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Analisi Settoriale e Gestione Competitiva -

Appunti di Analisi Settoriale e Gestione Competitiva per l'esame del professor Maizza. Gli argomenti che vengono trattati sono i seguenti: gli studi sull'ecologia organizzativa, l'approccio ecosociologico, l’assenza del rischio di scomparsa dal mercato di un'impresa.

Esame di Analisi Settoriale e Gestione Competitiva docente Prof. A. Maizza

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maggiormente impegnate nella difesa della propria sopravvivenza piuttosto che nella crescita. La mortalità

nei primi anni dall’avvio è un evento fisiologico per gli ostacoli da superare in fase di avviamento e per la

difficoltà di riconoscere lo stato di crisi, distinguendo da scompensi e disequilibri tipici delle fasi di start up. I

dati Istat confermano che la maggior parte delle imprese scompare nei primi due anni di vita.

Il “MODELLO DELLA PORTA GIREVOLE” considera i processi di entrata e di uscita di nuove imprese senza

alcuna modifica negli assetti delle altre realtà per via del possesso, da parte di quest’ultime, di processi

innovativi che garantiscono vantaggi competitivi “permanenti” in virtù della capacità di rinnovamento e di

apprendimento da esse posseduta.

La “METAFORA DELLA FORESTA” sottolinea la forza delle nuove realtà nel soppiantare quelle preesistenti

grazie all’implementazione di formule innovative capaci di cambiare gli equilibri interni all’ambiente.

La ricerca di stabilità da parte del sistema economico generale e delle sue componenti forse non

rappresenta più un obiettivo fondamentale. Zamagni si è interrogato sul rapporto tra filosofia ed economia

ponendo a confronto la ricerca di equilibrio e la ricerca del mutamento. Teorie scientifiche sull’evoluzione

della specie hanno dimostrato come vi sia un’alternanza tra lunghi periodi di stasi ed improvvisi e rapidi

cambiamenti ; stasi e mutamento vengono definiti “equilibri punteggiati”.

Secondo Zamagni, “il successo o il fallimento di soggetti economici(sorting) dipende da processi assai più

ampi e variegati che non le mere differenze di efficienza(selezione) come è invece postulato dalla teria

economica tradizionale”. Il sorting può essere considerato come una divisione tra lo sviluppo e la crisi delle

imprese generata da fenomeni che possono derivare da differenti entità e che si manifestano in maniera e

con intensità difformi tra loro.

Si paragona, così, l’innovazione al moto ondoso ed al vento che generano turbamento e difficoltà per i

naviganti ma, al tempo stesso, smuovono le acque ed agevolano la navigazione dei battelli a vela.

Le onde potrebbero essere rappresentative del sorting. Il management, durante una burrasca/sorting, deve

essere capace nel governare il battello/impresa mettendo in condizioni idonee per affrontare le onde e ,

quando possibile, prendere il vento da poppa.

Sia in natura sia nel mondo economico coesistono selezione naturale e fenomeni esogeni imponderabili che

generano la complessità ambientale.

3. La genesi e lo sviluppo della crisi d’impresa

In un’ottica micro, la crisi d’impresa non è l’effetto immediato di uno o più eventi, ma è un processo

evolutivo che nel corso del tempo deteriora le risorse aziendali. La maggiore o minore velocità del processo

può essere la conseguenza di più eventi dinanzi ai quali non si sono poste valide soluzioni. Questa

incapacità può risalire all’assenza della “cultura della crisi”, ovvero della capacità di percepire i primi segnali

di debolezza del sistema e la conseguente inerzia dinanzi all’evidenza del declino.

I sintomi del processo di decadimento vengono interpretati come momentanee difficoltà che si cerca di

superare con ottimismo sino a quando non si verifica un evento scatenante che pone il management

dinanzi alla “dura realtà”.

Emerge, di conseguenza, la condizione in base alla quale la crisi è sempre preceduta da un periodo di

declino durante il quale l’impresa anziché creare, distrugge valore.

L’accrescimento o il depauperamento del valore economico necessitano di una misurazione solitamente

effettuata con l’attualizzazione dei flussi reddituali prospettici.

Il primo stadio del processo che conduce alla crisi è lo squilibrio gestionale, quindi l’assenza di stabilità che

deve caratterizzare l’operatività dell’impresa. Questi squilibri possono farsi risalire all’inefficienza, quindi

all’incapacità del sistema di perseguire i propri fini impiegando i mezzi disponibili. La causa generale di

inefficienza, quindi di disequilibrio, può essere ricondotta alla perdita di clientela. 2

Il secondo stadio evolutivo è rappresentato dalla manifestazione di perdite economiche protratte nel

corso del tempo a cui si aggiungono riduzione dei flussi finanziari positivi ed incremento della rischiosità

complessiva. E’ un momento strettamente connesso al precedente.

Le perdite economiche generalmente discendono dalla riduzione della componente fiduciaria della clientela

e generano un effetto moltiplicatore nelle altre manifestazioni dell’asset immateriale.

Affinchè si possa parlare di vero e proprio segnale di crisi, è necessario che vi siano anche indicazioni

negative in merito alle prospettive reddituali. Queste ultime devono essere considerate, oltre che sul dato

storico, anche con riferimento al settore di appartenenza, per cui occorrerà valutare la ciclicità, lo stadio di

vita in cui si trova ad operare, le performance dei concorrenti.

Il terzo ed ultimo stadio che precede la crisi è l’insolvenza. Bisogna fare una distinzione tra illiquidità e

insolvenza. Lo stato di illiquidità è una momentanea tensione finanziaria dell’impresa, derivante dalla

carenza di disponibilità monetarie, risolvibile con nuovi apporti ovvero con un miglioramento nella gestione

del capitale circolante. Questo momentaneo squilibrio può discendere anche da consapevoli decisioni del

management che rispecchiano motivazioni di ordine fiscale. L’insolvenza si verifica con la ripetuta

inadempienza alle obbligazioni, generalmente riscontrabile con accadimenti che si ripercuotono

sull’economicità gestionale determinando una strutturale incapacità di ripresa dell’azienda. L’insolvenza

connota dunque la crisi d’impresa.

4. Il sistema vitale impresa e la ricerca di sopravvivenza

L’impresa per cercare di riuscire nel suo intento di sopravvivere nell’attuale contesto adotta un approccio

sistemico-vitale(ASV).

L’esistenza di un sistema presuppone alcune condizioni necessarie per il completamento di un percorso

evolutivo che muove secondo variabili successioni di stato. Una prima condizione necessaria è

rappresentata dall’esistenza di relazioni tra le diverse componenti. La presenza di relazioni consente il

passaggio da un aggregato informe di componenti ad un insieme. L’aspetto caratterizzante di questo

importante passaggio evolutivo di stato è rappresentato dalla condizione immateriale delle relazioni.

L’immaterialità delle relazioni impone un’adeguata capacità di comprensione da parte del soggetto

osservatore per evitare che non percepisca l’esistenza delle relazioni potenzialmente attivabili e, quindi,

capaci di far emergere il sistema. Le relazioni, grazie all’approccio sistemico, vengono concepite in modo da

stabilire opportune sequenze operative che consentano l’attivazione di processi evolutivi per cercare di

comprenderne il funzionamento e le possibilità di un loro perfezionamento.

Il presupposto per l’esistenza del sistema vitale è la presenza di relazioni stabilizzate in grado di garantire

l’equilibrio e l’adattamento all’ambiente. Il carattere della vitalità si connota per la scelta dei migliori assetti

della struttura rispetto all’ambiente, i quali consentono di perseguire la sopravvivenza la quale discende

dalla capacità del suo organo di governo di interpretare i fenomeni interni ed esterni ad esso. Grazie a

questa capacità, la struttura operativa del sistema impresa può essere adeguata ai cambiamenti delle

variabili ambientali. L’aspetto decisionale, che riguarda l’organo di governo, anche nel sistema impresa ha

un ruolo primario rispetto all’attività di gestione, la quale riguarda il complesso delle decisioni che fanno

riferimento ai processi, ovvero alla sequenza dell’operatività che qualifica la struttura anche per la presenza

di routines. Le routines presentano rilevante importanza anche in contesti complessi a causa della loro

capacità di ridurre l’incertezza ed il potenziale conflitto tra gli organi decisionali. Affinchè l’impresa possa

perseguire le proprie finalità, è necessario che il suo organo di governo individui ed interpreti i sovra-

sistemi rilevanti in modo da poter conoscere le loro caratteristiche strutturali e comportamentali,

assumendo decisioni coerenti con i vincoli. L’impresa, per sopravvivere, deve essere capace di

contemperare i propri obiettivi con le influenze provenienti dai sovra-sistemi e con le attese degli stake- 3


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in management aziendale
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lella192004 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi Settoriale e Gestione Competitiva e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Maizza Amedeo.

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