APPUNTI ANATOMIA COMPARATA
Taxon (o unità tassonomica) = raggruppamento di organismi reali distinguibili
morfologicamente e geneticamente da altri e riconoscibili come unità
sistematica.
Specie morfologica = raggruppa organismi di aspetto uguale e diverso da tutte
le altre specie.
Specie biologica = insieme di organismi con caratteristiche simili, in grado di
accoppiarsi e dare una prole feconda.
Gli individui appartenenti a una stessa specie hanno un patrimonio genetico (pool
genico) comune. (Ernst Mayr).
Analogie = strutture analoghe sono soluzioni funzionali simili, in taxa
differenti, che si sviluppano in modo indipendente come risposta a stimoli
adattativi. Ad esempio, insetti, uccelli e pipistrelli hanno tutti le ali, che
corrispondono ad adattamenti per il volo. Queste tre tipologie di ali sono
simili, ma non perché l’antenato comune di tutti e tre possedesse le ali, ma
perché hanno la stessa funzione (valore)
Omologie = strutture omologhe sono simili perché hanno subito lo stesso
sviluppo embrionale; morfologicamente possono risultare anche molto diverse
perché si sono modificate per essere funzionali. Ad esempio l’arto anteriore di
tutti i vertebrati è costituito dalle stesse parti ossee, anche se
morfologicamente diverso in tutti i taxa, perché adempie a funzioni diverse.
Ad esempio la pinna pettorale della balena e l’ala di un gabbiano sono
strutture omologhe, pur avendo una morfologia completamente differente;
l’antenato comune di balene e gabbiani
questo implica che possedesse un arto
anteriore costituito dalle stesse strutture.
Sinapomorfia = è un carattere nuovo condiviso, utile per costruire gli alberi
genealogici. Quindi le sinapomorfie indicano quei caratteri che gli organismi
presentano in quanto derivati da un antenato comune.
Sinapomorfie dei vertebrati: notocorda, tubo neurale, tasche faringee,
endostio, coda post-anale; la notocorda si trova in tre taxa differenti:
urocordati (tunicati), cefalocordati (anfiosso), cranioti (mixine e vertebrati);
sinapomorfie dei cranioti: creste e placoidi neurali, sistema digerente
sviluppato. 1
SISTEMATICA
È la branca che classifica gli animali secondo criteri che si sono evoluti nel tempo e
con la scienza. Il padre fondatore fu Linneo, che in primo luogo separò gli animali
dalle piante. Egli partì dai livelli di somiglianza tra le piante, osservandone gli organi
riproduttivi.
Il taxon è una categoria che raggruppa vari organismi secondo un certo livello di
somiglianza. Quindi possiamo dire che un indice di somiglianza anatomica è indice
di parentela.
Linneo definì la nomenclatura binomia attraverso il concetto di specie morfologica
(raggruppamento in base all’aspetto). Successivamente Ernst Mayr propose il
concetto di specie biologica, secondo la quale gli organismi che vi appartengono solo
riproduttivamente isolati dagli altri attraverso due tipi di barriere:
= non fanno avvenire l’atto copulativo (es. organi riproduttivi
- Pre-copulative
anatomicamente incompatibili)
- Post-copulative = non fanno produrre la prole o comunque se prodotta non è
feconda e quindi in grado di proseguire la specie (es. il mulo è sterile perché
deriva da un asino, con 31 coppie di cromosomi, e da una cavalla, con 32 coppie
di cromosomi).
Meccanismi di speciazione:
- Allopatrica = una specie viene divisa dalla comparsa di una barriera geografica,
in modo da far evolvere la popolazione iniziale in nuove specie distinte.
- Peripatrica = un certo numero di individui possono oltrepassare una barriera
preesistente in modo da formare una nuova specie.
- Parapatrica = ci sono due ambienti adiacenti tra loro che non sono separati da
barriere, ma hanno caratteristiche diverse, ad esempio uno è più freddo e uno più
caldo. Queste condizioni possono provocare lo spostamento di alcuni individui e
quindi la formazione di una nuova specie.
Simpatrica = quando le variazioni avvengono all’interno della stessa popolazione
- formando un sottogruppo geneticamente separato.
Lamark formulò la prima teoria dell’evoluzione, la teoria di uso e non uso, che
l’allungamento del collo della giraffa fosse dovuto al suo
spiega, ad esempio, come
bisogno di arrivare alle foglie più in alto e quindi poi fosse trasmesso alla prole.
Charles Darwin, invece, propose una nuova teoria basata sul principio della lotta per
la sopravvivenza: avendo delle risorse limitate, gli individui lottano tra loro per
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riuscire ad affermarsi a scapito degli altri (tra le giraffe, è stata favorevolmente
selezionata, quella che a causa di una mutazione genetica ha avuto il collo più lungo
rispetto alle altre, e quindi ha potuto trasmettere questo carattere vantaggioso alla
prole). Darwin poté arrivare a queste conclusioni attraverso i suoi viaggi nelle isole
L’origine della specie.
Galapagos (1831-1836), dai quali scrisse Le sue teorie si
basano sul gradualismo, cioè un cambiamento e sviluppo graduale delle specie.
Questa corrente di pensiero si trovò contrapposta al saltazionismo, secondo il quale
una variazione repentina climatica, o geografica, avrebbe favorito indivividui rispetto
ad altri (es. farfalla Biston betularia)
La selezione diversificante opera a partire da una caratteristica specializzata (poco
diversificata) e crea specializzazioni differenti dell’organo, a seconda della nicchia
ecologica. I fatti casuali della speciazione e della diversificazione sono:
- Effetto del fondatore = quando un piccolo gruppo, con una certa caratteristica, va
a colonizzare un nuovo ambiente, ne esce una popolazione con le caratteristiche
di quel gruppo.
Effetto collo di bottiglia = avviene in seguito a un’epidemia o
- a un evento
catastrofico, per cui solo alcuni individui (a caso) sopravvivono.
La variabilità genetica dettata da dati statistici è detta deriva genetica.
Le tracce visibili dell’evoluzione sono gli organi vestigiali, cioè quelli che in certi
animali, se non utilizzati, si atrofizzano o diminuiscono in dimensioni. Però sono
comunque importanti, perché indicano che l’antenato comune ne era provvisto. Un
altro punto in cui si vede il processo evolutivo è lo sviluppo embrionale; questo
perché in una fase così precoce gli organi non sono così specializzati da evidenziare
nette differenze tra una specie e un’altra. I reperti fossili sono in grado di riportare lo
che testimoniano l’esistenza di strutture
scheletro; i fossili viventi sono degli animali
primordiali che si sono evolute in altri animali. Rispetto ai fossili, quelli viventi sono
importanti perché permettono di studiarne il comportamento.
SVILUPPO DELLA TERRA E DEGLI ORGANISMI
La Terra nasce 4,5 mld di anni fa. 4,2 mld di anni fa si creò un’idrosfera stabile che
pose le basi per le prime reazioni chimiche. 2,5 mld di anni fa si svilupparono le
cellule eucariotiche. A 500 mln di anni fa risalgono i primi fossili di cranioti. In
questa era gli animali sono acquatici, infatti si parla di era dei pesci, e, da qui in poi,
si è registrata un’alternanza di micro e macro evoluzione. Quest’ultima, assieme a
eventi climatici catastrofici, provocò l’estinzione dell’85% delle specie e fu la prima
Il 15% rimanente aveva a disposizione un’enorme
estinzione di massa registrata. 3
quantità di risorse e varietà di ambienti, quindi subirono una grande radiazione
adattativa. Una seconda estinzione di massa fece scomparire gran parte dei filtratori,
promuovendo i tetrapodi e la conquista delle terre emerse. Una terza estinzione
promosse la nascita di rettili e dinosauri, e la comparsa dei primi mammiferi. Con la
successiva estinzione dei dinosauri, i mammiferi si espansero notevolmente.
Per determinare delle somiglianze dobbiamo cercare un piano strutturale comune,
cioè una disposizione ordinata di ossa, se si parla di un arto, che si ritrova in animali
appartenenti a specie diverse. In questo caso si parla di omologia, per cui la
somiglianza a livello anatomico mostra la derivazione da un antenato comune. Se
però andiamo a vedere il rivestimento di un’ala, questo è diverso tra un uccello e un
pipistrello, quindi questo significa che non derivano da n antenato comune con le ali,
ma da uno che possedeva un arto con la stessa sequenza di ossa ritrovata nelle loro
ali. L’opomorfia, invece, è un carattere ereditato da un antenato che nel corso
dell’evoluzione può modificarsi nella forma. Tutti gli animali che hanno un carattere
comune modificato in modi diversi sono uniti da sinapomorfie.
Le sinapomorfie dei cordati sono:
- La notocorda = struttura assiale di sostegno che tutti possiedono a livello
embrionale, mentre altri la mantengono anche nello sviluppo.
- Il tubo neurale = si sviluppa dorsalmente alla notocorda e a livello embrionale è
un tubo cavo.
- Tasche faringee = componente endodermica degli archi faringei.
Endostio = ghiandola esocrina a secrezione mucosa, che nell’uomo si è
- differenziata nella tiroide.
= l’intero tratto digerente termina con l’ano, posteriormente al
- Coda post-anale
quale si ha un’estensione muscolare della notocorda, chiamata coda.
La notocorda è presente in tre taxa:
- Urocordati (tunicati), coda muscolare.
- Cefalocordati (anfiosso), sviluppo del sistema digerente.
- Cranioti (mixine e vertebrati), comparsa di un cranio che serve a contenere
strutture sensoriali delicate e comprende lo sviluppo del cervello.
I tunicati sono caratterizzati da un rivestimento gelatinoso di proteoglicani, in
particolare di tunicina. Alcuni di essi hanno la corda solo in fase larvale, fatta da
mentre altri anche in età adulta. L’adulto di
cellule turgide, Ascidia possiede una
parte basale, in quanto è un animale sessile, un sifone inalante e uno esalante. Sono
organismi ermafroditi con le gonadi che sboccano nell’atrio e i gameti sono emessi
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attraverso un flusso in uscita. Possiedono un cuore dorsale che spinge il sangue con
movimenti peristaltici, con un flusso che si inverte circa ogni due minuti.
L’anfiosso adulto sembra un pesciolino trasparente lungo 3-4 cm, vive infossato e
filtra l’acqua per nutrirsi. La sua notocorda lo percorre per intero, ma anziché essere
formata da cellule turgide, come negli urocordati, presenta delle cellule discoidali di
paramiosina, capaci di sostenere contrazioni prolungate. Queste cellule inviano
prolungamenti citoplasmatici al tubo neurale e così, in seguito a stimoli nervosi si
può controllare la turgidità della notocorda. Nell’anfiosso si ha la metameria della
muscolatura. Nella parte anteriore possiede una bocca provvista di cirri boccali
(tentacoli), per una prima filtrazione. Essa presenta un organo rotatorio con cellule
ciliate, che creano un flusso di acqua entrante. Le gonadi sono anch’esse
metameriche.
I cranioti sono caratterizzati da una serie di sinapomorfie:
- Creste e placoidi neurali = ci sono cellule che si staccano per de laminazione dal
tubo neurale e formano nuove strutture. Grazie a questa differenziazione si
formano gli organi sensoriali più complessi (occhi/orecchie), che nella maggior
parte dei casi si trovano nella parte cefalica. Lo sviluppo sensoriale implica un
ulteriore sviluppo neuronale, dato da un cervello tripartito. Queste strutture
delicate hanno bisogno di protezione, dunque si sviluppano la scatola cranica e i
continuità con le strutture all’interno del cranio.
nervi cranici, che permettono la
- Sistema digerente più specializzato con muscolatura propria, che comporta una
maggiore efficienza nutrizionale. Si sviluppa inoltre un nuovo sistema di vasi e
cuore, proteine (emoglobina) per sostenere il nuovo fabbisogno metabolico,
sistema endocrino, branchie e muscoli degli archi branchiali.
CLADISTICA
Un albero cladistico inizia da un antenato comune e procede per ramificazioni
dicotomiche. La prima dicotomia è tra mixine (invertebrati) e vertebrati. La second è
tra lamprede (bocca tonda) e gnatostomi (bocca articolata). Dagli gnatostomi si
dividono i condroitti (pesci cartilaginei con scheletro non ossificato) e osteitti (pesci
con scheletro ossificato). Questi ultimi a loro volta possono essere archinopterigi
(pinne a ventaglio) e sarcopterigi (pinna muscolosa). Da questi, un ramo dicotomico
individua pesci con un particolare smalto dei denti, e l’altro pesci che ne sono privi.
Da questi ultimi si originano i dipnoi (capaci di respirare sia in acqua che in aria) e i
tetrapodi (con zampe per la locomozione terrestre). I tetrapodi si suddividono in
embrionale sviluppano l’amnios,
anfibi e amnioti; questi ultimi nello sviluppo cioè
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una membrana amniotica che protegge l’embrione, dunque la deposizione di uova
non è più legata all’acqua e si ha la conquista definitiva delle terre emerse. Gli
amnioti si dividono in sauropsidi e mammiferi. I rettili rappresenterebbero un gruppo
parafiletico, ma non possono essere considerati un gruppo a sé, perché si deve per
forza considerare anche gli uccelli. Questo perché i coccodrilli sono
evoluzionisticamente più vicini agli uccelli, che alle tartarughe (che fanno parte dei
rettili).
Cranioti e Agnati
Le mixine e le lamprede sono dei cranioti viventi.
Le mixine sono degli invertebrati di specie marina (circa 45), saprofagi (si nutrono
di materia organica in decomposizione) e vivono in profondità. Hanno dei fluidi
corporei isoosmotici con l’acqua marina; hanno una bocca con tre coppie di tentacoli
a funzione recettoriale e dei denti cornei per sbrindellare le loro prede. Le mixine
hanno la bocca sempre aperta e sopra di essa è presente una narice che fa fluire
l’acqua alla faringe e alle branchie successivamente. Presentano un corpo ricoperto
di muco, in modo tale da sfuggire alla predazione e si riproducono per
ermafroditismo successivo (inizialmente sono maschi, ma alla maturità diventano
femmine). Dato che hanno la bocca sempre aperte si pensa che mangino annodandosi
su se stesse.
Le lamprede (40 specie) sono degli esoparassiti che si nutrono del sangue dei pesci.
Si attaccano alle prede con i denti cornei e successivamente il pistone cartilagineo,
spinge la lingua carnea, permette l’abrasione della carne del pesce. Sono animali che
vivono in acqua salata, ma per riprodursi risalgono le acque dolci. Le loro larve si
amnoceti e si nutrono per filtrazione come l’anfiosso, ma rispetto a
chiamano
quest’ultimo hanno una faringe muscolare che permette di far fluire attivamente
l’acqua. L’amnocete possiede un endostio a secrezione mucosa. Essi possiedono una
fase di sviluppo di 6-7 anni, prima di giungere alla maturità, e alcuni di essi muoiono
subito dopo essersi riprodotti.
Gli arandaspidi sono caratterizzati da un tessuto osseo acellulare chiamato aspidina,
la protezione dell’animale. Questo tipo di tessuto osseo non si riforma,
che serve per
in quanto non c’è presenza di cellule. Presentano degli scudi cefalici dorsali e
ventrali e una coda all’esterno degli scudi, non protetta, che è suscettibile all’attacco
I loro fossili sono l’Arandaspis
dei predatori. prionotolepis, Astrapis desiderata e il
Saccabombapsis jonivert) 6
Gli eterostraci presentano sempre una corazza esterna, ma hanno una coda provvista
di spina dorsale per dirigere il movimento e hanno delle proiezioni laterali immobili,
con funzione stabilizzatrice. La pinna è asimmetrica ed è chiamata pinna caudale
ipocerca, con un maggiore sviluppo della parte inferiore, quindi con una direzionalità
di spinta verso il basso. Questi animali pertanto sono considerati bentonici, cioè
vivono sul fondo delle acque.
Arandaspidi ed eterostraci vanno sotto il nome di ostracodermi.
Gli anaspidi hanno una protezione esterna non formata da grandi piastre, ma da
strutture più piccole che permettono una maggiore mobilità e inoltre presenta delle
pinne anteriori. Pinna caudale epicerca.
I telodonti hanno delle piastre/ scaglie simili a quelle degli gnatostomi e delle pinne
pettorali pari. un’ossificazione pericondrale pari.
Nei galeaspidi compare
si ha la comparsa dell’osso cellula rizzato, di una pinna caudale
Negli osteostraci
epicerca e di due pinne dorsali e pettorali pari, dotate di muscoli. Essi presentano
anche la comparsa di una faringe muscolare, in grado di creare un flusso di acqua
forzato.
Gnatostomi
Presentano coppie di archi faringei, tra i quali sono presenti delle aperture, le
aperture faringee, che comunicano con l’esterno. Il primo arco è quello mandibolare,
forse preceduto da quelli premandibolari, che si fondono con il cranio. Il primo arco
si articola all’estremità e si formano così la mascella (cartilagine palato-quadrata) e
la mandibola (cartilagine mandibolare). L’arco ioideo si adatta in maniera accessoria
all’arco orale e serve a collegare quest’ultimo con il cranio, facendo sì che la fessura
tra questi archi si riduca, trasformandosi, in alcuno animali, in spiracolo (squali),
mentre in altri sparisce completamente. La porzione di mascella e mandibola fa parte
del cosiddetto spiracolo cranico (o cranio viscerale). Primitivamente la mascella
risulta attaccata al cranio e viene definita autostilica primitiva (un tipo di
sospensione). Il secondo arco, derivato da quello ioideo, prende contatto con il
cranio da una parte e dall’altra con l’articolazione mascella-mandibola, e questo tipo
di sospensione è detta anfistilica (si ritrova nei pesci primitivi). La parte in
collegamento con il cranio si stacca per andare a formare un arco orale libero sotto il
è collegato grazie all’arco
cranio, a cui io-mandibolare. Questa sospensione si
chiama iostilica (si trova nei condroitti attuali). 7
Oltre all’arco orale, hanno anche due paia di appendici pari, la comparsa del terzo
canale semicircol
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