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Analisi Settoriale e Gestione Competitiva - Appunti

Appunti di Analisi Settoriale e Gestione Competitiva per l'esame del professor Amedeo Maizza. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: Il concetto di
criticità , la crisi d'impresa, le relazioni con lo Stato, il ruolo dello Stato in economia.

Esame di Analisi Settoriale e Gestione Competitiva docente Prof. A. Maizza

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- economia sommersa : ovvero la produzione di beni realizzata in totale assenza di conoscenza da

parte della pubblica amministrazione

Le imprese in difficoltà sono esposte all’aggressione da parte della criminalità organizzata la quale trova in

esse uno strumento utile per rigenerare i capitali illeciti e per inserirsi nell’economia legale.

L’illegalità appare come una variabile critica capace di influenzare le dinamiche gestionali delle imprese le

quali possono diventare vittime e quindi cessano il loro importante ruolo sociale.

3. Le relazioni con il Sistema Finanziario

L’organo di governo delle imprese, nell’intraprendere e nell’intrattenere rapporti con le istituzioni

finanziarie, deve valutare correttamente il giusto equilibrio tra fonti proprie e fonti esterne da impiegare

nell’attività operativa.

Le istituzioni finanziarie costituiscono un sovra-sistema di ordine superiore rispetto alle imprese previa

della :

- esistenza di un’attività centrale che coordina, indirizza e controlla il loro operato

- capacità di condizionamento delle scelte e delle attività aziendali

- attività di controllo e monitoraggio della gestione realizzata dalle imprese

- capacità di imporre vincoli e sanzioni che possono anche comportare la crisi aziendale

Le relazioni tra banca e impresa possono essere classificate in due macro-categorie : Relationship Banking

e Transactional Banking.

La prima è caratterizzata dall’esistenza di rapporti fiduciari basati sull’interscambio informativo che

consente alla banca di conoscere dall’interno l’impresa affidata e i rischi e le opportunità che derivano dal

rapporto. Grazie a questa conoscenza, il rapporto può avere una buona flessibilità nelle condizioni negoziali

e tempestività rispetto alle esigenze della clientela. Questo modello relazionale presenta anche dei rischi di

perdita o divulgazione delle informazioni possedute dalla banca. Un ulteriore rischio è rappresentato

dall’esclusività del rapporto.

La seconda tipologia si caratterizza per relazioni con condizioni contrattuali più rigide, vincolate e che

prevedono un’elevata onerosità per l’impresa cliente. In questo modello la banca interpreta ogni singola

operazione come uno specifico rapporto e non ha interesse a realizzare un unitario prospetto informativo

sul cliente, il quale viene valutato di volta in volta a seconda della richiesta manifestata.

Tra le due tipologie relazionali, la prima appare quella con le maggiori potenzialità strategiche poiché

consente alla banca di formulare un efficace profilo rischio-rendimento.

L’attività di controllo che il sistema finanziario esplica sull’operato delle imprese, oltre ad essere finalizzata

ad un monitoraggio del profilo rischio/rendimento, assume anche una valenza di ordine socio-economico.

L’efficienza del sistema finanziario discende dalla capacità di analisi dei fenomeni economici. Il Nuovo

Accordo di Basilea prevede maggiori forme di controllo e valutazione dei rischi per il sistema finanziario

nelle relazioni con le imprese.

Il nuovo accordo si basa su tre pilastri fondamentali :

- valutazione dei requisiti patrimoniali minimi, riguarda nuove metodologie di analisi delle

disponibilità patrimoniali, parametrite in base ai rischi, che stabiliscono per le banche di mantenere

pari o superiore all’8% il rapporto tra capitale di vigilanza e attivo ponderato. Il numeratore del

rapporto può essere calcolato con tre differenti modelli : standardizzato, di portafoglio o con i

rating interni. Il denominatore si basa su tre fattori di rischio : di credito, di mercato e operativo

- controllo prudenziale , che definisce i compiti di controllo del risk management 2

- disciplina di mercato, che prevede maggiore trasparenza informativa

Nell’ambito dell’analisi del rischio di credito, le variabili da considerare riguardano :

- rating cliente

- analisi delle garanzie

- tipologia di operazione

Oltre alla valutazione degli aspetti quantitativi delle imprese, importante è l’analisi qualitativa che riguarda

la verifica della capacità competitiva dell’impresa finanziata ed il suo posizionamento di mercato.

La nuova disciplina discendente da Basilea 2 comporterà sensibili ricadute sull’accesso al credito per le

piccole e medie imprese le quali dovranno essere in grado di manifestare la propria capacità di

sopravvivenza non soltanto in termini di equilibri interni, ma anche con riferimento alle loro capacità

strategico-competitive.

L’assenza, la carenza o l’erronea informazione potranno pregiudicare le relazioni, determinando anche

l’impossibilità di accesso al credito, quindi l’innalzamento del rischio di default per le imprese, quindi

ancora l’incremento dei prezzi delle operazioni.

L’efficienza informativa dei mercati finanziari costituisce un presupposto essenziale per il loro corretto

funzionamento in quanto consente di valutare correttamente il rapporto rischio-rendimento. Gli

intermediari finanziari svolgono un importante ruolo di regolazione dell’informazione poiché riducono le

asimmetrie informative esistenti nel mercato. Nei mercati, l’informazione è presente in maniera difforme

rendendo imperfette le negoziazioni a causa delle asimmetrie informative. In questa situazione si generano

due atteggiamenti definiti moral hazard e adverse selection. Il primo considera l’insieme di comportamenti

scorretti finalizzati al raggiungimento di maggiori vantaggi, mentre con il secondo si fa riferimento a scelte

basate su erronee valutazioni derivanti dalla parziale ed incompleta informazione. In questo contesto le

imprese corrette ed efficienti rischiano l’uscita dal mercato poiché non riescono a sostenere le errate

regole dell’ambiente economico, lasciando spazio a quelle scorrette che falseranno i comportamenti degli

attori economici, conducendo il mercato verso l’estinzione.

4. Le relazioni con la Distribuzione

LE RELAZIONI INDUSTRIA – DETTAGLIO TRADIZIONALE

Questa tipologia relazionale si caratterizza per la posizione dominante dell’ Industria la quale è in

grado, attraverso il suo comportamento, di condizionare non soltanto l’operato, ma anche l’impianto

organizzativo e strutturale della Distribuzione, che assume un ruolo subordinato nei confronti dell’

Industria poiché svolge compiti funzionali al trasferimento dei beni. Questo rapporto deriva dalle

caratteristiche gestionali del piccolo dettaglio che agevola la leadership dell’ Industria che riesce ad

amplificare la propria influenza, fidelizzando la clientela finale ed imponendo la propria presenza nel

punto vendita. Di questa situazione sono le entità commerciali quelle maggiormente esposte ai rischi e

a ciò bisogna aggiungere le difficoltà competitive determinate dalla maggiore presenza della grande

distribuzione nel panorama commerciale.

LE RELAZIONI INDUSTRIA – GDO

La crescita del potere contrattuale della Distribuzione ha determinato profondi cambiamenti nella

relazione con effetti anche sul lato della competitività verticale la quale si è rafforzata anche per alcuni

aspetti, tra cui : 3


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management aziendale
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lella192004 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi Settoriale e Gestione Competitiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Maizza Amedeo.

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