione fra il tubercolo articolare e quello

postarticolare. Per il condilo con la mandibola.

Fessura petrotimpanica (del Glaser): posteriore alla fossa mandibolare, comunica con

il cavo del timpano e dà passaggio all’arteria timpanica e ad un nervo, la corda del

timpano. Tra gli abbozzi, timpanico e squamoso, si pone una linguetta ossea, che

viene dal Tegmen tympani, proveniente dalla parte petrosa (cresta tegmentale).

Meato acustico esterno: dietro al tubercolo postarticolare, è un ampio canale, che si

apre nel cavo del timpano. Nel vivente questa comunicazione è chiusa dalla

Membrana timpanica. Il meato è formato, in gran parte, dall’abbozzo timpanico e il

contorno superiore, dall’abbozzo squamoso.

Spina supra meatum: sul contorno superiore e dorsale del meato, piccola cresta,

importante punto di repere per interventi chirurgici alla regione timpanomastoidea.

Fessura timpanomastoidea: confine tra la parte timpanica e mastoidea. E’ il contorno

posteriore del meato acustico.

Processo mastoideo: sulla faccia esocranica del temporale, rilievo tozzo di forma

conica tronca. La sua superficie è rugosa per dare attacco ai muscoli, in particolare

allo sternocleidomastoideo, e ha numerosi forellini vascolari tra i quali il Foro

mastoideo.

Foro mastoideo: immette nella cavità cranica, a livello del solco sigmoideo, per la

Vena emissaria mastoidea.

Margine superiore del processo mastoideo: dentellato, è diviso in due parti:

- Anteriore che si articola con il parietale e delimita l’Incisura parietale.

- Posteriore in giunzione con l’occipitale; nel suo interno il processo mastoideo è

scavato da molte concamerazioni –cellule mastoidee- in comunicazione tra loro e

con il cavo del timpano.

Medialmente a questo processo si trovano due solchi paralleli:

1. Solco o incisura digastrica: solco laterale più profondo, dà inserzione al ventre

posteriore del muscolo digastrico.

2. Solco dell’arteria occipitale: mediale, meno profondo.

Faccia inferiore della Piramide: completa la faccia esocranica del temporale. E’

visibile sulla superficie esterna della base cranica e si trova medialmente al processo

mastoideo. Ha una superficie irregolare. Qui si ritrovano molte formazioni, tra le

quali:

1) Foro stilomastoideo: sbocco esterno del canale faciale.

2) Processo stiloideo: davanti a questo foro, avvolto, all’origine, dalla guaina che gli

forma l’abbozzo timpanico. Dà inserzione ad alcuni muscoli che raggiungono la

faringe (muscolo stilofaringeo), la lingua (muscolo stiloglosso), l’osso ioide 30

(muscolo stiloioideo) e a due legamenti che terminano sulla mandibola (legamento

stilomandibolare) e sull’osso ioide (legamento stiloioideo).

3) Fossa giugulare: ampia depressione che si trova medialmente al processo

stiloideo. Qui si trova il bulbo superiore della vena giugulare interna. Lateralmente

a questa si trova un canalicolo, attraverso il quale il ramo auricolare del nervo

vago raggiunge il canale faciale.

4) Canalicolo della chiocciola: anteriormente e medialmente rispetto alla fossa

giugulare, c’è una piccola depressione che è il punto di sbocco di questo

canalicolo.

5) Foro carotico esterno: davanti alla fossa giugulare, è l’inizio del canale carotico,

per l’arteria carotide interna. Questo canale prima sale poi si apre, in avanti,

all’interno del cranio, con il Foro carotico interno.

6) Canalicoli caroticotimpanici: si trovano nel tratto iniziale del canale carotico e

sono in comunicazione con il cavo del timpano.

7) Fossetta petrosa: piccola depressione che accoglie il ganglio petroso del nervo

glossofaringeo, si trova tra la fossa giugulare, il foro carotico esterno e la fossa del

canalicolo della chiocciola. S'immette, anche questa, nel cavo del timpano.

8) Muscolo elevatore del velo del palato: si inserisce a livello della faccia inferiore

della piramide, tra il foro carotico esterno e l’apice della piramide.

Faccia endocranica del temporale:

E’ formata da una parte squamosa e una petromastoidea.

Faccia endocranica squamosa del temporale:

Ha impressioni e rilievi per il rapporto con l’emisfero telencefalico, inoltre ha solchi

vascolari per i rami dell’arteria meningea media.

Fessura petrosquamosa: al limite inferiore della squama, in rapporto con la base.

Faccia endocranica mastoidea del temporale:

Solco sigmoideo: dietro la base della piramide, nella superficie endocranica della

parte mastoidea. E’ in continuazione con il solco trasverso, della squama

dell’occipitale. Termina inferiormente con il Foro giugulare. Nel solco sigmoideo si

trova il seno venoso sigmoideo della dura madre.

Foro mastoideo: nel tratto intermedio del solco sigmoideo.

Faccia endocranica della piramide del temporale:

Quelle endocraniche sono la faccia superiore e posteriore della piramide, che ha

quattro facce, quattro margini, una base e un apice. ( le facce inferiore e laterale sono

esocraniche e sono già state descritte).

Faccia superiore: continua lateralmente con la squama dando la fessura

petrosquamosa e poi l’incisura. Nella faccia superiore della piramide ci sono:

 Tegmen tympani: sottile lamina ossea, che chiude superiormente la cavità del

timpano.

 Eminenza arcuata: nella parte media, rilievo che è la sporgenza del canale

semicircolare superiore. 31

 Hiatus del canale faciale: davanti all’eminenza arcuata, è un foro che prosegue con

un solco, si trova un ramo del nervo faciale –nervo grande petroso superficiale.

 Foro per il -nervo piccolo petroso superficiale-, ramo del nervo timpanico.

 Impronta del trigemino: piccola depressione, accoglie il ganglio semilunare (del

Gasser).

Faccia posteriore della faccia endocranica della piramide del temporale, ha queste

caratteristiche:

Meato acustico interno: ampio canale con il fondo chiuso con una lamina ossea.

Questa lamina è divisa, da una cresta trasversa, in due porzioni, superiore ed

inferiore, ciascuna delle quali è divisa in anteriore e posteriore. Perciò il fondo del

meato acustico interno risulta diviso in quattro aree: anterosuperiore/inferiore e

posterosuperiore/inferiore. Di queste quattro aree:

 Area faciale è l’anterosuperiore e ha il foro d’inizio del Canale faciale, per

l’omonimo nervo. Il canale faciale ha un andamento tortuoso in cui si distinguono

tre porzioni:

1. La prima che va dall’area faciale fino allo hiatus, con andamento orizzontale,

perpendicolare all’asse della piramide, formando una curva o ginocchio.

2. La seconda porzione parte da questo ginocchio e va, parallelamente all’asse

della piramide, facendo due curve.

3. Dopo queste curve c’è la terza porzione, che si dirige, verticalmente, verso il

basso, per sboccare all’esterno del cranio, nel foro stilomastoideo.

 Area cocleare, è la zona anteroinferiore. Ha piccoli fori in un disegno a spirale –

tractus spiralis foraminosus. Questa area è l’asse del modiolo della chiocciola e dà

il passaggio ai filuzzi del nervo cocleare.

 Aree vestibolari, sono le aree posteriori, superiore ed inferiore. Anche queste

hanno alcuni fori per rami del nervo vestibolare. Uno di questi rami ha un suo foro

isolato, dietro l’area vestibolare inferiore –foramen singulare.

Fossa subarcuata: lateralmente e superiormente rispetto al meato acustico interno.

Sbocco dell’acquedotto del vestibolo: stretta fessura, laterale alla fossa subarcuata.

Base endocranica della piramide del temporale:

Continua indietro nella parte mastoidea. L’apice tronco ha il Foro carotico interno, e

insieme allo sfenoide, delimita il Foro lacero.

Margini della piramide del temporale:

 Superiore, è tra le facce superiore e posteriore, e stabilisce il limite tra la fossa

cranica media e la posteriore. E’ scavato dal Solco petroso superiore, che

accoglie il seno petroso della dura madre.

 Posteriore, tra le facce posteriore ed inferiore, si articola con il margine petroso

dell’occipitale. Ha l’Incisura giugulare, che delimita con l’occipitale, il Foro

giugulare. La parte intermedia dell’incisura ha la Spina giugulare, che

suddivide il forame in due parti:

- Anteriore per il nervo glossofaringeo, vago e accessorio.

- Posteriore per il tratto di origine della vena giugulare interna. 32

Solco petroso inferiore: si forma con l’articolazione occipitale-parte mediale

del margine posteriore della piramide. Questo solco accoglie il seno inferiore

della dura madre.

 Anteriore, che corrisponde in dietro alla fessura petrosquamosa e in avanti

all’incisura petrosquamosa. Delimita il foro lacero.

 Inferiore, libero. Delimita il Foro carotico esterno e, nel suo tratto posteriore, si

sovrappongono l’osso timpanico e la guaina, che questa parte del temporale

forma al processo stiloideo.

Sviluppo:

I primitivi abbozzi del temporale, già visti, hanno ossificazione diversa.

Periotico endocondrale, dalla capsula cartilaginea che delimita le cavità interne

dell’orecchio.

Squamoso e il timpanico membranosa.

Timpanoiale e stiloiale endocondrale, dal secondo arco branchiale.

OSSO PARIETALE: pari quadrangolare, che forma la maggior parte della volta

cranica.

Confini: fra loro si uniscono sulla linea mediana, in avanti con il frontale, in dietro

con l’occipitale, lateralmente con la squama e la parte mastoidea del temporale e con

la grande ala dello sfenoide.

Anche il parietale ha una faccia esocranica, una endocranica, quattro margini

(anteriore, posteriore, superiore ed inferiore) e quattro angoli (due anteriori e due

posteriori).

Faccia esocranica del parietale:

Tuberosità o bozza parietale: convessità pronunciata, il suo punto di max convessità è

la bozza.

Linee temporali: sono superiore ed inferiore, delimitano la zona di origine del

muscolo temporale.

Foro parietale: più spesso si trova nella zona posteriore, lo segue il canale che sbocca

nel solco sagittale, attraverso l’osso.

Faccia endocranica del parietale:

Concava e piena di impressioni della superficie encefalica e dei vasi meningei medi.

Margine superiore: E’ dentellato e si ingrana con quello del parietale opposto nella

sutura sagittale. Solco sagittale

Fossette granulari: si trovano sul solco sagittale e qui sono accolte le granulazioni

aracnoidali. Sono numerose e ampie nel vecchio.

Margine inferiore: Segmento anteriore che si articola con la grande ala dello sfenoide.

Forma la Sutura sfenoparietale.

Segmento medio che si congiunge al margine parietale della squama del temporale

(margine squamoso). Forma la Sutura squamosa.

Segmento posteriore in giunzione con la parte mastoidea del temporale (margine

mastoideo). Forma la Sutura parietomastoidea. 33

Margine anteriore o frontale: Si unisce al frontale nella Sutura coronale.

Margine posteriore od occipitale: Si articola con la squama dell’occipitale nella

Sutura lambdoidea.

Sviluppo:

Per ossificazione membranosa. 2 centri di ossificazione al 2° mese di vita embrionale.

OSSA DEL MASSICCIO FACIALE

OSSO MASCELLARE: pari, che delimita le cavità orbitarie, le nasali e la buccale.

Le 2 ossa mascellari si riuniscono in avanti sotto l’apertura delle cavità nasali.

Confini: sotto al frontale, il lacrimale e al labirinto etmoidale, medialmente allo

zigomatico, lateralmente al palatino e al cornetto inferiore, anteriormente al processo

pterigoideo dello sfenoide.

In ciascun osso mascellare, si considerano: un corpo e quattro processi (frontale,

zigomatico, palatino, alveolare).

Corpo della mascella:

Voluminoso, ha la forma di una piramide triangolare ed è costituito da una Capsula

ossea che circoscrive un’ampia cavità.

Seno mascellare: è l’ampia cavità che comunica, attraverso lo Hiatus mascellare, con

il Meato medio della cavità nasale dello stesso lato.

Come una piramide anche il corpo ha quattro facce:

 Mediale o base: orientata sagittalmente, verso la cavità nasale (faccia nasale).

Come sarà la faccia anteriore, la faccia mediale è triangolare.

Confini: inferiormente con il palatino, superiormente e anteriormente con la

faccia mediale del frontale.

Forma la maggior parte della parete delle cavità nasali.

Hiatus mascellare: ampia apertura a contorno irregolare che immette nel seno

mascellare. L’ampiezza dell’apertura è ridotta dall’articolazione con le ossa

vicine. Dietro lo hiatus si ritrovano le articolazioni con l’osso palatino, che

formano il Canale pterigopalatino.

Superficie con semicellette: si trova sopra allo hiatus e si articola con la stessa

superficie che si ritrova nel labirinto etmoidale.

Solco lacrimale: si articolano con questo solco, l’osso lacrimale e il cornetto

inferiore. Il solco con queste articolazioni si trasforma in Canale nasolacrimale,

che sbocca sotto il cornetto inferiore, nel meato inferiore delle cavità nasali.

Cresta concale: si articola con la parte anteriore del cornetto inferiore.

La faccia mediale è delimitata da 3 margini:

1. Anteriore: limite già descritto perché è il limite con la faccia anteriore.

2. Posteriore: separa la faccia nasale da quella infratemporale, si articola

con il processo orbitario e, in basso, con il processo piramidale del

palatino.

3. Superomediale: tra la faccia mediale e quella orbitaria; si articola con

la lamina papiracea dell’etmoide e con l’osso lacrimale. 34

 Anteriore: si vede sulla superficie anteriore del massiccio faciale. E’

irregolarmente triangolare.

Fossa canina: è al centro della faccia anteriore.

Foro infraorbitario: sbocco del canale orbitario, attraverso questo foro emerge

il nervo infraorbitario, ramo del nervo mascellare.

La faccia anteriore ha 3 margini:

1. Margine anteriore che separa la faccia anteriore dalla nasale.

Ha l’Incisura nasale che, insieme con quella dell’altro osso mascellare,

delimita l’Apertura anteriore o piriforme delle cavità nasali. Questa

incisura termina appuntita e forma, con il processo dell’altro osso

mascellare, la Spina nasale anteriore.

2. Margine superiore o infraorbitario che separa la faccia anteriore da

quella orbitaria, ha concavità rivolta verso l’alto. Prosegue nella cresta

lacrimale anteriore, del processo frontale e lateralmente nel processo

zigomatico.

3. Margine laterale che si trova tra la faccia anteriore e quella

infratemporale e corrisponde al primo dente molare, in basso.

 Superiore: forma il pavimento della cavità orbitaria (faccia orbitaria). Prosegue

lateralmente nel Processo zigomatico.

Canale infraorbitario: continuo del solco infraorbitario, che continua nel foro

infraorbitario, nella faccia anteriore.

Canali alveolari anteriori: si staccano dal canale infraorbitario, e passano

attraverso l’osso per arrivare agli alveoli, in cui si trovano gli incisivi e il

canino superiore. In questo canale si trovano i vasi e i nervi alveolari anteriori

(rami del nervo mascellare).

 Posteriore: entra nella costituzione della fossa infratemporale e di quella

pterigopalatina (faccia infratemporale).

Prosegue, in fuori, con il processo zigomatico e, in basso, nel processo

alveolare.

Tuberosità mascellare: rilievo al centro della faccia posteriore, che altrimenti è

convessa.

Forami alveolari posteriori: in questi canali passano vasi e nervi alveolari

posteriori (rami del nervo mascellare) per i denti molari.

 Apice della piramide: è il processo zigomatico.

Processo frontale:

Parte dall’angolo anterosuperiore, delle facce anteriore e mediale, per andare in alto

verso il frontale.

Confini: anteriormente il nasale e posteriormente il lacrimale.

Ha una faccia esterna e una interna, un margine anteriore, uno posteriore e una

estremità: 35

Faccia esterna: ha posteriormente la cresta lacrimale e dietro la cresta c’è la

o Fossa del sacco lacrimale, formata anche dall’osso lacrimale. Questa fossa

prosegue nel canale nasolacrimale.

Faccia interna: verso la cavità nasale; nel mezzo ha una cresta obliqua –cresta

o etmoidale- con la quale c’è l’articolazione con il cornetto medio dell’etmoide.

Processo zigomatico:

E’ tozzo e piramidale: Ha 3 facce, 3 margini e un apice:

Faccia anteriore: piana, continua nella faccia anteriore del corpo.

Faccia posteriore: lievemente concava e prosegue nella faccia infratemporale.

Faccia superiore: forma il pavimento della cavità orbitaria, insieme alla faccia

superiore del corpo.

Apice tronco del processo zigomatico: si articola con l’osso zigomatico (sutura

zigomaticomascellare).

Processo palatino:

Lamina quadrilatera che si origina dalla parte inferiore della lamina quadrilatera.

Forma il Palato duro insieme al processo controlaterale.

Ha 2 facce e quattro margini.

Faccia superiore: forma il pavimento delle cavità nasali, prosegue nella faccia nasale

del corpo.

Faccia inferiore: forma il tetto della cavità buccale. Ha i Solchi palatini, nella sua

parte posteriore, che sono divisi dalla spina palatina. Nei solchi si trovano rami

dell’arteria palatina maggiore.

Margine laterale: fuso con il corpo del mascellare.

Margine anteriore: continua con la parte anteriore del processo alveolare.

Margine posteriore: si articola con quello anteriore della parte orizzontale del palatino

(sutura palatina trasversa).

Margine mediale: si unisce a quello opposto (sutura palatina mediana). Forame

incisivo: si trova vicino alla sutura palatina mediana; immette nel canale incisivo. Il

canale incisivo si biforca e si apre nelle due cavità nasali.

Cresta nasale: si forma dall’unione dei due processi palatini; è un rilievo. La cresta si

articola con il Vomere.

Spina nasale anteriore: dove termina la spina nasale anteriore.

Processo alveolare:

Origina dalla faccia anteriore e infratemporale del corpo. Si sviluppa in rapporto

all’eruzione e al mantenimento del corredo dentale, è perciò sviluppato poco nel

bambino ed è atrofico nell’anziano, senza denti.

E’ un rilievo arcuato che, insieme con l’altro processo alveolare, forma l’Arcata

alveolare superiore.

Faccia esterna: si vede nei Gioghi alveolari, corrispondenti agli alveoli. 36

Fossa incisiva: si trova sopra gli alveoli e serve per i denti incisivi.

Faccia interna: è rugosa e prosegue nel processo palatino.

Margine inferiore: libero è detto Lembo alveolare. Ha una serie di cavità nei quali si

articolano i denti –alveoli dentali. Gli alveoli sono tra loro separati dai Setti

interalveolari. Dietro l’alveolo per l’ultimo dente molare si trova il Lembo alveolare

retrodentale, tondeggiante e scabro, che arriva fino al processo piramidale del

palatino.

Sviluppo:

Per ossificazione membranosa da 5 centri di ossificazione. Il primo abbozzo è quello

vicino alla capsula nasale che poi si espande verso la capsula cartilaginea,

distruggendola. Prima si formano due parti distinte, l’osso mascellare vero e

l’intermascellare, che dopo si riuniscono in un unico abbozzo.

OSSO NASALE: pari, a forma di lamina trapezoidale, cioè ristretta nella sua parte

superiore e slargata in quella inferiore. Le 2 ossa nasali si articolano tra loro su una

linea mediana. Si trovano tra i 2 processi frontali dei 2 mascellari.

Faccia anteriore: convessa, in basso, e concava, in alto. Ha nel mezzo un piccolo foro

vascolare –foro nasale.

Faccia posteriore: completa anteriormente il tetto della cavità nasale.

Margine superiore: si articola con l’osso frontale.

Margine inferiore: forma il contorno superiore dell’Apertura piriforme.

Margine laterale: si articola con il processo frontale del mascellare.

Margine mediale: si congiunge a quello del lato opposto e si solleva in una cresta, che

si articola con la spina nasale del frontale e con l’etmoide.

Sviluppo:

Di origine membranosa, da 1 centro di ossificazione, all’inizio del 3° mese di vita

embrionale.

OSSO LACRIMALE: pari, lamellare, di forma irregolarmente quadrilatera.

Confini: sotto il frontale, davanti al labirinto etmoidale, sopra il margine

superomediale del corpo del mascellare, dietro al processo frontale sempre del

mascellare. Ha 2 facce e 4 margini:

Faccia laterale: è divisa in 2 parti dalla Cresta lacrimale posteriore, verticale:

a. Parte posteriore che è liscia e continua nella lamina papiracea dell’etmoide,

completando la parete mediale dell’orbita.

b. Parte anteriore che ha il Solco lacrimale che forma, insieme al solco vicino al

processo frontale, la Fossa del sacco lacrimale.

Cresta lacrimale posteriore: prosegue in basso verso l’Uncino lacrimale, che delimita

l’imbocco del canale nasolacrimale.

Faccia mediale:

Confini: si articola, in alto, con il labirinto etmoidale, in basso, con le cavità nasali. 37

Margine superiore, anteriore e posteriore: si articolano con il frontale, con il processo

frontale del mascellare e con la lamina papiracea dell’etmoide.

Margine inferiore: forma articolazioni più complesse; si articola con il margine

superomediale del corpo mascellare, con il contorno del solco lacrimale e con il

processo lacrimale del cornetto inferiore.

Sviluppo:E’ di origine membranosa; da 1 centro di ossificazione che compare al 3°

mese embrionale, a lato della capsula cartilaginea nasale.

OSSO PALATINO: osso pari, di forma irregolare. Si può considerare formato da 2

lamine, che si incontrano ad angolo retto.

Lamina verticale:

Detta parte perpendicolare, è orientata sagittalmente e ha una faccia mediale (faccia

nasale) e una terale (faccia mascellare). Ha 4 margini, dei quali 3 sono liberi e quello

inferiore che continua con la lamina orizzontale.

 Faccia mediale: completa la parete laterale delle cavità nasali e ha 2 creste che la

percorrono da dietro in avanti:

- Cresta etmoidale che si articola con il cornetto medio dell’etmoide.

- Cresta concale che in comunicazione con il cornetto inferiore.

 Faccia laterale: si articola con la faccia nasale del mascellare e restringe lo hiatus

mascellare. C’è un Solco verticale che forma il Canale pterigopalatino, insieme al

solco dell’osso mascellare.

 Margine anteriore: corrisponde allo hiatus mascellare.

 Margine posteriore: si articola con il processo pterigoideo:

 Margine superiore: si solleva in 2 processi:

- Processo orbitario: è quello anteriore.

- Processo sfenoidale: è quello posteriore.

Foro sfenopalatino: viene dall’incisura sfenopalatina, che si forma tra i 2 processi

detti, con il corpo. Questo foro mette in comunicazione la fossa pterigopalatina con la

cavità nasale.

Canale faringeo: dato dal processo sfenoidale con la base del processo pterigoideo. E’

un sottile tragitto.

Lamina orizzontale:

Faccia superiore o nasale: è il pavimento della cavità nasale.

Faccia inferiore o buccale: che forma il terzo posteriore del palato duro.

Margine anteriore: è in rapporto con il margine posteriore del processo palatino del

mascellare –sutura palatina trasversa.

Margine posteriore: libero e delimita l’apertura posteriore della cavità nasale (coana).

Margine mediale: si unisce a quello del lato opposto.

Processo piramidale: 38

Nasce dal punto d’incontro della lamina verticale e di quella orizzontale.

Voluminoso; si trova tra l’osso mascellare e il processo pterigoideo dello sfenoide.

Solchi piramidali: anteriormente e posteriormente al processo piramidale; sono 2

solchi, laterale e mediale, che si uniscono alle lamine, laterale e mediale, del processo

pterigoideo.

 Faccia laterale: articola con la tuberosità mascellare.

 Faccia superiore: nell’incisura pterigoidea.

 Faccia anteriore: corrispondente al palato. Qui si trovano i Fori palatini minori,

che immettono nei canali palatini, e che sono tragitti che attraversano il

processo piramidale sboccando nel canale pterigopalatino. La comunicazione

tra la fossa pterigopalatina e il palato avviene con: il canale pterigopalatino, i

canali palatini, i fori palatini.

Sviluppo:

D’origine membranosa; da 1 centro d’ossificazione che compare al 2° mese di vita

embrionale.

CORNETTO INFERIORE: pari, a forma di lamina ricurva; si stacca dalla parete

laterale della cavità nasale e si porta verso il pavimento. Ha 2 facce, mediale e

laterale, e 2 margini, superiore ed inferiore.

Faccia mediale: volge verso il setto nasale ed è convessa.

o Faccia laterale: è concava e va verso il Meato inferiore.

o Margine superiore: si articola, in avanti, con la cresta concale dell’osso

o mascellare e, in dietro, con la parte perpendicolare del palatino. Nella zona

intermedia si trova lo hiatus mascellare e ha 3 processi:

1. Processo mascellare: che chiude la parte inferiore dello hiatus.

2. Processo lacrimale: anteriore che si articola con l’osso lacrimale,

chiudendo il canale nasolacrimale.

3. Processo etmoidale: posteriore, si unisce con il processo uncinato

dell’etmoide, dividendo in 2 lo hiatus mascellare.

Sviluppo:

Dalla parete laterale della capsula cartilaginea; per ossificazione endocondrale;

compare 1 centro al 6° mese di vita embrionale.

VOMERE: lamina impari e mediana; sagittale rispetto al setto nasale. Ha forma

quadrangolare con 2 facce, destra e sinistra, e 4 margini.

Le facce sono piane e hanno solchi vascolari e nervosi.

 Margine superiore: si sdoppia nelle Ali del vomere, che comprendono il Rostro

sfenoidale.

 Margine anteriore: è obliquo in basso ed in avanti; si sdoppia per accogliere la

lamina perpendicolare dell’etmoide.

 Margine posteriore: è libero, forma il contorno del setto e delimita le 2 coane.

39

 Margine inferiore: è orizzontale e si articola con la cresta nasale (la cresta

nasale è formata dai processi palatini, delle 2 ossa mascellari e dalle parti

orizzontali delle 2 ossa palatine).

Sviluppo:

Per ossificazione membranosa; da 2 centri di ossificazione nel 2° mese di vita

embrionale. Il processo di fusione ha inizio dal basso e va verso l’alto.

OSSO ZIGOMATICO: osso pari di forma quadrangolare.

Confini: si trova lateralmente al mascellare, sotto al frontale, davanti al temporale e

alla grande ala dello sfenoide.

Arcata zigomatica: si forma con il processo zigomatico del temporale ed è un ponte

di connessione tra la scatola cranica e il massiccio faciale. Ha 2 facce, 4 margini e 4

angoli.

Faccia laterale o malare: è liscia e convessa.

 Faccia mediale o temporale: concava e delimita la fossa temporale e

 infratemporale.

 Margine anteroinferiore: si articola con il processo zigomatico del mascellare.

 Margine posteroinferiore: continua con il processo zigomatico del temporale.

 Margine anterosuperiore od orbitario: concavo e smusso, delimita l’apertura

anteriore dell’orbita. Da questo margine si stacca il Processo frontosfenoidale che

è una lamella che si articola con l'osso frontale, sfenoidale e mascellare. La

superficie di questa lamella è concava e rappresenta la faccia orbitaria dello

zigomatico. La superficie esterna e la faccia temporale.

 Margine posterosuperiore o temporale: incurvato ad "esse"; delimita la fossa

temporale. E’ in giunzione con il processo zigomatico del frontale.

Angolo superiore: punto di articolazione con il frontale.

 Foro zigomaticoorbitario: è l’inizio del canale a forma d y in cui si trova il nervo

zigomatico (ramo del nervo mascellare)..

 Foro zigomaticofaciale: uno dei rami del nervo mascellare, che viene dal foro

zigomaticoorbitario, si immette in questo foro, sulla faccia malare dello

zigomatico.

 Foro zigomaticotemporale: è il foro dove va l’altro ramo, si trova sulla faccia

temporale.

Sviluppo:

E’ di origine membranosa; da 3 centri di ossificazione che compaiono al 2° mese di

vita embrionale. Si fondono in un unico centro verso il 5° mese di vita embrionale.

MANDIBOLA: osso impari, mediano e simmetrico, che si articola con il temporale e

accoglie i denti inferiori. 40

Formata da un corpo, a forma di ferro di cavallo con la concavità posteriore, da 2

rami che seguono l’estremità posteriore del corpo.

Corpo:

E’ costituita da una faccia esterna, una interna, un margine inferiore o base e uno

superiore. Il margine superiore è il Processo alveolare.

Faccia esterna del corpo della mandibola:

Sinfisi mentale: punto mediano di saldatura dei 2 primitivi abbozzi dell’osso, che

sono separate.

Protuberanza mentale: punto in basso dove termina la sinfisi mentale.

Foro mentale laterale: a livello del 2° dente premolare, è lo sbocco del canale della

mandibola.

Solco buccinatorio: a livello del 2° e 3° dente molare, è una doccia obliqua su cui si

origina il muscolo buccinatorio. L’estremità superiore del solco buccinatorio è il

limite tra il corpo e il ramo della mandibola.

Linea obliqua esterna: rilievo che assume il solco buccinatorio.

Faccia interna del corpo della mandibola:

Spina mentale: rilievo aguzzo che può essere sostituito da 4 rilievi –apofisi geniene-

dalle quali si originano i 2 muscoli genioglossi, superiormente, e i 2 muscoli

genioioidei, inferiormente.

Foro mentale mediano: sopra la spina mentale.

Fossetta digastrica: si origina da qui il Ventre anteriore del muscolo digastrico.

Fossetta per la ghiandola sottolinguale: si trova più in alto, rispetto alla fossetta

digastrica.

Fossetta per la ghiandola sottomandibolare: a livello dei denti molari; è più ampia

della fossetta precedente.

Linea miloioidea: ha un tragitto flessuoso che va dal centro circa del corpo alla faccia

interna del ramo della mandibola. E’ rugosa per i molti tendini della faccia inferiore

del muscolo miloioideo.

Margine inferiore o base del corpo della mandibola:

E’ arrotondato.

Margine superiore del corpo della mandibola:

E’ il Processo alveolare, in cui sono scavato gli alveoli dentali, per l’articolazione dei

denti.

Lembo alveolare: è il margine libero dove si aprono gli alveoli.

Gioghi alveolari: sono sulla faccia esterna del processo alveolare e sono analoghi a

quelli del processo mascellare.

Rami mandibolari:

Si staccano dal corpo e formano un angolo ottuso con questo. Ciascun ramo è

quadrilatero; ha una faccia esterna, una interna e 4 margini.

Faccia esterna del ramo della mandibola:

Piana con alcune rugosità per l’inserzione del muscolo massetere. 41

Faccia interna del ramo della mandibola:

Qualche rilievo per il muscolo pterigoideo interno.

Foro mandibolare: in mezzo alla faccia interna del ramo della mandibola; delimitato

da una spina aguzza –lingula mandibolare- che dà attacco al legamento

sfenomandibolare dell’articolazione temporomandibolare; immette nel canale

mandibolare.

Solco miloioideo: inizia dal dietro del foro mandibolare e passa nel corpo, sotto la

linea miloioidea.

Margine inferiore del ramo della mandibola:

Va dall’angolo della mandibola per il margine posteriore, tozzo e rugoso, che risale

fino al condilo.

Margine superiore del ramo della mandibola:

Incisura della mandibola: separa i 2 distinti rilievi del ramo mandibolare.

Processo coronoideo: rilievo anteriore all’estremità del ramo della mandibola. E’ più

sottile del condilo e ha forma triangolare. Dà inserzione al muscolo temporale.

Processo condiloideo o condilo: rilievo posteriore dell'estremità del ramo della

mandibola. E’ un processo articolare formato da una testa e da un collo:

 Testa: si trova la superficie articolare, ha forma ellissoidale.

 Collo: ristretto e ha una fossetta per il muscolo pterigoideo esterno.

Margine anteriore del ramo della mandibola:

Va dall’ultimo dente molare alla base del processo coronoideo.

Lembo alveolare retrodentale: tratto iniziale del margine anteriore va da dietro

l’ultimo dente molare; qui il margine anteriore forma una doccia con 1 labbro esterno

ed uno interno.

Canale mandibolare: all’interno dell’osso; inizia dal foro mandibolare (faccia interna

del ramo) e termina nel foro mentale laterale (faccia esterna del corpo). Contiene i

vasi e il nervo alveolari inferiori.

Sviluppo:

E’ di origine membranosa, dal primo arco branchiale. In particolare deriva dalla

cartilagine di Meckel, per ossificazione mantellare.

OSSO IOIDE: impari, mediano e mobile; ha la forma di un ferro di cavallo. Si trova

nel collo, sopra la laringe e sotto la mandibola. Forma con quest’ultima lo scheletro

del pavimento della cavità orale.

Confini: sopra la mandibola, scheletro della laringe (cartilagine tiroidea), all’osso

temporale, allo sterno, all’estremità sternale della clavicola e della scapola. Queste

connessioni sono mantenute da tendini e legamenti.

Ha un corpo con 4 appendici, 2 grandi corna e due piccole corna.

Corpo dell’osso ioide: 42

Lamina trasversale con 3 facce (superiore, anteriore, posteriore) e 3 margini

(inferiore, anteriore, posteriore).

Faccia superiore dell’osso ioide:

o Due fossette di inserzione dei muscoli gienioioidei.

Faccia anteriore dell’osso ioide:

o Si inseriscono i muscoli miloioidei e stiloioidei.

Faccia posteriore dell’osso ioide:

o Ha un’accentuata concavità.

 Margine inferiore:

Dà inserzione ai muscoli sternoioidei e omoioidei.

 Margine anteriore:

Dà parziale attacco al muscolo miloioideo.

 Margine posteriore:

Si trova il legamento tiroioideo mediano.

Grandi corna:

Prolungamenti posteriori del corpo, si portano in alto, sottili, per poi riingrossarsi.

Danno l’attacco al muscolo ioglosso, tiroioideo, membrana tiroioidea e al muscolo

costrittore medio della faringe.

All’apice delle grandi corna si inseriscono i legamenti tiroioidei laterali.

Piccole corna dell’osso ioide:

Si originano nel punto del corpo in cui iniziano le grandi corna. Vanno verso l’alto e

si connettono ai processi stiloidei delle 2 ossa temporali con i legamenti stiloioidei.

Sviluppo:

Per ossificazione endocondrale, nel 2°-3° arco branchiale. Nel 2° mese di vita

embrionale si trova la Cartilagine di Reichert che è l’abbozzo del corpo dello ioide.

Intorno al 15° anno si completa l’ossificazione.

IL CRANIO NEL SUO INSIEME

Superficie esterna del cranio:

Limite tra lo splancnocranio e il neurocranio:

Linea craniofaciale inizia dall’articolazione frontonasale (nasion) e segue

il Contorno superiore dell’orbita per poi andare attraverso l’articolazione

zigomaticofrontale, margine posterosuperiore dello zigomatico fino al processo

zigomatico del temporale.

Linea di divisione tra la volta del cranio e la base del cranio coincide, in

avanti con la linea craniofaciale e in dietro parte dall’articolazione zigomatico 43

frontale per andare nella linea temporale superiore e quindi nella linea nucale

superiore, fino alla protuberanza occipitale esterna.

Per queste divisioni, nel cranio si distinguono una volta o calotta, due regioni laterali,

destra e sinistra, una base e una regione anteriore o faciale.

Volta del cranio:

Superficie liscia e convessa, formata dal frontale, dai due parietali e da parte

dell’occipitale.

Sutura frontoparietale o coronale: unisce il frontale ai due parietali.

Sutura interparietale o sagittale: unisce i due parietali.

Sutura parietooccipitale o lambdoidea: unisce i parietali con l’occipitale.

Il contorno della volta è ovale; il maggior diametro si ha vicino alla regione

occipitale.

La superficie in generale è convessa; la massima convessità si ha in corrispondenza

delle due bozze parietali.

Vertice cranico: è il punto più alto della volta e si trova a circa metà della sutura

sagittale.

Fori parietali: si vedono poco all’esterno della sutura sagittale, posteriormente al

vertice.

Regioni laterali del cranio:

Sono comprese tra le linee laterali che sono al limite tra la volta e la base –linee

temporali superiori- e l’angolo della mandibola.

Anteriormente sono delimitate da una linea verticale che parte dal margine

posterosuperiore del processo zigomatico e scende lungo il margine anteriore del

ramo mandibolare, fino alla base della mandibola stessa.

Fossa temporale: regioni superficiali nella superficie laterale del cranio.

Fossainfratemporale e la fossa pterigopalatina: regioni profonde, visibili solo dopo

l’allontanamento della mandibola e demolizione dell’arcata zigomatica e della parete

laterale dell’orbita.

1. Fossa temporale:

Delimitata dall’arcata zigomatica, in basso, dalla linea temporale superiore e dal

processo frontale dell’osso zigomatico, in alto.

Base della fossa: spazio compreso tra l’arcata zigomatica e la cresta infratemporale

della grande ala dello sfenoide. Attraverso questo spazio si ha la comunicazione della

fossa temporale con la fossa infratemporale.

Pavimento della fossa temporale: dall’alto in basso è formato dal parietale (sutura

squamosa), dalla squama del temporale (sutura coronale), dalla grande ala dello

sfenoide (sutura sfenoparietale), dall’osso zigomatico (sutura sfenozigomatica e

zigomaticotemporale). Dal pavimento della fossa prendono origine molti fasci del

muscolo temporale.

2. Fossa infratemporale: 44

Spazio irregolare che si trova dietro il mascellare e all’interno del ramo della

mandibola. Comunica con la fossa temporale che si trova sopra.

Tetto della fossa infratemporale: parte della grande ala dello sfenoide che si trova

sotto la cresta infratemporale. Questa superficie ha il Foro ovale e spinoso.

Parete anteriore della fossa infratemporale: formata dalla tuberosità mascellare.

Parete laterale: data dalla faccia temporale dello zigomatico, dall’arcata zigomatica e

dalla faccia mediale della mandibola:

Posteriormente ed inferiormente: la fossa è aperta.

Fessura pterigomascellare: si trova tra la parete anteriore e mediale; serve per mettere

in comunicazione la fossa infratemporale con la fossa pterigopalatina.

Fessura orbitaria inferiore: si trova tra la faccia posteriore del mascellare e la grande

ala dello sfenoide; mette in comunicazione la fossa infratemporale con la cavità

orbitaria.

3. Fossa pterigopalatina:

Si trova sotto l’apice della cavità orbitaria, tra la parte perpendicolare del palatino, la

tuberosità mascellare e dietro la faccia sfenomascellare del processo pterigoideo.

Nella parte posteriore della fossa si trovano il canale pterigoideo e il foro rotondo.

Foro rotondo: fa uscire dal cranio il nervo mascellare, più importante componente

contenuta nella fossa pterigopalatina.

Fessura pterigomascellare: fa comunicare la fossa pterigopalatina con quella

infratemporale.

Foro sfenopalatino e il canale faringeo: permette la comunicazione della fossa

pterigopalatina con la cavità nasale.

Fessura orbitaria inferiore: mette in comunicazione la fossa pterigopalatina con la

cavità orbitaria.

Base del cranio:

Superficie esterna della base cranica:

Si vede una volta allontanata la mandibola; ha molti fori che servono come via

d’accesso al cranio interno. Questa superficie va dai denti incisivi, che sono articolati

all’osso mascellare in avanti, fino alla linea nucale dell’occipitale. E’ divisa in una

regione anteriore, regione media e una posteriore:

Regione anteriore o palatina: formata dai processi palatini del mascellare e dalla parte

orizzontale delle ossa palatine, unite tra di loro dalla sutura palatina trasversa –sutura

cruciforme.

- Fossa incisiva: nel palato osseo, anteriormente e sulla linea mediana;

sbocca il canale incisivo.

- Fori palatini maggiori e minori: posteriormente e lateralmente nel palato

osseo. Sono lo sbocco dei canali pterigopalatini e palatini.

Regione media: compresa tra il margine posteriore del palato osseo e una linea

trasversale, che passa per il limite anteriore del foro occipitale. La regione media è

irregolare e orientata obliquamente.

- Coane: aperture posteriori delle cavità nasali, separate dal vomere. 45

- Fosse pterigoidee: formate da processi pterigoidei dello sfenoide e

completate dai processi piramidali delle ossa palatine.

- Fossette scafoidee: al lato delle coane e sopra le fosse pterigoidee.

Regione posteriore: regolare e convessa; formata dal piano nucale e dalle parti laterali

e basilare dell’occipitale, dalla faccia inferiore delle due piramidi del temporale,

piccola porzione del corpo dello sfenoide.

- Sutura occipitomastoidea

- Sincondrosi petrooccipitale: interrotta dal foro giugulare.

- Sincondrosi sfenopetrosa: corrisponde al solco per la tuba uditiva.

- Foro lacero: sbocco del canale carotico che si trova tra lo sfenoide e

l’occipitale.

Regione anteriore o faciale:

Formata dalle ossa nasali, mascellari, zigomatiche e dalla mandibola. Si osservano le

aperture anteriori delle cavità orbitarie, nasali e buccale:

Cavità orbitarie: dette anche orbite, sono due profonde escavazioni a forma di

piramide quadrangolare. Contengono i 2 bulbi oculari e annessi. In ciascuna orbita si

descrivono: una base, un apice, 4 pareti, 4 margini.

 Base: delimitata dall’apertura orbitaria, d’ingresso, che ha la forma di un

quadrilatero ma con i lati arrotondati. Il lato superiore –margine sovraorbitario-

è dato dal frontale. Il margine sovraorbitario è formato dal lato interno ed

inferiore, che appartengono al mascellare e allo zigomatico. Il lato esterno è

dato dallo zigomatico.

 Apice: dell’orbita; è il tratto mediale della fessura orbitaria superiore o del foro

ottico.

Quattro pareti orbitarie: sono la superiore, l'inferiore, laterale e mediale.

 Parete superiore o tetto: concava ed è formata dalla superficie orbitaria

data dal frontale e dalla faccia anteriore della piccola ala dello sfenoide.

Sutura sfenofrontale: in dietro rispetto al tetto.

Fossa lacrimale: per la ghiandola lacrimale, si trova in avanti e

lateralmente al tetto.

 Parete inferiore o pavimento: concava è la volta del seno mascellare.

Formata dalla parte superiore del corpo del mascellare, dalla faccia

superiore del processo orbitario dello zigomatico e dal processo orbitario

del palatino.

Doccia infraorbitaria: che va verso il canale infraorbitario; il canale va

poi a sboccare nel foro infraorbitario.

 Parete mediale: piano osseo sagittale formato dal processo frontale del

mascellare, dall’osso lacrimale, dalla lamina papiracea dell’etmoide e

dalla faccia laterale del corpo dello sfenoide.

Fossa del sacco lacrimale: dietro al processo frontale del mascellare. 46

 Parete laterale: corrisponde alla fossa temporale; formata dalla parete

orbitaria del frontale, dal processo orbitario dello zigomatico e dalla

faccia anteriore della grande ala dello sfenoide.

Condotto zigomaticoorbitario: sbocca a livello della parete laterale.

Margini sono:

 Superolaterale: inizia a livello della fossa lacrimale e termina all’apice

dell’orbita con la fessura orbitaria superiore.

 Superomediale: si aprono i canali etmoidali, che sono in comunicazione con le

docce olfattive. Questo margine termina in dietro con il foro ottico.

 Inferolaterale: termina in dietro a livello della fessura orbitaria inferiore.

 Inferomediale: inizia dall’imbocco del canale nasolacrimale e termina in dietro

a livello della sutura del corpo dello sfenoide con il processo orbitario palatino.

Cavità nasali: scavate al centro della faccia e sono divise da un setto. In ciascuna

cavità nasale ci sono 4 pareti (inferiore o pavimento, superiore o volta, laterale e

mediale), un’apertura anteriore, una posteriore.

 Parete inferiore o pavimento: costituita dal processo palatino del mascellare e

dalla porzione orizzontale del palatino.

Canale incisivo: si apre anteriormente.

 Parete superiore o volta: è un solco ristretto con la concavità volta in basso.

Costituito dalla faccia posteriore delle ossa nasali, dalle parti laterali della spina

nasale del frontale, dalla faccia inferiore della lamina cribrosa dell’etmoide, dalle

facce anteriore e inferiore del corpo dello sfenoide.

Canale faringeo: comunica con la fossa pterigopalatina.

 Parete mediale: formato in alto dalla lamina perpendicolare dell’etmoide e in

basso dal vomere.

 Piano laterale: piano osseo accidentato a direzione sagittale; formato dall’osso

mascellare, lacrimale, etmoide, sfenoide, palatino e dal cornetto nasale inferiore.

Cornetti: sporgono dalla parete laterale e sono 3 lamine ossee che formano 3

meati (superiore, medio ed inferiore). I cornetti, superiore e medio, sono

dell’etmoide, mentre, l’inferiore è un osso indipendente.

 Meato superiore: sboccano qui il seno sfenoidale e le cellule etmoidali

posteriori.

Foro sfenopalatino: si apre nella fossa pterigopalatina.

 Meato medio: si aprono il seno mascellare, seno frontale e le cellule

etmoidali anteriori.

 Meato inferiore: qui c’è lo sbocco del canale nasolacrimale. 47

Apertura anteriore o piriforme: comune alle 2 cavità nasali

 ed è circoscritta dalle due ossa mascellari e dalle due nasali.

Aperture posteriori o coane: hanno forma quadrilatera. Ogni

 coana è formata dal corpo dello sfenoide, dalla porzione orizzontale del palatino,

dal margine posteriore del vomere e dalla lamina mediale del processo

pterigoideo.

Cavità buccale: il suo scheletro è formato dal palato osseo, che forma la volta e dalla

faccia interna della mandibola, per quella porzione che si trova sopra la linea

miloioidea.

Superficie interna del cranio:

La superficie interna del cranio riproduce l’encefalo, che è ovoidale e con un polo

acuto anteriore.

Si divide in Volta e Base, che hanno gli stessi limiti della superficie esterna.

Volta del cranio:

E’ concava e formata dal frontale, parietali, occipitale, grandi ali dello sfenoide e

dalle squame del temporale.

Sutura coronale: unisce il frontale alle due ossa parietali.

 Sutura sagittale: unisce le due ossa parietali tra di loro.

 Sutura lambdoidea: unisce le due parietali all’occipitale.

 Sutura squamosa: unisce il temporale al parietale.

 Sutura sfenoparietale: unisce la grande ala dello sfenoide al parietale.

 Sutura sfenofrontale: unisce la grande ala dello sfenoide al frontale.

Cresta frontale: sulla linea mediana; qui prende attacco la grande falce cerebrale.

Solco sagittale: sempre sulla linea mediana; arriva fino alla protuberanza occipitale

interna. Serve per il seno sagittale superiore della dura madre.

Foro parietale: si trova al lato del solco sagittale insieme a piccole depressioni per le

Granulazioni aracnoidali (del Pacchioni servono per il riassorbimento del liquido

cefalo-rachidiano).

Fosse frontali, parietali, occipitali: si trovano più lateralmente.

Base del cranio:

Superficie irregolare, inclinato dall’avanti in dietro. Ha molte impronte encefaliche,

fori e canali vascolari e nervosi.

La base è divisa in 3 regioni:

 Fossa cranica anteriore: limitata in avanti dalla linea di divisione tra la volta e la

base, in dietro dal solco del chiasma ottico, sulla linea mediana e dal margine

posteriore delle piccole ali dello sfenoide, sui lati.

Formata: faccia posteriore del frontale, lamina cribrosa dell’etmoide, faccia

superiore del corpo dello sfenoide, che si trovano tutti sulla linea mediana, dalle

bozze orbitarie del frontale e dalle piccole ali dello sfenoide, ai lati. 48

1. Cresta frontale: si trova nella parte media, è il tratto inferiore.

2. Foro cieco

3. Crista galli

4. Solco del chiasma ottico

5. Foro ottico

A lato di queste zone si trovano:

a. Docce olfattive

b. Sutura frontoetmoidale

c. Bozze orbitarie

d. Fori etmoidali anteriori e posteriori: che si aprono lungo la sutura

sfenofrontale, mettendo in comunicazione la parte orbitaria del

frontale con le piccole ali dello sfenoide.

 Fossa cranica media: il suo limite anteriore corrisponde, ovviamente, al limite

posteriore della fossa cranica anteriore. Il suo limite posteriore, invece, è la linea

che passa per il margine superiore della lamina quadrilatera dello sfenoide e per il

margine superiore delle piramidi del temporale.

Formata: corpo e dalle grandi ali dello sfenoide, dalla squama e dalla piramide del

temporale.

- Sella turcica: sulla linea mediana, qui si trova la fossetta ipofisaria.

- Fosse sfenotemporali: ai lati della sella, sono 2 profonde escavazioni che

accolgono le estremità anteriori dei lobi temporali del telencefalo. Queste

fosse sono ricche d'impressioni digitiformi e di eminenze mammillari,

lasciate dalle circonvoluzioni e dai solchi encefalici.

- Impronta del ganglio semilunare detta anche del Gasser: depressione

particolarmente accentuata che accoglie il Trigemino. Si trova nella faccia

anteriore della rocca petrosa.

Nella fossa cranica media si trovano anche molti orifizi:

1. Fessura orbitaria superiore: mette in comunicazione la fossa cranica media

con l’orbita e dà passaggio ai nervi oculomotore comune, trocleare,

abducente e al ramo oftalmico del trigemino, alla vena oftalmica e ai rami

dell’arteria meningea media.

2. Foro rotondo: si trova nella fossa pterigopalatina e serve per il passaggio

del ramo mascellare del trigemino.

3. Foro ovale: attraversato dal ramo mandibolare del trigemino e dall’arteria

piccola meningea, collaterale dell’arteria mascellare.

4. Foro spinoso: per l’arteria meningea media e per il nervo spinoso del

trigemino.

5. Hiatus del canale faciale: sulla faccia anteriore della piramide del

temporale, dà il passaggio ai nervi petrosi superficiali (del faciale) e

profondi (del glossofaringeo).

6. Foro lacero: medialmente al foro ovale, tra la piramide del temporale e il

margine interno della grande ala dello sfenoide. In vivo è chiuso da una

fibrocartilagine ed è attraversato dal nervo vidiano. 49

7. Orifizio interno del canale carotico: si apre all’apice della piramide del

temporale e serve per l’arteria carotide interna.

 Fossa cranica posteriore: il suo limite anteriore è dato da quello posteriore della

fossa cranica media, mentre, il suo limite posteriore è dato dalla separazione dalla

volta con la linea, che corrisponde all’esterno alla linea nucale superiore fino alla

protuberanza occipitale esterna.

Formata: faccia posteriore della lamina quadrilatera dello sfenoide, che continua

sul clivo occipitale, faccia posteriore delle piramidi del temporale, superficie

interna della porzione inferiore della squama occipitale. Sulla linea mediana si

trovano:

Grande foro occipitale: sulla linea mediana, dietro il clivo. Passano qui il midollo

allungato, con i suoi involucri meningei, le arterie vertebrali e spinali, il nervo

accessorio spinale, che entra nel cranio (dall’11 paio di nervi encefalici) e le radici

ascendenti del nervo ipoglosso.

Cresta occipitale interna: divide le 2 fosse cerebellari.

Protuberanza occipitale interna

Nelle zone laterali si trovano diversi fori e docce vascolari:

Solco del seno petroso superiore: sulla faccia superiore della piramide, per il seno

venoso petroso superiore.

 Meato acustico interno: sulla faccia posteriore della piramide, per il nervo

statoacustico, faciale propriamente detto e intermedio.

 Acquedotto del vestibolo: fessura laterale e posteriore al meato acustico

interno, per il sacco endolinfatico.

 Canale dell’ipoglosso: si trova intorno al foro occipitale, per il nervo ipoglosso.

 Foro condiloideo: per una vena anastomotica.

 Solco del seno trasverso: delimita in alto le fosse cerebellari, per il seno

trasverso. Le estremità del solco ripiegano, lateralmente ad angolo retto verso

il basso per continuare nel seno sigmoideo, per il seno venoso sigmoideo.

 Foro mastoideo: si apre nel solco sigmoideo, per una vena.

 Solco del seno petroso inferiore: in mezzo alla sincondrosi petrooccipitale, per

il seno petroso inferiore.

 Foro giugulare o foro lacero posteriore: delimitato dall’occipitale e dal margine

posteriore della piramide, che lo dividono in due parti:

Anteromediale per il nervo glossofaringeo.

o Posterolaterale per il nervo vago, nervo accessorio, vena

o giugulare interna, continuazione del seno trasverso.

CRANIOMETRIA

Punti craniometrici mediani:

1. Nasion (punto nasale): punto mediano della sutura nasofrontale.

2. Glabella: punto mediano della protuberanza inter-sovra-orbitaria.

3. Bregma: punto mediano della sutura coronale dove la stessa incontra la

sutura sagittale. 50

4. Prolambda (obelion): sulla sutura sagittale a livello dei fori parietali.

5. Lambda: punto d’incontro della sutura sagittale con quella lambdoidea.

Punti craniometrici laterali:

a. Asterion: alla convergenza delle suture lambdoidea, parietomastoidea,

occipitomastoidea.

b. Pterion: unione tra parietale, grande ala dello sfenoide, squama del

temporale e frontale.

IL CRANIO DEL NEONATO:

Caratteristica del neonato: avere il neurocranio maggiore dello splancnocranio.

Quest’ultimo si svilupperà in epoca post-natale con l’inizio delle funzioni

masticatorie, respiratorie e per lo sviluppo delle cavità paranasali.

Fontanelle: membrane fibrose che si trovano tra i margini delle ossa della volta del

neonato. Queste membrane derivano dall’accollamento del periostio con l’endocranio

e la dura madre.

Nel neonato le fontanelle sono 6:

Bregmatica

Lambdoidea 2 impari e mediane

Pteriche

Asteriche 4 pari e laterali

Nel neonato rimangono segmenti cartilaginei tra le ossa della base che permettono

l’elasticità della capsula cerebrale.

Diametro anteroposteriore: é l’occipitofrontale –dalla protuberanza occipitale esterna

alla radice del naso- 110 mm.

Diametri trasversali: biparietale ostetrico –88 mm- normale al punto di mezzo del

precedente.

ARTICOLAZIONI DEL CRANIO:

A. SINARTROSI: sono la maggior parte delle articolazioni del cranio (suture

dentate, squamose, ad incastro, armoniche).

B. SINCONDROSI: rare nell’adulto si trasformano in SINOSTOSI (reale fusione

delle ossa). Esempio: articolazione tra la parte basilare dell’occipitale e il corpo

dello sfenoide. Più frequente è la sinostosi tra le suture del massiccio faciale,

rispetto a quelle della scatola cranica.

C. SUTURE SECONDARIE: che sono rimanenze della fusione dei vari abbozzi

che formano un certo osso. Esempio: nell’osso temporale sono frequenti.

D. ARTICOLAZIONE DI TIPO MOBILE: l’unica articolazione di questo tipo è

quella tra la Mandibola e l’osso temporale. 51

E. ARTICOLAZIONI ESTRINSECHE DEL CRANIO: seconda diartrosi che però

è considerata tra le articolazioni estrinseche del cranio, è tra l’occipitale e la 1°

vertebra cervicale.

ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE:

Tipo di articolazione: diartrosi condiloidea.

Diartrosi perché c’è discontinuità tra le cartilagini articolari, che sono mantenute da

complessi legamentosi non interposti ma avvolti a manicotto; condiloidea perché le

superfici articolari sono a contorno ellissoidale, una concava –cavità glenoidea- una

convessa –condilo- ognuna ha 2 movimenti possibili, lungo i 2 assi ortogonali tra di

loro.

Doppia che si ha tra i 2 condili della mandibola e le fosse mandibolari delle 2 ossa

temporali.

Doppia perché tra il condilo mandibolare e la cavità articolare del temporale si

interpone un DISCO completo o MENISCO che divide la cavità articolare in 2 parti,

non comunicanti tra loro:

a) Settore temporo-meniscale

b) Settore mandibolo-meniscale o condilo-meniscale

Superfici articolari:

Condilo mandibolare

Rilievo ellissoidale con il maggior asse diretto medialmente e in dietro.

Questa superficie è divisa in:

1. Versante antero-superiore a rivestimento fibrocartilagineo.

2. Versante posteriore che prende parte all’articolazione, ma è rivestito solo da

uno strato fibroso.

Superficie temporale

1. Parte anteriore della fossa mandibolare; cavità ellittica rivestita posteriormente

da periostio ispessito e con cartilagine articolare nella parte anteriore.

2. Tubercolo articolare del processo zigomatico; rilievo molto convesso, in senso

anteroposteriore, concavo, in senso lateromediale, rivestito da cartilagine

articolare.

Le 2 superfici articolari sono discordanti e, per questo, c’è interposto il disco

fibrocartilagineo, che divide, come si è visto, in 2 compartimenti. 52

Disco cartilagineo o menisco

Ha forma ellittica, con il maggior asse orientato nello stesso senso dell’asse maggiore

del condilo e della cavità articolare, cioè medialmente ed in dietro.

Anche il disco ha 2 facce:

a) Antero-superiore convessa in dietro, dove c’è la fossa articolare e concava in

avanti, dove si trova il tubercolo.

b) Postero-inferiore concava in rapporto con la parte anteriore del condilo.

c) Inoltre, un’altra componente del disco è la circonferenza che si fonde con la

capsula fibrosa dell’articolazione.

Mezzi d’unione:

Capsula articolare: ha uno strato fibroso e uno sinoviale.

A. Strato fibroso: ha la forma di un manicotto a tronco di cono, con la base

superiore e l’apice tronco inferiore.

 Anteriormente il contorno basale si inserisce sul tubercolo articolare

(labbro anteriore della fessura petrotimpanica).

 Posteriormente, sulla fossa mandibolare (cresta postarticolare della

radice orizzontale del processo zigomatico).

 Medialmente lo strato fibroso arriva fino alla spina angolare dello

sfenoide.

 Lateralmente si fissa tra la cresta postarticolare e il tubercolo

zigomatico.

 L’apice, infine, si attacca sul collo del condilo mandibolare.

B. Faccia laterale della capsula fibrosa è ispessita da un Legamento di rinforzo –

legamento temporomandibolare- che ha i fasci che divergono a ventaglio dal

basso verso l’alto.

C. Strato sinoviale: è duplice e forma 2 manicotti per le 2 cavità articolari.

Legamenti a distanza:

1. Legamento sfeno-mandibolare: inizia dalla spina angolare dello sfenoide e si

inserisce sulla faccia mediale del ramo della mandibola, dal forame

mandibolare fino al margine posteriore del ramo stesso. Delimita lo spazio in

cui passerà l’arteria mascellare interna.

2. Legamento stilo-mandibolare: va dal processo stiloideo, del temporale, al

margine posteriore del ramo, fino all’angolo della mandibola.

Queste 2 articolazioni lavorano insieme, limitando i gradi di libertà della mandibola; i

movimenti sono di 3 tipi:

a) Abbassamento ed elevazione: è il movimento più comune e richiede la

rototraslazione del condilo e del disco in avanti e in basso, rispetto alla

superficie del tubercolo articolare.

b) Proiezione anteriore e posteriore

c) Lateralità, detto anche di triturazione

Legamenti estrinseci: 53

Legamento pterigo-mandibolare: va dall’uncino del processo pterigoideo dello

sfenoide fino alla faccia interna del processo alveolare della mandibola.

MUSCOLI DELLA TESTA

Si distinguono in:

A. Estrinseci: che hanno origine in parti diverse dalla testa (collo o tronco) ma che

si inseriscono su ossa del cranio.

B. Intrinseci: iniziano e finiscono sul cranio e (sono quelli qui descritti) si

dividono in:

 Muscoli pellicciai o mimici: formati da esili fascetti, spesso privi di

aponeurosi, si inseriscono con almeno 1 dei due capi sulla faccia

profonda della cute e sono determinati dall’espressione fisionomica.

Sviluppati in modo particolare sul Massiccio faciale e si riducono in

numero sulla scatola cranica.

 Muscoli scheletrici o masticatori: sono i muscoli masticatori che hanno

la funzione di collegare la scatola cranica alla mandibola, per muovere

questa.

Muscoli intrinseci del padiglione auricolare

Muscoli estrinseci del globo oculare

Muscoli dell’orecchio medio

Muscoli della lingua studiati con gli organi

Muscoli del palato molle di senso

Parte dei muscoli della faringe

Muscoli mimici:

 Muscolo epicranico: sottile formazione muscolo-aponeurotica che si trova sulla volta

cranica. E’ formato da 3 porzioni: 54

A. Muscolo frontale: anteriore, pari, appiattito e quadrilatero.

Origine: margine anteriore della galea. Si porta anteriormente e in basso

o per

l’Inserzione: faccia profonde della cute, in corrispondenza del

o sopracciglio, della glabella e della parte superiore del dorso del naso.

Muscolo procero: fasci più mediali.

o Movimento: con la contrazione sposta in avanti il cuoio capelluto e

o corruga la fronte.

B. Muscolo occipitale: posteriore, pari e laminare.

Origine: margine posteriore dell’aponeurosi epicranica. Le sue fibre si

o dirigono obliquamente ed in basso per

l’Inserzione: sui 2/3 laterali della linea nucale superiore e su parte del

o processo mastoideo.

Movimento: contraendosi sposta in dietro il cuoio capelluto.

o

C. Galea capitis o aponeurosi epicranica: intermedio, lamina fibrosa che ricopre la

volta e le parti laterali del cranio. Ha forma quadrilatera e perciò ha:

Una faccia superficiale: strettamente connessa al derma cutaneo con

o tralci fibrosi che attraversano lo strato sottocutaneo.

Una profonda: separata dal periostio esterno delle ossa craniche

o (pericranio) da uno strato profondo di tessuto sottocutaneo.

4 margini anteriore, posteriore e laterali:

o  Dal margine anteriore si origina il muscolo frontale.

 Dal margine posteriore origina il muscolo occipitale.

 Dai margini laterali originano i muscoli auricolari antero-

superiori.

 Muscoli estrinseci del padiglione auricolare si dividono in:

 Auricolare antero-superiore: nella regione del temporale, davanti e

superiormente al padiglione auricolare. Si divide anche questo in una parte:

- Anteriore

- Superiore

Tra queste parti si trova il ramo parietale dell’arteria temporale superficiale.

Origine di entrambe le parti: margine laterale dell’aponeurosi epicranica.

Inserimento: sulla faccia laterale del padiglione auricolare, vicino all’elice, alla

spina dell’elice, alla parte anterosuperiore della convessità della conca.

 Auricolare posteriore: è dorsale rispetto al padiglione auricolare ed è formato

da un fascio:

Superiore che origina dalla faccia esterna del processo mastoideo e si

o inserisce sulla faccia mediale del padiglione, a livello della conca. 55

Inferiore che si origina dalla fascia del muscolo sterno-cleido-

o mastoideo e finisce sull’eminenza della conca.

Movimento: determinano piccoli spostamenti del padiglione auricolare in

direzione anteriore, superiore e posteriore.

 Muscoli delle palpebre si dividono in:

 Muscolo orbicolare dell’occhio: ha la forma di un anello ellittico intorno

alla rima palpebrale. Si divide in 2 zone:

Parte orbitaria: che è la più sviluppata ed è eccentrica rispetto alla palpebra.

Origine: dal margine superiore del legamento palpebrale mediale e dal terzo

o mediale del margine sovraorbitario.

Inserzione: sul margine inferiore del legamento palpebrale mediale, sul terzo

o mediale del margine infraorbitario e sul sacco lacrimale.

E’ perciò un anello quasi completo intorno alle palpebre (si interrompe solo tra

o l’origine e l’inserzione).

Angolo laterale dell’occhio: alcuni fascetti qui lasciano la parte orbitaria e

o scendono lungo la guancia, per entrare nel muscolo zigomatico.

Parte palpebrale: nello spessore della palpebra superiore ed inferiore.

Origine: dal legamento palpebrale mediale.

o Inserzione: rafe palpebrale laterale, fuori dalle palpebre.

o

Parte lacrimale: profonda.

Origine: dalla cresta lacrimale posteriore, dietro al sacco lacrimale.

Inserzione: davanti fino alla commessura palpebrale mediale, dove si divide in 2

fasci:

Per la palpebra superiore confluiscono nella parte palpebrale del muscolo

Per la palpebra inferiore

Movimento: contraendosi chiude le palpebre e convoglia le lacrime verso l’angolo

interno dell’occhio e ne facilita il deflusso, insieme alla dilatazione del sacco

lacrimale.

 Muscolo corrugatore del sopracciglio:

Sottile lamella carnosa, a concavità inferiore, che si trova nel sopracciglio. Si trova

profondamente al muscolo frontale e alla sua parte orbitaria del muscolo orbicolare.

Origine: estremità mediale dell’arcata sopraccigliare.

Inserzione: sul derma del sopracciglio, nel foro orbitario.

Movimento: si contrae per portare in basso e medialmente la cute del sopracciglio.

 Muscoli del naso comprendono: 56

 Muscolo nasale: che a sua volta si divide in 2 parti che hanno origine in comune

dai gioghi alveolari, dei denti incisivi e dei canini superiori, e dalla fossetta

incisiva:

a. trasversa (muscolo trasverso del naso): ha origine più lateralmente e ricopre

la parte posteriore dell’ala del naso. Inserzione: nel dorso del naso, con

un’aponeurosi che si unisce a quella del lato opposto.

b. Alare (muscolo mirtiforme): si porta nella cute, a livello dell’estremità

posteriore del setto mobile e della narice.

Movimento: contraendosi comprime la parete laterale del naso, restringendo la

narice e il vestibolo.

 Muscolo dilatatore delle narici:

Origine: dal contorno laterale dell’apertura piriforme. Da questa si porta in alto e

in fuori per l’inserzione.

Inserzione: cute che riveste il margine inferiore dell’ala del naso.

Movimento: contraendosi, sposta lateralmente l’ala del naso dilatando la narice e

il vestibolo.

 Muscoli delle labbra comprendono tanti muscoli diversi:

Muscolo zigomatico:

Origine: faccia laterale dell’osso zigomatico.

Inserzione: faccia profonda della cute e della mucosa labiale in corrispondenza della

commessura, dove invia anche fibre nel muscolo orbicolare della bocca.

Movimento: sposta la commessura labiale in alto e in dietro.

Muscolo quadrato del labbro superiore che è formato da 3 porzioni:

1. Zigomatica che origina dalla faccia laterale dell’osso zigomatico, davanti al

muscolo zigomatico e si inserisce alla cute del labbro superiore, sopra la

commessura.

2. Infraorbitaria che origina dal margine infraorbitario, sopra il foro infraorbitario,

e si inserisce alla cute del labbro superore, medialmente alla terminazione della

parte zigomatica.

3. Angolare che origina dal processo frontale dell’osso mascellare e dall’osso

nasale. Si inserisce alla cute dell’ala del naso e del labbro superiore.

Movimento: determina il sollevamento del labbro superiore e dell’ala del naso.

Muscolo canino:

Origine: dalla fossa canina dell’osso mascellare, sotto il foro infraorbitario. Da qui si

porta in basso e lateralmente.

Inserzione: profondamente alla cute e alla mucosa della commessura labiale.

Può inviare fibre al muscolo orbicolare della bocca. 57

Movimento: sposta in alto e medialmente la comessura labiale.

Muscolo buccinatore:

Lamina carnosa che forma, per gran parte, la guancia.

Origine: estesa

dalla faccia esterna del processo alveolare superiore del mascellare; in particolare in

corrispondenza dei denti molari.

dalla tuberosità mascellare.

dall’uncino pterigoideo.

dal rafe pterigomandibolare.

dal labbro laterale.

dal lembo alveolare retro-dentale.

dalla faccia esterna del processo alveolare inferiore, a livello dei denti molari.

Inserzione: in avanti, verso la commessura labiale, si inseriscono profondamente alla

cute e alla mucosa.

- Alcune fibre, a livello della commessura labiale, si incrociano; in questo modo

alcuni fasci superiori si inseriscono nel labbro inferiore e viceversa. Questo

incrocio contribuisce alla formazione del muscolo orbicolare della bocca.

- Fascia buccinatoria: ricopre la superficie esterna del muscolo buccinatorio ed è

una lamina fibrosa che si assottiglia gradualmente da dietro in avanti. Questa

fascia posteriormente continua nella fascia che riveste il muscolo costrittore

superiore della faringe.

- Rafe pterigomandibolare: fa parte della fascia buccinatoria ed è un cordone

fibroso teso fra l’uncino, del processo pterigoideo, e la faccia interna del ramo

della mandibola.

Movimento: contraendosi sposta la commessura labiale in dietro e fa aderire le guance e

le labbra alle arcate alveolo-dentali, per favorire la masticazione.

Muscolo risorio:

Forma triangolare con la base posteriore e l’apice anteriore.

Origine: dalla fascia parotidea, per portarsi anteriormente, attraverso la fascia

masseterina, per raggiungere la commessura labiale.

Inserzione: profondamente alla cute della commessura labiale.

Movimento: sposta in dietro la commessura labiale.

Muscolo triangolare delle labbra:

Si trova sotto la commessura labiale; sempre di forma triangolare, con la base in alto e

l’apice in basso.

Origine: faccia esterna del corpo della mandibola, vicino alla base, per portarsi in alto.

Inserzione: parte si inserisce alla cute della commessura labiale e parte risale il labbro

superiore per entrare nel muscolo orbicolare.

Movimento: sposta in basso la commessura labiale, movimento contrario a quello del

muscolo canino. 58

Muscolo quadrato del labbro inferiore:

Più profondo del muscolo triangolare.

Origine: vicino all’origine del muscolo triangolare, dalla faccia esterna del corpo della

mandibola e si dirige in alto e medialmente.

Inserzione: profondamente alla cute e alla mucosa del labbro inferiore.

Movimento: sposta in basso e lateralmente il labbro inferiore, rovesciandolo.

Muscolo mentale:

In corrispondenza della sinfisi del mento; è in parte coperto dal muscolo quadrato del

labbro inferiore.

Origine: dal giogo alveolare del dente incisivo mediale inferiore e si porta in basso.

Inserzione: alla cute del mento.

Movimento: solleva e corruga il mento.

Muscoli incisivi del labbro superiore ed inferiore:

Profondi, sopra e sotto la commessura labiale.

Origine: dal giogo alveolare del dente incisivo laterale, superiore ed inferiore.

Inserzione: da qui vanno verso la commessura labiale, intrecciando i loro fasci con quelli

del muscolo orbicolare della bocca.

Movimento: contraendosi, spostano medialmente (in alto il superiore ed in basso

l’inferiore) la commessura labiale.

Muscolo orbicolare della bocca:

Partecipa molto alla formazione delle labbra. E’ un anello ellittico intorno alla rima

buccale. Si estende dal margine libero delle labbra alla base del naso, in alto, e al solco

mento-labiale, in basso.

Si divide in:

Parte esterna che è periferica e comprende fasci che vengono da vari muscoli mimici

(canino, buccinatore, triangolare, incisivi). Questi fasci danno 2 semianelli che hanno il

loro centro nella commessura labiale e le loro estremità sulla linea mediana del labbro

superiore d inferiore.

Inserzione: faccia profonda della cute labiale, vicino ala linea mediana, e nella cute del

contorno posteriore della narice e del setto membranoso (muscolo depressore del setto).

Parte interna formata da un anello vicino al margine libero delle labbra. Questo anello si

divide, a sua volta, in:

zona superiore (labbro superiore) si incrociano, a livello delle commessure, e si

inseriscono alla faccia superiore della cute e

della mucosa.

Zona inferiore (labbro inferiore)

Fasci che si dirigono sagittalmente dalla faccia profonda della cute alla faccia profonda

della mucosa, si trovano vicino al margine libero delle labbra. 59

Movimento: restringe o chiude la rima buccale e fa sporgere in avanti le labbra.

Muscoli masticatori:

Sono 4 per lato e hanno in comune l’innervazione dalla branca mandibolare del 5° paio

di nervi encefalici (nervo trigemino).

 Muscolo temporale:

Si trova nella fossa temporale e ha forma triangolare, con la base in alto e l’apice in

basso.

Origine: dalla linea temporale inferiore, dalla parete mediale della fossa temporale, dai

2/3 superiori della faccia profonda della fascia temporale e dalla faccia mediale

dell’arcata zigomatica (qui i fasci si mescolano a quelli del massetere).

Fasci del muscolo temporale: convergono in un robusto tendine che si inserisce sul

processo coronoideo della mandibola.

Fascia temporale: riveste il muscolo temporale fino all’arcata zigomatica. Questa si fissa

in alto al margine supero-posteriore dell’osso zigomatico e alla linea temporale

superiore. Si sdoppia in 2 foglietti:

- Superficiale che aderisce alla faccia laterale dell’arco zigomatico.

- Profondo che si fissa al margine superiore e alla faccia mediale dell’arcata

zigomatica.

Movimento: eleva la mandibola e la sposta posteriormente.

 Muscolo massetere:

Robusta lamina muscolare, quadrangolare che si trova sulla faccia laterale del ramo

della mandibola. Si divide in:

 Parte superficiale che si origina dai 2/3 anteriori del margine

inferiore dell’arcata zigomatica. I suoi fasci si dirigono in basso e in

dietro per l’inserzione nella faccia esterna dell’angolo della

mandibola e nella faccia esterna del ramo mandibolare.

 Parte profonda che origina dai 2/3 posteriori del margine inferiore

dell’arcata zigomatica e dalla faccia mediale dell’arcata stessa. I

suoi fasci si dirigono in avanti e in basso, incrociando quelli della

parte superficiale. Si inseriscono sul ramo della mandibola, tra

l’inserzione dei fasci superficiali e la base del processo coronoideo.

Fascia masseterina: riveste all’esterno il muscolo massetere. In questa fascia

decorrono il prolungamento anteriore della ghiandola parotide con il suo condotto,

l’arteria trasversa della faccia e i rami del nervo faciale.

Questa fascia si fissa:

In alto, all’arcata zigomatica.

In basso, al margine inferiore del ramo mandibolare.

In avanti al margine anteriore del muscolo massetere e al processo coronoideo.

In dietro, si sdoppia in un foglietto profondo, che si fissa al margine posteriore del

ramo mandibolare, e uno superficiale che va verso la fascia parotidea. 60

Profondamente il muscolo massetere è in rapporto con il muscolo buccinatore e con il

corpo adiposo della guancia.

Movimento: eleva la mandibola.

 Muscolo pterigoideo esterno:

Origine: origina con un capo superiore ed uno inferiore:

Capo superiore: si stacca dalla cresta infratemporale e dalla faccia sfeno-mascellare

della grande ala dello sfenoide.

Capo inferiore: nasce dalla faccia laterale della lamina laterale del processo

pterigoideo, dal processo piramidale dell’osso palatino e dalla tuberosità mascellare.

Questi 2 capi si fondono in un unico muscolo che si porta lateralmente e dorsalmente.

Inserzione: unica a livello della fossa pterigoidea, del collo del condilo mandibolare e

alla capsula e al disco dell’articolazione temporo-mandibolare.

Lateralmente al muscolo: si trova il corpo adiposo della guancia, il processo

coronoideo della mandibola e il tendine d’inserzione del muscolo temporale.

Medialmente: si trova il muscolo pterigoideo interno.

Arteria mascellare: passa tra i 2 capi d’origine o sulla faccia laterale dello pterigoideo

esterno.

Movimento: sposta la mandibola in avanti e verso il lato opposto.

 Muscolo pterigoideo interno:

Ha forma quadrilatera e si trova sulla faccia mediale del ramo della mandibola.

Origine: dalla fossa pterigoidea, dal processo piramidale del palatino e dalla

tuberosità mascellare.

Inserzione: sulla faccia mediale dell’angolo mandibolare e del ramo, fino al foro

mandibolare.

La faccia mediale entra in rapporto con lo spazio mandibolo-faringeo e con la

faringe.

Movimento: eleva la mandibola contraendosi.

Fascia interna pterigoidea: si trova tra i 2 muscolo pterigoidei e si fissa:

In alto al margine superiore della fessura petrotimpanica, alla spina angolare dello

sfenoide e al margine interno del foro ovale.

In basso alla faccia interna del ramo mandibolare. 61

MUSCOLI MIMICI

Muscolo frontale

Azione: sposta anteriormente il cuoio capelluto, corruga la fronte.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo occipitale m.epicranico

Azione: sposta posteriormente il cuoio capelluto.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo auricolare antero-superiore

Azione: sposta in avanti e in alto il padiglione auricolare.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo auricolare posteriore m.estrinseci

Azione: sposta in dietro il padiglione auricolare. del padiglione

Innervazione: nervo faciale. auricolare

Muscolo orbicolare dell’occhio

Azione: chiude la rima palpebrale; convoglia le lacrime verso l’angolo interno

dell’occhio; dilata il sacco lacrimale e facilita il deflusso delle lacrime.

Innervazione: nervo faciale. m.delle

Muscolo corrugatore del sopracciglio palpebre

Azione: porta medialmente e in basso la cute del sopracciglio.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo nasale

Azione: comprime la parete laterale del naso, restringendo la narice e il vestibolo.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo dilatatore delle narici m. 62

Azione: sposta lateralmente l’ala del naso, dilatando la narice e il vestibolo del

Innervazione: nervo faciale. naso

Muscoli mimici sono tutti innervati dal nervo faciale; tranne i muscoli delle

labbra, tutti i muscoli mimici sono a coppia e, in queste, hanno movimenti uguali e

contrari.

Muscoli masticatori sono tutti innervati dal nervo trigemino; il movimento di tutti

tranne dello pterigoideo esterno è di elevare la mandibola. Poi il m. temporale sposta

posteriormente la mandibola e lo pterigoideo esterno la spostano in avanti e verso il lato

opposto.

Muscolo zigomatico

Azione: sposta la commessura labiale in alto e in dietro.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo quadrato del labbro superiore

Azione: solleva il labbro superiore e l’ala del naso.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo canino

Azione: porta in alto e medialmente la commessura labiale.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo buccinatore

Azione: sposta in dietro la commessura labiale e fa aderire le guance e le labbra alle

arcate alveolo dentali.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo risorio

Azione: sposta in dietro la commessura labiale.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo triangolare

Azione: sposta in basso la commessura labiale.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo quadrato del labbro inferiore

Azione: sposta in basso e in fuori il labbro inferiore, rovesciandolo.

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo mentale

Azione: solleva e corruga la cute del mento.

Innervazione: nervo faciale.

Muscoli incisivi del labbro superiore ed inferiore

Azione: spostano medialmente (in alto e rispettivamente in basso) la commessura

labiale. 63

Innervazione: nervo faciale.

Muscolo orbicolare della bocca m.

Azione: restringe o chiude la rima buccale; fa sporgere le labbra in avanti. delle

Innervazione: nervo faciale. labbra

MUSCOLI MASTICATORI

Muscolo temporale

Azione: eleva la mandibola e la sposta posteriormente. Innervazione: nervo trigemino.

Muscolo massetere

Azione: eleva la mandibola. Innervazione: nervo trigemino.

Muscolo pterigoideo esterno

Azione: sposta la mandibola in avanti e verso il lato opposto. Innervazione: nervo

trigemino.

Muscolo pteriogoideo interno

Azione: eleva la mandibola. Innervazione: nervo trigemino.

TRONCO

E’ formato, in direzione rostro-caudale, da:

 Collo: qui si ha il rachide cervicale che è in rapporto con l’osso occipitale ed è

perciò una struttura portante per la testa. Muscolatura: dorsalmente la m.

spinoappendicolare, ventralmente, alcune logge viscerali, delimitate dalle fasce

cervicali. Qui si trova l’osso ioide.

 Torace: si ha il rachide dorsale; è formato dalle coste, che posteriormente si

articolano con la colonna vertebrale, per dare la gabbia toracica, chiusa

anteriormente dallo sterno. Muscolatura: vari gruppi di m. intrinseci e chiusa dal

m. diaframma, che separa il torace dall’addome. Al torace sono connessi, tramite

la cintura toracica, gli arti superiori.

 Addome: ha il rachide lombare, dorsalmente, mentre, ventralmente, manca di

scheletro ma ha lamine muscolari e fasce (parete addominale).

 Pelvi: parte più caudale del tronco. Qui si trova la zona di connessione con l’arto

inferiore (anca). Dorsalmente la pelvi è chiusa dal tratto sacrococcigeo,

inferiormente è delimitata da un diaframma muscolo-aponeurotico, il perineo.

Rachide: complesso osseo-artro-muscolare che sostiene il tronco. E’ costituito dalla

colonna vertebrale sulla quale si inseriscono i muscoli, in diversi strati.

RACHIDE

Funzioni del rachide:

Supporto

o Attacco agli arti superiori ed inferiori

o Contiene il midollo spinale

o

Costituito dalle VERTEBRE, che si articolano tra loro, estendendosi in senso rostro-

caudale. 64

Muscolatura: si dividono in m. intrinseci ed estrinseci, come era nel cranio. Questa dà

stabilita e mobilità alla colonna.

COLONNA VERTEBRALE

Può essere scomposta in 4 parti:

1. Tratto cervicale: formato da 7 vertebre cervicali, la prima delle quali -atlante- si

articola con l’osso occipitale –articolazione atlooccipitale.

2. Tratto toracico o dorsale: costituito da 12 vertebre che si articolano con le coste.

3. Tratto lombare o addominale: di 5 vertebre, l’ultima in giunzione con il sacro.

4. Tratto pelvico o sacrococcigeo: formata da 2 parti -il sacro e il coccige. Il sacro si

articola con le due ossa dell’anca. I segmenti del sacro sono 5, mentre quelli del

coccige sono 4 o 5.

In totale la colonna vertebrale è costituita da 33-34 segmenti ossei.

Caratteristiche generali delle vertebre:

Facendo eccezione per il sacro e per il coccige, si possono riconoscere nelle vertebre,

che sono delle ossa brevi, un corpo e un arco che delimitano un foro vertebrale.

 Corpo: parte ventrale della vertebra, è quella più voluminosa e resistente. Ha

forma quasi cilindrica, perciò ha:

Una faccia superiore concave al centro, mentre, alla periferia, si sollevano in 2

margini –superiore ed inferiore- del corpo. I corpi delle

vertebre si articolano tramite la faccia superiore ed

inferiore, tra le quali si interpongono i Dischi vertebrali.

Una inferiore

Una faccia di contorno detta anche circonferenza: questa ha 2 porzioni una antero-

laterale concava, ed una porzione posteriore, pianeggiante o poco concava, in senso

trasversale, che delimita anteriormente il foro vertebrale.

 Arco: parte posteriore della vertebra e delimita, insieme al corpo, il foro

vertebrale. Si distinguono:

- 2 peduncoli: lamine appiattite e dirette sagittalmente, che formano i limiti del

foro vertebrale. Sono le sponde che uniscono l’arco al corpo. Ciascun

peduncolo ha una faccia interna, verso il foro vertebrale, una faccia esterna,

che continua sulla faccia laterale del corpo e due margini, superiore ed

inferiore, che sono concavi in alto e in basso e sono detti Incisure vertebrali. I

margini delimitano il foro Intervertebrale o di coniugazione, che dà passaggio

al nervo spinale.

- 2 masse apofisarie: sono dietro ai peduncoli; a livello di queste masse l’arco

aumenta di volume e ha una conformazione irregolare. In ciascuna massa

ipofisaria ci sono diversi rilievi ossei processi articolari -superiore ed

inferiore- e un processo trasverso. I 2 processi articolari mettono in giunzione

gli archi delle vertebre contigue, mentre, il processo trasverso è una parte 65

dell’arco che si dirige in fuori. La base del processo trasverso continua con il

peduncolo, con i processi articolari e con la lamina dello stesso lato.

- 2 lamine vertebrali: formano la maggior parte del contorno posteriore del foro

vertebrale; sono appiattite, quadrilatere e si dirigono obliquamente dall’alto in

basso, per unirsi sulla linea mediana. La loro faccia anteriore forma il foro

vertebrale mentre quella posteriore prosegue nei processi trasversi.

- 1 processo spinoso: impari e mediano che origina dall’angolo di unione delle

due lamine, per andare in dietro. E’ diverso a seconda del tipo di vertebra.

Le vertebre hanno la conformazione interna tipica delle ossa brevi, cioè sono formate

soprattutto da tessuto osseo spugnoso, rivestite in superficie da una lamina di

sostanza compatta. Questa lamina superficiale è più sottile nel corpo, rispetto alle

altre parti dell’arco. Nella sostanza spugnosa si trova midollo osseo. Le facce

superiori del corpo e le superfici articolari dei processi articolari sono rivestite da

cartilagine ialina.

VERTEBRE CERVICALI

Caratteristiche sono soprattutto la 1° vertebra cervicale o ATLANTE, la 2° vertebra o

EPISTROFEO e la 7° o VERTEBRA PROMINENTE.

Aumentano gradualmente di volume andando in direzione cranio-caudale.

Corpo: ha forma quadrangolare, con il maggior asse orientato trasversalmente. La

faccia superiore è delimitata, da ciascun lato, da una cresta sagittale che è l’UNCINO.

La faccia inferiore ha 2 depressioni dove sono accolti gi uncini della vertebra

sottostante.

Arco:

 Peduncoli: obliqui in dietro e in fuori, dal corpo alla massa ipofisaria.

L’incisura superiore è più profonda di quella inferiore.

 Processo trasverso: formato da due lamine. Quella anteriore è connessa al

corpo, quella posteriore alla massa ipofisaria. Le due lamine, alle due

estremità, hanno due tubercoli, anteriore e posteriore. Il FORO

TRASVERSARIO è formato dalle due lamine del processo trasverso, dal ponte

intermedio, dal corpo con il peduncolo vertebrale. La sua funzione: dà

passaggio all’arteria e alla vena vertebrale.

Caratteristica: il processo trasverso della 6° vertebra cervicale ha un tubercolo

anteriore molto voluminoso. E’ un punto di repere apprezzabile per i suoi rapporti

con la vena carotide comune TUBERCOLO CAROTICO.

 Processi articolari: dietro i processi trasversi e sono molto obliqui. Le faccette

articolari sono piane; quelle superiori sono in alto e in dietro e quelle inferiori,

in basso ed in avanti.

 Lamine articolari: rettangolari e oblique, dall’alto in basso e dall’avanti in

dietro.

 Processo spinoso: orizzontale, è BIFIDO ed ha, inferiormente, una doccia. 66

 Foro vertebrale: contorno triangolare, esteso soprattutto in direzione trasversale

ed è più ampio rispetto alle vertebre dei tratti successivi.

ATLANTE

1° vertebra cervicale; si articola con l’osso occipitale ed è, per questo, molto diversa

dalle altre vertebre cervicali.

Corpo: mancante, perché nello sviluppo si fonde con quello della seconda vertebra

cervicale, l’epistrofeo. Sarebbe il PROCESSO ODONTOIDEO o DENTE

dell’epistrofeo. Ha un arco anteriore ed uno posteriore che uniscono due voluminose

masse laterali.

Arco:

Anteriore breve, appiattito, con la faccia anteriore convessa (qui si trova il

tubercolo anteriore dell’atlante), la faccia posteriore è concava e ha la faccetta

articolare per il dente dell’epistrofeo, detta FOSSETTA DEL DENTE.

Posteriore corrisponde alle lamine delle altre vertebre ed è ricurvo, con la

concavità anteriore. Al centro della faccia posteriore c’è il TUBERCOLO

POSTERIORE, che è un rudimentale processo spinoso.

Masse laterali: sono appiattite dall’alto in basso e hanno 6 facce.

Sulla faccia superiore si trova la CAVITA’ GLENOIDEA, fossa articolare

o superiore che serve nell’articolazione con l’osso occipitale, per il condilo.

La faccia inferiore ha la faccetta articolare per l’epistrofeo.

o Dalla faccia esterna si stacca il processo trasverso, costituito da due lamine che

o delimitano il foro trasversario.

La faccia mediale ha un tubercolo che sporge nel foro vertebrale e dà attacco al

o legamento trasverso dell’atlante, teso tra le due masse laterali.

Dalla faccia anteriore e posteriore si staccano gli archi, anteriore e posteriore.

o La faccia posteriore ha un solco, che prosegue sulla faccia superiore dell’arco

posteriore, dove passano il 1° nervo spinale e l’arteria e la vena vertebrale che,

attraversano la membrana atlooccipitale posteriore, una lamina fibrosa (che

chiude l’interstizio tra l’arco posteriore dell’atlante) ed infine il contorno

posteriore del foro occipitale.

Foro vertebrale: ha forma quadrangolare ed è circoscritto da due archi e dalle due

masse laterali. Il legamento trasverso dell’atlante lo divide in una parte anteriore,

dove si trova il dente dell’epistrofeo, ed una posteriore, dove è accolto il midollo

spinale.

EPISTROFEO 2° vertebra cervicale

E’ modificata soprattutto nella faccia superiore del corpo.

Processo odontoideo o dente dell’epistrofeo: è sulla faccia superiore del corpo e si

connette a questo con una larga base cui segue un collo ristretto e quindi un corpo

voluminoso, che termina in un apice smusso.

Corpo del dente: è appiattito dall’avanti in dietro e ha sulla superficie, anteriore e

posteriore, 2 faccette articolari. La faccetta articolare anteriore si articola con l’arco 67

anteriore dell’atlante, mentre, quella posteriore, è in contatto con il legamento

trasverso dell’atlante.

Faccia inferiore del corpo del dente: ha, sul margine anteriore, un rilievo sporgente,

di forma triangolare, che si dirige in basso ed in avanti.

Faccette articolari superiori: ai lati del processo odontoideo, sono inclinate

lateralmente ed in basso.

Faccia superiore: manca di un’incisura vertebrale superiore; si trova comunque dietro

la faccetta articolare superiore, un solco per il 2° nervo spinale.

Per tutti i restanti caratteri, l’epistrofeo corrisponde alle altre vertebre cervicali.

PROMINENTE 7° vertebra cervicale

E’ una vertebra di transizione fra le cervicali e le toraciche. Si distingue per i

caratteristici processi, trasverso e spinoso e per il foro trasversario.

Processo trasverso: ha una lamina anteriore molto breve ed una posteriore

voluminosa, simile al processo trasverso delle vertebre toraciche. Perciò, il ponte

intermedio che unisce le due lamine è lungo e diretto trasversalmente. Costa

cervicale: quando il ponte intermedio è molto sviluppato, forma una rudimentale

costa.

Foro trasversario: è più piccolo che nelle altre vertebre e dà passaggio alla vena

vertebrale, ma non all’arteria.

Processo spinoso: lungo, robusto, non bifido e sporge alla base del collo. Da ciò

deriva il nome di prominente.

VERTEBRE TORACICHE

Aumentano di volume, andando dall’alto verso il basso; le vertebre inferiori hanno

caratteristiche intermedie tra le toraciche e le lombari. La 1° e le ultime 3 vertebre

hanno dei caratteri che le rendono individuabili. Tutte le vertebre toraciche si

articolano con le coste perciò hanno le faccette articolari per queste, cosa che le

contraddistingue dalle altre vertebre.

Corpo:

Cilindrico, con i diametri antero-posteriore e trasverso uguali. Sui lati del corpo,

vicino alla radice dell’arco, si trovano 2 semifossette articolari (fossette costali) di cui

quella superiore si articola con la parte della costa del livello corrispondente, mentre,

quella inferiore, è in contatto con la costa sottostante.

Arco:

Peduncoli: si distaccano dalla parte superiore del corpo e hanno l’incisura inferiore

molto accentuata.

Processi articolari: superiori sono più sporgenti degli inferiori, sono verticali e hanno

faccette articolari piane. Le faccette articolari sono in dietro nei processi superiori ed

in avanti nei processi inferiori.

Processi trasversi: molto sviluppati; si staccano dalle masse apofisarie per andare in

fuori. Hanno una faccetta articolare per il tubercolo della costa (faccetta costale 68

trasversaria). In questo modo le coste si mettono in giunzione con le vertebre

toraciche a livello dei 2 punti articolari:

- La testa delle coste con i corpi vertebrali

- I tubercoli costali con i processi trasversi

Lamine articolari: alte, strette e molto inclinate per articolarsi con le vertebre

sottostanti.

Processo spinoso: ha forma prismatica, triangolare ed è obliquo (verso in basso ed in

dietro).

Foro vertebrale: è ovale e più piccolo che nelle altre vertebre (cervicali, lombari).

1° vertebra toracica

Corpo: è molto simile al corpo delle vertebre cervicali, inoltre la prima costa si

articola solo con la prima vertebra toracica, questo fa sì che il corpo abbia sulla sua

superficie laterale una faccetta articolare completa. Il corpo della prima vertebra

toracica accoglie anche la seconda costa e per questo ha una semifaccetta articolare

inferiore.

In generale le ultime 3 vertebre toraciche hanno processi spinosi brevi e laminari,

simili a quelli delle vertebre lombari.

10° vertebra toracica

Corpo: ha una sola faccetta costale nel margine superiore, questo perché la 11° e la

12° costa si articolano, rispettivamente, con la 11° e la 12° vertebra.

11° vertebra toracica

Corpo: ha perciò una sola faccetta articolare completa, nella parte laterale del corpo.

Processo trasverso: non ha la faccetta costale trasversaria. Questo processo ha 3

tubercoli, di cui uno è anteriore e due sono posteriori.

Processo mammillare: è il tubercolo posteriore superiore, dal processo trasverso.

Processo accessorio: è il tubercolo posteriore inferiore, dal processo trasverso.

12° vertebra toracica

Corpo: ha una sola faccetta articolare completa, nella parte laterale del corpo, come

l’11°.

Processi articolari: non sono orientati frontalmente ma sagittalmente, come nelle

vertebre lombari.

Processo trasverso: anche nella 12° vertebra toracica si ritrova un processo trasverso

senza faccetta costale trasversaria, come nell’11°; inoltre si ritrovano i 3 tubercoli e

quindi il processo mammillare e quello accessorio.

VERTEBRE LOMBARI

Le vertebre lombari si riconoscono per il corpo molto voluminoso e per i caratteristici

processi spinosi. 69

Corpo: diametro trasverso maggiore di quello antero-posteriore. Ha poi la forma a

cuneo, essendo più alto in avanti e in dietro.

Arco:

Peduncoli: sono voluminosi, con incisure inferiori più accentuate di quelle superiori.

Processi articolari: sono verticali, con faccette articolari, foggiate a segmento di

cilindro, orientate nel piano sagittale. Le faccette articolari superiori hanno superficie

concava, quelle inferiori convessa.

Processi costiformi: si distaccano dai peduncoli, dal corpo e dalle masse apofisarie.

Sono lamine ossee molto robuste che si dirigono in fuori. Dietro questi processi si

trovano i processi mammillare e accessorio, uno sopra l’altro.

Lamine vertebrali: sono spesse e più alte che larghe.

Processi spinosi: molto robusti, hanno forma di lamine quadrilatere, orizzontali e in

dietro.

Foro vertebrale: triangolare e ristretto.

OSSO SACRO

E’ un unico osso che segue le vertebre lombari. Deriva dalla fusione di 5 segmenti

primitivi, le vertebre sacrali.

Bacino = sacro + coccige + 2 ossa dell’anca

Il sacro ha la forma di una piramide quadrangolare (base in alto e apice in basso).

L’osso è percorso, dalla base all’apice, dal Canale sacrale, ultima parte del canale

sacrale.

Nel sacro si hanno:

1. Faccia anteriore: concava, volge in avanti ed in basso. Ha nella sua parte di

mezzo 4 linee trasversali, che indicano la saldatura (sinostosi) tra le primitive

vertebre sacrali. A lato di queste linee trasversali, si trovano 4 Paia di Fori

Sacrali Anteriori, che immettono nel canale sacrale. Servono per il passaggio dei

rami anteriori dei nervi spinali sacrali. Questi fori si formano per fusione di parti

ossee dei processi costiformi delle vertebre lombari. Da questi poi si formano

delle docce, per i vasi e i nervi. A lato del corpo del 1° segmento sacrale si trova

un rilievo che continua con la linea terminale dell’osso dell’anca.

2. Faccia posteriore: convessa e accidentata. Sulla linea mediana si trova la Cresta

Sacrale Media che deriva dalla fusione dei processi spinosi delle primitive

vertebre sacrali. A lato di questa si trovano 2 docce che vengono dalla fusione

delle primitive lamine vertebrali. Negli ultimi segmenti sacrali manca la

porzione laminare, infatti, la cresta sacrale e le 2 docce non sono presenti. Il

canale sacrale, in questa zona, è aperto dorsalmente, apertura detta Hiatus

Sacrale. Lateralmente alle docce ci sono una serie di Tubercoli, sulla cui linea si

trovano i processi articolari della 1° vertebra sacrale. Queste 2 file di tubercoli

formano, fondendosi, le Creste Sacrali Articolari o Intermedie, che

terminano in basso con un’acuta sporgenza Corno Sacrale. A lato delle 70

creste articolari si trovano 4 paia di Fori Sacrali Posteriori, più piccoli di quelli

anteriori, che danno passaggio ai rami posteriori dei nervi spinali sacrali.

All’esterno della linea dei fori sacrali si trovano 2 serie di rilievi, che vengono

dalla fusione dei processi mammillari e accessori delle vertebre primitive,

dando Creste Sacrali Laterali.

3. 2 facce laterali: slargate in alto, dove c’è la superficie articolare per l’osso

dell’anca Faccetta Auricolare. Dietro questa si trova una superficie

irregolare, dove si connettono molti legamenti Tuberosità Sacrale. La

tuberosità sacrale e la faccetta auricolare sono i primi 2 segmenti sacrali; sotto

questi le facce laterali sono più strette e diventano margini.

4. Base del sacro: in rapporto con la 5° vertebra lombare, formando un angolo a

convessità anteriore Promontorio. Ha nel mezzo una superficie ovale

(maggior diametro trasversale). Dietro questa superficie si trova l’Orifizio

Superiore del canale sacrale, che ha forma triangolare. Questo orifizio è limitato

posteriormente dalle lamine e dal processo spinoso della 1° vertebra sacrale.

Lateralmente all’imbocco del canale sacrale si trovano i processi articolari

superiori della 1° vertebra sacrale (con faccette articolari rivolte in dietro). ALI

del SACRO 2 superfici lisce, di forma triangolare, che si trovano al lato

della superficie articolare per il corpo della 5° vertebra lombare. Queste ali sono

divise dalla faccia anteriore da un margine ottuso (prolungamento sacrale della

linea terminale dell’osso dell’anca).

5. Apice: ha una faccetta ellittica che si articola con la base del coccige. Qui si

trova la fine del canale sacrale, che è lo hiatus sacrale. Ai lati del canale sacrale

partono 4 brevi canali Fori Intervertebrali che si biforcano presto per

sfociare nei fori anteriori e posteriori, del corrispondente livello.

COCCIGE

Ultimo segmento rudimentale e si unisce al sacro, completando la parete posteriore

della pelvi. E’ un piccolo osso, triangolare, formato da 4 o 5 segmenti ossei. Nella 1°

vertebra coccigea si vedono dei caratteri primitivi. E’ costituito da:

a. Una base: rivolta verso l’alto, si articola o si fonde con l’apice del sacro. Dalla

parte posteriore della base si sollevano i Corni del Coccige, che sono i processi

articolari superiori della 1° vertebra coccigea; questi si articolano con i corni del

sacro. Dalle parti laterali della base si staccano i processi trasversi.

b. Un apice: rivolto verso il basso e in avanti. Spesso è deviato dalla linea mediana.

c. Una faccia anteriore: concava

d. Una posteriore: convessa si trovano su queste facce i solchi che indicano

la saldatura dei primitivi segmenti e che

sembrano intaccature.

e. Due margini laterali

ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE 71

Le vertebre si articolano grazie ai corpi ed ai processi articolari; inoltre ci sono i

legamenti a distanza che connettono le lamine, i processi trasversi e quelli spinosi.

Sinartrosi articolazioni tra i corpi vertebrali. Dette anche intersomatiche.

Diartrosi tra i processi articolari. Sono le articolazioni intrinseche.

Articolazioni estrinseche sono le articolazioni della colonna in alto, con la

testa, in avanti con le coste, in basso e lateralmente con le due ossa dell’anca.

Articolazioni intersomatiche tra i corpi vertebrali

Superfici articolari: ci sono tra la faccia superiore e quella inferiore di 2 vertebre

contigue. Le superfici articolari sono depresse in centro e rilevate alla periferia; sono

poi rivestite di cartilagine articolare.

Tipo di articolazione: tra queste si trova il DISCO INTERVERTEBRALE che fa in

modo che le articolazioni siano considerate come sinartrosi (sinfisi).

Mezzi d’unione: legamenti longitudinali, anteriore e posteriore.

Dischi intervertebrali:

I più grandi si trovano tra le vertebre lombari. Hanno la forma di lente biconcava e

hanno:

1. Faccia superore

2. Faccia inferiore

3. Circonferenza

4. Parte periferica o ANELLO FIBROSO: è formato da fibrocartilagine, ricca di

fasci collageni, che formano delle anse con la convessità esterna e la concavità

verso il nucleo polposo.

5. Parte centrale o NUCLEO POLPOSO: formato da fibrocartilagine ricca di gruppi

isogeni e di sostanza fondamentale.

- Le fibre di collagene non sono organizzati in fasci compatti, come

nell’anello fibroso, ma sono intrecciati irregolarmente per accogliere

gruppi di cellule cartilaginee e sostanza fondamentale.

- Il nucleo polposo non si trova al centro del disco ma si trova: più avanti

nel segmento cervicale, più in dietro nei segmenti toracico inferiore e

lombare.

- Il nucleo polposo si sposta nei movimenti della colonna vertebrale per

rendere possibile l’inclinazione dei piani vertebrali.

I dischi intervertebrali, seguendo il contorno della faccia dei corpi, delimitano parte

della circonferenza dei fori intervertebrali. Questo per una maggior estensione nel

segmento lombare.

In questo modo si forma un rapporto tra i dischi e le formazioni nervose, che si

trovano nei fori di coniugazione. Nell’insieme i dischi sono 1/3 della lunghezza totale

della colonna. 72

Mezzi d’unione:

a. Legamento longitudinale anteriore: è un nastro fibroso che si trova sulla faccia

anteriore dei corpi vertebrali, dall’epistrofeo fino alla parte superiore del sacro.

Aderisce fortemente ai corpi vertebrali e più lassamente ai dischi

intervertebrali.

b. Legamento longitudinale posteriore: sulla faccia posteriore dei corpi vertebrali,

è perciò rivolto verso il canale vertebrale. Si estende dall’osso occipitale al

sacro, come una benderella fibrosa a contorno festonato, perché è slargata a

livello dei dischi intervertebrali e ristretta a livello dei corpi. La faccia

anteriore del legamento aderisce ai corpi e ai dischi intervertebrali; la faccia

posteriore è in rapporto con la dura madre.

Diartrosi: giunzioni tra i processi articolari, articolazioni intrinseche

Tipo di articolazione: queste diartrosi sono del tipo delle ARTRODIE perché si

articolano faccette articolari piane o leggermente incurvate (vedi segmento lombare).

Movimenti a livello dei processi articolari: sono sempre di scorrimento tra le

superfici. Il piano è quasi frontale nelle vertebre cervicali e toraciche, è sagittale nel

segmento lombare.

Mezzi d’unione:

a. Capsula fibrosa, che ha, all’interno, una sinoviale lassa.

b. La capsula è rinforzata, in tutti i segmenti della colonna, dai legamenti gialli.

c. Inoltre nei segmenti toracico e lombare si trova, sulla capsula fibrosa, un

legamento di rinforzo posteriore.

Legamenti a distanza:

Legamenti gialli tesi fra le lamine, sono formazioni rettangolari costituite da

tessuto elastico: sono ben visibili all’interno del canale vertebrale. Si estendono dalla

faccia anteriore della lamina sovrastante al margine superiore della lamina

sottostante. La loro faccia anteriore è in rapporto con la dura madre, quella posteriore

con le lamine e quindi con i muscoli spinali. Sulla linea mediana, i legamenti gialli

dei due lati continuano tra loro vicino alla base dei processi spinosi. Lateralmente

ricoprono la parte mediale dei processi articolari, rinforzando la capsula fibrosa che

riunisce i processi stessi.

Legamenti interspinosi uniscono i processi spinosi, fissandosi su 2 processi

spinosi contigui e proseguendo fino ai legamenti gialli.

Legamenti sovraspinosi uniscono i processi spinosi; si sovrappone al legamento

interspinoso. E’ un cordone fibroso che si estende per tutta la colonna vertebrale,

fissandosi all’apice dei processi spinosi. Nel segmento cervicale della colonna, il 73

legamento sovraspinoso è molto sviluppato formando il legamento cervicale

posteriore, detto anche legamento nucale.

Legamenti intertrasversari connettono i processi trasversi di vertebre vicine.

Hanno forma e dimensioni variabili. Sono massimamente sviluppati nel tratto

lombare della colonna.

Articolazioni estrinseche: articolazioni craniovertebrali

Si classificano, in base alla funzione, in un unico complesso giunzionale, le diverse

articolazioni che consentono i movimenti della testa sul rachide:

Articolazione atlo-assiale mediana:

Tipo di articolazione: è una diartrosi a ginglimo laterale o trocoide.

Superfici articolari: tra il dente dell’epistrofeo e un anello osteofibroso, formato

dall’arco anteriore e dal legamento trasverso dell’atlante.

L’anello osteofibroso atlantoideo ha la FOSSETTA del DENTE, che si trova nel

centro della faccia posteriore dell’arco anteriore dell’atlante. La fossetta del dente è

una superficie articolare rivestita di cartilagine, che accoglie la faccia anteriore del

dente dell’epistrofeo. La parte posteriore dell’anello è fibrosa ed è formata dal

legamento trasverso dell’atlante, rivestito di cartilagine articolare nella parte di mezzo

che è in contatto con il dente. Anche il dente dell’epistrofeo è rivestito di cartilagine

articolare, sia anteriormente sia posteriormente.

Mezzi d’unione: dati dai legamenti tesi tra il dente dell’epistrofeo e l’osso occipitale.

Articolazione atlo-assiale laterale:

Tipo di articolazione: sono artrodie.

Superfici articolari: articolazione tra i processi articolari delle PRIME DUE

VERTEBRE CERVICALI. Le superfici articolari dell’atlante si trovano sulla faccia

inferiore delle masse laterali; con questi si articolano i processi articolari superiori

dell’epistrofeo.

Mezzi d’unione: le 2 vertebre sono unite da:

 2 legamenti atlo-assiali collaterali: sono lamine fibrose che si fissano sul

contorno delle superfici articolari delle 2 vertebre.

 Da 1 legamento atlo-assiale anteriore: si estende dal margine inferiore dell’arco

anteriore dell’atlante alla faccia anteriore del corpo dell’epistrofeo.

 Da 1 legamento atlo-assiale posteriore: va dall’arco posteriore dell’atlante alle

lamine e alla base del processo spinoso dell’epistrofeo. 74

Articolazione atlo-occipitale:

Tipo di articolazione: è una diartrosi di tipo condiloideo.

Superfici articolari: tra i condili dell’osso occipitale e le cavità glenoidee, che sono

sulla faccia superiore delle masse laterali dell’atlante. Le superfici articolari dei

condili OCCIPITALI sono allungate e oblique da dietro in avanti e dall’esterno

all’interno. Le superfici articolari dell’ATLANTE corrispondono perfettamente.

Mezzi d’unione:

Capsula articolare: fibrosa, si fissa sul contorno delle superfici articolari ed è

o più ispessita lateralmente.

Membrana atlo-occipitale anteriore: si attacca, in alto, sul contorno anteriore

o del foro occipitale e, in basso, sul margine superiore dell’arco anteriore

dell’atlante. La faccia anteriore di questa membrana è rinforzata da una

benderella fibrosa che è l’origine del legamento longitudinale anteriore.

Membrana atlo-occipitale posteriore: più sottile della precedente; si estende dal

o contorno posteriore del foro occipitale al margine superiore dell’arco

posteriore dell’atlante. E’ perforata dall’ARTERIA VERTEBRALE e dal 1°

NERVO CERVICALE.

Legamenti a distanza:

Completano il complesso delle articolazioni cranio-vertebrali, in particolare quella

che connette l’epistrofeo all’occipitale (articolazione occipitoassiale). Si dividono in:

1. Legamenti occipito-assiali propriamente detti: che sono 3, uno mediano e 2

laterali. Il legamento mediano (membrana tectoria) origina dalla doccia

basilare dell’osso occipitale, che si trova davanti al foro occipitale e scende

fino alla faccia posteriore del corpo dell’epistrofeo, passando dietro al dente

dell’epistrofeo e al legamento trasverso dell’atlante. I legamenti laterali si

fissano sulla parte laterale del contorno del foro occipitale e discendono

obliquamente per andare sulla faccia posteriore del corpo dell’epistrofeo.

2. Legamenti occipito-odontoidei: sono 3 e si distinguono in mediano e laterali. Il

legamento mediano va dal contorno anteriore del foro occipitale all’apice del

dente. I legamenti laterali o alari vanno dalla faccia mediale dei condili

occipitali fino alle facce laterali del dente.

MUSCOLI DEL RACHIDE

Si dividono anche questi in intrinseci ed estrinseci. Quelli propri del rachide sono gli

intrinseci (origine e terminazione sulla colonna vertebrale).

M. delle docce vertebrali o spinodorsali o m. erettori della colonna vertebrale: sono la

maggior parte dorsali, a ridosso dello scheletro. Sono lo strato profondo dei muscoli

dorsali, infatti, sono ricoperti, dalla profondità verso la superficie, da 2 strati di

muscoli (spinocostali e spinoappendicolari).

M. suboccipitali: muscoli delle docce vertebrali che originano dalla colonna e

terminano sul cranio.

M. prevertebrali del tratto cervicale 75

della colonna vertebrale si trovano ventralmente

M. sacrococcigei

Muscoli delle docce vertebrali:

Sono 2 masse carnose nelle docce vertebrali, a lato della linea formata dai processi

spinosi. Questi muscoli si estendono lateralmente fino agli angoli delle coste, nel

segmento toracico, e ai processi costiformi, nel segmento lombare. Sono rivestiti da

una fascia, che li separa dai m. superficiali spinocostali e spinoappendicolari

FASCIA NUCALE, nella zona più rostrale e FASCIA LOMBODORSALE, nei

segmenti inferiori.

I m. delle docce vertebrali sono formati da fascetti paralleli e leggermente obliqui

rispetto alla colonna.

Se classificati in base alla lunghezza:

I fasci più superficiali sono quelli più lunghi perché originano e terminano in

metameri molto distanti.

I fasci intermedi sono meno lunghi ed, infatti, l’origine e la fine si trovano al

massimo nello spazio di 2 o 3 metameri.

I fasci profondi hanno origine e fine in due segmenti contigui, sono perciò i più corti.

Si possono classificare anche in base agli strati, ma difficilmente perché non sono

divisi da fasce, cioè i fasci muscolari sono accolti in un ambiente connettivale

comune.

Distinguendo dalla superficie in profondità si hanno 3 gruppi di muscoli:

M. splenio della testa

M. splenio del collo piano più superficiale

M. sacrospinale

M. trasverso spinale piano intermedio

M. interspinosi

M. intertrasversari piano più profondo

M. suboccipitali

PIANO PIU’ SUPERFICIALE

Muscolo splenio della testa

Origine: dai 2/3 inferiori del legamento nucale e dai processi spinosi dell’ultima

vertebra cervicale e delle prime due vertebre toraciche.

Inserzione: si trova in alto e lateralmente, rispetto all’origine, sui 2/3 laterali della

linea nucale superiore e sul processo mastoideo. 76

Rapporti con altri muscoli: è ricoperto dai muscoli sternocleidomastoideo, trapezio,

romboide, dentato posteriore-superiore. A sua volta però ricopre i muscoli

semispinale e lunghissimo della testa.

Innervazioni: rami posteriori dei nervi cervicali, 2°, 3° e 4°

Movimento: contraendosi, estende la testa, inclinandola e ruotandola dal proprio lato.

Muscolo splenio del collo

Origine: dai processi spinosi della 3°, 4°, 5° e 6° vertebra toracica.

Inserzione: in alto e lateralmente verso i processi trasversi delle prime tre vertebre

cervicali.

Rapporti con alti muscoli: sotto il muscolo dentato posteriore superiore e il m.

romboide. Ricopre il m. lunghissimo e spinale del collo.

Innervazioni: rami posteriori dei nervi cervicali, 2°, 3° e 4°.

Movimento: estende la colonna cervicale.

Muscolo sacrospinale

E’ un lungo muscolo che si trova nelle docce vertebrali, per tutta la lunghezza della

colonna (dalla zona nucale alla sacrale).

Questo muscolo si divide in 3 parti:

 M. ileocostale, parte laterale:

Innervazione: dai rami posteriori dei nervi toracici e del 1° lombare.

Movimento: contraendosi, estende la colonna vertebrale e la inclina dal proprio lato;

può anche elevare e abbassare le coste.

E’, a sua volta, diviso in 3 zone:

 Ileocostale dei lombi:

Origine: di seguito al m. lunghissimo del dorso, dalla tuberosità iliaca, dalla

cresta iliaca, dal foglietto posteriore della fascia lombodorsale.

Inserzione: in alto e lateralmente, divergendo in otto lingue carnose, a livello

degli angoli delle 8 ultime coste.

 Ileocostale del dorso:

Origine: con 6 fasci, dalla faccia esterna delle ultime 6 coste medialmente

all’angolo.

Inserzione: tramite 8 tendini, agli angoli delle prime 7 coste e al processo

trasverso della 7° vertebra cervicale.

 Ileocostale del collo:

Origine: con 5 fasci carnosi, dagli angoli delle prime 5-6 coste.

Inserzione: con 3 tendini, ai processi trasversi della 4°, 5° e 6° vertebra

cervicale.

 M. lunghissimo, parte intermedia:

Innervazioni: dai rami posteriori dei nervi spinali, dal 1° cervicale al 5° lombare. 77

Movimento: estende ed inclina, dal proprio lato, la testa e la colonna vertebrale.

Si divide in 3 parti:

M. lunghissimo del dorso:

o Origine: dalla faccia posteriore del sacro, dal foglietto posteriore della fascia

lombodorsale e dai processi spinosi delle ultime vertebre lombari.

Inserzione: in alto si inserisce, con alcuni fasci laterali, ai processi costiformi

delle vertebre lombari e alle facce esterne di tutte le coste, esclusa la 1°, tra gli

angoli ed i tubercoli. Con altri fasci mediali si inserisce ai processi accessori

delle vertebre lombari e ai processi trasversi di tutte le vertebre toraciche.

M. lunghissimo del collo:

o Rapporti con altri muscoli: si trova tra l’ileocostale del collo e il lunghissimo

della testa.

Origine: dai processi trasversi delle prime 5 vertebre toraciche.

Inserzione: tubercoli posteriori dei processi trasversi della 2°, 3°, 4°e 5°

vertebra cervicale.

M. lunghissimo della testa:

o Rapporti con altri muscoli: si trova tra il lunghissimo del collo e il semispinale

della testa.

Origine: dai processi trasversi delle prime vertebre toraciche e dai processi

articolari delle 5 ultime vertebre cervicali.

Inserzione: all’apice e alla faccia posteriore del processo mastoideo del

temporale.

 M. spinale, parte mediale:

Rapporti con altri muscoli: tra il m.lunghissimo e i processi spinosi, forma la parte

mediale del m.sacrospinale.

Innervazione: dai rami posteriori dei nervi spinali, dal 3° cervicale al 12° toracico.

Movimento: estende la colonna.

In generale, tutti i m. spinali originano e terminano a livello dei processi spinali.

Si divide in 3 parti:

 M. spinale del dorso:

Origine: dai processi spinosi delle prime 2 vertebre lombari e delle ultime due

o 3 vertebre toraciche.

Inserzione: nei processi spinosi delle vertebre toraciche, dalla 2° alla 9°.

 M. spinale del collo:

Origine: dai processi spinosi delle ultime 2 vertebre cervicali e delle prime 2

toraciche.

Inserzione: nei processi spinosi delle vertebre cervicali 2°, 3° e 4°.

 M. spinale della testa:

Origine: dai processi spinosi delle ultime vertebre cervicali e delle prime

toraciche.

Inserzione: i suoi fasci confluiscono insieme con quelli del m.semispinale della

testa. 78

PIANO INTERMEDIO

Muscolo trasverso spinale

Si trova nelle docce vertebrali, ventralmente al m.sacrospinale. Nell’insieme è

formato dai fasci che originano dai processi trasversi e si inseriscono nei processi

spinosi. E’ formato da 3 parti, su piani diversi, che sono il m.semispinale, il

m.multifido e i m.rotatori:

M.semispinale:

E’ la parte più superficiale del m.trasverso spinale e si divide in 3 parti:

 M.semispinale del dorso:

Origine: nasce dai processi trasversi delle ultime 6 vertebre toraciche.

Inserzione: nei processi spinosi delle ultime 2 vertebre cervicali e delle prime 6

toraciche.

 M.semispinale del collo:

Origine: dai processi trasversi delle prime 6 vertebre toraciche.

Inserzione: nei processi spinosi delle vertebre cervicali dalla 2° alla 5°.

 M.semispinale della testa:

Rapporti con altri muscoli: si trova fra il legamento nucale e il m.lunghissimo

della testa.

Origine: dai processi trasversi delle prime 6 vertebre toraciche e dai processi

trasversi e da quelli articolari delle ultime 4 vertebre cervicali.

Inserzione: i suoi fasci si riuniscono a quelli del m.spinale della testa e si

portano medialmente ed in alto per andare verso la squama dell’osso occipitale,

tra le 2 linee nucali.

Il m.semispinale della testa si divide in una parte laterale ed una mediale:

- Parte mediale: ha nel ventre un tendine intermedio ed è perciò detta

m.digastrico della nuca. Rapporti con altri muscoli: è superficiale ed in

rapporto con i m.spleni e con il trapezio. Profondamente è in rapporto con

i m.retti posteriori e obliqui della testa.

In generale il m.semispinale è

Innervato: dai rami posteriori dei nervi spinali, dal1° cervicale al 2° toracico.

Movimento: estende la testa e la colonna, ruotandole verso il lato opposto.

M.multifido:

Forma il secondo strato del m.trasverso spinale e si estende dal sacro all’epistrofeo.

Rapporti con altri muscoli: è più voluminoso nel tratto lombosacrale dove è ricoperto

dal lunghissimo del dorso. Nelle restanti parti si trova profondamente al semispinale.

Origine: i suoi fasci originano dalla faccia posteriore del sacro, dai processi

mammillari e accessori delle vertebre lombari, dai processi trasversi delle vertebre

toraciche e dai processi articolari delle ultime 4 vertebre cervicali.

Inserzione: nei processi spinosi delle vertebre lombari, toraciche e cervicali, escluso

l’atlante.

I fasci delle varie parti del muscoli si estendono per 2-4 metameri. 79

Innervazione: dai rami posteriori dei nervi spinali, dal 3° cervicale all’ultimo

lombare.

Movimento: estende e ruota dal lato opposto la colonna.

M.rotatori:

Complesso di fasci che formano lo strato profondo del m.trasverso spinale; si

estendono dal sacro all’epistrofeo.

Origine: dalla faccia posteriore dei primi 2 segmenti sacrali, dai processi mammillari

delle vertebre lombari, dai processi trasversi delle vertebre toraciche e cervicali.

Inserzione: alla base dei processi spinosi.

Uniscono metameri contigui (m.rotatori brevi) o si estendono per 2 o 3 segmenti

(m.rotatori lunghi).

Innervazione: dai rami posteriori dei nervi spinali, dal 3° cervicale all’ultimo

lombare.

Movimento: contraendosi, estendono e ruotano la colonna.

PIANO PIU’ PROFONDO

Muscoli interspinosi

Sono tesi tra i processi spinosi di vertebre contigue e si trovano a lato dei legamenti

interspinosi. Sono ben visibili nei tratti cervicale e lombare del rachide

Innervazione: dai rami posteriori dei nervi spinali, dal 3° cervicale all’ultimo

lombare.

Movimento: estendono la colonna.

Muscoli intertrasversari

Sono tesi tra i processi trasversi di vertebre vicine. Mancano spesso nel tratto

toracico.

Nel rachide cervicale si distinguono 2 m.intertrasversari per lato:

Uno anteriore che si fissano ai tubercoli anteriori e posteriori

Uno posteriore dei processi trasversi.

Nel rachide lombare si trovano 2 m.intertrasversari in ciascun lato:

Laterali: che si tendono tra i processi costiformi

Mediali: che si tendono tra i processi mammillari.

Innervazione: dai rami anteriori di tutti i nervi cervicali e dai rami posteriori dei nervi

spinali, dal 1° cervicale all’ultimo lombare.

Movimento: inclina lateralmente la colonna.

Muscoli suboccipitali (tipo particolare di m.delle docce vertebrali)

Sono 4 muscoli pari e simmetrici che si trovano profondamente nella parte superiore

del rachide, in stretto contatto con il piano scheletrico. 80

Collegano le prime vertebre cervicali tra loro e con la squama dell’osso occipitale.

Questi muscoli sono: i m.grande e piccolo retto posteriore della testa e i m.obliqui

superiore ed inferiore della testa.

M.grande retto posteriore della testa:

 Origine: dall’apice del processo spinoso dell’epistrofeo.

Inserzione: in alto e lateralmente nella squama dell’occipitale, sotto del terzo

medio della linea nucale inferiore.

Rapporti con altri muscoli: è ricoperto dai m.semispinale della testa e obliquo

superiore della testa. Anteriormente è in rapporto con l’arco posteriore

dell’atlante, con la membrana atlooccipitale e con l’osso occipitale.

Innervazione: dai nervi sottooccipitali e grande occipitale (C1 e C2).

Movimento: estende e ruota la testa.

M.piccolo retto posteriore della testa:

 Origine: dal tubercolo posteriore dell’atlante.

Inserzione: nella squama dell’occipitale, sotto il terzo mediale della linea

nucale inferiore.

Rapporti con altri muscoli: ricoperto dal muscolo semispinale della testa e da

parte del grande retto posteriore della testa. Si addossa alla membrana

atlooccipitale posteriore.

Innervazione: dal nervo sottooccipitale (C1).

Movimento: estende la testa.

M.obliquo superiore della testa:

 Origine: dalla superficie laterale del processo spinoso dell’epistrofeo.

Inserzione: si porta in alto ed in fuori per inserirsi nella faccia inferiore e al

margine posteriore del processo trasverso dell’atlante.

Rapporti con altri muscoli: si trova sotto al m.semispinale della testa e sopra

rispetto all’articolazione atloassiale posteriore.

Tra il margine laterale del m.grande retto posteriore e i margini mediali dei

m.obliqui superiore ed inferiore, si trova uno spazio triangolare che serve per il

passaggio dell’arteria vertebrale e per il ramo posteriore del nervo

sottooccipitale.

Innervazione: dal nervo sottooccipitale (C1) e grande occipitale (C2).

Movimento: contraendosi ruota la testa.

I muscoli delle docce vertebrali sono rivestiti, in superficie, da una LAMINA

CONNETTIVALE che prende il nome di:

Fascia nucale nella parte cervicale del rachide. Si trova tra i m.trapezio e

romboide, superficiali, e i m. spleni e semispinali della testa, profondi. In alto si fissa

alla squama occipitale e, in basso, avvolge il m.dentato posteriore-superiore.

Lateralmente continua nella fascia cervicale superficiale. Medialmente si fonde con il

legamento nucale.

Fascia lombodorsale nelle restanti porzioni. E’ formata da 2 foglietti: 81

Anteriore: si trova nella parte bassa del rachide e non va oltre il tratto lombare.

Superiormente si attacca alla 12° costa; inferiormente invece si attacca al labbro

interno della cresta iliaca e al legamento ileolombare. Medialmente si fissa ai processi

trasversi delle prime 4 vertebre lombari. Lateralmente si unisce al foglietto posteriore.

Questo foglietto anteriore si trova tra il m.sacrospinale, dorsalmente, e i m.quadrato

dei lombi e grande psoas, che si trovano ventralmente. Nella parte alta, il foglietto

anteriore della fascia lombodorsale dà origine a tratti fibrosi, che servono per unire

l’ultima costa ai processi costiformi delle prime 2 vertebre lombari, formando il

LEGAMENTO LOMBOCOSTALE.

Posteriore: ricopre il m.sacrospinale, passa dal m.dentato posteriore-superiore e si

porta in basso verso il m.dentato posteriore-inferiore, per arrivare fino alla regione

sacrale del rachide. Questo foglietto posteriore è fissato, medialmente, ai processi

spinosi delle vertebre toraciche e lombari, ai legamenti sovraspinosi e alla cresta

sacrale media. Inferiormente si fissa sulla faccia posteriore del sacro e sul labbro

esterno del terzo posteriore della cresta iliaca. Lateralmente si fissa agli angoli delle

coste e si unisce al foglietto anteriore, tra l’ultima costa e la cresta iliaca.

Muscoli ventrali del rachide

Ventralmente alla colonna vertebrale si trovano m.intrinseci, vicino al tratto

cervicale; questi sono i m.prevertebrali. Si descrivono anche m.rudimentali nel tratto

sacrococcigeo.

M.prevertebrali

Si trovano nella faccia anteriore delle vertebre cervicali e delle prime vertebre

toraciche e sono ricoperti, in avanti, dalla fascia cervicale profonda. Questi m. sono:

1. M.lungo del collo: formato da:

 Parte mediale:

Origine: dai corpi delle prime 3 vertebre toraciche e dai corpi delle ultime 3

vertebre cervicali.

Inserzione: si porta in alto per inserirsi nell’arco anteriore e nei corpi delle

vertebre cervicali, dalla 2° alla 4°.

 Parte laterale superiore:

Origine: dai tubercoli anteriori dei processi trasversi delle vertebre cervicali

dalla 2° alla 5°.

Inserzione: risale medialmente per andare ad inserirsi nel tubercolo

anteriore dell’atlante, insieme alla parte mediale.

 Parte laterale inferiore:

Origine: si stacca dai corpi delle prime 3 vertebre toraciche.

Inserzione: si porta in alto ed in fuori per inserirsi nei tubercoli anteriori dei

processi delle ultime 3 vertebre cervicali.

Rapporti con altri muscoli: anteriormente è in rapporto con il m.lungo della testa, con

la faringe e l’esofago, con il fascio vascolonervoso del collo e con il tronco

dell’ortosimpatico. Posteriormente è in contatto diretto con la colonna vertebrale. 82

Innervazione: dai rami anteriori dei nervi cervicali, dal 2° al 6°.

Movimento: flette ed inclina lateralmente la colonna cervicale.

2. M.lungo della testa:

Origine: dai tubercoli anteriori dei processi trasversi delle vertebre cervicali, dalla 3°

alla 6°.

Inserzione: nella faccia inferiore della parte basilare dell’osso occipitale, dietro e

lateralmente al tubercolo faringeo.

Rapporti con altri muscoli: la sua faccia anteriore è in rapporto, come il m.lungo del

collo, con il m.lungo della testa, con la faringe, con l’esofago, con il fascio

vascolonervoso del collo e con il tronco dell’ortosimpatico. La sua faccia posteriore,

invece, è in rapporto con la parte alta del m.lungo del collo, con il m.retto anteriore

della testa e con la membrana atlooccipitale anteriore.

Innervazione: dai rami anteriori dei primi 3 nervi cervicali.

Movimento: contraendosi, flette e ruota la testa.

3. M.retto anteriore della testa:

Origine: dalla faccia anteriore della massa laterale e dal processo trasverso

dell’atlante.

Inserzione: si porta in alto e medialmente per inserirsi nella faccia inferiore della

parte basilare dell’occipitale, dorsalmente al m.lungo della testa.

Rapporti con altri muscoli: si trova davanti all’articolazione atlooccipitale.

Innervazione: dai rami anteriori dei primi 2 nervi cervicali.

Movimento: flette ed inclina lateralmente la testa.

4. M.retto laterale della testa:

Origine: dalla faccia anteriore del processo trasverso dell’atlante.

Inserzione: nella faccia inferiore del processo giugulare dell’osso occipitale.

Rapporti con altri muscoli: è laterale rispetto al m.retto anteriore e all’articolazione

atlooccipitale.

Innervazione: dal ramo anteriore del primo nervo cervicale.

Movimento: inclina lateralmente la testa.

Muscoli sacrococcigei ventrali

Si trovano sulla faccia ventrale del sacro e del coccige. Sono rudimentali formazioni

muscolari o fibrose, che arrivano fino all’apice del coccige.

Muscoli sacrococcigei dorsali: si trovano sulla faccia dorsale del sacro e del coccige e

sono analoghi ai fascetti muscolari ventrali.

Innervazione: dai rami del plesso coccigeo. Questi sono formati da nervi spinali

compresi tra il 4° sacrale e il 1° coccigeo. Hanno poca importanza funzionale. 83

COLLO

E’ la prima parte del tronco e ha uno scheletro assiale costituito dal rachide cervicale

(già visto). Un solo osso si trova nel collo, ventralmente al rachide Osso ioide.

Muscoli del collo

Si dividono in: m.sopraioidei

Anteriori m.sottoioidei

m.prevertebrali (intrinseci del rachide) vedi pg.81

m.delle docce vertebrali

strato profondo vedi pg.75 m.intrinseci del rachide

Posteriori m.suboccipitali pg.80

strato superficiale m.spinoappendicolari m.estrinseci del torace 84

platisma vedi anche i m.pellicciai o mimici

Laterali sternocleidomastoideo

m.scaleni SOPRA LO IOIDE

Muscoli sopraioidei (fra i muscoli anteriori del collo)

Si dividono a loro volta in:

M.digastrico (sono 2 e simmetrici)

Questo m. si trova tra il processo mastoideo del temporale e la fossetta digastrica

della mandibola. E’ formato da 2 ventri, uno anteriore ed uno posteriore. Tra questi 2

ventri si trova un tendine intermedio. Nell’insieme il m. ha un’arcata, a concavità

rivolta verso l’alto.

- Ventre posteriore: è più lungo e sottile di quello anteriore.

Origine: dall’incisura mastoidea.

Inserzione: si porta in avanti, in basso e medialmente per continuare nel

tendine intermedio.

Rapporti con altri muscoli: faccia laterale del ventre posteriore è in rapporto

con il processo mastoideo, con i m.sternocleidomastoidei, lunghissimo e

splenio della testa, con la ghiandola parotide e sottomandibolare. La faccia

mediale è in rapporto con il m.retto laterale della testa, con la vena giugulare

interna, con l'arteria carotide, interna ed esterna, e con il nervo ipoglosso.

Innervazione: dal nervo faciale.

- Ventre anteriore: viene di seguito al tendine intermedio.

Inserzione: si dirige in avanti, in alto e medialmente per inserirsi nella

fossetta digastrica della mandibola.

Rapporti con altri muscoli: è ricoperto, lateralmente, dai piani cutanei e dal

m.platisma. Medialmente appoggia sul m.miloioideo.

Innervazione: dal ramo mandibolare del trigemino.

- Il tendine intermedio è fissato all’estremità laterale del corpo dell’osso ioide

mediante un anello fibroso. Questo tendine delimita il TRIANGOLO

DELL’ARTERIA LINGUALE (del Pirigoff), insieme al margine posteriore

del m.miloioideo e al nervo ipoglosso che sono superiori.

Movimento: innalza l’osso ioide, abbassa la mandibola ed estende la testa.

M.stiloioideo (sono 2 e simmetrici)

Si trova sopra e davanti al ventre posteriore del digastrico.

Origine: dal processo stiloideo.

Inserzione: si porta in alto, in basso e medialmente per inserirsi nel corpo dell’osso

ioide, vicino al grande corno.

Rapporti con altri muscoli: ha gli stessi rapporti che ha il ventre posteriore del

m.digastrico. 85

Innervazione: da un ramo del nervo faciale.

Movimento: sposta l’osso ioide in alto ed in dietro.

M.miloioideo

E’ una lamina quadrilatera che si trova sopra al ventre anteriore del m.digastrico.

Origine: dalla mandibola, in particolare da una linea che inizia al di sotto della spina

mentale, circonda il margine superiore della fossetta digastrica e prosegue nella linea

miloioidea, fino alla faccia interna del ramo mandibolare.

Inserzione: i fasci muscolari si portano medialmente per andare al rafe miloioideo e

alla faccia anteriore del corpo dell’osso ioide. (RAFE MILOIOIDEO: è formato,

come tutti i rafi, dall’incrociarsi di fibre tendinee. E’ una lamina fibrosa sagittale con

una faccia dx e una sn, un margine superiore ed uno inferiore, un’estremità anteriore

ed una posteriore. L’estremità posteriore si distacca dalla parte media della faccia

anteriore del corpo dell’osso ioide. L’estremità anteriore si connette alla parte

inferiore della spina mentale della mandibola).

Rapporti con altri muscoli: la faccia inferiore del m.miloioideo è in rapporto con il

ventre anteriore e con il tendine intermedio del m.digastrico, con la ghiandola

sottomandibolare e con la fascia cervicale superficiale.

La faccia superiore è in rapporto con il m.genioioideo e ioglosso, con la ghiandola

sottolinguale e con i nervi, linguale ed ipoglosso.

I 2 m.miloioidei (perché sono 2 e simmetrici) partecipano alla costituzione del

pavimento della cavità buccale.

Innervazione: dal ramo mandibolare del trigemino.

Movimento: sposta in alto ed in avanti l’osso ioide e solleva la lingua, cooperando

nella deglutizione.

M.genioioideo (sono 2 e simmetrici)

Si trova sopra al m.miloioideo.

Origine: dalla parte inferiore della spina mentale.

Inserzione: nella faccia anteriore del corpo dell’osso ioide.

Rapporti con altri muscoli: la faccia inferiore è in rapporto con il m.miloioideo, la

superiore con il m.genioglosso e con la ghiandola sottolinguale.

Innervazione: dal nervo ipoglosso.

Movimento: contraendosi, sposta in alto l’osso ioide e abbassa la mandibola.

SOTTO LO IOIDE

Muscoli sottoioidei

Formano uno strato

m.sternoioideo

superficiale m.omoioideo

m.sternotiroideo

profondo 86

m.tiroideo

Innervazione: dai primi 3 nervi cervicali, attraverso l’ansa dell’ipoglosso.

M.sternoioideo o sternocleidoioideo:

E’ un m.nastriforme.

Origine: dalla faccia posteriore del manubrio sternale, dalla parte posteriore della

capsula dell’articolazione sternoclavicolare e dall’estremità sternale della

clavicola.

Inserzione: i fasci muscolari si portano in alto e medialmente per andare verso la

metà interna del margine inferiore del corpo dell’osso ioide.

Rapporti con altri muscoli: la faccia superficiale con il manubrio dello sterno, con

la clavicola, con il m.sternocleidomastoideo e con la fascia cervicale superficiale.

La faccia profonda è in contatto con il m.sternotiroideo e tiroioideo e con la

membrana tiroioidea.

Movimento: abbassa l’osso ioide.

M.omoioideo:

E’ un m.digastrico formato da un ventre inferiore e da uno superiore, tra loro uniti

da un tendine intermedio.

 Ventre inferiore:

Origine: dal margine superiore della scapola, all’interno dell’incisura.

Inserzione: si porta in alto, in avanti e medialmente per andare nel tendine

intermedio.

 Ventre superiore:

Origine: nasce dal tendine intermedio, dove termina il ventre inferiore.

Inserzione: va ancora in alto e medialmente per andare al margine inferiore

dell’osso ioide, a lato dell’inserzione del m.sternoioideo.

Rapporti con altri muscoli: dal basso verso l’alto i rapporti sono con il

m.trapezio, m.succlavio e con la clavicola. Da qui passa sotto al

m.sternocleidomastoideo per rapportarsi con i m.scaleni, con la vena giugulare

interna, con l’arteria carotide comune e con la ghiandola tiroide.

Il tendine intermedio incrocia il fascio vascolonervoso del collo. Tra i 2

m.omoioidei si trova la fascia cervicale media.

Movimento: abbassa l’osso ioide e tende la fascia cervicale media.

M.sternotiroideo:

Si trova sotto allo sternoioideo.

Origine: dalla faccia posteriore del manubrio dello sterno e dalla 1° cartilagine

costale.

Inserzione: nella linea obliqua della cartilagine tiroidea della laringe.

Rapporti con altri muscoli: la faccia posteriore del muscolo è in rapporto con

l’arteria carotide comune, con la vena giugulare interna, con la trachea e con la

ghiandola tiroide.

Movimento: abbassa la cartilagine tiroidea e quindi la laringe. 87

M.tiroideo:

Si trova di seguito al m.sternotiroideo e ricopre la cartilagine tiroidea e la

membrana tiroioidea. E’ sotto i m.sternoioideo e omoioideo.

Origine: dalla linea obliqua della cartilagine tiroidea.

Inserzione: nel margine inferiore del corpo e nel grande corno dell’osso ioide.

Movimento: abbassa l’osso ioide e innalza la laringe.

MUSCOLI LATERALI DEL COLLO

Comprendono:

Platisma m.pellicciaio o mimico

M.sternocleidomastoideo

M.scaleni m.scheletrici

Platisma

Essendo un muscolo mimico ha derivazione ed innervazione simili agli altri

m.mimici. Si trova in uno sdoppiamento della fascia superficiale del collo, tra 2 strati

del pannicolo adiposo sottocutaneo.

Origine: a livello della 2° costa e dalla superficie anteriore della spalla.

Inserzione: i fasci vanno verso l’alto e medialmente, verso la cute della regione

masseterina e della commessura labiale. Inoltre, vanno verso la faccia esterna del

corpo della mandibola.

Innervazione: dal ramo cervicale del nervo faciale.

Movimento: tende la cute del collo e abbassa la mandibola.

M.sternocleidomastoideo

Si trova nella parte anterolaterale del collo e ha 2 capi di origine, che poi si fondono

in un unico ventre, che sono:

capo sternale

o

Origine: dalla parte alta della faccia anteriore del manubrio sternale.

capo clavicolare

o

Origine: si distacca dal 4° mediale della faccia superiore della clavicola.

Inserzione di entrambi i capi: si forma un ventre muscolare, dalla fusione dei 2 capi,

che si inserisce nel processo mastoideo e nel 3° laterale della linea nucale superiore.

Rapporti con altri muscoli: si trova in uno sdoppiamento della fascia cervicale

superficiale. In superficie è in rapporto con lo strato sottocutaneo e con la vena

giugulare esterna. La sua faccia profonda corrisponde, dal basso verso l’alto,

all’articolazione sternoclavicolare, ai m.sternoioideo, omoioideo, scaleni, elevatore

della scapola, digastrico (ventre posteriore) e al fascio vascolonervoso del collo.

Il capo clavicolare è attraversato dal nervo accessorio (11° paio dei nervi encefalici).

Innervazione: dal nervo accessorio e dai rami del 2° e 3° nervo cervicale. 88

Movimento: flette ed inclina lateralmente la testa, facendola ruotare dal lato opposto.

Se prende punto fisso sulla testa, funziona come elevatore del torace.

M.scaleni

Si trovano, sotto, nella regione laterale del collo e si distinguono in:

Anteriore:

Origine: dai tubercoli anteriori dei processi traversi delle vertebre cervicali, dalla

3° alla 6°.

Inserzione: nel tubercolo dello scaleno, sulla parte anteriore della faccia superiore

della 1° costa.

Medio:

Origine: dai tubercoli anteriori dei processi traversi di tutte le vertebre cervicali,

escluso l’atlante, al di dietro delle origini dello scaleno anteriore.

Inserzione: sulla faccia superiore della 1° costa, dietro al solco per l’arteria

succlavia.

Posteriore:

Origine: dai tubercoli posteriori dei processi trasversi delle vertebre cervicali 4° e

6°.

Inserzione: termina sul margine superore e sulla faccia esterna della 2° costa,

passando lateralmente all’inserzione dello scaleno medio sulla 1° costa.

Rapporti con altri muscoli: superficialmente sono in rapporto con i m.omoioideo e

sternocleidomastoideo, con la clavicola e con le arterie cervicale superficiale e

trasversa del collo. Sulla faccia ventrale del m.scaleno anteriore discende il nervo

frenico. La stessa faccia ventrale è incrociata in basso dall’arteria trasversa della

scapola e dalla vena succlavia.

Lo scaleno anteriore e medio delimitano, inferiormente, insieme con la 1° costa, un

triangolo in cui passano l’arteria succlavia e i rami del plesso brachiale.

Innervazione: dai rami dei plessi cervicale e brachiale (C3-C8).

Movimento: elevano le prime coste (muscoli inspiratori) ed inclinano lateralmente la

colonna cervicale.

FASCE DEL COLLO

Si dividono, perché disposte su piani diversi, in:

 Fascia cervicale superficiale:

Si trova al di sotto del tegumento e non si deve confondere con la fascia

superficiale del collo, che invece si trova tra 2 strati del sottocutaneo.

Parte dalla linea mediana, dove si ispessisce a livello della LINEA ALBA

CERVICALE, per andare lateralmente, sdoppiandosi per avvolgere i

m.sternocleidomastoidei.

Dietro questi m. si riforma un unico foglietto che attraversa la regione

sopraclavicolare. 89

Dopo questa, si sdoppia ancora per avvolgere il m.trapezio e per fissarsi sulla linea

di origine dello stesso muscolo.

Il margine superiore della fascia si fissa al margine inferiore del corpo della

mandibola, continua nelle fasce masseterina e parotidea. Dietro si attacca alla

faccia esterna del processo mastoideo, alla linea nucale superiore e alla

protuberanza occipitale esterna.

Il margine inferiore è connessa all’incisura giugulare dello sterno, al margine

anteriore della clavicola, al margine laterale dell’acromion e al margine posteriore

della spina della scapola.

Spazio sovrasternale: si forma perché la fascia cervicale superficiale si sdoppia in

2 foglietti che si fissano ai labbri anteriore e posteriore dell’incisura stessa. In

questo spazio si trova l’arco venoso del giugulo tronco anastomotico

impari e trasversale, che decorre al di sotto della ghiandola tiroide. Serve a

connettere le vene giugulari anteriori, prima dello sbocco nelle vene giugulari

esterne.

Rapporti della fascia cervicale superficiale: la sua superficie esterna ha rapporti

con lo strato sottocutaneo. Quella interna aderisce al corpo dell’osso ioide.

Lateralmente è in rapporto con i m.scaleni. E’ perciò come un piano di clivaggio

teso tra i 2 muscoli sternocleidomastoidei.

 Fascia cervicale media:

E’ una lamina triangolare a base inferiore e apice superiore tronco.

Si trova trasversalmente tra i 2 m.omoioidei e verticalmente tra l’osso ioide, in

alto, lo sterno e le ossa del cingolo toracico, in basso.

Il suo margine inferiore va dal manubrio dello sterno fino alle origini dei ventri

inferiori dei m.omoioidei. Lateralmente, la fascia cervicale media termina

avvolgendo i 2 m.omoioidei. La superficie esterna della fascia corrisponde alla

fascia cervicale superficiale. La superficie interna è in rapporto con la ghiandola

tiroide, con la laringe, con la trachea e con il fascio vascolonervoso del collo.

La fascia cervicale media si estende, perciò fino al mediastino anteriore.

 Fascia cervicale profonda:

Si pone sui m.prevertebrali e sui corpi delle vertebre cervicali e prime toraciche.

Ha forma quadrilatera, quindi ha 4 margini e 2 facce.

Margine superiore: si fissa sulla base dell’osso occipitale.

Margine inferiore: si perde nel connettivo del mediastino posteriore.

Margini laterali: si fissano ai tubercoli anteriori dei processi trasversi delle

vertebre cervicali, dove la fascia continua con le aponeurosi che avvolgono i

m.scaleni.

Faccia posteriore: è in rapporto, oltre che con i m.prevertebrali e le vertebre, con

la faringe, l’esofago e il fascio vascolonervoso del collo.

Tra le 3 fasce cervicali si trovano 3 logge LOGGE INTERFASCIALI.

Quella anteriore, tra le fasce superficiale e media, contiene i m.sottoioidei. E’ chiusa

inferiormente, a livello dell’incisura giugulare dello sterno. 90

Quella posteriore, tra le fasce cervicali media e profonda, sono accolti la ghiandola

tiroide, la laringe, la trachea, la faringe, l’esofago, le arterie carotidi, la vena

giugulare interna e il nervo vago. Al contrario dell’anteriore, la loggia posteriore

prosegue nel mediastino.

TORACE

E’ la seconda parte del tronco e si trova tra il collo e l’addome. E’ formato da:

Gabbia toracica: complesso osteoartromuscolare, impalcatura ossea con un’apertura

superiore ed una inferiore, che delimita una cavità viscerale nella quale si trovano i

polmoni (logge pleuropolmonari) e il mediastino al centro. L’apertura superiore serve

da passaggio per i visceri, vasi, nervi tra il collo e il mediastino. L’apertura toracica

inferiore, invece, serve per il passaggio per l’addome. Questa apertura è chiusa dal

muscolo DIAFRAMMA.

Scheletro: della gabbia toracica, che è formata, dorsalmente, dalla colonna vertebrale

(tratto toracico). Con la colonna si articolano 12 paia di coste, che sono completate in

avanti dalla cartilagine costale. La gabbia è chiusa, anteriormente, da un osso impari

e mediano STERNO.

Articolazioni: sono quelle costovertebrali e sternocostali.

Muscoli: si dividono, anche questi, in estrinseci ed intrinseci e si trovano tra i vari

segmenti del torace.

m.toracoappendicolari 91

m.estrinseci m.spinoappendicolari

m.spinocostali

m.del torace DIAFRAMMA (tra i m.estrinseci)

m.elevatori delle coste

m.intrinseci m.intercostali

m.sottocostali

m.trasverso del torace

OSSA DEL TORACE

Coste

Cosa sono: segmenti scheletrici, che si articolano, posteriormente, con le vertebre

toraciche e formano, in questo modo, la cavità toracica.

Come sono: sono formate da:

Costa propriamente detta: parte ossea.

Cartilagine costale: completa, in avanti, la costa propriamente detta. E’ una parte

cartilaginea.

Quante sono: sono 12 paia. Le prime sette si uniscono in avanti, grazie alla loro parte

cartilaginea, allo sterno. L’8°,la 9° e la 10°, invece, si connettono, sempre grazie alla

loro parte cartilaginea, alla cartilagine della costa sovrastante. In questo modo

formano una linea arcuata ARCO COSTALE.

L11° e la 12° costa sono libere e terminano con una piccola cartilagine appuntita. Per

questo sono dette COSTE LIBERE O FLUTTUANTI.

Caratteri generali delle coste:

Coste propriamente dette sono ossa piatte, nastriformi ed incurvate ad arco.

Non sono dette ossa lunghe perché non hanno il canale midollare. Sono formate da

una lamina superficiale di tessuto osseo compatto che racchiude sostanza spugnosa.

Le coste hanno l’ANGOLO COSTALE che è un punto di brusco cambiamento di

direzione dovuto alla loro funzione (cioè quella di formare una gabbia che avvolga da

dietro in avanti visceri e mediastino). La curva che si forma è a convessità esterna.

Sull’angolo costale si inserisce il m.ileocostale (il più laterale dei m.spinodorsali).

Nel loro decorso le coste si torcono perciò la loro faccia esterna, convessa, sarà

rivolta anteriormente in alto e posteriormente in basso.

Nelle coste si distinguono:

Un corpo: si possono considerare diverse parti:

Una parte dorsale: posta dietro l’angolo costale.

o Una parte ventrale: posta davanti l’angolo costale.

o Una faccia esterna: convessa.

o Una faccia interna: pianeggiante o lievemente concava.

o Un margine superiore: smusso.

o 92

Un margine inferiore: si trova il SOLCO COSTALE, in particolare nel

o tratto compreso tra l’angolo costale e il punto d’unione del terzo anteriore

con il terzo medio del corpo. In questo solco si trova il fascio

vascolonervoso (vasi e nervi intercostali). Il solco costale è delimitato da un

labbro esterno, sporgente in basso, e da un labbro interno, meno evidente.

Due estremità:

 quella posteriore si articola con la colonna vertebrale; è ingrossata e forma

la TESTA DELLA COSTA. Su questa testa si trovano 2 faccette articolari

tra loro divise da 1 cresta. Queste faccette servono alla costa per articolarsi

con le faccette costali dei corpi delle 2 vertebre contigue.

Alla testa segue il COLLO DELLA COSTA. Su questo si trova una cresta

longitudinale determinata dall’impianto di legamenti.

Tubercolo della costa: si trova nel punto di passaggio tra il collo e il corpo;

è un rilievo tozzo che sporge posteriormente. Ha una superficie articolare

convessa che è in rapporto con la faccetta articolare del processo trasverso

della vertebra toracica, che si trova alla stessa altezza.

 quella anteriore prosegue con la cartilagine costale. E’ infossata e si

congiunge alla cartilagine costale.

Per quanto riguarda altre caratteristiche generali:

La lunghezza delle coste cresce andando dalla 2° all8° e diminuisce dall’8° alla 12°.

L’obliquità in basso ed in avanti aumenta dalla prima all’ultima.

La distanza dal tubercolo all’angolo costale si accresce dall’alto in basso.

CARATTERISTICHE PARTICOLARI DELLE PRIME 2 COSTE

1° COSTA: delimita l’apertura superiore del torace. E’ diretta dall’indietro in avanti e

dall’alto in basso. La testa ha un’unica faccetta che si articola con la 1° vertebra

toracica. Il tubercolo costale è molto pronunciato. Nel corpo manca il solco costale

(in questo il tratto dorsale è uguale alle altre coste mentre il tratto ventrale ha la faccia

esterna che è rivolta verso l’alto e quella interna verso il basso). Sempre il corpo ha

un SOLCO VENOSO che serve per la vena succlavia. Dietro a questa vena si trova il

SOLCO ARTERIOSO che serve, invece, per l’arteria succlavia e per il tronco

inferiore del plesso brachiale.

Tra i 2 solchi si trova il TUBERCOLO DELLO SCALENO, dove si inserisce il

m.scaleno anteriore.

Infine c’è la TUBEROSITA' DELLA PRIMA COSTA che serve per l’attacco del

m.dentato anteriore. 93

2° COSTA: ha un orientamento del corpo simile alla prima costa. La parte dorsale e

ventrale del corpo ci sono e sono individuati dalla TUBEROSITA’ DELLA

SECONDA COSTA, che serve per l’inserzione del m.dentato anteriore.

COSTE FLUTTUANTI: sono molto diverse, soprattutto per la lunghezza. La loro

testa ha una sola faccetta articolare, perché sono in rapporto con un solo corpo

vertebrale (dall’11° alla 12° vertebra toracica). Non ci sono l’angolo e il tubercolo

costale.

CARTILAGINI COSTALI

Hanno forma simile alla parte ventrale del corpo delle coste, perché ne sono la

continuazione. Sono perciò laminari e con:

Una faccia esterna

Una faccia interna

Un margine superiore

Un margine inferiore

Un’estremità laterale o costale: ha una faccetta ellittica che si articola con la fossetta

dell’estremità anteriore delle coste.

Un’estremità mediale o sternale: varia secondo di che altezza si trova. Infatti, nelle

prime sette coste ha 2 faccette convergenti a formare un cuneo che si articola con le

incisure articolari dei margini laterali dello sterno. Le estremità mediali dell’8°,9° e

10° costa si uniscono, grazie ad un tratto fibroso, alle cartilagini delle coste

sovrastanti. Hanno perciò solo una connessione indiretta con lo sterno.

Nelle coste fluttuanti, in fine, le cartilagini sono brevi, appuntite e terminano libere.

STERNO

Cos’è: è un osso piatto, impari e mediano che serve per chiudere, anteriormente, la

gabbia toracica.

Dove si trova: si estende ,dall’alto in basso, dalla 3° alla 9° vertebra toracica. E’

leggermente obliquo in avanti.

Com’è: è formato da 3 segmenti che nell’adulto sono spesso fuse insieme:

Manubrio: che è slargato in alto. Nel punto di unione con il corpo forma

l’ANGOLO STERNALE.

Corpo: è slargato nella parte di mezzo e ristretto alle 2 estremità.

Processo xifoideo: è assottigliato e appuntito. Vario secondo lo sviluppo.

Nel complesso si possono considerare:

Faccia anteriore: detta anche piano sternale. E’ convessa, perché ha l’angolo

 sternale, e rugosa, perché dà origine a molti m. del collo, del torace e

dell’addome. Ha una serie di rilievi trasversali. Il primo di questi rilievi 94

corrisponde alla giunzione tra manubrio e corpo e l’ultimo all’unione tra corpo

e processo xifoideo.

Faccia posteriore: è concava, in senso longitudinale, e si vedono anche in

 questa le tracce delle giunzioni. E’ per la maggior parte liscia, infatti, dà

origine ai m. solo nella sua parte alta e bassa.

2 margini laterali: hanno 7 incisure articolari dove si pongono le prime 7

 cartilagini costali. La prima di queste incisure accoglie la 1° costa e si trova

nella parte alta del margine del manubrio. La seconda si trova all’altezza della

giunzione tra manubrio e corpo, a livello dell’angolo sternale. L’ultima

incisura si vede a livello dell’unione del corpo con il processo xifoideo.

Base: è data dal margine superiore del manubrio, è ingrossata e, nella sua zona

 centrale, ha l’INCSURA GIUGULARE. A lato dell’incisura giugulare si

trovano le 2 INCISURE CLAVICOLARI, dove lo sterno si articola con la

clavicola.

Apice: è data dal processo xifoideo, che può avere la stessa direzione del corpo

 o inclinarsi in avanti o in dietro, per una lunghezza variabile.

ARTICOLAZIONI DEL TORACE

Si dividono in:

Articolazioni costovertebrali: gruppo posteriore.

Articolazioni sternocostali: gruppo anteriore che comprende le articolazioni

delle cartilagini costali con lo sterno.

Articolazioni intercondrali: articolazioni tra le diverse cartilagini costali.

Articolazioni sternali: articolazioni tra i vari pezzi dello sterno.

Articolazioni costovertebrali

I punti di articolazione delle estremità posteriori delle coste con le vertebre, sono 2:

1. articolazione costovertebrale propriamente detta: la testa della costa si articola

con i corpi delle vertebre.

Tipo di articolazione: è una doppia artrodia.

Superfici articolari: sono 2 faccette piane, sulla testa della costa, separate dalla

CRESTA COSTALE e convergenti a cuneo. Sono rivestite di cartilagine articolare

e sono accolte in una cavità articolare, che si forma per l’incontro delle faccette

costali di 2 vertebre adiacenti. Tra queste 2 faccette articolari si trova il DISCO

INTERVERTEBRALE (con la sua fibrocartilagine) che corrisponde alla cresta

costale.

Eccezione: le articolazioni della 1° e delle ultime 2 coste, perché sono artrodie

semplici tra le coste e il corpo di 1 sola vertebra, del livello corrispondente.

Mezzi d’unione: 95

- Capsula articolare: ha uno strato fibroso sottile che si fissa al contorno

delle superfici articolari. E’ rinforzata, in avanti, dal LEGAMENTO

RAGGIATO che si attacca al contorno anteriore della testa. Da qui si

inserisce, con fasci divergenti, sul corpo delle 2 vertebre contigue. La

capsula aderisce strettamente, in avanti ed in dietro, al legamento

interarticolare della testa.

- Legamento interarticolare della testa: va dalla cresta costale alla

fibrocartilagine intervertebrale. Questo legamento divide la cavità

articolare in 2 parti, ciascuna con la sua membrana sinoviale. Il

legamento interarticolare manca nelle artrodie semplici tra la 1° e tra le

ultime 2 coste con le vertebre corrispondenti.

2. articolazione costotrasversaria: il tubercolo della costa si articola con il

processo trasverso della vertebra.

Tipo di articolazione: è un’artrodia che si ha tra i tubercoli delle prime 10 coste e i

processi trasversi delle vertebre corrispondenti. Manca nelle ultime 2 coste, che

sono senza tubercolo.

Superfici articolari:

 faccetta leggermente convessa che si trova nella parte inferiore e mediale

del tubercolo costale.

 faccetta lievemente concava sulla faccia anteriore del processo trasverso.

Queste superfici sono rivestite da cartilagine ialina.

Mezzi d’unione:

Capsula articolare: ha uno strato fibroso che si fissa sul contorno delle

o superfici articolari.

Legamento del tubercolo costale: ispessisce posteriormente la capsula

o articolare. E’ teso tra la parte superiore del tubercolo costale e l’apice del

processo trasverso.

Legamento costotrasversario inferiore: ispessisce inferiormente la capsula.

o Si trova tra il margine inferiore del processo trasverso e il margine inferiore

della costa.

Membrana sinoviale: si trova a tappezzare la faccia interna dello strato

o fibroso.

Alcuni legamenti a distanza che sono:

o - Legamento del collo della costa: si porta obliquamente in dietro e

medialmente, dalla faccia posteriore del collo della costa alla faccia

anteriore del processo trasverso, della vertebra corrispondente. E’

presente, ridotto, anche nelle ultime 2 coste.

- Legamento costotrasversario anteriore: va dal margine superiore del

collo della costa fino al margine inferiore del processo trasverso della

vertebra sovrastante. Manca tra il collo della 1° costa e il processo

trasverso della 7° vertebra cervicale. E’ presente nelle ultime 2 coste.

- Legamento costotrasversario posteriore: è un fascio che va dalla costa

alla vertebra sovrastante. In particolare dal margine superiore del 96

collo alla base del processo trasverso e alla parte inferiore della

lamina. Nel suo tragitto incrocia il legamento costotrasversario

anteriore.

- Legamento discocostale: va dalla faccia posteriore del collo e arriva

al margine posteriore del disco intervertebrale. Passa nel canale

vertebrale, attraverso il foro intervertebrale.

Funzione delle articolazioni costovertebrali: consentono movimenti di elevazione e di

abbassamento delle coste che sono importanti per la respirazione.

Articolazioni sternocostali

Tipo di articolazione: sono artrodie semplici o doppie, con l’eccezione della 1°

cartilagine costale che è articolato con lo sterno (non è una vera e propria

articolazione) come la sua estremità laterale è articolata con la parte ossea della costa.

Superfici articolari: le articolazioni sternocostali si hanno tra le estremità anteriori

delle prime 7 cartilagini costali e le incisure articolari, che ci sono sui margini laterali

dello sterno. In particolare ci sono:

 2 faccette articolari, convergenti a cuneo, separate da una cresta

anteroposteriore.

 Sul margine laterale dello sterno si trovano 2 faccette piane inclinate che

formano un’incisura costale, dove è accolto il cuneo cartilagineo.

Mezzi d’unione:

 Capsula articolare: ha uno strato fibroso, dato dal pericondrio della cartilagine

costale che continua nel periostio sternale.

 Legamento raggiato sternocostale: rinforza anteriormente la capsula; va dalla

faccia anteriore della cartilagine alla faccia anteriore dello sterno, distendendosi

a ventaglio. I fasci di questo legamento si incrociano con quelli del lato opposto

e formano, in questo modo, una membrana fibrosa MEMBRANA

STERNALE, che è unita al sottostante periostio.

 Legamenti costoxifoidei: sono fasci fibrosi che vanno dalla faccia anteriore della

6° e 7° cartilagine costale al processo xifoideo.

 Legamento interarticolare sternocostale: è una lamina fibrocartilaginea

orizzontale che divide in 2 parti la cavità articolare e forma, così, una doppia

artrodia. Il legamento è completo a livello della 2° e 3° articolazione

sternocostale mentre può mancare o essere incompleto nelle altre.

Articolazioni intercondrali

Tipo di articolazione: in generale questo tipo di articolazione si ha tra cartilagini

costali contigue. Si distinguono in 2 tipi:

- Primo tipo: tra le estremità mediali dell’8°,9° e 10° cartilagine costale e le

cartilagini sovrastanti. E’ una giunzione con fasci fibrosi.

- Secondo tipo: sono artrodie tra i margini contigui della 6°e 7°,7°e 8°,8°e 9°

cartilagine costale. In queste articolazioni i mezzi d’unione sono Capsula

articolare, dipendenza del pericondrio. 97

Articolazioni sternali

Tipo di articolazione: si hanno tra il manubrio e il corpo e tra il corpo e il processo

xifoideo. Si dividono in:

1. Articolazione sternale superiore:

Tipo di articolazione: è una sinfisi.

Superfici articolari: sono le superfici del manubrio e del corpo, che sono riunite

con l’interposizione di una fibrocartilagine. Questa fibrocartilagine continua,

lateralmente, con il legamento articolare sternocostale delle 2° cartilagini costali.

Mezzi d’unione: l’articolazione è rinforzata da legamenti periferici dati dal

periostio, che dalle facce anteriore e posteriore del manubrio passa sul corpo dello

sterno.

2. Articolazione sternale inferiore: tra il corpo e il processo xifoideo.

Tipo di articolazione: è una sincondrosi che, nell’adulto, si trasforma in una

sinostosi.

Funzione delle articolazioni sternocostali, intercondrali e sternali: danno elasticità e

mobilità ai pezzi che formano la gabbia toracica, anteriormente. In questo modo

rendono possibili l’elevazione e l’abbassamento delle coste, importante nella

respirazione.

MUSCOLI DEL TORACE

m.elevatori delle coste

m.intrinseci m.intercostali

m.sottocostali

m.trasverso del torace

Muscoli elevatori delle coste

Sono 12 paia di m. che si trovano profondamente nel dorso, vicino alla colonna

vertebrale. Hanno forma triangolare, con la base in basso e l’apice in alto e

medialmente.

Origine: dall’apice dei processi trasversi della 7° vertebra cervicale e delle vertebre

toraciche, ad eccezione dell’ultima.

Inserzione: nella faccia esterna e nel margine superiore della costa sottostante, tra

l’angolo e il tubercolo.

Elevatori lunghi: sono gli ultimi 4 muscoli che sono detti così perché si dividono in 2

fasci: 98

- Un fascio si inserisce nella costa sotto.

- L’altro fascio scende ancora per inserirsi nella costa ancora dopo, prende

cioè inserzione in 2 coste.

Rapporti con altri muscoli: hanno dietro i m.intercostali esterni e sopra il

m.lunghissimo.

Innervazione: dai rami anteriori dell’8° nervo cervicale e di tutti i nervi toracici (12

paia di nervi intercostali).

Movimento: elevano le coste e sono perciò m.inspiratori.

Muscoli intercostali

Sono negli spazi intercostali. 11 PER LATO e si distinguono in:

 Esterni: vanno dai tubercoli delle coste fino alle estremità laterali delle cartilagini

costali.

Origine: dal margine inferiore di ogni costa.

Inserzione: nel margine superiore della costa sottostante. Le loro fibre sono perciò

dirette dall’alto in basso e dal dietro in avanti.

Fascia o membrana intercostale esterna: si trova tra l’estremità anteriore di ciascun

muscolo intercostale esterno e lo sterno. E’ una lamina fibrosa, sullo stesso piano dei

muscoli.

 Medi: si trovano nello spazio intercostale tra la linea ascellare media e lo sterno.

Origine: dal margine inferiore delle coste, all’interno della linea d’origine dei

m.intercostali esterni.

Inserzione: nel margine superiore delle coste sottostanti.

 Interni: vanno dall’angolo costale allo sterno.

Origine: dal margine inferiore e dalla faccia interna di una costa.

Inserzione: nel margine superiore della costa sotto. Le fibre vanno perciò dall’alto in

basso e dall’avanti in dietro, incrociando i m.intercostali esterni.

Fascia o membrana intercostale interna: si trova in ogni spazio intercostale, tra

l’estremità posteriore dei m.intercostali interni e la colonna vertebrale. E’ una sottile

lamina fibrosa. La faccia profonda dei m.intercostali interni e della fascia intercostale

interna aderisce alla FASCIA ENDOTORACICA, che separa queste formazioni

muscoloaponeurotiche dalla pleura parietale.

Innervazione: i vasi ed i nervi si trovano nel sottile interstizio tra m.intercostali

interni ed esterni, o medi, in particolare nel solco costale. Questi m. sono innervati

dai nervi intercostali (dall’1° all’11°).

Movimento: elevano ed abbassano le coste (m.inspiratori ed espiratori).

Muscoli sottocostali

Sono nella parte interna e posteriore della parete toracica, vicino alle articolazioni

costovertebrali. Variabili per numero e i superiori spesso mancano. 99

Origine: dalla faccia interna delle coste.

Inserzione: vanno in basso e medialmente verso la faccia interna della costa sotto o di

quella successiva.

Innervazione: dai nervi intercostali (dal 1° all’11°).

Movimento: abbassano le coste (muscoli espiratori).

Muscolo trasverso del torace

Si trova sulla faccia interna della parete toracica anteriore.

Origine: dalla faccia posteriore del corpo e dal processo xifoideo dello sterno.

Inserzione: si porta in alto e lateralmente verso la faccia interna e il margine inferiore

delle cartilagini costali (dalla 2° o 3° alla 6°), dove si inserisce con 4 o 5 digitazioni.

Fascia endotoracica: riveste la faccia interna del m.

Innervazione: dai nervi intercostali; dal 2° al 9°.

Movimento: abbassa le cartilagini costali (m.espiratorio).

m.toracoappendicolari

m.estrinseci m.spinoappendicolari

m.spinocostali

m.del torace DIAFRAMMA (tra i m.estrinseci)

Muscoli toracoappendicolari

Origine: dalle coste e dallo sterno.

Inserzione: nelle ossa del cingolo toracico e dell’omero. Si distinguono in:

M.grande pettorale: si trova anteriormente nel torace e forma gran parte della

parete anteriore del cavo ascellare. In questo m. si distinguono diverse parti:

 Parte clavicolare Origine: dai 2/3 mediali del margine anteriore della

clavicola. 100

 Parte sternocostale Origine: dalla faccia anteriore dello sterno e delle prime

6 cartilagini costali.

 Parte addominale Origine: dal foglietto anteriore della guaina del m.retto

dell’addome.

Inserzione: i fasci convergono per inserirsi, con un tendine appiattito, al labbro

laterale del solco bicipitale dell’omero (cresta della grande tuberosità).

Rapporti con altri muscoli: la faccia superficiale è in rapporto con la ghiandola

mammaria. La faccia profonda copre lo sterno, i m.intercostali esterni e il

m.piccolo pettorale.

Il margine mediale del m. è dato dalla lunga linea di origine.

Il margine superolaterale è separato dal m.deltoide da un interstizio

triangolare TRIANGOLO DELTOIDEOPETTORALE, dove si trova la vena

cava cefalica.

Il margine inferolaterale forma il pilastro anteriore della cavità ascellare.

Borsa mucosa: si trova tra la faccia posteriore del tendine d’inserzione

omerale e il tendine del capo lungo del m.bicipite.

Innervazione: dai nervi toracici anteriori del plesso brachiale (C5-C8 e T1).

Movimento: adduce e ruota all’interno l’omero, oppure se prende punto fisso

sull’omero, solleva il tronco.

M.piccolo pettorale: si trova sotto il grande pettorale.

Origine: da 3 digitazioni tendinee dalla faccia esterna e dal margine superiore

della 3°, 4° e 5° costa, vicino alla cartilagine, si formano i 3 fasci.

Inserzione: questi 3 fasci, formando un unico ventre, si dirigono in alto e

lateralmente verso l’apice ed il margine mediale del processo coracoideo della

scapola.

Il m. si trova in uno sdoppiamento della FASCIA CLAVI-CORACO-

PETTORALE e insieme al m.grande pettorale formano la parete anteriore del

cavo ascellare.

Rapporti con altri muscoli: con la sua faccia profonda copre le coste, i

m.intercostali esterni e dentato anteriore, i vasi ascellari e il plesso brachiale.

Innervazione: dai nervi toracici anteriori del plesso brachiale (C6-C7).

Movimento: abbassa la spalla e solleva le coste (m.inspiratorio).

M.succlavio: ha forma cilindrica e si trova tra la clavicola e la 1° costa.

Origine: dalla faccia superiore della 1° cartilagine costale e della 1° costa.

Inserzione: va in alto e lateralmente verso il solco presente sulla faccia inferiore

della clavicola.

Rapporti con altri muscoli: con l’arteria succlavia, con la vena succlavia e con il

plesso brachiale. In avanti il m.succlavio è ricoperto dalle origini clavicolari del

m.grande pettorale.

Innervazione: dal nervo succlavio del plesso brachiale (C5-C6).

Movimento: abbassa la clavicola.

M.dentato anteriore: si trova nella parete laterale del torace.

Origine: dalla faccia esterna delle prime 10 coste. 101

Inserzione: arriva tra la parete laterale della gabbia toracica e la faccia anteriore

della scapola, per inserirsi sul margine vertebrale della stessa scapola.

In questo m. si considerano:

- Parte superiore: origina dalle prime 2 coste.

- Parte media: origina dalla 2°, 3° e 4° costa.

- Parte inferiore: origina dal resto delle coste, fino alla 10°.

Rapporti con altri muscoli:

La sua faccia superficiale entra in rapporto con il m.grande pettorale,

o piccolo pettorale e sottoscapolare. In basso invece con il m.grande

dorsale.

La sua faccia profonda ricopre le coste e i m.intercostali esterni.

o

In generale il m.dentato anteriore costituisce la parete mediale del cavo ascellare.

Innervazione: dal nervo toracico lungo del plesso brachiale (C5-C6).

Movimento: eleva le coste (m.inspiratorio) e sposta la scapola in avanti, in fuori ed in

alto.

I m.toracoappendicolari sono rivestiti da FASCE, che sono:

Fascia del m.grande pettorale:

Si fissa lungo la linea d’origine del m.grande pettorale e ne riveste la faccia

o superficiale.

Continua poi in alto con la fascia cervicale superficiale e, a lato, con la fascia

o deltoidea.

Dal margine inferiore del grande pettorale la fascia si porta in fuori ed in dietro

o per continuare nella fascia ascellare.

Fascia del m.dentato anteriore:

Riveste la faccia superficiale del m.dentato anteriore, appunto.

Fascia clavi-coraco-pettorale o coraco-clavicolare:

 Origina dalla faccia inferiore della clavicola con 2 foglietti che involgono il

m.succlavio, per fondersi in un’unica lamina, sotto questo.

 Più lateralmente, la fascia ha origine dal processo coracoideo della scapola.

 La fascia si porta in basso e si sdoppia per avvolgere il m.piccolo pettorale.

 Sul margine inferiore di questo muscolo si ricostituisce in un’unica lamina che

prosegue, lateralmente, nella fascia del m.coracobrachiale.

 Inferiormente termina sulla fascia ascellare dando il LEGAMENTO

SOSPENSORE DELL’ASCELLA.

Muscoli spinoappendicolari

Origine: dalla colonna vertebrale.

Inserzione: raggiungono le ossa del cingolo toracico e l’omero.

Possono essere considerati come m.estrinseci dell’arto superiore. Si dividono in:

M.trapezio: si trova nella zona nucale e nella parte dorsale del torace. 102

Origine: dal terzo mediale della linea nucale superiore, dalla protuberanza

occipitale esterna, dal legamento nucale, dai processi spinosi della 7° vertebra

cervicale e di tutte le vertebre toraciche ed, infine, dal legamento sovraspinoso.

Inserzione: i fasci vanno verso la spalla per inserirsi nel terzo laterale del margine

posteriore della clavicola, nel margine mediale dell’acromion, nel labbro superiore

del margine posteriore della spina della scapola e nell’estremità mediale della

spina stessa.

Rapporti con altri muscoli:

 La faccia superficiale è in rapporto con i tegumenti.

 La faccia profonda è in rapporto con il m.sovraspinato, m.elevatore della

scapola, m.splenio della testa e del collo, m.romboide, m.semispinale della

testa e m.grande dorsale.

 Il margine antero-superiore del m.trapezio delimita dorsalmente la regione

sopraclavicolare.

Innervazione: dall’accessorio (11° paio di nervi encefalici) e da rami del plesso

cervicale (C2-C4).

Movimento: eleva e adduce la spalla; estende la testa ruotandola verso il lato

opposto.

M.grande dorsale: ricopre la parte inferiore e laterale del dorso (regione lombare)

e la parte laterale del torace.

Origine: tramite il foglietto posteriore della fascia lombodorsale, dai processi

spinosi delle ultime 6 vertebre toraciche e delle vertebre lombari, dal legamento

sovraspinoso, dalla cresta sacrale media, dal terzo posteriore del labbro esterno

della cresta iliaca. Alcuni fasci si staccano anche dalla faccia esterna delle ultime

3 o 4 coste.

Inserzione: i fasci si portano in alto ed in fuori verso la zona ascellare; circondano

il m.grande rotondo (passando sulla sua faccia anteriore); arrivano alla linea

d’inserzione sul labbro mediale del solco bicipitale dell’omero (cresta della

piccola tuberosità).

Fra i tendini del grande dorsale e del grande rotondo si trova una borsa mucosa.

Rapporti con altri muscoli:

- La sua faccia superficiale si trova sotto al m.trapezio (in alto) e ai tegumenti,

per il resto.

- La sua faccia profonda è in rapporto con parte del m.sacrospinale, con il

m.dentato posteriore-inferiore, con i m.intercostali esterni e con il m. obliquo

esterno dell’addome.

- Forma il pilastro posteriore e la parete posteriore del cavo ascellare.

Innervazione: dal nervo toracodorsale del plesso brachiale (C6-C8).

Movimento: adduce e ruota all’interno l’omero; se prende punto fisso sull’omero,

eleva il tronco e le coste (m.inspiratorio).

M.romboide: si trova nella parte inferiore della regione nucale e in quella

superiore del dorso. 103

Origine: dal tratto inferiore del legamento nucale, dai processi spinosi e dai

legamenti interspinosi dell’ultima vertebra cervicale e delle prime 4 toraciche.

Inserzione: i fasci si portano in basso e lateralmente verso il margine vertebrale

della scapola, sotto la spina.

La parte superiore del m. (m.piccolo romboide) è di solito separata dall’inferiore

(m.grande romboide) da un interstizio.

Rapporti con altri muscoli: è ricoperto dal trapezio (che è sopra al m.dentato

posteriore-superiore, al m.sacrospinale, alle coste e ai m.intercostali).

Innervazione: dai rami dei plessi cervicale e brachiale (C3-C5).

Movimento: porta la scapola medialmente.

M.elevatore della scapola: si trova nella regione laterale e posteriore del collo.

Origine: dai tubercoli posteriori dei processi trasversi delle ultime 4 vertebre

cervicali.

Inserzione: si porta in basso ed in fuori verso l’angolo mediale e verso la parte alta

del margine vertebrale della scapola.

Rapporti con altri muscoli: si trova sotto i m.trapezio e sternocleidomastoideo. Si

trova sopra i m.splenio e lunghissimo del collo, dentato posteriore-superiore e

scaleno posteriore.

Innervazione: dai rami dei plessi cervicale e brachiale (C3-C5).

Movimento: solleva e sposta medialmente la scapola.

Muscoli spinocostali

Sono m. larghi, sottili e quadrilateri che si trovano nello strato medio dei m. del

dorso. Si dividono in:

M. dentato posteriore-superiore:

Origine: dalla parte inferiore del legamento nucale, dall’apice dei processi spinosi

della 7° vertebra cervicale e delle prime 3 vertebre toraciche, dal legamento

sovraspinoso.

Inserzione: si porta lateralmente ed in basso per dividersi in 4 digitazioni, che si

fissano nel margine superiore e nella faccia esterna delle coste, dalla 2° alla 5°,

lateralmente all’angolo.

Rapporti con altri muscoli: ricoperto dal m.romboide per la maggior parte, poi dal

trapezio e dall’elevatore della scapola. Sotto di se ha i m.splenio, ileocostale,

lunghissimo del dorso, le coste e i m.intercostali.

Innervazione: da un ramo del plesso brachiale (C5) e da rami dei nervi intercostali

(T1-T4).

Movimento: eleva le coste (m.inspiratorio).

M.dentato posteriore-inferiore: 104

Origine: dal foglietto posteriore della fascia lombodorsale, a livello dei processi

spinosi delle ultime 2 vertebre toraciche e delle prime 3 vertebre lombari.

Inserzione: il m. si divide in 4 digitazioni carnose che si dirigono verso l’alto per

andare ad inserirsi nel margine inferiore e nella faccia esterna delle ultime 4 coste.

Rapporti con altri muscoli: questo muscolo si trova sotto al m.grande dorsale. E’

sopra il m.ileocostale, lunghissimo del dorso, le coste e i m.intercostali.

Tra i 2 m.dentati posteriori si trova una fascia.

Innervazione: da un ramo del nervo toraco-dorsale (C6-C8) e dai rami intercostali

(T9-T11).

Movimento: abbassa le coste (m.espiratorio).

DIAFRAMMA

E’ un m. impari, largo, appiattito che separa la cavità toracica da quella addominale.

Ha la forma a cupola che, con la convessità superiore, si spinge dentro la cavità

toracica. La cupola diaframmatica non è regolare, infatti, il diametro trasverso è il più

lungo e il m. si trova più in basso dorsalmente. Infine, al centro del diaframma c’è

una depressione che è poi la sede del cuore.

CENTRO TENDINEO (centro frenico): è un’aponeurosi dalla quale partono i fasci

carnosi. Ha la forma di un trifoglio e per questo si considerano diverse parti:

- Fogliola anteriore

- Fogliola destra

- Fogliola sinistra

Orifizio della vena cava inferiore: si trova al confine della fogliola anteriore con la

destra.

Oltre alle fogliole si possono individuare altri elementi, tra i fasci fibrosi del centro

tendineo:

Benderella superiore: visibile sulla faccia convessa; nasce dalla fogliola dx, circonda

l’orifizio della vena cava inferiore, da dietro, e si porta verso la fogliola anteriore per

espandersi.

Benderella inferiore: visibile sulla faccia concava; nasce sempre dalla fogliola dx ma

circonda l’orifizio della vena cava inferiore dal davanti e lateralmente. Dall’orifizio si

porta verso la parte dorsale della fogliola sn, espandendosi.

Tenendo conto poi le inserzioni, il diaframma si distingue in:

Parte lombare: che ha origine da:

Pilastro mediale: il dx, più spesso e lungo del sn. Il dx origina con un

o tendine dal corpo della 2°,3° e 4° vertebra lombare e dai dischi

intervertebrali delle stesse. Il pilastro mediale sn non va oltre il corpo

della 3° vertebra lombare.

Pilastro intermedio: sono piccoli ed originano dal corpo della 3° vertebra

o lombare e dal disco intervertebrale soprastante. 105

Pilastro laterale: sono formati da robusti tendini nastriformi che

o originano dai processi costiformi della 2° vertebra lombare. Questi

tendini, del pilastro laterale, si dividono per formare 2 arcate tendinee:

- Arco diaframmatico mediale (arcata lombocostale mediale):

circonda la parte superiore del m.grande psoas per fissarsi al corpo

della 1° e della 2° vertebra lombare e al disco tra queste 2

vertebre.

- Arco diaframmatico laterale (arcata lombocostale laterale): passa

sopra l’estremità superiore del m.quadrato dei lombi e si fissa alla

faccia interna della 12° costa.

Tra il pilastro laterale e la parte costale si trova il Trigono lombocostale, che è un

interstizio.

Parte costale: origina dalla faccia interna e dal margine superiore delle ultime 6

coste con 6 digitazioni, che si incrociano con quelle del m.trasverso

dell’addome.

Tra la parte costale e quella sternale c’è un interstizio che è il Trigono sternocosta le.

Parte sternale: ha origine con 2 piccoli fasci dalla faccia posteriore del processo

xifoideo.

Tra questi fasci si trova un interstizio.

Rapporti con altri muscoli:

 E’ attraversato dall’esofago e da diversi vasi e nervi. In particolare l’esofago ed i

nervi vaghi passano dall’orifizio esofageo, delimitato da 2 fasci carnosi che

provengono dai pilastri mediali.

 I tendini di questi pilastri, insieme al corpo della 2° vertebra lombare, delimitano

l’orifizio aortico, che si trova a sn della linea mediana e serve per il passaggio

dell’aorta e del dotto toracico.

 Fessura tra il pilastro mediale e l’intermedio: passano di qui il tronco

dell’ortosimpatico, i nervi, grande e piccolo splancnico e, a dx, la vena azigos.

 La faccia superiore del diaframma è in rapporto con la base del pericardio, con le

basi polmonari e con i seni pleurali costodiaframmatici.

 La faccia inferiore è in rapporto a dx con il fegato e a sn con lo stomaco e con la

milza.

 Posteriormente con il pancreas, i reni e le ghiandole surrenali.

Fascia diaframmatica: rivestono le 2 facce del diaframma; in particolare la lamina

superiore si fonde con la pleura e quella inferiore con il peritoneo.

Innervazione: dai nervi frenici (C3-C5).

Movimento: abbassa ed eleva le ultime 6 coste; in questo modo amplia la cavità

toracica (m.inspiratorio) e determina un aumento di pressione addominale.

ANATOMIA FUNZIONALE DELLA GABBIA TORACICA 106

Le articolazioni costovertebrali permettono e condizionano i movimenti delle coste

durante la Respirazione.

Il movimento delle coste si basa sulla Rotazione assiale del loro collo.

Per le coste superiori, l’orientamento dell’asse del collo si trova su un piano frontale;

in questo modo il movimento di rotazione determina un AUMENTO del

diametro ANTERO-POSTERIORE del torace.

Per le coste inferiori, l’orientamento dell’asse del collo è invece quasi sul piano

sagittale; per questo motivo, il movimento di rotazione determina un AUMENTO del

diametro TRASVERSO del torace.

A livello delle articolazioni condrosternali, si hanno movimenti angolari.

M. intercostali interni e sovracostali: sono i muscoli che contraendosi determinano i

movimenti costali (meccanismo non del tutto chiaro).

Fase inspiratoria

I muscoli che si associano a questa fase sono:

1) M.sternocleidomastoideo

2) M.scaleni

3) M.pettorali

4) M.dentati

IL PIU’ IMPORTANTE M. INSPIRATORIO E’ IL DIAFRAMMA quando le

sue fibre si contraggono, il centro frenico si abbassa; questo movimento si arresta, da

un lato, per la tensione degli organi che si trovano nel mediastino e che sono collegati

con il centro frenico e, dall’altro, per l’opposizione degli organi che si trovano sotto il

diaframma, cioè nell’addome. L’arresto dell’abbassamento del centro frenico

stabilizza lo stesso, rendendolo un punto fisso nel seguito della contrazione

diaframmatica.

Il m. solleva di conseguenza le coste inferiori; l’allargamento della parte inferiore del

torace si associa, in questo modo, ad un allungamento della Cassa toracica.

Per la coordinazione dei movimenti respiratori sono importanti i Fusi neuromuscolari

dei m. respiratori e i centri nervosi bulbari.

Fase espiratoria

E’ sostanzialmente passiva. Infatti, durante l’inspirazione, le strutture legamentose

della cassa toracica e i polmoni subiscono un allungamento elastico, caricandosi così

di energia potenziale da restituire nell’espirazione.

Questa energia riporta, nell’espirazione, le pareti della cassa alla posizione di

partenza. Ci sono però m. che facilitano questo movimento, e sono:

1. M. intercostali interni

2. M. retti

3. M.obliqui dell’addome 107

L’elasticità delle cartilagini, articolari e legamentose, della cassa toracica sono perciò

importanti non solo per i movimenti del rachide ma anche per i movimenti

respiratori. Scoliosi e cifosi perciò hanno ripercussioni sulla respirazione.

ADDOME

Parte del tronco che si trova tra il torace e la pelvi. Non ha uno scheletro nelle pareti,

anteriore e laterale, dove invece si trovano lamine muscolari e fasce. La colonna

vertebrale, in questo tratto, è detta lombare. Le pareti dell’addome delimitano la

CAVITA’ ADDOMINALE, che è chiusa, sopra, dal diaframma e, sotto, prosegue

nella cavità pelvica (il limite tra l’addome e la pelvi è dato da un piano che passa per

lo stretto superiore della pelvi; la grande pelvi è perciò inclusa nella cavità

addominale).

MUSCOLI DELL’ADDOME

1) M. retto

2) M. piramidale

3) M. obliquo esterno

4) M. obliquo interno

5) M. trasverso 108

6) M. cremastere

7) M. quadrato dei lombi

M. intrinseci del rachide lombare descritti a pg.75

Muscolo retto dell’addome

Si trova nella parete addominale anteriore; ha la forma di un grosso nastro, a lato

della linea mediana.

Origine: superiormente, con 3 fasci carnosi che sono:

Laterale si staccano dalla faccia esterna e dal margine inferiore della 5° e 6°

Intermedio cartilagine costale.

Mediale: dalla faccia esterna della 7° cartilagine costale e dal processo xifoideo.

Inserzione: il m. si porta in basso, verso un corto e robusto tendine, sul margine

superiore del pube, tra il tubercolo pubico e la sinfisi pubica. I fasci fibrosi mediali si

incrociano con quelli del lato opposto, davanti alla sinfisi.

Il ventre del m. ha 4 ISCRIZIONI TENDINEE, trasversali, che si vedono sulla faccia

anteriore ma non lungo tutto il m. Queste iscrizioni si trovano:

Una a livello dell’ombelico

2 si trovano sopra questo

Una si trova sotto l’ombelico

Rapporti con altri muscoli:

- Davanti ha il foglietto anteriore della guaina del retto.

- Dietro ha le cartilagini costali, dalla 5° alla 9°, e ha il foglietto posteriore della

guaina.

- In basso ha la fascia trasversale.

Arteria epigastrica inferiore: si trova tra la faccia posteriore del m. e il foglietto

posteriore della sua guaina.

Il margine laterale del m. è il margine laterale della guaina; il margine mediale è

invece diviso da quello controlaterale dalla LINEA ALBA.

Innervazione: dagli ultimi nervi intercostali (T6-T12) e dal nervo ileoipogastrico

(L1).

Movimento: abbassa le coste (m. espiratorio) e flette il torace sulla pelvi o viceversa.

Inoltre, aumenta la pressione addominale.

Muscolo piramidale

E’un m. che si trova nella parte inferiore e mediale della parete addominale anteriore.

Ha la forma triangolare, con la base inferiore e l’apice superiore.

Origine: dalla faccia anteriore del ramo superiore del pube, tra il tubercolo e la sinfisi.

Inserzione: si porta in alto e medialmente verso la linea alba.

Innervazione: dall’ultimo nervo intercostale.

Movimento: tende la linea alba.

Muscolo obliquo esterno dell’addome 109

Si trova nella parete anteriore e laterale dell’addome e risale sulla parete laterale

toracica. E’ una larga lamina appiattita, quadrilatera.

Origine: dalla faccia esterna delle ultime 8 coste, grazie a digitazioni (di cui, le prime

5 o 6, si incrociano con quelle del m. dentato anteriore e, le ultime 3, con quelle del

m. grande dorsale).

Inserzione: le digitazioni carnose si riuniscono in un’unica lamina piatta che si porta

in avanti, medialmente ed in basso per inserirsi in un’aponeurosi, che si estende dal

processo xifoideo al pube (i fasci che nascono dall’11° e 12° costa però si portano

verticalmente ed in basso e si inseriscono nel labbro esterno della cresta iliaca).

L’aponeurosi del m.obliquo esterno si comporta diversamente, infatti:

 Medialmente partecipa alla formazione della guaina del retto e arriva fino alla

linea alba.

 Inferiormente si inserisce nel pube e nella sinfisi pubica, grazie a fasci che

delimitano l’anello inguinale sottocutaneo.

 Costituisce il LEGAMENTO INGUINALE, il tratto dell’aponeurosi che si trova

tra il tubercolo pubico e la spina iliaca anteriore-superiore.

Rapporti con altri muscoli:

- La sua faccia superficiale è in rapporto, con lo strato sottocutaneo, davanti e,

dietro, con il m. grande dorsale.

- La sua faccia profonda ricopre le ultime 8 coste con i m. intercostali esterni e il m.

obliquo interno.

Triangolo lombare: si trova tra il margine posteriore dell’obliquo esterno e il margine

anteriore del m. grande dorsale. Questo spazio triangolare ha la base inferiore che

corrisponde alla cresta iliaca.

Innervazione: dai nervi intercostali (T5-T12) e dai nervi ileoipogastrico e

ileoinguinale (L1).

Movimento: abbassa le coste (m.espiratorio), flette il torace e lo ruota dal lato

opposto. Infine, determina un aumento di pressione addominale.

Muscolo obliquo interno dell’addome

Si trova nella parete anteriore-laterale dell’addome, sotto al m. obliquo esterno.

Origine: dal terzo laterale del Legamento inguinale, dalla spina iliaca antero-

superiore, dai ¾ anteriori della cresta iliaca ed infine, dalla faccia posteriore della

fascia lombodorsale, dietro.

Inserzione: i fasci si portano in alto e medialmente:

I fasci posteriori si inseriscono nel margine inferiore delle ultime 3 cartilagini

costali.

Tutti gli altri fasci continuano in una lamina fibrosa (che è l’aponeurosi

dell’obliquo esterno) che partecipa alla formazione della guaina del retto e della linea

alba.

TENDINE CONGIUNTO: è formato dalla parte inferiore dell’aponeurosi

dell’obliquo interno che si fonde con l’aponeurosi del m. trasverso. Questo tendine si

110

inserisce nel margine superore del pube, nel tubercolo pubico e nella parte mediale

della cresta pettinea.

Rapporti con altri muscoli:

La sua faccia superficiale è in rapporto con il m. obliquo esterno. Dietro ha,

o invece, il m. grande dorsale.

La sua faccia profonda è in rapporto con il m. trasverso.

o

Il margine inferiore entra a far parte della parete superiore del CANALE

INGUINALE.

Innervazione: dagli ultimi nervi intercostali (T8-T12) e dai nervi ileoipogastrico e

ileoinguinale (L1).

Movimento: analogo all’obliquo esterno, ruota però il torace dal proprio lato.

Muscolo trasverso dell’addome

Si trova sotto al m. obliquo interno e ha fasci trasversali.

Origine: dalla faccia interna delle ultime 6 cartilagini costali, con digitazioni che si

alternano a quelle del diaframma. Inoltre origina dalla fascia lombodorsale, dal labbro

interno dei ¾ anteriori della cresta iliaca e dalla metà laterale del LEGAMENTO

INGUINALE.

Inserzione: i fasci si portano medialmente verso l’aponeurosi del trasverso, che

partecipa alla formazione della guaina del retto e della linea alba.

LINEA SEMILUNARE: linea curva a concavità mediale formata dalle linee carnose

che trapassano l’aponeurosi.

TENDINE CONGIUNTO: formato dall’unione della parte inferiore dell’aponeurosi

del trasverso con quella dell’obliquo interno.

Rapporti con altri muscoli:

La sua faccia superficiale è in rapporto con il m. obliquo interno.

 La sua faccia profonda è coperta dalla fascia trasversale, che serve a separarlo dal

 peritoneo.

Il margine inferiore del m. trasverso entra a far parte della parete superiore del

CANALE INGUINALE.

Innervazione: dai nervi intercostali (T8-T12) e dai nervi ileoipogastrico e

ileoinguinale (L1).

Movimento: porta in dietro le coste (m. espiratorio) e aumenta la pressione

addominale.

Muscolo cremastere

Origine: da un fascio laterale e da uno mediale. Il primo fascio viene dal m. obliquo

interno, trasverso e dalla parte laterale del LEGAMENTO INGUINALE. L’altro

fascio viene dal tubercolo pubico.

Inserzione:

Nel maschio: i fasci entrano nella compagine del FUNICOLO SPERMATICO e

attraversano l’ANELLO INGUINALE insieme a questo, per arrivare a formare la

tonaca eritroide della borsa scrotale. 111

Nella femmina: il m. è rudimentale e accompagna il legamento rotondo dell’utero.

Innervazione: dal nervo spermatico esterno (L1-L2).

Movimento: solleva il testicolo.

Muscolo quadrato dei lombi

Si trova nella parete addominale posteriore, tra la cresta iliaca e l’ultima costa. E’

formato da 2 strati:

Anteriore:

Origine: dall’apice dei processo costiformi delle ultime 4 vertebre lombari.

Inserzione: nel margine inferiore della 12° costa.

Posteriore:

Origine: dal labbro interno della cresta iliaca e dal margine superiore del legamento

ileolombare.

Inserzione: nel margine inferiore della 12° costa e nell’apice dei processi costiformi

delle prime 4 vertebre lombari.

Rapporti con altri muscoli:

In avanti, il m. è rivestito da una fascia che lo separa dal m. grande psoas, dal

o rene, dal colon ascendente (a dx) e discendente (a sn).

In alto, la fascia si ispessisce e forma l’arco diaframmatico laterale, del pilastro

o laterale del diaframma.

In dietro, il m. è in rapporto con il foglietto anteriore della fascia lombodorsale.

o

Innervazione: dall’ultimo ramo intercostale e dai rami anteriori dei primi 2 o 3 nervi

lombari.

Movimento: abbassa la 12° costa (m. espiratorio) ed inclina lateralmente la colonna e

la pelvi.

FASCE DEI MUSCOLI ANTERO-LATERALI DELL’ADDOME

I m. di queste pareti sono a forma di lamina e avvolti da FASCE SUPERFICIALI e

PROFONDE, che sono gli organi accessori. Queste fasce non sono spesse; le

formazioni più consistenti sono la fascia trasversale, la guaina dei retti e altre

formazioni fibrose, che sono una dipendenza delle fasce. Le fasce sono 3:

Una ricopre:

 - Superficialmente il m. obliquo esterno dell’addome.

- Dietro si porta sul m. grande dorsale.

- Medialmente si fonde con la guaina del retto.

- In basso aderisce alla cresta iliaca e al legamento inguinale.

- In alto continua con la fascia dei m. grande pettorale e dentato anteriore.

La seconda fascia si trova sul m. obliquo interno ed esterno.

 Una terza fascia è tra i m. obliquo interno trasverso.

FASCIA TRASVERSALE

Dove si trova: sotto al m. trasverso.

Com’è: ha forma quadrangolare, perciò con: 112

1. Un margine superiore: continua nella fascia che riveste, inferiormente, il

diaframma.

2. Un margine inferiore: si fissa al tubercolo pubico, alla cresta pettinea, al margine

posteriore del legamento inguinale, alla fascia iliaca, alla spina iliaca anteriore.-

superiore e al labbro interno della cresta iliaca. Il tratto di fascia trasversale, che si

attacca alla cresta pettinea, chiude dorsalmente quella parte della lacuna dei vasi,

che si trova tra il legamento lacunare e la vena femorale SETTO

FEMORALE.

3. Un margine posteriore: arriva fino al margine posteriore del m. trasverso.

4. Un margine anteriore: che è la linea mediana; a questo livello la fascia trasversale

continua con quella del lato opposto.

5. Una superficie esterna: è in rapporto con la faccia profonda del m. trasverso e,

anteriormente, con il foglietto posteriore della guaina del m. retto. Sotto la linea

semicircolare, copre la faccia posteriore del m. retto.

6. Una superficie interna: è in rapporto con lo strato sottoperitoneale e,

inferiormente, delimita lo spazio prevescicale.

E’ sottile, nella parte che è sopra l’ombelico, e si ispessisce, scendendo.

TONACA VAGINALE COMUNE: si forma quando si ha la discesa dei testicoli.

Infatti, la fascia trasversale, con questo spostamento, è spinta, attraverso il canale

inguinale, dentro la borsa scrotale.

Nella zona inguinale, la fascia trasversale ha 2 ispessimenti:

 Legamento interfoveolare (di Hasselbach): si trova tra le fossette inguinali,

mediale e laterale. Ha la forma di un triangolo, con la base in basso (che si unisce

al legamento inguinale) e l’apice in alto (che arriva fo all’estremità laterale della

linea semicircolare). La PIEGA FALCIFORME si forma con il suo margine

laterale, concavo, che forma il contorno mediale dell’ANELLO INGUINALE

ADDOMINALE.

 Benderella ileopubica: è un fascio fibroso che

Origina dal tubercolo pubico e dalla cresta pettinea.

Inserzione: si porta in alto ed in fuori verso la spina iliaca antero-superiore, passando

dietro al margine posteriore del legamento inguinale.

Guaina dei muscoli retti dell’addome

E’ formata dalle aponeurosi dei m. obliquo esterno, interno e del m. trasverso. Nella

guaina si distinguono:

Foglietto anteriore:

Foglietto posteriore:

Margine mediale:

Margine laterale:

La guaina è incompleta nella parte toracica del m. che si mette in contatto diretto con

le ultime cartilagini costali.

Aponeurosi del m. obliquo esterno: 113

Passa davanti al m. retto, dal processo xifoideo al pube per raggiungere la linea

mediana. Qui i suoi fasci incrociano quelli controlaterali della linea alba. La linea

alba contribuisce perciò a formare il foglietto anteriore della guaina.

Aponeurosi del muscolo obliquo interno:

Si divide, a livello del margine laterale del m. retto, in 2 lamine:

1) Una di queste lamine passa davanti al m. e si unisce all’aponeurosi

dell’obliquo esterno, formando, in questo modo, il foglietto anteriore della

guaina.

2) L’altra lamina passa dietro al m. e va a formare il foglietto posteriore della

guaina.

Questo sistema di 2 lamine c’è solo per i 3/5 superiori del m. retto. Nella parte

inferiore, infatti, tutta l’aponeurosi è davanti il m. Anche questa aponeurosi raggiunge

la linea mediana per finire sulla linea alba.

Aponeurosi del muscolo trasverso:

1. Passa, per i 3/5 superiori, dietro al m. retto e si unisce alla lamina posteriore

dell’aponeurosi dell’obliquo interno, formando il foglietto posteriore della

guaina.

2. Nei 2/5 inferiori passa davanti al m. retto e si unisce all’aponeurosi

dell’obliquo interno e dell’esterno, come parte del foglietto anteriore della

guaina.

Anche questa guaina arriva sulla linea mediana e finisce sulla alba.

In conclusione: al confine dei 3/5 superiori del m. con i 2/5 inferiori, la guaina

posteriore del m. retto cambia forma. Sopra questo confine, infatti, la guaina è

formata dal foglietto posteriore dell’aponeurosi dell’obliquo interno e dall’aponeurosi

del traverso. Sotto questo confine, è formata dalla sola fascia trasversale, perché le

aponeurosi precedenti passano sopra al m.

Nel punto di passaggio c’è un’arcata concava, in basso linea semicircolare (del

Douglas).

LINEA ALBA

Cos’è: è un rafe tendineo che si trova nella parte di mezzo della parete addominale

anteriore.

Dov’è: si trova tra i margini dei 2 m. retti e si estende dal processo xifoideo al pube.

Aumenta di larghezza fino all’ombelico e si restringe sotto questo.

Com’è: è formata dall’aponeurosi dei m. obliqui e trasverso, che incrociano i loro

fasci sulla linea mediana. Inoltre è formato da fibre proprie che originano dal pube e

dalla faccia anteriore del processo xifoideo.

OMBELICO

Nel feto, la linea alba ha un orifizio, che serve per il passaggio delle 2 arterie

ombelicali, per la vena ombelicale e l’uraco. Quest’orifizio è l’ombelico.

Dopo la nascita, l’ombelico si chiude e risulta una depressione cutanea, sul cui fondo

si trova la cicatrice ombelicale, circondato dal solco ombelicale. 114

Esternamente al solco ombelicale c’è un rilievo cutaneo detto CERCINE

OMBELICALE.

Nell’ombelico dell’adulto ci può essere un residuo dell’orifizio ombelicale fetale

,detto ANELLO OMBELICALE. Dove c’è l’anello ombelicale, la parete addominale

è debole perché è formata solo da tegumenti, dal connettivo sottoperitoneale e dal

peritoneo.

FASCIA OMBELICAE: è un ispessimento della fascia trasversale, che copre

completamente l’anello ombelicale.

LEGAMENTO INGUINALE

Cos’è: è un nastro tendineo che si trova tra la spina iliaca anteriore, superiore e il

tubercolo pubico. Va dall’alto in basso e dall’esterno all’interno, seguendo la piega

dell’inguine.

Com’è: è dato da fibre che vengono dall’aponeurosi dell’obliquo esterno. Ha un:

Margine anteriore: che prosegue in alto verso l’aponeurosi del m. obliquo

esterno. Inferiormente dà attacco alla FASCIA LATA.

Margine posteriore: si fissa la FASCIA TRASVERSALE.

Faccia superiore: dà attacco lateralmente a fasci del m. obliquo interno e

trasverso. Medialmente è libera e forma il pavimento (parete inferiore) del

CANALE INGUINALE.

Faccia inferiore: si unisce lateralmente alla FASCIA ILIACA. Medialmente è

libera e forma il margine superiore della lacuna dei vasi.

Rapporti con altre strutture: il legamento inguinale si lega, superiormente e

lateralmente, alla spina iliaca antero-superiore. Medialmente ha 2 inserzioni che si

fissano una al tubercolo pubico e l’altra, in dietro, alla cresta pettinea. Quest’ultima

parte è il legamento lacunare.

LEGAMENTO LACUNARE (di Gimbernat)

Cos’è: è un legamento di forma triangolare, che ha:

Apice: si fissa al tubercolo pubico.

 Base: è concava ed è rivolta lateralmente; forma il contorno mediale dell’anello

 femorale.

Faccia superiore: che è la cavità addominale ed è coperta dalla fascia trasversale.

 Faccia inferiore: che è in rapporto con la fascia pettinea.

 Margine anteriore: che prosegue nel legamento inguinale.

 Margine posteriore: che si attacca sulla cresta pettinea.

BENDERELLA ILEOPETTINA (o LEGAMENTO ILEOPETTINEO)

Cos’è: la fascia iliaca e il legamento inguinale si fondono lateralmente, per alcuni cm.

La fascia si distacca poi dal legamento e si porta in dietro e medialmente, per fissarsi

115

sull’eminenza ileopettinea. Il tratto della fascia iliaca che si trova tra il legamento

inguinale e l’eminenza ileopettinea è detta benderella ileopettinea.

Com’è: è una formazione fibrosa che serve per dividere lo spazio sotto al legamento

inguinale in:

1) Una zona laterale (lacuna dei muscoli): attraversata dal m. ileopsoas e dal

nervo femorale.

2) Una zona mediale (lacuna dei vasi): dove passano vasi femorali.

TRAGITTO INGUINALE

Cos’è: è un tragitto attraverso la parete addominale anteriore, che si trova sopra la

metà mediale del legamento inguinale.

A cosa serve: dà passaggio al funicolo spermatico nel maschio e al legamento

rotondo dell’utero, nella femmina.

Com’è: fa un tragitto obliquo, dall’alto in basso, dall’esterno all’interno e dal dietro

in avanti. Nel maschio adulto, dove ha il max sviluppo, ha una lunghezza di 4-5 cm.

Formazioni che si trovano nel tragitto inguinale:

Anello inguinale sottocutaneo: orifizio di sbocco superficiale. E’ delimitato da

2 fasci dell’aponeurosi dell’obliquo esterno che si inseriscono al pube, questi

sono:

a. Il pilastro superiore (o mediale): si fissa nella faccia anteriore della sinfisi

pubica, dove le sue fibre si incrociano, sulla linea mediana, con quella del

lato opposto.

b. Il pilastro inferiore (o laterale): si attacca al tubercolo pubico.

c. Tra i 2 pilastri si trova un terzo fascio, che è il LEGAMENTO

INGUINALE RIFLESSO (del Colles): viene dall’aponeurosi dell’obliquo

esterno del lato opposto. Questo legamento attraversa la linea mediana e

passa sulla faccia posteriore del pilastro superiore. Ponendosi tra i 2 pilastri,

si inserisce sul margine superiore del ramo superiore del pube e sulla cresta

pettinea. Sul margine superiore, concavo, poggia il funicolo spermatico.

In conclusione: l’anello inguinale sottocutaneo è delimitato dai pilastri, inferiore e

superiore, e dal ramo superiore del pube.

FIBRE ARCUATE: passano vicino al contorno superiore dell’anello; partono

dalla spina iliaca antero-superiore e dal legamento inguinale per andare verso

l’aponeurosi del m. obliquo esterno.

Anello inguinale addominale: orifizio di entrata profondo. Si trova 15 mm al di

sopra del punto medio del legamento inguinale. Corrisponde ad una depressione

visibile sulla faccia posteriore della parete addominale anteriore, detta

FOSSETTA INGUINALE LATERALE.

Com’è: è una fessura verticale (10-15 mm), con un margine laterale piatto e uno

mediale rilevato (questo margine è costituito dal margine laterale del legamento

interfoveolare, detto PIEGA FALCIFORME). Dietro la piega falciforme passa

l’arteria epigastrica inferiore. 116

Si considerano poi, nel tragitto inguinale, 4 pareti:

Anteriore: data dall'aponeurosi dell’obliquo esterno e dalle fibre arcuate.

Posteriore: formata dalla fascia trasversale, dal legamento interfoveolare e dalla

benderella ileopubica. Inoltre è formata dal tendine congiunto e dalla falce inguinale

(legamento di Henle).

 Cos’è la FALCE INGUINALE: è una lamina fibrosa che si trova fra il tendine

congiunto e la fascia trasversale. Ha la forma di un triangolo con la base sulla

cresta pettinea e 2 margini (mediale, che è unito al margine esterno del m. retto

dell’addome, e laterale, che è libero e concavo).

 FOSSETTA INGUINALE MEDIALE: si trova tra la falce inguinale e il

legamento interfoveolare. E’ un punto debole della parete posteriore del canale

inguinale.

Superiore:formata dal margine inferiore dei m. obliquo interno e trasverso.

Inferiore: data dalla faccia superiore del legamento inguinale, che ha la forma di

doccia.

ARTO SUPERIORE

Ciascun arto superiore è composto da (direzione prossimo-distale):

Spalla: dispositivo d’attacco al tronco. Il suo scheletro forma la CINTURA

TORACICA (cingolo toracico), che si unisce alla parte superiore del torace e dà

attacco alle restanti parti dell’arto (parte libera).

Braccio

Avambraccio

Mano

SCHELETRO DELL’ARTO SUPERIORE

Scapola

Clavicola formano lo scheletro della cintura toracica 117

Omero: forma lo scheletro del braccio

Radio

Ulna formano lo scheletro dell’avambraccio

Carpo

Metacarpo formano lo scheletro della mano

Falangi

SCAPOLA

Cos’è: è un osso piatto, sottile, di forma triangolare, con la base in alto e l’apice in

basso, che si appoggia sulla parte postero-superiore del torace. Si estende dalla 3° alla

7° costa. Si distinguono:

 Faccia anteriore o costale: ha una leggera concavità, detta FOSSA

SOTTOSCAPOLARE perché accoglie l’omonimo m. In questa fossa ci sono

rilievi trasversali, che servono per l’attacco dei fasci del m. sottoscapolare.

 Faccia posteriore o dorsale: qui si trova la SPINA della SCAPOLA, che è

un’eminenza trasversale; inizia poco alzata per poi aumentare andando verso

l’esterno. Termina in un robusto processo che è l’ACROMION (diretto verso

l’esterno, appiattito e arrotondato).

Nella spina della scapola si distinguono:

- Margine d’attacco anteriore.

- Margine libero posteriore che ha 2 labbri, superiore ed inferiore.

Nell’acromion si distinguono:

- Faccia superiore: ricoperta dalla cute.

- Faccia inferiore: ricopre l’articolazione scapolo-omerale.

- Margine mediale: vicino all’estremità libera. Qui si trova una faccetta

articolare ovale, che serve per l’articolazione con la clavicola.

- Margine laterale: prosegue nel labbro inferiore del margine posteriore

della spina.

FOSSA SOVRASPINATA: parte della faccia dorsale che si trova al di sopra della

spina. Qui ha origine il m. sovraspinato.

FOSSA INFRASPINATA: si trova al di sotto della spina della scapola. Qui si trova il

m. infraspinato. Lateralmente a questa fossa si trova un rilievo parallelo al margine

ascellare, che individua una zona d’attacco dei m. piccolo rotondo (in alto) e grande

rotondo (in basso).

 Margine mediale o vertebrale: è sottile e dà attacco a m. dal torace e dalla colonna.

 Margine laterale o ascellare: è più spesso e ha un rilevo, detto TUBEROSITA’

INFRAGLENOIDEA, dove origina il capo lungo del tricipite brachiale.

 Margine superiore: più breve degli altri; ha l’INCISURA della SCAPOLA che un

legamento trasforma in foro per il passaggio del nervo sovrascapolare (del plesso

brachiale). All’esterno di questa incisura si trova il PROCESSO CORACOIDEO,

118


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AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti della materia di Anatomia I sull'apparato locomotore. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Anatomia generale, cellule, tessuti, organi, apparati, Organi cavi dell'apparato circolatorio, Tonache, Tonaca mucosa, Epitelio di rivestimento, Lamina propria, ecc.


DETTAGLI
Esame: Anatomia I
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Biotecnologie mediche e farmaceutiche
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Giulisano Massimo.

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