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Appunti di Anatomia e Fisiologia dell'apparato respiratorio

Appunti di anatomia dell'uomo sull'anatomia e funzione dell'apparato respiratorio: respirazione interna ed esterna, ventilazione polmonare. Zona di conduzione e zona respiratoria. Polmoni, scambi gassosi. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni dell'università degli Studi La Sapienza - Uniroma1.

Esame di Anatomia dell'uomo docente Prof. P. Biologia

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evitare il collasso, le pareti dei bronchioli contengono fibre elastiche. I bronchioli si

ramificano ulteriormente e formano i bronchioli terminali. Durante il passaggio attraverso la

zona di conduzione, l’aria viene umidificata, in modo tale da

mantenere umido il tratto respiratorio, e la sua temperatura è

simile a quella corporea. La zona di conduzione è rivestita da un

epitelio.

- Una zona respiratoria, che comprende i siti di scambio dei gas

che si trovano nei polmoni. La zona respiratorio inizia dopo che i

bronchioli terminali si sono ramificati. I bronchioli respiratori

terminano nei dotti alveolari che portano agli alveoli, ovvero la

sede principale dove avviene lo scambio di gas. Molti alveoli sono

raggruppati in strutture chiamate sacchi alveolari, che

somigliano a gruppi di uva. Alcuni alveoli, invece, si aprono

direttamente sui bronchioli respiratori. La parete di un alveolo è formata principalmente da

un singolo strato di cellule epiteliali chiamate cellule alveolari di tipo 1 o pneumociti di tipo

1. Negli alveoli, comunque, ci sono anche cellule alveolari di tipo 2 o pneumociti di tipo 2 e

i macrofagi alveolari, che inglobano le particelle estranee e gli elementi patogeni inalati.

Tra queste due zone vi è una differenza essenziale, ovvero lo spessore delle pareti, in quanto pareti

sottili permetteranno scambi gassosi più veloci.

I polmoni si trovano nella cavità toracica. La parete toracica è composta da strutture che

proteggono i polmoni: la gabbia toracica (formata da 12 paia di costole), lo sterno, le vertebre

toraciche, i muscoli e i tessuti connettivi associati. I muscoli della parete toracica responsabili della

respirazione sono i muscoli intercostali interni ed esterni, che si inseriscono nelle costole, e il

diaframma, a forma di cupola. Inoltre, i polmoni sono rivestiti dalla pleura, una membrana formata

da uno strato di cellule epiteliali e di tessuto connettivo. Ciascun polmone, inoltre, è rivestito da un

proprio sacco pleurico e si distingue la porzione della pleura viscerale e pleura parietale. Tra le due

pleure lo spazio si chiama spazio intrapleurico, riempito da un liquido definito intrapleurico.

Il flusso dell’aria all’interno e all’esterno dei polmoni assomiglia al flusso di sangue lungo il sistema

vascolare, in quanto entrambi sono flussi di volume guidati da un gradiente di pressione. La

ventilazione è, infatti, ottenuta grazie alla presenza di gradienti di pressione tra gli alveoli e l’aria

esterna.

L’inspirazione avviene quando la pressione degli alveoli è minore della pressione atmosferica,

determinando un gradiente di pressione che introduce l’aria all’interno degli alveoli. L’espirazione,

invece, si ha quando la pressione negli alveoli è maggiore di quella nell’atmosfera: il gradiente,

quindi, di pressione instaurato determina la fuoriuscita di aria dagli alveoli.

Il volume d’aria presente nei polmoni tra due respiri è chiamata capacità funzionale residua,

dall’acronimo CFR. quando i polmoni si trovano in questa fase, tutte le forze agenti sul polmone e

sulla parete toracica sono bilanciate e il sistema si trova in uno stato di riposo. Per poter mantenere

una pressione intrapleurica negativa è necessario che il sacco pleurico sia a tenuta d’aria. Se il sacco

pleurico si dovesse rompere, (in seguito ad esempio ad una ferita da arma da fuoco, polmonite,

enfisema) la pressione intrapleurica non è più negativa, ma in equilibrio con quella atmosferica ed i

polmoni collassano e la parete toracica si espande. È la condizione che viene denominata

pneumotorace, ovvero aria nello spazio intrapleurico. Ecco perché un polmone è isolato dall’altro,

in modo tale che se collassa un polmone, l’altro può continuare la sua funzione.

All’inizio dell’inspirazione i polmoni si espandono in seguito alla contrazione dei muscoli inspiratori,

determinando quindi un aumento del volume degli alveoli e, quindi, una diminuzione della

pressione intra alveolare. La riduzione della pressione intra alveolare determina un gradiente di

pressione che introduce l’aria nei polmoni.

Durante l’espirazione, avviene l’esatto opposto: i polmoni tendono a ritornare nella condizione di

riposo, facendo diminuire il volume degli alveoli ed aumentare la pressione intra alveolare. Questo

determina un gradiente di pressione che fa fuoriuscire l’aria dai polmoni.

Quindi al diminuire del volume dei polmoni aumenta la pressione intra alveolare, determinando un

flusso d’aria in uscita. I cambiamenti di volume degli alveoli sono prodotti dai cambiamenti di

volume della cavità toracica, che richiedono il coinvolgimento dei muscoli respiratori.

Nell’atto inspiratorio, l’espansione della parete toracica esercita una trazione sul liquido

intrapleurico, causando una diminuzione della pressione intrapleurica. Questa diminuzione della

pressione intrapleurica determina un aumento della pressione transpolmonare, che corrisponde

alla differenza tra la pressione intra alveolare e quella intrapleurica.

Abbiamo detto che i polmoni sono elastici, in quanto tendono a ritornare nella loro posizione iniziale

dopo essere stati stirati. Questa elasticità può essere determinata con la compliance polmonare,

che è definita come il cambiamento di volume polmonare determinato da una variazione nella

pressione transpolmonare. Un’elevata compliance polmonare è vantaggiosa, in quanto è richiesto

meno lavoro o comunque una minore contrazione muscolare per spostare un dato volume di aria.

L’enfisema polmonare, ad esempio, fa diminuire l’elasticità del polmone.

Il surfactante impedisce il collasso degli alveoli più piccoli e l'eccessiva espansione di quelli più

grandi.

- Aumenta la compliance polmonare (la capacità del polmone di variare il proprio volume

quando viene applicata una determinata pressione).

- Previene l'atelettasia (il collasso del polmone) alla fine dell'espirazione.

- Facilita il reclutamento delle vie aeree collassate.


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filo4

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7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in fisioterapia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filo4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia dell'uomo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Biologia Prof.

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